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Lissone, c’era un ‘codice segreto’ per i Varisti: lo chiamavano Gioca Jouer

Gesti e segnali per parlarsi attraverso i vetri. Il quotidiano La Repubblica ricostruisce un’indiscrezione relativa all’inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale italiano e quindi anche l’intero sistema calcio.

Come riferisce il quotidiano, a dar retta ai critici del ‘sistema Rocchi’ relativamente al suo interventismo in Sala VAR nel corso delle gare di Serie A, c’era una sorta di metodo che qualcuno ha ribattezzato ‘gioca jouer’ storico brano cult di Cecchetto.

Si tratterebbe di una collezione di gesti e segnali per indicare ai varisti come comportarsi dinanzi a determinati episodi. Esempio: su un rigore sospetto, il gesto della mano alzata rivolto dall’esterno della Sala VAR al varista incaricato da dare indicazioni all’arbitro di campo, significherebbe: “Lascia correre”; il pugno chiuso invece: “Intervieni”.

Se sono illazioni frutto della faida interna al mondo arbitrale o reali elementi al vaglio degli inquirenti, si capirà solo quando i PM sveleranno tutte le carte.

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Caos Arbitri, l’inchiesta della Procura di Milano iniziata da oltre un anno

L’inchiesta della Procura di Milano per concorso in frode sportiva, che al momento coinvolge Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, sarebbe iniziata oltre un anno fa, quindi prima e indipendentemente dalla denuncia di Domenico Rocca contro i vertici dell’AIA. A confermarlo, secondo il Corriere della Sera, è la richiesta di proroga delle indagini preliminari presentata dal pm Maurizio Ascione al gip: dopo la riforma Cartabia, infatti, una proroga è necessaria quando un’indagine supera l’anno di durata.

Questo fa pensare che l’inchiesta sia aperta da almeno 13 mesi, considerando anche la sospensione feriale estiva, e quindi già prima del presunto incontro del 2 aprile 2025 a San Siro durante Inter-Milan di Coppa Italia. Secondo i pm, Rocchi avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno del 23 aprile, così da evitare che l’arbitro, ritenuto “poco gradito”, potesse poi dirigere l’eventuale finale di Coppa Italia o altre gare di Serie A di maggiore interesse per l’Inter.

Si ipotizza inoltre che gli investigatori possano disporre non solo di testimonianze ma anche di intercettazioni, rese possibili dall’inasprimento della pena per frode sportiva introdotto nel 2014, che ha portato la pena massima da due a sei anni.

Rocchi e Gervasoni saranno ascoltati il 30 aprile da pm e Guardia di Finanza, ma potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere. Il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, ha sottolineato come le contestazioni siano ancora molto generiche e prive di dettagli sui presunti concorrenti nel reato.

Tra i nomi emersi c’è anche quello dell’arbitro Luigi Nasca, già convocato in passato e presente al VAR di Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, gara segnata dalle polemiche per la mancata revisione sulla gomitata di Bastoni a Duda. Tuttavia, questo episodio non compare negli atti notificati a Rocchi, per cui si ipotizza che Nasca possa essere coinvolto invece nell’altro filone che riguarda Gervasoni, legato al rigore contestato in Salernitana-Modena di Serie B dell’8 marzo 2025.

La sensazione è che la Procura non abbia ancora svelato tutti gli elementi e che l’inchiesta possa presto allargarsi.

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Gasperini: “So come alzare il livello della Roma. Se ho delle responsabilità tecniche è giusto che io venga accontentato”

Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa, ha commentato la vittoria contro il Bologna (0-2) grazie ai gol di Malen ed El Ayanoui. Il tecnico di Grugliasco sul primo tempo e i singoli, da Malen a Pisilli: “Primo tempo molto bene anche dal punto di vista difensivo. Poi uno come Malen migliora la qualità del gioco, ma anche la presenza di Soulé. Pisilli ha dimostrato la sua duttilità. Nel secondo tempo abbiamo accusato la fatica, forse perché era la prima volta che giocavamo di pomeriggio”.

