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Bove: “Se giochiamo così diventa difficile per tanti avversari”

Edoardo Bove ha parlato ai microfoni di RomaTV+ dopo la vittoria per 2-0 contro lo Slavia Praga:

“Vittoria meritata, siamo entrati in campo molto bene. L’approccio è stato quello che ci aveva chiesto il mister, abbiamo controllato la gara senza problemi. Loro sono una squadra forte ma noi abbiamo dimostrato quello che valiamo conquistando per ora il primo posto nel girone”.

Gran gol…
“Ho spostato palla e non ci ho pensato su. Come detto la cosa più importante era l’approccio, dovevamo dimostrare che venire a giocare qui non è semplice, con l’atmosfera che c’è, con la nostra mentalità. Se giochiamo così diventa difficile per tanti avversari”.

5 vittorie consecutive, 13 gol fatti e 1 subito. Sono i numeri che servono per il cambiamento?
“Si, sono questi. Ci tengo a sottolineare la fase difensiva, se uno fa un metro in più per un compagno e siamo compatti è difficile farci gol. I gol siamo bravi a farli, ci godiamo questa striscia di vittorie e pensiamo alla prossima come abbiamo sempre fatto”.

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MOURINHO: “Bove ha messo in discesa il match. Siamo in difficoltà. Lukaku deve riposare”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 2-0 sullo Slavia Praga:

Il gol di Bove: dopo 43 secondi ha cambiato la partita.
“Succede, non spesso, ma la verità è che hanno pressato bene. El Shaarawy ha intercettato e dopo con grande qualità, Edoardo ha un bel tiro e ha fatto un gol importante perché ha reso la partita diversa di quella che poteva essere”

Come siete riusciti a trovare la continuità?
“Noi abbiamo capito che lo Slavia è forte con la palla, se gli dai il tempo di giocare, possono crearti difficoltà. Abbiamo pensato che pressandoli era un giusto modo per non farli giocare. Nel primo tempo lo abbiamo fatto molto bene, nel secondo tempo l’energia e l’intensità si sono abbassati. Siamo in difficoltà, ci sono giocatori che non giocano da tanto e altri che giocano sempre. Mancini, Ndicka, Cristante, Lukaku praticamente giocano ogni minuto di ogni partita e quindi l’intensità si è abbassata… per questo si è abbassato il ritmo nel secondo tempo. Ma abbiamo gestito bene”.

El Shaarawy le è piaciuto?
“Gioca ovunque. Per noi è molto utile perché gioca da quinto, da ala, da secondo attaccante. Per noi è molto importante, perché in una rosa che ha bisogno di giocatori disponibili è molto molto importante. Penso che lo Slavia pensasse che avremmo giocato con Belotti. Però lo Slavia si apre molto in possesso palla e abbiamo pensato El Shaarawy potesse far bene. Ha giocato bene quando aveva benzina, poteva fare un gol bellissimo e lui ne fa tanti. E già sapeva che dopo avrebbe dovuto riposare un po’ perché per un giocatore della Roma è un lusso riposare qualche minuto”.

Rivedremo El Shaarawy e Lukaku contro l’Inter e nel futuro?
“Abbiamo messo questa coppia anche a Tiraspol lasciando Belotti fuori. Ci sono partite in cui pensiamo che avere loro due insieme è meglio per noi. Oggi contro una difesa a tre, abbiamo pensato che sarebbe stato difficile per Belotti adattarsi. Abbiamo messo El Shaarawy a sinistra e abbiamo spostato Aouar a destra a pressare. Quando l’energia c’è,noi cerchiamo sempre di essere positivi e lo abbiamo fatto molto bene. Per domenica… purtroppo ci sono due squadre completamente diverse. C’è una squadra che ha due squadre, che ha tanti giocatori che hanno riposato, che ha giocato martedì, che ha due giocatori per posizione e che ha tanta benzina. L’altra squadra ha tante difficoltà. Io volevo fare un cambio e vedevo Pagano, Pisilli, Joao Costa, Cherubini e D’Alessio. È dura, è una bella esperienza però… finita la partita, sono andato giù, vedo uno che corre per me e mi abbraccia: era Cherubini. Un altro che era piccolino e oggi sicuramente San Basilio è in festa perché un figlio di San Basilio ha debuttato nella Roma”.

