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Mourinho: “Il punto meglio della sconfitta. Massa ci ha condizionati”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni DAZN dopo il pari nel derby:

Oggi c’è stato un livello agonistico importante. Che sapore ha questo punto?
“Un sapore di un punto. Quando giochi lo fai per vincere. Il punto è meglio della sconfitta”.

Oggi i cambi sono arrivati tardi.
“Hanno giocato i giocatori nelle migliori condizioni. I tre a centrocampo stavano in una buona condizione, Renato non ha giocato, Pellegrini non ha giocato insieme ad Aoaur. I tre giocatori potevano avere testa e cuore per giocare una gara di questo livello. I due quinti sapevo che sarebbe stato difficile giocare tutta la gara, ma praticamente lo avevano fatto. Dietro abbiamo solo quei giocatori, non ne abbiamo altri. L’arbitro ha avuto un criterio a senso unico contro di noi, abbiamo ricevuto due gialli in 20 minuti e poi siamo andati in difficoltà. Questo cambia tatticamente la situazione, a Karsdorp ho detto di non saltare mai su Marusic, altrimenti Mancini sarebbe rimasto da solo contro Pedro che è un fantastico giocatore ma poteva fare nuoto, si tuffa sempre. I ragazzi hanno fatto una buona partita, con personalità con tanta palla. Il gol è mancato, abbiamo avuto qualche opportunità anche con Bove e li potevamo fare meglio. Anche Rui ha fatto una parata straordinaria”.

Forse è mancata anche un po’ di brillantezza sulla trequarti. Dybala forse è un pochino più indietro.
“Questa è la sua qualità, ha fatto un bel lavoro per noi. Ha dato sicurezza alla squadra, potevo cambiarlo prima ma avevamo bisogno della sua qualità soprattutto contro la Lazio che ha tanta gente in panchina per fare cambi. Se lasciamo palla a loro e ci limitiamo a difendere sarebbe stato difficile. Oggi è un punto”.

Cosa ha detto a Sarri.
“E’ sempre molto simpatico con me, Abbiamo scherzato abbastanza prima della partite sulle parole che ci siamo detti durante la settimana. Ci siamo anche detti che ci vogliamo bene. Dopo la partita ci siamo detti che nessuno dei due piangerà o riderà”.

Un bilancio di questo inizio di campionato?
“Siamo a tre punti dal quarto posto. Per me il campionato è iniziato alla quarta. Le prime tre non erano campionato. Con tutto questo campionato siamo a 3 punti dalla Champions. Se avessimo iniziato alla quarta saremo in zona Champions. Dentro questo campionato abbiamo fatto una performance disastrosa contro il Genoa ma poi abbiamo fatto un campionato d’accordo con il nostro potenziale danneggiato però dal non avere Smalling, Pellegrini e Renato a mezzo servizio. In questo momento siamo in una posizione giusta con il lavoro che la squadra sta facendo. Possiamo migliorare e speriamo di essere più felici con questi giocatori che hanno questa storia clinica. Lavoriamo tutti forte per cercare di prevenirli. Renato ha fatto tre piccole partite. Vediamo se nelle prossime settimane può migliorare. Ci può dare tanto”

E’ soddisfatto quindi nono stante le critiche.
“Delle critiche no mmi interessa. Sono esigente con me stesso. Anche se avessimo vinto 5-0 non avrei dimenticato la partita di giovedì”

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Candela a Retesport: “Il derby partita speciale. Mourinho? Mi sarei aspettato il suo rinnovo per dare serenità al gruppo”

Vincent Candela ha parlato ai microfoni di Retesport alla vigilia del derby: “Difficile capire cosa sia successo ieri sera, la Roma ha nove punti in Europa League, non so se stavano pensando al derby, era una partita importante ieri sera, ma sicuramente ora come ora, il derby è più importante. Penso che qualche calciatore si sia un po’ risparmiato. Una sconfitta può accadere in Europa, dopo tre vittorie”

Che derby ti aspetti?
“Il derby è sempre stata una partita a parte, che è importante anche a livello emotivo per le sfide successive. Non puoi pensare al derby per pareggiarlo, non può bastare. Quando l’ho giocato io, le motivazioni erano automatiche, non serviva Capello e non dovrebbe servire Mourinho a motivare i giocatori. E’ veramente una gara particolare”

