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Roma, rischio deferimento per il caso plusvalenze

La Procura Federale ha avviato un’indagine sulla Roma in relazione alla questione delle plusvalenze durante la presidenza di James Pallotta.

Secondo Il Tempo, il club giallorosso rischia un deferimento. Il rinvio a giudizio dell’ex presidente italo-americano e di cinque suoi ex dirigenti (Fienga, Baldissoni, Gandini, Francia e Malknecht) riguarderebbe la registrazione di plusvalenze per un valore di 60 milioni di euro, mentre avrebbero dovuto essere 39.

Tra le operazioni sotto esame figurano l’acquisto di Leonardo Spinazzola e la cessione di Luca Pellegrini alla Juventus.

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Roma, la Procura FIGC indaga sulle plusvalenze dell’era Pallotta

Sul tavolo del capo della Procura federale, Giuseppe Chinè, c’è anche il dossier Roma-plusvalenze. Dopo il rinvio a giudizio dell’ex presidente James Pallotta e di cinque ex dirigenti (Gandini, Fienga, Baldissoni, Malknecht e Francia) deciso dalla Procura di Roma, è stato aperto un fascicolo sui giallorossi, come già accaduto per il Napoli.

Secondo le accuse dei pm romani, Pallotta e gli altri avrebbero falsificato i bilanci tra il 2018 e il 2020, violando anche il testo unico dell’intermediazione finanziaria. Le presunte irregolarità avrebbero avuto ripercussioni sui bilanci fino al 2022.

Tuttavia, come riporta La Gazzetta dello Sport, la Roma, a differenza del Napoli, non è mai stata giudicata per le plusvalenze, quindi al momento non sembrano esserci elementi per la riapertura di un procedimento sportivo. L’indagine contesta una differenza di 21 milioni di euro nelle plusvalenze contabilizzate (60 milioni invece di 39), ma la giurisprudenza sportiva ha già stabilito che il valore di un calciatore resta soggettivo.

Le indagini si chiuderanno entro la fine di aprile. Al momento, la giustizia ordinaria preoccupa più di quella sportiva.

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Abraham, ufficiale il rinnovo per un altro anno. Plusvalenze e acquisti, ecco i valori

Nell’ambito dell’analisi delle carte di bilancio dell’ultima annualità, è possibile appurare alcune curiosità in merito a costi e ricavi da acquisti e cessioni operate negli ultimi mesi.

Vengono evidenziati i costi di Baldanzi (11,5 milioni, di cui uno di commissione all’agente, e all’Empoli spetta il 15% della differenza fra il prezzo di cessione e l’importo d’acquisto), Angelino (5,4 milioni, di cui 250mila di commissione) e Paredes (3,6 milioni).

Ufficiali i numeri delle plusvalenze dello scorso anno: Ibanez è stato ceduto all’Al Ahli per 28,5 milioni (plusvalenza di 23,4 milioni), Belotti al Como per una plusvalenza di 4 milioni e Matic al Rennes per una plusvalenza di 2 milioni.

Confermato poi il rinnovo annuale di Abraham, che ha prolungato prima di andare in prestito al Milan. Lo riferisce il Tempo.

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Plusvalenze Roma, senza nuove prove nessun rischio sportivo

Al di là del contesto penale e del possibile coinvolgimento solo di dirigenti che componevano l’organigramma giallorosso nel corso della precedente gestione, il dettaglio più importante nei prossimi giorni sarà valutare, in merito al filone plusvalenze, quali sono gli eventuali rischi sul piano sportivo per la Roma.

Le contestazioni in termini al club giallorosso appaiono simili a quelle della Juventus: “false comunicazioni sociali, manipolazione del mercato”, ma l’epilogo dovrebbe essere diverso.

C’è un distinguo infatti che fa tutta la differenza del mondo. Nell’attesa che la Procura FIGC riceva entro 30 giorni tutte le carte dalla Procura di Roma, per i bianconeri furono decisive, soltanto in un secondo momento, le intercettazioni attraverso le quali ci si convinse di aver individuato un sistema continuativo (42 operazioni).

In questo caso, come sottolinea il Messaggero, non risulterebbe la presenza di nuove prove che possano cambiare lo scenario rispetto al 2022 quando vennero prosciolte 11 società, tra cui 5 di Serie A.

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Caso Plusvalenze, ecco le operazioni contestate: valore complessivo di 178 milioni

Sono 12 le operazioni di mercato contestate dalla Procura di Roma al club giallorosso in merito al filone delle presunte plusvalenze fittizie.

