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Gioca l’altra Roma con Belotti ed El Sha

Smalling può essere il miracolino di Cagliari, per dirla con Mourinho. Ma prima di allestire una squadra competitiva per la trasferta in Sardegna la Roma deve affrontare la seconda partita del girone europeo contro il Servette, ospite giovedì all’Olimpico. Sulla carta è l’avversario ideale per lasciare qualche giocatore a riposo, Mourinho ha già anticipato di voler lasciare fuori Dybala, che viene da tre partite intere in otto giorni. Ma è probabile che decida di cominciare anche senza Lukakulanciando la coppia d’attacco Belotti-El Shaarawy. 

Come riporta il Corriere dello Sport, a centrocampo dovrebbero tornare titolari Aouar e Zalewski, con Pellegrini e Spinazzola in panchina, mentre in difesa Celik prenderà il posto di uno dei centrali, probabilmente Mancini, con Cristante ancora confermato nel pacchetto arretrato. In porta infine largo a Svilar, che secondo i piani studiati dallo staff tecnico giocherà tutto il girone di Europa League.

 A Cagliari invece si rivedrà la squadra migliore possibile, compatibilmente con le difficoltà di organico del momento: oltre ai lungodegenti Abraham, ieri festeggiato dal club per i 26 anni, e Kumbulla, Mourinho non potrà contare almeno fino alla partita con il Monza del 22 ottobre su Renato Sanches, Llorente e appunto Smalling. Che ieri ha lavorato a Trigoria con i colleghi ammaccati per accelerare il processo di guarigione. Ma il problema tendineo dev’essere ancora risolto. […] Ma l’orientamento è di non rischiare nuove infiammazioni: la stagione è ancora lunga.

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Bove, Belotti e Svilar dall’inizio con lo Sheriff

Il tour de force dei prossimi giorni imporrà a Mourinho dei cambi di formazione in vista della sfida di domani sera contro lo Sheriff. Dalla difesa all’attacco, qualcosa il tecnico dovrà cambiare già domani.

Come scrive il Corriere dello Sport, quindi la possibile scelta di far riposare Rui Patricio e uno dei tre difensori, magari favorendo l’inserimento di Celik come centrale, poi tenere fuori Renato Sanches e Dybala e preservarli per l’ostica gara contro il Torino. Karsdorp a destra, Zalewski invece a sinistra: una diversa composizione delle fasce rispetto all’Empoli, così come l’impiego di Bove e Aouar con il solito Cristante, perno fondamentale del centrocampo.

Smalling e Pellegrini recupereranno per la sfida contro il Torino, Kristensen e Azmoun invece non sono in lista e saranno utili per le gare di campionato. Lukaku potrebbe giocare anche domani perché ha bisogno di migliorare ulteriormente la condizione, può quindi raccogliere altri minuti in attacco insieme a Belotti. Il jolly El Shaarawy servirà sia sulla fascia sia come seconda punta. Perché le partite sono tante, e Mou ha bisogno dell’aiuto di tutti i suoi uomini in questo tour de force lungo nove giorni.

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Roma-Milan 1-2 (9′ Giroud, 48′ Leao, 92′ Spinazzola) – Giallorossi sconfitti, serata da incubo

La Roma affronta il Milan nella terza giornata di Serie A

LE FORMAZIONI

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Llorente; Celik, Aouar, Cristante, Pellegrini, Zalewski; El Shaarawy, Belotti.
A disposizione: Svilar, Boer, Ndicka, Karsdorp, Spinazzola, Kristensen, Pellegrini, Bove, Pagano, Pisilli, Azmoun, Dybala, Lukaku.
Allenatore: Mourinho.

