Nell’emisfero Roma, a Trigoria, nonostante l’arrivo di Ranieri continuano ad esserci tante zone d’ombra.
Per carità, l’errore umano è contemplato e sanabile a tutte le latitudini, ma ieri sera ha fatto il giro del web in pochi istanti l’immagine di Dovbyk, ripreso alle spalle.
Molti utenti social hanno notato subito l’anomalia del nome scritto sulla maglia con un palese errore – DOBVYK – che ha portato a creare parecchia ilarità soprattutto tra i tifosi avversari.
Artem Dovbyk non sta vivendo un momento felicissimo in giallorosso.
Domenica a Napoli nella ripresa, dopo aver tentato spesso invano di aiutare la squadra sui lanci lunghi sistematici impostati da Ranieri verso l’ucraino, ha colpito una traversa abbastanza clamorosa a metà della ripresa.
Non è il primo legno per l’ex attaccante del Girona (una situazione simile ad esempio a Cagliari alla prima giornata) e in generale qualche difficoltà sempre più evidente nel trovare la via della rete.
E’ vero, il crollo strutturale della Roma e la serie negativa di prestazioni di squadra sta incidendo anche sul rendimento di Artem che nel frattempo ha manifestato anche qualche problematica di troppo al ginocchio.
Sono sei le reti finora con i giallorossi con un solo sigillo (Verona-Roma) nelle ultime sette sfide tra campionato e coppe.
Nel frattempo comincia ad addensarsi qualche nube sul suo futuro: dall’Inghilterra infatti sono arrivati un paio di sondaggi di club di Premier al suo entourage, in vista della prossima sessione di mercato estiva. Nessun allarme ovviamente, ma Dovbyk deve ancora completamente dimostrare il suo valore in giallorosso.
Non è facile emergere considerando che la Roma ha cambiato tre tecnici, ma con quella struttura fisica a volte sembra perdere più mentalmente che agonisticamente il contrasto con l’avversario.
Piove sul bagnato in casa giallorossa. Nonostante le mille difficoltà e una classifica sempre più complicata, la Roma di certo in questa stagione non è stata fortunata in diversi episodi importanti.
Artem Dovbyk intorno alla metà della ripresa contro il Napoli ha colpito la traversa piena di testa, sugli sviluppi di una punizione battuta da Angelino.
E’ il nono legno stagionale. Come il Cagliari, la Roma è la squadra che ne ha colpiti di più.
FOCUS RS (di Checco Oddo Casano) – Claudio Ranieri ripartirà da Dovbyk. Una necessità sia numerica – perchè è l’unico numero nove attualmente a disposizione del tecnico – sia tecnica. L’ucraino reduce da qualche prestazione al di sotto delle aspettative (ultima rete su rigore contro la Dinamo Kiev), è pronto a ripartire nella terza versione di Roma, dopo quella di De Rossi e Juric.
Il calcio proposto da Ranieri viene da sempre considerato pragmatico, efficace, molto diretto, a volte definitivo – erroneamente – eccessivamente difensivo. E’ vero Sir Claudio non è mai andato a caccia dello spettacolo sic et simpliciter, non predica concetti rivoluzionari, ma le sue squadre, se si studiano bene i numeri, hanno quasi sempre segnato tanto.
Lo dimostra anche lo score di diversi attaccanti allenati e a tratti lanciati nel grande calcio da Ranieri nella sua carriera.
Firenze, Londra e Valencia: tre bomber lanciati da Sir Claudio
A cominciare da Gabriel Omar Batistuta. E sì, perchè l’argentino – che ha giocato quasi integralmente la sua carriera a Firenze – con Ranieri in panchina ha realizzato 95 reti sulle 258 totali siglate dalla viola con il tecnico testaccino e nella stagione 94-95′, mise a segno il suo record assoluto di reti in A (26).
