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Roma, rischio deferimento per il caso plusvalenze

La Procura Federale ha avviato un’indagine sulla Roma in relazione alla questione delle plusvalenze durante la presidenza di James Pallotta.

Secondo Il Tempo, il club giallorosso rischia un deferimento. Il rinvio a giudizio dell’ex presidente italo-americano e di cinque suoi ex dirigenti (Fienga, Baldissoni, Gandini, Francia e Malknecht) riguarderebbe la registrazione di plusvalenze per un valore di 60 milioni di euro, mentre avrebbero dovuto essere 39.

Tra le operazioni sotto esame figurano l’acquisto di Leonardo Spinazzola e la cessione di Luca Pellegrini alla Juventus.

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Plusvalenze Roma, senza nuove prove nessun rischio sportivo

Al di là del contesto penale e del possibile coinvolgimento solo di dirigenti che componevano l’organigramma giallorosso nel corso della precedente gestione, il dettaglio più importante nei prossimi giorni sarà valutare, in merito al filone plusvalenze, quali sono gli eventuali rischi sul piano sportivo per la Roma.

Le contestazioni in termini al club giallorosso appaiono simili a quelle della Juventus: “false comunicazioni sociali, manipolazione del mercato”, ma l’epilogo dovrebbe essere diverso.

C’è un distinguo infatti che fa tutta la differenza del mondo. Nell’attesa che la Procura FIGC riceva entro 30 giorni tutte le carte dalla Procura di Roma, per i bianconeri furono decisive, soltanto in un secondo momento, le intercettazioni attraverso le quali ci si convinse di aver individuato un sistema continuativo (42 operazioni).

In questo caso, come sottolinea il Messaggero, non risulterebbe la presenza di nuove prove che possano cambiare lo scenario rispetto al 2022 quando vennero prosciolte 11 società, tra cui 5 di Serie A.

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Da Pallotta a Baldissoni: chi rischia il rinvio a giudizio per le plusvalenze

Prosciolti i Friedkin, la Procura di Roma ha comunicato ieri che restano indagati e rischiano il rinvio a giudizio praticamente tutti i dirigenti apicali della precedente gestione giallorossa.

A partire dall’ex proprietario James Pallotta, passando per Mauro Baldissoni (all’epoca dei fatti direttore generale del club), Guido Fienga ex amministratore delegato. Stessa carica ricoperta in precedenza da Umberto Gandini. Infine anche Francia e Malknecht, gli uomini dei conti del club fino al passaggio di proprietà.

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Caso Plusvalenze, ecco le operazioni contestate: valore complessivo di 178 milioni

Sono 12 le operazioni di mercato contestate dalla Procura di Roma al club giallorosso in merito al filone delle presunte plusvalenze fittizie.

Tutte realizzate nelle finestre di mercato tra il 2017 e il 2021. Per questo motivo i Friedkin sono stati prosciolti. L’attività sospetta infatti non ha prodotto sensibili variazioni sui bilanci successivi al passaggio di proprietà e sono state formalmente effettuate prima del closing tra Pallotta e il proprietario texano.

Queste le operazioni sotto accusa: Marchizza, Frattesi, Tumminello e Luca Pellegrini in uscita e Defrel, Spinazzola e Cristante in entrata. Sotto i riflettori anche la cessione di Nainggolan con il relativo acquisto di Zaniolo, oltre a Manolas e Diawara.

Il valore complessivo è di circa 178 milioni di euro.

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La Roma in Procura il 25 ottobre: focus sulle plusvalenze

Ricostruire le fasi del mercato della Roma 2017-2021 attraverso i documenti archiviati nei computer della società giallorossa. Un compito che la Procura svolgerà (anche) attraverso accertamenti tecnici irripetibili sul materiale informatico acquisito lo scorso aprile o messo a disposizione da alcuni dei nove indagati. Tra cui figurano l’ex presidente James Pallotta e gli attuali proprietari Ryan e Dan Friedkin.

Le accuse contestate: false comunicazioni sociali delle società quotate ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti.

I pm Sabina Calabretta e Rita Ceraso hanno iscritto l’intero management riconducibile alle due proprietà. Quindi compaiono anche Guido Fienga, Mauro Baldissoni, Pietro Berardi e Giorgio Francia che si sono occupati dell’area contabile.

