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Interviste

Konè: “Grazie alla Roma per la fiducia che mi ha dato nell’ultimo mercato”

 “Ho lasciato la Francia molto presto, ho giocato soltanto 6 mesi in Ligue 1 e un anno in Ligue 2. Ma quello che faccio in nazionale lo faccio da molto tempo, solo che avevo meno costanza. Oggi sono arrivato a un punto della mia carriera in cui, essendo alla Roma, ho trovato quella continuità. I giallorossi hanno dimostrato fiducia nei miei confronti nell’ultima sessione di calciomercato e io cerco di dare il massimo”, queste le parole di Manu Konè dopo la sfida vinta contro l’Islanda.

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Infermeria

Konè, nessun allarmismo: gli aggiornamenti – VIDEO

Manu Konè ha disputato da titolare ieri sera il return match degli ottavi di finale di Nations League con la maglia della Francia.

Schierato al fianco di Tchouaméni da Deshamps, il centrocampista giallorosso è stato giudicato uno dei migliori in campo dalla stampa transalpina, rendendosi protagonista del 2-0 che ha chiuso i tempi regolamentari, spingendo la Francia ai supplementari.

Al minuto 110′ però Konè è stato costretto al cambio. Dopo l’ennesimo scatto e recupero palla, il mediano giallorosso ha avvertito un fastidio sotto la coscia sinistra.

Sui social nei minuti successivi all’episodio si è sparsa subito preoccupazione, in parte acuita da alcune immagini che mostrano Konè particolarmente zoppicante lasciare il campo e poi abbracciarsi con il Ct della Francia.

Successivamente però tale allarmismo è stato spento già dal ritiro francese e poi dalla Roma. Nessun problema particolare, ma solo crampi per Konè che si candida dunque per una maglia da titolare contro il Lecce, considerando che Paredes sarà l’ultimo in ordine di tempo a rientrare nella capitale probabilmente un giorno prima della partenza per la città salentina.

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NEWS

Roma, rischio deferimento per il caso plusvalenze

La Procura Federale ha avviato un’indagine sulla Roma in relazione alla questione delle plusvalenze durante la presidenza di James Pallotta.

Secondo Il Tempo, il club giallorosso rischia un deferimento. Il rinvio a giudizio dell’ex presidente italo-americano e di cinque suoi ex dirigenti (Fienga, Baldissoni, Gandini, Francia e Malknecht) riguarderebbe la registrazione di plusvalenze per un valore di 60 milioni di euro, mentre avrebbero dovuto essere 39.

Tra le operazioni sotto esame figurano l’acquisto di Leonardo Spinazzola e la cessione di Luca Pellegrini alla Juventus.

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EURO2024

Euro24, Inghilterra e Francia le favorite. L’Italia nelle retrovie. Le quote

Oggi parte l’edizione di Euro24 con Germania-Scozia. Nonostante il titolo da difendere, l’Italia di Luciano Spalletti parte nelle retrovie nelle quote antepost Snai per la vittoria finale: guida l’Inghilterra a 4,50, seguita dalla Francia a 5,25, dalla Germania a 6,50 e dal Portogallo a 8,00. Poi la Spagna a 9,00 e, più staccate, Olanda e Italia a 15. Più alla portata della Nazionale il primo posto nel Gruppo B che, oltre alla Spagna, comprende anche Croazia e Albania: gli Azzurri primi al termine della fase a gironi si giocano a 3,00, con gli spagnoli a 1,85, la Croazia a 5,50 e l’Albania – prima avversaria sabato sera a Dortmund – a 25.

Piazzamento 

Per ciascuna delle 24 partecipanti vengono offerte quote lungo tutto il percorso: l’eliminazione dell’Italia nella fase a gironi pagherebbe 5,50, quella agli ottavi 2,75, quella nei quarti 3,50. Un’eventuale uscita di scena in semifinale a 5,00, per la sconfitta in finale infine la quota raddoppia (10). 