Tutte realizzate nelle finestre di mercato tra il 2017 e il 2021. Per questo motivo i Friedkin sono stati prosciolti. L’attività sospetta infatti non ha prodotto sensibili variazioni sui bilanci successivi al passaggio di proprietà e sono state formalmente effettuate prima del closing tra Pallotta e il proprietario texano.

Queste le operazioni sotto accusa: Marchizza, Frattesi, Tumminello e Luca Pellegrini in uscita e Defrel, Spinazzola e Cristante in entrata. Sotto i riflettori anche la cessione di Nainggolan con il relativo acquisto di Zaniolo, oltre a Manolas e Diawara.

Il valore complessivo è di circa 178 milioni di euro.

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La Roma in Procura il 25 ottobre: focus sulle plusvalenze

Ricostruire le fasi del mercato della Roma 2017-2021 attraverso i documenti archiviati nei computer della società giallorossa. Un compito che la Procura svolgerà (anche) attraverso accertamenti tecnici irripetibili sul materiale informatico acquisito lo scorso aprile o messo a disposizione da alcuni dei nove indagati. Tra cui figurano l’ex presidente James Pallotta e gli attuali proprietari Ryan e Dan Friedkin.

Le accuse contestate: false comunicazioni sociali delle società quotate ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti.

I pm Sabina Calabretta e Rita Ceraso hanno iscritto l’intero management riconducibile alle due proprietà. Quindi compaiono anche Guido Fienga, Mauro Baldissoni, Pietro Berardi e Giorgio Francia che si sono occupati dell’area contabile.

Il principale scambio sotto esame è quello tra Roma e Juventus nel 2019 con il passaggio in giallorosso di Spinazzola e la cessione di Luca Pellegrini. Come riporta il Corriere della Sera, nel mirino degli inquirenti c’è anche la cessione al Sassuolo, nel 2017, dell’allora promessa Davide Frattesi, con Riccardo Marchizza, per portare a Roma Gregoire Defrel. La Procura vuole analizzare anche la cessione di Marco Tumminello all’Atalanta, nel 2018, per ammortizzare l’acquisto di Bryan Cristante dalla squadra bergamasca. Infine gli inquirenti ritengono necessario approfondire l’acquisto di Marash Kumbulla dal Verona.

Il 25 ottobre la Roma comparirà in Procura. Tutti, però, invieranno legali per assistere a questa sorta di incidente probatorio. E a Trigoria, come sottolinea anche la Gazzetta dello Sport, si dicono assolutamente tranquilli sulla vicenda.

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Plusvalenze Juve, la Procura FIGC chiede 11 punti di penalizzazione

Nuovo verdetto in giornata sul caso plusvalenze per la Juventus. E’ iniziata alle 10.00 l’udienza in Corte d’Appello che dovrà dare una risposta definitiva sul primo faldone d’inchiesta dei bianconeri.

La Procura FIGC – che mesi fa aveva chiesto 9 punti di penalizzazione – questa volta ha avanzato la richiesta di 11 punti (più 8 mesi di inibizione a Nedved e agli altri dirigenti su cui il Collegio di Garanzia aveva chiesto di rimodulare la precedente sanzione poichè non precisamente motivata).

Se fosse accolta dalla Corte, la penalizzazione porterebbe il club bianconero a quota 58 punti alle spalle della Roma, al settimo posto: quindi virtualmente fuori dalle coppe europee, in attesa della finale di Coppa Italia tra Inter e Fiorentina (e a quella di Conference che vede protagonista ancora la Fiorentina e può valere un posto in Europa per i viola). 

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Plusvalenze Juve, in arrivo la stangata: la penalizzazione sarà afflittiva

PLUSVALENZE JUVE – Sono arrivate nelle scorse ore le 75 pagine della lunga motivazione inerente la sentenza emessa dal Collegio di Garanzia sul caso Juventus-Plusvalenze, primo dei filoni d’inchiesta federale che coinvolge direttamente il futuro del club bianconero in questo campionato e di riflesso sui prossimi.

Il rinvio alla Corte d’Appello Federale per la rimodulazione della sanzione da irrogare al club di Torino, è stato sorretto da un lungo incartamento che spiega come ‘l’impianto accusatorio nei confronti del club bianconero sul tema plusvalenze’ sia assolutamente solido e consolidato da elementi di prova chiari.

Le plusvalenze in casa Juventus hanno «prodotto chiari effetti (voluti dagli stessi attori) sui documenti contabili della società e, quindi, in definitiva, anche sulla sua leale partecipazione alle competizioni sportive, con la conseguente coerente applicazione, ai fini della fattispecie sanzionabile, dell’art. 4, comma 1, del CGS della FIGC».

