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Stadio Roma, il focus di Retesport con Fernando Magliaro (AUDIO)

Prosegue l’iter del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Il Comune e la Roma continuano a dialogare per definire i dettagli del progetto preliminare che porterà, nelle speranze del club giallorossa, alla delibera di pubblica utilità da parte del Campidoglio nelle prime settimane del 2023.

Per fare il punto sulle ultime notizie in merito alla fase preliminare della procedura amministrativa inerente il nuovo impianto giallorosso, è intervenuto ai microfoni di Retesport Fernando Magliaro, giornalista che da anni segue da vicino la vicenda stadio della Roma: “La Roma sta andando avanti sul progetto Stadio e ha consegnato al Comune – in due tranche, una il 25 novembre e una il 16 dicembre, quest’ultima incentrata solo sulla mobiltà – una parte della documentazione aggiuntiva ed esplicativa richiesta dagli uffici pubblici – Comune ma anche Regione e altri enti – sul dossier Pietratata“.

Un tema è sicuramente la fermata della Metro ‘Quintiliani’, ad oggi quasi totalmente inutilizzata. Ecco l’analisi completa di Magliaro

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Retesport è tornata On Air anche su Twitch

Retesport è lieta di annunciare che è tornata On Air anche in visual radio, sul nuovo canale Twitch ‘RetesportTv’

Diventate nostri followers per interagire con gli speaker di Retesport durante la diretta attraverso la chat dedicata. Potete anche abbonarvi (attraverso Prime è gratuito!).

Retesport, sempre con la Roma!

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Dagli anni 80′ alla Roma di Mou: un pomeriggio a Retesport con Zibi Boniek (AUDIO VIDEO)

Zibi Boniek, ex calciatore della Roma e attuale vicepresidente esecutivo dell’UEFA, è stato ospite negli studi di Retesport nel pomeriggio. Oltre un’ora di racconti e aneddoti, attraverso i quali oltre a ripercorrere le tappe della sua carriera, Boniek ha raccontato ad esempio perchè non approdò alla Roma tre anni prima: “Conobbi Liedholm molti anni prima di venire a Roma. Ero giovane potevo trasferirmi dalla Polonia in giallorosso. Il Barone mi coinvolse nell’allenamento, mi chiese di fare alcuni tiri a Tancredi. C’era un accordo per passare alla Roma, ma alla fine il club giallorosso non riuscì a comprarmi e passai alla Juventus. Il trasferimento nella capitale avvenne qualche anno dopo. Il club polacco voleva circa 2 miliardi di lire, Dino Viola voleva pagare in tre rate ma il nostro governo non accettò, voleva tutti i soldi cash. Si presentò la Juventus e io avevo voglia di lasciare la Polonia, ma dissi a Viola che dopo tre anni, se la Roma mi avesse cercato ancora, sarei passato in giallorosso.”

Nel corso della puntata Boniek ha salutato al telefono Ciccio Graziani, suo ex compagno ai tempi della Roma: “Quella del primo Eriksson fu la squadra nella quale mi divertii di più in Italia: giocavamo il miglior calcio, nettamente meglio rispetto alle altre – ha aggiunto Boniek – peccato che all’inizio perdemmo un po’ di tempo nel comprendere i meccanismi di Sven. Il nostro centrocampo era: Cerezo, Boniek, Ancelotti, Conti con Desideri e Giannini che spingevano per salire tra i grandi. Se avessimo vinto lo Scudetto avremmo aperto un grande ciclo”

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Candela esporta il marchio, la Roma si prepara per lo Yokohama – diario di viaggio (Day 7)

