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Roma-Fiorentina, le probabili formazioni: Pisilli in vantaggio su Dybala. Torna Konè

La Roma affronterà questa sera la Fiorentina, con l’obiettivo di provare a rubare punti a tutte le squadre coinvolte nel vortice Champions League, a cominciare dal Milan di Allegri in caduta libera nelle ultime settimane.

Sicuri assenti Pellegrini, Dovbyk, Ferguson ed El Aynaoui squalificato. Torna però Manu Konè che partirà dal 1′.

Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

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Gasperini: “Koné e Dybala disponibili. La presenza dei Friedkin è un segnale per il futuro”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Come stanno Koné e Dybala in vista della Fiorentina? E quanto è importante la presenza della Proprietà per la programmazione?

“Koné è recuperato, Dybala aveva già recuperato la scorsa settimana e ha fatto uno spezzone in partita. In questi giorni è andata anche meglio, quindi sono disponibili entrambi per domani. La presenza di Corbin Friedkin è sicuramente un segnale: la proprietà comincia a muoversi non solo per il finale di campionato, che è la priorità adesso, ma anche in prospettiva futura”.

Questa stagione è stata di transizione? E quando si inizierà a costruire il futuro?

“In questo momento ci sono due binari. Uno è quello della stagione, che è ancora viva e molto attiva. Domani sera giochiamo una partita molto importante contro la Fiorentina, una squadra che arriva da una striscia positiva, credo di sette risultati utili, e che si è tirata fuori da una situazione di classifica difficile. È una squadra di valore, che magari ha avuto delle difficoltà ma resta competitiva. Noi siamo assolutamente concentrati su questa gara, perché a quattro giornate dalla fine siamo ancora dentro. Dobbiamo anche guardare i risultati delle altre, ma la classifica la conosciamo tutti e l’attenzione deve restare su questo finale. Il comportamento della squadra è stato eccezionale fin dall’inizio e vogliamo continuare così nelle ultime quattro partite, che saranno tutte importanti, con anche il derby in mezzo. Poi è chiaro che si parlerà del futuro, ma questo non è il momento. Non per evitare il discorso, ma perché siamo ancora pienamente dentro la stagione. Quando sarà il momento, cercherò di essere il più chiaro possibile, anche nei confronti dei tifosi, che giustamente vogliono capire quali saranno i programmi”.

La Roma è in ritardo sulla programmazione rispetto alle altre squadre?

“È chiaro che in queste settimane c’è stato uno sviluppo particolare e bisogna dare atto alla Società che probabilmente ha accusato una grossa delusione che non si aspettava, dovendo poi prendere una strada diversa rispetto a quella immaginata inizialmente. Non credo però che le altre squadre abbiano già fatto tutto in questo momento. Anche chi parte un po’ dopo può comunque rientrare nei tempi. È chiaro che la proprietà dovrà avere il tempo e la chiarezza necessari per affrontare le scelte, ma ha anche le capacità e le possibilità per farlo nel modo migliore”.

È possibile ricucire il rapporto con Massara e continuare insieme? Sullo scudetto della Femminile.

“In questo momento torno alla partita con la Fiorentina. Come ho detto, ci sono due binari: uno riguarda la stagione attuale, e quindi una gara molto importante come quella di domani. Per il resto, ci sarà tempo per parlarne nei modi e nei momenti giusti. Sarà soprattutto la società a esprimersi su questi aspetti. Un binario è visibile ed è quello del campo, l’altro richiede tempo perché riguarda la prossima stagione. Non è il caso adesso di entrare nei dettagli, anche se poi sarà necessario fare chiarezza su quello che si vorrà costruire. Lo scudetto della Femminile è stato bello, fantastico. Dobbiamo prendere esempio da loro: magari lo Scudetto per noi è ancora lontano, ma l’obiettivo deve essere quello di diventare una squadra brava e competitiva come la loro. Complimenti”.

Ha avuto modo di confrontarsi con la Proprietà per il futuro? È previsto un incontro?

“Dovrebbe essere così, mi auguro che sia così. In questo momento però l’attenzione resta sulle partite e sul campionato, ed è giusto che sia così. Quando sarà il momento di parlare del futuro, lo faremo. Sembra che ci si stia avvicinando a quel momento, ma quando accadrà dovrà essere tutto il più chiaro e trasparente possibile”.

Che idea si è fatto del livello della Champions League, dopo la partita tra PSG e Bayern Monaco, e quanto è distante il calcio italiano?

