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“Nessuna irregolarità nel rapporto tra Roma e Pietro Scala”. L’analisi di Bosco (presidente dell’Asso Agenti italiani)

 Pietro Scala è finito al centro di un’inchiesta di Report per il suo coinvolgimento nelle operazioni legate a Wesley e Bailey. Christian Bosco, Presidente dell’IAFA (Italian Association of Football Agents) ha fatto chiarezza sulla professione dell’agente sportivo.

Che idea si è fatto della promo del servizio di Report riguardante Pietro Scala?

«Sulla base delle sole informazioni emerse dalla promo del servizio, ritengo che ci possa essere stata un’erronea interpretazione delle norme cogenti. Scala risulta in possesso da anni della qualifica professionale necessaria per esercitare in Italia ed è regolarmente iscritto al preposto registro nazionale presso il CONI. In questo caso, quindi, la Roma ha pienamente diritto di avvalersi della sua consulenza anche per la contrattualizzazione ed il tesseramento di calciatori provenienti dall’estero».

Per operare in Italia quali requisiti deve avere un agente?

«Il percorso abilitativo nazionale prevede una prova generale presso il CONI, articolata in una fase scritta ed una orale, e successivamente un esame specialistico presso una o più Federazioni nell’ambito delle quali si intende operare. Questo percorso può essere intrapreso anche da un cittadino straniero legittimamente residente in Italia».

Che differenza c’è tra le abilitazioni CONI e FIGC e la licenza FIFA?

«Un agente sportivo può operare in Italia attraverso l’iscrizione al Registro Nazionale presso il CONI. La licenza FIFA si configura come una certificazione privata che viene conseguita tramite un quiz online e non prevede il possesso di un diploma di scuola superiore, né di una formazione preliminare».

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Lotito rilancia: “La Lazio sarà immortale!”

“Una Lazio immortale”. Questo il messaggio di Claudio Lotito, presidente della Lazio espresso ai microfoni di Sport Mediaset, ieri a margine della finale degli ATP di Roma al Foro Italico.

Dopo il derby infatti il numero biancoceleste ha raggiunto gli spalti del centrale del Foro Italico, dove è stato anche pizzicato tra le varie figure istituzionali, mentre dormiva e la foto è divenuta subito virale.

Nel frattempo però Lotito lancia un monito chiaro alla tifoseria biancoceleste: nessuna intenzione di mollare la presa sul club, anzi. Il progetto il rilancio a 360 gradi anche grazie allo stadio Flaminio.

“Non avere i tifosi non è positivo, ma di fronte a posizioni strumentali si fa di necessità virtù. Purtroppo i tifosi seguono interessi passionali, non hanno la capacità di aspettare. Quando presi la società era fallita, oggi lavoriamo per renderla immortale attraverso la realizzazione dello stadio. Questo la renderà autonoma da chiunque, anche da me”

“Dal 30 novembre 2027 la Lazio cesserà di pagare 550 milioni di debiti. Avrà una cassa maggiore per nuovi investimenti e per essere competitiva. Tutti devono remare dalla stessa parte, quando si crea scollamento è difficile raggiungere gli obiettivi”.

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Massucci (Questore di Roma) accusa il club giallorosso: “Doveva sostenere le autorità non gli ultras”

Nonostante sia stata una giornata assolutamente positiva sul piano dell’ordine pubblico, con i tifosi romanisti che hanno assistito serenamente al derby, i laziali a Ponte Milvio e gli appassionati di Tennis a godersi il successo di Sinner al centrale, non si fermano le polemiche dopo il caos della scorsa settimana sulla data del derby.

Ad alimentare il fuoco che sembrava essersi spento definitivamente ieri, c’ha pensato in queste ore il Questore della capitale, Massucci, che ai microfoni del quotidiano La Repubblica ha espresso dichiarazioni molto pesanti nei confronti del club giallorosso: “La città ha risposto bene come sempre, ma dalle società ci aspettiamo qualcosa in più. La Roma doveva sostenere le decisioni delle autorità di sicurezza e tutelare tutti i tifosi, non solo gli ultras».

Perché era così temuta questa partita?
«Il livello di conflittualità era molto elevato. Dal lato Lazio c’era la protesta contro il presidente Lotito e quindi l’esigenza di presidiare un territorio esterno allo stadio, dove non ci sono garanzie come le techologie e i meccanismi di separazione. Dall’altro una tifoseria, guella romanista, che presenta situazioni di criticità come quelle viste in passato e che quest’anno ci hanno visto impegnati in un lavoro serralo, soprattutto sul lato curva Sud».