Le motivazioni, oltre a ritenere inammissibile 9 punti su 9 del ricorso in difensiva presentato dai legali della Juventus, di fatto affossano la società bianconera che dovrà rispondere degli illeciti commessi dai suoi ex dirigenti, anche per il tanto discusso art. 4 sulla lealtà sportiva.

In particolare, viene ribadita «l’esistenza di comportamenti non corretti sistematici e ripetuti, frutto di un disegno preordinato».

Sulle plusvalenze della Juve, i giudici confermano anche la correttezza sostanziale della pena, con la «necessità di irrogare una sanzione severa a causa della gravità dei fatti emersi e che la penalizzazione in classifica è fra le sanzioni previste». L’unica eccezione vale solo per la «generica, ma indimostrata, consapevolezza diffusa» dei dirigenti minori, gli amministratori senza deleghe, da Pavel Nedved in avanti.

Solo alla luce dell’alleggerimento della loro posizione dovrà essere rivalutata la penalità. Si parla a più riprese della possibilità di tornare al -9 inizialmente chiesto dal pm Chiné, ma il punto è che comunque la penalizzazione dovrà essere afflittiva, quindi dovrà togliere qualcosa alla Juventus, probabilmente la qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League.

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Plusvalenze Roma e Lazio, l’eventuale sentenza sportiva non arriverà prima dell’estate

Il caso plusvalenze è esploso anche nella capitale, sia in casa Roma che in quella Lazio e certamente non farà dormire sonni tranquilli ai dirigenti delle due società.

Sul piano sportivo, nonostante non siano due fascicoli da 14mila pagine come nel caso della Juventus, è difficile ipotizzare che si possa arrivare a una sentenza prima dell’inizio della prossima stagione. Dalle prime indiscrezioni sembra inoltre che il filone biancoceleste d’indagine sia partito temporalmente prima rispetto a quello giallorosso.

Altro elemento che può creare delle lungaggini è l’immunità da parlamentare di Lotito. La Guardia di Finanza ha sequestrato tutti i dispositivi elettronici appartenenti ai dirigenti indagati tranne che a lui, mossa per la quale serve una votazione in Parlamento per avere l’autorizzazione a procedere. E Lotito nel filone laziale è elemento chiave poichè proprietario del club biancoceleste e della Salernitana all’epoca dei fatti contestati.

La Giustizia Sportiva interverrà eventualmente solo nella prossima stagione sulle plusvalenze di Roma e Lazio

Un’altra differenza con il caso Juventus sono le cifre, sì importanti visto che parliamo di milioni di euro, ma non al livello di quelle dei bianconeri. Per esempio le operazioni della Roma messe sotto indagine arrivano a un totale di 42,5 milioni di euro per giocatori, vedasi Cristante, Frattesi o Spinazzola.

Insomma, le indagini sono solo all’inizio e se per i giallorossi si intrecciano con la parabola Juventus, già analizzata dalla procura di Torino, vedasi l’intercettazione fra Cherubini e Bertola che parlano dell’affare Spinazzola-Luca Pellegrini, il filone Lazio-Salernitana è tutto da costruire e a giocare un ruolo fondamentale saranno i dati raccolti dall’analisi di telefoni e computer sequestrati dalla Guardia di Finanza, ricordando che mancano quelli di proprietà di Lotito.

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Plusvalenze, Stagliano: “Nessun rischio sportivo per la Roma a meno che…”

PLUSVALENZE ROMA STAGLIANO – Mario Stagliano, ex vicecapo dell’ufficio indagini della Figc ed esperto di diritto sportivo, ai microfoni de Il Messaggero ha chiarito, dal suo punto di vista, quali potrebbero essere i rischi sportivi per la Roma in merito al nuovo filone di indagine sulle plusvalenze: «Rischi per le due squadre? Se guardiamo ai precedenti, direi nulla. A meno che, nel corso delle perquisizioni, non si siano stati trovati dei documenti, tipo scambio di mail nei quali qualcuno dica: “Ho necessità di dare un valore X a questo calciatore perché devo risolvere dei problemi di bilancio”.

“L’unico precedente che esiste in materia – prosegue Stagliano – infatti, è quello relativo al 1° fascicolo legato agli scambi tra la Juventus e altri club di due anni fa conclusosi con un nulla di fatto. Venne stabilito infatti che in mancanza di un criterio oggettivo, è impossibile stabilire il reale valore di un calciatore. Quindi o saltano fuori mail, intercettazioni, whatsapp o sms, oppure non accadrà nulla».

Nei giorni scorsi Mario Stagliano, è intervenuto ai microfoni di Retesport per fare un punto della situazione sui processi sportivi e penali che coinvolgono la Juventus – RIASCOLTA QUI