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Interviste

Mourinho: “Io resto qui, solo Friedkin può mandarmi via”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Frosinone. Ecco le sue dichiarazioni:

Come deve ripartire la Roma?

“Vogliamo vincere, dobbiamo vincere. Non dobbiamo cercare nessun tipo di alibi, non vogliamo toglierci responsabilità o cercare alibi. Abbiamo fatto 3 partite prima di finire il mercato, quell’unico punto penso che a tanti giocatori ha lasciato un peso importante. Dopo l’incredibile risultato contro l’Empoli, e anche in Europa, ho pensato che quel peso potesse andare via, in campo e fuori. Non è successo a Torino in condizioni normali, visto quello che succede in questa stagione in Serie A dove queste squadre possono fare risultato contro squadre superiori. Quel punto, dopo una buona partita, è diventato negativo. In condizioni normali sarebbe stato positivo. Con il Genoa mi aspettavo continuità e miglioramento, ma non è successo. Se vogliamo dire cosa sia accaduto, sono successe tante cose, svantaggio, pareggio, di nuovo in svantaggio. Anziché migliorare, abbiamo peggiorato subito. Con Cristante in difesa la squadra ha peggiorato, quando siamo passati a 4 siamo peggiorati ancora, Cristante e Ndicka non hanno mai giocato a 4. Sembrava che potessimo pareggiare, arriva invece il terzo gol su palla inattiva, poi il quarto arriva fuori contesto. Quello che dobbiamo fare è avere il coraggio di entrare in campo e accettare una reazione di grande romanismo che può essere appoggio fantastico oppure una manifestazione negativa, dobbiamo avere il rispetto di queste possibili manifestazioni e avere il coraggio di giocare contro una buona squadra che sta psicologicamente bene. Sarà difficile perché abbiamo una pressione extra, serve avere coraggio anche se abbiamo lavorato solo due giorni. Non c’è molto più da fare se non avere coraggio e personalità, peccato non si giochi oggi”.

Firmerebbe il rinnovo?

“Parliamo di una situazione ipotetica e non mi piace. NOn è un successo, non posso darti una risposta. Quello che ti posso dire è che 3 mesi fa, il periodo di Budapest, era quasi un dramma pensare di andare via. A Budapest ho detto di rimanere ai giocatori e allo staff. Tre giorni dopo, contro lo Spezia, ho detto ai tifosi che sarei rimasto. Qualche giorno dopo ho incontrato Dan Friedkin e gli ho dato la mia parola. Durante le vacanze ho avuto la più pazza delle offerte per un allenatore e l’ho rifiutata per la parola che avevo dato a giocatori, tifosi e proprietà. Oggi, 3 mesi dopo, sembro io il problema e non lo accetto. Non leggo e non guardo tv ma le cose mi arrivano. Non lo accetto, io non sono il problema. Nel calcio le cose dipendono da molti fattori, non si può dire il responsabile è quello lì. Sono cose che succedono all’interno di un club, di un’azienda, di una struttura educativa. Quello che tre mesi fa era il più grande problema del romanismo, di Trigoria, dei giocatori, quando tre mesi fa questa persona si compromette con la sua parola, la porto avanti fino al 30 giugno 2024, sarò qui a lottare ogni giorno per i giocatori, per la società, per i tifosi. Solo una persona mi può dire che sia finito tutto prima del 30 giugno ed è Dan Friedkin, solo lui può dirmi di andare via, se non me lo dici io resto fino al 30 giugno, ho dato la parola a tutta Trigoria, ai tifosi, al mondo perché quando parlo io purtroppo parlo al mondo perché la mia carriera è stata fatta così. Sono la stessa persona e fino al 30 giugno io sono qua con i miei giocatori a lavorare per la mia proprietà, solo Dan può mandarmi via oppure Ryan. Non ho paura della pressione esterna, non ho paura dei possibili fischi, se vogliono trovarmi mi trovano a Trigoria, quando decido di andare a cena fuori sto un po’ fuori e vado in albergo per uno-due giorni altrimenti sono sempre qua. Non c’è né paura né mancanza di fiducia, domani sono allo stadio con i miei giocatori, insieme come sempre e come sempre dal primo giorno, ci prenderemo le responsabilità di quello che potrà succedere prima, durante e dopo la partita, l’unica cosa che pensiamo tutti insieme è di vincere la partita domani perché la squadra ne ha bisogno”.

