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Roma, obiettivo Nusa per l’attacco

Per soddisfare Gasperini, la Roma partirà dall’attacco, il reparto che il tecnico considera centrale. Per la prossima stagione le uniche certezze sono Donyell Malen e Matias Soulé: tutti gli altri attaccanti sono destinati a partire. Zaragoza e Ferguson torneranno rispettivamente a Bayern e Brighton, mentre Venturino e Vaz restano soluzioni secondarie. In uscita anche El Shaarawy e probabilmente Dovbyk, per cui il club cerca una sistemazione da tempo.

Il primo obiettivo è Antonio Nusa, trequartista norvegese del Lipsia, profilo ideale per Gasperini grazie a velocità, dribbling e capacità di iniziativa. Il problema è il costo, tra 35 e 40 milioni, e la difficoltà di trattare con il club tedesco.

Tra le alternative ci sono anche Julian Brandt, in scadenza con il Borussia Dortmund, Mathys Tel, che potrebbe lasciare il Tottenham, Alajbegovic, seguito tramite i contatti con Pjanic, e Mika Godts dell’Ajax, altro profilo molto apprezzato. Gasperini cerca inoltre anche un vice-Malen, ritenendo Vaz ancora troppo acerbo. Lo riferisce la Gazzetta dello Sport.

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Celik tra presente e futuro: con la viola ci sarà, ma non rinnoverà

Zeki Celik non ha accusato lesioni. Il turco domani tornerà a lavorare con la squadra o comunque svolgerà del lavoro differenziato che gradualmente gli permetterà di tornare in gruppo e di rendersi disponibile per la sfida di lunedì contro la Fiorentina.

Pur trattandosi di un fedelissimo di Gasp, oggi arriva conferma che al 99% non rinnoverà il suo contratto con la Roma. Troppa distanza tra domanda (4 milioni) e offerta (circa 2.8 milioni) per addivenire ad un’intesa.

Una delle priorità assolute di Gasperini è la ristrutturazione delle fasce. In questo senso oltre al turco e all’addio di Tsimikas, c’è la concreta possibilità che anche Angelino lasci la Roma in estate. Servirà un titolare a sinistra di piede mancino e un altro calciatore importante di piede destro che sostituisca Celik.

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Ostiamare in Serie C: il trionfo di DDR presidente

Ora vado ad abbracciare l’altra mia famiglia che sta giù a Ostia perché è il sogno della mia famiglia portarla in alto e farla brillare ogni tanto. Gioia per Ostiamare, una gioia umana, non solo calcistica. Parole di Daniele De Rossi, del ‘capitano presidente’ come lo chiamano sul litorale non solo gli amici più stretti.

DDR e il suo staff hanno compiuto una vera e propria impresa, rilevando un anno e mezzo fa un club in procinto di fallire e portandolo al primo colpo tra i professionisti.

Ieri è andata in scena la festa sul campo e poi in serata per le strade di Ostia con la presenza anche di De Rossi che è giunto da Genova per celebrare insieme ai suoi ragazzi e tanti residenti questo storico traguardo.

Curioso anche il modo in cui De Rossi ha appreso la notizia. Impegnato in panchina a Marassi con il Genoa contro il Como, l’ex capitano giallorosso aveva chiesto di non sapere il risultato. “Poi dalla tribuna mia moglie me lo ha detto, ma sbagliato, e quindi secondo lei non avevamo vinto il campionato. Quando però sono tornato negli spogliatoi ho invece appreso la notizia. È bello, è bello per Ostia che lo merita. Non vedo l’ora di tornare dagli altri miei ragazzi”, ha raccontato ai microfoni di Dazn.

Un traguardo storico, che riporta Ostia nel calcio che conta a distanza di 35 anni. L’ultima esperienza tra i professionisti risaliva infatti al biennio 1989-91, quando la squadra militava nell’allora Serie C2. Stavolta, però, il percorso ha avuto il sapore della costruzione e della continuità: 79 punti conquistati, con 24 vittorie, 7 pareggi e appena 2 sconfitte.

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Lissone, c’era un ‘codice segreto’ per i Varisti: lo chiamavano Gioca Jouer

Gesti e segnali per parlarsi attraverso i vetri. Il quotidiano La Repubblica ricostruisce un’indiscrezione relativa all’inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale italiano e quindi anche l’intero sistema calcio.

Come riferisce il quotidiano, a dar retta ai critici del ‘sistema Rocchi’ relativamente al suo interventismo in Sala VAR nel corso delle gare di Serie A, c’era una sorta di metodo che qualcuno ha ribattezzato ‘gioca jouer’ storico brano cult di Cecchetto.

