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Calciomercato

Roma, Frattesi (forse) a giugno: impossibile l’acquisto a gennaio e Carnevali ribadisce: “Costa più di 30 milioni”

“Frattesi alla Roma? Vedremo a giugno. Ma 30 milioni non basteranno”. Si è chiusa con questa dichiarazione di Carnevali, ad del Sassuolo, la giornata di mercato in chiave giallorossa.

Il club neroverde ha resistito all’assalto della Roma che sembrava possibile all’inizio della finestra di mercato, poi le condizioni legate al Fair Play e l’incapacità dei giallorossi di cedere dei calciatori, hanno impedito qualsiasi ipotesi di intesa.

Carnevali ha ribadito l’elevato valore del suo calciatore in vista di giugno. Nel pomeriggio si era sparsa la voce di un possibile affondo last minute della Roma, con Zaniolo diretto all’Everton. Operazione che non si è conclusa.

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Calciomercato

Sassuolo, Carnevali gela la Roma: “Non vendiamo Frattesi a gennaio”

“Non vendiamo Frattesi”. Lapidario Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo, ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni: “Se pensiamo alle cessioni estive, questa è la politica del Sassuolo: chi ha l’occasione di andare in un grande club, in cambio di una cifra che riteniamo congrua, viene accontentato. Ed è rimpiazzato con giovani di prospettiva, come Alvarez che ha un ottimo potenziale. Berardi e Traorè spero siano i nostri acquisti di gennaio, pian piano stanno ritrovando la condizione. Acquisti a gennaio? Solo se dovesse capitare un’occasione improvvisa, ma tendo a escluderlo. Per adesso è tutto fermo. E di sicuro non vendiamo Frattesi e gli altri giocatori più importanti. Frattesi e Traorè piacciono in Premier, spesso vengono a seguirli osservatori di squadre inglesi. Abbiamo fatto un’indagine di mercato dalla quale risulta che il Sassuolo ha una bella riconoscibilità all’estero”.

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Calciomercato

Roma, se parte Zaniolo si riapre la pista Frattesi

La possibile cessione di Nicolò Zaniolo rimette in ballo il ritorno a Roma di Davide Frattesi già a gennaio. Se i giallorossi dovessero incassare almeno 30 milioni dalla cessione del classe ’99, la trattativa si riaprirebbe subito.

Come riferisce calciomercato.com, per lasciare andare Frattesi, il Sassuolo continua a chiedere almeno la stessa cifra. Ma la Roma può contare su un 30% di “sconto” e sul possibile inserimento di uno tra Edoardo Bove e Cristian Volpato. Un incastro non semplice da raggiungere nel giro di dieci giorni. Tuttavia se dovesse partire Zaniolo sarebbe difficile poi tenere a bada José Mourinho senza almeno un acquisto. Il piano B è Aouar del Lione.

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Calciomercato

Frattesi resta un’idea nel cassetto. Ma niente spese folli

Se alla fine dovesse davvero andare in porto la cessione di Nicolò Zaniolo da qui al 31 gennaio, chi potrebbe arrivare al suo posto? Nella posizione di Zaniolo è già stato preso il norvegese Solbakken e con il prossimo ritorno di Wijnaldum (previsto per metà febbraio) capitan Pellegrini è destinato ad andare giocare più alto in maniera stabile.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, allora è chiaro che con 30-35 milioni in cassa (al prezzo di cessione di Zaniolo va infatti sottratto il 15% da dover girare all’Inter) la Roma a questo punto può anche decidere di dare l’assalto definitivo a Davide Frattesi, il centrocampista cresciuto a Trigoria e che non vede l’ora di tornarci. Roma e Sassuolo ne parlano già da un po’, ma la trattativa la scorsa estate non è mai decollata per la differenza di valutazione del giocatore da parte dei due club.

