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Zaniolo: ”Voglio il meglio per i tifosi della Roma. Mourinho? È una grande persona, siamo ancora in contatto”

Nicolò Zaniolo ha rilasciato un’intervista al Daily Mail nella quale ha parlato anche della sua esperienza alla Roma. Di seguito le dichiarazione dell’attaccante in forza all’Aston Villa.

La vittoria in Conference League?
“È stata una giornata fantastica, unica. Segnare l’unico gol è stata un’emozione incredibile. È stato il primo trofeo che ho vinto in carriera e lo porterò sempre nel cuore. Sarà sempre un ricordo meraviglioso. In questa stagione l’Aston Villa è uno dei principali candidati alla vittoria della competizione. Non sarà facile, perché ci sono tante squadre molto brave e organizzate ed è sempre difficile giocare fuori casa, ma siamo un’ottima squadra e vogliamo alzare questo trofeo importante. Se facciamo quello di cui siamo capaci in questa stagione, possiamo rendere i nostri tifosi molto felici”.

L’addio alla Roma?
“Ci saranno sempre momenti difficili nella vita ed è importante rimanere uniti a chi ti sta vicino e darsi forza a vicenda. Ma preferirei tenere per me le questioni familiari e non parlare del mio stato d’animo in quel periodo (il riferimento è all’inseguimento a Casal Palocco e alle successive minacce, ndr). Ho ricordi meravigliosi di Roma e della Roma fin dal mio primo giorno lì, ma le cose nella vita hanno un inizio e una fine. Purtroppo la fine è avvenuta a gennaio, ma non voglio altro che il meglio per i tifosi giallorossi e ho amato i colori della Roma. Adesso sono all’Aston Villa, mi trovo bene, sono tornato in Nazionale e ho riscoperto il piacere di giocare con la maglia azzurra. Ritornare al passato per me non è positivo, perché è finito”.

Mourinho?
“È una grande persona. Lo rispetto moltissimo e mi ha insegnato moltissimo. Devo ringraziarlo per tutte le volte che mi ha scelto e ha riposto la sua fiducia. Ogni tanto ci sentiamo, siamo ancora in contatto”.

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Mourinho: “Male nel primo tempo, meglio dopo il pari, vittoria meritata. Sanches? Purtroppo è questo”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo Sheriff-Roma 1-2:

Che cosa ha capito di questa partita, guardando dall’alto?
“Non mi è piaciuto il primo tempo individualmente e collettivamente, troppo lento, senza aggressività, senza controllo del gioco, un 1-0 quasi di miracolo, perchè non abbiamo fatto niente per guadagnarlo. Dopo il pareggio mi è piaciuta la reazione, il gol, le altre occasioni e il controllo della partita. Ok senza grande aggressività o ambizione, con un bel controllo e abbiamo meritato la vittoria, che era la cosa più importante in un girone così”

Nel primo tempo Sanches e Aouar? Come sta Renato?
“No tutti e due hanno bisogno di giocare, di ritmo e intensità, Renato è questo purtroppo, che sta sempre a rischio, difficile da capire, al Bayern Monaco non hanno capito, al PSG uguale e noi facciamo fatica a capire, ha bisogno di giocare, nell’ultima partita ha giocato 45 minuti, ha recuperato, era super apposto per giocare oggi purtroppo ha sentito qualcosa. Aouar ha ritmo basso, lo chiamo ritmo della paura, ha giocato un’ora dopo l’infortunio muscolare, ha bisogno di giocare per recuperare”

A Torino Bove meriterà una maglia da titolare?
“Sono tutti titolari, non penso che Bove per questi trenta minuti meriti di più di una settimana fa, è un giocatore affidabile, che sappiamo cosa può fare, due anni fa era un ragazzino che doveva andare in prestito, oggi è un giocatore che mostra potenziale e fa chiedere anche a te se può essere titolare”

Lukaku? Se lo aspettava così presente e carico?
“Sì è un giocatore che ha bisogno di giocare con questa struttura fisica, ha bisogno di agilità, di fare partite. Ho fatto giocare lui, pensavo di cambiarlo prima, ma ne avevo solo uno a disposizione e abbiamo aspettato a 10 minuti finali. A Romelu Lukaku”.