Mourinho?
“Che sia un vincente non lo scopro di certo io. Ero convinto che a Budapest la Roma potesse vincere, siamo andati vicinissimi ad un cambiamento, vincendo con la Champions League quest’anno sarebbe stata tutta un’altra cosa. Mi sarei aspettato un rinnovo di Mourinho, per dare un segnale importante. Ha portato lo stadio pieno, sicuramente ha i suoi difetti”

Rinnoveresti quindi il suo contratto di Mourinho?
Non lo so, dipende dal progetto sportivo. Due anni fa la Roma era costruita per vincere la Conference e lo ha fatto, lo scorso anno era tra le favorite per l’Europa League ed è arrivata in finale, ma in campionato poteva fare molto meglio. Chiaramente oggi vedo una Roma in difficoltà e probabilmente anche la sua situazione contrattuale potrebbe incidere, certamente è indubbia la professionalità del mister, come ha detto darà sempre tutto dal primo all’ultimo minuto che sarà qui nella capitale.

Bati o Lukaku?
“Lukaku è un giocatore fortissimo, fa reparto da solo, fisicamente è impressionante, è tornato protagonista con la nazionale. Spero che col tempo possa dare più di quanto ha dato Batistuta alla Roma. Certamente per quello che si è visto quest’anno è impressionante, ha poche occasioni ma fa sempre gol”

Tra e Totti chi è più forte al padel?
“Non ci sente nessuno? Nel nostro ranking sono un passo avanti al Capitano, a padel però, a calcio lui era un fenomeno e lo è ancora adesso”

Al derby ci sarà?
“Penso di sì”

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Mourinho: “Sconfitta meritata, quasi nessuno ha avuto un atteggiamento serio”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta con lo Slavia Praga:

Cosa è mancato?
“Tutto. Non voglio parlare tanto, nessuno deve farlo ed è una mia decisione. Non c’è molto più da dire di quello che dirò io. Risultato meritatissimo per loro in senso positivo e per noi in senso negativo. Non mi è piaciuto niente, ho già parlato con i giocatori nello spogliatoio e non lo faccio quasi mai subito dopo una partita perché c’è l’adrenalina della partita. Quello che ho detto loro rimane tra noi. Lo Slavia ha meritato al 100% di vincere”.

Cosa non ha funzionato?
“Niente. All’andata lo Slavia ha giocato in modo simile ad oggi e noi l’avevamo preparata così. L’assenza di Zalewski e l’inserimento di Belotti non devono essere delle scuse, abbiamo giocato malissimo. Non ha funzionato niente. Dal punto di vista individuale pochissimi hanno avuto l’atteggiamento giusto, molti non hanno avuto un atteggiamento corretto per una partita seria”.

Una sconfitta così complica la preparazione al derby?
“Sono cose isolate. Quando hai qualche giocatore in difficoltà cerchi di pensare un po’ alla prossima partita come abbiamo fatto con Cristante e Dybala, ma non significa che oggi non fosse importante. Abbiamo giocato in modo orribile nonostante la reazione positiva. Meritiamo il peso della sconfitta”.

Si aspettava queste difficoltà nel preparare la partita?
“Sì, mi aspettavo questa difficoltà. Abbiamo preparato la partita con i limiti che abbiamo come Cristante e Dybala fuori. Un solo giocatore mi è piaciuto per l’atteggiamento, Bove, era l’unico che non meritava di perdere. Tutti gli altri meritavano la sconfitta”.

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Belotti: “Mourinho ha ragione, è la partita della vita anche per noi”

Andrea Belotti ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima di Slavia Praga-Roma:

Ieri gli allenatori l’hanno definitiva la partita della vita, vale il primo posto aritmetico nel girone. Questa sfida che significato ha per te e per la squadra?
“Concordo con le parole del mister, è la partita della vita perché se portiamo a casa il bottino pieno arriviamo a qualificarci come primi ed evitiamo le due partite di spareggio. So che per noi è la partita della vita, come per gli avversari, e speriamo di fare una grande partita e portare a casa il risultato”.

Come ti trovi con Lukaku?
“Quando ho giocato con lui mi sono trovato bene, è un giocatore diverso da me. Ma sappiamo che quando andiamo in campo dobbiamo essere utili alla causa. Giocheremo in 11 più quelli che entreranno dalla panchina, c’è bisogno dell’aiuto di tutti, non solo del nostro”.

In stagione finora hai realizzato 5 gol e 2 assist, come valuti il tuo rendimento?
“Lascio parlare gli altri sulle valutazioni. So che devo fare bene, cercare di aiutare la squadra e voglio migliorare questo score già da questa sera”.