Ma è evidente che con i soldi in tasca la Roma potrebbe anche anticipare alcune eventuali mosse, sbaragliandola concorrenza su un paio di giocatori che a giugno andranno in scadenza: Aouar, centrocampista del Lione, e Perez, attaccante del Leicester. Certo, due pedine che la prossima estate non costerebbero nulla, ma che oggi – con un piccolo investimento – potrebbero essere portati a casa con certezza

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Interviste

Pinto: “I Friedkin vanno ringraziati. La rosa ha le risorse per arrivare in Champions. Frattesi? Impossibile a gennaio. Attendiamo una risposta da Smalling”

I dirigenti di calcio si dividono in due categorie: quelli attentissimi alla comunicazione che spesso chiamano per primi e quelli che invece parlano poco. Ecco, Tiago Pinto appartiene alla seconda categoria. Questa è la sua prima intervista a un giornale, realizzata lo scorso 30 dicembre ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: «Mi piace parlare con i fatti più che con le parole, ma dopo due anni di lavoro credo sia giusto ricordare alcune cose fatte, forse passate un po’ inosservate. E chiarire meglio i piani presenti e futuri di un club ambizioso che vuole continuare a crescere, ma rispettando regole, fair play finanziario e sostenibilità economica. Il mondo del calcio ha poca memoria, vive solo di presente, ma non bisogna dimenticare il lavoro incredibile fatto dai Friedkin in poco più di due anni, in quale situazione economica hanno preso la Roma, quanto finora hanno investito, chi hanno portato qui e cosa hanno ottenuto. A partire dalla vittoria di una Coppa Internazionale che alla Roma mancava dal 1961 e all’Italia da 12 anni. Anche se da dirigente, oltre alla coppa in bacheca vado orgoglioso di altri aspetti».

Quali?

«Essere tornati a vincere migliorando notevolmente e costantemente la rosa. Ma nel contempo riducendo di 25 milioni un monte ingaggi molto alto, salutando decine di giocatori non più funzionali senza pagare milioni e milioni di incentivi all’esodo come avveniva in passato, portando tanti nostri ragazzi in prima squadra grazie a un lavoro in profondità sul settore giovanile, rimodernando le strutture a Trigoria, creando nuovi campi di allenamento, sistemando gli organigrammi, ricostruendo un dipartimento di scouting e di match analysis, investendo nel calcio femminile. Intorno alla vittoria della Conference c’è stato tanto altro».

Sul miglioramento della rosa c’è chi non è troppo convinto…

«Ognuno può avere l’opinione che vuole, ma la verità è che la squadra in ogni sessione di mercato è diventata più forte. Nell’ultimo anno e mezzo sono stati acquistati 14 giocatori. Dal loro arrivo i Friedkin hanno investito sul mercato circa 150 milioni di euro. Lo scorso anno la Roma è stata la società che ha speso di più in A: circa 90 milioni, di cui 40 per Abraham. Quest’anno sono arrivati Dybala, Wijnaldum, Matic, Belotti. Se avessimo detto ai tifosi due anni fa che sarebbero arrivati Mourinho e questi giocatori, non ci avrebbero creduto. E infatti l’entusiasmo intorno alla Roma è esploso».

Gli ultimi colpi però sono arrivati tutti a parametro zero.

«Crediamo nel Financial Fair Play perché è uno strumento importante verso la sostenibilità economica ma è certo che i paletti del settlement agreement dell’Uefa ci hanno costretto a cambiare strategia. Aver portato campioni senza esborso per i cartellini e senza aumentare il monte ingaggi deve essere un motivo di orgoglio non di critica».

Tutti i giocatori acquistati hanno avuto il benestare di Mourinho?

«C’è sempre stato un lavoro di squadra che ha tenuto conto della mia opinione, di quelle dello scouting, del tecnico e ovviamente della proprietà. Non sempre è possibile acquistare tutto ciò che si vorrebbe: a causa dei paletti Uefa oggi non possiamo individuare un giocatore ideale, andare dalla proprietà e chiedergli di fare un ulteriore sforzo. Non posso dire che abbiamo tutti i calciatori che sognavamo, ma abbiamo tutti quelli che ci servono per i nostri obiettivi e che è stato possibile prendere. Perché viviamo nel mondo reale, non in quello fatto solo di desideri».

Che effetto le fa allora sentire Mourinho parlare di mercatino?