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Pellegatti (ag.Azmoun): ”L’obiettivo è restare a Roma. Ha preferito i giallorossi alla Premier per Mourinho”

L’agente di Azmoun è intervenuto ai microfoni di Sportitalia e ha parlato dell’arrivo a Roma del suo assistito. Di seguito le dichiarazioni di Andrea Pellegatti.

Con che spirito affronta questa stagione in Italia Azmoun? “Essendoci il diritto di riscatto, l’obiettivo del ragazzo è quello di fare bene per poi restare a Roma. Si è subito ben immerso nell’ambiente, con i compagni, l’allenatore e la società. Ha sempre sognato di essere allenato da Mourinho. È stato un traguardo importante. Sta a lui ora rilanciarsi dopo una stagione difficile, ma sicuramente la società gli ha messo a disposizione tutto ciò che è necessario affinché possa fare bene. La Roma gioca spesso con il 3-5-2, lui è un giocatore polivalente che può giocare sia come numero 9, che coesistere con Lukaku giocando più arretrato. Così come può coesistere con Dybala ed anche con Belotti, Abraham ed El Shaarawy. Il contesto tattico lo aiuta”.

Mi parlava di Mourinho: che peso ha avuto nella sua scelta, la sua presenza in panchina?

“Come dicevo è sempre stato un sogno per lui essere allenato dal tecnico portoghese. La Roma è un grandissimo club ed il ragazzo ha sempre amato l’Italia. Ma il fattore Mourinho ha fatto sì che lui propendesse di più per i giallorossi nonostante il fatto che all’estero, soprattutto in Inghilterra, ci fossero squadre che avevano preso informazioni su di lui. Che a quelle condizioni era un’opportunità di mercato, vista la sua esperienza in Champions League.

L’acquisto di Lukaku è arrivato quasi a sorpresa sul finire del mercato. Lo è stata anche per voi? “L’arrivo di Romelu è sicuramente una cosa positiva per lui, perché alza il livello tecnico e di esperienza della rosa. La Roma dovendo giocare su tre fronti, Europa League, campionato e Coppa Italia, e dovendo schierare due giocatori d’attacco per volta, lo ha preso. Lukaku è un attaccante di spessore che aumenta sia il tasso numerico che qualitativo del reparto”.

Riguardo l’esclusione dalla lista Uefa, cosa commenta? “Non mi permetto mai di entrare nelle scelte del club”.

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Karsdorp: “Il passato è alle spalle, amo la Roma e combatterò per questa maglia”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Rick Karsdorp in conferenza stampa alla vigilia di Sheriff-Roma:

“Amo giocare per questo club, è successo qualcosa nel recente passato, ma ora voglio andare avanti e aiutare la squadra. Sono 6-7 anni che sono qui, sono motivato fortemente per fare bene, voglio lottare per questa maglia, ho avuto qualche problema fisico ma ora sono pronto per lottare con questa maglia”

Torni a parlare dopo un po’ di tempo, cosa è successo a novembre con l’allenatore? Sei stato tu a voler restare nella Roma questa estate?
Io amo giocare a calcio, capitano momenti positivi e negativi come a tutti.  A novembre ho avuto dei problemi come sapete tutti, ma insieme al tecnico abbiamo superato questi problemi. Ho il contratto con la Roma fino al giugno 2025, la mia intenzione è sempre stata quella di restare per continuare a combattere per questa maglia”

Due finali consecutive con la Roma, pensate di poter raggiungere la finale e vincere la finale?
“Abbiamo vinto la Conference, lo scorso anno abbiamo avuto la possibilità di vincere anche l’Europa League, ovviamente vogliamo riprovarci, vogliamo vincere questa competizione”

Hai superato i problemi fisici e al ginocchio? Ti è mai capitato in carriera di avere così tanta concorrenza nel tuo ruolo?
“Nella scorsa stagione ho sofferto molto per il ginocchio. Adesso sto bene, mi alleno ogni giorno e voglio sentirmi un giocatore di nuovo, il mio ginocchio sta bene. È sempre bello avere concorrenza nel tuo ruolo, ti rende più forte. Siamo tre giocatori diversi, il tecnico sceglierà chi giocherà ma mi piace per migliorare il livello”.