Il principale scambio sotto esame è quello tra Roma e Juventus nel 2019 con il passaggio in giallorosso di Spinazzola e la cessione di Luca Pellegrini. Come riporta il Corriere della Sera, nel mirino degli inquirenti c’è anche la cessione al Sassuolo, nel 2017, dell’allora promessa Davide Frattesi, con Riccardo Marchizza, per portare a Roma Gregoire Defrel. La Procura vuole analizzare anche la cessione di Marco Tumminello all’Atalanta, nel 2018, per ammortizzare l’acquisto di Bryan Cristante dalla squadra bergamasca. Infine gli inquirenti ritengono necessario approfondire l’acquisto di Marash Kumbulla dal Verona.

Il 25 ottobre la Roma comparirà in Procura. Tutti, però, invieranno legali per assistere a questa sorta di incidente probatorio. E a Trigoria, come sottolinea anche la Gazzetta dello Sport, si dicono assolutamente tranquilli sulla vicenda.

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Rassegna stampa

La Procura chiede gli atti: indagine lampo su Lotito. Più lunghi i tempi sulle operazioni dei Friedkin

Perquisizioni, analisi su pc, chat e cellulari. E responsabilità ancora tutte da accertare. Le indagini della Procura dopo il terremoto plusvalenze su Roma, Lazio e Salernitana proseguono su binari e con velocità diverse. Il lavoro della Procura di Tivoli su biancocelesti e granata sarebbe in una fase avanzata rispetto a quello della Procura di Roma sui giallorossi che potrebbe andare per le lunghe e che riguarda soprattutto le operazioni della gestione Pallotta («Sono sempre state chiare», ha detto ieri l’ex presidente). La prima, infatti, sarebbe partita prima della chiusura dell’indagine Prisma della Procura di Torino mentre quella della Roma è “figlia” di del caos plusvalenze Juve , tanto da contenere l’operazione Spinazzola-Pellegrini analizzata ampiamente anche dai pm piemontesi. Un segnale in questo senso arriva anche dai reati contestati: emissioni di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fraudolente con uso di fatture per operazioni insistenti e false comunicazioni sociali per la Lazio ; false comunicazioni sociali e dichiarazioni fraudolente mediante falsa fatturazione per la Roma che però avrebbe presentato la fattibilità di tutte le operazioni a Consob e Covisoc nel momento dell’uscita dalla Borsa.

Come scrive Leggo, ora la prassi vuole che il procuratore Giuseppe Chiné (foto in alto) chieda i documenti dell’inchiesta, ma solo a indagine terminate. Cosa rischiano i due club romani? Al momento i sospetti non trovano riscontri effettivi e tutto potrebbe chiudersi con un’archiviazione per “insufficienza di prove” a meno che non emergano intercettazioni come nel caso Juve . Se si arrivasse a un processo e ci fossero elementi per chiedere una condanna, rischierebbero da una semplice “ammenda con diffida” alla penalizzazione in caso venisse tirata in ballo la “mancata lealtà”. Da escludere l’estromissione del campionato. Il procuratore Chiné ha deciso intanto di “congelare” il fronte delle cosiddette partnership sospette evidenziate dalle carte dell’indagine “Prisma” di Torino. Il motivo è lampante: inutile procedere con l’istruttoria con il rischio che in sede penale si possa arrivare addirittura a un’archiviazione. Tempi medio-lunghi e fiato sospeso per le due tifoserie che ieri si sono divise tra chi pensa sia un modo per distogliere l’attenzione dal caso Juve e chi rimprovera i club. A tremare però adesso è anche il resto della serie A.

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Indagine Roma, si cercano su chat e pc sequestrati dialoghi tra i dirigenti giallorossi

Analisi dei cellulari, pc, supporti digitali, server e documentazione extracontabile. E’ il lavoro che attende la Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini delle procure di Roma e Tivoli su eventuali irregolarità legate alla compravendita di 18 calciatori di Roma, Lazio e Salernitana. Gli investigatori ieri hanno effettuato una serie di perquisizioni con l’acquisizione di materiale anche nelle sedi dei tre club di serie A.

Come riferisce l’ANSA, per quanto riguarda il procedimento arrivato a piazzale Clodio dai colleghi di Torino si concentra, in base a quanto si apprende, in particolare sul periodo di gestione di James Pallotta.