Il tecnico giallorosso ha dichiarato di non aver mai avuto dubbi su Malen: “Difficile aspettarsi i numeri. Sapevo fosse un giocatore ideale e non c’era nessun dubbio neanche sul ruolo. Lo conoscevo già e lo avevo visto nell’amichevole ad agosto, è meglio vedere i giocatori dal vivo. Ero convinto che facesse al caso nostro”.

L’allenatore di Grugliasco ha elogiato El Aynaoui autore del gol dello 0-2: “Ha fatto un’ottima gara. Nel mese di novembre aveva fatto bene poi è andato in Coppa d’Africa ed è arrivato fino in finale e l’ha pagata a livello fisico ed emotivo. Ci è voluto un po’ di tempo ma ho sempre detto che è un ragazzo sano. Ha sempre lavorato con tranquillità e ha fatto un’ottima partita”.

Gian Piero Gasperini ha parlato degli infortuni avuti in stagione: “Speriamo di recuperare Koné, quando arrivi al finale del campionato le ammonizioni si accumulano ed è normale. Abbiamo avuto delle assenze prolungate di giocatori importanti. Wesley, Soulé, Dybala e Koné sono giocatori forti. Non sono mancati solamente per una partita, Dybala non giocava dal 25 gennaio, Soulé è stato fuori per 40 giorni, altri non li abbiamo più visti. Non è la normalità. Wesley è stato anche sfortunato con l’espulsione a Como e non c’era col Lecce poi si è mezzo infortunato in Brasile”

Il tecnico giallorosso ha elogiato l’atteggiamento dei calciatori durante la stagione: “La squadra non ha mai mollato ed ha sempre giocato ottime partite anche con Atalanta e Juve. Abbiamo pagato quella doppia trasferta di Genoa e Como, non c’è stata tanta fortuna. Quello di Wesley era un infortunio minimo. Il problema sono stati gli altri che non erano muscolari come Ferguson, Angeliño, Soulé e Dybala”.

Gasperini sul mercato in vista dell’estate: “Ne parleremo la prossima stagione. Le dinamiche di mercato non sono facili ma io ho delle idee su come alzare il livello della Roma e la forza. Se ho delle responsabilità tecniche è giusto che io venga accontentato”.

Il tecnico giallorosso ha concluso con un pensiero rispondendo a una domanda legata ad ambizioni diverse in cado di arrivo in estate di Malen: “Difficile fare questi paragoni. Sarei stato contento di non aver infortuni lunghi ma non siamo mica morti (ride, ndc). Mancano ancora quattro partite. Aspettiamo fine maggio”.

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Gasperini: “La società è potente, la ringrazio per la fiducia. Dobbiamo credere di poter vincere ogni partita”

Gian Piero Gasperini, al termine di Bologna-Roma (0-2), ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Dobbiamo credere di poter vincere ogni partita. Siamo nella condizione di fare un primo tempo come oggi, nel secondo abbiamo fatto un po’ di fatica. Dobbiamo migliorare in questo per la prossima gara”.

Il tecnico giallorosso sulla squadra che non ha mai sbagliato atteggiamento: “Non è stato difficile sono tutti ragazzi che si allenano bene dall’inizio dell’anno che mi hanno sempre seguito. Sono mesi che li ringrazio, hanno voglia di fare prestazioni come quella di oggi. Quando abbiamo la possibilità di recuperare qualche calciatore in più siamo più competitivi”.

Gian Piero Gasperini ha fatto i complimenti alla squadra e Malen autore di una grande prestazione: “Sì la settimana fuori di Trigoria era movimentata ma dentro come tutto l’anno no. Malen ha alzato il livello del gioco, purtroppo abbiamo avuto le assenze di Soulé e Dybala. Quello che non siamo riusciti ad avere nel girone di ritorno per un periodo cercheremo di recuperarlo nelle ultime partite”.