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Mourinho: ”A Budapest non abbiamo perso. Svilar e Karsdorp titolari. Vogliamo vincere il girone”

Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara di domani in programma alle 18:45 contro lo Sheriff Tiraspol. Di seguito le parole del tecnico portoghese.

Con il doppio centravanti l’anno scorso giocò solo tre partite, nella gestione degli attaccanti quest’anno, è possibile domani vedere Belotti-Lukaku insieme?
“Io non voglio dire chi gioca domani, sicuramente gioca Karsdorp, perchè Kristensen non può giocare, e senza Smalling il nostro quarto difensore è Celik che partirà dalla panchina, con Mancini, Llorente e Ndicka che partiranno dall’inizio. Sui due attaccanti non dico chi gioca, se mi chiedi in generale come questione strategica a me filosoficamente preferisco giocare con due punte, di cui una abbia più creatività, per questo abbiamo giocato Belotti El Sha, Dybala Tammy o Dybala Lukaku, per natura in generale della coppia mi piace di più”

Dopo la finale di Budapest ripartite da zero. Con che spirito si ricomincia da Tiraspol dopo una finale persa? Con quale spirito ripartite? Gioca Svilar?
“E’ una stagione diversa questa, una competizione diversa rispetto allo scorso anno. Continuerò a dire sempre, fino all’ultimo giorno della mia carriera che la finale di Budapest non l’abbiamo persa, ogni volta che mi chiederanno anche dopo la mia carriera che lì non abbiamo perso. Ripartiamo comunque da zero, l’obiettivo oggi è qualificarci alla prossima fase. L’anno scorso iniziammo con una sconfitta e questo ci creò difficoltà nella qualificazione, ma anche di fare i play-off con una squadra di Champions. Dobbiamo cercare di vincere il girone, per questioni strategiche. Svilar? Meriti una risposta perchè sei venuto da Roma e non è facile venire. Gioca Svilar domani, ma perchè nell’ultima partita Rui ha fatto bene, abbiamo vinto 7-0, senza prendere gol. Se avessimo preso gol o avesse ricevuto critiche avrebbe giocato nuovamente Rui”

Lo Sheriff non è una squadra top, è difficile dare un impulso maggiore nel giocare contro la nostra squadra?
“Noi abbiamo rispetto per tutti gli avversari, abbiamo perso due anni fa 6-1 contro il Bodo, scorso anno con il Ludogorets, non è mai facile giocare in Europa, principalmente fuori casa. Giochiamo contro un avversario, un pubblico che verrà, una motivazione speciale per una squadra che vuole qualificarsi alla prossima fase. Giochiamo anche contro la storia, perchè hanno fatto cose incredibili in Champions due anni fa. Non sarà una partita facile. Metterò una formazione forte per questi motivi, con titolari come Ndicka, Llorente, Karsdorp e Mancini. Abbiamo portato con noi anche Mannini e D’Alessio, ma non inizieranno loro ovviamente, non andremo in campo seriamente”

Domani sarà squalificato? E’ un peso per lei e per la squadra? Può essere un problema?
“Certamente è un problema perché non posso comunicare con la squadra, ma stiamo cercando di limitare il problema preparando al meglio la partita, oggi abbiamo fatto un ottimo allenamento e abbiamo preparato tutte le strategie in fase difensiva e quando avremo il pallone. Mi metterò dove indicherà la società dello Sheriff. Ho fiducia nella squadra e nello staff, questo secondo me porterà al successo”