L’obiettivo punta è verificare l’esistenza di eventuali comunicazioni tra i dirigenti giallorossi in merito ad una serie di operazioni di mercato avvenute nelle stagioni 2017/18, 2018/19, 2019/20 e 2020/21. Agli atti dell’indagine capitolina sono già presenti le intercettazioni dei dialoghi intercorsi tra i dirigenti della Juventus relativi alle cessioni dei calciatori Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola avvenute a ridosso del 30 giugno del 2019 prima della chiusura dei bilanci.

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Plusvalenze Roma e ipotesi di reato: indagati Pallotta, Friedkin e sei dirigenti

PLUSVALENZE ROMA IPOTESI DI REATO – Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sono stati indagati il presidente e il vicepresidente della Roma Dan e Ryan Friedkin, l’ex proprietario James Pallotta e sette tra dirigenti ed ex dirigenti giallorossi: il Ceo Pietro Berardi, gli ex amministratori delegati Umberto Gandini e Guido Fienga, l’ex vice presidente esecutivo ed ex direttore esecutivo Mauro Baldissoni, l’ex responsabile dell’area finanza, amministrazione e controllo del club Francesco Malknecht e l’ex Financial controller Giorgio Francia.

Tutti, escluso Berardi, sono indagati per false comunicazioni sociali in concorso. Questa una parte del testo del decreto di perquisizione e dell’avviso di garanzia: “Al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico consapevolmente esponevano fatti materiali non rispondenti al vero, ovvero omettevano fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore. I dirigenti iscrivevano nell’attivo dello stato patrimoniale, alla voce ‘diritti pluriennali prestazioni sportive dei calciatori’, nei ricavi operativi, alla voce ‘ricavi da gestione dei diritti pluriennali prestazioni calciatori’, nonché dei costi operativi del conto economico, alle voci ‘spese per il personale e oneri da gestione dei diritti pluriennali prestazioni calciatori’, importi maturati nell’ambito di operazioni… connotate da valori notevolmente maggiorati o comunque non conformi rispetto a quello di mercato”.

Berardi, Gandini, Fienga e Baldissoni, sono invece indagati per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. I magistrati scrivono: “Al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni (in tutto o in parte) inesistenti” indicavano “in una delle dichiarazioni (anche integrative)” relative alle imposte, “elementi passivi fittizi relativi alle operazioni” di compravendita dei calciatori.

La Roma, infine, è indagata base al decreto legislativo 231/2001, quello sulla responsabilità amministrativa delle società, “non avendo predisposto, prima della commissione dei predetti reati, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire fatti di reato della stesse specie di quelli verificatisi, rendendone in tal modo possibile la realizzazione da parte degli indagati a vantaggio della società As Roma Spa'”.

RILEGGI QUI IL COMUNICATO DELLA ROMA

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Plusvalenze Roma, le 11 operazioni sotto inchiesta

PLUSVALENZE ROMA – Nella giornata di ieri la sede della Roma è stata oggetto di perquisizioni e sequestri probatori da parte della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma sui bilanci del club e nello specifico su alcune operazioni di mercato effettuate tra il 2017 e il 2021.

Le operazioni prese in esame sono le seguenti: le cessioni di Riccardo Marchizza e Davide Frattesi al Sassuolo, quella di Marco Tumminello all’Atalanta e quella di Luca Pellegrini alla Juventus, a braccetto con l’acquisto di Leonardo Spinazzola sempre dai bianconeri.

Sotto indagine anche l’ingaggio di Bryan Cristante dalla Dea (5 milioni di prestito con obbligo di riscatto, la stessa cifra in origine spesa dall’Atalanta per Tumminello) e quello di Gregoire Defrel di nuovo dai neroverdi, oltre alla maxi operazione con il Verona, che vide Mert Cetin, Matteo Cancellieri e Aboudramane Diaby finire in Veneto, mentre Marash Kumbulla fece il percorso inverso arrivando nella capitale.

Quest’ultimo scambio con relative plusvalenze tra Roma e Verona coinvolge, loro malgrado, i Friedkin ed è il motivo per cui sono anche loro indagati della Procura. La trattativa condotta e chiusa da Guido Fienga nell’agosto del 2020, nei giorni del closing e del passaggio societario da Pallotta ai texani, è stata realizzata in prestito con obbligo di riscatto e quindi contabilizzata nel bilancio successivo, il primo dell’era Friedkin.