MILAN (4-3-3): Maignan; Calabria, Thiaw, Tomori, Theo Hernandez; Loftus-Cheek, Krunic, Reijnders; Pulisic, Giroud, Leao.
A disposizione: Sportiello, Mirante, Kalulu, Kjaer, Pellegrino, Florenzi, Adli, Pobega, Zeroli, Musah, Romero, Chukwueze, Okafor.
All. Pioli

Arbitro: Rapuano della sezione di Rimini. Assistenti: Meli-Alassio. IV uomo: Massa. Var: Irrati. Avar: Di Vuolo

RETI: 9′ Giroud, 48′ Leao, 92′ Spinazzola
CARTELLINI: Espulsi: Tomori per doppia ammonizione. Ammoniti: Tomori, Loftus-Cheek, Lukaku


94′ – Uscita a vuoto del portiere rossonero, Smalling di testa e poi Bove non trovano la porta

92′ – Gol dell’1-2 di Spinazzola frutto di una deviazione decisiva di un avversario

78′ – Pagano per Mancini

72′ – Subito al tiro Lukaku, destro a giro sopra la traversa

70′ – Pobega per Giroud. Lukaku, Spinazzola e Bove al posto di Celik, El Shaarawy, Paredes

69′ – Prima conclusione nello specchio della Roma di El Shaarawy servito in area da Pellegrini, tiro a giro potente ma centrale, il portiere rossonero respinge

60′ – Espulso Tomori per doppia ammonizione

48′ – Rete del raddoppio di Leao che insacca in mezza rovesciata su un cross lungo di Calabria

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO

48′ – Prima conclusione della Roma con El Shaarawy che colpisce al volo dal limite dopo una respinta della difesa, pallone sul fondo

29′ – Problema muscolare per Aouar, al suo posto Pellegrini

22′ – Grande intervento di Rui Patricio su Pulisic che colpisce al volo su cross di Hernandez

15′ – Vicino al raddoppio il Milan con Leao che sprinta sulla destra, assist arretrato per Pulisic che calcia ma una deviazione di Paredes salva la Roma

9′ – Dal dischetto Giroud contro Rui Patricio, il francese insacca la rete dell’1-0

5′ – Salvataggio provvidenziale di Celik che in spaccata dopo l’inserimento di Loftus-Cheek riesce a respingere sotto misura. L’arbitro richiamato al VAR per un intervento di Rui Patricio sul britannico, Rapuano concede il rigore

Squadre in campo, si parte

CRONACA PRIMO TEMPO

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Roma-Milan, chance per Celik a destra. Pellegrini alle spalle di Belotti

Un punto in due partite, Dybala quasi certamente out e Lukaku che probabilmente andrà in panchina. Josè Mourinho in queste ore sta ragionando sulla formazione anti-Milan, sapendo che ora non si può più sbagliare. Il tecnico gialloroso si aggrapperà nuovamente a Belotti: 2 gol, 1 assist e un’espulsione procurata. 

Come scrive il Corriere dello Sport, El Shaarawy potrebbe partire dalla panchina, come unico cambio offensivo disponibile e Pellegrini a quel punto giocherebbe più avanzato alle spalle del Gallo.

Aouar tornerà titolare al fianco di Paredes e Cristante, con Celik che potrebbe essere la sorpresa sulla destra al posto di Kristensen. Chance per Edoardo Bove dall’inizio al posto dell’argentino.

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Belotti salva la Roma

Fra Roma e Salernitana finisce 2-2, con grandi protagonisti. Da una parte Andrea Belotti, che non segnava da 34 partite, dall’altra Antonio Candreva, sempre nel momento giusto al posto giusto in una partita complicata. Oltre a loro ce n’è stato un altro: il ricordo di Carletto Mazzone, celebrato da tanti striscioni e un lunghissimo applauso dello stadio giallorosso. […] La Salernitana ha passato quasi tutto il secondo tempo in vantaggio con l’illusione di portarsela a casa. Ci ha pensato Belotti a dire no.

L’inizio era stato tutto romanista, con il gol di volontà di Belotti e un’occasione per Mancini. La Salernitana ha faticato a mettersi in moto e c’è voluto Candreva a trovare un buco tra Mancini e Smalling e trovare il pareggio, prima della pennellata nella ripresa che ha sorpreso Rui Patricio. La Roma si è svegliata con l’aria nuova dalla panchina, magari un segnale per quello che potrà diventare con i recuperi di Dybala e Pellegrini.

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Rinasce Belotti ma Candreva gli rovina la festa

Un’estate passata a dire che alla Roma manca il centravanti e poi il vituperato Belotti segna due gol e mezzo, visto che uno viene annullato dalla Var per questione di millimetri.