“Mi sono divertito molto, è stata una partita che mi è piaciuta. Poi è chiaro che si possono vedere anche gli errori, che sicuramente ci sono, ma si possono osservare anche i tanti gesti tecnici di grande qualità fatti dai giocatori. Dipende sempre da cosa si vuole guardare. Personalmente l’ho trovata molto piacevole e credo che chiunque l’abbia vista l’abbia apprezzata. Per quanto riguarda le squadre italiane, non stiamo vivendo un grande momento nelle coppe, probabilmente uno dei peggiori degli ultimi anni. Questo però deve essere uno stimolo a reagire, non ad abbattersi. Se la Nazionale e i club fanno fatica anche contro avversari non solo di primissimo livello, significa che qualcosa va rivisto e che probabilmente bisogna cambiare qualcosa nel modo di lavorare. Una delle cose diverse è come si costruisca una squadra, probabilmente, no? Può essere anche quello un segnale che possiamo pensarci un attimo. Beh, insomma, è difficile, è chiaro che è abbinato, tu puoi vedere delle giocate straordinarie, dei gol straordinari, come abbiamo visto, sono parallele alla qualità dei giocatori, difficile diversamente, però insomma, lì siamo veramente al top del calcio mondiale. Poi però, insomma, c’è anche tutte altre gerarchie che si possono rincorrere”.

Come valuta il rendimento dei giocatori in scadenza e quanto incidono nel finale di stagione?

“Questa è stata una stagione particolare, con tanti giocatori in scadenza e diversi in prestito. Non era facile, in queste condizioni, arrivare a quattro giornate dalla fine con una partecipazione così forte, restando competitivi e ancora in corsa. Era una situazione rischiosa. Di questo devo dare grande merito ai giocatori, che hanno mostrato una professionalità e un attaccamento straordinari. La risposta vista a Bologna, per esempio, è significativa. Posso solo ringraziare questi ragazzi, che con le prestazioni hanno dimostrato di essere dalla parte della squadra, della Roma, con l’obiettivo di ottenere il massimo possibile. Questo va riconosciuto, perché non esistono solo i valori tecnici o atletici: ci sono anche valori morali molto forti, che sono fondamentali in una squadra di calcio. Questa è la base su cui costruire. Poi, se riesci ad aggiungere anche giocatori di alto livello per alzare ulteriormente la qualità, allora hai fatto davvero centro”.

La Roma fatica nei finali di partita: è un problema fisico o di caratteristiche?

“Se guardiamo quei numeri, probabilmente in altri siamo molto avanti. Il fatto di essere quinti in classifica lo dimostra: significa che in diversi aspetti la squadra sta facendo bene. È vero però che nei finali di gara spesso non siamo riusciti a ottenere punti che magari altre squadre, anche dirette concorrenti, hanno portato a casa in quelle situazioni. Questo è un aspetto da tenere in considerazione e su cui bisogna lavorare per migliorare”.

Wesley è ormai un esterno sinistro o può tornare a destra?

“È un giocatore che ha avuto un’evoluzione importante. Sa giocare sia a destra sia a sinistra, anche se naturalmente è un destro. Questo rafforza un concetto: quando hai giocatori forti, li metti in campo e poi trovi la posizione più adatta. Dipende anche dalle situazioni. In questo periodo avevamo a disposizione Celik, mentre Angelino praticamente non lo abbiamo mai avuto e questa è stata una perdita importante. Wesley resta un giocatore di valore e questa è la cosa principale”.

È soddisfatto dei progressi individuali della squadra? E vede margini di ulteriore crescita?

“Tutti possono avere margine, non solo i più giovani. È chiaro che chi ha fatto meno campionati può sembrare avere più possibilità di crescita, ma in realtà si può migliorare a qualsiasi età, acquisendo sempre qualcosa in più. Sì, sono soddisfatto. Tutti hanno lavorato bene finora, nessuno è stato trascurato. Tutti hanno avuto l’opportunità di giocare più volte e di dare il proprio contributo, anche chi ha trovato meno spazio. Il comportamento della squadra, sia in allenamento che in partita, è stato sempre impeccabile: non ci sono stati problemi o casi. Sono stati tutti molto professionali, esemplari, e di questo posso solo ringraziarli. Il fatto che siamo ancora qui a giocarci tutto a poche giornate dalla fine è merito loro”.

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Cheddira avvicina DiFra alla salvezza. Verona e Pisa in B. Promosso in A il Venezia

Primi verdetti tra Serie A e serie B. Ieri sera il Lecce grazie alla rete di Cheddira ha vinto a Pisa, spedendo in B matematicamente la formazione neroazzurra dopo appena una stagione dal suo ritorno nel massimo campionato.