Dove schiererà Cristante domani e nelle prossime partite fino alla sosta di ottobre? Giocherà davanti alla difesa come mezzala, oppure dietro per sopperire al problema del mercato, cioè che sono rimasti più o meno gli stessi difensori più Ndicka?

“Penso che Pinto sia stato qua nei primi giorni di agosto e penso abbia fatto una buona spiegazione, ah sì era settembre giusto. Pinto ha spiegato bene, ha spiegato come la Roma debba ovviare al suo Financial Fair Play, si devono prendere certe decisioni e sai che sono rischiose. Hai dimenticato di dire che Ibanez non c’è più, non abbiamo Kumbulla che è infortunato e l’anno scorso ci dava una mano. Con Smalling out siamo rimasti in tre in un periodo dove si gioca ogni tre giorni, fai tipo otto partite in un corto spazio di tempo. L’infortunio di Llorente fa parte di Diego, è la sua storia clinica e ci ha messo in difficoltà. Come dicevo prima ad Angelo o a Juric, non è il momento di trovare alibi o incolpare qualcuno, questa è una conseguenza di una situazione del Fair Play Finanziario, è una situazione che già conoscevo e poteva succedere. Con il Genoa, il miglior momento è stato il gol e nel momento che facciamo il gol, sembrava stessimo sviluppando qualcosa ma siamo stati forzati a fare un cambio. Non mi piace parlare individualmente dei giocatori, ma ora Cristante ci dà di più, ha avuto un’evoluzione fantastica, nella velocità di esecuzione, non era propriamente un genio con la palla, ma è diventato più sveglio obiettivamente, è importante per noi. La squadra ha peggiorato quando è passato dietro, poi dopo arriverà la domanda di Lo Monaco se giochiamo a 3 o a 4 che è una domanda normale. Per giocare a 4 possiamo giocarci solo con El Shaarawy e Costa, che sarà convocato. Se parlate di Dybala, voi dite che sembrava molto stanco in queste due partite, ho un amico che mi rompe sempre a riguardo. Non dovrei parlare di queste cose con voi, abbiamo una partita domani difficile, importante, una pressione extra, dobbiamo giocarla al massimo della nostra potenzialità. Se mi aspetto di più dai giocatori? Sì, mi aspetto di più da me stesso perché sono sempre molto esigente, però mi aspetto anche di più dai giocatori, quando prendo due gol da palla inattiva, io alleno le palle inattive difensive ma non alleno pure la costruzione bassa per aprirsi sulla linea, non ho detto di lasciare Lukaku da solo lì davanti. Mi aspetto di più da me e da loro. Ho una cosa con i giocatori che senti, senti più meno più meno, ma questi ragazzi sono miei amici, io sono amico loro. Non esiste solo empatia di lavoro, c’è empatia fra di noi e questa è una base che non ha prezzo in questi momenti qua. L’allenatore è un uomo solo nei momenti difficili, ma con loro no. Sono un po’ più solo perché a me piace stare solo, mi piace nascondermi, isolarmi qualche volta, ma con i miei giocatori non mi sono mai sentito da solo. Mi aspetto di più in campo, mi aspetto una mentalità, una fame, una responsabilità diversa e anche gente nuova che è arrivata penso che crescerà alla velocità che gli facciamo vedere come siamo noi. Per darti un esempio, Ndicka come difensore puro e Ibanez mai nella vita, c’è una differenza enorme. Ndicka è più bravo con la palla, ma Ibanez faceva errori con possesso palla e ha fatto errori in partite che non si dimenticano. Con il Genoa abbiamo avuto 7 angoli a favori, su 7 angoli nemmeno una volta abbiamo attaccano prima la palla e come fai a fare gol? Mi aspetto di più dai giocatori e da me stesso, però è più facile dire questo quando c’è amicizia, ho bisogno di più”.
Spalletti disse che il terzo anno è difficile farsi capire dai giocatori. È verè che è può complicao incidere?

