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Pochettino vuole Dybala al Chelsea

Gli occhi della Premier su Dybala. Come riporta Matteo De Santis, giornalista de La Stampa, il Chelsea potrebbe provare a strappare l’argentino alla Roma. La Joya infatti è nella lista di mercato di Pochettino e l’attuale clausola rescissoria presente nel contratto dell’attaccante giallorosso (valida fino al 30 luglio) potrebbe essere la chiave per sbloccare l’operazione. La Roma al momento non è preoccupata.

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Roma, tentazione saudita anche per Dybala

DYBALA SAUDITA – Leonardo Spinazzola riflette molto seriamente, mentre Paulo Dybala scruta il telefonino e le mappe per capire se davvero qualcuno stia cercando di portarlo via da Roma. Partiamo da Spinazzola, in ordine di probabilità. L’ipotesi di un trasferimento in Arabia Saudita, con l’Al-Ahli che ha manifestato interesse per lui, sta prendendo corpo anche se un’offerta concreta, e quindi tangibile sul piano economico, non gli è stata ancora comunicata.

Come scrive il Corriere dello Sport, siamo alle battute iniziali di una negoziazione che Davide Lippi, il procuratore, sta curando con riservatezza, prima di presentarsi dalla Roma con una proposta seria. (…) Per questo a Trigoria cominciano a preoccuparsi un po’ per Paulo Dybala, che ha ricevuto segnali arabi per ora ondivaghi e intermittenti ma anche molto temibili in prospettiva. Visto lo shopping compulsivo dei sauditi nelle ultime settimane non sarebbe sorprendente se un campione di questo livello venisse corteggiato. Così forse si spiega la frase pronunciata qualche sera da Francesco Totti a proposito della maglia numero 10: “Paulo può prenderla purché si impegni a rimanere a Roma 10 o 20 anni”

Evidentemente qualcosa si sta muovendo anche intorno al corposo entourage di Dybala, che ha una clausola di rescissione valida per l’estero di appena 12 milioni con scadenza a fine luglio. Per i sauditi sarebbe l’equivalente di un caffè in un bar di periferia. In questa vicenda quindi conta esclusivamente la volontà del calciatore, che allo scoccare dei 30 anni potrebbe anche valutare un’offerta, se contenesse cifre capaci di sistemare il prodotto interno lordo di un’intera regione argentina. La Roma naturalmente non vuole neanche immaginare una partenza del suo campione. Che a dispetto dei problemi fisici è stato decisivo fino all’ultimo, con il rigore contro lo Spezia che è servito a difendere almeno un posto nell’ Europa League.

Diverso è il discorso a proposito di Spinazzola, che ha un altro anno di contratto e non è ancora mai stato chiamato per discutere il rinnovo. Con un costo annuo a bilancio di 11.7 milioni, Spinazzola è stato inserito nella lista dei calciatori cedibili. Mourinho non farebbe salti di gioia se dovesse perderlo.

Anche perché poi la Roma dovrebbe prendere un sostituto di alto profilo. Ribalterebbe invece le scrivanie se fosse Dybala a piantarlo. Oggi intanto conoscerà il verdetto disciplinare sul caso Chiffi, dopo le quattro giornate di squalifica rimediate dall’Uefa.

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Dybala vuole un ingaggio più alto: incontro gli agenti in settimana

(…) Non c’è ombra di dubbio che al netto delle sue diciassette partite saltate per infortunio (38 giocate su 55 totali) Dybala sia stato un elemento indispensabile per una Roma assolutamente contenta di lui. Non solo per il rendimento, ma anche per il sacrificio fatto a inizio stagione quando ha deciso di andare incontro alle esigenze del club e accettare uno stipendio ben più basso rispetto a quello richiesto o che gli offrivano altre squadre. Stipendio che adesso è cresciuto rispetto a un anno fa grazie al suo rendimento.