Il tecnico di Grugliasco ha elogiato la prestazione di El Ayanoui: ”Lui ha fatto molto bene il girone d’andata fino a dicembre poi è andato in coppa d’Africa. Sicuramente questa competizione con il Marocco, che è arrivato in finale e le polemiche, l’ha pagata. Ho sempre detto che è un ragazzo sano e positivo. L’abbiamo aspettato più a lungo per le energie spese in coppa. Oggi ha fatto veramente una bella gara”.

L’allenatore giallorosso ha concluso sottolineando la fiducia che il club ha riposto in lui: “Al centro della Roma ci sono i tifosi e la società. Io sono un professionista e mi occuperò della parte tecnica e lì mi prendo delle responsabilità. Ringrazio la società che dal primo giorno mi ha sempre dimostrato grande fiducia e voglia di lavorare per la Roma. Io mi devo preoccupare di questo e non di altre cose. Questa è una società potente che potrà fare grandi cose, spero di dare il mio contributo sul piano tecnico”.

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Gasperini: “Mai mancata la fiducia della società. Ranieri? Non partecipo a questa macchina del fango. Con Massara poco feeling tecnico”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Bologna-Roma, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Quali sono le sue considerazioni sul comunicato della Roma riguardo la fine del rapporto con Claudio Ranieri e il suo ruolo come nuovo allenatore?

“Evidenzio due cose. La prima è che la fiducia da parte della società non mi è mai mancata. Fin dal primo giorno, fin dal nostro primo incontro, ho sempre sentito il loro sostegno e la loro fiducia. Questo è fondamentale per lavorare al meglio. La seconda cosa che mi sembra molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto. Queste sono le due linee”.

C’è qualcosa delle parole di Ranieri nei giorni passati che l’ha più toccata, magari più ferita, qualcosa che l’ha lasciata più dispiaciuta?

“No, dispiaciuto no, non ho mai avuto questa sensazione di questa situazione molto dura, molto forte, ma non c’era mai stata una cosa del genere, assolutamente, né in altri incontri né personalmente. Questa sicuramente è l’unica cosa, mi ha sorpreso molto”.

Lei in passato ha detto che dentro Trigoria bisogna crescere e migliorare. Si aspetta un salto di qualità da questo punto di vista?

“Da che punto di vista? Io non ho fatto nulla. La situazione è successa come è successa, ma non l’ho fatta io. Non mi mettere sullo stesso piano, non ho fatto nessuna situazione contro nessuno, contro nessuno”.

La mia domanda era diversa, però: qualche mese fa, lei ha detto che dentro Trigoria bisognava crescere. Cosa si aspetta da questo punto di vista?

“Ho detto “Dentro Trigoria” perché Trigoria è il centro dove si fa calcio, dove si deve fare calcio, e dove spero si faccia calcio. Io cerco solamente di fare calcio. Tutte le altre questioni, io sono fuori e non le affronto, non ne parlo. L’unico obiettivo per me è fare calcio qua dentro, stop. Tutto il resto delle altre componenti mi sembra a un livello superiore. Mi riferisco alla presenza di uno stadio sempre pieno di tifosi, alla città che ci segue, ma anche a voi che seguite con passione.

Però vorrei che anche voi finalmente tornaste a parlare di calcio. Io di altro non parlo, non so più come dirlo, e non voglio essere coinvolto in queste discussioni. Io sono stato tirato dentro, ma quello che voglio fare è parlare di calcio. Spero che anche voi, e tutta la gente, torniate a parlare di gioco, di squadre, di risultati, di giocatori, di quello che si può fare per dare soddisfazione a questa passione che c’è”.

Domani probabilmente tornerà a disposizione Dybala, può confermarcelo? C’è la possibilità di vederlo anche dall’inizio?

“Dall’inizio mi sembra molto difficile. Paulo ha ricominciato a lavorare questa settimana dopo oltre 80 giorni, quasi 90. Quindi, no, dall’inizio lo escludo. Per uno che rientra dopo così tanti mesi, non è facile partire subito. Speriamo, mi auguro, che possa entrare a gara in corso. Però ormai siamo sulla via, è più una questione di abitudine e fiducia, la sua nel giocare. Non è una questione di condizione, ma proprio di calciare, di tirare, di contrastare. È normale dopo essere stati fermi così tanto”.