Secondo lei si poteva evitare a inizio anno la concomitanza tra derby e Internazionali? «È evidente che in fase di pianificazione questi due eventi insieme vadano evitati e che, quando si commettono errori, si possano correggere lavorando insieme. Il buon senso, in questo caso, indicava due possibili strade. La scelta più ovvia era lo spostamento al lunedì della partita di campionato. Questa decisione poi si è portata dietro tutte le polemiche che abbiamo visto, fino a un deterioramento del quadro informativo e del livello di conflittualità tra tifoserie, che ci saremmo ritrovati entrambe in mezzo alla strada, con noi in mezzo. Sarebbe stata una polveriera».

Quindi non c’è stato un dietrofront dettato dalla Lega e dalle esigenze delle tv?
«No, l’ordinanza del prefetto è nata in un contesto in cui quell’ordinanza era necessaria. Poi la valutazione del rischio va monitorata, aggiornata e riformulata ora dopo ora e in base all’evoluzione delle cose. La Lega ha riconosciuto l’err, e che aveva fatto e si è messa a disposizione. I 200 steward nelle vie d’accesso che hanno indirizzato i tifosi sono stati un investimento della Lega».

La Roma si è schierata accanto alle frange più estreme del tifo, che avevano dichiarato che non sarebbero entrate allo stadio di lunedi. Se lo aspettava?
«Io dico che nei rapporti tra i club e i propri tifosi c’è qualcosa da rivedere e la Roma non è immune da questo. Ci lavoreremo. La figura del supporter liaison officer, chele autorità sportive hanno inserito ed è prevista dalle regole Uefa e Fifa, non funziona come vorremmo».

A cosa fa riferimento?
«I rapporti tra tifosi e squadre di calcio sono regolati, esiste una struttura organizzativa, un modello che funziona in tanti altri paesi. Esistono i dipartimenti del tifo, attraverso cui il club si occupa dei propri tifosi. Il rapporto con i tifosi non è qualcosa che si gioca tra società e ultras: i tifosi sono tutti».

Numerose inchieste hanno evidenziato rapporti tra membri della curva di Roma e Lazio e la criminalità organizzata. Questo legame è ancora presente?
«Per dare una risposta netta servirebbe una risposta processuale, cioè una sentenza passata in giudicato. Dal punto di vista di un osservatore esperto, però, dico che la situazione non mi lascia tranquillo».

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Gasperini: “Qui per vincere in 3 anni. Per uno che viene da Bergamo conquistare il pubblico romanista vale più di uno Scudetto”

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 2-0 contro la Lazio:

Allegri si complimenta con Gasperini: “Non era facile fare il lavoro che ha fatto a Roma in un ambiente difficile…”
“Grazie Max. Abbiamo ancora 90 minuti da giocare. Un campionato straordinario, tante squadre in pochi punti. Oggi è stata un’emozione enorme. Siamo felici perché sappiamo che dipende da noi e non da altre squadre. Possiamo raggiungere domenica questo traguardo”.

Aveva speranza e consapevolezza che qualcuno potesse fare un passo falso?
“Ce lo auguravamo ma non era facile. Poi alla fine ha perso la Juventus in casa. Noi eravamo concentrati sulla nostra partita che era molto difficile contro una Lazio di valore e che ha recuperato elementi. Primo tempo di difficolta, poi l’abbiamo sbloccata. Complimenti a questi ragazzi. Ora non dobbiamo farci prendere troppo dall’entusiasmo. Domenica è l’ultimo passo di questa rincorsa incredibile. Dobbiamo festeggiare oggi”.

Questa squadra ha saputo reagire nei momenti di difficoltà e oggi ha dimostrato un grande cuore. Mancini è l’emblema…
“Mancini ha fatto una doppietta in un derby che rimarrà indelebile. Questa squadra ha avuto tanti capitani che ha saputo amalgamare anche i nuovi che sono arrivati. Non ho avuto problemi di nessun tipo. Tutti hanno cercato di dare il massimo. Sono stati rari i momenti difficili, addirittura pensiamo che il 3-3 contro la Juve è stato un momento difficile invece quella è stata una partita che ci ha dato consapevolezza di avere qualità, di fare gol, cosa che nel girone di andata facevamo fatica. In tanti sono andati in gol”.