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Mourinho: “Sarri? Ha offeso lo Slavia, attendo una risposta della Lega. Domani poco turnover”

Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Slavia Praga-Roma:

Il tecnico dello Slavia ha detto che domani per loro sarà la partita della vita. Per voi?
“Per me la partita della vita è sempre la prossima, dal giorno in cui ho iniziato ad essere un allenatore professionista. Per questo siamo uguali con lui”

Si aspetta una partita più dura rispetto all’andata?
“Sì certo, a Roma abbiamo segnato al primo minuto, di solito questo crea le condizioni per fare una partita diversa, poi abbiamo segnato il 2-0 dopo 20 minuti e avevamo sotto controllo il match. Ma come dissi all’andata e lo ripeto oggi, lo Slavia è una squadra forte, organizzazione di qualità, allenatore di livello, c’è uno stadio bello qui, un ambiente sicuramente caldo. Noi siamo vicini alla qualificazione, loro non vicinissimi ma è una situazione privilegiata rispetto alle altre due formazioni. Sarà sicuramente una buona partita”

Conosce un po’ Praga, perchè giocò qui con il Chelsea e con il Porto, le piace questa città? Conosce giocatori della Repubblica Ceca?
“Purtroppo io conosco aeroporti, stadi, alberghi in tutto il mondo e in tutti i continenti, le città belle come Praga non le conosco benissimo perchè non ho avuto tanto tempo per visitarle. Tutti sappiamo la bellezza di questa città. Di giocatori ne conosco tanti, anche storici, anche io ho allenato giocatori cechi, uno su tutti ovviamente Cech uno dei migliori al mondo di sempre. Ma anche Jarusic e altri”

Sarri ha detto che siete qui per fare un’amichevole. Cosa vuole rispondere? Pagano giocherà dall’inizio?
“Riccardo domani partirà dalla panchina, è qua con voi perchè è anche parte della sua formazione ed evoluzione da giocatore. Tutti noi sappiamo che se la sua testa starà al posto giusto avrà una dimensione di un giocatore che sarà tante volte in conferenze stampa così. Sta giocando tantissimo, lo scorso anno giocava in Primavera, noi siamo super felici di lui, domani partirà dalla panchina. Su Sarri penso che se qualcuno si deve sentire offeso delle sue dichiarazioni è la gente dello Slavia, non io. E’ come se avesse detto che lo Slavia è una squadra senza qualità. Io rispetto sempre i miei avversari, ho detto già che sono un’ottima squadra. Magari chi fa la differenza nella storia tra allenatori che hanno vinto 26 titoli e altri che hanno vinto poco è questa mentalità, che ogni partita è seria da giocare, che non ci sono amichevoli. Della dichiarazioni di Sarri mi piacerebbe sentire anche la reazione della Lega di Serie A, perchè è stata una critica diretta e oggettiva, aspetto.”

Se la Roma vince domani, si risparmia 4 partite sostanzialmente, immagino sia uno stimolo per voi. C’è però anche il derby domenica, domani farà turnover?
“Faremo giocare tutti i giocatori che stanno in una condizione che permetta di fare due partite in tre giorni. Ci sono giocatori che stanno giocando sempre che sono in grado di farlo, come ad esempio i tre difensori che stanno giocando sempre, si sentono bene, giocano tutti e tre domani Mancini, Ndicka e Llorente. Svilar in porta, perchè è parte della sua evoluzione giocare il più possibile. Dopo faremo un altro cambio, ma di base giocheremo con la squadra più forte possibile”

E’ più facile arrivare in Champions attraverso il campionato o attraverso l’Europa League?
“Non lo so, cercheremo di farlo in entrambe le strade, cercheremo di fare il meglio possibile in campionato per arrivare nelle prime quattro, così anche cercheremo di fare un grande percorso europeo per il terzo anno, facendo le cose in maniera seria. Non lasceremo nulla, avremo sicuramente delle difficoltà, ma per me la prossima partita è sempre la più importante, ovviamente magari faremo degli aggiustamenti, proteggendo un giocatore che magari non è al top, ma dire che una competizione non mi interessa non sono capace di farlo”

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Mourinho sfida il palazzo. José punge anche la Roma: “Nessuno si lamenta, parlo solo io e non dovrei”

Non è stata una conferenza: è stato un crescendo di punture, un climax di strali. José Mourinho ha utilizzato la vigilia di Roma-Lecce, la partita in cui sarà riammesso in panchina, per ripartire all’attacco. Primo bersaglio, ancorché ultimo in ordine cronologico, è Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, che aveva reagito alle lamentele sul calendario accusandolo di cercare alibi per la sconfitta contro l’Inter.