Ogni partita è difficile soprattutto in Europa, a sensazione visto che anche in campionato ci sono squadroni, per raggiungere questa qualificazione in Champions è più facile arrivarci in Italia o in Europa?
“Non lo so onestamente lo scorso anno avevamo tutti noi all’interno la sensazione che si potesse fare in campionato e in Europa, alla 31° giornata eravamo terzi e ai quarti di Europa League, poi abbiamo perso giocatori importanti e siamo andati in difficoltà, abbiamo perso punti in campionato che in condizioni normali non avremmo perso e siamo arrivati in condizioni difficilissime in finale, contro una squadra che aveva le nostre stesse ambizioni. Quest’anno ci sono tre squadre inglesi importanti, c’è il Leverkusen, l’Atalanta, non riesco a dire qual è la strada più facile e non sceglierò nessuna competizione, perchè per me vale sempre la prossima partita”

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Mourinho: “Partita non da 7-0, tante cose non mi sono piaciute. Lukaku ci serviva, è molto felice qui”

Josè Mourinho ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 7-0 contro l’Empoli:

Dybala migliore in campo o lei ne ha un altro?
“Io sono l’allenatore, devo pensarla in modo diverso. Abbiamo giocato bene, non abbiamo fatto però una partita da 7-0. Succede, ma non giochi per vincere 7-0. Abbiamo giocato per vincere con tranquillità. Buona gara, ma abbiamo avuto un po’ di alti e bassi dal punto di vista fisico, si sente che c’è gente che non ha la condizione per giocare ad alta intensità per 90 minuti. Il risultato? 4-0 o 7-0 non cambia, mi dispiace per loro però è il calcio”.

Era già pronto il cambio Lukaku-Azmoun?
“Non era importante il gol per me, ma per lui. Sai come sono gli attaccanti, vivono del gol. Ha sempre fatto vedere che è la squadra a segnare e non Romelu. Per lui è diventata la situazione perfetta perché hai fatto gol sotto la Curva Sud e poi è uscito ed è stato più felice, ma a me non cambiava niente. Lukaku ci dà un profilo diverso, dobbiamo imparare a giocare con lui. Abbiamo bisogno di tempo, ne abbiamo poco per lavorare e le partite ci servono per migliorare. Poi analizzerò meglio la gara, ma alcune cose della squadra non mi sono piaciute”.

Le sono piaciute le sue mezzali? Paredes?
“Mi è piaciuto Leo, ha bisogno di migliorare la sua condizione fisica. Non si è mai allenato con il PSG e due giorni dopo era in panchina per Roma-Salernitana. Poi è andato in nazionale e ha giocato un paio di minuti. Ha bisogno di minuti controllati. Con la palla è un 6 con una qualità straordinaria, non abbiamo in rosa uno come lui. Deve migliorare l’intensità e il pensiero nella fase difensiva”.

Lukaku come sta mentalmente?
“Felice, ha bisogno di sentirsi amato e voluto. Ha sentito subito che la squadra aveva bisogno di uno come lui, penso che sia veramente felice. Gli piace vincere. Penso che all’Inter non abbiano motivo di essere arrabbiati, hanno vinto il derby 5-1 (ride, ndr), sono una squadra straordinaria con tanti attaccanti. Devono essere felici per il loro ex mister, che aveva bisogno di Romelu”.

Che messaggio dà la Roma al campionato con questo 7-0?
“Non vedo le cose così. Capisco l’influenza della stampa nei tifosi, ma per me né eravamo la squadra che dicevano le ultime due settimane né io ero così scarso, ma oggi né io sono straordinario né la squadra è diventata incredibile. Dobbiamo lavorare con umiltà, siamo una squadra con potenziale e per fare bene. L’unico obiettivo era vincere oggi e oggi l’unico obiettivo diventa vincere giovedì”.

È sereno di avere una rosa che può sopportare entrambe le competizioni?
“Dobbiamo gestire, abbiamo 3 difensori centrali. Sanches lo abbiamo gestito, anche Dybala. Siamo stati sfortunati perché l’Atalanta gioca giovedì e lunedì, mentre noi giovedì e domenica. C’è qualcuno nella Lega che non è innamorato di me. Abbiamo queste difficoltà, ma vediamo. Sicuramente giovedì faremo qualche cambio. A me fa piacere che alla quarta giornata Pagano abbia giocato già 3 gare”.

