Marash Kumbulla prosegue il lavoro individuale per rientrare a disposizione di Mourinho. Il difensore albanese, infatti, su Instagram ha pubblicato un video nel quale mostra i progressi mentre lavora con il pallone. Scatti e sorrisi per il classe 2000 che nelle prossime settimane dovrebbe svolgere dei test con la Primavera.
Le solite offese. Giada e Beatrice Cavaleri, influencer di TikTok con circa 100mila follower, hanno pubblicato sui social l’immagine di un adesivo sul quale è stata stampata la scritta «romanista ebreo». Espressione usata per disprezzare in un colpo solo i tifosi giallorossi e chi è di religione ebraica.
Come scrive il Corriere della Sera, nel corso di un loro video, realizzato durante il derby del 12 novembre, viene mostrato l’adesivo in direzione della Curva Sud. Le due ragazze si dichiarano tifose della Lazio, anche se la società gestita da Claudio Lotito si è sempre mossa contro qualsiasi forma di discriminazione.
Si avvicina il ritorno in campo di Pellegrini. Come riporta Sky Sport, il capitano giallorosso, infatti, sta accelerando il suo percorso di recupero e dovrebbe allenarsi tutta la settimana con il resto del gruppo. Aumentano, quindi, le possibilità di vedere Pellegrini titolare nel match di domenica contro l’Udinese. Mourinho si prepara ad affidarsi al numero 7.
Tanto rumore per nulla. Dopo settimane di furenti polemiche, con interviste e parole al vetriolo di alcuni ex esponenti politici, il logo di Expo 2030 non apparirà sulle maglie della Roma, ma nemmeno su quelle biancocelesti.
La società giallorossa era stata accusata, neanche troppo velatamente, di aver favorito l’Arabia Saudita e Riyad con l’accordo stipulato con i sauditi qualche settimana fa rispetto alla candidatura di Roma per Expo 2030. Una polemica che poteva incrinare anche i rapporti con la giunta capitolina con sguardo sul progetto del nuovo stadio a Pietralata.
Questa mattina il quotidiano La Repubblica ha ricostruito la vicenda, sottolineando che anche la Lazio non indosserà il logo ‘Roma Expo 2030’.
La disponibilità sembrava totale: “La Lazio metterà in atto ogni iniziativa possibile per sostenere la candidatura di Roma per Expo 2030″, firmato Claudio Lotito il 6 ottobre scorso. Il comunicato della società biancoceleste giunse in Campidoglio come un segnale di speranza in mezzo all’oscurità provocata dalla decisione della AS Roma di inserire lo sponsor “Riyad Season” sulla propria maglia.
Tuttavia, dopo le dichiarazioni, è seguito il silenzio. “Nessuno mi ha inviato il logo di Roma Expo 2030”, afferma Lotito ora, rivolgendo il suo attacco al Comitato promotore: “Li ho chiamati quattro volte, nessuno mi ha risposto. Mica posso mettere un marchio senza l’autorizzazione”. Così, per un mese, la maglia della Lazio è rimasta senza sponsor, anche nel derby della scorsa domenica, un’occasione perfetta per promuovere la candidatura della Capitale in contrasto con quella araba. Lotito sottolinea un mese di opportunità perdute per associare il nome di Roma a una delle due squadre della Capitale, mancando l’occasione di esportare la candidatura anche in ambito Champions League.
La prossima estate, la Roma potrebbe optare per un ritiro in montagna, puntando su Auronzo, località storicamente frequentata per anni dalla Lazio. Secondo quanto riportato dal Messaggero, alcuni rappresentanti della Roma hanno esplorato la possibilità di utilizzare Auronzo come sede per il ritiro estivo, tuttavia, Lotito, presidente della Lazio, sembra avere una sorta di diritto di prelazione su questa location.
Nell’aprile dell’anno scorso, la Media Sport Event di Gianni Lacchè ha sottoscritto un accordo-mandato con il Comune del Cadore, conferendo alla Lazio la priorità fino a marzo per firmare un contratto biennale (2024-2025) del valore di 500 mila euro all’anno.
Nonostante il contratto sia sul tavolo da mesi, Lotito sembra essere in attesa della conferma da parte di Sarri prima di ratificare l’accordo.
