NEWS RETESPORT (di Francesco Oddo Casano) – A margine del filone processuale sulle plusvalenze e a cascata sulle presunte irregolarità di bilancio che avrebbero visto protagonisti i dirigenti della Juventus negli scorsi anni, questa mattina il quotidiano la Repubblica ha riferito dell’apertura di un’indagine anche da parte della Procura di Roma, per verificare la regolarità dell’operazione di mercato che coinvolse Roma e Juventus nel giugno 2019: lo scambio con conguaglio a favore dei bianconeri tra Leonardo Spinazzola e Luca Pellegrini.
L’inchiesta punterebbe a verificare se anche il club giallorosso abbia commesso degli illeciti di bilancio. Ed è su questo aspetto che la società giallorossa ha reagito in maniera veemente in queste ore.
A Trigoria infatti non c’è nessuna preoccupazione sull’argomento, perché in occasione del delisting dalla Borsa, la Guardia di Finanza, la Covisoc e la Consob hanno verificato tutti i dati di bilancio pregressi del club, comprese le operazioni di mercato, e valutato con i crismi dell’assoluta liceità e regolarità anche l’affareSpinazzola-Luca Pellegrini.
Quindi il club giallorosso, a ragione, ritiene di non dover essere più tirato in ballo nel filone plusvalenze e nei suoi riflessi mediatici, considerato anche che il club non è stato mai oggetto di indagine da parte della Procura Federale. Non risultano inoltre ulteriori operazioni con i bianconeri e quindi i giallorossi non potrebbero essere potenzialmente legati neanche al filone delle c.d. partnership, che i bianconeri avrebbero instaurato in maniera sistemica con altri club.
Per quanto i fatti riferiti facciano capo ad un’altra proprietà e ad un altro management, la Roma respingerà qualunque tipo di illazione o ulteriore diffamazione sul tema.
Retesport, dal 2002 ininterrottamente la voce dei romanisti, è stata protagonista dello speciale DAZN – ‘Fedi – il derby eterno’ – pubblicato in queste ore nella versione integrale sulla nota piattaforma streaming.
Un lungo approfondimento sulla passione che accompagna le tifoserie di Roma e Lazio in vista del derby di domenica pomeriggio. Presenti interviste ad alcuni nostri speaker e all’editore di Radiosei e Retesport, da oltre due decenni assoluti punti di riferimento radiofonici per i sostenitori biancocelesti e giallorossi.
20.3.2022 Roma vs Lazio (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Gianluca Mancini esulta sotto la sud
(Foto Gino Mancini)
Gianluca Mancini ieri sera è tornato al gol. Gli mancava in A da oltre 500 giorni. Subito dopo aver scagliato un missile verso la porta di Szczesny e aver trafitto il polacco, due secondi di stupore e incredulità, poi dritto di corsa sotto la Curva Sud.
Il centrale giallorosso, ieri sera ha indossato i panni del bomber ed ha scaraventato in rete il pallone pesantissimo valso poi i tre punti contro la Juventus. Rivisto da tutte le angolazioni, è da sottolineare il gesto tecnico nella coordinazione, più da centrocampista che da centrale per Mancini, che ha proprio un passato, nelle giovanili, in mezzo al campo. E ieri, si è visto…
Serata europea in salsa giallorossa, con una Roma capace di travolgere il Salisburgo, chiudendo la pratica qualificazione nel primo tempo e gestendo poi ritmi e possibili pericoli avversari nella ripresa. Prima il Gallo Belotti, poi la Joya Dybala per il 2-0 che basta e avanza ai giallorossi per accedere agli ottavi di finale di Europa League.
Ecco i gol dallo stadio Olimpico commentati dal nostro Checco Oddo Casano.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Eppur si muove. La Roma fa un nuovo passo avanti verso l’edificazione dello stadio a Pietralata. Ieri pomeriggio nella sala delle Bandiere del Comune, il Sindaco Gualtieri, alla presenza degli assessori Veloccia e Onorato, oltre che del Ceo giallorosso Pietro Berardi, ha annnciato l’approvazione da parte della giunta capitolina della Delibera di pubblico interesse sul nuovo progetto giallorosso. Parte così il countdown per la realizzazione della struttura e finora la celerità dei tempi sul piano burocratico lascia ben sperare.
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Amministrazione e club hanno scandito a parole gli obiettivi dei prossimi mesi: arrivare al voto in Assemblea capitolina della Delibera entro le prossime settimane, presentare entro fine anno il progetto definitivo, di cui si sta occupando la società internazionale Populus, tra le più all’avanguardia sugli impianti sportivi, completare l’iter amministrativo entro il 2024 e iniziare i lavori per l’apertura dell’impianto nel 2027, l’anno del centenario del club. Una sfida complessa, ma affascinante per la politica romana e per la società giallorossa, che ha iniziato nel 2011 la scalata di Tor di Valle, passando attraverso un percorso tortuoso e frastagliato, poi interrotto con il cambio di proprietà del club.
I motivi del pubblico interesse sono sostanzialmente dieci: 1) sviluppo economico e sociale 2) area ben servita dalla viabilità e dal trasporto pubblico 3) rigenerazione di una zona degradata 4) maggiore comfort degli spettatori 5) creazione di zone di verde pubblico 6) possibilità di avere un nuova attrazione turistica 7) creazione di nuove connessioni pedonali e ciclabili 8) indotto produttivo e occupazionale 9) miglioramento della sicurezza urbana 10) interventi infrastrutturali per la maggior parte a carico dei privati.