“Non la penso così, quando stai bene con una persona non esiste secondo o terzo anno. Anche nel primo anno c’erano dei problemi, sto parlando di rapporti umani. Ho amici che ho conosciuto a 5 anni e che oggi sono ancora miei amici, è la maratona della vita. DOpo 4,5,6 anni in una squadra non è un problema, devi fermarti quando sei stanco del rapporto o non senti più l’amore. Ci sono allenatori che hanno tanti soldi da spendere, che cambiano giocatori con facilità. Se c’è un problema nel Barcellona o nel City, Guardiola paga 100 milioni senza problemi. Penso che il punto di partenza non siano gli anni, ma un rapporto che esiste o non esiste, in questo caso il rapporto esiste. Non voglio tornare alla domanda di Juric sul rinnovo perché è ipotetico, perché da questa porta qua lavoro ogni giorno, mi piace tantissimo e non posso dire che ho avuto dei club dove mi è piaciuto lo stesso o dove mi è piaciuto di più in un altro posto”.

C’è una mossa alla Mourinho per risolvere i problemi della Roma?

“Cosa vuoi che ti dica… la risposta che ti voglio dare è quando ho fatto lo scemo con te e ti ho dato una risposta di ma e poi mi sono scusato. C’è qualcosa che non è andato bene ed è in questo tipo di momenti che uno si deve isolare, una cosa è isolare perché gli altri ti vogliono isolato, non ti vogliono bene e non stanno con te lasciandoti solo. È la cosa più comune, quando si perde l’allenatore è un uomo solo. Un’altra cosa è quando tu sei solo per una tua opzione, è il mio caso. Negli ultimi 2 giorni sono andato a letto alle sei del mattino dopo le partita, poi alle 12:15 alle 19:00/19:30 decidere da solo. Quando hai questo momento, tanta gente parla fuori ma anche dentro. Chi mi dice una cosa, chi mi dice un’altra, se vado da loro sento tante cose perché tutti hanno un’opinione. Ho fatto una riunione ieri con i giocatori e ho iniziato a dire che avrei fatto delle domande e avrei risposto alle domande. Mi sono messo dalla parte dei giocatori e ho risposto come fossero loro, se io dovessi sbagliare tu calciatore devi interrompermi. Ho fatto dieci domande, nessuno mi ha mai detto che avevo sbagliato, ho risposto come avrebbero voluto loro. Conosco loro molto bene e perché non volevo sentire altre campane, volevo dirti questo l’altra volta e invece ti ho detto quella cata lì, ti chiedo di nuovo scusa”.stampa alla

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Interviste

Mourinho: “Peggior inizio della storia della Roma? Pure il mio. Persa solidità difensiva”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta per 4-1 contro il Genoa:

“Non ho tanto da dire, non voglio parlare tanto. Alla fine della partita non ho parlato con i giocatori, ho solo salutato, e quando non parlo con loro non mi sento confortato a parlare con le domande di studio. Abbiamo iniziato male, abbiamo preso un gol brutto come a Verona, poi abbiamo pareggiato, ma c’è stato l’infortunio di Llorente e inizia a cambiare la struttura della squadra, poi sul 2-1 abbiamo tolto Mancini per paura della seconda ammonizione e con questo arbitro poteva accadere, abbiamo cambiato ancora e migliorato, sentivo che potevamo pareggiare, loro erano bassi, noi avevamo la palla con un dominio anche se senza grandi occasioni. Lukaku ha segnato ma era fuorigioco, poi è arrivato il 3-1 e lì è finita, con un quarto gol arrivato fuori contesto”

Tanti gol subiti?
“E’ vero sono tanti, senza dubbio. Non voglio dire tante cose ma la gente parlava degli errori di Ibanez con la palla che ogni tanto generavano situazioni iconiche in partite speciali, ma in realtà ci dava una solidità difensiva incredibile. Senza Smalling abbiamo vinto poche partite in queste anni, ma non abbiamo perso questa solidità difensiva per colpa di un assente, perchè quella solidità è conseguenza di uno spirito di squadra, con un blocco basso una volta persa palla etc. Ogni tiro in porta che subiamo è gol, e non parlo di Rui ma della situazione generale. E’ il momento così, il primo tiro è gol, poi il secondo segna Retegui. Con il Torino un colpo di testa con Zapata all’inizio, poi alla fine. Sento questo feeling in panchina e lo sentono anche i giocatori”