Come scrive il Corriere dello Sport, oggi Paulo è il giocatore più pagato della rosa perché le presenze, i gol e gli assist hanno fatto scattare quei bonus inseriti nel contratto che hanno portato l’ingaggio intorno ai 6 milioni di euro. Ma probabilmente servirà uno sforzo in più da parte della Roma per trovare un accordo sul nuovo ingaggio che sarà discusso agli inizi della prossima stagione. Anche per eliminare quella clausola rescissoria che fa gola e tante squadre. Se per quella valida in Italia la Roma ha voce in capitolo e la possibilità di eliminarla, per quella da 12 milioni valida per l’estero conterebbe solamente la decisione di Dybala. La clausola scadrà il 31 luglio, per questo sarà necessario parlarsi prima per trovare un nuovo accordo, sebbene al momento la Roma non abbia ricevuto alcuna richiesta dall’entourage di Dybala e reputa l’attuale ingaggio più che adeguato.

Insomma, il club non pensa ad un aumento di stipendio ma si aspetta naturalmente una chiamata da parte dei procuratori dell’argentino. A quel punto si tratterà per trovare un punto di incontro: da un lato il ritocco dell’ingaggio aggiungendo dei corposi bonus, dall’altro l’eliminazione della clausola. Per far felici tutti, anche Mourinho e i tifosi romanisti che hanno trovato in lui quel talento puro e quella fantasia che mancava dall’era Totti. Paulo ha rifiutato la 10 dell’ex capitano, ma la sua 21 continuerà a essere la maglia giallorossa più venduta anche la prossima stagione. Almeno questo è quello che tutte le parti sperano una volta trovato un accordo.

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La Premier chiama ma Dybala preferisce ancora la Roma

DYBALA PREMIER ROMA – In una Roma che cerca i tasselli giusti da mettere al posto giusto, le certezze da cui ripartire affiorano lentamente qua e là. E una di queste è ovviamente Paulo Dybala. Nonostante la clausola, l’interesse della Premier (e non solo) e un contratto all’orizzonte da rimodulare. Ma Paulo ieri è partito per le vacanze sereno e agli amici più stretti ha lasciato un messaggio in codice: “Ci rivediamo a inizio luglio”. (…)

Ieri, quindi, Dybala e Oriana hanno fatto le valigie, chiuso la casa di Casal Palocco, sistemati gli amati cani (Bowen e Kaia) e sono partiti per le vacanze, destinazione Miami. (…) Il 23 giugno Dybala sarà a Orlando per l’evento benefico organizzato da Ronaldinho ed a cui prenderanno parte anche tanti altri campioni ed ex giocatori (tra cui Ronaldo, Roberto Carlos, Emerson, Higuita, Rivaldo, Okocha, Valderrama e Dida, oltre ad altre stelle del calcio moderno come Vinicius, Joao Felix e Militao). Quindi nella prima settimana di luglio Paulo sarà di nuovo a Roma, per mettersi a disposizione di Mourinho, a Trigoria. (…)

DYBALA A ROMA MA LA PREMIER GUARDA

Come scrive la Gazzetta dello Sport, nel frattempo, però, è ovvio che siano in tanti in giro per il mondo a interessarsi sul futuro di Paulo. Anche perché la famosa clausola da 12 milioni di euro ingolosisce assai, soprattutto all’estero. Nell’accordo, infatti, Dybala ha libertà di scelta per le squadre extra-Italia (e la Roma dovrebbe riconoscergli anche una percentuale sulla cessione), mentre per quelle del nostro campionato il club ha la possibilità di “annullarla” alzando la parte fissa dello stipendio da 4 a 6 milioni di euro. Da un paio di giorni girano voci su come anche Dybala possa essere entrato nei radar dell’Arabia Saudita, ma ieri il suo agente, Jorge Antun, ha chiarito: “Paulo non ha parlato con nessuno e non ho ricevuto chiamate o offerte dai club sauditi”. Un paio di club di Premier League (ma non tra quelli che giocheranno la prossima Champions League) si sono già mossi per capire la situazione attuale della Joya. Che, però, è appunto partito per Miami convinto di tornare felicemente a Roma.

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Dybala-Mou, patto per la Roma

Per la Roma, per la sua gente e per la «famiglia». Mourinho ha le idee chiare sul suo futuro, almeno per i prossimi dodici mesi, e nonostante le ricche proposte dall’Oriente nella sua testa ci sono solo i colori giallorossi. Non tanto per l’anno di contratto che gli resta con il club, quanto per la promessa fatta ai suoi ragazzi già prima di Budapest, e ai tifosi all’Olimpico nel giro di campo dopo Roma-Spezia, dove ha abbracciato il pupillo Dybala, col quale condivide il suo destino.

