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Mancini a RS: ”Pellegrini merita fiducia. Roma è la mia seconda casa. Inter? Sarà molto difficile”

Amantino Mancini, doppio ex di Roma e Inter, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole del brasiliano, che ha disputato 222 gare in maglia giallorossa arricchite da 59 gol e 39 assist.

Capello è stato fondamentale per il mio arrivo a Roma: lo ringrazierò per sempre perché mi ha dato fiducia. Successivamente Spalletti mi ha dato qualcosa in più: sono migliorato tatticamente, per noi brasiliani è fondamentale, perché inizialmente siamo un disastro (ride ndr). Spalletti ha modificato la mia posizione in campo mettendomi a sinistra con il piede invertito e ha cambiato la mia vita calcistica.

Prosegue Mancini.

Alla nostra Roma è mancato poco per fare quel qualcosa in più: giocavamo bene e sapevamo cosa fare in campo. L’Inter e il Milan era molto forti, anche la Juventus spendeva tanti soldi. L’esperienza in giallorosso è stata bellissima: mi sono sono divertito tanto e scendevo in campo con il sorriso.

De Rossi e Roma-Inter? Esonero sbagliato a inizio campionato: era il meno colpevole di ciò che stava accadendo. La società doveva aspettare più tempo: l’anno scorso ha cambiato completamente la squadra. Ora bisogna solo tifare. Spero che Juric riesca a sistemare la formazione giallorossa ma contro l’Inter la vedo molto dura, anche se nel calcio tutto può succedere.

Colpo di tacco contro la Lazio? È stata una serata indimenticabile in una partita importante per la città di Roma. Anche Emerson fece il mio stesso movimento e io potevo prendere la palla solo così perché mi era finita dietro: sono stato bravo nel gesto tecnico. Questo gol ha cambiato la mia vita calcistica.

Gol contro il Lione? Bellissimo, in un campo difficile contro una squadra fortissima. Mi piaceva tanto puntare l’uomo adesso non lo fa quasi più nessuno. Nelle giovanili non si insegna più a essere liberi, a dribblare l’avversario creando la superiorità numerica. Nella trequarti avversaria è fondamentale esprimere il proprio estro, saltare l’uomo ed essere libero senza troppa tattica.

Differenze tra Roma e Milano? Tante, Roma è una città calda in cui i tifosi sono più partecipi e presenti a Trigoria. Il popolo giallorosso è più passionale rispetto ai sostenitori presenti a Milano che sono più freddi: il trasferimento per me è stato molto difficile. Se tornassi indietro rimarrei a Roma fino all’ultimo giorno, è la mia seconda casa. In quel periodo il club doveva vendere per risolvere situazioni finanziare e sono stato scelto io.

Pellegrini? Non sta vivendo un bel momento come tutta la Roma. È un calciatore che mi piace molto anche se non si può paragonare a Totti che è unico. Bisogna dare fiducia a Pellegrini che è romano e romanista: dobbiamo crederci.

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Di Biagio a RS: ”Pellegrini e Cristante li porterei sempre con me. Saud? Ci vuole tempo”

Luigi Di Biagio, attuale ct dell‘Under 21 dell’Arabia Saudita, è intervento in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex centrocampista di Roma ed Inter.

Il calcio Saudita si sta emancipando, ma la differenza con i calciatori provenienti dai campionati più importanti, è sostanziale ed evidente. Questi movimenti di mercato incidono anche sulla Nazionale con alcuni ragazzi locali che possono perdere un po’ di spazio. Dall’Europa sono arrivati calciatori a fine carriera e altri più giovani come Milinkovic Savic con cui ho parlato anche ieri.

Saud? La cultura, le abitudini, l’alimentazione, la religione sono diverse e possono creare dei problemi. È un ragazzo con buonissime doti che, all’inizio, avrà difficoltà. Ci sarà bisogno di tempo, sono due mondi completamente diversi: ad esempio non amano discutere e non vedono di buon occhio chi gesticola molto, per cui, immagino cosa possa aver provato durante l’esonero di De Rossi.

Prosegue Di Biagio.

Aspettavo un’offerta dall’Italia che non è arrivata, per cui, ho deciso di fare un’esperienza totalmente diversa in Arabia. Dopo l’arrivo di Roberto Mancini, con cui ho già lavorato bene, mi hanno chiamato e sono felice.