Per quanto tempo non si può guardare la classifica? E’ il peggior inizio della storia della Roma nell’era dei tre punti?
“E’ anche per me, ma è anche vero che si sono giocate per la prima volta due finali europee di seguito”

Llorente? Da cosa dipende questa serie di infortuni?
“Abbiamo giocato 48 ore dopo di loro, 4-5 giocatori con storie cliniche difficili, Diego tra questi, ha giocato tre partite di fila e per me non è una grande sorpresa che si sia fatto male”

Il gruppo è forte per uscire da questa situazione?
“E’ il gruppo che abbiamo, non c’è mercato e con questi dobbiamo uscirne, è la rosa che abbiamo con i suoi problemi e le sue qualità. Non c’è tempo di piangere, ma guardare avanti, piangere internamente sì, perchè siamo tristi, soprattutto io per il rapporto che ho con il romanismo. Domenica diventa una partita importante per noi”


CONFERENZA STAMPA:

Cosa è successo?
“Serata negativa: palla persa in costruzione, una costruzione strana perché non preparata. Reazione positiva, con poi il gol del pareggio. Finita con l’infortunio di Llorante che ci ha fatto arretrare Cristante. Secondo gol: bel tiro. Poi il giallo a Mancini ha dimostrato il registro dell’arbitro. Lui è uscito e noi abbiamo cambiato struttura. Poi il Genoa ha fatto il blocco basso, con il gol di Lukaku in fuorigioco ho creduto nel pareggio, ma è arrivato il 3-1. Non c’era più storia”.

Questione fisica?
“No, si sono infortunati anche due dei loro. Come noi con Diego. Quando arriva questa fatica o ci si infortunia o si abbassa la qualità. Se vedi di Dybala che ha giocato dopo anni due partite di seguito, penso che sia una cosa legata a più fattori. Non è solo una questione fisica. Il preparatore atletico è fantastico, lo sono anche chi lavora con lui: gli stessi di Budapest e Tirana. Alcuni calciatori devono lavorare, ci manca ancora la condizione”.

Dai giocatori cosa ha raccolto e cosa si aspetta?
“Solo rispetto, per questo siamo andati sotto al settore. I tifosi non hanno bisogno che parli tanto: sanno quello che penso. Il dolore non è solo mio, ma anche per tutti loro che sono fantastici. Dai giocatori mi aspetto, al di là del rispetto, che nella prossima partita diano il massimo, nonostante la pressione: l’inizio di stagione è pessimo. Se i tifosi avranno una reazione negativa con noi, dobbiamo reagire bene. Il rispetto per loro è intoccabile. I giocatori sono andati lì per iniziativa loro, non mia: sanno cosa vuol dire essere romanista. Non c’è discussione. Non dobbiamo chiedere scusa, perché noi abbiamo il doppio del dolore inquanto professinisti. Dobbiamo andare domenica e fare bene”.

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Zaniolo: ”La finale di Tirana la porterò sempre nel cuore”

Nicolò Zaniolo ha rilasciato un’ intervista ai microfoni di Sky Sport in cui si è soffermato sulla vittoria della Conference League con la maglia della Roma. Di seguito le dichiarazioni dell’esterno dell’Aston Villa.

L’esperienza al Galatasaray ti ha cambiato?
“Sì. Quando sei sempre in Italia, non ti stacchi dalla famiglia. Sono cresciuto dal punto di vista umano e calcistico, un’esperienza di vita che mi servirà anche in futuro”.

Emery è simile agli allenatori che hai avuto in passato?
“Tutti gli allenatori mi hanno dato qualcosa di differente. Ho lavorato con Di Francesco, Ranieri, Mancini, Spalletti e Mourinho. Sono stati tutti importantissimi, Di Francesco mi ha fatto esordire in Champions League, Mourinho mi ha fatto vincere il primo trofeo della carriera, Ranieri è stato un grandissimo motivatore”.