Dall’Italia all’Europa, nello specifico Spagna. Se camminate per le strade di Valencia e dite il nome di Ranieri, tutti lo ricordano con affetto. Nel suo primo mandato, la squadra iberica segnò 162 gol totali e anche qui riuscì a valorizzare un attaccante in particolare: Claudio Lopez autore, nel secondo anno di Ranieri a Valencia di 21 reti in campionato, 37 totali in stagioni. Uno score che l’argentino, poi trasferitosi alla Lazio, non ha mai più ripetuto in carriera
Dalla Spagna all’Inghilterra. Arriva la grande chiamata del Chelsea. Un quinquennio straordinario (107 vittorie), dove un calciatore in particolare deve tutto o quasi a Claudio Ranieri: Jimmy Floyd Hasselbaink che ha totalizzato 113 reti in 203 partite con il tecnico testaccino partendo però da Madrid, sponda Atletico dove nel 99-2000 proprio con Ranieri esplose nel grande calcio mettendo a segno 33 gol in 43 gare stagionali.
Non male anche lo score di Gianfranco Zola che di certo non è mai stato un bomber, ma un grande numero 10 o seconda punta che dir si voglia sì. Il sardo è tra i calciatori più utilizzati in carriera da Ranieri con 186 apparizioni e ben 49 gol tra Napoli e Chelsea.
C’è anche un islandese che deve tantissimo a Sir Claudio: Eidor Gudjohnsen che non ha mai segnato tanto quanto nell’era blues: 75 gol con Ranieri, di cui 23 in un’unica stagione. Tantissimo per un attaccante che ha faticato tantissimo ad andare in doppia cifra in carriera e dopo il Chelsea si è un po’ perso, nonostante sia stato acquistato da club del calibro del Barcellona.
A Roma Ranieri ha saputo valorizzare anche Mirko Vucinic. Dopo la grande stagione di Lecce (19 reti in Serie A con Zeman), il montenegrino ha fatto bene – seppur a tratti – con Spalletti, ma non quanto ha reso con il tecnico romano: 30 gol da seconda punta in due stagioni, di cui soprattutto i 14 fatti in campionato nella clamorosa cavalcata del 2009-10 poi purtroppo chiusa nel peggiore dei modi, con la famigerata sconfitta all’Olimpico contro la Samp.
Alla Juventus Claudio Ranieri ha allenato per due stagioni: 2007-08 e 2008-09. In queste due annate Alex Del Piero ha trovato (o ritrovato) una vena realizzativa straordinaria, con 45 gol in 84 partite. Nel primo anno segna 21 reti in campionato, solo un’altra volta ha fatto meglio nella sua lunghissima storia bianconera (24 nel 97-98).
Capitolo Leicester: Vardy (31) e Mahrez (25) in 70 gare ciascuno, sono stati i protagonisti – insieme a Kante – del leggendario trionfo in Premier. E pensare che il centravanti faceva il manovale fino a qualche anno prima, con Ranieri ha conquistato la Nazionale inglese. Nella stagione 15-16, Vardy ne segnò 24 in Premier e ovviamente anche in questo caso, record personale in campionato per l’attaccante del Leicester.
Nel Monaco ha reso celebre anche un certo Ibrahima Tourè, attaccante senegalese e miglior marcatore dell’era Ranieri nel principato: 21 reti in 37 partite. Una meteora del calcio mondiale, poi finito nel dimenticatoio.
Anche Gianluca Lapadula, recentemente, è tornato a vivere una seconda giovinezza: 22 gol in 47 partite con Ranieri in panchina a Cagliari e una promozione in A conquistata al fotofinish.
Hermoso ancora out, Hummels non è pronto, ‘Angelino non giocherà da braccetto, lo prometto’ cit. Ranieri. Tre variabili che sommate spoilerano già una scelta obbligata per il tecnico Testaccino, che domenica tornerà in panchina al Maradona contro il Napoli.
Il Ranieri-ter ripartirà dalla difesa a 4, la cara ‘vecchia’ linea a quattro, caposaldo quasi incrollabile nelle strategie tecnico-tattiche dell’allenatore giallorosso.