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Dybala: “Dovevamo dare qualcosa in più e lo abbiamo fatto”

Paulo Dybala, autore di una doppietta contro l’Empoli, ha parlato così ai microfoni di DAZN:

Serviva uno scossone per dare il via al campionato.
“Dovevamo dare un messaggio, dare qualcosa in più, e oggi lo abbiamo fatto molto bene”.

Mourinho ci ha detto che volevi giocare dal 1’ e lo hai fatto al fianco di Lukaku. Cosa ne pensi di questa nuova coppia d’attacco?
“Sono contento del suo arrivo e di tutti i nuovi acquisti. Tutti ci daranno una mano. Ho parlato con il mister e ho cercato di recuperare al meglio durante la sosta, oggi mi sono sentito bene”.

Si possono provare a eguagliare o a superare i 18 gol della scorsa stagione?
“Sono partito come l’anno scorso, avevo fatto una doppietta contro il Monza e oggi contro l’Empoli. Speriamo di migliorare lo score dell’anno scorso”.

Lukaku è un ottimo rigorista, ma oggi l’hai tirato tu. I rigori sono tutti di Dybala?
“No, non c’è egoismo. Chi si sente meglio tira, è una questione di fiducia. Alcuni li tirerò io, altri i mie compagni”.

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Mourinho prima di Roma-Empoli: “Non siamo ancora vicini al nostro potenziale”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN prima del match con l’Empoli spiegando la scelta di Sanches dall’inizio

Lei ha detto che se la Roma è al completo è una squadra forte. A che percentuale è?
“Non lo so, però sicuramente non è vicino al nostro potenziale. La squadra ha potenziale quando siamo tutti insieme, quando lavoriamo insieme e quando giochiamo 3-4-5 partite”.

Renato Sanches? Pinto ha espresso il suo amore per lui…
“Tutti quelli che conosciamo Renato Sanches abbiamo amore per lui, tutti quelli che lo conosciamo da quando non aveva problemi. Negli ultimi anni purtroppo anche una squadra fortissima come Portogallo lo aspetta. È un giocatore con un potenziale alto, che negli ultimi anni ha sofferto e deve ricrescere progressivamente. Magari oggi è prematuro farlo giocar titolare, ma questa mattina abbiamo avuto non una sorpresa ma la certezza che Aouar non poteva entrare. E gioca Renato, speriamo bene. Per la squadra ha bisogno di Renato e Renato della squadra, a squadra deve giocare bene per far sentire a suo agio Renato”.

Senza Smalling a chi affida la difesa?
“Abbiamo diverse possibilità, siamo solo in 4 difensori centrali. Quando ne manca uno siamo in tre, c’è sempre la possibilità di far giocare Cristante lì come ha fatto l’anno scorso quando eravamo in difficoltà. Quando mancano Pellegrini e Aouar, Cristante per forza deve giocare a centrocampo. Llorente giocherà al centro del terzetto, Ndicka impara a giocare con noi, sta lavorando bene e lo fa da quando è arrivato. Non è un esame per Ndicka, ma è una buona opportunità per lui di crescere con noi”.

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Sanches: “Maturo per trovare stabilità. Voglio aiutare la Roma a vincere”

Intervistato ai microfoni di DAZN, il centrocampista portoghese della Roma, in prestito dal PSG, Renato Sanches, ha rilasciato una lunga intervista. Ecco le sue parole:

In che momento della tua carriera ti trovi?
“È un momento di maturità, è un momento in cui avere un po’ di stabilità. Ho già vinto titoli in Germania, Portogallo, Francia, ma credo di essere arrivato ad un punto della mia carriera in cui sono più maturo per poter riuscire a far vedere il mio calcio”.

Che impressione ti ha fatto lo Stadio Olimpico?
“È andata benissimo perché ho visto che è veramente pieno. Per ogni giocatore è sempre importante l’appoggio dei tifosi. Penso che con una tifoseria del genere venga molto più semplice volere ogni vittoria e dare tutto per la squadra”.

Primi pareri sulla rosa della Roma?
“Abbiamo diversi tipi di giocatori con caratteristiche diverse, credo sia importante avere una squadra che abbia tanta varietà a centrocampo, abbiamo giocatori con tanta qualità e sono convinto che questo sia davvero un bene affinché il mister abbia diverse scelte tattiche”.