«La stampa e gli operatori di mercato hanno dato alla Roma voti altissimi per le operazioni concluse. Io ringrazio Mourinho perché molti giocatori hanno visto in lui un motivo importante per scegliere la Roma. Il suo appoggio e la sua popolarità sono stati fondamentali. Siamo tutti consapevoli che con il tecnico che abbiamo, la rosa che abbiamo e le strutture a disposizione, dobbiamo fare molto meglio nella seconda parte della stagione».

Nelle Coppe, grazie alla Conference, il bilancio è positivo. In campionato invece i numeri sono in linea con quelli ottenuti da Fonseca. Si può dire che la Roma deve fare molto di più?

«Sì, certo che si può dire. Abbiamo grandi margini di crescita, individuali e collettivi. Dobbiamo tirare fuori la nostra versione migliore per centrare il nostro obiettivo stagionale: qualificarci in Champions. Chiaramente fare bene sia in campionato sia in Europa League non è semplice».

A carte scoperte: l’obiettivo della Roma quindi è la zona Champions?

«Sì. Sappiamo che la concorrenza è grande, ma non ci manca nulla per competere fino alla fine per questo traguardo. Sapendo che spesso tutto si decide per uno o due punti in più o in meno».

Passiamo all’attualità: il caso Karsdorp.

«Dopo la partita col Sassuolo e le parole di Mourinho, il giocatore a livello disciplinare ha commesso una grave scorrettezza non presentandosi all’allenamento e rifiutando di partecipare alla tournée in Giappone. Abbiamo evitato altre polemiche cercando di lavorare internamente e con l’entourage del giocatore. Ricky è tornato, si è allenato e ha giocato. Purtroppo in questa settimana qualcuno ha voluto fare il fenomeno, bruciando un po’ il lavoro che era stato fatto».

Si riferisce al legale del calciatore?

«Non so se è ancora il legale del calciatore… Ma è andato a caccia di fama, facendo il protagonista invece di continuare a lavorare per risolvere i problemi. Lo stesso è accaduto con la Fifpro, un’istituzione che ha steso un comunicato senza aver mai parlato una volta con la Roma. Karsdorp non è mai stato fuori rosa, nonostante non si sia presentato due volte».

Detto del calciatore, la Roma però questo caso se l’è creato da sola: un vero autogol.

«Il nostro tecnico non ha usato giri di parole, ma dopo le partite subentra una parte emozionale non sempre facile da controllare. Ci sono tanti altri esempi, anche recenti, in top club della Premier. Queste cose succedono spesso nel calcio. Molti però hanno dimenticato che la miglior versione di Karsdorp c’è stata con Mourinho, che in 18 mesi lo ha impiegato 60 volte da titolare. Accettiamo le critiche, ma non posso permettere che un giocatore approfitti della situazione per danneggiare la Roma».

Karsdorp è sul mercato? E in caso di cessione verrà sostituito?

«Sì è sul mercato, ma non andrà mai via a zero. Se partirà, dovremo trovare un modo per mantenere la squadra equilibrata, non necessariamente acquistando un terzino. Con Celik, Zalewski, Vina, Spinazzola, El Shaarawy, le fasce sono comunque coperte. Questa intervista mi permette di spiegare come è difficile fare mercato dentro i paletti del FFP con cui dovremo fare i conti nei prossimi quattro anni. All’interno del settlement agreement, uno dei parametri da rispettare è il transfer balance: in pratica in tutte le sessioni di mercato i costi dei calciatori della lista A, quelli che sono iscritti in Uefa, non possono essere superiori ai costi della lista A della stagione precedente. Per costi si intendono il contratto del calciatore, il 100% dei bonus, il trasferimento, la commissione, l’ammortamento».

Facciamo un esempio…

«Nella prima parte della stagione per risparmiare qualcosa non abbiamo iscritto Gini Wijnaldum in lista. Avevamo un margine positivo di cinque milioni di euro, ma inserendo Gini a gennaio dovremo coprire questo eccesso. Per questo nei mesi scorsi spiegavo che non avremmo dato in prestito Felix (ceduto poi per 7 milioni, ndr): abbiamo bisogno di soldi per poter operare sul mercato. Col prestito risparmi l’ingaggio ma non basta per prevedere entrare. Sarà così anche a gennaio. Chi parte lo farà in via definitiva. Come vede non mi nascondo: parlo poche volte, ma dico sempre la verità».