Ecco le fiammate di Mourinho: “Nel calcio si cercano alibi dopo, quando si è perso. Io invece dicevo già prima che il calendario fosse penalizzante per la Roma. Purtroppo c’è gente che è arrivata nel calcio con il paracadute, con un bell’abito e una cravatta elegante, che è stata scelta per lo status o per la posizione politica senza avere alcuna esperienza del nostro mondo. Loro certe dinamiche non le conoscono o se le conoscono, peggio, fanno finta di non saperle. Ci sarà un motivo se all’Olimpico i tifosi della Roma, che non sono stupidi, fischiano sempre l’inno della Lega. Certe persone devono essere rispettate, ovviamente, ma le loro parole non meritano un commento: è come se io parlassi di fisica nucleare o di produzione cinematografica…”.

Come scrive il Corriere dello Sport, quest’ultimo riferimento è sembrato una frecciata ai Friedkin, ai quali ha riservato un capitolo ben delineato dell’analisi: “Il nostro club non tira fuori queste cose, non ne parla neanche a livello istituzionale, quindi sono sempre io a tirarle fuori anche se non dovrei”. L’abisso tra proprietà e allenatore è dunque ai massimi storici: già dopo la finale di Budapest, persa tra le polemiche con l’arbitro Taylor, Mourinho aveva chiesto una figura dirigenziale che potesse sostenere la linea politica della società. Non gli è stata concessa. Il rapporto insomma resta sul filo. (…)

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Interviste

Mourinho: “Dybala e Sanches disponibili. Soddisfatto della prova di Milano. Se ci mancano 5 titolari non ne abbiamo altri come le big”

Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Roma-Lecce. Ecco le sue dichiarazioni in conferenza stampa:

Questione infortunati. Dybala e Sanches?

“Tornano in squadra, non in condizioni ottimali. Secondo il dipartimento medico e i preparatori senza rischio. È quello che abbiamo bisogno di sentire”.

Che caratteristiche ha il Lecce?

“È una buona squadra, di contropiede. Sono molto veloci sulle fasce. Hanno soluzioni per cambiare durante la partita. Ha un allenatore bravo che sa organizzare la squadra per costruzione e in fase difensiva. Sta facendo un buon campionato, ha perso solo una partita con il Napoli”.

Le critiche su come ha giocato contro l’Inter? Cosa manca alla Roma per giocarsi le partite alla pari?

“Se mancano 5 titolari all’inter, al Milan, alla Fiorentina, alla Juventus e all’Atalanta ci sono altri 5 titolari per giocare, così a tutte le squadre di alta classifica. Quando mancano a noi, non ci sono altri titolari. Ti sei risposto”.

A proposito degli infortunati, bisogna rassegnarsi al fatto che 5 giocatori titolari non potranno mai esserci al 100% se non per brevi periodi?

“Una cosa è un giocatore infortunato, un’altra cosa è un giocatore con una storia clinica. Bale è stato il miglior giocatore del mondo per 4/5 anni ma la sua storia clinica non gli ha permesso di esserlo sempre ed è stato sostituito da altri per mantenere il livello alto. Io sono contento di aver certi giocatori alla Roma con una storia clinica quando ci stanno”.

Quante partite si aspettava dai giocatori con una certa storia clinica?

“Sono contento di averli perchè non posso avere altro. Con l’inter siamo stati in partita fino all’ultimo, con una punta di fortuna avremmo vinto, abbiamo avuto quello che ci aspettavamo. Sono stato triste per lo sforzo dei giocatori, che hanno giocato 2 giorni prima. Sono andato via soddisfatto. Abbiamo preso un gol che non si deve prendere. I ragazzi hanno fatto bene nonostante le limitazioni per freschezza e per gambe. Domani non abbiamo Paredes perchè è squalificato, abbiamo metà Dybala e un terzo di Renato Sanches. Cercheremo di vincere domani e avvicinarci di nuovo”.

Riguardo le fasce, abbiamo visto contro l’Inter Celik spostato sulla sinistra con El Shaarawy già in campo. Era una soluzione dettata sul momento o che potremo vedere anche in futuro?

“Cerchiamo di fare il meglio possibile per la squadra. Tutto è fatto per necessità e prendere il meglio della squadra”.