Retesport in Giappone (dal nostro inviato Gianluigi d’Orsi) – Circa vent’anni fa Vincent Candela era un giovane giocatore nel pieno delle forze che era approdato a Roma declinando le (tante) offerte recapitate al suo agente in Francia. Hidetoshi Nakata, invece, era un ragazzo giapponese catapultato in Italia dal suo grande talento, e che giocava nel Perugia da un paio di stagioni. Si erano sfiorati qualche volta in campionato, ma nessuno dei due poteva sapere cosa avrebbe portato il futuro. “L’uomo progetta, Dio ride”: lo Scudetto insieme, il gol che ha cambiato il destino della Roma, i festeggiamenti, e la nuova partenza del giapponese sempre più lontano da Roma, fino ad uscire dal calcio per scivolare nuovamente nella sua dimensione di persona, quella che gli interessa di più. Oggi nella capitale del Paese del Sol Levante, nel cuore della città, a portare il messaggio della nuova Roma dei Friedkin, che vuole imporsi anche qui, però non c’era quello che è considerato forse il più forte asiatico di sempre. C’era lui, il suo ex compagno di spogliatoio, con la sua simpatia paciosa, col suo italiano tutto particolare, nonostante “sono 26 anni che vivo a Roma. Prima come giocatore, poi ho deciso di restarci, sempre con la Roma”. Monsieur Candela più che come Poirot parla come la mamma di Cassano, ma anche questo fa parte della sua simpatia irresistibile. Racconta del giorno della vittoria tricolore, quando “tutti bevevamo champagne e ballavamo nello spogliatoio ma Nakata ascoltava musica in un angolo”. Non nasconde il suo amore per il cibo quando gli chiedono cosa gli piaccia mangiare in Giappone: “Io mangio tutto, ma in Italia se vi posso consigliare un ristorante ce n’è uno buonissimo a Roma…il mio”. I ragazzi del Tokyo Roma Club ridono, e nell’allenamento aperto del pomeriggio cercheranno lui e Mou più degli altri, per gli autografi. Alcuni giocatori si concederanno di più, altri spariranno nel tunnel salutando, ma ciò che stupisce è sentire con che passione li chiamano questi tifosi così lontani geograficamente e linguisticamente da Roma: Faraone, capitàno, Nico, mister, elsha…E non manca un “Zaniolo ti amo!” da parte di un ragazzo nell’estremo tentativo di farsi firmare una maglia. Domani si gioca qui, nello stadio più importante del Paese, nel tentativo di sedurre un popolo che pare già molto preso da Mou e compagnia calciante. Manca solo la ciliegina, che sarebbe stata la presenza di Hide, profeta di un popolo che lo adora; ma l’impressione è che si tornerà ancora da queste parti, e forse la prossima volta ci sarà anche lui, con la sua tranquillità piena di mistero e carisma. Magari con Candela che farà da intervistatore cercando di tirarlo in mezzo. Giuro, tornerei in Giappone solo per questo.

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La Roma è arrivata a Nagoya: alle 11.30 il primo match in Giappone. Grande entusiasmo dei tifosi (FOTO)

RETESPORT IN GIAPPONE – Entusiasmo alle stelle per la Roma che si è spostata poche ore fa da Tokyo a Nagoya, dove disputerà il primo dei due match in programma nella EuroJapanCup 2022 contro il Nagoya Campus. Tanti tifosi presenti all’esterno dell’albergo nella zona di ‘Toyota’.

Mourinho non rischierà Belotti, Pellegrini e Spinazzola che rientrano da problemi muscolari. Spazio dunque a diversi giovani aggregati alla prima squadra, a partire da Tahirovic, che vista l’assenza di Cristante probabilmente giocherà al fianco di Matic. 

Nel corso della diretta mattutina a Retesport finestre costanti di aggiornamento con il nostro inviato Gianluigi d’Orsi che sta seguendo la tournèe dei giallorossi e sarà allo stadio per la gara.

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Il pallone rotola a Tokyo e ‘Li mejo sordi spesi’ – diario di viaggio (Day 4)

