Finalmente una grande notizia da Trigoria. La Roma ha recuperato Angelino.
Lo spagnolo, assente da fine settembre a causa dei postumi debilitanti di una bronchite asmatica, è stato costretto ad un lunghissimo stop a cui è seguita una fase di recupero e riatletizzazione altrettanto lunga e faticosa.
Negli ultimi giorni erano arrivati i primi segnali positivi proprio da Trigoria: intensità e lavoro sul campo, con carichi crescenti con e senza pallone.
Da oggi arriva il verdetto finale positivo: lo spagnolo ha ricevuto il via libera dei medici e può quindi da oggi tornare a lavorare in gruppo. Possibile venga convocato per Cagliari, anche per riassaggiare le sensazione del campo.
Foto Fraioli
Angelino è tornato: Gasp ha un’opzione in più
Per Gasperini è una notizia molto importante anche in chiave Coppa d’Africa. Perdendo prossimamente El Aynaoui e Ndicka, il tecnico giallorosso dovrebbe riutilizzare Celik più basso e quindi avere a disposizione Angelino permetterà a Gasp di compensare l’assenza di Ndicka.
Angelino lavora ancora ai box, ma comincia a vedere la luce in fondo al tunnel.
Il laterale spagnolo, ai box ormai da due mesi, potrebbe infatti tornare a disposizione di Gian Piero Gasperini nel giro di breve tempo. A rivelarlo è Il Messaggero, che nell’edizione online odierna fa il punto sul percorso di recupero del giocatore, sottolineando come i prossimi giorni saranno decisivi per comprendere l’effettivo stato di avanzamento della fase di riatletizzazione.
Foto Fraioli
Angelino titolare fino allo stop
La scorsa estate sembrava vicino alla cessione in Arabia Saudita, poi l’affare non si è chiuso e Gasp lo ha sempre considerato un titolare fino allo stop di fine settembre.
La sua presenza garantiva equilibrio, qualità nel fraseggio e una spinta costante che ben si integrava nel sistema di gioco gasperiniano anche se ad inizio stagione la sua condizione non era simile a quella della scorsa stagione, quando fu indiscutibilmente il miglior terzino sinistro del campionato al pari di Dimarco.
Tutto questo fino alla brusca frenata di fine settembre, quando una bronchite asmatica particolarmente severa lo ha costretto a fermarsi. Un problema non solo fastidioso, ma debilitante, che ha inciso profondamente sulle sue condizioni fisiche, impedendogli di svolgere regolarmente gli allenamenti e costringendolo a un periodo di totale riposo.
Ora, però, il peggio sembra alle spalle. L’esterno iberico sosterrà una nuova serie di controlli per valutare la risposta del suo corpo agli esercizi introdotti negli ultimi giorni. Lo staff medico continua a procedere con cautela, consapevole che un rientro affrettato potrebbe compromettere l’intero lavoro svolto finora. Gasperini, dal canto suo, non vede l’ora di riabbracciare uno dei suoi uomini più duttili, soprattutto in vista dei prossimi impegni di campionato ed Europa.
In attesa degli esami e dei verdetti dello staff medico, il messaggio è chiaro: Angelino scalda i motori. E la Roma lo aspetta a braccia aperte.
Angelino sta lavorando duramente per tornare il prima possibile a disposizione di Gasperini.
Lo spagnolo sembra ormai aver messo alle spalle la fase più acuta della malattia che lo ha colpito due mesi fa e che lo tiene lontano dalla prima squadra ormai dallo scorso fine settembre.
Foto Fraioli
Angelino a lavoro: ora il rush finale prima del rientro in gruppo
L’ultima prestazione risale alla quinta giornata: una sessantina di minuti contro l’Hellas Verona, una gara non eccezionale dell’ex Lipsia sostituito nel finale. Poi una bronchite asmatica gli ha impedito di tornare a disposizione di Gasperini. I postumi di questa malattia lo hanno fortemente debilitato, impedendogli di allenarsi con regolarità.