Su José Mourinho.
“È sempre più facile quando hai un allenatore portoghese, è la nostra lingua è più facile capire quello che mi chiede. Sentire l’appoggio dell’allenatore è sempre molto importante perché percepisci le cose in un modo differente ed entra molto più velocemente nella testa di un giocatore”.

Sulla vittoria dell’Europeo con il Portogallo nel 2016
“La finale di Euro 2016 ha rappresentato un momento molto speciale per me, come per tutti i Portoghesi. Io avevo 18 anni all’epoca. È stato un anno molto speciale per me: ho vinto il campionato portoghese e l’Europeo, è stato un anno perfetto per me grazie a Dio. Credo dovesse capitare in quel momento. Credo che in tutti i momenti felici della nostra vita non possiamo metterci a pensare troppo, dobbiamo essere riconoscenti e non possiamo mai sapere cosa succederà in seguito”.

Alla Roma hai trovato due portoghesi come José Mourinho e Tiago Pinto
“Qui in Italia c’è molta adrenalina, molta carica, si vive molto il calcio, come in Portogallo. Trovare qui uomini portoghesi (Mourinho e Pinto) che possono spiegarti come funziona il club è davvero una bella fortuna perché ti permette di integrarti prima, e di imparare molto più velocemente”.

Il Derby con la Lazio?
“Un derby è sempre un derby. Tutti vogliamo vincere, soprattutto in quelle partite. Quando rappresentiamo la città l’obiettivo è vincere sempre”.

Raccontaci le tue origini
“Mia mamma è nata a Capo Verde, mio padre a Sao Tomé e Principe, ma da giovane si è spostato a Capo Verde. non ero mai stato lì fino all’anno scorso. Mi sento portoghese, ma so di avere una parte africana in me, e per me è un orgoglio”.

Sul paragone con Seedorf
“Fisicamente abbiamo qualcosa in comune, e poi la conduzione palla e i passaggi. L’ho ammirato molto, e l’ho studiato parecchio su Youtube”.

Hai vinto ben 16 trofei in carriera sin qui
“Vincere titoli è qualcosa che un giocatore ricerca sempre, perché a fine carriera ti volti indietro e se noti che sei riuscito a conquistare trofei pensi che sia valsa la pena di fare tutti gli sforzi che hai fatto. Ma credo che indipendentemente dai risultati la cosa più importante sia imparare. Potersi confrontare con culture e paesi diversi, incontrare persone diverse, mentre giochi a calcio e vinci trofei, ti permette di imparare molto a vedere la vita in un modo diverso, perché il calcio eassa molto velocemente. La cosa importante è avere persone importanti al proprio fianco, alla fine è ciò che ti ricorderai”.

La prima cosa che hai voluto vedere di Roma?
“Lo Stadio Olimpico”.

Il tuo idolo da bambino?
“Ronaldinho”.

Cosa volevi fare da grande?
“Il calciatore”.

Il calciatore che ti piace di più nella Roma?
“Aouar”.

Il tuo primo pensiero al mattino?
“Oggi c’è allenamento”.

Il tuo obiettivo personale per quest’anno?
“Fare una buona stagione a aiutare la squadra a conquistare titoli”.

La tua migliore qualità?
“Dare tutto”.

Come esulterai al tuo prossimo gol?
“Aspettiamo il weekend…”

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Mourinho: ”Pellegrini out, Smalling rischia di non essere convocato. Lukaku e Dybala titolari. Totti? Non ho chiesto nulla”

Josè Mourinho è tornato a parlare in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli. Di seguito le parole dello Special One.

Che squadra si aspetta di fronte?
“L’importante non è la partenza ma la fine, sono sicuro che l’Empoli non è in crisi perché è ultimo, non è quello il loro potenziale e non finiranno così la stagione. Mi aspetto una squadra tranquilla e con ambizione. Abbiamo vinto quattro partite su quattro con loro, ma sono state tutte difficili. Sono una squadra organizzata, che sta giocando in modo diverso, ma può tornare alla base dell’anno scorso. Abbiamo lavorato con rispetto verso loro e con l’ambizione di vincere la prima partita”.