Retesport in Giappone – Devo ammettere che uscire la mattina per andare ad assistere all’allenamento della Roma, a Tokyo, ha un sapore speciale. Ti fa sentire come se attraversare la città a piedi per raggiungere lo stadio, in un mattino di sole dall’altra parte del mondo, fosse naturale. Come se ogni giorno ti mischiassi alle persone che ti sfiorano per la strada in questi giorni, cosa che accade quando ti senti a casa. Lo Stadio Nazionale del Giappone profuma ancora di Italia dopo le straordinarie imprese alle Olimpiadi, ma oggi è la Roma di Mou a scendere in campo: la Roma è famiglia, quindi casa. Anche qui la sensazione è sempre la stessa, nonostante il ciuffo di Mourinho scompigliato dal fuso orario dal fuso orario, nonostante i commenti incomprensibili di chi aspetta in fila per entrare nel negozio-museo che esiste solo da ieri. Anche oggi è un pienone, allo store di Shibuya, mentre Pinto presenzia ad un altro evento: “Spesso non mi credono quando lo dico, ma convincere Mourinho del nostro progetto è stato facilissimo: Ci fossero più Friedkin il calcio sarebbe migliore. Il mercato? Ascolteremo Mou ma anche le esigenze del fair play”. La giornata scorre così, ma manca un’ultima emozione: fuori dal negozio che tinge di giallorosso il centro di Tokyo compare lo stendardo “Li sordi mejo spesi”; sono Guglielmo e Sergio, giunti fin qui solo per mostrarlo durante la partita contro i Marinos. Senza un dubbio hanno lasciato i figli ed il lavoro per una follia d’amore, di quelle che si fanno quando il cuore non può invecchiare: Solo casa ha il sapore di casa.

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Tokyo, entusiasmo e file a ‘Casa Roma’: 3 mila visitatori in un giorno. Nel cuore della città il marchio giallorosso

RETESPORT IN GIAPPONE – Entusiasmo alle stelle per la Roma in Giappone. I primi dati di afflusso allo store di ‘Casa Roma’, posizionato strategicamente nel cuore di Tokyo confortano la scelta logistica e commerciale del club giallorosso. Circa 3 mila persone infatti sono transitate lì tra ieri e oggi. Domani alcuni tifosi che non si recheranno a Nagoya potranno vedere la partita dentro Casa Roma.

Si sono create delle file molto lunghe per accedere, per quanto ordinatissime, la zona è andata un po’ in tilt

 
 
 
 
 
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Simpatico siparietto in settimana. Nel corso della seduta d’autografi a Casa Roma, subito dopo l’allenamento – presenti Celik, Bove, El Shaarawy e Ibanez – una giovane ragazza si è davvero innamorato del nostro Bove. Sempre nel cuore della città invece il nostro Gianluigi d’Orsi ha incrociato due tifosi che da Roma sono arrivati a Tokyo per seguire la squadra:

 
 
 
 
 
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In serata alcuni giocatori hanno fatto una passeggiata per le vie del centro di Tokyo. Nei pressi della stazione di Shinjuku (prima stazione al mondo per numero di passeggeri annui) abbiamo realizzato un video 3D che viene trasmesso dalla mattina a notte fonda su un maxi schermo.

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La Roma sbarca in Giappone – Diario di viaggio (Day 3)

RETESPORT IN GIAPPONE (dal nostro inviato Gianluigi d’Orsi) – In pochi credevano che sarebbe stato così importante quando Hidetoshi Nakata, nel gennaio del 2000, sbarcò a Roma durante il mercato di riparazione: Aveva 23 anni, un’ ottima stagione a Perugia dietro le spalle ed un colosso come Francesco Totti davanti, a sbarrargli la visione del campo. Forse in pochi sapevano che Hidetoshi era stato determinante qualche anno prima, in occasione della vittoria della coppa delle coppe dell’AFC quando giocava ancora nel suo Paese. La sua stella tornò a brillare nell’attimo giusto, il maggio successivo nel momento più importante, consegnandolo per sempre alla storia della Roma in maniera inattesa ma imperitura. Oggi forse in pochi si aspettavano che, una volta arrivati in Giappone, i ragazzi di Mou avrebbero trovato una marea di tifosi giapponesi ad aspettarli: intere famiglie con tanto di bimbi piccoli al seguito, tutti speranzosi di strappare una foto o un autografo. Quando il bus della squadra è sparito tra lo stupore mio e di Romolo, i tanti fan nipponici non si sono arresi ripresentandosi allo store di Shibuya, dove in una notte non solo è stato allestito il negozio, ma dove adesso esiste pure un piccolo museo, un condensato della storia della As Roma. Non solo la Conference, anche le due maglie di Nakata di quella stagione magica. Finalmente la Roma è qui, e loro non si sono voluti arrendere nonostante il primo impatto con i giallorossi non sia stato dei migliori; non ci stanno a deludere, anche se inizialmente sono stati proprio loro ad esserlo, un pochino. In fondo in fondo non sono diversi dagli altri tifosi della Magica: amore incondizionato e voglia di esserci, sempre. Ora la squadra è qui dopo diciott’anni, conta solo questo, si va avanti nonostante tutto, pioggia compresa, proprio come il “loro” Hidetoshi Nakata.