Da una decina di giorni Angelino è tornato in campo. Sta lavorando individualmente tra corsa e pallone ed entro la prima metà di dicembre potrebbe tornare a lavorare integralmente in gruppo. La speranza di Gasp è di riaverlo a disposizione il prima possibile, considerate le difficoltà di adattamento finora mostrate da Tsimikas.
Il percorso di recupero e l’ok definitivo al rientro in gruppo di Angelino ovviamente dovrà essere ‘vidimato’ da staff medico e staff atletico.
Angelino è fermo da inizio ottobre per i postumi debilitanti di una bronchite asmatica. Lo spagnolo è stato costretto a fermarsi a lungo, più di quanto si immaginasse e sulle condizioni dello spagnolo purtroppo è scattato il classico vociare social che di certo non aiuta psicologicamente nessuno, a cominciare dal ragazzo che per qualche tempo è stato lontano da Trigoria per rimettersi in sesto.
Ora in questi ultimi giorni stanno emergendo i primi segnali di recupero vero. Angelino spera di rientrare il prima possibile per tornare al top della forma dopo una grandissima stagione, quella dello scorso anno, che lo vide protagonista assoluto sulla fascia sinistra.
Foto Farioli
Angelino, primi allenamenti col pallone e il ritorno al sorriso
Molti tifosi ieri hanno sottolineato sui social le immagini di Angelino protagonista dello shooting fotografico stagionale della Roma. In realtà quelle immagini risalgono a qualche giorno fa, prima delle partenze per le nazionali. Ma al di là di questo dettaglio temporale, come sottolinea il Messaggero, lo spagnolo è tornato a lavorare in campo con il pallone dopo tante settimane passate tra casa e palestra.
Un timido, ma importante, segnalo di risveglio che si spera sia solo il preludio ad un ritorno al 100% visto lo scarso rendimento di Tsimikas e la necessità per Gasperini di slittare sulla fascia sinistra Wesley.
Evan Ferguson avrà bisogno ancora di qualche giorno di riposo per rimettersi in sesto dopo il trauma distorsivo alla caviglia destra (con interessamento capsulo legamentoso) accusato mercoledì contro il Parma. L’irlandese dovrebbe, a questo punto, saltare un giro con la propria nazionale per recuperare il tempo perduto, così da ripresentarsi in forma alla ripresa di Cremona, il 23 novembre.
Non ci sarà per Rangers-Roma di giovedì e per Roma-Udinese di domenica prossima neppure Angelino. Una bronchite asmatica e delle condizioni di salute non proprio ottimali hanno reso fiacco lo spagnolo, atteso ora da una nuova preparazione fisica una volta che si sarà stabilito appieno fisicamente. Anche nel suo caso è presumibile ipotizzare un ritorno al lavoro dopo la sosta. Lo riferisce il Corriere dello Sport.
La Roma tornerà a lavorare domani a Trigoria in vista del ritorno in campo, previsto sabato sera, contro l’Inter all’Olimpico.
Mister Gasperini oltre ad alcuni nazionali di rientro dagli impegni per le qualificazioni al prossimo Mondiale, ritroverà Wesley e Angelino fermati e messi a riposo per diversi motivi nei giorni scorsi.
Lo spagnolo è reduce da un forte virus influenzale che lo ha fortemente debilitato; il brasiliano invece ha subito una forte contusione a Firenze e per questo non ha risposto alla chiamata della nazionale.
E’ probabile che entrambi giocheranno dall’inizio, se però daranno risposte forti in allenamento. Contro i nerazzurri servirà una squadra di corsa, pronta a contrastare sugli esterni due dei calciatori più in forma dei nerazzurri: Dumfries e Dimarco.
