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Roma-Pisa, all’Olimpico ci sarà clima di contestazione

Venerdì all’Olimpico contro il Pisa, la formazione giallorossa sarà accolta da un clima di grande tensione. La contestazione è pronta a esplodere e i tifosi giallorossi sono ormai sul piede di guerra, decisi a far sentire la propria voce in maniera forte e chiara.

Questa volta nessuno sembra destinato a essere risparmiato. La rabbia della piazza non nasce soltanto dall’ultima sconfitta, ma è il risultato di una frustrazione che si trascina da anni, alimentata da promesse non mantenute e da obiettivi mai realmente raggiunti. Nel mirino finiscono tutti: la società, lo staff tecnico guidato da Gian Piero Gasperini e anche quei giocatori più esperti che, stagione dopo stagione, non sono riusciti a riportare la Roma tra le grandi d’Europa.

I numeri parlano chiaro e rendono ancora più pesante il clima: undici sconfitte in campionato, un percorso deludente nelle competizioni europee e un quarto posto che, a questo punto della stagione, appare sempre più lontano, quasi irraggiungibile. La tifoseria presenta un conto salato, fatto di delusioni accumulate e aspettative tradite.

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‘Indegni, traditori, colpevoli’: il pollice verso dell’Olimpico sulla Roma

Contro il Bologna si è toccato il fondo, sul campo, portando all’esasperazione totale anche la tifoseria.

Quella stessa tifoseria che nel corso dell’intero scorso triennio aveva riempito all’inverosimile l’Olimpico, al di là dei risultati. Una sessantina di sold out consecutivi a cavallo tra l’esperienza di Mourinho e la coda finale diretta da De Rossi.

Pensare a quello stadio lì, pieno di passione, amore, cori, entusiasmo e paragonarlo allo spettarle Olimpico di ieri, semi vuoto già dall’inizio della ripresa, fa impressione.

La tifoseria della Roma, in primis la Curva Sud, ha tentato ogni strada: ha contestato aspramente il giorno dopo l’addio di De Rossi, ha scioperato in alcune partite casalinghe 10 minuti, 15 minuti, un intero tempo, è tornata a sostenere solo la maglia, riempiendo tutti i settori ospiti e ingoiando bocconi amari senza soluzione di continuità (Svezia, Firenze, Bruxelles e Verona).

Ieri la Curva ha iniziato richiamando all’ordine la squadra, poi ha sostenuto la squadra, ma la scintilla non si è mai accesa, anche perchè in campo l’undici scelto da Juric non ha dato mai la sensazione di voler lottare per vincere.

Ad inizio ripresa è iniziato lo sciopero e l’abbandono del tifo. Tra striscioni esposti in Sud e Tevere (indegni, tutti colpevoli, avete rotto il ca…), e un graduale svuotamento prima dei settori più caldi e poi di parte delle due tribune.

Molti tifosi si sono diretti verso il piazzale antistante la Monte Mario, ma poi l’iniziale ipotesi di contestazione si è spenta dinanzi all’ingente cordone di protezione predisposto dalla polizia all’uscita dei cancelli dello stadio, dove transitano autorità, dirigenti, il pullman della squadra e le auto private dei calciatori.

Al termine del match dopo un’altra sonora salva di fischi rivolta ai calciatori, lo stadio si è svuotato nel giro di pochi secondi. Fuori esposti striscioni contro la squadra. La gente è stanca e ora, per questi signori, ricostruire la propria credibilità agli occhi della tifoseria sarà veramente dura.

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Roma-Verona, all’Olimpico sarà contestazione

Un risveglio brusco, movimentato, per molti triste. E in serata la contestazione fuori Trigoria. La notizia dell’esonero di Mourinho ha sconquassato il mondo Roma, generando un’ondata di protesta nei social e nelle radio che proseguirà sabato all’Olimpico. Se alcune partite (soprattutto il derby) avevano diviso la piazza sulle scelte del tecnico, la decisione di licenziare Mourinho nel pieno svolgersi della stagione ha compattato di nuovo la tifoseria. Non è bastata la mossa del cuore De Rossi a placare gli animi.

Per la maggior parte della gente si è trattato di una mancanza di rispetto con pochi precedenti. Per altri Mourinho rappresentava il minore dei problemi di una rosa scarna e comunque in corsa ancora per due obiettivi. Lo riferisce Leggo