Sul ritorno di Lukaku a San Siro:
“Romelu deve riposare. Io non ho giocato e devo riposare. Vado a Trigoria e domani c’è allenamento. Lukaku deve riposare e poi deve pensare alla partita. È una grande partita, Romelu deve riposare come tutti gli altri. Quando Cristante mi sembrava si fosse fatto male, ero completamente disperato. Sono sicuro che il mio collega Simone Inzaghi quando vede un giocatore infortunato non è un dramma per lui, per me ogni piccolo problema è un dramma”.

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Mourinho: “Smalling non è pronto, Llorente a disposizione. Sanches prossima settimana in gruppo”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Roma-Monza:

Il Monza?
“Anche noi arriviamo da tre vittorie di fila, anche noi stiamo bene. Hai ragione è una buona squadra, ha fatto un buon campionato l’anno scorso, hanno preso giocatori bravi, è un’ottima squadra, sarà una sfida difficile”

La condizione degli infortunati recuperati? Llorente e Smalling? Gli ultimi due mesi di Smalling?
“Non sono la persona ideale per spiegare nel dettaglio, quello che ho capito io parlando con il dipartimento medico e di qualche conoscenza che posso avere io di questi temi qui, è un infortunio quello di Smalling che provoca dolore. Dopo è difficile lavorare sul dolore, resistere al dolore, anche se è un tipo di infortunio che porta a giocare anche col dolore. In tanti club si utilizza un valore che si chiama VAS, a volte un tipo di dolore di 2-3-4 significa un gravissimo problema, in questo caso non è un problema che possa peggiorare l’infortunio, è più la capacità di sopportare il dolore. Lui ha passato questa limitazione, già dalla scorsa settimana ha lavorato da solo, ieri per la prima volta ha lavorato con noi ma in un allenamento con bassissima intensità, soprattutto tattico-didattico che lui ha fatto con noi, ma non sarà a disposizione con noi. Diego è a disposizione perchè ha fatto 3 giorni di lavoro, con 2 di lavoro intenso, quindi domani è con noi. Renato, Paulo e Lorenzo no, ovviamente Kumbulla e Tammy no, ma molto felice vedere Kumbulla e Tammy hanno passato un livello di grandissima difficoltà, hanno già messo il piede in campo. Dybala va in campo sì con i preparatori che recuperano infortuni, ma poco poco al momento”

Llorente può giocare dal primo minuto? Quando tornerà Sanches?
“Diego sta bene, sta a disposizione e può giocare, il volume di lavoro che ha fatto in questi ultimi giorni si assomiglia al volume di intensità che si fa in partita. Lui domani sarà a nostra disposizione. Renato continua a lavorare da solo, penso e spero che nella prossima settimana possa tornare al lavoro di squadra, per ora ha fatto lavoro in campo individuale”

L’ultima volta che avete incontrato il Monza ci sono state diverse polemiche, tornerei sulle dichiarazioni di Palladino che definì scandaloso il comportamento della panchina della Roma. Quando lei parla lo fa con criterio, un suo commento?
“Non voglio abbassare il mio livello, non sono disponibile a farlo e andare a questo livello di comunicazione. Non conosco tecnicamente Palladino, di solito quando non conosco gli allenatori conosco le squadre che di solito sono conseguenza del proprio potenziale e dell’allenatore. Una squadra come il Monza che ha fatto un ottimo campionato e anche quest’anno sta facendo un campionato di alta qualità è perchè sicuramente ha un bravo allenatore”

La Roma ha il secondo miglior coefficiente tra gol fatti ed expected gol. Cosa significa? Da quali fattori dipende? Domani Belotti al fianco di Lukaku?
“Faccio fatica a commentare questa domanda, perchè a volte faccio fatica a non capire perchè la squadra non riceve ciò che merita di ricevere. Abbiamo segnato gol di squadra bellissimi, fossimo un’altra squadra e un altro allenatore si parlerebbe di rivoluzioni, di record. Secondo me siamo una squadra che è migliorata a livello di costruzione. Quando siamo tutti e riusciamo a sviluppare qualcosa di oggettivo con tutti i giocatori qualitativi riusciamo fare un calcio di livello, giochiamo meglio dello scorso anno, ma poi la bellezza sono i punti. Lukaku è un giocatore che cambia i numeri, è uno da 20-25 gol a stagione, è oggettivo il miglioramento, poi Belotti dopo zero gol già ne ha fatti 3 in campionato. Stiamo segnando di più, non rispondo alla domanda se Belotti giocherà domani dall’inizio per non dare vantaggi all’avversario. Dybala è importante per tutto, per il suo posizionamento meno statico, ma davanti abbiamo tante opzioni, siamo messi bene anche senza Paulo”