Occhio però anche a Tsimikas e Rensch. Il greco ha dato risposte positive in nazionale, mettendo dentro ulteriore benzina in vista dei prossimi impegni giallorossi. L’olandese potrebbe essere più utile tatticamente per contenere il laterale azzurro, che domani giocherà contro Israele prima del rientro ad Appiano.
Non è ancora nota la marcia di avvicinamento alla prima convocazione ufficiale per Bailey: il giamaicano è clinicamente guarito, sta lavorando individualmente e punta ad essere in panchina sabato.
Come noto da giorni la Roma deve realizzare in pochi giorni una determinata cifra di plusvalenze, per chiudere i conti con l’UEFA per questa annualità ed evitare uno sforamento, in termini di disavanzo aggregato, che possa portare a delle sanzioni afflittive sulla prossima stagione.
Per farlo Massara, formalmente operativo da neanche 15 giorni, sta cercando in tutti i modi di correre ai ripari, valutando sia la posizione di calciatori ‘minori’, sia le possibili offerte last minute per alcuni big.
L’idea di base sarà ancora almeno per 48 ore quella di provare a piazzare Angelino. Lo spagnolo, fallita l’ipotesi Al-Hilal, interessa ancora in Arabia Saudita e ha sulle sue tracce anche club inglesi e spagnoli. Ovviamente tutti conoscono le condizioni in cui versa in questa fase la Roma, quindi è impossibile ricavare una cifra superiore ai 15-18 milioni.
Il piano B è Ndicka, che però Massara vorrebbe provare a trattenere e soprattutto non svendere. Lavori in corso per concludere già con una prima mission completata questo suo terzo mandato da dirigente giallorosso.
Angelino sembrava veramente ad un passo dal trasferimento in Arabia Saudita, per 23 milioni più bonus. Mancava solo l’ok definitivo per la partenza per Parigi e le firme.
Un via libera che però non è mai arrivato. L’Al Hilal di Inzaghi infatti continua a puntare su Theo Hernandez e nonostante diversi rifiuti, sembrerebbe aver creato una crepa nel muro eretto dal francese.
Theo ha aperto all’ipotesi del trasferimento in Arabia Saudita, evidentemente convinto da una nuova offerta economica al rialzo. Un’operazione da 35 milioni complessivi che finiranno nei prossimi giorni nelle casse del Milan, allontanando definitivamente l’ipotesi della cessione di Angelino, ritenuto un piano B.
La Roma potrebbe cedere già nelle prossime ore Angelino.
L’Al-Hilal, dopo la trattativa sfumata per Theo Hernandez, su precisa indicazione di Inzaghi, ha virato su Angelino. Come appreso da fonti vicine alla trattative, l’offerta del club saudita è di 21 milioni (18 di base fissa più 3 di bonus facili).
La Roma è propensa ad accettare ma attende che il calciatore, con il suo agente spagnolo trovino l’intesa definitiva con l’Al Hilal che ha fretta di chiudere l’operazione per rispettare la dead line delle 20:00 di domani sera, per la chiusura della finestra speciale di mercato dedicata al Mondiale per Club.
Da molte stagioni, c’è uno strano virus nella Roma, che diversi direttori sportivi e/o allenatori, non sono riusciti a curare. Fuori metafora medica, uno dei problemi principali in casa giallorossa negli ultimi anni sono state la fasce laterali.
Tra acquisti sbagliati, gravi infortuni, sparizioni improvvise, gli esterni in casa Roma sono sempre stati un capitolo complesso da scrivere.
A guardare semplicemente i numeri di questa stagione, non vi è dubbio che ci sia un calciatore che finalmente dopo anni di annosi tentativi, delle risposte importanti in termini di continuità le ha date: si tratta di Angelino.