Come scrive il Corriere della Sera, ieri, ad esempio, la Roma ha trasformato in drago Antonio Candreva, 36 anni, ottimo calciatore ma mai campione. L’incursore di Paulo Sousa, tifoso della Magica da ragazzino ma più volte letale per i giallorossi, ha segnato due bellissimi gol, uno di destro e uno di sinistro. Bravo lui, assai meno Smalling e Cristante nel lasciare all’avversario la possibilità di accentrarsi e tirare, anziché dirigerlo verso l’esterno. I dettagli fanno la differenza. La Roma ha fatto qualcosa in più ma i tiri in porta sono stati 3-2 per i giallo-rossi. Con Dybala è un’altra Roma, però una squadra «vera» non può dipendere solo da un calciatore. Due nuovi arrivati sono partiti dall’inizio: benino Aouar e male Kristensen. Paredes e Renato Sanches sono entrati al 20′ st e qualcosa hanno portato: l’argentino ha battuto il corner che Belotti, di testa, ha trasformato nel 2-2 finale.

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Belotti: “Rammaricato per la mancata vittoria. Ora mi sento in condizione per essere d’aiuto”

Andrea Belotti ha parlato ai microfoni di DAZN al termine di Roma-Salernitana 2-2

Si può dire che sei tornato?
“Mancava tanto essere me stesso, l’anno scorso è stata una stagione difficile senza preparazione e con alcuni infortuni, quest’anno ho iniziato subito, ho fatto la preparazione, non ho avuto intoppi e sono al 100%, così posso essere d’aiuto. Ho cercato di dare il contributo, non abbiamo vinto e c’è rammarico perché dovevamo vincere”.

Sentivi un senso di responsabilità in più perché serve un’altra punta?
“Stanno valutando il mister e la società, io quando vado in campo devo dare il massimo, chiunque arriverà sarà a disposizione per aiutare la squadra”.

Cosa ti porti dietro dopo oggi?
“Quando pareggi in casa davanti ai nostri tifosi non è mai un bel risultato, c’è tanto da lavorare, abbiamo preso due gol e davanti si poteva segnare di più, in casa si deve vincere”.

Quanti gol vuoi fare?
“Più gol possibili perché i miei gol servono per portare a casa i punti”.

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Tutto sul Gallo Belotti: l’attacco è soltanto lui

Un’estate a inseguire Morata, Arnautovic, Scamacca, Beltran, Marcos Leonardo e per ultimo Zapata. Domenica, però – con la caccia al centravanti ancora aperta – tocca a Belotti. Sì al Gallo, all’attaccante che prima di approdare alla Roma era stato capace di segnare 106 gol in serie A, raggiungere al Torino la valutazione di 100 milioni, esser richiesto al Tottenham da Mourinho, lo stesso che lo ha poi riabbracciato a Roma. […]

Come scrive il Messaggero, ha fatto la preparazione senza intoppi, segnando 4 reti, l’ultima a Tirana con un bel diagonale. Ed è proprio in Albania che ha dato segnali di risveglio. Non per il gol ma per il gesto di stizza che ha avuto a metà ripresa, quando il portiere del Partizani gli ha negato la doppietta. Dopo un’estate silenziosa, per certi versa abulica, Andrea ha dato finalmente un segnale di vita. Ed è da quello, più che dalla rete segnata, che deve ripartire. Anche perché stavolta, i problemi fisici per non aver svolto la preparazione non dovrebbero porsi. Si è sempre allenato non lamentando mai noie particolari. E se sta bene, il Gallo normalmente parte forte. Negli ultimi tre campionati con il Torino, per due volte Belotti ha segnato al debutto. E quando non lo ha fatto, stagione 2020-21, ha iniziato alla seconda raggiungendo quota 6 centri alla quinta giornata. Specializzato, quindi, in partenze sprint. Ed è quello che servirebbe a lui e alla Roma.

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Belotti è ancora in tempo a farsi amare dalla Roma

Il vuoto che diventa un’occasione. Mentre la Roma cerca affannosamente un centravanti che possa sostituire Abraham, Andrea Belotti sta costruendo con discrezione e morigeratezza la sua rivincita.