Sulla vicenda scommesse? Un paio di ragazzi giallorossi è sono stati coinvolti dalle voci e c’è stata una reazione loro e della società…
“Io ho parlato con i miei, non devo parlare con gli altri. Con Zalewski abbiamo riso anche un po’ perchè sono stato il primo a parlare con lui e lui non sapeva neanche cosa fosse uscito. Ho riparlato con loro qui, sono molto felice di ciò che mi hanno detto, sono tranquillo. Sono un po’ triste, commentando con loro, perchè in Portogallo è stata fatta una prima pagina con un titolo tipo ‘un giocatore di Mourinho ha scommesso’, per cui l’inizio della storia ha una dimensione poi dopo si scopre che non è vero e la notizia ha un’altra dimensione. Si è fatto un danno a questi ragazzi. Loro hanno sufficiente rapporto con me per dirmi la verità, mi fido di loro e la Roma lo stesso. La Roma in genere non fa comunicati ufficiali, questa volta lo ha fatto e questo è accaduto perchè siamo tutti tranquilli. Sulla situazione in generale c’è un indirizzo giudiziario, bisogna fidarsi della giustizia e se qualcuno ha sbagliato pagherà, almeno di solito”

A che livello è Ndicka? Manterrà il posto con il rientro degli altri difensori?
“Difficile risponderti, negli ultimi 15 giorni è stato fuori, non ha lavorato con noi, ha giocato due partite da 90 minuti, un’ottima nazionale, una nazionale che gioca a 4, non è un dramma perchè migliora la cultura tattica di un giovane giocatore, sul piano tattico, è una crescita per lui. Non è perfetto, deve ancora imparare tanto da noi, ma se Mancini, Karsdorp che stanno qui con noi da 2 anni e mezzo, ogni tanto commettono errori di interpretazione, è normale che accada a Ndicka. Nelle ultime sfide ha fatto partite super equilibrate, soprattutto a Cagliari. Quando siamo tutti lì dietro siamo 5 però ora Kumbulla non c’è. Abbiamo tante partite da giocare, ogni tre giorni, il problema è adesso, con il rientro di Llorente meno, però è impossibile dire chi gioca e chi no, se fossero tutti a disposizione si potrebbe fare un po’ di turnover”

Cosa pensa di Guerrero della Primavera, visto che segue tanti ragazzi?
“E’ presto per me, è un ragazzo che è arrivato un paio di mesi fa, si è allenato con noi ogni tanto, ma quelli che si allenano con noi sistematicamente sono quelli che conosciamo meglio. Lo scorso anno c’erano altri, oggi sono Pagano, Pisilli e Costa. Però stavo lì a vedere la Primavera, come sempre, questo significa che ho un’attenzione importante per tutti i ragazzi. Ovviamente con il figlio di Julian non sarà diverso. Se lui sarà in grado avrà una chance, ma ora è presto per me”.

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Mourinho: “Nel calcio la cosa più importante è vincere, non vendere filosofia”

Josè Mourinho ha parlato al portale ufficiale dell’ADIDAS. Una lunga intervista nel corso della quale ha parlato del ruolo dell’allenatore e del suo concetto di ‘vittoria’. Ecco un estratto:

Sulla laurea in economia…
“Ero uno studente abbastanza bravo. Ho ottenuto un posto all’Università di Economia e sono andato a lezione, ma dopo un paio di settimane ho deciso che non faceva per me. Prima di diventare un professionista del calcio ho imparato tante cose diverse. Ho anche insegnato ai bambini con la sindrome di Down, che è stata un’esperienza incredibile, e mi ha fatto capire così tanto”

Il rapporto con Bobby Robson e Van Gaal…
“Ho lavorato con Sir Bobby Robson in Portogallo e poi sono andato con lui a Barcellona nel 1996. Per un giovane come me è stata un’esperienza incredibile. Poi sono stato un assistente del signor Van Gaal, che era un allenatore completamente diverso da Sir Bobby e questo mi ha reso consapevole di due filosofie completamente diverse”.