Come scrive iL Tempo, gli arabi si sono rifatti sotto in maniera importante negli ultimi giorni, dopo il secco rifiuto dello Special One alla ricchissima offerta dell’Al Alhi da 120 milioni in due anni, il tecnico portoghese ha deciso di incontrare gli emissari sauditi. Mercoledì a Londra Mou riceverà il presidente del club per declinare la nuova proposta, ribadendo la sua volontà di restare alla Roma, almeno per un anno. E per «almeno» non si intende che nell’aria c’è il rinnovo con la Roma, ma semplicemente il fatto che per la prossima stagione lo Special One siederà sulla panchina giallorossa, poi chissà. Il rinnovo è certamente un’ipotesi credibile e accennata nei discorsi con i Friedkin, ma se ne parlerà dopo l’estate, quando sarà valutato anche l’operato sul mercato e la crescita del club. Un rapporto, quello tra società e allenatore, che non vive certamente il suo momento migliore.

Come detto, Mourinho vuole onorare la promessa fatta a squadra e tifosi, non quella al club. Anche perché, come da contratto, non serviva nessun annuncio legato alla sua permanenza, anche se lui stesso ha invocato a gran voce un confronto con i Friedkin. Qualche accenno c’è stato dopo Budapest, con dialoghi tra le parti che hanno portato il portoghese a convincersi di proseguire per un altro anno, ma sono diverse le questioni che restano aperte: dalla richiesta di una figura forte in società, che possa accompagnare e sostenere le battaglie della «famiglia» costruita da Mou, alle garanzie sul mercato.

Come scrive il Tempo, con il tecnico ci sarà, a meno di clamorose sorprese, anche Paulo Dybala. L’argentino, protagonista di una stagione di alto livello con la Roma, vedrà aumentare corposamente il suo stipendio dopo un solo anno. Sono infatti scattate tutte le condizioni affinché l’ingaggio della Joya salga dai circa 4.5 milioni percepiti oggi, a oltre 6, come da accordo firmato a luglio scorso. Paulo diventa così il calciatore più pagato della rosa giallorossa, e le ombre sul suo futuro si fanno più lontane. «Vediamo, ho ancora due anni di contratto» aveva detto al termine dell’ultima di campionato, lasciando qualche piccolo dubbio. Ma ad oggi sembra davvero complicato che l’ex Juve possa lasciare la Capitale. Servirebbe un’offerta importante a livello di contratto da un top club europeo, che dovrebbe al contempo versare dodici milioni di euro nelle casse del club giallorosso. Discorso diverso, invece, per la clausola valida per l’Italia (fissata a 20 milioni) che dopo l’aumento maturato grazie alle prestazioni dell’attaccante è automaticamente decaduta.

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Roma, 18 infortuni traumatici tra sfortuna e animo ‘mourinhiano’

INFORTUNI ROMA – FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – La gioia per il gol di Paulo Dybala, il 18° stagionale e la conseguente esultanza sotto la Sud, mitigata dall’amarezza latente per la cocente sconfitta (o scippo fate voi) di Budapest e dalla brutta notizia dell’infortunio di Abraham che dovrà fermarsi per almeno 5 mesi. E’ questo il tenore emotivo che ha fatto da sfondo all’ultima serata stagionale all’Olimpico.

La Roma ha chiuso con la qualificazione in Europa League, al termine di una stagione estenuante e purtroppo non priva di problemi. L’inglese dopo una rincorsa su Ampadu, causa un movimento innaturale del ginocchio, si è accasciato a terra dolorante. Immediatamente si è compresa la gravità dello stop, poi confermato dagli esami strumentali a cui è stato sottoposto nelle ore successive in ospedale: ‘trauma distorsivo del ginocchio sinistro con lesione del legamento crociato anteriore’. L’ultimo bollettino medico ansiogeno dell’anno, negli ultimi minuti dell’anno. Sfortuna totale per un ragazzo che ha rincorso se stesso per quasi tutta la stagione, ma soprattutto l’ultimo guaio di una lunga seria che non può non aver inciso sul rendimento della squadra.