Mourinho vorrebbe un difensore centrale.

«Non ho mai nascosto di essere d’accordo con lui: giochiamo a tre, ne abbiamo quattro e dovremmo averne cinque. Tecnicamente ci servirebbe ma ogni movimento in entrata sarà sempre dipendente dal movimento in uscita».

Come è la situazione di Wijnaldum?

«Sta sempre meglio, il recupero prosegue bene, lui è un grande professionista, lavora tanto. Per noi le grandi operazioni di mercato di gennaio sono il ritorno di Dybala e di Gini».

Dybala è tornato da campione del mondo. C’è chi teme che la Roma in futuro possa non bastargli…

«Io lo vedo felice qui, aveva bisogno di tornare a sentirsi importante e a Roma ci riesce. Si trova molto bene nello spogliatoio, con l’allenatore, in città, con i tifosi. Non ho paura che la Roma possa non essere abbastanza per lui. Paulo ci aiuterà ad arrivare al livello che vogliamo».

Abraham è appannato: come si recupera?

«Da lui si pretende sempre tanto, se fa bene si dice che deve fare meglio… Ma questo dipende anche dal suo grande valore. Tammy oltre che un bomber è un calciatore di grande qualità. La stagione scorsa nei primi mesi non ha segnato tanto ma alla fine ha fatto 27 gol. Lui sa che deve fare molto meglio da qui alla fine. Per una Roma competitiva e vincente Tammy è fondamentale».

Può aver pagato, con l’arrivo di Dybala, un modo di giocare della Roma un po’ cambiato?

“Non penso, perché diversi gol di Tammy sono arrivati su assist di Dybala. E perché Paulo è uno di quei giocatori che migliora chi gli sta intorno».

Nonostante l’impegno, anche Pellegrini e Zaniolo non hanno numeri esaltanti finora.

«È vero, ma dobbiamo ricordare che Pellegrini l’anno scorso ha disputato la sua migliore stagione di sempre. Quest’anno ha giocato anche qualche partita più indietro, nei due di centrocampo. Nicolò è un giocatore da doppia cifra in gol e assist, ne ha le qualità e lo sa anche il ct Mancini. Ma a ventitré anni è stato quasi due stagioni fermo e non è facile ritrovare fiducia, concretezza, continuità. Ma sono certo che in questa seconda parte della stagione tutti i singoli cresceranno e con loro anche il livello del gioco. La squadra sa di dover migliorare da subito le proprie prestazioni».

Vale anche per Belotti.

«A maggior ragione per Belotti, che ha cambiato club, città, ambiente e ha avuto anche dei problemi fisici, ormai alle spalle».

Quando si siederà a trattare il rinnovo di Zaniolo?

«Non c’è fretta, come ha detto anche il suo agente Vigorelli: ora pensiamo solo a giocare. Abbiamo un buon dialogo con Nicolò e il suo entourage. Non mancheranno i momenti per confrontarci. Alla fine non credo ci saranno problemi».

Rinnovo di Smalling: si rischia un nuovo caso Mkhitaryan?

«Vogliamo tenerlo, lui deve darci una risposta. Ha una clausola per liberarsi. Lo abbiamo pagato 15 milioni più commissioni, e percepisce un ingaggio di 4 milioni. La Roma ha investito tanto su di lui, aspettandolo con pazienza durante gli infortuni. Sa che teniamo a lui».

Due parole su Ibanez.

«È stato a lungo uno dei nostri migliori giocatori, ha piedi da centrocampista e qualità innegabili. L’errore nel derby non deve condizionarlo: il futuro è suo».

In base ai discorsi sul FFP, su Frattesi, che costa 30 milioni, non le faccio neanche la domanda…

«Esatto. Non serve fare la domanda. Con tutti i paletti che ho spiegato la risposta è scontata».

Non lasciamo una finestrella aperta?