L’importanza della vittoria…
“Vincere la Coppa UEFA è stato un bene per noi, ma non è stato un bene per il Porto. Il calciomercato ci ha portato via e il Porto ci ha perso. Abbiamo perso cinque, sei o sette giocatori chiave. La squadra del 2003 e del 2004 era una squadra che avrebbe continuato a fare la storia se fosse rimasta unita. Quando vedo i colleghi che combattono per non retrocedere e riescono a mantenere la loro squadra nella divisione, per me, questo è vincere. Vincere non significa necessariamente essere il ragazzo che ottiene la coppa. Vincere non significa portare a casa una medaglia o una coppa. La cosa più importante nel nostro sport è vincere e non vendere la filosofia. Non bisogna vendere scuse, ma essere un vincitore.”

Sulla figura dell’allenatore…
“Devi avere una forte personalità per dire: ‘ok, io sono il capo, faccio le decisioni. Questo non è negoziabile. Se le sessioni di allenamento iniziano alle 10 del mattino, non aspetto un solo minuto. Anche se sei Diego Maradona, che non ho mai avuto il piacere o l’onore di allenare, iniziare alle 10 è iniziare alle 10. La squadra è la cosa più importante. Anche se sei il miglior giocatore del mondo. Un giocatore con lo status più grande del club: la squadra è la cosa più importante. Ognuno deve seguire le regole e mostrare il rispetto per i colleghi. Come allenatore, devi essere morbido e forte. Forse soft non è la parola giusta – devi essere aperto, molto aperto a ciò che pensano i giocatori, a ciò che i giocatori sentono – e non solo attenerti alle tue idee, perché lavori con un gruppo. Il gruppo deve avere una voce; ha bisogno di avere un’opinione, ha bisogno di condividere. E devi essere aperto con i giocatori per farlo funzionare come una squadra.”

Sulla sconfitta…
“Vinci tre partite di fila, ma non è il paradiso… perché sta arrivando una sconfitta. Perdi due, tre partite di fila; non è nemmeno un inferno, perché uscirai da questo momento buio e vincerai di nuovo”.

È importante mantenere equilibrio…
È molto importante mantenere l’equilibrio e questo è qualcosa che ho imparato molto con l’esperienza. Penso che più esperienza hai, più sei equilibrato e i giocatori, ti guardano e vedono una roccia, ti vedono come qualcuno di cui possono fidarsi. Empatia significa tutti insieme nello stesso progetto. Un club è fatto di molte persone. Proprietari, direttori, allenatori, giocatori. Tutti. E l’empatia per me significa che tutti stanno andando nella stessa direzione”.

La chiave del successo?
“Direi di prepararvi al meglio; Non abbiate fretta, perché è molto difficile. Quindi accetti il tuo primo lavoro da allenatore, devi essere pronto. Se non sei pronto alla stessa velocità con cui hai ottenuto il lavoro di allenatore lo perderai”.

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Mourinho: “A Roma due fazioni: mourinhiani e anti-mourinhiani. Rinnovo? Non lo so”

Pubblicata da Sky Sport la seconda parte della lunga intervista a Josè Mourinho. Ecco l’estratto riferito anche alla Roma:

Esiste il mourinhismo?
«Anche l’anti mourinhismo. Specialmente a Roma, ci sono entrambe le fazioni. Il mourinhismo lo conoscono le persone che sanno cosa ho fatto. L’anti mourinhismo è cavalcato da gente felice in tutto il tempo in cui la Roma non vinceva una coppa, non aveva alcun tipo di successo europeo. Si divertono in radio e va bene. L’anti mourinhismo vende, il mourinhismo è un modo di stare nella vita più che nel calco. Lo dico perché trovo gente per strada, in ogni punto del mondo, che si identifica con me e con il mio modo di stare nella vita. Per, comunque, la partita più importante è sempre la prossima. Il resto è il passato, è storia».