Capocannoniere

 È Gianluca Scamacca la grande speranza dell’Italia all’Europeo. L’attaccante dell’Atalanta capocannoniere in Germania si gioca a 40, distante rispetto ai big ma con tanta voglia di stupire: vista l’assenza della Norvegia di Haaland, è Mbappé il principale indiziato a 5,00, seguito a 6,00 dall’inglese Kane (ma che gioca proprio in Germania, nel Bayern) e Cristiano Ronaldo a completare il podio a 11 davanti a Lukaku a 12. Gli altri Azzurri: Retegui, Chiesa e Raspadori a 50 (stessa quota del milanista Rafael Leao), Barella a 100, Frattesi – autore del gol nell’ultima amichevole contro la Bosnia – a 150.

Fonte: agipronews

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Plusvalenze Roma e ipotesi di reato: indagati Pallotta, Friedkin e sei dirigenti

PLUSVALENZE ROMA IPOTESI DI REATO – Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sono stati indagati il presidente e il vicepresidente della Roma Dan e Ryan Friedkin, l’ex proprietario James Pallotta e sette tra dirigenti ed ex dirigenti giallorossi: il Ceo Pietro Berardi, gli ex amministratori delegati Umberto Gandini e Guido Fienga, l’ex vice presidente esecutivo ed ex direttore esecutivo Mauro Baldissoni, l’ex responsabile dell’area finanza, amministrazione e controllo del club Francesco Malknecht e l’ex Financial controller Giorgio Francia.

Tutti, escluso Berardi, sono indagati per false comunicazioni sociali in concorso. Questa una parte del testo del decreto di perquisizione e dell’avviso di garanzia: “Al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico consapevolmente esponevano fatti materiali non rispondenti al vero, ovvero omettevano fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore. I dirigenti iscrivevano nell’attivo dello stato patrimoniale, alla voce ‘diritti pluriennali prestazioni sportive dei calciatori’, nei ricavi operativi, alla voce ‘ricavi da gestione dei diritti pluriennali prestazioni calciatori’, nonché dei costi operativi del conto economico, alle voci ‘spese per il personale e oneri da gestione dei diritti pluriennali prestazioni calciatori’, importi maturati nell’ambito di operazioni… connotate da valori notevolmente maggiorati o comunque non conformi rispetto a quello di mercato”.

Berardi, Gandini, Fienga e Baldissoni, sono invece indagati per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. I magistrati scrivono: “Al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni (in tutto o in parte) inesistenti” indicavano “in una delle dichiarazioni (anche integrative)” relative alle imposte, “elementi passivi fittizi relativi alle operazioni” di compravendita dei calciatori.

La Roma, infine, è indagata base al decreto legislativo 231/2001, quello sulla responsabilità amministrativa delle società, “non avendo predisposto, prima della commissione dei predetti reati, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire fatti di reato della stesse specie di quelli verificatisi, rendendone in tal modo possibile la realizzazione da parte degli indagati a vantaggio della società As Roma Spa'”.

RILEGGI QUI IL COMUNICATO DELLA ROMA

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APPROFONDIMENTI

Messi vs Mbappè: ha trionfato Leo, l’ultimo Jedi dell’era dei numeri 10

EDITORIALE RS (di Francesco Oddo Casano)Leo Messi ha trionfato, finalmente. Leo Messi ha portato sul tetto del Mondo la sua Argentina, battendo ai rigori la Francia di Mbappè. Una delle finali più belle della storia per la maggior parte degli osservatori, ma soprattutto una gara che probabilmente ha fotografato, quasi cristallizzato, il passaggio da un’era calcistica all’altra. Nella letteratura calcistica di questi giorni e dei prossimi anni, quella tra Francia e Argentina sarà la gara che descriverà, quasi in maniera romanzesca, una sorta di ‘guerra (sportiva) dei mondi’. Si sono affrontati due fenomeni di generazioni calcistiche diverse, uno quasi al tramonto di una carriera irripetibile, l’altro poco dopo l’alba, con già una Coppa del Mondo nel palmares, centinaia di gol e la voglia di prendersi presto, lo scettro e il trono, del ‘mas grande’.