Le prossime cinque partite, quelle che ci aspettano fino alla fine del campionato, orienteranno anche il futuro di Dybala?

“Intanto, orienteranno molto il finale di campionato della Roma. Il fatto di averlo a disposizione sicuramente ci dà maggiore valore, perché, come accennato prima, lui e Malen hanno giocato insieme solo una volta. Saremo tutti più soddisfatti e curiosi di vederli giocare insieme, magari anche con qualcun altro, non è detto, ma questa è la cosa più importante. Poi, parlare di futuro oggi è davvero difficile. Ci sono cinque partite e non sono poche.

A volte si tende già a parlare come se fossimo alla fine del campionato, ma cinque partite sono una bella striscia, sono 15 punti e sono tutti da giocare. In questo momento cerco di mantenere altissima la concentrazione della squadra sulla partita di domani e sulle prossime partite. Abbiamo un impegno che non possiamo sbagliare e dobbiamo affrontare tutte e cinque le gare con la massima determinazione e con la massima volontà di fare più punti possibili”.

Come si è arrivati al punto di una conferenza stampa di qualche mese fa con sorrisi insieme a Claudio Ranieri, a non nominarlo mai, fino a essere cacciato dalla Roma. Come si è arrivati a questo punto?

“Le vicende sono state quelle un po’ sotto gli occhi di tutti, fine. Non è una cosa che mi sento di commentare. Io sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente ormai è attivissima, gira a diecimila giri al giorno. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene domani”.

In Italia è possibile per un allenatore assumere il ruolo di manager all’inglese? Ed eventualmente a lei piacerebbe questo ruolo?

“Io credo che più che mai ci sia bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo alla squadra di distinguersi per la capacità dei giocatori, di adattarsi a ruoli, di giocare insieme, di raggiungere i traguardi insieme, di lavorare insieme per i risultati e per il bene comune della squadra, più che mai, anche in sede di mercato, l’allenatore deve fare il suo ruolo, ma deve essere complementare con il direttore sportivo. Quando iniziano a esserci, oggi credo, rispetto al passato, situazioni che bisogna saper affrontare insieme, con le caratteristiche giuste.

Arrivo a pensare che il direttore sportivo e l’allenatore dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati e della formazione di una squadra. Quindi quasi dovrebbero viaggiare in coppia. Molto spesso, soprattutto in passato, è successo che magari i direttori sportivi parlavano con l’allenatore, poi andavano a telefonare a un altro allenatore dietro e gli dicevano “attento, sei pronto”. E c’era un disguido incredibile, oppure che l’allenatore doveva essere quello che allenava la squadra e il direttore sportivo il dirigente che faceva il suo lavoro. Credo che oggi sia molto diverso. Anche con le proprietà, che devono essere coinvolte, perché i numeri sono veramente tanti e le decisioni sono molto importanti. La capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le esigenze del mercato, le difficoltà che i direttori sportivi incontrano sul mercato, e i direttori sportivi devono capire le esigenze degli allenatori per costruire delle squadre e arrivare a ciò che chiedono, con l’obiettivo unico di migliorare la squadra”.

Con Massara siete complementari? Siete una coppia, visto che si parla anche della possibile uscita dell’attuale direttore sportivo?

“Questo io non lo so. Su Ricky posso dirvi che è una bravissima persona, posso dire che sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un, come dire, un collante, un feeling, probabilmente, però sempre e solo riferiti alla squadra. Non c’è mai stato niente di personale, sempre solo riferiti a quelle che erano le richieste, magari per giocare un po’ diverso da quello che si poteva pensare, ma sempre richieste in questo senso professionali, mai personali. Il suo futuro? Questo lo decide la società, non sono io a decidere”.

Quest’anno le è mancato un po’ parlare di calcio?