A chi ti sei ispirato? Ogni allenatore ti trasmette qualcosa. Se faccio un podio dico: Mazzone, Zeman e Lippi, che hanno tipologie diverse di lavoro, e mi hanno dato veramente tanto. Anche dai tecnici peggiori ho imparato qualcosa.

Pellegrini? È giusto essere esigenti perché ha il potenziale per dare di più ma noto che si è molto prevenuti nei suoi confronti. Al netto dei giudizi personali, Pellegrini negli ultimi 4 anni, ha dei numeri straordinari: lui e Cristante me li porterei sempre dietro. Mi dispiacerebbe molto vederli giocare altrove. So quanto Pellegrini tiene alla Roma e quanto sta male quando le cose non vanno bene.

Esonero De Rossi? È stata una follia: il campionato era appena iniziato. Juric farà benissimo, ma va aiutato: non ha alcuna responsabilità in merito a quello che è successo. Credo che la Roma possa giocare una grande partita contro l’Inter.

Roma-Inter? Ritmo e pressing saranno fondamentali, Juric non dovrà attendere i nerazzurri. Il tecnico croato credo giocherà a specchio con un pressione a tutto campo.

De Rossi-Juric? I principi di gioco sono diversi soprattutto in fase difensiva: Ivan chiede una marcatura a uomo mentre Daniele chiedeva un lavoro divergente. De Rossi stava attuando delle modifiche ma non gli è stato dato tempo.

Di Marco-Angelino? Sono calciatori abbastanza simili. Federico faceva la differenza anche nell’Under 15. Angelino lo conosco bene ha un grande piede, entrambi hanno pulizia nel passaggio e nel cross: calciatori così vanno sempre acquistati.

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Esclusiva RS – Desideri: “Roma, prima la società poi il resto. Pisilli? Centrocampista totale. Chi fischia Pellegrini preventivamente non è romanista”

Stefano Desideri, ex calciatore giallorosso e collaboratore fino ad un anno fa del settore giovanile della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport in esclusiva. Ecco le sue parole:

La Roma di Juric?
“Non è facile rispondere, ci sono stati tanti cambiamenti, tante scelte un po’ controverse. Se non si sistema bene la società, sono del parere, che è inutile fare altri discorsi. Ho giocato a calcio tanti anni e so che poi il calciatore inconsciamente cerca alibi, se hai una società forte il giocatore è costretto a pensare solo al campo. Vedo poche prospettive se non si sistema la società a tutti i livelli”

I Friedkin?
“Nella prima parte della loro esperienza si percepiva anche all’interno la loro euforia, il loro entusiasmo e la presenza assidua. Il tempo ha fatto forse affievolire questa loro passione ed è strano

La situazione Pellegrini?
“Ho vissuto in parte la sua situazione, mi sono fatto l’idea che c’è un piccolo malcostume nella tifoseria di prendere di mira in maniera più accesa i romani, le persone che escono dal nostro vivaio. Anche ai tempi miei, i più bersagliati erano i romani quando c’erano periodi più difficili, ma eravamo di più e quindi ci dividevamo i fischi. Non posso credere che sia tifoso della Roma uno che fischia Pellegrini al riscaldamento. Poi sul piano tecnico bisogna trovarne uno più forte, quando la società sarà in grado di prenderlo allora se ne parlerà, altrimenti dati alla mano trovatemi uno più forte. A me risulta che all’interno dello spogliatoio pesi tanto, si esponga, tutto il contrario di quello che sento. Poi la comunicazione esterna non è compito esclusivo del capitano o dell’alleantore, è lì che serve l’intervento della società. Il capitano deve coordinare anche i rapporti tra la squadra, lo staff, i massaggiatori, a me risulta che Lorenzo nello spogliatoio sia un capitano molto affidabile”

L’Under 23?
“Sarebbe importantissima per la Roma, proprio per il divario che c’è sempre stato tra il campionato Primavera e la lega di A e B. Penso che la Roma non l’abbia mai voluta fare per questione di costi”

Pisilli?
“E’ un centrocampista fenomenale, nella mia visione almeno, un centrocampista forte deve saper fare tutto, occupare tutti i ruoli della mediana e lui ha questa capacità, sa fare tutte e due le fasi, è forte in interdizione, ha corsa, inserimento. Ha una grande famiglia dietro, che è sempre stata tranquilla e lo ha fatto crescere nel migliore dei modi”

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Balzaretti a RS: ”Roma è unica. Pellegrini? Ha bisogno di sostegno”. E il retroscena su Angelino

Federico Balzaretti, ex calciatore della Roma dal 2012 al 2015, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Come sta De Rossi, dato che giovedì eravate insieme allo stadio Olimpico per vedere l’Italia?