Torneremo” ha twittato con orgoglio l’asso francese, capocannoniere di Qatar 2022 e sulla carta unico calciatore in grado di battere tanti dei record della ‘Pulce’. Giocano insieme, al PSG, secondo qualcuno non si amano più di tanto, ma non è questo il tema del contendere.

Leo ha voluto scrivere la pagina più emozionante sul suo personale libro leggendario, con 7 reti, 3 assist. Numeri corredati da giocate sopraffine nonostante l’età avanzata e qualche difficoltà fisica fisiologica, palesata nei finali delle gare giocate comunque fino al triplice fischio con l’orgoglio argentino. Kylian non si è arreso, mai, dimostrando di essere un calciatore fenomenale ma anche la massima espressione del cambiamento. Perchè Messi rappresenta, all’ennesima potenza, probabilmente non solo per molti la reincarnazione di Diego, ma soprattutto la coda finale di una meravigliosa generazione di numeri 10.

Da Platini a Maradona, da Totti a Zidane, ma anche Del Piero, Rui Costa, Ronaldinho, poi Kaka e Rivaldo (solo per citarne alcuni), per arrivare ad Ozil o De Bruyne, questi ultimi già figli di un calcio sempre più verticale. Leo è stato e sarà sempre il dies nel vero senso della parola. Non solo il più forte di sempre – titoli e numeri alla mano – ma rappresentante di un ruolo che in campo pian piano sta scomparendo. Il trequartista, il regista offensivo, il fantasista, il numero dieci, chiamatelo come volete, ma per tutti i bambini sogno calcistico per decenni, sta per passare definitivamente di moda, travolto dal vento del cambiamento. Fateci caso: quali squadre importanti oggi in Europa hanno un numero 10 classico, lontanamente assimilabile alla sfilza di campioni citati prima? Tanti giocatori forti, non c’è dubbio, alcuni con caratteristiche e movimenti assimilabili al ‘dieci classico’ (ad esempio Foden nel City) ma tramutati dalle logiche tattiche e l’inevitabile spinta dell’evoluzione di questo sport, in calciatori totali: mezzali, esterni, seconde punte, pronte a pressare, rubare palla e ripartire velocemente. Tutto necessariamente in verticale. Transizioni le chiamano oggi (una volta contropiedi) poco cambia. L’analisi non è lessicale, ma puramente calcistica.

E arriviamo a Kylian Mbappè, straordinaria evoluzione di Luis Nazario da Lima Ronaldo, in parte anche di Cristiano e forse di Henry. Attaccanti diversi tra loro, ma certamente attaccanti da ripartenze fulminee, doppi passi, ‘motorini accesi’ e rapide discese dall’esterno verso la porta, dal centrocampo verso la porta, testa bassa e corsa con un solo obiettivo, fare gol. Insomma: cannonieri implacabili dentro l’area di rigore. Il calcio di Mbappè non pensa, esegue. Il calcio di Mbappè va dritto per dritto. Può scambiare palla – come nel secondo gol di ieri – ma non può perdere tempi di gioco. E’ esplosività pura. Talento, non c’è dubbio, ma è soprattutto tecnica in velocità.

Il calcio di Messi e dei numeri 10 classici è stato ed è ancora per poco tempo estro intrinseco, è metafisica, è l’impensabile che diventa reale in un tiro a giro, in un assist imbucato in un corridoio immaginato solo da chi esegue quel tipo di passaggi, è a volte sfida alle leggi della fisica con traiettorie accompagnate dagli spalti con gli ‘ohhhh’ di sorpresa, che si concedono solo alle opere d’arte. L’argentino è forse l’ultimo Jedi dell’eroica tradizione dei numeri 10, degno protagonista di una immaginifica nuova trilogia di Star Wars.