“Sì, avrei voluto parlare molto di più di calcio, starei tutta la giornata a parlare di calcio. Quindi anche con voi: tante volte ci si ferma. Quando si parla di calcio, fa sempre piacere. È una deformazione ormai, però in quello è anche molto più piacevole, no? Ci si tolgono tanti veleni, tante cose. Io lo ritengo fondamentale, questo, confrontarsi continuamente. Ci si capisce, ci si conosce anche magari di più. Non sono interessato ad altre cose, a situazioni diverse. Io non devo mettere uomini, non devo mettere altre situazioni. Devo semplicemente parlare di calcio e confrontarmi per cercare di migliorare la squadra”.

La Champions League non è stato un obiettivo che le ha chiesto la proprietà, ma che ha fissato lei insieme alla squadra anche per un discorso di ambizione. Adesso però c’è una sorta di obiettivo minimo che la società le ha chiesto, che può essere l’Europa League, visto anche gli scenari in vista della Coppa Italia.

“No, non c’è, però pensiamo ancora. Guardiamo ancora avanti, poi quando non riusciremo più a guardare avanti ci accontenteremo di altre cose”.

Avete già iniziato a parlare con la proprietà della prossima stagione? E poi, sente che è arrivato il momento per la Roma di fare filotto?

“Farlo sarebbe buono. Se si vincesse, si è ancora in tempo probabilmente. Però è chiaro che man mano che passano le giornate i margini di errore diminuiscono, non si può sbagliare sotto questo aspetto. Sul resto no, perché siamo impegnati ancora in questo campionato e dobbiamo essere impegnati fino al 24 maggio e quindi però è anche vero che quando riterrà opportuno la società bisognerà poi pensare al futuro”.

Pensa che questo poco feeling tecnico con il ds abbia rallentato la crescita della squadra in questo primo anno, se l’ha rallentata?

“Io ho sempre rispetto per il lavoro. Non è che non fossi contento dell’operato del direttore sportivo, ho sempre lasciato grande libertà. Ho sempre detto: “L’hai visto? Io certi giocatori non li conosco; l’hai visti, ti piacciono, prendili”. Quindi non c’è mai stata una chiusura su nessuno. Ho sempre cercato di vedere le mie caratteristiche, ma questa è una cosa che sapete da luglio-agosto. Ho detto, da quando sono arrivato il primo giorno: “Rinforziamoci davanti, che questa è una squadra forte”. Non mi sembra una richiesta straordinaria, mi sembra abbastanza comune per un allenatore nuovo, appena arrivato, che magari ha un modo diverso di giocare e che fa una richiesta del genere.

Su tutto il resto non ho mai messo veti o cose simili, assolutamente. Quando si dice condivisi, sì, ma non era una cosa così importante, o meglio, lo era, ma ero in grado di dire: “Se l’hai visto, ti piace, prendilo”. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Su quello ho sempre cercato di insistere, perché ritenevo che questa squadra fosse in una bella situazione, se riuscivamo a completare il reparto. Poi non è che non sia stato fatto, ma lì era il punto focale della mia richiesta. È così difficile da capire, così complicato, che può creare tutta questa situazione?”.

Per quanto riguarda la fase difensiva, aveva parlato di errori grossolani e anomalie: è passato un mese, è riuscito a capire se effettivamente è migliorato qualcosa o se nella partita contro l’Atalanta ha visto più o meno le stesse lacune?

“No, la squadra è stata straordinaria, si è vista nel complesso del campionato. Poi abbiamo avuto un periodo in cui farci gol era veramente difficile, eravamo una delle migliori difese. Abbiamo avuto un altro periodo, ma nell’arco del campionato ci sta. Globalmente, se valuto le 33 partite che abbiamo giocato, io penso che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello”.

La situazione di Sancho: come è andata?

“Non si poteva fare perché giustamente la proprietà non voleva. Giustamente. Punto”

Le ultime due partite con il Bologna sono state purtroppo decisive in maniera negativa per la stagione della Roma. Le chiedo se nel preparare quella di domani ha preso come riferimento le difficoltà di quelle due partite, se c’è qualcosa di quelle due partite che le è rimasta un po’ in sospeso, magari anche degli errori della Roma.