L’esonero è stato una bella botta, lo sanno tutti quanto ci teneva ma abbiamo cercato di non parlarne.

Da dirigente, dato che sei stato direttore tecnico dell’Udinese, cosa significa esonerare un allenatore al quale hai fatto firmare un contratto triennale dopo 4 partite?

È una scelta difficile perché, evidentemente, si riconosce un errore commesso in precedenza. Per me non è facile parlare di una situazione legata un amico ma è stata una decisione che ha avuto poco senso: in così poche gare non si può giudicare il lavoro di un allenatore. Ora bisogna guardare con ottimismo e fiducia il futuro: è il tempo in cui la squadra e Juric hanno bisogno di supporto e unità. Da dirigente ed ex calciatore so quanto è importante il supporto del pubblico in una piazza come Roma in cui fa tutta la differenza del mondo.

Juric? Conosco bene il mister: ha idee, da un punto di vista difensivo, diverse da De Rossi, anche se ha modificato qualcosa rispetto all’inizio della sua carriera. Le richieste sono diverse ma le caratteristiche dei giocatori fanno sì che rotazioni, giocate, cambi di posizione, sono abbastanza similari. La Roma continua a tenere tanto la palla come faceva con De Rossi: produceva tanto e prosegue a farlo.

Prosegue Balzaretti.

Quando si difende a uomo, il riferimento è sempre il tuo avversario mentre a zona chiaramente è il compagno di squadra: principi completamente diversi, per cui, c’è bisogno di tempo. Nella Roma di Juric, un calciatore che credo possa fare fatica è Paredes. Quando si ha questo atteggiamento in fase di non possesso palla, si fa una sorta di guerra psicologica con l’avversario: è un’attitudine che bisogna avere e a cui bisogna abituarsi. Juric metterà le idee a disposizione della squadra e poi, in base alle caratteristiche dei giocatori, modulerà le sue scelte. Ad esempio, non credo che a Dybala chiederà di seguire Bastoni a tutto campo.

Pellegrini è fortemente criticato a Roma, come lo hai visto in campo contro il Belgio?

Ha giocato molto bene fino all’espulsione, poi, chiaramente, ha commesso un’ingenuità importante. Al netto delle critiche, è in un momento di difficoltà in cui ha bisogno di sostegno e non di fischi. È il capitano, ha sempre dato tutto poi può piacere come no.

Soulé? Deve stare tranquillo, ne ho sempre parlato bene perché gli riconosco talento e valore. L’ho visto da vicino anche a Vicenza, quando ero direttore, contro l’under 23 della Juventus, per cui, ho seguito il suo percorso di crescita e mi ha impressionato. Giocare avendo il 60% di possesso palla è diverso rispetto a quello che accadeva a Frosinone: deve imparare a fare le scelte giuste contro squadre chiuse. Il problema principale credo sia legato al fatto che Soulé ha voglia di dimostrare di essere forte ed è proprio in questo momento in cui si commettono degli errori. Le difficoltà che sta trovando sono normali e fanno parte di un percorso di crescita. L’argentino rischia spesso la giocata, sarei preoccupato se facesse il contrario: sbaglia per eccesso perché ha voglia di voler mostrare il proprio valore. Non ho alcun dubbio sul fatto che sia un ottimo acquisto e che potrà essere un valore aggiunto per la Roma.

Da ex terzino sinistro, il tuo pensiero su Angelino e gli esterni presenti nella rosa della Roma.

Mi piace molto. Quando facevo il dirigente a Roma lo avevo seguito tanto perché giocava al Nac Breda con Sadiq che avevamo ceduto in prestito. Ha un buon piede, è duttile, poi, chiaramente, sul piano fisico, in area di rigore, può trovare qualche difficoltà. Aggiungo che è bravissimo nella costruzione, nei cross: ha iniziato molto bene la stagione.

Prosegue Balzaretti.