La scelta di andare a Roma? Questo posto ha qualcosa di speciale
«Quando sono arrivato qui, non conoscevo la Roma. Ci ho giocato contro con l’Inter, mentre con il Porto ho giocato non contro la squadra più importante della città. Non conoscevo la Roma né come città di cuore calcistico, né la società AS Roma. Avevo allenato tre grandi squadre in Inghilterra, Manchester, Chelsea e Tottenham e volevo quindi andare fuori dall’Inghilterra. La Roma è arrivata con un discorso che mi è piaciuto, ed è stata la proprietà che mi ha fatto venire. Dopo, quando sono arrivato e ho imparato a conoscere il romanismo, ho imparato a conoscere tutti i loro dubbi, ho imparato a conoscere tutte le loro frustrazioni e ho cercato di entrarci dentro. Mi sono fatto tante domande, cui ho bisogno di rispondere con il tempo. Mi sono affezionato tanto al romanista. Mi piace il romanismo. Mi piace il romanista puro, mi piace il romanista della strada, che va la mattina a Trigoria solo per avere una foto. Mi piace la gente che segue la squadra ovunque. Quando arrivi in due finali europee e prendi la città con te, quando tu piangi di gioia con loro, tu diventi ancora più uno di loro. È ciò che sento adesso, è stato naturale. Quando sono in panchina e guardo alla destra all’Olimpico mi emoziono ancora. Quando guardo dietro di me non mi piace tanto, ma quando guardo alla mia destra mi fa venire i brividi, è gente che rimane con me, anche quando un giorno andrò via».

Quando guardi dietro di te, intendi la tribuna.
«Sì ma non solo a Roma, succede ovunque. Alcuni vanno a bere champagne, mangiare e altri invece fanno un lavoro enorme, non mangiano o mangiano male, dividono la macchina perché magari non hanno molti soldi, mentre gli altri sono i dottori del calcio. Il calcio è lo sport più popolare del mondo, si può giocare anche con una pietra per strada e sta diventando invece uno sport per l’elite, non nella pratica ma nella gente che sta dietro di te. Chi sta a destra e a sinistra (le curve, ndr) è invece veramente innamorata del calcio».

Il murale con la vespa a Testaccio?
«La vespa è lì a Trigoria, me l’ha regalata la proprietà quando sono arrivato. Quando si entra a Trigoria, purtroppo, non ci sono tante coppe e lì c’è la vespa. Ora la lascio lì, quando un giorno andrò via la porterà con me».

Tu hai detto che rimarrai altri 6-7 mesi. Ce ne possono essere di più?
«Non lo so. Prima di Budapest ho promesso ai calciatori che sarei rimasto. Dopo lo Spezia, all’Olimpico, con i gesti ho detto ai tifosi che sarei rimasto qua e adesso sono qua».

L’allenatore è un uomo solo?
«Ci sono modi diversi di analizzare la tua domanda. Quando vinci, tu hai difficoltà a camminare perché tutti stanno con te. Quando perdi, tu sei solo. Ovviamente, tu hai assistenti che stanno sempre con, c’è la famiglia, ci sono amici ma quando vinci hai difficoltà a camminare. Se perdi, sei solo. Questa la mia esperienza dopo più di 20 anni. Poi c’è l’uomo solo per scelta propria e, tante volte, io ho bisogno di rimanere da solo, di pensare da solo e qualche volta io sono con loro ma sono da solo perché sto nel mio mondo, non sento nessuno. Magari qualcuno sta anche male a stare con me in quei momenti, sono come ibernato nei miei pensieri. Per me, è un isolamento necessario».

Il rapporto con gli arbitri è anche strategia o nasce tutto sul campo?
«Strategia di cosa? Non capisco queste cose. Non c’è strategia, c’è un gruppo di gente che lavora tanto e parlo di me, del mio staff, dei giocatori, del club, del popolo e c’è la difesa del popolo. Io sono una persona che quando sente un’ingiustizia ha difficoltà a conviverci. Non mi piace l’ingiustizia, anche quella sociale, ovunque. Non c’è alcuna strategia. Nel calcio, l’unico che può sbagliare e ha un aiuto per rimediare al suo errore è l’arbitro. L’allenatore, quando sbaglia, non può fermarsi e rifare da capo. Nemmeno il calciatore può tornare indietro, se sbaglia a due metri dalla porta. L’arbitro può farlo con gli assistenti, il quarto uomo, il VAR. Gli arbitri, quindi, devono sbagliare di meno. Quando vendo ingiustizie contro il mio popolo vado in difficoltà, è il mio modo di vivere».

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Belotti: “Sono tornato il vero Gallo. Vogliamo vincere il girone”

Le parole di Andrea Belotti dopo il 4-0 sul Servette e la sua doppietta ai microfoni di Sky Sport:

Quando la Roma accelera diventa una squadra importante.
“Nel secondo tempo siamo entrati con l’atteggiamento di voler chiudere subito la partita e in 10 minuti lo abbiamo fatto. Nel primo tempo abbiamo concesso delle occasioni e questo non deve succedere, siamo la Roma e vogliamo vincere questo girone. Dobbiamo affrontare tutte le partite nel modo giusto, non possiamo permetterci passi falsi. L’approccio del secondo tempo è quello da avere in ogni partita”.