Il calendario porterà tante partite ravvicinate. Sente questa cosa come un problema o come un’opportunità? “Il numero di partite le sappiamo prima dell’inizio del campionato. Abbiamo il campionato, la coppa e l’Europa League. Ci sono squadre con più potenziale per fare tutto questo e altre che ne hanno meno e hanno difficoltà. Se avessimo 6 centrali, potremmo giocare anche ogni 3 giorni. Quando ne hai 4, che diventano 3, che diventano 2, diventa più difficile. Nel calcio penso che la parola alibi si usa più quando si perde. La parola alibi non si utilizza in anticipo. Noi parliamo del calendario dall’inizio del campionato, non lo abbiamo fatto per la prima volta dopo l’Inter. Capisco che nel calcio c’è tanta gente con il paracadute. Non è il loro mondo, non lo conoscono, vengono per status o politica. Per l’abito o la cravatta. Non è gente nata e cresciuti nel calcio. Queste persone vanno rispettate per lo status e basta. Non vale la pena commentare. È come se io parlassi di fisica atomica o di cinema. Sono dei paracadutisti arrivati e che sono qui. Non sanno cosa significare giocare dopo 3 giorni, non sono cosa è l’accumulazione oppure lo sanno e fanno finta di non sapere. Nella Lega Calcio c’è anche gente con una storia di calcio e che ha lavorato nel mondo del calcio con squadre che sa quali sono le difficoltà e sa cosa è la stanchezza. C’è gente che ha lavorato nell’organizzazione dei club. Potevano influenzare positivamente. Dopo ogni partita in Europa, siamo sempre la squadra che soffre di più. Se il nostro club non fa questa domanda pubblicamente, sono sempre io che devo parlare delle stesse cose e magari non dovrei farlo: per me l’alibi nella grammatica calcistica è qualcosa che si utilizza dopo. La prossima settimana succederà di nuovo ed è l’unico momento nel quale dici “sfortuna”. La Lazio gioca martedì, noi giovedì. Non possiamo giocare lunedì perché c’è la pausa e la partita dovrà essere domenica. Qui siamo stati sfortunati punto. La Lazio avrà un vantaggio ma non c’è niente da dire o commentare. Tutto quello che è successo fino ad oggi e che tornerà dopo, la Roma p veramente penalizzata. Fortunatamente per me mi sembra che i tifosi non sono degli scemi perché in ogni partita la musica della Lega è fischiata, ci sarà un motivo. Loro non sono scemi”.

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Totti: “Vorrei tornare alla Roma con Mourinho. Spalletti? Grande legame tra noi”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni de il Corriere della Sera. Una lunga intervista nel corso della quale ha riparlato del passato in giallorosso ma anche del suo futuro.

Ecco un estratto delle sue parole che vanno a lambire anche personaggi importanti come Mourinho e Spalletti:

Oggi vedi un numero dieci nel calcio mondiale?

«No, non esiste più. Si è estinto, quel ruolo. E infatti non trovo una squadra che mi entusiasmi. Ma ti ricordi il Real Madrid, il Barcellona, il Liverpool, l’Inter del triplete…».

Quali sono le doti che deve avere?

«Tecnica, ovviamente. Ma soprattutto la velocità di testa. Se tu capisci le cose prima degli altri, se vedi i movimenti dei compagni di squadra, se tocchi la palla una volta meno del necessario, tu hai già fatto il tuo, da numero dieci. Direi che questa è la caratteristica: vedere prima e fare prima. Io ero fortunato perché avevo Perrotta, Delvecchio, Di Francesco che sapevano e capivano come giocavo io e, a loro volta, sapevano dove avrei messo la palla. Lo sapevano prima, anche loro. Se uno ha talento, cioè anticipa il normale, tutta la squadra gira più veloce».

Chi era il più forte che hai incontrato?

«Per me, sentimentalmente, era Giannini. Mi piaceva perché era il capitano della Roma, era il mio type=’text/javascript’ idolo, giocava davanti alla difesa e sapeva guidare tutta la squadra. Volevo diventare come lui, da bambino. Tra quelli con cui ho giocato direi Zidane. Era completo, aveva tutto. Tutti forti, ma ognuno diverso. Prendi me e Del Piero. Uguali e opposti. Lui più veloce nel dribbling, calciava a giro. Io mettevo le palle di prima, senza pensarci, d’istinto. Ognuno aveva la sua dote che lo ha reso, anche nella memoria dei tifosi, unico. Unico perché irripetibile»

Con quali allenatori ti sei trovato meglio?

«Per primo Mazzone, che ricordo con grande affetto. Poi Zeman e il primo Spalletti. Lo devo dire. È la verità».