«No, perché non vedo nessuna possibilità ora. Anche perché a gennaio torna Gini e abbiamo già Cristante, Matic, Bove, Tahirovic, Camara»

Solbakken, un colpo passato un po’ in sordina.

«È un calciatore che ha fatto benissimo sia nella passata Conference League sia in questa Europa League. Ha 24 anni, gioca nella nazionale norvegese, lo abbiamo seguito tanto e dovuto superare una forte concorrenza per prenderlo».

Mourinho prossimo ct del Portogallo: quanto c’era di vero in queste voci?

«Quando prendi un allenatore come Mourinho devi essere preparato alle voci. In questi diciotto mesi non è stata la prima volta che un altro club o una Federazione si siano interessati a lui. Ma in Algarve non abbiamo subito distrazioni. L’unico nostro focus è stato migliorare per tornare subito a vincere. Sono portoghese, ogni volta che il Portogallo cambia Ct si parla di Mourinho. Ma noi contiamo di andare avanti insieme a lui».

E il contratto di Tiago Pinto? Scade nel 2024…

«Il mio contratto non è un tema. L’ultima cosa di cui dobbiamo preoccuparci nell’area sportiva è il contratto del direttore».

Capitolo giovani: Bove e Volpato possono finire in qualche trattativa di mercato?

«Cerco la miglior scelta per il loro percorso di crescita. Ma va chiarito un punto: Bove e Volpato non sono più “giovani della Primavera”, ma realtà importanti con un valore di mercato alto. Hanno giocato tante gare in A, hanno segnato, sono andati in nazionale. Ci sono club, non solo italiani, interessati a loro, ma contiamo di farli crescere qui. Quando sono arrivato dal settore giovanile avevamo solo Calafiori in prima squadra e giocava poco. Oggi sono sei: Zalewski che è un titolare, Bove e Volpato che giocano spesso, Tahirovic che si sta integrando, il terzo portiere, Boer, e Darboe ora infortunato. Mourinho ha creato un modo di coordinare il lavoro con il settore giovanile guidato da Vincenzo Vergine che ha permesso ad altri quattro ragazzi di esordire. Dal mio arrivo l’età media della squadra è passata da ventotto anni a ventisei. Più giovani, più prospettive, più valore».

Lei e Roma: impressioni iniziali e quelle di oggi.

«Non ero mai stato a Roma prima del 2021. Viverla da turista è magnifico. Ma se la godono più i miei familiari di me. La città è unica al mondo e forse non è un caso che lo siano anche i tifosi della Roma. Mai vista in vita mia tanta passione. Tutto questo fa crescere anche la pressione e le responsabilità: un anno qui ti consuma come tre da un’altra parte. Ma vincere ti regala anche una carica incredibile. Roma ti assorbe, ti riempie, ti esalta e ti consuma».

La prossima intervista tra altri due anni?

«Chissà… So di non risultare troppo simpatico ai giornalisti perché parlo poco, non regalo scoop, non do’ notizie. Ma ho sempre lavorato così, con discrezione, per il bene del mio club, a cui dedico il 100 per cento delle mie giornate e delle mie energie. Vorrei essere valutato solo per questo»

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Frattesi c’è, ma il mercato è bloccato

Meno due. E la Serie A torna a giocare. Quel lunghissimo countdown per la ripresa del campionato, iniziato 50 giorni fa, è finalmente arrivato al termine. Mercoledì tutti in campo per la sedicesima giornata, compresa la Roma, che alle 16.30 ospiterà il Bologna allo Stadio Olimpico – arrivato al diciottesimo sold out consecutivo.

Dybala è tornato ad allenarsi in gruppo, mostrandosi in piena forma e puntando ad una maglia da titolare contro il Bologna. Recuperato anche Belotti, che ha smaltito l’infortunio al flessore della coscia destra. Vicino al completo rientro in gruppo anche Wijnaldum, che prosegue spedito il suo lavoro di recupero. L’obiettivo è strappare una convocazione già con la Fiorentina. Sorrisi che arrivano anche da Solbakken che ieri ha svolto il primo allenamento con la maglia giallorossa, sotto gli occhi attenti di Mourinho.