Prima dell’arrivo di Lukaku aveva detto che questa squadra potesse ambire tra il quinto e l’ottavo posto, ora cambia qualcosa? Come sta Smalling?
“Siete sempre negativi, noi siamo più positivi. Smalling è fondamentale per noi, ha una maturità che prima di iniziare a parlare degli errori fatti sa perfettamente analizzare se stesso, è molto facile comunicare con lui. Penso che domani non sarà a disposizione, vediamo l’allenamento odierno, magari torna in extremis per la panchina e per aiutare in caso di necessità, ma c’è grande possibilità che non giochi. Ovviamente è diverso parlare prima e dopo la chiusura del mercato. La Roma ha preso due attaccanti, è praticamente impossibile avere giocatori come Lukaku e Azmoun. Se siamo tutti disponibili e in forma cambia il nostro profilo di squadra. Nelle prime due partite abbiamo giocato con Belotti ed El Shaarawy e non avevamo cambi, nella terza Lukaku ha giocato 15 minuti e adesso vogliamo migliorare. Abbiamo bravi attaccanti, Azmoun è arrivato in una condizione molto difficile dopo l’infortunio e senza allenamenti, ma ha lavorato molto per avvicinarsi a una condizione positiva. Quando Dybala c’è abbiamo sempre un po’ di paura, ma anche con la speranza che possa darci una mano importante. Belotti ed El Shaarawy hanno fatto un grande sacrificio, hanno giocato al limite della stanchezza. Ora siamo positivi, i giocatori sono arrivati l’altro ieri, abbiamo bisogno di allenamenti e partite per migliorare, ma sono contento per i giocatori che sono a disposizione. Piazzamento? Il mio obiettivo è vincere domani e l’altro obiettivo sarà vincere la prossima. Voglio vincere tutte le partite”.

La Roma ha giocato quasi 110 partite nelle ultime due stagioni, c’è qualche possibilità che alcuni dei giocatori del gruppo storico accusi fatica e tensione in virtù dello sforzo negli ultimi due anni?
“Abbiamo giocato 2 finali europee, il primo anno abbiamo giocato una quindicina di partite, il secondo idem. Non penso che sia un crimine, ma una cosa molto importante per la gioia di una città e per l’autostima dei giocatori e del gruppo. Alla trentesima giornata eravamo terzi l’anno scorso, abbiamo giocato contro il Feyenoord e il Leverkusen e siamo andati in finale, ma ci sono stati gli infortuni di Smalling e Dybala e alcuni giocatori come Matic non potevano giocarle tutte e siamo arrivati stanchi. Dal punto di vista della quantità ne abbiamo meno rispetto all’anno scorso, siamo 20 più i ragazzi della Primavera, che per me non sono un problema ma un’opportunità. Sono felice quando aiuto questi ragazzi e possono diventare importanti per noi. Non abbiamo quantità altissima, ma moltissima qualità. Quando siamo tutti disponibili e in grande forma, e sono convinto che ci arriveremo, penso che siamo una squadra veramente forte. Quando abbiamo dei problemi dobbiamo essere tranquilli ed equilibrati. Ci servono dei punti però, ne abbiamo fatto uno su 9 e ora vogliamo farne. Siamo consapevoli del potenziale e dei problemi che abbiamo, ma lavoriamo con tranquillità”.