Si tratterebbe di una collezione di gesti e segnali per indicare ai varisti come comportarsi dinanzi a determinati episodi. Esempio: su un rigore sospetto, il gesto della mano alzata rivolto dall’esterno della Sala VAR al varista incaricato da dare indicazioni all’arbitro di campo, significherebbe: “Lascia correre”; il pugno chiuso invece: “Intervieni”.

Se sono illazioni frutto della faida interna al mondo arbitrale o reali elementi al vaglio degli inquirenti, si capirà solo quando i PM sveleranno tutte le carte.

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Malen benedetto! Dopo 181 milioni spesi per l’attacco la Roma ha finalmente un bomber

Partiamo dalle cifre, inoppugnabili: 14 tra gol e assist in 15 presenze. In Serie A una rete ogni 103 minuti giocati. Una marea di statuette di MVP già ritirate, tanto da dover ipotizzare di allargare lo scaffale di casa. Donyell Malen è un tornado (positivo) che si è abbattuto a gennaio sulla Roma. Lo si è capito già con il Torino, quando pronti via al primo tiro in porta fece subito gol, non banale, ma su assist di Dybala, saltò due uomini in serpentina segnando in diagonale. Il VAR poi intervenne segnalando un fuorigioco millimetrico, ma l’olandese dopo pochi minuti si è ripetuto buttandola dentro subito.

Impatto clamoroso, tanto che Gasperini ogni volta che ne parla cambia proprio espressione. Recentemente lo incoronato (insieme a Wesley) nel riferimento, la traccia di mercato, che la Roma dovrà seguire come target la prossima estate.

Dai tempi di Edin Dzeko, la Roma non ha una certezza come Malen davanti. Un calciatore che per qualità giocherebbe titolare, tra i pochissimi dell’attuale rosa, nella Roma più forte degli ultimi 10-12 anni. Quella che raggiunse la semifinale di Champions o che centrò gli 87 punti in campionato, record della storia romanista.

Ma quanti soldi ha speso la Roma per trovare certezze davanti, prima di scovare l’opportunità Malen? Lo ricostruisce oggi il Corriere dello Sport. Ben 181 milioni spesi tra cartellino, ingaggio lordo ed eventuale prestito oneroso, dal 2020 ad oggi, per 8 attaccanti prima dell’olandese: Borja Mayoral, Abraham, Shomurodov, Azmoun, Belotti, Lukaku, Dovbyk e Ferguson. Non tutti fallimenti assoluti, ma certamente per motivi diversi, tanti, troppi soldi sperperati. Solo per Abraham, Lukaku e Dovbyk sono stati investiti oltre 85 milioni solo di cartellini.

Quest’estate la Roma ha una certezza: dopo tanti anni non dovrà cercare un nuovo numero 9, bensì una riserva all’altezza.

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Bologna-Roma 0-2 (7′ Malen, 46′ El Aynaoui) – I giallorossi tornano al successo in trasferta

La Roma affronta il Bologna di Italiano nella 34° giornata di Serie A.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

BOLOGNA: Ravaglia; Heggem, Helland, Lucumì; Joao Mario, Freuler, Ferguson, Miranda; Orsolini, Castro, Rowe.
A disp.: Pessina, Franceschelli, Pobega, Moro, Zortea, Odgaard, Lykogiannis, Sohm, Cambiaghi, De Silvestri, Dominguez, Vitik.
All.: Italiano.

ROMA: Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen.
A disp.: Gollini, Zelezny, Ziolkowski, Ghilardi, Tsimikas, Rensch, Angelino, Vaz, Venturino, El Aynaoui, Dybala, El Shaarawy, Zaragoza.
All.: Gasperini.

Arbitro: Di Bello. Assistenti: Berti – Di Gioia. IV Uomo: Allegretta. VAR: Maresca. AVAR: Meraviglia.

RETI: 7′ Malen, 46′ El Aynaoui
CARTELLINI: Ammoniti: Hermoso, Rensch, El Aynaoui


74′  Dybala per Malen

62′ – Ghilardi e Vaz per Hermoso e Soulè

60′ – Incrocio dei pali di Orsolini

Inizia la ripresa. Rensch per Celik

SECONDO TEMPO

46′ – GOOOOLLL del 2-0 della Roma siglato da El Aynaoui su assist di Malen

37′ Scarico di prima di Pisilli per Malne che punta l’area di rigore, poi conclude col mangino salvataggio provvidenziale di Heggem

31′ – Orsolini sfiora il pareggio, ottima parata di piede di Svilar

27′ – Grande giocata ancora di Malen che poi prova uno scavetto aggirando Ravaglia, palla sul fondo di pochissimo

7′ Gol del vantaggio giallorosso siglato da Malen, su assist di El Aynaoui

Inizia il match

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Calciomercato

Futuro Dybala, parla Oriana: “Roma bellissima ma…”

Il futuro di Paulo Dybala non è ancora stato definito. Tra volontà di provare a strappare un altro anno di contratto in giallorosso e forse la spinta famigliare di un rientro in Argentina, la Joya attenderà il termine della stagione per chiarire ufficialmente la sua posizione.