L’abbraccio del cuore. Quello tradito, quello che sa perdonare, quello frainteso, quello che in quegli anni ha portato la Roma a vincere e sognare. Il cuore di Francesco Totti e Luciano Spalletti dopo sei anni e mezzo di gelo, litigi e malintesi. L’atteso abbraccio della pace è andato in scena intorno alle 17,30, sul piazzale dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
❤️ Dopo sei anni tornano ad abbracciarsi: pace fatta tra #Totti e #Spalletti
Come scrive Leggo, un luogo del cuore appunto, per entrambi che hanno sempre fatto tanta beneficienza senza troppa pubblicità. L’occasione è la visita ai bambini della struttura specializzata, ad un soffio dal Vaticano. Totti e Spalletti hanno così sancito la pace dopo oltre sei anni, l’ultima volta che si erano visti era stato il giorno dell’addio al calcio dell’ex capitano della Roma, il 28 maggio 2017. E il rapporto era tesissimo. Le panchine, le interviste polemiche, il mancato ingresso a San Siro e la regia di una dirigenza che voleva Totti ai margini della Roma ha rovinato un rapporto che negli anni dei Sensi era tra i più belli e genuini del mondo del calcio.
Da qualche mese i toni si erano ammorbiditi fino alla proposta di Gravina: perché non fate la pace prima di Italia-Macedonia? Iniziativa sposata da entrambi. “Vieni qui, fatti dare un abbraccio dalla parte del cuore”, sono state le parole di Luciano. “L’abbraccio con Spalletti è secondario. Questa è una giornata speciale soprattutto per i bambini che siamo venuti a trovare – dice Totti -. Abbiamo avuto questa giornata a disposizione e siamo riusciti a riconciliare un po’ tutto. Perciò, l’abbraccio è soprattutto per i bambini, che è molto più importante. Cosa ci siamo detti? Niente, perché avendo un rapporto che è sempre andato oltre al calcio, fra noi basta un semplice sguardo, ed è tutto racchiuso in un abbraccio”.
Dopo anni di incomprensioni, è arrivato il momento degli abbracci e della pace definitiva fra Totti e Spalletti. Come promesso, infatti, l’ex numero 10 giallorosso e il ct dell’Italia hanno fatto visita insieme all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. “Fatti dare un abbraccio dalla parte del cuore”, queste le parole di Spalletti nel momento esatto dell’incontro. Oltre agli ex due romanisti, è presente anche la Delegazione della Nazionale con Buffon, Gravina, Peruzzi, Donnarumma e Di Lorenzo.
Prosegue l’inchiesta scommesse fra i calciatori del campionato italiano. Come riporta l’ANSA, Alessandro Florenzi ha sostenuto un interrogatorio di circa un’ora con la pm di Torino Manuela Pedrotta. Al termine dell’incontro, il terzino del Milan ha lasciato il palazzo di giustizia passando per un percorso ricavato sul tetto del complesso. Florenzi avrebbe dichiarato di aver scommesso su altri giochi come la roulette ma non sul calcio.
Nuova vittima nell’inchiesta del calcioscommesse, che indirettamente ha ancora a che fare con il mondo giallorosso. Come riferisce l’AGI, l’inchiesta della procura di Torino sta continuando a scuotere il mondo del calcio italiano, e un nuovo sviluppo ha coinvolto il difensore del Milan, Alessandro Florenzi.
L’ex giocatore della Roma, ora in forza al Milan, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, in base all’art. 4 della legge 401 del 1989, la stessa accusa già mossa a Nicolò Zaniolo.
Florenzi, come Zaniolo, si prepara a fronteggiare l’interrogatorio nei prossimi giorni presso il tribunale di Torino, dove sarà ascoltato dalla pm Manuela Pedrotta. L’indagine della Squadra Mobile piemontese ha già coinvolto altri noti calciatori come Sandro Tonali del Newcastle Utd e Nicolò Fagioli della Juventus.
Il Giudice Sportivo ha comunicato le sanzioni della 12esima giornata di campionato. Per quanto riguarda la Roma, la società ha ricevuto una multa di 15mila euro ‘‘per avere suoi sostenitori, durante la gara, lanciato un petardo oltre a numerosi fumogeni ed oggetti di vario genere nel settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria; per avere inoltre, durante la gara, lanciato tre petardi e numerosi fumogeni ed oggetti di vario genere nel recinto di giuoco”.
Inoltre, Mancini, con la quarta ammonizione, è entrato in diffida. Terza sanzione per Romelu Lukaku, seconda per Evan Ndicka e prima per Sardar Azmoun. Prima ammonizione anche per il match analyst Giovanni Cerra.