13.2.2022 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Frattesi
(Foto Gino Mancini)
La Roma vuole Davide Frattesi e potrebbe vincere al rush finale la corsa per il centrocampista romano, originario di Fidene. Come riferisce il Corriere dello Sport, la società giallorossa, su spinta anche della proprietà, starebbe studiando una strategia economica per accontentare il Sassuolo sulla valutazione complessiva da 35 milioni di euro: prestito di 10 milioni (quindi i soldi dei due giovani), con obbligo di riscatto fissato 11 milioni più altri 3,5 di bonus (facilissimi) da versare la prossima stagione o quella successiva.
Totale: trentacinque milioni, percentuale di rivendita compresa. Non va poi scartata la possibilità di inserire altre contropartite tecniche: «Valutiamo anche altri ragazzi giovani indipendentemente dalla cessione di Frattesi», ha detto Carnevali.
Se la Roma non dovesse centrare l’opzione Frattesi, considerato il primo della lista giallorossa a centrocampo, non si farebbe trovare impreparata. A quel punto ci sarebbe sempre da portare una mezzala importante nel gruppo, così sono tornati di attualità due profili che però la Roma vorrebbe solo in prestito, al massimo con diritto di riscatto. Si tratta di Renato Sanches, 25 anni, in forza al Psg, e Marcel Sabitzer, 29 anni, di proprietà del Bayern Monaco, ma reduce da una stagione (poco felice) in prestito nel Manchester United.
Come scrive Sanches è un portoghese cresciuto nel Benfica, così Pinto e Mourinho lo conoscono assai bene. Proprio nella squadra di Lisbona e nel Lilla ha dato il suo meglio finora, anche perché frenato da infortuni. Il problema è l’ingaggio alto, circa 6 milioni, ma l’ottimo rapporto anche extra-calcistico che esiste fra Dan Friedkin e Nasser Al-Khelaifi potrebbe favorire una operazione in stile Wijnaldum, con i parigini che si sono caricato anche una parte d’ingaggio.
Discorso simile quello per Sabitzer, 29 anni. L’austriaco ha vissuto i suoi momenti migliori finora al Salisburgo e al Lipsia, prima di essere acquistato dal Bayern, dove non ha brillato. Prestato allo United, nella scorsa stagione ha giocato solo diciotto partite. Detto che ha vinto anche lui tanto (7 trofei), rispetto a Sanches vede assai di più la porta (oltre cento i gol segnato in carriera), ma anche lui guadagna tanto, circa dodici milioni.
E multa sia, ma da adesso inizia un altro mercato. La Roma dopo aver rispettato i dettami Uefa per il ffp, scegliendo la via del pegno economico pur di non essere strozzata dall’ansia plusvalenza, si appresta a vivere il bimestre decisivo per il completamento della rosa. Una campagna di rafforzamento, che passerà obbligatoriamente anche dalle cessioni.
Come scrive la Repubblica (M.Juric), le stesse che la Roma sperava di fare il mese scorso e che avrebbero evitato la multa dalla Uefa. Ma si è deciso di declinare perché ritenute troppo basse. Come nel caso di Ibanez, sicuramente in partenza entro il prossimo 1 settembre: per lui Pinto ha ricevuto manifestazioni di interesse. Prezzo richiesto 35 milioni. Una cifra che ha spaventato gli interessati e non certo reso felici il calciatore e i suoi agenti. Consapevoli dello status di cedibile, ma non alle cifre pretese dalla Roma.
Gli intermediari sul mercato inglese che si sono mossi bene in questi anni lavorano per trovare l’offerta giusta.
Stephan El Shaarawy era l’ultimo calciatore in attesa del rinnovo contrattuale e su spinta forte di Mourinho, l’accordo è arrivato. L’attaccante ha firmato per altri due anni con i giallorossi, fino al 30 giugno 2025 per una cifra intorno ai 2.5 milioni più bonus. La Roma non ha ancora ufficializzato con il classico protocollo il rinnovo, ma ha pubblicato un simpatico video che ritrae il calciatore affermare: “Ci vediamo presto a Roma”.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
Felix Nmecha, giovane centrocampista classe 2000 del Wolfsburg è nel mirino della Roma. Secondo quanto riferisce calciomercato.it, la società giallorossa segue con interesse il talento tedesco (con passaporto anche inglese) che in questa stagione ha realizzato 3 gol e 6 assist nel ruolo di centrocampista.