Come scrive il Corriere dello Sport, lo scetticismo che circonda Belotti, in parte rinforzato dallo stesso Mourinho, è comprensibile per ciò che si è visto nel primo anno alla Roma. Ma oggi le condizioni di partenza sono molto diverse. E più confortanti per il Gallo, che al termine dei ritiro portoghese aveva spiegato le difficoltà passate: «Nel 2022 non ho fatto la preparazione estiva, perché ero svincolato dal Torino e a Trigoria sono arrivato solo alla fine di agosto. Poi a novembre, quando si poteva lavorare per la pausa mondiale, mi sono fatto male. E in seguito sono andato incontro a due fratture che mi hanno condizionato. Ho provato a rendermi disponibile, a superare i miei limiti, ma vi assicuro che non è facile giocare bene a calcio quando sai di non essere al cento per cento».

L’allenatore conta di averne solleticato l’orgoglio attraverso qualche stilettata espressa durante il ritiro in Portogallo. D’altra parte era stato lui a volerlo alla Roma l’ state scorsa, dopo una lunga serie di telefonate che lo avevano persuaso a non accettare altre offerte. Belotti non ha potuto ricambiare la stima nella prima stagione ma è ancora in tempo per riprendersi la scena: dopo il momento più basso, cioè il rigore sbagliato contro i vecchi amici del Torino sotto alla Curva Sud, ha vissuto solo una grande serata da attaccante della Roma, contro il Salisburgo nei playoff di Europa League, quando l’Olimpico pieno lo ha acclamato.

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Roma, Mourinho torna domani e aspetta regali

Josè Mourinho torna e aspetta novità. Due anni fa, al suo sbarco nella Capitale, nella prima intervista disse di aspettarsi dei regali da parte dei Friedkin. Arrivò Abraham, poi l’anno successivo abbracciò Dybala e adesso spera di poter ricevere almeno una sorpresa prima dell’inizio del campionato. Quindi un centrocampista forte e un attaccante da venti gol a stagione.

Dopo le vacanze in Portogallo, José ha trascorso gli ultimi giorni a Londra insieme alla famiglia. Domani sbarcherà nuovamente nella Capitale per cominciare la sua terza stagione alla Roma, pronto a dare il massimo per centrare la qualificazione alla Champions e provare un’altra cavalcata europea e in coppa Italia. Per farlo avrà bisogno di una rosa all’altezza, più forte quindi rispetto a quella della scorsa stagione e con maggiore qualità anche in panchina. “Voglio rimanere – ha detto dopo Budapest – con le condizioni di dare di più, e se non giochiamo la Champions è una buona notizia. È paradossale, ma non siamo ancora una squadra da Champions”.

Come scrive il Corriere dello Sport, la missione di Pinto, di rientro dalle ferie in Portogallo, è consegnargli una rosa all’altezza delle sue ambizioni. Un anno fa, al suo sbarco, Mou decise di non parlare con i cronisti a Fiumicino, poi in un evento al centro storico ammise di essere “frustrato”. Un messaggio al quale la Roma rispose qualche settimana dopo con l’innesto della Joya.

Da lunedì Mourinho ricomincerà ad allenare i suoi, senza alcuni nazionali, ma soprattutto senza avere il centravanti titolare. Con Abraham infortunato, Mou potrà allenare solamente Belotti. I primi giorni saranno dedicati al lavoro atletico, ma poi si partirà con la tattica e lì dovrà fare i conti con una rosa non ancora completa. (…) Il primo nome sulla lista di José sarebbe Morata, un affare fuori dalla portata delle finanze della Roma.

Tiago Pinto spinge per avere Scamacca (conteso anche dal Milan), lo Special One invece ha nella sua lista Taremi (costa venti milioni, ma è un bomber e sarebbe adatto al suo gioco), En-Nesiry (gran lavoratore) e Belogun (giovane promettente ma già ipervalutato dall’Arsenal). E poi c’è Adama Traoré, un’idea del gm a costo zero e in fase di valutazione, non per cercare i gol ma velocità e potenza sulla trequarti.