Il calcio però non si fa con i moduli, bensì con i calciatori, le loro rispettive caratteristiche e soprattutto le strategie. Quindi la domanda da porsi è: che Roma sarà a Napoli? Dal calcio palleggiato di De Rossi, all’aggressività (presunta ma comunque richiesta) a tutto campo di Juric, al calcio semplificato e verticale di Ranieri.
Contro la prima in classifica Sir Claudio non si inventerà nulla di straordinario: Celik-Mancini-Ndicka-Angelino sicuri del posto, come Dovbyk, Konè e Cristante.
Il resto ruoterà tutto intorno a Dybala: oggi l’argentino è atteso in gruppo. Non ha accusato infortuni seri, ma solo un affaticamento che è stato gestito con un programma personalizzato. Al 99% scenderà in campo ma in che posizione? Seconda punta più vicina a Dovbyk, allora sarà 4-4-2 con sugli esterni El Shaarawy e uno tra Pellegrini e Zalewski.
In seconda istanza, potrebbe giostrare leggermente defilato sulla destra, per cui si potrebbe ipotizzare un 4-2-3-1 con El Shaarawy a sinistra, Pellegrini in zona centrale a supporto dei due mediani e alle spalle di Dovbyk.
La terza ipotesi è sempre vicino all’ucraino, con il rombo: Cristante mediano, Konè e Pisilli mezzali, Pellegrini alle spalle delle due punte. Il 4-3-1-2 è il sistema di gioco che Ranieri ha utilizzato di più negli ultimi due anni. Una piccola annotazione statistica, comunque da tenere in considerazione.
Artem Dovbyk domenica ha subito un colpo al ginocchio, che gli dà qualche noia da alcune settimane e per tutto il secondo tempo ha stretto i denti, non giocando però la sua miglior partita in maglia giallorossa.
Come riferisce ilcorrieredellosport.it, ieri l’ucraino si è sottoposto ad una risonanza magnetica che non ha fortunatamente rilevato danni all’articolazione operata anni fa.
Ieri per lui risonanza e terapie, oggi la partenza per i due impegni con la nazionale ucraina contro Georgia e Albania. Nessuno vuole correre rischi: Dovbyk sarà valutato dallo staff della sua selezione che poi, d’accordo con i medici della Roma, deciderà se tenerlo in ritiro o rimandarlo in Italia.
La Roma è scesa in campo alle 12:00 per la rifinitura alla vigilia del match contro l’Union Saint Gilloise.
Assente Evan Ndicka per una indisposizione, ma il club fa sapere che viaggerà comunque con la squadra, ma in assenza di Hermoso a questo punto è altamente probabile che Hummels giocherà la sua prima gara da titolare.
In campo regolarmente Dybala e Dovbyk con il gruppo. Da capire quale sarà il loro impiego domani sera, in vista anche della delicatissima sfida di campionato contro il Bologna.
Consueto riscaldamento e torelli di varia natura per i calciatori giallorossi agli ordini di mister Juric. Presente a bordocampo Florent Ghisolfi.
La Roma spera di recuperare Artem Dovbyk, ma non sarà facile.
L’attaccante ucraino anche oggi non ha svolto la seduta d’allenamento in gruppo. Ha lavorato a parte e i medici giallorossi sperano di rimetterlo in sesto entro domenica.
Allenamento di scarico per gli altri calciatori che non hanno disputato integralmente la sfida di ieri vinta contro il Torino.
Domani alle 12:00 Juric parlerà in sala stampa e darà indicazioni più precisi sul conto dell’ex centravanti del Girona.
Artem Dovbyk è in dubbio per Verona. L’attaccante ucraino è stato fermato nelle scorse ore da un forte attacco febbrile che si è aggiunto ad un fastidio al ginocchio che il calciatore si porta dietro da qualche settimana.
L’ex Girona è andato in tribuna e ora tutti, compreso Juric, si è aspetta di riaverlo domenica contro l’Hellas, perchè sì il tridente leggero funziona, ma la Roma fatica a tirare in porta.
Il problema è che la sfida di contro gli scaligeri si giocherà tra meno di 72 ore e già in giornata si capirà se Dovbyk domani potrà partire con la squadra.