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Zyech e la Roma, un altro tentativo andato a vuoto. ‘Il matrimonio non s’ha da fare’

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Amsterdam, Londra, ora Parigi. Sullo sfondo, una cartolina del Colosseo e del centro di Roma, luoghi che Hakim Ziyech sperava di visitare magari nei prossimi giorni, in compagnia della sua famiglia, ma non in vacanza. Il marocchino, protagonista assoluto agli ultimi Mondiali in Qatar, ha sfiorato la maglia giallorossa, nuovamente, senza però ricevere l’ok per la fatidica firma sui contratti.

MONCHI, TOTTI, PASTORE E IL PRIMO STOP – Estate 2018. L’allora ds giallorosso Monchi pensa ad Hakim Ziyech, per regalare a Di Francesco un esterno di piede mancino, in grado di impreziosire la trequarti offensiva e raccogliere finalmente l’eredità di Salah, ceduto l’anno prima al Liverpool. La società incontra a giugno l’agente del calciatore e strappa un accordo sulla parola, poi inizia a lavorare con l’Ajax per arrivare alla fumata bianca. Anche Totti chiama – tramite Benatia – il ragazzo per spiegargli il progetto tecnico. La piazza giallorossa in quel momento era molto ambita, complice la finale di Champions League sfiorata qualche mese prima. La volontà del ragazzo c’è e la Roma arriva ad un passo dal chiudere la trattativa. Una ventina di milioni agli olandesi, in poche rate come da richiesta. Il calciatore prepara le valigie ma viene improvvisamente stoppato. Ai giallorossi viene infatti offerto Javier Pastore e Monchi cambia idea convincendo anche Di Francesco della bontà dell’operazione. ‘Meglio il rilancio del Flaco che a Parigi non trova più spazio e non il marocchino‘. Ruoli diversi, ma estro simile. Pallotta non autorizza l’affare con gli olandesi, nella Roma qualcuno storce il naso: è Francesco Totti, che suggerisce ai dirigenti di puntare sull’attaccante dell’Ajax e non sull’argentino. Consiglio che si perse nel vuoto, come lo stesso capitano romanista racconta in occasione della sua conferenza d’addio nel giugno 2019: “Mi hanno chiesto un parere su un giocatore e pensavo che non potesse far bene alla Roma, visti i tanti infortuni e il gioco di Di Francesco (Pastore, ndr). Alcuni dirigenti mi hanno detto che ero sempre contro di loro, ma io ho risposto sinceramente. Non chiedetemi il nome, ma io avrei fatto un’altra scelta. Chi è? Non lo dico. Ma è bravo. Gioca nell’Ajax (Ziyech)”. La storia dell’argentino a Roma si rivela un disastro e il marocchino, chiusa la finestra estiva, conferma sconsolato: “Avevo un accordo con la Roma, ma alla fine l’affare non è stato concluso. È un peccato, mi sarebbe piaciuto andare, ma non è stato possibile”.

IL GRAN RIFIUTO DI ZANIOLO E ORA PARIGI – Il 1 luglio del 2020 l‘Ajax cede al Chelsea il cartellino di Ziyech per 40 milioni di euro, mentre nella capitale Pastore somma settimane su settimane di stop in infermeria. E’ stato indubbiamente uno degli ultimi colpi dell’era Abramovich. L’attaccante marocchino gioca 98 partite con i Blues, realizzando 14 gol e 11 assist. Vive momenti di grande coinvolgimento a fasi di scarso impiego, ma gioca al top del calcio internazionale, arrivando col Chelsea sul tetto d’Europa e del Mondo. Gli ingenti investimenti della nuova proprietà americana, il cambio di allenatore in panchina, spostano sensibilmente gli equilibri della rosa. Ziyech finisce sul mercato, già a gennaio e la Roma torna su di lui. Questa volta la società (e Mourinho) sono tutti d’accordo ma il nuovo tentativo giallorosso va a vuoto per il rifiuto di Zaniolo di volare in Premier, sponda Bournemouth. Hakim incassa e rilancia, perchè in queste ore si trova a Parigi in attesa dell’accordo tra Chelsea e PSG. A questo punto è probabile che spedisca lui a Trigoria una cartolina della Tour Eiffel, perchè il matrimonio non s’ha da fare.