Vecchi e nuovi acquisti che aprono il 2023 giallorosso con un altro spirito e abbassano una tensione fin troppo palese tra Giappone e Portogallo. Sorrisi sì, ma senza abbassare la guardia. Soprattutto sul mercato, aperto ufficialmente ieri. Mourinho chiede rinforzi, Tiago Pinto nicchia e lavora sottotraccia, viaggiando in equilibrio sul crinale del fair play finanziario. L’obiettivo per gennaio rimane Frattesi.

Come scrive la Repubblica, la Roma stavolta vuole chiudere, il Sassuolo lo sa e osserva i giovani giallorossi. Ma in questo momento al gm giallorosso manca il margine economico per formulare un’offerta ufficiale. Serve prima vendere, per questo si cercherà di accelerare la cessione di Shomurodov al Torino. I granata spingono per il prestito, ma la Roma pretende l’obbligo di riscatto.

Una condizione simile a quella di Karsdorp, ormai un corpo estraneo a Trigoria, tra un arbitrato con il club e la voglia di cambiare aria. Il Fulham vuole l’olandese, ma serve un’offerta a titolo definitivo di almeno 8 milioni di euro. Gratis a Trigoria non si vende più nessuno.

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Roma, due centrocampisti nel mirino ma servono prima le cessioni

Tiago Pinto vuole regalare a Mourinho un centrocampista, ma per farlo deve prima cedere. I nomi sono sempre quelli di Lukic e Frattesi. Per il primo il Torino chiede solo soldi senza scambio di giocatori. Discorso differente per il calciatore del Sassuolo: nella trattativa potrebbero entrare Volpato e Bove.

Per raccogliere soldi utili dalle cessioni, come riferisce Sky Sport, Pinto vorrebbe piazzare due giocatori: Shomurodov e Karsdorp. Solo in quel caso arriverà il rinforzo chiesto da Mou.

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Calciomercato

È dura per Frattesi: il ritorno può slittare alla prossima estate

Solbakken sarà il primo rinforzo della Roma di Mourinho, aspettando poi il rientro di Wijnaldum e l’evoluzione del mercato invernale. Cioè Frattesi. E per il momento la situazione non sembra essere così sciolta. Perché la Roma e il Sassuolo sono ancora distanti nella valutazione del giocatore, nonostante il club giallorosso sia ancora proprietario del 30% del cartellino.

Come scrive il Corriere dello Sport, per il momento i due club non sono riusciti a trovare una quadra sul prezzo, anche con l’inserimento di Bove e Volpato. Il centrocampista dell’Under 21 azzurra ha bisogno di giocare, e dopo il congelamento della trattativa con il Lecce, potrebbe prendere in considerazione altre offerte, sempre se arrivasse l’ok della Roma che vuole comunque mantenere il diritto di ricompra.

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Frattesi e la Roma: battaglia sulle cifre

C’è una sola operazione di mercato che la Roma può ancora sperare di portare a termine a gennaio. Complicata, sicuramente, ma che resta in piedi per la determinazione con la quale la società giallorossa vuole riportare a casa il prodotto del vivaio. La stessa determinazione con la quale il giocatore indirizza la sua cessione verso il ritorno a casa. Roma e Sassuolo si studiano, si mandano messaggi, si parlano attraverso intermediari. Si tratta sulle quotazioni dei giocatori inseriti nell’operazione: Frattesi da una parte, Bove e Volpato dall’altra, mentre Tiago Pinto non ha voluto prendere in considerazione la cessione di Tahirovic.

Come scrive il Corriere dello Sport, la Roma dalla scorsa estate non condivide la valutazione che il Sassuolo da a Frattesi, tanto che valuta i due giovani da inserire nell’operazione la stessa cifra, vale a dire 30/35 milioni. Tiago Pinto non è affatto convinto di voler rinunciare a Bove e Volpato, in particolare all’attaccante assistito da Totti. Per entrambi comunque sarà inserito un diritto di recompra.