Anche Mourinho ha espresso un giudizio positivo su questa operazione, ma il costo richiesto intorno ai 25 milioni frena al momento la potenziale trattativa.
Carles Perez saluta definitivamente la Roma. In queste ore Tiago Pinto ha definito anche la sua cessione al Celta Vigo, dopo un tira e molla di qualche giorno sul prezzo finale di vendita che sarà una via di mezzo tra le richieste del club giallorosso e la prima offerta degli spagnoli.
L’ex esterno blaugrana, giunto in giallorosso nel gennaio 2020, si trasferirà in Galizia per 5.2 milioni più il 5% su futura rivendita. Come sottolineato da Sky Sport poco fa, la Roma otterrà dunque una plusvalenza di circa 2 milioni.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Scadono oggi, finalmente, i contratti di Ante Coric e Willy Bianda. Due calciatori acquistati dalla Roma nell’estate del 2018 per 12 milioni complessivi più bonus (mai maturati). Se il francese era realmente un prospetto, che ebbe modo di esprimersi e male solo in Primavera, del croato si parlava un gran bene a tal punto da immaginare per lui un futuro radioso nel cuore del centrocampo romanista. I fatti hanno dimostrato che si è trattato di un vuoto a perdere, non fosse altro per i costi sopportati a bilancio dalla Roma in questi anni. Qualche anno in prestito qua e là senza trovare reale spazio per i due giovani che oggi giovani non sono più e che rischiano di smettere col calcio giocato o quasi. Perché nell’ultimo biennio di fatto sono rimasti fermi, nelle rispettive abitazioni romane, senza riprendere l’attività agonistica e godendosi le ‘vacanze romane’. Nulla di illegale, non hanno messo la pistola alla testa ai dirigenti della Roma per essere acquistati, ma moralmente certo non una bella figura.
Il costo di Coric e Bianda a bilancio
Complessivamente le due operazioni, salutate da Monchi in una conferenza stampa a tre, con frasi di grande esaltazione, sono costate al club giallorosso intorno ai 35 milioni di euro. Un vero e proprio salasso economico, di cui il principale responsabile è e resta l’ex ds spagnolo, tornato poi a Siviglia e protagonista nell’ultima finale d’Europa League prima del trasferimento in Inghilterra all’Aston Villa. 35 milioni, una cifra che basterebbe per comprare Frattesi oggi (al netto del famoso 30% di sconto) o poco meno di quanto il club giallorosso ha speso per Abraham, tanto per dare un’idea.
I danni tecnici nel biennio dell’andaluso sono stati d’altronde analizzati in lungo e in largo: un ridimensionamento della rosa, non solo dettato dalle esigenze di bilancio, ma acuite dall’incapacità di scegliere sostituti all’altezza dei titolarissimi venduti nel giro di 24 mesi. Ragionando a ritroso nella lunga lista dei disastri di Monchi e tralasciando il ritorno di Pellegrini, su cui Sabatini aveva fissato una recompra decisamente bassa rispetto al sui reale valore di mercato (10 milioni), c’è un solo calciatore che ha avuto un percorso evolutivo positivo in maglia giallorossa: Bryan Cristante, che seppur faticando tantissimo, è riuscito in questi anni a scalare la classifica di gradimento dei tifosi giallorossi, divenendo oggi baluardo del progetto Mourinhiano, con una continuità in campo che tolto Pellegrini, nessun altro acquisto dell’era Monchi ha avuto qui o altrove anche dopo aver lasciato la capitale.