Proverà a trattenere Dybala?
“Questa è materia della prossima settimana. La fortuna è che qui c’è la proprietà, diventa tutto più facile perché sono in grado di dare risposte sul momento. C’è la volontà della società, del calciatore, sicuramente io sarei molto contento per lui e tanti altri. Abbiamo superato il fatto di avere diversi giocatori in scadenza. Sono stati professionali, hanno dimostrato attaccamento alla Roma. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo ma il giudizio sui ragazzi non cambia”.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Ora il destino è nelle mani della Roma. Quanto vale questa vittoria?
“Dobbiamo essere felici. Adesso dipende da noi, non dobbiamo più sperare nei risultati degli altri e questo è comunque un vantaggio rispetto alle ultime settimane. La partita a Verona sarà difficile perché tutte le squadre stanno facendo il massimo, lo abbiamo visto anche oggi. Intanto siamo felici della vittoria nel derby, abbiamo una settimana per preparare quest’ultima gara. Se riusciamo a vincere possiamo dire di aver fatto qualcosa di straordinario oltre le aspettative”.

Il primo pensiero che ha avuto al termine della partita? Un mese fa ci credeva solo lei…
“Io ci credevo perché ho giocato tanti campionati e anche tutte le altre volte che sono andato in Champions ho sempre dovuto giocare al massimo fino alle ultime giornate. Sapevo benissimo che quando si arriva in questo periodo di stagione diventa un altro campionato. Credo che ci siamo dati tanto a vicenda con i ragazzi, è stato un bel connubio. Ho sempre ringraziato i giocatori per la loro disponibilità fin dai primi giorni di ritiro su questo non ho mai avuto dubbi. Stiamo facendo una stagione straordinaria per quello che abbiamo costruito nello spogliatoio. Non ho mai avuto problemi, solo piccole cose normali quando si vive insieme. C’è grande attaccamento a questa squadra che come me ha sempre creduto in questo risultato. Ora ci manca una partita e dobbiamo essere bravi come lo siamo stati nelle 37 prima. Ora andiamo a Verona ed è ancora da conquistare”.

Raramente ho visto un allenatore così scatenato a fine partita. Lei è venuto qui per vincere qualcosa di importante?
“Assolutamente si, mi sono dato 3 anni di tempo. Queste piazze non possono stare 10 anni senza risultati, riuscire ad arrivare in Champions è difficile, ci sono le big più il Como. Atalanta e Bologna, la Lazio stessa che ha una rosa importante. Mi ero posto questo traguardo. Le squadre sono sostenibili quando fanno risultati, allora si alza il valore di tutti, giovani e meno giovani, di chi gioca e chi no. L’obiettivo è fare squadre forti e giocare per obiettivi alti”.

Come è cresciuto il rapporto tra lei e il pubblico?
“Il pubblico è sempre stato sold-out. Abbiamo fatto 19 partite in casa più le coppe sempre con lo stadio pieno, questo avviene in pochi posti. Sono piemontese, scuola Juve, sono cittadino onorario di Bergamo e l’Atalanta è un acerrima nemica. Ero la persona meno adatta per entrare in sintonia con la gente, ma io sono venuto qui per fare calcio e credo che la gente mi abbia apprezzato per questo. Poi è chiaro che contano i risultati, però la cosa più importante è aver conquistato la credibilità della gente, è un successo più grande dello Scudetto”.

I gol di Mancini è una casualità che sono identici?
“Straordinario fare una doppietta nel derby, lui di gol così ne ha fatti parecchi. Poi il fatto di averli fatti nel derby rimarrà indelebile nella sua carriera”.

Quanto le dispiace dover giocare una partita così contro una squadra scarica e la Curva Nord vuota?
“Mi dispiace che non siano venuti i tifosi della Lazio, il derby è della gente ma questa è una scelta dei tifosi, non siamo responsabili di niente. Loro hanno giocato mercoledì ma nel calcio di oggi chi fa le finali è così, è capitato anche a me di giocare la finale di Coppa Italia e subito dopo la finale di Europa League. Questi ormai sono alibi che non tengono più, è importanti che non ci si pensi più”.

È più felice Gasperini o più arrabbiato chi non è riuscito a portarsi a casa Gasperini la scorsa stagione?
“Agli altri non penso. Io sono molto felice con i miei giocatori e con l’ambiente. Chi non è felice scusi?”.