Retrocesso anche l’Hellas Verona, che torna in cadetteria dopo 7 stagioni consecutive nella massima serie. Il Lecce si avvicina così sensibilmente alla salvezza, nel duello a distanza con la Cremonese.

Si festeggia però a pochi km da Verona, perchè Stroppa l’ha rifatto: il Venezia ha vinto ieri il campionato di Serie B, conquistando dunque dopo una sola stagione il pass per l’accesso in Serie A. Per il tecnico è la quarta promozione con quattro squadre diverse.

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Gasp-Ryan Friedkin, è pronto il vertice per programmare la Roma e il mister ‘cambia’ look – FOTO

La Roma si prepara a ripartire. Nel weekend è atteso l’incontro plenario tra Gian Piero Gasperini e la società per mettere sul tavolo tutte le questioni aperte e dare finalmente una sterzata alla programmazione giallorossa.

In primis il ruolo del direttore sportivo, con alcuni nomi sondati ma al momento nessuna decisione presa sul profilo che dovrà quasi certamente sostituire Massara. Poi c’è la questione financial fair play: l’allenatore giustamente pretende di capire quali sacrifici saranno necessari entro il 30 giugno, ma detterà sicuramente una linea di priorità e bloccherà alcune possibili cessioni (gli intoccabili per il tecnico sono Svilar, Malen e Wesley).

Poi le future mosse. Per Gasperini la priorità è intervenire sugli esterni di centrocampo e sul reparto offensivo, quasi del tutto da rifare. Infine la decisione sul ritiro: modalità e soprattutto location.

Piccola curiosità: forse per l’occasione mister Gasperini ha deciso di cambiare look. E’ circolata infatti la foto sui social del tecnico ospite del barbiere di fiducia di alcuni calciatori giallorossi.

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Lega Serie A, Simonelli: “Derby di domenica alle 12:30”

Il derby della capitale non ha ancora una data e un orario sicuri. Nei giorni scorsi era stato sollevato il dubbio che si potesse posticipare a lunedì 18 maggio, su richiesta delle forze dell’ordine per via della concomitanza delle finali di tennis al Foro Italico, in programma la domenica precedente.

In queste ore però è stata trovata forse una soluzione, che sa di via di mezzo. A preannunciarla è il presidente della Lega di Serie A – Ezio Simonelli: “Cercheremo di fare il derby in maniera che non ci siano sovrapposizioni con la finale del Foro Italico. Allo stesso tempo sapete che ci sono delle restrizioni da parte della pubblica sicurezza, quindi andando per esclusione non possiamo farlo la sera perché è vietato, né nel pomeriggio perché si andrebbe a cozzare con la finale degli Internazionali. L’unico orario che resta disponibile è quello delle 12.30 e credo che sarà quello che sceglieremo“. Simonelli ha poi aggiunto: “Il derby merita la domenica e poi servirà la contemporaneità perché si tratta della penultima giornata di campionato”.

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Totti aspetta l’ultimo via libera per ‘risposare’ la Roma: la situazione

Francesco Totti aspetta: il contratto da ambasciatore è pronto, manca soltanto l’ultimo via libera. Nel frattempo, mentre Friedkin sistema gli equilibri societari, Totti osserva, si confronta e mantiene un contatto costante. Il suo ritorno non è più solo un’idea, ma una possibilità concreta che prende forma giorno dopo giorno.

Come scrive il Corriere dello Sport, un altro passo verso il Fulvio Bernardini è arrivato circa quindici giorni fa, quando Totti ha parlato già quasi da dirigente in pectore, ancora prima che da simbolo: diretto, lucido, senza sottrarsi. Sulla vicenda Ranieri ha chiesto unità, ha invocato compattezza, mettendo la Roma al di sopra di tutto.

Un messaggio che non si è fermato a Trigoria, ma ha attraversato l’oceano arrivando fino agli uffici americani, dove Friedkin ha apprezzato: non solo i contenuti, ma anche il tempismo, il modo e il senso di responsabilità.

Perché in quelle parole c’era esattamente ciò che la Roma cerca: una figura capace di tenere uniti i pezzi. Un ponte tra squadra e dirigenza, tra allenatore e ambiente, tra un passato glorioso e un futuro ancora da costruire. Perché quando parla Totti, Roma ascolta. Sempre. E oggi, forse più che mai, ne ha bisogno.