La Roma inoltre ha sempre il vantaggio di scalare dalla quotazione di Frattesi il 30 per cento sulla futura rivendita. Vale a dire 9/10 milioni. Nel rispetto del Fair Play Finanziario, la società giallorossa non può mettere sul piatto della bilancia un conguaglio economico, salvo racimolare dei soldi da qualche cessione. Shomurodov piace alla Cremonese e nelle ultime ore c’è stato un ritorno di fiamma del Torino. Per Karsdorp si sta muovendo il Fulham, ma non è facile ipotizzare un trasferimento a titolo definitivo, senza il quale Tiago Pinto non è intenzionato a trattare. Inoltre c’è anche il discorso del monte ingaggi a complicare l’operazione per gennaio. La Roma ha concordato con l’Uefa un piano di rientro molto rigoroso. Con il nuovo anno deve inserire a bilancio Wijnaldum e Solbakken. Avrebbe difficoltà ad aggiungere un altro ingaggio importante, senza considerarne almeno uno in uscita.

Frattesi continua a ribadire al Sassuolo che vuole solo la Roma, anche se ci sono stati sondaggi per lui anche da parte di Napoli, Inter e importanti club inglesi. E in ogni caso resta il primo obiettivo della società giallorossa per giugno. Tiago Pinto aspetta la prossima mossa di Carnevali, che ha manifestato interesse nei confronti dei due giovani giallorossi e che darà sempre la priorità alla Roma. Il Sassuolo, dopo l’adeguamento contrattuale di fine agosto, ha promesso a Frattesi che lo cederà di fronte a un’offerta adeguata. In estate però la concorrenza potrebbe aumentare. L’Inter rischia di perdere Barella e Frattesi sembra sia considerato il principale candidato a prendere il suo posto. Ma Davide continua a considerare la Roma la sua priorità.

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Esclusiva Retesport – Vivarini (Ex All. Frattesi): “Davide pronto per la Roma. Ad Ascoli me ne innamorai al primo sguardo” (AUDIO)

Vincenzo Vivarini, tecnico del Catanzaro, ha allenato Davide Frattesi all’Ascoli nel 2018 ed è intervenuto ai microfoni di Retesport per parlare del giovane centrocampista romano, nel mirino dei giallorossi in vista del mercato di gennaio: “Davide arrivò ad Ascoli dalla Primavera del Sassuolo, non aveva ancora giocato tra i professionisti, Frattesi ha una gamba di livello, ha una forza fisica incredibile, chiaramente doveva affinarsi sul piano tattico, ma era evidente la forza del ragazzo e me ne accorsi subito, me ne innamorai già ai primi allenamenti. Con me ha giocato sempre ad Ascoli, man mano che passava il tempo il ragazzo è andato in crescendo sotto l’aspetto della sostanza e della qualità.

“Di anno in anno è cresciuto, è sempre stato titolare in B e oggi in A, è evidente la sua personalità. L’aspetto che mi colpì è l’elemento fisico, l’intensità nella corsa, l’esplosività. E’ cresciuto tantissimo a livello di pensiero calcistico – aggiunge Vivarini – e anche nei suoi esordi ad Ascoli, sul piano tattico ha dimostrato di essere un calciatore evoluto”

Più adatto ad un centrocampo a tre o a due?
“Avendo le caratteristiche dell’incursore, deve esser libero di inserirsi. In un centrocampo a due rischia di rimanere un po’ bloccato. Oggi è cresciuto molto anche nel ricamare il gioco, nello scambio con i compagni”.

I margini di miglioramento? E’ pronto per la Roma?
“Ricordo che quell’anno ad Ascoli lo sfottevo tantissimo perchè arrivava spesso in zona gol ma non riusciva a segnare. Gli dicevo che era una mezzala da 10 gol a stagione e infatti lo sta diventando. Ricorda Nainggolan e Barella. E’ cresciuto tanto sul piano difensivo, nella fase di non possesso è un calciatore che aggredisce la palla e rincorre con una decisione straordinaria. Frattesi è un calciatore completo, non è forse un centrocampista da palleggio, ma sopperisce a questo piccolo limite con delle qualità importanti. Ha tutte le potenzialità per imporsi a Roma, è molto adatto al gioco di Mourinho, perfetto per le transizioni del gioco giallorosso e non mi meraviglia che sia entrato anche nel giro della Nazionale A di Roberto Mancini”.