La Juventus…
“Ah, non ci pensavo proprio. Io sono felicissimo per me e posso parlare per me”.

Cosa ha provato al fischio finale?
“Ho la sensazione di essere ad un passo dal traguardo. Ora dipende da noi questa soddisfazione. Abbiamo fatto qualcosa che ci siamo prefissi noi oltre le aspettative. Quando superi il tuo record è molto bello. Noi facciamo calcio e cerchiamo di dare soddisfazioni alla gente e oggi ho visto persone felicissime. Quando dai soddisfazione a gente che vive l’umore della settimana in base al risultato della Roma è bellissimo. Abbiamo fatto felici tanta gente, ora speriamo di farlo ancora domenica. Abbiamo parlato già troppo”.

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Derby, Sarri tuona: “Se giochiamo domenica non vengo e Lotito non presentasse la squadra”

Parole al vetriolo quelle di Maurizio Sarri sul tema derby e sul caos data. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, in cui accusava la Lega di aver prodotto un pasticcio, sottolineando a suo dire il disagio di giocare la gara alle 12:30, a margine della sfida persa ieri sera contro l’Inter, il tecnico biancoceleste ha annunciato che non si presenterà domenica, qualora la gara venisse infine programmata alle 12:30.

«Io ho la sensazione che lunedì vengo, domenica non vengo, alle 12.30 giocheranno loro. Se fossi il presidente non presenterei neanche la squadra»

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Totti: “Spero inciampi qualcuno e la Roma vada in Champions. Ritorno? Non conta adesso”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di Sportmediaset: “Se la Lazio ha chances? È sempre una finale, si affrontano due belle squadre. L’Inter come dicono tutti è la strafavorita perché ha distrutto il campionato, arriva in un momento di forma strepitosa, quindi ora sembra favorita ma nel calcio non si sa mai”.

Sul finale di campionato e la volata Champions:
“Dopo le ultime partite il campionato è avvincente, ci sono due posti Champions, io penso che chiunque possa inciampare, l’importante è che qualcuno lo faccia e la Roma riesca a vincere queste due partite”.

Su Gasperini:
“Penso abbia fatto un buon percorso, come primo anno è stato positivo. Poi è normale che tutto quanto è successo lo mettiamo da parte, pensiamo a queste due partite, poi la società e il mister si metteranno seduti e valuteranno la cosa migliore da decidere”.

Inevitabile la domanda sul suo ritorno a Trigoria:
“In questo momento non ci pensiamo. Pensiamo alla Roma e basta, che è la priorità, poi tutto quello che verrà è di conseguenza”.

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Gasperini: “Sul 2-1 pensavo alla Conference. Complimenti ai ragazzi, vittoria meritata. Rinnovo Dybala? Chi lo sa…”

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di SKY SPORT. Ecco le sue parole:

Si diverte con queste partite?
“Mi sono divertito alla fine e anche la gente si è divertita. La partita è stata di livello. Abbiamo fatto un primo tempo buonissimo, ma abbiamo preso qualche contropiede di troppo. Il Parma sta benissimo e giustamente ha battagliato alla grande. La partita è stata difficile. Nel finale l’abbiamo ribaltata, ma abbiamo avuto tante occasioni”.

Tra i protagonisti Dybala. Ha detto che quella del derby sarà l’ultima partita davanti ai tifosi della Roma…
“Ha detto così? Da contratto? Magari, chi lo sa. C’è ancora una settimana di tempo per arrivare al derby. Paulo è stato bravissimo anche oggi. È rientrato dopo tanto tempo, ci ha dato qualità. Peccato non averlo avuto per tanto tempo”.
Ti aspettavi un secondo tempo così? Qual e è stato il cambio più decisivo?
“Quello di Rensch. Ha fatto gol e rigore. In termini di risultato ha cambiato la partita. Noi abbiamo fatto sicuramente un ottimo primo tempo. Non è facile recuperare le energie per riportarsi in vantaggio con una squadra che sta così bene come il Parma che ripartiva in contropiede con pericolosità e fisicità. Hanno messo dentro anche Pellegrino. Noi abbiamo avuto un grande spirito sotto quello aspetto. La squadra è straordinaria da inizio anno. Abbiamo avuto occasioni con Malen, il portiere ha fatto un paio di parate incredibili. Sembrava una partita un po’ stregata per il numero di occasioni. Quello che non siamo riusciti a fare in tanti calci d’angolo, poi è successo tutto negli ultimi minuti”.