PAULO IN PARTE SI E’ SALVATO

A salvarsi è stato Paulo Dybala, che nonostante uno stop forzato di oltre un mese, non ha accusato gravi conseguenze dall’intervento killer di Palomino a Bergamo di inizio aprile. Vista la torsione della caviglia, poteva andare molto, ma molto peggio all’argentino, rientrato in tempo per il finale di stagione: due partite, due gol. Per il resto sono stati tanti, forse troppi, gli infortuni di natura traumatica che aggiunti ai gravi stop muscolari occorsi ai vari Smalling, Llorente, El Shaarawy soprattutto nel finale di stagione, lasciano un retrogusto amaro nella bocca di Mou e dei romanisti per quello che poteva essere e non è stato.

Nel computo complessivo della stagione si contano infatti tre crociati (Darboe nel corso della preparazione estiva, Kumbulla nel finale di stagione col Milan e Abraham ieri), un conto con la sfortuna e con la ‘maledizione delle ginocchia’, che da anni colpisce la Roma senza pietà. Si sommano a questi tre gravissimi stop, la rottura della tibia di Wijnaldum lo scorso 28 agosto, infortunio che ha compromesso oltremodo l’inserimento di un calciatore che ha iniziato la stagione nell’ovazione generale – con tanto di coro e canzonina ad hoc – e chiuso tra i fischi ieri.

Poi tre lussazioni alla spalla, di diverso grado, accusate da Zaniolo, Abraham e Solbakken. Sfortunato l’inglese, costretto ad un breve stop anche per un durissimo colpo al volto subito da Mancini in occasione della sfida col Verona. Il conto dei ‘suturati’ alla testa sale a cinque complessivi. Poi altri guai alle ginocchia: lesione al collaterale per Celik, colpito duro e involontariamente ancora da Mancini ad inizio match contro il Betis Siviglia nello scorso autunno. In aggiunta i due stop al menisco per Karsdorp, con conseguente operazione.

INFORTUNI ROMA, GALLO FASCIATO E SENZA GOL

Andrea Belotti, al quale si può rimproverare certamente l’abulico bottino in zona gol, ma non l’abnegazione alla causa, ha concluso la stagione con 4 reti all’attivo e 2 infortuni traumatici: una frattura del polso e una frattura al costato, accusata contro il Milan. Frattura alla mano che infine ha colpito anche lo stakanovista Cristante, che ha deciso di giocare sul dolore nelle ultime gare pre Mondiale, operandosi durante la sosta.

Il totale fa 18 infortuni di natura traumatica, frutto di una elevata dose di sfortuna ma anche in parte simbolo dello spirito battagliero di una squadra mai doma, in perfetto stile Mou.

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Dybala regala una Joya. La Roma si riprende l’Europa League

Roma promossa con una sufficienza stiracchiata. Arriva il successo dei giallorossi che con un rigore di Dybala nel finale difendono il sesto posto che vale l’Europa League e condannano i liguri allo spareggio per la salvezza contro il Verona. La Roma va in vacanza dopo aver conquistato gli stessi punti del campionato scorso e la stagione intera ha ricordato quella precedente con una campagna europea nettamente migliore di quella italiana.

Anche ieri sono emersi limiti nel gioco che il solito Dybala ha saputo nascondere ma che pesano sul giudizio personale di Mourinho. I gol di Paulo nel finale (prima di questo, quello al Feyenoord a un passo dall’eliminazione nei quarti di Europa League) hanno mandato in scena una storia decisamente più bella del copione originale, ma se gli attori principali coprono le magagne del regista qualcosa non va.

Come scrive il Corriere dello Sport, se Mourinho resterà, dovrà obbligatoriamente svolgere due compiti. Il primo è tecnico: proporre una manovra più elaborata, articolata e offensiva. Il secondo è etico: l’atteggiamento della panchina (e di riflesso quello dei giocatori) va assolutamente cambiato. Ieri, con il portoghese in tribuna per squalifica, in panchina c’era Foti e si è preso un cartellino rosso per insulti al quarto uomo. Stessa sorte per un altro collaboratore. In questa stagione Mourinho e il suo staff hanno collezionato quindici espulsioni.