Credo Celik piaccia molto a Juric perché è un giocatore che si applica, ha forza fisica, per cui, nel suo modo di giocare può fare il titolare in questa Roma. Chiaramente il turco dà meno qualità rispetto ad altri calciatori, però negli undici va tutto bilanciato. Non è vero che la Roma non ha qualità sulle fasce: El Shaarawy è una garanzia assoluta. La squadra giallorossa è stata costruita proprio sulla qualità: spetterà a Juric adattarsi a questo. Pellegrini fa 12 km a partita, Pisilli ha corsa, poi ci sono Cristante e Koné, per cui, la Roma ha fisicità in mezzo al campo.

Il momento a cui sei più affezionato della tua esperienza a Roma? Il gol nel derby contro la Lazio e la vittoria contro il Barcellona quando ero dirigente: un’emozione unica. Il legame che ho con la città di Roma è vivo: ringrazio i tifosi per l’affetto che ricevo quotidianamente, dato che ci vivo. Roma è unica anche per questo motivo: non si è di passaggio ma c’è un legame forte anche umano che è per sempre.

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Garzya a RS: ”I Friedkin non sanno cosa vogliono. Dybala? Senza l’unico fuoriclasse si va in difficoltà”

Luigi Garzya, ex difensore della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport.

A Roma non si riesce a vivere una stagione tranquilla (ride ndr). I Friedkin non sanno cosa vogliono: hanno fatto firmare un triennale a De Rossi per poi cacciarlo dopo sole 4 partite.

Juric? È un allenatore bravo che ha bisogno di tempo, dato il suo modo di far giocare alle squadre. La Roma gli ha fatto firmare un anno di contratto per cui il primo pensiero è che possa essere un traghettatore.

Dybala? Quando viene a mancare l’unico fuoriclasse, la Roma va in difficoltà. La squadra è composta da tanti buoni calciatori ma, senza chi riesce a risolvere le partite con una giocata, diventa quasi una formazionale normale. L’argentino conosce benissimo il suo corpo non credo sia frenato sul piano psicologico.

Hummels? Evidentemente ancora non è in condizione. Gli altri difensori stanno facendo bene: credo che quando raggiungerà la forma fisica giocherà.

Saud? Viene da un campionato completamente diverso, se è stato preso, forse qualcosa di buono saprà fare. Non è facile giocare allo stadio Olimpico: va aspettato e aiutato.

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Dimitri Canello a RS: “Il principe saudita bin Salman vuole acquistare la Roma” – AUDIO

So per certo da mie fonti che negli ambienti sauditi c’è grande fermento sul capitolo Roma, anzi. Posso dirvi che il principe, bin Salman, con ragionevole certezza sia determinato ad acquistare la Roma attraverso ovviamente il famoso fondo PIF. E’ un’indiscrezione che sta rimbalzando con forza in ambienti arabi non solo finanziari”. Questa la rivelazione di Dimitri Canello, direttore della testata veneta trivenetogoal intervenuto nel pomeriggio ai microfoni di Retesport.

Il focus principale dell’intervista era ovviamente una valutazione sul Venezia, prossimo avversario della Roma domani all’Olimpico (diretta live su retesport 104.2 dalle 14:00).

“Sicuramente il Venezia proseguirà con il 3-5-2, anche dopo le risposte avute contro il Genoa e la vittoria arrivata a seguito della disastrosa prova di Milano. La squadra lagunare a mio giudizio da centrocampo in su non è male e può giocarsela per la salvezza, ma dietro ha grosse carenze. Anche con Vanoli lo scorso anno, nonostante l’approdo in A, ha chiuso il torneo come l’ottava miglior difesa, quindi non al top del campionato di B. Oristanio è stato fortemente voluto da Di Francesco e da Antonelli, me lo aspetto titolare”

In merito alla vicenda del presunto interesse arabo per il pacchetto di maggioranza della Roma, è giusto riferire per completezza di informazione che, come avvenuto di recente per altre indiscrezioni di questa natura, da Trigoria smentiscono contatti in corso per la cessione del club e nello specifico ad esponenti del mondo arabo, aggiungendo che non ci sono mai stati contatti ufficiali con il fondo PIF e l’Arabia Saudita.

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Boniek a RS: ”Mai contattato dai Friedkin. Ghisolfi è solo mancano persone nell’area sportiva. E il retroscena dopo Budapest”

Zibi Boniek, ex calciatore giallorosso e vicepresidente esecutivo della UEFA ha parlato ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole nel corso di ‘1927’.

Non sono mai stato contattato dalla famiglia Friedikn: le voci mi lusingano, però, al momento, purtroppo, non c’è nulla di vero. Alla Roma mancano persone competenti nell’area sportiva: c’è Ghisolfi che è stato lasciato solo e che prima doveva rendere conto alla Ceo Lina Souloukou. Spero che da questi errori si possa crescere.