Hai un rapporto particolare con Monchi.
“Lui è stato il mio primo direttore vero in carriera, dal calcio giovanile mi ha portato nel calcio che conta. Lo devo ringraziare per sempre, è stato lui a volermi alla Roma, tutti sappiamo quello che ho fatto alla Roma”.

Sulla Conference League.
“Se ci ripenso, il percorso è stata una cosa fantastica. Siamo partiti per vincerla, ma quando parti per vincere ci sono tante aspettative e non è sempre facile mantenerle. Abbiamo fatto un grande percorso, con la finale di Tirana abbiamo coronato il sogno di alzare una coppa. La porterò sempre nel cuore”.

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Genoa, Gilardino: ”Domani farò diversi cambi. La Roma è una squadra forte e concreta”

Alberto Gilardino ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Roma. Di seguito le parole del tecnico del Genoa.

Domani sarà la prima di una serie di gare ravvicinate. Ci saranno cambi? “Assolutamente. Soprattutto nella partita di domani. Valutazioni e sensazioni nelle due partite soprattutto nella rotazione di alcuni giocatori. Però dobbiamo pensare alla partita di domani”.

Novità dall’infermeria? “Dobbiamo valutare Ekuban che oggi ha avuto un problemino, Vogliacco mi auguro di averlo la prossima settimana”.

Che Roma si aspetta? “Una squadra forte quanto riguarda la forza fisica. Può tornare Pellegrini, si affideranno a Dybala e Lukaku, ha due esterni di gamba e struttura fisica ma anche giocatori dietro che alzano i centimetri. Una squadra molto concreta e difficile da incontrare sotto il punto di vista fisico ma noi abbiamo cercato di portare delle soluzioni per cercare di proporre nella metà campo avversaria”.

Come vivi questo momento difficile? “Sono molto cosciente di quello che sto facendo. Non posso rimproverarmi nulla perché lavoro 24 ore su 24, vedo i ragazzi quotidianamente. A volte si sbaglia, a volte si fanno cose corrette ma sono molto lucido e sono molto cosciente di questo momento. Come ho detto all’inizio, il nostro percorso passa anche da momenti di difficoltà che vanno superati, bisogna mettersi l’impermeabile. Quando piove bisogna mettersi la corazza vincente che ti permette di andare avanti. Quando uno lavora e cerca di trovare soluzioni per la squadra, deve andare avanti per la sua strada. La squadra è viva e vogliosa di fare questa partita, sa la squadra che andremo ad affrontare, le difficoltà ma sa anche cosa vogliamo fare”.

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Matic: “Il passato per me non esiste. Mou? Avrà per sempre la mia stima”

Il passato per me non esiste, non ci penso mai. Sono ancora affamato, voglio giocare tre o quattro anni“. Così Nemanja Matic in un’intervista ai microfoni di Prime Video.

La partita col Siviglia? Prima e durante la partita l’atmosfera era fantastica, molte persone mi hanno chiamato per avere i biglietti. Nonostante tutto è stata un’esperienza straordinaria“.  

Poi ancora su Mourinho: “E’ un grande allenatore e sono felice di aver giocato con lui in tre club diversi. E’ un allenatore fantastico e avrà sempre la mia stima“.

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Bruno Conti: ”Lukaku grande bomber come Pruzzo ma con caratteristiche diverse”

Bruno Conti, a pochi giorni da Genoa-Roma, ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue parole.

I ricordi dello scudetto e di quel Genoa-Roma di 40 anni fa a pochi giorni dalla sfida di Marassi?

”Chi cresce in un settore giovanile come la Roma quando vince uno scudetto lo sente più di altri. Abbiamo vinto grazie a Viola e Liedholm, fa ancora più piacere averlo vinto a Genova dove avevo giocato. Ricordo tutto di quel giorno, ricordo quanto era pesante Liedholm. Ricordo che mi sono ubriacato nello spogliatoio, io che non bevo. Annata incredibile”.

Liedholm che qualità aveva?