C’è un bellissimo gruppo che pensa di arrivare in alto. Complimenti anche per i cambi…
“Complimenti ai ragazzi per come sono entrati. Io ho fatto i complimenti dal primo giorno a questo gruppo. Sotto quell’aspetto la squadra non è mai mancata. Ora certi cambi sono cresciuti, abbiamo recuperato qualche calciatore come Dybala e Soulé. Ci manca Pellegrini, oggi anche El Shaarawy. Cambiare la gara con i cambi e ci è riuscito poche volte, significa che siamo più pronti”.

GASPERINI A DAZN

Qui le immagini di come si è goduto il gol…
“Fare gol nel recupero mi è capitato, ma rarissime volte di passare dal 2-1 al 2-3. È la prima volta che non guardo un rigore: stavo guardando la gente, ma il tabellone lo faceva vedere quindi l’ho visto uguale”.

Dopo il gol di Keita si è seduto in panchina. Ha pensato fosse finita?
“No, non pensiamo mai fosse finita fino a quando l’arbitro non fischia. Però è chiaro che le condizioni erano difficili, mancava poco ed eravamo sotto. Stavo pensando alle occasioni che avevamo avuto e alle parate di Suzuki straordinarie. Pensavo alla Conference…”.

Eri molto arrabbiato per la gestione della partita nel secondo tempo, ma la squadra ha avuto una grande reazione…
“Non è facile arrivati a questo periodo del campionato, ci può essere qualche calo, perché cambia il clima, cambia la pressione. Abbiamo preso veramente un brutto gol, il tiro passa in mezzo a tre e loro hanno preso fiducia. Bravissimo Strefezza, ma sono episodi che ti fanno veramente incavolare perché sono un po’ gratuiti. Tornare in vantaggio contro una squadra che ha preso entusiasmo, dopo aver speso tanto, non era facile. Ci sono state quelle 3-4 occasioni importanti dove non siamo riusciti a fare gol e lo subisci, sembrava un a giornata storta. Va premiato lo spirito di questi ragazzi. Abbiamo avuto una serie infinita di calci d’angolo e poi è arrivato questo a tempo scaduto. L’abbiamo ribaltata, il rigore mi sembra netto. Capisco il Parma, perché perdere così fa male, ma noi abbiamo meritato, abbiamo fatto una buona partita contro un Parma molto motivato”.

Sul rigore si sono organizzati Malen e Dybala? C’è altro da dire su Malen?
“Sul rigore è una tecnica, tutti andavano addosso a Dybala per distrarlo. Quando sono andati via abbiamo dato palla a Malen. È un ragazzo tranquillo, non molto espansivo. Si è inserito benissimo nello spogliatoio, non è un capogruppo, ma è un ragazzo straordinario. Ha sempre questo viso sereno e ci tiene moltissimo. Ha delle motivazioni straordinarie, è un ragazzo che ci ha alzato il livello in campo e ci siamo affezionati anche al ragazzo”.

Sono partite che fanno venire voglia di legarsi ancora a Dybala per altre partite?
“È stato un peccato averlo perso per così tanti mesi. Speriamo di non doverci rammaricare. Oltretutto stava molto bene prima di doversi fermare per tre mesi. Ero convinto che sarebbe stata un’annata straordinaria per lui perché l’avevo visto giocare a livelli alti, quindi è un peccato. Però adesso ce l’abbiamo. Poi lui ha tutte le energie del mondo, a fine partite era ancora fresco e pimpante”.

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Dybala: “Futuro? Non so nulla, la Roma non mi ha mai contattato”

Paulo Dybala ha parlato ai microfoni di Sky Sport:

Tante volte abbiamo parlato di questo gruppo che non molla nelle difficoltà…
“Sicuramente questa è una squadra che da tutto fino alla fine. Diamo il massimo per arrivare a giocare così 90 minuti. Sappiamo che non dipende da noi la Champions ma lotteremo fino alla fine”.

Manca poco alla fine del tuo contratto…
“Vorrei sapere anche io il mio futuro, io ho un’idea e la tengo per me. Il contratto finisce tra due partite. Al derby da come dice il contratto sarà la mia ultima partita davanti ai tifosi”.

La società ti ha contattato?
“No. Vedremo cosa succederà”.