14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Cristante e Zalewski con Sozza
(Foto Gino Mancini)
Tolto però l’ex atalantino, e qualche lampo di Kluivert e Under, appare realmente mortificante il borsino di mercato di Monchi: da Pastore a Nzonzi, passando per Marcano e Moreno, poi Santon – quasi sempre ai box per un quinquennio nonostante i 9,5 milioni a bilancio del suo acquisto in permuta nell’operazione Nainggolan – piuttosto che Olsen, Schick o Defrel solo per citarne alcuni, il dirigente iberico ha speso complessivamente circa 260 milioni di euro in quattro finestre di mercato, da ridurre alle due estive in realtà, considerato che a gennaio la Roma non fece con lui particolari interventi sul mercato. Una spesa effettuata solo sui cartellini, con costi che lievitano ben oltre i 350 milioni se si tenesse conto anche degli ingaggi a lordo. Menzione a parte per Rick Karsdorp che dopo i primi due anni di sostanziale inattività e il ritorno al Feyenoord, per un biennio ha avuto un ruolo discreto nella Roma, salvo poi rifarsi male ai menischi e tornando al punto di partenza. Quando arrivò – rotto e in procinto di operarsi al ginocchio – Monchi disse testualmente: “che volete che sia qualche settimana di stop in 5 anni di contratto”. Il problema è che Karsdorp in mezzo si è rotto anche il crociato…
Al netto delle cessioni, Pinto sta continuando a lavorare anche sugli innesti per la rosa di Mourinho. In primis rinforzare l’attacco. Detto che Scamacca aspetta novità sulla trattativa tra la Roma e il West Ham (e resta sempre in piedi l’interessamento per Dia della Salernitana), una nuova idea è Adama Traoré, l’attaccante (ala, seconda punta e centravanti) che domani si svincolerà ufficialmente dal Wolverhampton e che è gestito da Mendes.
Come scrive il Corriere dello Sport, su di lui c’è anche il Milan, la Roma non si è mossa ancora concretamente sul ragazzo che al netto della sua fisicità e velocità ha qualche problema dal punto di vista realizzativo. Mou dovrà lavorarci su, ma anche in caso di addio di Solbakken (cercato in Germania) potrebbe essere un buon innesto a costo zero. Che naturalmente sarebbe slegato dalla necessità di trovare un vero e proprio centravanti da gol. (…)
Finisce oggi la fase-uno del mercato della Roma, quella più dura per il general manager Tiago Pinto, chiamato ad un (quasi) miracolo per sistemare i conti e rispettare i paletti Uefa del Fair Play Finanziario. (…) In attesa di Scamacca, che come Frattesi lo scorso anno si è promesso alla Roma e aspetta solo che si trovi l’accordo con il West Ham per tornare a Trigoria (che lasciò nel 2016), vale però la pena ricostruire le operazioni che hanno portato circa 30 milioni di plusvalenze senza indebolire, per il momento, la formazione titolare. (…) E non è ancora finita, perché ieri il Celta Vigo si è avvicinato molto alla richiesta dei giallorossi di 6 milioni per Carles Perez arrivando ad offrirne 5: ne balla ancora uno, ma l’accordo si farà.
Come scrive il Corriere della Sera, poi toccherà a Reynolds, per cui i giallorossi hanno rifiutato 3.5 milioni dal Westerlo, che si appresta a rilanciare, e forse anche Villar: per il momento la trattativa col Paok è stata interrotta perché c’è ancora troppa distanza tra l’offerta (4) e la richiesta (6.5), ma c’è tempo per riprenderla. Poi c’è il bonus Frattesi: se la Roma non dovesse fare un’offerta per il centrocampista, ma “limitarsi” a incassare il suo 30% sulla rivendita, in caso di cessione arriverebbero almeno atri 10 milioni, considerando che il Sassuolo valuta il centrocampista 35 milioni.
A Trigoria guardano con interesse anche al futuro di Marchizza (che piace a Empoli e Cagliari) su cui i giallorossi vantano ancora una percentuale del 50% sulla rivendita e a quello di Calafiori, seguito dal Cagliari, per lo stesso motivo. (…) Gli unici big in partenza, ma al loro posto arriveranno a costo zero Llorente e Kristensen, sono Ibanez (piace al Fulham) e Karsdorp: dai loro addii arriveranno i soldi per prendere il centravanti.
Non solo Scamacca, Pinto lavora ad altre piste per la punta. Il nodo del mercato in entrata intanto rimane l’attacco. Abraham tornerà in campo solo nel 2024 e Belotti non sarà il titolare. Il ritorno a Trigoria di Scamacca è ostacolato dalla dirigenza del West Ham, che non apre al prestito e pretende 35 milioni.
Come riporta la Repubblica, da qui la virata su Alvaro Morata, che con l’Atletico Madrid ha rinnovato fino al 2026. La novità è che il contratto dello spagnolo non prevede alcuna clausola rescissoria, un fatto insolito per la Liga. (…) Per Morata si era parlato inizialmente di una clausola da 10 milioni, che, unita alle basse pretese del calciatore sull’ingaggio, aveva spinto Roma e Milan a fiondarsi sullo spagnolo. L’assenza di una clausola rischia di complicare i piani.