Prosegue Boniek.

Se la Roma dovesse contattarmi, vorrei occuparmi della gestione sportiva ma al momento, non c’è nulla.

Juric? Lavora tanto e riesce a migliorare i suoi calciatori. Subentrare a De Rossi non è assolutamente semplice: gli auguro di fare bene.

Boniek sull’esonero di De Rossi.

I Friedkin si basano su statistiche e dati. Credo che non siano stati presi in considerazione diversi aspetti: De Rossi, al primo incarico, avrebbe avuto bisogno di qualcuno al suo fianco per non rimanere solo e che gli avrebbe permesso di lavorare in maniera più tranquilla. Dopo aver firmato un contratto di 3 anni, non si dovrebbe esonerare un allenatore alla quarta giornata, anche perché è stato allontanato nel momento migliore: non è colpa del tecnico se un pallone finisce in porta piuttosto che in rimessa laterale. Certi episodi non si possono ricondurre a al mister. Le statistiche aiutano ma non possono essere determinanti per prendere delle decisioni.

Dybala? Per essere al centro del progetto, deve stare bene fisicamente perché solo così fa la differenza. Mi auguro che l’argentino possa essere la guida della Roma. Aggiungo che la rosa giallorossa non è scarsa, anche se si potrebbe discutere su alcuni investimenti fatti sul mercato.

Zalewski? Juric ha detto che vuole calciatori veloci sulle fasce e, tra quelli a disposizione, Nicola é tra i più dinamici. Se riuscisse a giocare con la serenità con cui scende in campo con la Polonia, potrebbe fare bene anche a Roma: mi sorprende la differenza di prestazioni. Zalewski ama la Roma poi anche lui dovrà guardare i propri interessi.

Boniek ha concluso con un retroscena.

Dopo la sconfitta di Budapest, Dan e Ryan Friedkin mi hanno fatto tornare con il loro jet privato e abbiamo viaggiato insieme.

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Tempestilli a RS: ”Non vedo programmazione nella Roma. I Friedkin o individuano persone valide o spero cedano il club”

Tempestilli, a margine dell’inaugurazione della prima football Academy di Giuseppe Giannini allo stadio comunale Domenico Fiore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport.

”Quello che sta succedendo a Trigoria è un mistero: così non si può andare avanti. Mi auguro per il bene della Roma che la squadra riesca a sopperire a questa situazione confusionaria con qualche risultato positivo. I Friedkin dovranno mettere delle persone competenti nella dirigenza ma abbiamo visto che sceglierli con gli algoritmi non porta a nulla. La proprietà o individua persone valide o spero ceda il club. Non vedo una parvenza di programmazione: l’esonero di De Rossi dopo 4 giornate ne è l’esempio lampante.

Tempestilli ha concluso con un pensiero su Juric.

Juric spero possa fare bene: va aiutato, ha le sue idee ma non ha esperienza a livello internazionale. è un allenatore che non guarda in faccia nessuno e va dritto per la sua strada: cercherà di fare il meglio per continuare ad alti livelli.

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Giannini a RS: ”Pellegrini? Deve rimanere sereno e dare il massimo. Giusto dare spazio a Pisilli”

Giuseppe Giannini, a margine dell’inaugurazione della sua prima football Academy ‘Giuseppe Giannini’ allo stadio comunale Domenico Fiore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport.

De Rossi? Grande delusione per il modo in cui è stato esonerato: stiamo parlando di una bandiera romanista e di un allenatore all’altezza. Stravedo per lui che è sinonimo di appartenenza e attaccamento. Spero che la squadra riesca a tornare in una zona più nobile della classifica: è ripartita con una vittoria importante ma bisogna vedere qualcosa in più.

Pisilli? La Roma ha sempre avuto grandi risorse provenienti dal settore giovanile: Niccolò ne è la prova, infatti, sta facendo bene perché è un ragazzo che ha grande personalità. È bello vedere proseguire la tradizione di calciatori romani e romanisti: è giusto che vada in campo e abbia spazio.

Pellegrini? Gli consiglio di continuare il suo percorso: è un ragazzo che non ha mai fatto polemica. Lorenzo deve rimanere sereno e dare il massimo in campo.