“No, la squadra ha fatto tante cose buone, certo qualche errore, ma tante cose buone. Globalmente, le due partite sono state due ottime partite. Credo che nelle due partite abbiamo fatto probabilmente anche di più. Abbiamo perso ai supplementari in un momento in cui la squadra aveva fatto una partita molto buona, sia al ritorno sia all’andata, in rimonta. Ci siamo dovuti sempre trovare e dover rimontare, anche nel ritorno, prima dall’1-0, poi dopo sul 3-1. La prestazione per me è stata, sono state due prestazioni veramente di livello e buone. Poi ai supplementari c’è stato il gol, e ci sta, perché sono due partite equilibrate. Il Bologna è un’ottima squadra, organizzata, con una panchina importante, abituata perché l’anno scorso faceva la Champions. E anche in quella partita sono stati indubbiamente bravi. Però io credo che quella Roma abbia fatto due partite molto forti, come è stata molto forte anche la partita con l’Atalanta. Quindi, se vado alle ultime prestazioni, compresa quella dell’ultima che abbiamo giocato, credo che questa squadra mi abbia dato soddisfazione”.

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Roma, ufficiale l’addio di Ranieri: “Club solido e piena fiducia in Gasperini”

L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato.

Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma. 

Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi.

Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. 

L’AS Roma verrà sempre al primo posto.

Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia.

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Konè out anche a Bologna. Il francese strizza l’occhio all’Inter

Uno dei sintomi del cortocircuito interno a Trigoria, in atto da mesi, è la diatriba tra staff tecnico e staff medico. Diversi i calciatori coinvolti nel discorso, l’ultimo in ordine tempo è Manu Konè.

Come riferisce il Tempo, l’allenatore sta spingendo per avere il francese disponibile a Bologna, ma lo staff sanitario giallorosso continua a frenare. Come era avvenuto per Wesley, che poi lunedì scorso è tornato in gruppo.

Sullo sfondo anche i dubbi del calciatore, che probabilmente dopo due infortuni muscolari, comincia ad avere un pensiero anche al Mondiale. Intanto i rumors di mercato aumentano: non è un segreto che Konè piaccia all’Inter e diversi media nazionali sottolineano che il francese sarebbe allettato dall’opzione nerazzurra.

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Bologna-Roma: Gasperini domani alle 13:30 parlerà in conferenza stampa

La Roma sabato alle 18:00 disputerà la 34° giornata di Serie A in casa del Bologna con l’obiettivo di non mollare il treno Champions League guidato dalla Juventus. In vista della partita, domani alle ore 13.30, presso la sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini, si terrà la conferenza stampa prepartita di mister Gian Piero Gasperini.

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La Curva Nord annuncia: “Non entreremo al Derby”

Si prospetta un Derby tutto a tinte giallorosse, o quasi. La Curva Nord infatti stamattina ha annunciato con un comunicato che non entrerà in curva in occasione della stracittadina in programma il 17 o il 18 maggio (data ancora da definire).

La tifoseria laziale dunque potrebbe essere quasi del tutto assente in occasione del derby di maggio, ma ha promesso che sarà presente all’Olimpico per la finale di Coppa Italia.

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Di Bello per Bologna-Roma: bilancio positivo per i giallorossi

Sarà Di Bello l’arbitro di Bologna-Roma.

Il designatore Rocchi ha scelto dunque un fischietto esperto per la sfida del Dall’Ara in programma sabato. Al VAR ci sarà Maresca, AVAR Meraviglia.

Bilancio positivo dei giallorossi con Di Bello. Sono 7 infatti le vittorie consecutive per la Roma, l’ultima in ordine di tempo la sfida casalinga contro la Cremonese dello scorso febbraio.

In assoluto su 34 precedenti, sono 21 le vittorie, 6 i pareggi e 7 le sconfitte.