”Tirava fuori da un’esercitazione 4 o 5 idee. Sapeva gestire il gruppo e comunicare nel modo corretto sempre. La ragnatela è stata un’invenzione, ci siamo divertiti. Ha creduto subito in me, mi ha rivoluto alla Roma dopo un brutto anno al Genoa e mi ha portato in Nazionale. Un grande uomo”.

C’è qualche analogia Pruzzo-Lukaku?

”Sono due grandi bomber, con caratteristiche diverse. Pruzzo basta che finalizzavi l’azione e lo trovavi. Lukaku fa salire la squadra, fa reparto. Ti sposta sempre con quel fisico. Sono due grandi giocatori, due campioni diversi tra loro”.

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Kristensen: ”Abbiamo giocato bene, un peccato non aver preso i tre punti”

Rasmus Kristensen, autore del secondo assist consecutivo per il gol di Lukaku, ha rilasciato un intervista ai microfoni del club dopo il pareggio contro il Torino. Di seguito le sue parole.

”Torino è un campo difficile. Loro hanno un gioco frenetico, molto fisico e da uomo contro uomo. Il campo non era al massimo oggi, è stato molto difficile giocare. Sapevamo che sarebbe stato un gioco fisico, tra seconde palle e duelli. Credo che in generale abbiamo giocato bene e che siamo stati la squadra migliore oggi. È un peccato non aver preso i tre punti perché credo che abbiamo fatto tutto bene per ottenerli. Una partita difficile, ma in generale abbiamo giocato bene. La squadra ha le qualità per giocare e vincere ogni partita. Questo è il nostro obiettivo e il nostro gioco oggi lo ha dimostrato. Oggi ho fatto il primo assist a Lukaku e spero che ci saranno altre occasioni, è un giocatore fantastico ed è utile per un terzino come me avere un attaccante come lui nell’area. Spero di potergli creare altre occasioni come questa. Va bene così, accetto tutte le partite, vogliamo giocare e ci piace giocare, ora guardiamo alla partita di giovedì. Sarà un’altra partita difficile ma siamo contenti di giocarla e naturalmente vogliamo scendere in campo per vincere”.

???? “It was a difficult game but overall a good performance.”

????️ Rasmus Kristensen’s thoughts after last night’s draw with Torino.#ASRoma | #TorinoRoma pic.twitter.com/9KgnVgz2zR— AS Roma English (@ASRomaEN) September 25, 2023

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Juric: “Bella gara contro la Roma. Campo orribile”

Ivan Juric tecnico del Torino ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo il pari con la Roma:

Questa sera è stato il Torino più bello della stagione?
“Oggi la squadra è stata tosta, ha attaccato e difeso. Abbiamo fatto una bella gara contro una Roma di qualità, è un pareggio strameritato: sarebbe stato un peccato perdere dopo una prestazione così”

Ha preparato perfettamente la partita, quanto c’è stato del suo lavoro in questa sera?
“E’ la risposta dei ragazzi. In tanti hanno fatto bene, forse Radonjic poteva fare meglio e Schuurs deve ancora fare il salto di qualità. Sono soddisfatto, in generale perché abbiamo fatto un’ottima gara”.

Che segnale è il gol nel finale?
“E’ positivo. Avevamo perso 18 punti negli ultimi minuti, lo vedevo come mancanza di panchina e poca voglia di recuperare. Ora lo stiamo facendo, anche contro il Genoa li abbiamo attaccati e così stasera, ma sempre con equilibrio. Ora resettare per fare una grande gara contro la Lazio”.

Potete puntare a qualcosa di più?
“Lo dirà il campo. Noi abbiamo due esempi: Milano dove siamo stati vergognosi e oggi una squadra vera. Dipende da come la affrontano i ragazzi, quando sei una squadra media cambia la mentalità. Vogliamo crescere e migliorarci, già a Roma vedremo di cosa siamo capaci”.