Non c’è un giudizio di valore in chi scrive, ma un’oggettiva valutazione di quale direzione il calcio stia prendendo. Può piacere o meno, ma un dato è chiaro: sarà difficile ritrovare dei numeri 10 come quelli che tra gli anni 80, gli anni 90 e i primi 2000 hanno caratterizzato le big europee e le principali nazionali al Mondo. Per questo è giusto concedere a chi ama Messi di venerarlo fino all’ultimo giorno in cui scenderà in campo da protagonista con un pallone tra i piedi. E non solo perchè è il più forte di tutti – sempre numeri alla mano – ma perchè rappresenta forse la fine di un’era, per buona pace dello sceicco del Qatar, che potrà comprare tutti i campioni e i Mondiali che vuole, ma non clonare (ancora) la fantasia e il romanticismo che ha accompagnato Messi e i suoi antenati calcistici.

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Mondiale

Argentina Campione del Mondo: arriva finalmente il trionfo per Messi

Leo Messi trionfa con l’Argentina al Mondiale, conquistando il terzo titolo iridato per la nazionale albiceleste dopo l’ultimo vinto da Maradona nel 1986. Un successo arrivato solo ai calci di rigore, al termine di una finale straordinaria, chiusasi sul 3-3 dopo i tempi supplementari contro una Francia, resuscitata dal talento dell’altro fenomeno in campo, Mbappè, autore di una tripletta.

Primo tempo tutto ad appannaggio argentino: prima la rete su rigore di Messi, poi il raddoppio di Di Maria al termine di una transizione offensiva da manuale del calcio.

Nella ripresa l’Argentina domina e controlla al meglio il match fino al 70′ quando cala di schianto e Mbappè in due minuti la rimette in sesto: l’1-2 dal dischetto all’80’, poi con una girata al volo da campione due minuti dopo realizza il pari.

Azioni e contropiedi continui nei supplementari, animano ancora di più una serata che deve ancora scrivere pagine clamorose. Al minuto 108′ Messi mette ancora in rete di destro, forse il gol più pesante della sua carriera. Sembra fatta, ma a pochi minuti dal termine la Francia ha una nuova chance dal dischetto che Mbappè non sbaglia.

Negli ultimi sessanta secondi Martinez, portiere dell’Argentina salva clamorosamente su Thuram, sul capovolgimento di fronte è Lautaro a sprecare di testa. Ai rigori segnano tutti gli argentini: Messi, Dybala – subentrato a pochi istanti dal termine – Paredes e Montiel; per la Francia errori di Koman e Tchouameni. L’Argentina si laurea campione del Mondo e Messi così raggiunge Diego Armando Maradona, superandolo per numeri e titoli vinti, sedendosi forse sullo scranno del più grande della storia.

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Mondiale

Mondiali, fuori Belgio, Germania e Uruguay: ecco il quadro degli ottavi

Si è completato ieri sera il quadro degli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar, con diverse nobili cadute sul campo in questi ultimi giorni: eliminate infatti Germania, Uruguay, Serbia e Belgio tra le big o presunte tali, sopravanzate da formazioni alla vigilia meno quotate come le due asiatiche Korea e Giappone.

Ecco il quadro completo degli ottavi di finale:

Sabato 3 dicembre
Ottavo 1 – Olanda-Stati Uniti (ore 16)
Ottavo 2 – Argentina-Australia (ore 20)

Domenica 4 dicembre
Ottavo 3 – Francia-Polonia (ore 16)
Ottavo 4 – Inghilterra-Senegal (ore 20)

Lunedì 5 dicembre
Ottavo 5 – Giappone-Croazia (ore 16)
Ottavo 6 – Brasile-Corea del Sud (ore 20)

Martedì 6 dicembre
Ottavo 7 – Marocco-Spagna (ore 16)
Ottavo 8 – Portogallo-Svizzera (ore 20).