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Ritiro estivo, Gasp vota per la montagna: le possibili sedi

Tra le dinamiche da chiarire e i punti all’ordine del giorno, nel prossimo vertice tra società e allenatore, c’è anche l’organizzazione del ritiro estivo.

Secondo diversi quotidiani l’intenzione di Gasperini è proporre ai Friedkin un cambiamento rispetto a ciò che è avvenuto nelle ultime stagioni dove la Roma si è divisa tra l’afosa Trigoria, l’Inghilterra e il Portogallo prima.

Gasp infatti vorrebbe andare almeno una quindicina di giorni in montagna. In questo senso possibile che si scelga o una sede in Svizzera o una in Germania, con annesse amichevoli con formazioni locali e nazionali.

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Friedkin in arrivo: nei prossimi giorni il vertice con Gasp. Tutti i temi sul tavolo

Dan e Ryan Friedkin sono pronti a tornare a Roma. Secondo il Corriere dello Sport entrambi, secondo altre testate per il momento solo Ryan, ma poco cambia. Il motivo principale è avviare l’ennesima ricostruzione.

Dopo l’addio di Ranieri e con Massara sempre più depotenziato, la centralità di Gasperini non basta. E’ lo stesso tecnico ad aver chiesto a più riprese un vertice de visu con la proprietà per iniziare a programmare la prossima stagione.

In primis la questione rinnovi e gestione del gruppo squadra. Poi la scelta del direttore sportivo, che sarà ad appannaggio della società ma in una rosa di nomi condivisa con l’allenatore. Quindi si stabiliranno le strategie future a cominciare dalle cessioni obbligate per motivi legati al Ffp. Infine ritiro e priorità di mercato estivo per quanto concerne ruoli e posizioni.

Ecco le principali tematiche che saranno affrontate dalle parti nel summit previsto tra la fine e l’inizio della prossima settimana.

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Celik tra presente e futuro: con la viola ci sarà, ma non rinnoverà

Zeki Celik non ha accusato lesioni. Il turco domani tornerà a lavorare con la squadra o comunque svolgerà del lavoro differenziato che gradualmente gli permetterà di tornare in gruppo e di rendersi disponibile per la sfida di lunedì contro la Fiorentina.

Pur trattandosi di un fedelissimo di Gasp, oggi arriva conferma che al 99% non rinnoverà il suo contratto con la Roma. Troppa distanza tra domanda (4 milioni) e offerta (circa 2.8 milioni) per addivenire ad un’intesa.

Una delle priorità assolute di Gasperini è la ristrutturazione delle fasce. In questo senso oltre al turco e all’addio di Tsimikas, c’è la concreta possibilità che anche Angelino lasci la Roma in estate. Servirà un titolare a sinistra di piede mancino e un altro calciatore importante di piede destro che sostituisca Celik.

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Ostiamare in Serie C: il trionfo di DDR presidente

Ora vado ad abbracciare l’altra mia famiglia che sta giù a Ostia perché è il sogno della mia famiglia portarla in alto e farla brillare ogni tanto. Gioia per Ostiamare, una gioia umana, non solo calcistica. Parole di Daniele De Rossi, del ‘capitano presidente’ come lo chiamano sul litorale non solo gli amici più stretti.

DDR e il suo staff hanno compiuto una vera e propria impresa, rilevando un anno e mezzo fa un club in procinto di fallire e portandolo al primo colpo tra i professionisti.

Ieri è andata in scena la festa sul campo e poi in serata per le strade di Ostia con la presenza anche di De Rossi che è giunto da Genova per celebrare insieme ai suoi ragazzi e tanti residenti questo storico traguardo.

Curioso anche il modo in cui De Rossi ha appreso la notizia. Impegnato in panchina a Marassi con il Genoa contro il Como, l’ex capitano giallorosso aveva chiesto di non sapere il risultato. “Poi dalla tribuna mia moglie me lo ha detto, ma sbagliato, e quindi secondo lei non avevamo vinto il campionato. Quando però sono tornato negli spogliatoi ho invece appreso la notizia. È bello, è bello per Ostia che lo merita. Non vedo l’ora di tornare dagli altri miei ragazzi”, ha raccontato ai microfoni di Dazn.

Un traguardo storico, che riporta Ostia nel calcio che conta a distanza di 35 anni. L’ultima esperienza tra i professionisti risaliva infatti al biennio 1989-91, quando la squadra militava nell’allora Serie C2. Stavolta, però, il percorso ha avuto il sapore della costruzione e della continuità: 79 punti conquistati, con 24 vittorie, 7 pareggi e appena 2 sconfitte.