Nel frattempo Oriana Sabatini, moglie del calciatore, si trova in queste ore in Argentina e ai microfoni di Radio Splendid ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Roma è bellissima, certo, ma anche il lavoro. Non si può decidere così, perché dipende da molti fattori. Spero che a giugno si definisca tutto, così potrò iniziare a prepararmi mentalmente”.

L’attrice e cantante ha chiarito di non avere informazioni confermate su un potenziale trasferimento: “Non ne ho idea. Onestamente, non c’è nulla di confermato e non lo so…Dobbiamo aspettare che si apra la finestra di mercato e vedere cosa succede”

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Konè out anche a Bologna. Il francese strizza l’occhio all’Inter

Uno dei sintomi del cortocircuito interno a Trigoria, in atto da mesi, è la diatriba tra staff tecnico e staff medico. Diversi i calciatori coinvolti nel discorso, l’ultimo in ordine tempo è Manu Konè.

Come riferisce il Tempo, l’allenatore sta spingendo per avere il francese disponibile a Bologna, ma lo staff sanitario giallorosso continua a frenare. Come era avvenuto per Wesley, che poi lunedì scorso è tornato in gruppo.

Sullo sfondo anche i dubbi del calciatore, che probabilmente dopo due infortuni muscolari, comincia ad avere un pensiero anche al Mondiale. Intanto i rumors di mercato aumentano: non è un segreto che Konè piaccia all’Inter e diversi media nazionali sottolineano che il francese sarebbe allettato dall’opzione nerazzurra.

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Roma, infinita rivoluzione: ecco la lista dei professionisti scelti e poi epurati da Friedkin

Un loop infinito, per molti ormai un buco nero. La Roma per mano dei Friedkin va incontro a costanti rivoluzioni. Si inizia a costruire e poi si piccona il muro buttandolo giù. Spesso non si arriva neanche a gettare le fondamenta.

Dall’estate del 2020 ad oggi, sono molteplici le professionalità che si sono alternate nelle stanze dei bottoni di Trigoria. La proprietà americana ha anche creato dal nulla delle nuove figure professionali, durate spesso molto poco: il general manager Tiago Pinto, figura mutuata dall’NBA o il senior Advisor Ranieri, consigliere, dirigente ma spesso anche figura ibrida.

Prima di Sir Claudio, a vario titolo in termini amministrativi si sono alternati Lina Souloukou, Guido Fienga, ma anche Calvo, Berardi, il direttore degli affari esterni Scalera; a Trigoria hanno lavorato pro-tempore anche il responsabile del vivaio Vergine, l’ex figura di raccordo Morgan De Sanctis, vari direttori commerciali, Zubiria, il direttore marketing van de Doel, il team manager Gombar, l’avvocato Vitali, per arrivare ai direttori sportivi Petrachi, Pinto, Ghisolfi con Massara in procinto di andar via.

C’è stato spazio nella Roma anche per il compianto Maurizio Costanzo, per circa un anno consulente della comunicazione della società. Un esperimento che non portò a risultati sensibili, se non qualche incontro sporadico con i media locali.

A tutto ciò si sommano diversi allenatori in pochi anni, esattamente 6 in 6 stagioni: Fonseca, Mourinho, De Rossi, Ranieri, Juric e ora Gasperini. Una vera e propria centrifuga che ormai non lascia spazio a dubbi sulle capacità gestionali di una proprietà, che nel frattempo è stata anche incapace di rendere sostenibile il club visto il disavanzo di bilancio annuale che viene puntualmente ripianato.

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Calciomercato

Roma, addio imminente anche di Massara: la situazione

Non solo Ranieri. A cascata con l’addio dell’advisor del club che sarà ufficializzato oggi al termine di ore di contrattazione con la società, salteranno altre poltrone all’interno della Roma.

In primis quella del ds, Ricky Massara, che ieri sera ha rassegnato le dimissioni al club. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte nel corso de La Sveglia Giallorossa su Retesport, l’uscita di scena di Massara sarebbe più agevole rispetto a quella di Ranieri, perchè l’ex dirigente rossonero a giugno scorso firmò un contratto con la Roma che prevedeva all’interno una clausola di risoluzione consensuale senza indennizzi.