Perché l’Europa è la comfort zone della Roma?
“L’Europa è una competizione importante, come il campionato. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio se vogliamo crescere come squadra. Ogni partita deve essere la stessa è l’atteggiamento deve essere sempre perfetto”.

Sei utile anche quando non fai gol. Quando arrivano i gol però cambia la faccia dell’attaccante.
“È normale, so quello che ho passato l’anno scorso. Non è stato un anno facile per me, non sono mai stato al top perché non ho fatto le due preparazioni e ho avuto degli infortuni. Avendo fatto in ritiro importante quest’anno sapevo che i risultati sarebbero arrivati. Voglio continuare così”.

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Mourinho: “Primo tempo orribile. Aouar? Sta facendo troppa fatica”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 4-0 contro il Servette:

Prestazione convincente.
“Primo tempo orribile, non mi è piaciuto per niente. Ero in una posizione perfetta per vedere la partita e non mi è piaciuto. Non abbiamo mai pressato, hanno avuto la palla più di un minuto, siamo stati troppo passivi. Il secondo tempo sì, è cambiato l’atteggiamento, così come il ritmo e l’intensità”.

Ti sono piaciuti Lukaku e Belotti insieme?
Nel primo tempo non mi è piaciuto niente. Con i due senza Paulo, ci manca la creatività. Ci manca il giocatore che si abbassa perché loro sono due attaccanti puri. Sono due presenze fisiche in area, e sono pericolosi, hanno gol. Giocare con o senza Paulo però fa la differenza”.

10 minuti per Pellegrini: assist e gol. Poi l’infortunio è sfortuna?

“Purtroppo è un giocatore di enorme potenziale ma ha questa storia clinica che ciclicamente ha dei problemi. Non ho parlato ancora né con lui né con lo staff medico però dal mio posto mi è sembrato che è qualcosa di muscolare

La qualità del centrocampo quanto è importante?
“Io non sono paraculo, se posso dirlo. Non lo so, quando Bergomi parla, parla sempre correttamente. Non abbiamo ancora avuto solidità, non abbiamo giocatori con regolarità. Non abbiamo ancora avuto quello che pensavo di raggiungere prima degli infortuni. Renato ci dà ritmo, ma ha giocato una partita ed è fuori. Leandro è la nostra sicurezza e la nostra organizzazione e cresce. Bove deve migliorare nella capacità di decisione negli spazi corti, lo sta facendo abbastanza bene ed è in una buona evoluzione. Cristante, che è il giocatore più in forma e ha senso di gioco, deve andare a giocare difensore centrale. Lorenzo è la nostra creatività ma gioca e non gioca. Aouar sta facendo fatica a crescere nella nostra direzione, perché non saremo noi ad andare nella sua direzione, è lui che deve venire nella nostra. Abbiamo bisogno di tempo, ma non abbiamo tempo perché abbiamo bisogno di punti”.

C’è una Roma di coppa e una di campionato?
“Per dire la verità c’è una differenza di opposizione. Le squadre di Serie A sono più brave, con tutto il rispetto, di Sheriff e Servette. Abbiamo sei punti ma dovevamo farlo, siamo più forti e abbiamo cambi. Tutte le squadre di Serie A sono più forti di queste due squadre. Lo Slavia è una squadra diversa, è una squadra che può giocare in Champions e sarà una grande difficoltà. Con Sheriff e Servette bisogna fare 12 punti”.

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Matic: “Il passato per me non esiste. Mou? Avrà per sempre la mia stima”

Il passato per me non esiste, non ci penso mai. Sono ancora affamato, voglio giocare tre o quattro anni“. Così Nemanja Matic in un’intervista ai microfoni di Prime Video.

La partita col Siviglia? Prima e durante la partita l’atmosfera era fantastica, molte persone mi hanno chiamato per avere i biglietti. Nonostante tutto è stata un’esperienza straordinaria“.  

Poi ancora su Mourinho: “E’ un grande allenatore e sono felice di aver giocato con lui in tre club diversi. E’ un allenatore fantastico e avrà sempre la mia stima“.