DYBALA A DAZN

Quanto sposta questa rimonta per la corsa Champions?
“Oggi era fondamentale vincere in qualsiasi modo. Vincere così è bello. Sicuramente la gente a casa si è divertita ma ha anche sofferto. Speriamo che quelli sopra a noi cadano e di poter vincere”.

Hai ceduto il rigore a Malen?
“Lui è in un momenti incredibile, era giusto lasciargli il pallone”.

La prossima è il derby, come ci arrivate?
“Più carichi non possiamo arrivare. Per i tifosi della Roma e per la classifica sarà bello giocare”.

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Gasperini: “Futuro? Conta solo il campo. La società sta pensando al resto. Konè? Vorrei restasse ma nessuno è incedibile”

Gian Piero Gasperini ha parlato in sala stampa alla vigilia di Parma-Roma. Ecco le sue dichiarazioni:

In campo avete dimostrato grande reattività. Sul binario del futuro c’è reattività?
“Il primo binario è quello che conta. Domani siamo a Parma, a tre partite dalla fine. Per noi è decisiva, la concentrazione massima è su quello. Sul resto sono situazioni molto legate a quello che la società vuole fare, perciò bisogna rivolgersi a loro. Ritardo? Non mi sembra che nessuno viaggi veloce, sono tutti impegnati con il campionato. Le cose magari si evolvono più velocemente con la fine del campionato.”

Questa rosa, per essere competitiva ad alti livelli, di quante pedine ha bisogno?
“Che questa rosa sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest’anno, le reazioni che hanno avuto in tutto questo campionato. Nei momenti di difficoltà ha sempre reagito e fatto buoni risultati, si è tenuta in posizione alta di classifica. Per il resto si vedrà quest’estate, io sono dell’idea che bisogna sempre migliorarsi e mettere elementi che possono portare valore aggiunto quando si può.”

La Champions è determinante per fare una squadra più forte o ha avuto garanzie?
“La Champions ti porta più risorse, quindi tutti vogliono arrivare in Champions per quel motivo. Fino a qualche anno fa non fregava a nessuno del quarto posto. Se hai più risorse economiche hai più possibilità di operare sul mercato. Il mondo però è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche in assenza di risorse così importanti.”

A che punto è il casting per il ds? I Friedkin la stanno coinvolgendo?
“In questo momento siamo concentrati sul campionato e la partita di domani. Tutte le ipotesi riguardano varie squadre, quindi i casting si sprecano. In questo momento, personalmente sono concentrato sulla partita di domani.”

Ha detto che non vuole lavorare con idee di altri. Chi sono questi “altri”? Cosa ne pensa del ruolo di manager all’inglese?
“Secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi poche storie, parlarsi con sincerità e vedere quello che si può fare per il bene della società e della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la propria squadra, andando a ricercare giocatori con le caratteriste necessarie all’allenatore per migliorare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze del direttore sportivo nello spendere certe cifre. Vedo due ruoli molto legati e vicini, sia come idee di calcio, sia come possibilità di potersi aiutare e sostenere, con la finalità di migliorare la squadra. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio. Parliamo di tante cose, meno che di calcio. Gli unici argomenti sviluppati sono questi. È calcio anche quello? Ha ragione, ma a me non interessano. Il mio modo di giocare mi ha portato a dei risultati, quindi cerco di portare avanti i miei punti di forza. Vado alla ricerca di giocatori e situazioni che possono aiutarmi a sviluppare il gioco che voglio fare.”

Vuole puntare su Koné la prossima stagione? Lo ritiene incedibile?
“Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte, forse nelle squadre top top top mondiali. La differenza la fa sempre l’aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tolti pochissimi, sono rinunciabili. Ma queste offerte irrinunciabili sono pochissime e rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione. Spero continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un’offerta irrinunciabile forse ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila, e che vale per tutti”.

Raccogliamo testimonianze di un suo iper-attivismo nelle vicende extra-calcio. Cosa c’è di vero?
“In questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni saranno discusse con la società se sarò coinvolto. In questo momento la proprietà è impegnatissima, quando riterrà opportuno di poterlo fare accelererà su questo. Però la società si muove, probabilmente non è ancora il momento giusto.”

Questa Roma perché dovrebbe andare in Champions?
“La Roma potrebbe andare in Champions, ma la differenze è minima, lo meritano anche le altre. È sempre stata lì per tutto il campionato, a battagliare. A eliminazione sono andate via Lazio, Atalanta, Bologna, noi siamo rimaste lì e si gioca tutto sul filo di un punto. Per me è stata soddisfacente. Se andassimo in Champions sarebbe un risultato che ci darebbe grande soddisfazione.”