Foto Fraioli
Acquistato per 5 milioni come alternativa a Spinazzola, in pochi mesi si è dapprima conquistato il posto da titolare con De Rossi e poi l’arrivo di Ranieri lo ha riportato agli antichi splendori. Al netto del fisiologico calo di queste ultime sfide, Angelino è stato uno dei migliori interpreti della stagione giallorossa: 46 presenze, 3899 minuti disputati, 4 reti e 6 assist, con la prospettiva di poter migliorare questo score nel prossimo futuro considerando che nei primi tre mesi di questa stagione, l’ex Lipsia è stato schierato da terzo centrale della linea difensiva, allontanandolo dunque sensibilmente dalla zona dove riesce a rendere meglio, cioè quella offensiva.
Rebus Saelemaekers
Il secondo per rendimento è stato indiscutibilmente il belga che però ha vissuto di fatto tre stagioni in una: la prima parte fermo per infortunio, poi un grande ritorno in campo condito da gol e assist decisivi tra dicembre e inizio marzo, in seguito un periodo di calo vistoso in termini di rendimento. In totale ha partecipato a 12 reti giallorosse (6 gol e 6 assist), in quella che ad oggi è comunque la sua miglior stagione per rendimento sotto porta in Italia.
La domanda però che molti si pongono è: qual è il vero Saelemaekers. E soprattutto: quanto la Roma è disposta a spendere per il belga? Ghisolfi ha più volte sottolineato, così come Ranieri, che la volontà del club (e del ragazzo) è di concludere positivamente l’operazione col Milan. Ma tutto ha un prezzo e da Trigoria assicurano che non si sveneranno. Anche perchè Saelemaekers potrebbe tornare utile nella prossima stagione più come esterno offensivo, che come laterale o tutto fascia. Si vedrà.
I nuovi tra rimandati e bocciati
Il vero tema sono tutti gli altri. Rensch, Saud, Salah-Eddine, Zalewski (che dovrebbe restare all’Inter), Dahl, Celik. Nessuno di questi calciatori ha la certezza di restare o quantomeno di avere ad oggi uno spazio da titolare inamovibile nella Roma del futuro.
Certo sono d’uopo alcuni distinguo: il polacco come detto dovrebbe restare in nerazzurro, così come Dahl al Benfica e la Roma mira ad incassare una quindicina di milioni.
Devyne Rensch è sicuramente quello che ha più chance di ripartire nella prossima stagione, puntando a conquistarsi finalmente un posto da titolare. Acquistato dall’Ajax per pochi milioni di euro, è un ragazzo su cui la Roma punta molto e andrà rivisto con una preparazione adeguata, svolta tutta nella capitale, ma soprattutto in un contesto tattico che lo valorizzi al 100%. Rensch infatti non è quinto, non è un’ala, non un cursore abituato ad occuparsi in esclusiva della fascia destra. E’ un terzino, tipicamente olandese, quindi propenso a spingere, ma arrivando però in corsa e in sovrapposizione. Esempio? L’inserimento con assist vincente per Dovbyk in Roma-Como.
Foto Farioli
Dietro di lui solo dubbi, anzi diverse certezze: Saud è stato un esperimento oggettivamente più di marketing che giudicabile a livello calcistico (e Ranieri è riuscito anche a fargli segnare un gol comunque importante contro il Braga in Europa League…). Salah-Eddine sembra non aver convinto, al momento, soprattutto a livello caratteriale. Certo le chance concesse sono state pochissime e la Roma ha speso 8 milioni. Difficile credere che si possa metterlo sul mercato già a giugno, ma il nuovo tecnico valuterà come valorizzarlo. Celik per come sta rendendo da braccetto andrebbe solo promosso. Ha fatto gol, sfornato assist, partendo paradossalmente da più lontano. I pregi e i difetti del turco però sono chiari a tutti. Indiscutibilmente è un calciatore che in una rosa può starci, ma con un anno solo di contratto la Roma è più propensa a monetizzare piuttosto che rinnovare.
Morale della storia? La Roma potrebbe esser costretta a fare almeno un paio di investimenti sugli esterni, sicuramente su un terzino destro da affiancare a Rensch. A Ghisolfi l’arduo compito di provare a dipanare la matassa esterni.