I costi: 528 milioni di euro complessivi, così suddivisi: 262,2 milioni di euro per l’impianto in sè. Quasi 81 milioni, invece, saranno destinati alla realizzazione dei parcheggi e 17 milioni andranno alle opere di urbanizzazione collegate allo stadio. Ammonta a 128 milioni, infine, il fondo che la società giallorossa mette a disposizione per varie ed eventuali, per un totale di quasi 488,4 milioni di euro.
Per quanto riguarda i 40 milioni di oneri concessori che verranno incassati dal Comune, la loro destinazione “dipenderà dal progetto definitivo dello stadio, andranno a opere infrastrutturali, che possono avere anche altri scopi, di viabilità o ambientali, o anche per opere a scomputo”, ha chiarito Veloccia.
Proprio a proposito dei Friedkin, a domanda di Retesport, Berardi ha chiarito che saranno gli unici investitori dell’operazione stadio, il che rafforza l’idea del peso specifico di questi imprenditori e della loro intenzione di investire a lungo termine sul club giallorosso:
L’intervento del CEO Berardi
La società avrà in concessione l’area per 90 anni, in sostanza un diritto di superficie ma dovrà curare l’esproprio di tutte le aree non di proprietà del Comune. Ma quali sono le criticità attualmente emerse su cui il club dovrà lavorare in sede di realizzazione del progetto definitivo? In primis minimizzare l’impatto dei cantieri sull’ingresso dell’Ospedale Pertini. Poi ovviamente realizzare le opere pubbliche previste da progetto, contestualmente all’edificazione dell’impianto e alla sua apertura. Infine macro tema viabilità e trasporti: controllare il numero di parcheggi, un’attenta progettazione dei collegamenti stradali e l’assicurazione di un adeguato livello di offerta di trasporto pubblico.
Il Comune ha assicurato infine che per totale trasparenza aprirà al pubblico, quindi alla cittadinanza, anche a chi è pronto a contrastare il progetto (sono 8 i comitati di quartiere contrari allo stadio a Pietralata), il dibattito sul tema.
Oggi Gabriele Omar Batistuta compie 54 anni. L’ex centravanti giallorosso, eroe del terzo scudetto romanista, è stato celebrato sui social di Retesport questa mattina.
💣 Compie oggi 54 anni, uno dei centravanti più forti della storia della #Roma
Per omaggiare il campione argentino, vi riproponiamo il nostro Amarcord: la storia di Gabriel Omar Batistuta, a cura di Checco Oddo Casano
Ascolta l’amarcord completo qui
Tra gli eroi del terzo tricolore romanista, un sogno divenuto realtà quando Franco Sensi decise di affiancare a Totti e Montella, il Re Leone: Gabriel Omar Batistuta.
La città in fermento lo accoglie nei primi giorni di giugno del 2000, un incipit di estate torrida resa ancora più rovente dal colpo di mercato del club giallorosso che ha un solo obiettivo: rispondere allo Scudetto vinto dalla Lazio qualche settimana prima. All’Olimpico oltre 10 mila tifosi salutano per la prima volta il bomber argentino, reduce da un decennio di gol e smitragliate sotto la curva Fiesole di Firenze. La banda di Capello ora non ha scuse: puntare al titolo non è un’utopia.
Ma facciamo un passo indietro: Batistuta nasce ad Avellaneda in Argentina, il 1 febbraio del 1969 da Osmar Batistuta, macellaio, e sua moglie Gloria, segretaria scolastica. A soli sei anni si trasferisce poi nella città argentina di Reconquista, dove cresce in un contesto povero e precario, come la maggior parte degli argentini di un tempo. Bati però si è fatto strada negli anni a suon di gol e grandi performance nel mondo del calcio, divenendo una delle punte di diamante anche dell’Argentina.
L’attitudine al calcio ce l’ha sempre avuta fin da piccolo. E pensare però che a 16 anni lo chiamavano El Gordo (il grasso) perché era leggermente in sovrappeso. Ma l’uomo dai capelli lunghi, in seguito, ha conquistato ben altra fama con ben altra fame.. quella di gol!
In Argentina il piccolo Gabriel Omar Batistuta esordisce con i Newell’s Old Boys all’età di soli 19 anni. Il suo primo allenatore è stato un noto tecnico argentino ancora oggi, Il ‘loco’ Marcelo Bielsa.
Nella sua prima stagione da professionista sigla già 4 gol in 16 gare ufficiali, meritandosi la chiamata del River Plate. Nella stagione successiva comincia ad affinare le sue grandi doti da goleador. Ma in questo caso il rapporto con l’allenatore Daniel Passarella compromette la sua permanenza in squadra e ne segna la cessione nel 1990, nonostante i 17 gol messi a segno nell’arco di un campionato.
Si trasferisce così al Boca Juniors, dove vince la classifica cannonieri e primeggia nel campionato di Clausura. I primi segnali di una carriera che negli anni diventerà più vincente, anche se non eccessivamente Ecco così spiccare il volo in Italia dai primi anni ’90 in poi. Infatti viene acquistato dalla Fiorentina del nuovo patron Vittorio Cecchi Gori, che vede nel bomber argentino un attaccante capace di fare la differenza e di far innamorare il popolo fiorentino.
In viola Bati segna 207 gol in 333 partite, vincendo Coppa Italia e Supercoppa Italiana e nel 2000 sbarca nella capitale. 20 reti il primo anno, che contribuiscono alla vittoria del terzo tricolore giallorosso. Nel biennio successivo i tanti problemi alle ginocchia lo frenano, a tal punto da lasciare la Roma con il rimpianto di non aver potuto contribuire appieno ad altri successi.
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