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Mourinho: “Roma in crescita, dispiace per i due punti persi. Classifica? Va vista a dicembre”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Torino-Roma 1-1

Perchè sono mancati i tre punti?
“Perchè abbiamo preso gol su palla inattiva, è difficile giocare contro il Torino contro squadre che hanno questa proposta di gioco, con questa fisicità e intensità. Abbiamo fatto una buona partita secondo me, non è facile creare contro di loro, non è facile giocare di prima su un campo come questo, io prometto che non faccio più critiche all’Olimpico perchè rispetto a questo sembra una passerella. Abbiamo fatto una partita di grande sforzo, con gente come Paredes che qualche settimana fa che non poteva giocare neanche dieci minuti, con una linea difensiva nuova che ha fatto una partita positiva. Mi è piaciuta la mia squadra, l’obiettivo è sempre fare meglio, ma era difficilissimo stasera. Ho il feeling di due punti persi, quando prendi gol su palla inattiva verso la fine. Loro si sono preparati per una settimana, noi abbiamo avuto la coppa, non sono triste con i giocatori ma per il risultato”

Meglio nel secondo tempo sul piano del palleggio, a parte il risultato è un’ipotesi giocare con tre offensivi davanti, oppure lo hai pensato solo per stasera?
“Giocare con tre giocatori offensivi non è facile per noi in funzione dei giocatori che abbiamo, abbiamo tre attaccanti veri e mi piacciono tutti, Azmoun non ha giocato ancora perchè non è in condizione ancora, abbiamo Paulo ed El Shaa o Pellegrini che possono fare questo lavoro sotto punta, Lorenzo non sta ancora al 100%, ha fatto un solo allenamento. Noi se stiamo tutti bene abbiamo più soluzioni per giocare a tre a centrocampo, abbiamo migliorato tanto sulla costruzione dal basso, Paredes da più qualità sulla costruzione, Cristante gioca più alto e si inserisce per andare a fare gol, come sul palo, sono dispiaciuto per il risultato, ma ho visto la Roma in crescita sia individualmente sia collettivamente”

Prendete più gol rispetto allo scorso anno, questione di singoli o di assetto?
“Se vedi la squadra dei cinque dietro, sono 2 e mezzi nuovi, Ndicka, Kristensen e Llorente che ha giocato una decina di partite l’anno scorso. Ibanez non c’è, Smalling non sta bene, Rui ora è al top ma non ha iniziato bene. Dobbiamo trovare equilibrio a centrocampo, mi è piaciuta la coppia Paredes-Cristante, credo che torneremo ad una situazione più normale di non prendere gol, la gente si ricorda degli errori di Ibanez in due partite importanti, ma era difensivamente fortissimo, Smalling per noi è fondamentale, oggi Diego Llorente ha fatto una partita straordinaria in marcatura di Zapata. La classifica non piace, ma è meglio non guardarla, la classifica vera sarà a dicembre o gennaio e noi non saremo lì dove siamo ora”

Lukaku straordinario?
“E’ un giocatore fantastico, non c’è altro da dire sono molto contento di lui, di Belotti e Azmoun che mi piace, ha bisogno di tempo per lavorare”

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Mourinho prima di Toro-Roma: “Pochissimo tempo per prepararci. Dybala non ha i 90 minuti”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN nel prepartita di Torino-Roma:

“Pochissimo tempo per preparare questa partita, tanti viaggi, ma è così, ieri abbiamo avuto l’opportunità di lavorare un po’ in campo, sappiamo le difficoltà di questa partita, dall’allenatore del Toro, alla squadra, al loro modo di fare calcio, sarà tutto difficile. Paredes-Cristante centrali davanti alla difesa? Il calcio è un po’ più complicato oggi da analizzare rispetto a ciò che dici, una volta il calcio era più sistematico, con meno dinamiche, oggi tutte le squadre pensano e fanno calcio in maniera diversa, come struttura basica sì ma poi durante la partita tutto cambia. Dybala? Oggi c’è una partita da vincere, non voglio pensare al Genoa, che ha giocato venerdì e non domenica sera, voglio che i miei giocatori pensino solo ad oggi. Giocatori come Paulo sanno gestirsi anche da soli, conosce bene il suo corpo, il rapporto tra lui e noi è aperto, mi piacerebbe che giocasse 90 minuti più recupero ma sarà difficile”