Come stanno gli altri? Dybala e Lukaku quanta autonomia hanno?
“Al momento Pellegrini è fuori, Smalling anche secondo me, ma magari succede qualcosa di positivo nell’ultimo momento. Mancini? Ringrazio Spalletti, ha fatto tanti anni da allenatore di club e ha capito che quando uno è infortunato per la seconda partita lo ha mandato a casa. Lo ha fatto con Mancini, Pellegrini e penso con giocatori di altri club. Questo tipo di sensibilità è positiva per noi. Mancini? Penso che giocherà. Siamo rimasti in 9 a Trigoria, ma 7 erano infortunati. Non siamo andati in vacanza e abbiamo lavorato con Belotti, Azmoun, Svilar, Boer e quelli della Primavera. Noi siamo così e moriremo con questa professionalità. Abbiamo lavorato tutti insieme solamente ieri, ma sono disponibili per giocare. Dobbiamo gestire intelligentemente la gara, prendendo anche qualche rischio, ma saranno tutti convocati. Lukaku non era in una condizione drammatica quando è arrivato, non aveva mai lavorato con la squadra, ma ha lavorato molto da solo e con il Milan ha giocato una ventina di minuti. Sanches e Paredes sono arrivati peggio di Lukaku, Azmoun ancora peggio perché era infortunato. Ora Lukaku sta bene, giocherà titolare e non sarei sorpreso se giocasse 90 minuti. Gli altri vanno gestiti differentemente, Lukaku è quello che sta meglio. Dybala? Gioca, ma non sarà facile per lui giocare 90 minuti. Sta bene fisicamente, vuole giocare e lo farà dall’inizio”.

Parla con Totti della Roma? Lo vorrebbe come dirigente?
“Io sono l’allenatore, non sono nessuno per parlare neanche con un mito del romanismo come lui. Non posso dire ‘Ti voglio, ti offro’. Io con lui parlo di banalità, ‘Come stai? I figli?’. Parliamo di questo. La mia vita sociale a Roma è praticamente inesistente, ma dai pochi contatti che ho Totti è nella Roma, non è mai uscito da qua e non lo farà mai. Tutti i tifosi mi dimostrano l’affetto per lui, per me Francesco è qua. Ma ‘Mourinho ha fatto, Mourinho ha chiesto’ non è vero, non ho fatto niente”.

Spinazzola come sta? Gli esterni non hanno dato molto, state facendo un lavoro specifico o sono le caratteristiche dei calciatori che non permettono di avere tanti bonus?
“Quando un giocatore va in nazionale è sempre preso in considerazione. E’ il sogno di tutti i giocatori, se ti chiedono di fare il magazziniere devi farlo. Spalletti ha preferito Dimarco e Biraghi, Leo deve lavorare di più con noi e fare meglio. Se fa bene con noi tornerà a giocare con la Nazionale. Abbiamo delle opzioni sulle fasce, sono giocatori diversi e hanno bisogno di cose diverse. Dal punto di vista fisico chi sta meglio è Kristensen, ma dal punto di vista tecnico e della fiducia non è al massimo. Karsdorp ha avuto un ritiro difficile con infortuni e con il dubbio della cessione fino all’ultimo giorno, finalmente ora ha trovato l’equilibrio. Zalewski era infortunato, si è allenato per la prima volta ieri. Spinazzola è arrivato molto bene dalla Nazionale. El Shaarawy ha fatto tutti i ruoli. Faranno sicuramente meglio e la crescita della squadra avverrà anche qui. In Europa non avremo Kristensen, ma non sarà un dramma perché abbiamo tanti esterni”.

Dopo la finale di Siviglia ha detto che era stanco di fare tutto lei e dopo il Milan non si è presentato ai microfoni. Questa situazione è sanata? “Ho deciso di non essere in controllo totale della situazione. Non sono perfetto e una cosa è quello che penso di fare e una è quella che farò. Il mio obiettivo è avere 0 giornate di squalifica sia per campo che in conferenza. Se non vado in conferenza è una decisone mia, ma mai per essere nervoso. Ho tante partite e uno come me non è nervoso. Se ce una cosa che non posso cambiare è la mia onestà e la mia incapacità di non dire la mia verità. Quando ho deciso di non andare in conferenza era quella l’intenzione. E’ una sfida per me stesso, cercherò di non avere problemi”.

Pensavo che la Roma affrontasse il Milan in un’altra maniera. Quale è stato il momento della preparazione della partita in cui Mourinho ha deciso di affrontarlo così. C’è stato qualche rimpianto?
“La formula del successo è di non sentire le persone che hanno meno capacità di te stesso, questo è importante. Sentire chi sa più di te o lo staff va bene, ma chi non è mai stato seduto su una panchina vera o chi non ha mai preparato gare di questo livello…”