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Marino a RS: ”Sorpreso dall’esonero di De Rossi. Juric dovrà adattarsi ai calciatori a disposizione”

Pasquale Marino ex allenatore dell’Udinese (2007-10), prossimo avversario della Roma, che ha affrontato Juric, attuale tecnico giallorosso, ha parlato ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Esonero De Rossi? Sono rimasto sorpreso perché la scorsa stagione ha fatto un buon campionato e gli è stato rinnovato il contratto. Esonerarlo dopo appena 4 partite mi sembra prematuro: non so come siano andate le cose all’interno. È strano cambiare idea dopo poche partite.

Juric? L’ambiente non è sereno, però, ha dimostrato di essere un combattente che non ha paura di niente. Credo abbia maturato l’esperienza giusta anche a Torino, in un clima di contestazione, per fare bene. Juric darà un’idea di gioco definita alla Roma: è stato il precursore del 3-4-2-1 insieme a Gasperini. La difesa a 3 quindi sarà un punto di partenza.

Prosegue Marino.

Juric l’ho affrontato a Crotone e le difficoltà maggiori che ho riscontrato sono state legate all’aggressività e al pressing che caratterizzano le sue squadre. Ivan cerca continuamente il duello individuale per non far ragionare gli avversari anche nella costruzione dal basso. Nello sviluppo del gioco di Juric sono importanti gli esterni alti che arrivano sempre negli ultimi metri con la capacità di giocare tra le linee con i trequartisti. La Roma avrà un’identità chiara, cosa che aveva anche con De Rossi nella scorsa stagione.

Marino su ciò che serve a un tecnico per fare bene.

Un allenatore, per esprimersi al meglio, ha bisogno di un organico che rispecchia le sue idee e necessita di tempo per assemblare i calciatori che arrivano durante l’estate per avere la possibilità di terminare un programma anche tattico e trovare un’identità che si possa portare avanti. Dopo 3-4 partite non si può esonerare un allenatore perché un pallone finisce dentro la porta invece che in rimessa laterale: se si fanno dei programmi c’è bisogno di tempo per farsi un’idea se il percorso è quello giusto. Ci sono tante componenti da considerare ecco perché sono rimasto sorpreso dall’esonero di De Rossi.

Udinese? Società organizzata che rispetto a quando c’ero io ha alzato l’età media. Dopo la paura della passata stagione sono ripartiti bene con un allenatore straniero un unicum per la proprietà. Conoscendo il loro modo di lavorare hanno avuto ottime referenza di Runjaic e i risultati lo stanno dimostrando. A Udine vogliono capire come si arriva alla domenica tramite il lavoro e se le strategie si vengono applicato in campo. I friulani hanno fuori Sanchez che a mio avviso è ancora capace di fare la differenza: può alzare il livello di qualità. Stare in testa alla classifica è una sensazione bellissima: è capitato anche a me dopo 10 partite. Spero che Lucca possa bruciare le tappe e diventare importante anche in chiave Nazionale perché abbiamo bisogno di talenti.

Quali calciatori della Roma sono adatti al gioco di Juric? E chi potrebbe andare in difficoltà?

Per caratteristiche a centrocampo è più facile che alcuni calciatori giochino nella loro zona di competenza piuttosto che seguire a tutto campo gli avversari. Ad esempio Pellegrini, Cristante e Paredes hanno tanta qualità e dovranno imporre il proprio gioco: per loro diventa difficile rincorrere gli altri calciatori. Credo che Juric darà un’impostazione offensiva alla squadra con una richiesta maggiore del possesso palla. Bisogna dare tempo all’allenatore per dare un’identità e introdurre nuove idee.

Paredes, Cristante e Pellegrini quindi non sono adatti al duello a tutto campo ma più a un gioco fatto di possesso palla?

Certo. Sono centrocampisti più di posizione e meno di corsa. In fase di non possesso palla, ad esempio, non vedo Paredes rincorrere gli avversari. Juric dovrà trovare gli equilibri giusti e adattarsi alle caratteristiche dei calciatori a disposizione.

Dybala-Soulé possono giocare insieme? Sì, dipende dal sistema di gioco che si vuole utilizzare. Li vedo bene in un 3-4-2-1: due trequartisti alle spalle dell’attaccante. I calciatori bravi devono giocare: loro sono quelli che possono cambiare le partite. In questa Roma non so qual è la cosa più conveniente: ci sono tante soluzioni, anche Pellegrini può giocare sulla trequarti.