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Mourinho: “Male nel primo tempo, meglio dopo il pari, vittoria meritata. Sanches? Purtroppo è questo”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo Sheriff-Roma 1-2:

Che cosa ha capito di questa partita, guardando dall’alto?
“Non mi è piaciuto il primo tempo individualmente e collettivamente, troppo lento, senza aggressività, senza controllo del gioco, un 1-0 quasi di miracolo, perchè non abbiamo fatto niente per guadagnarlo. Dopo il pareggio mi è piaciuta la reazione, il gol, le altre occasioni e il controllo della partita. Ok senza grande aggressività o ambizione, con un bel controllo e abbiamo meritato la vittoria, che era la cosa più importante in un girone così”

Nel primo tempo Sanches e Aouar? Come sta Renato?
“No tutti e due hanno bisogno di giocare, di ritmo e intensità, Renato è questo purtroppo, che sta sempre a rischio, difficile da capire, al Bayern Monaco non hanno capito, al PSG uguale e noi facciamo fatica a capire, ha bisogno di giocare, nell’ultima partita ha giocato 45 minuti, ha recuperato, era super apposto per giocare oggi purtroppo ha sentito qualcosa. Aouar ha ritmo basso, lo chiamo ritmo della paura, ha giocato un’ora dopo l’infortunio muscolare, ha bisogno di giocare per recuperare”

A Torino Bove meriterà una maglia da titolare?
“Sono tutti titolari, non penso che Bove per questi trenta minuti meriti di più di una settimana fa, è un giocatore affidabile, che sappiamo cosa può fare, due anni fa era un ragazzino che doveva andare in prestito, oggi è un giocatore che mostra potenziale e fa chiedere anche a te se può essere titolare”

Lukaku? Se lo aspettava così presente e carico?
“Sì è un giocatore che ha bisogno di giocare con questa struttura fisica, ha bisogno di agilità, di fare partite. Ho fatto giocare lui, pensavo di cambiarlo prima, ma ne avevo solo uno a disposizione e abbiamo aspettato a 10 minuti finali. A Romelu Lukaku”.

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Esclusiva Retesport – Sorrentino: “Roma da Champions con Lukaku. Rui? Prende gol anche per colpa della difesa”

“Sono stato due-tre volte vicino alla maglia della Roma, peccato mi sarebbe piaciuto confrontarmi con quei campioni giallorossi.” Così Stefano Sorrentino, in esclusiva ai microfoni di Retesport. L’ex portiere di Chievo e Palermo, attuale commentatore Mediaset, ha parlato di Roma, Nazionale e non solo.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/retesport/episodes/Stefano-Sorrentino-a-Retesport-La-Roma-con-Lukaku–da-Champions-e297gjh

Quanto è importante in Italia, per una linea difensiva italiana, avere un portiere italiano?
“E’ molto importante la lingua in generale per la comunicazione in fase difensiva, ti agevola nel trovare l’amalgama giusta, certamente la comunicazione agevola anche il lavoro tattico e il rendimento sul campo”

Nel lavoro del portiere oggi, partendo dai bambini, c’è ancora cura al lavoro tra i pali o si guarda molto alla tecnica con i piedi?
“Io sono vecchia scuola, il portiere deve prima saper parare, oggi mi sembra che si stia andando all’esasperazione opposta, tra un po’ ci metteranno centrocampisti tra i pali. E’ sbagliato, perché prima di tutto i portieri devono dare solidità al reparto e alla squadra”

Rui Patricio? Cosa pensi del suo rendimento attuale?
“Non credo sia una questione d’età, tutti i giocatori hanno momenti positivi e momenti negativi. Chiaramente più cresci con l’età, più devi migliorare la qualità degli allenamenti, della vita per rimanere al top. Rui non gioca da solo, ha commesso un errore ma se subisce occasioni da gol facili, se non c’è filtro, fai fatica”

Vicario è pronto per la Nazionale?
“E’ pronto, mi piace tantissimo ma la maglia della nazionale pesa. Mi dispiace che si stia distruggendo mediaticamente Donnarumma, condivido la scelta di Spalletti di proseguire con lui, perchè la gara di stasera pesa”

La Roma dove può arrivare?
“Con l’arrivo di Lukaku la Roma è obbligata a lottare per un piazzamento Champions o Europa League”

Di Gregorio ti piace?
“E’ un buon portiere, è un ragazzo di qualità, sta lavorando molto bene a Monza, pochi rischi, credo possa essere un buon investimento”