Confermerà l’undici titolare visto contro la Fiorentina o aggiungerà qualcosa davanti?
“La Roma sta facendo bene, siamo in un momento di fiducia. Ogni partita è diversa e incontriamo una squadra che ha fatto bene, si è tolta dalla lotta per non retrocedere. È una squadra tranquilla, ma abbiamo visto la scorsa settimana che il campionato italiano è diventato bello fino alla fine. Anche squadre che non hanno obiettivi chiari giocano al meglio. È molto positivo. Domani per vincere col Parma dovremo fare molto bene.”

Ha detto “se sarò coinvolto”. Ancora non è sicuro?
“Non soffermiamoci sulle parole, andiamo sul succo del discorso. Arriverà il momento in cui dovremo essere una squadra forte, in cui c’è convinzione da parte di tutti di quello che andremo a fare. Su questo non possiamo permetterci dubbi o incertezze.”

È soddisfatto di Soulé?
“Soulé ha fatto bene, poi ha avuto questo periodo molto lungo e sofferto di pubalgia. Questo gli ha lasciato qualche strascico che sta superando. Non è al meglio sicuramente dal punto di vista fisico, però il suo contributo è sempre molto importante. Leader tecnico? È un giocatore importante.”

Cuesta non ha vissuto le dinamiche di campo prima di diventare allenatore, che ne pesa?
“Ho avuto modo di conoscerlo l’estate scorsa. È un ragazzo molto preparato. Effettivamente ha saltato molti ostacoli ed è arrivato direttamente in alto. Alcuni devono fare una strada tortuosa, altri prendono la direttissima e lui è tra questi. A volte è più rischioso in questo modo, però lui ha dimostrato di acquisire sempre più fiducia. La sua squadra è solida e ha fatto risultati importanti. Ha salvato il Parma con diverse giocate d’anticipo. È stata una squadra concreta. Per un allenatore così giovane è un traguardo importante.”

Come stanno Angelino e Dybala?
“Dybala si sta allenando regolarmente da un paio di settimane, quindi sta migliorando. Non è tanto una condizione per lui, quanto di forza in quella gamba, di recuperare la forza di tiro. Angelino ha avuto una stagione inaspettata da parte di tutti, difficilissima. In questi ultimi giorni, per la. Prima volta stiamo vedendo il giocatore che è stato l’anno scorso, e questo ben sperare soprattutto per la prossima stagione. È un giocatore forte che purtroppo è mancato tutto l’anno.”

Le operazioni di Wesley e Bailey risultano intercediate da Pietro Scala, amico di Ryan Friedkin, che non ha un ruolo nella Roma ufficiale, ma di fatto. Questo rapporto particolare è la ragione per cui è stato l’intermediario?
“Sono la persona meno indicata per spiegarglielo. So parlare dell’aspetto tecnico. Sotto l’aspetto contrattuale io non partecipo mai alle trattative.”

Non conosce chi tutela questi giocatori?
“Posso anche conoscerli, alcuni più, alcuni meno. Per esempio non conosco il procuratore di Bailey. Non partecipo alla stesura dei contratti e neanche alla trattative. Non credo ci siano allenatori che possono aiutarla in questo senso.”

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L’appello di Gasp: “La Roma va rinforzata non smantellata. Se devo lavorare con idee altrui, giusto andar via”

Gian Piero Gasperini non sa più come spiegare il suo punto di vista, che parte da un’alta considerazione del blocco centrale della sua squadra, elogiata anche ieri sera per serietà, abnegazione alla causa ma anche per valori complessivi: “Questa è una squadra forte, che ci mette sempre la faccia, che non si tira mai indietro, che gioca sempre”. Non tutti ovviamente, ma quel blocco di 14-15 calciatori che hanno sorretto tra mille avversità anche questa annata, portando la Roma a tre giornate dalla fine a -1 dalla Champions.

Nel corso della lunga conferenza stampa post partita, il tecnico ha ribadito il suo punto di vista sulla programmazione futura – “Questa squadra va rinforzata, non smantellata, mi infastidisce sentir parlare di banda del 5-6 posto” – lanciando un appello chiaro alla società: “Rispetto anche altre idee, ma se devo lavorare con le idee degli altri cambio posto”.