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Dybala: “Futuro? Ho altri due anni di contratto” poi sui social: “Grazie ai tifosi, Forza Roma”

“Si conclude qui una stagione bellissima, piena di emozioni, con una squadra una società e uno staff eccezionale, i tifosi che mi hanno fatto rimanere di stucco dal primo giorno che sono arrivato fino a stasera, non ci sono parole per quello che avete fatto per me e per voi stessi. Uniti siamo arrivati fin qui e ce la siamo giocata fino all’ultima goccia di sudore, bhe ragazzi che dire quest’obiettivo è stato raggiunto, ringrazio ancora tutti per quest’anno stupendo. FORZA ROMA”, così Paulo Dybala sui social al termine di Roma-Spezia e della stagione giallorossa.

DYBALA A DAZN

Quanta voglia avevi di festeggiare dopo mercoledì?
“Per noi era una partita difficile, ma dovevamo concentrarci perché ci stavamo giocando un posto in Europa. All’inizio è stato difficile, poi abbiamo lottato e vinto”.

Che stagione è stata per te? Qui alla Roma hai ricevuto veramente tanto.
“La gente è incredibile. Dopo aver perso una finale è difficile sostenere una squadra, ma loro ci hanno sempre sostenuto. Oggi si meritavano di festeggiare questa qualificazione in Europa”.

Hai voglia di restare? Magari insieme a Mourinho…
“Adesso è importante godersi questo momento. Ci sarà tempo per sapere cosa succederà in futuro”.

La tua permanenza non dipendeva dalla Champions League?
“Ho due anni di contratto qua”.

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Dybala vuole giocare con lo Spezia

La squadra fa quadrato attorno a Mourinho e si compatta per chiudere al meglio la stagione, senza pensare alle critiche e alla sconfitta con il Siviglia. Tutta la tifoseria è vicina al gruppo romanista, tutti navigano verso un’unica direzione e vogliono concentrarsi sulla partita contro lo Spezia per chiudere la stagione con una vittoria e con un ultimo abbraccio ai tifosi.

Come scrive il Corriere dello Sport, è una partita che Paulo Dybala vuole giocarsi. L’argentino vuole chiudere la stagione con l’ultimo abbraccio ai tifosi, vuole esserci dopo quelle lacrime alla Puskas Arena e l’abbraccio ai romanisti sotto il settore.

Vuole salutare i romanisti, vuole giocare un’altra partita nello stadio che non ha mai smesso si sostenerlo. Il futuro è ancora incerto: non andrà in nazionale per guarire del tutto dal problema alla caviglia, poi si dovrà le vacanze.

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Dybala, lacrime per la Roma: l’ha consolato Totti, parlerà con la società

Le lacrime di Paulo Dybala hanno toccato tutti i romanisti a casa e alla Puskas Arena. Perché sono state le lacrime di un campione che, nelle ultime settimane, ha lavorato sei ore al giorno (reali) con un unico obiettivo: giocare, segnare e portarsi a casa la coppa.

Le lacrime di Dybala hanno colpito perché per un giocatore che sei mesi fa ha vinto il Mondiale forse una finale di Europa League poteva non essere la partita della vita e invece Paulo l’ha trattata come tale. Chiude il suo anno in giallorosso con 37 partite e 17 gol: è stato, quando è stato bene, l’anima e il cuore della Roma. E per questo ogni romanista spera che il pianto di Budapest fosse solo di tristezza e non di addio.

Come scrive il Corriere dello Sport, è chiaro che dovrà parlare con la società: ha un contratto, ma ha anche la promessa di sedersi di nuovo con il club. Stipendio e prospettive, magari neppure in questo ordine: cosa farà Dybala? Se lo chiedono tutti. Per adesso si sa cosa farà nell’immediato: niente nazionale, recupererà dal problema alla caviglia, resterà in Italia qualche giorno aspettando che la compagna Oriana termini i suoi impegni musicali, poi forse qualche giorno di mare ma è tutto in divenire.

Prima, come per Mourinho, ci sarà bisogno di capire programmi e prospettive. E, magari, a dargli una mano ci sarà Francesco Totti: è stato lui, dopo la partita, a consolare Paulo. Più di tutti.