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Le maglie di Nakata, la Conference e i cimeli giallorossi: Tokyo scopre la Roma (FOTO VIDEO)

RETESPORT IN GIAPPONE – La Roma da poche ore è sbarcata a Tokyo per la tournèe che la vedrà protagonista nei prossimi giorni in campo nei due match della EuroJapan Cup 2022. I giallorossi hanno già avuto modo di incontrare i tifosi giapponesi che da questa mattina li hanno attesi nello store adibito al centro di Tokyo.

Casa Roma si sviluppa su tre livelli nel cuore della capitale giapponese: al piano terra è stato allestito lo store per l’acquisto del materiale ufficiale giallorosso, al secondo livello si potrà assistere alle due amichevoli della Roma oltre alle gare dei Mondiali, mentre al terzo piano si trova un piccolo museo con le maglie di Hide Nakata, la Conference League e alcuni cimeli di Francesco Totti e del club.

E’ stata creata anche un’area con dei giochi a tema a cui ha partecipato in mattinata anche Vincent Candela, al seguito della spedizione giallorossa.

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Da Kyoto a ‘Casa Roma’ – Diario di viaggio (Day 2)

RETESPORT IN GIAPPONE (dal nostro inviato Gianluigi d’Orsi) – Quando nel 1868 l’imperatore Meiji decise di spostarsi a Edo (che sarebbe diventata Tokyo), Kyoto smise di essere la capitale del Giappone. Roma non ha mai smesso di essere la capitale, prima del mondo e poi d’Italia, rappresentando agli occhi di tutto il globo solo due colori. Francesco Totti da par suo non ha mai cessato di volerne essere l’imperatore, anche quando gli hanno messo in mano le chiavi d’oro di regni calcistici che a noi sembrano inarrivabili. C’era, il capitano, quando la Roma giocò l’ultima volta qui in Giappone contro il Tokyo: non scese in campo ma era il leader indiscusso della squadra. Era il 2004, si parlava di Taddei che poteva arrivare dal Siena e si temeva che il transfer di Mexes potesse essere negato. Arrivarono entrambi, il brasiliano si portò in valigia un certo “Aurelio”, che si teneva in serbo per sfoggiarlo solo con l’abito buono, quello giallorosso. Oggi aspettiamo Solbakken sperando che nasconda almeno un nuovo “Nicolò”, mentre Rick ha deciso che il suo, di transfer, sarà forzatamente lontano da Trigoria. E mentre la Roma sale sull’aereo del ritorno nel Sol Levante, sono stato a visitarla, Kyoto, passando per Nagoya col Shinkansen, il treno-proiettile vanto del Paese: ma con la città della Toyota è stato solo un arrivederci. Kyoto è rimasta quasi cristallizzata al momento dell’abbandono regale: i suoi numerosissimi templi sono sempre lì, partono dal centro e si arrampicano fino alle colline, dove si trovano anche i giardini più belli del mondo. E l’autunno giapponese tinge gli alberi che li circondano di giallo e di rosso, quasi ad indicare la rotta a Mourinho ed ai (suoi) prescelti. Atterreranno a Tokyo tra poche ore, e Tokyo ha preparato una sorpresa: nelle ultime ore nel cuore della capitale è comparso un “temporary store”, fuori c’è scritto “Casa Roma”, dentro è ancora vuoto. Ma sarà pronto per tempo, ed a noi non è sfuggito, tanto che di ritorno da Kyoto siamo passati a Shibuya per poterlo vedere e mostrare ai tantissimi romanisti sparsi nel mondo; ce ne sono perfino qui, anche giapponesi. Aspettano la Roma, ormai mancano poche ore e l’emozione non è solo la mia.