Spalletti. Ha dimostrato, di nuovo, di essere un grande allenatore. Vuoi dire qualcosa che chiuda la polemica tra voi?

«Se lo incontrassi lo saluterei con affetto, mi farebbe piacere. Credo che tra noi ci sia un profondo legame. Anche perché quello che abbiamo passato insieme, quando arrivò da Udine, è per me, nella mia vita, qualcosa di irripetibile. Sia in campo che nel quotidiano. Io uscivo una o due volte a settimana con lui a cena. Luciano era una persona piacevole, divertente, sincera. Nella fase finale il nostro rapporto è stato condizionato dall’esterno, specie dai dirigenti o consulenti della società, e non ci siamo più capiti. Anche io ho fatto degli errori, ci mancherebbe. Credo che tutti e due, se tornassimo indietro, non entreremmo più in conflitto»

Del calcio cosa ti manca?

«Tutto. Il ritiro, lo spogliatoio, la maglietta, la sala massaggi. Cavolate? No, erano la mia vita. Mi manca il bar e il caffè con i compagni di squadra, il viaggio in pullman da Trigoria allo stadio. Mi manca la routine che ha fatto la mia vita per decenni. Quando è finita le giornate si sono svuotate. Dopo mi sono sentito solo. Ma ci sta. Finiva una cosa che mi piaceva, che era la mia vita. Io però non pensavo che mi facesse così male smettere quella vita programmata, quella passione che nella mia mente avrei potuto continuare a vivere. Non ho accettato il distacco dal calcio».

E il modo in cui la Roma ti ha trattato?

«Io ho passato trent’anni nella Roma. Ho portato rispetto a tutti, rinunciato ad altri ingaggi senza farlo pesare. Ho detto no al Real e altri perché volevo quella maglia, solo quella maglia giallorossa che è stampata dentro di me. Il modo in cui è finita la mia storia con La Roma, sì, mi è dispiaciuto. La verità è che quando nel calcio non servi più non c’è più rispetto. Se Maldini, Del Piero, Baggio, io siamo fuori dal calcio significherà qualcosa, no?»

Mourinho ha detto che ti avrebbe voluto nella Roma. Ti piacerebbe?

«Certo che, con un ruolo definito, mi piacerebbe, per le ragioni che ho detto prima. E mi piacerebbe con Mourinho, è il numero uno, lo stimo molto. Mi dispiace non essere stato allenato da lui, nella mia carriera. Ma non voglio tornarci su. Non voglio chiedere. Alla Roma sanno che se hanno bisogno di me, per cose serie, mi fa piacere dare una mano. Altrimenti, amici come prima»

Cosa è stata per te la maglietta giallorossa?

«Tutto. Passione, amore, paura, divertimento, emozione. Era il mio sogno da bambino. La mia vita è stata fortunata. Devo solo onorarla e ringraziarla. Ci ho messo del mio. Ma non sempre basta».

Se tu incontrassi te stesso bambino, c’è un errore che gli diresti di non fare?

«No, gli errori servono. Ti fanno crescere, ti aiutano a non farli più. Io mi rimprovero lo sputo a Poulsen che, nonostante le immagini televisive, per me non è successo. Non posso immaginare di avere sputato a una persona, è la cosa più assurda e più lontana dal mio modo di intendere il calcio e la vita».

Ti ricordi una gigantesca litigata nello spogliatoio?

«Una volta un litigio tra Panucci e Spalletti. Due tipi che prendono fuoco facilmente. Cominciano a discutere nel campo, poi appena finita la partita tutti a correre per evitare che si menino. Si sono affrontati nello spogliatoio e per separarli si è messo in mezzo Bruno Conti, che è piccolo piccolo. A Bruno, nel trambusto, è andata di traverso una crostatina che stava mangiando. Manca poco muore».

Cosa speri per il tuo futuro?

«Il mio sogno è di realizzare un altro sogno. Prima ne avevo uno, e sono riuscito a trasformarlo in realtà. Vorrei averne un altro, lo sto cercando. Ora vorrei solo vivere la vita con più serenità e tranquillità, dopo tutti i problemi che ci sono stati».

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Mourinho: “Dispiace per i ragazzi, hanno fatto uno sforzo grande”

Mourinho ha parlato ai microfoni di ROMATV+ dopo la sconfitta contro l’Inter:

“Mi dispiace per i ragazzi, per il risultato. Hanno fatto uno sforzo grande, gol evitabile. Per questo mi dispiace. Contento con il concetto di squadra in difficoltà, con metà squadra e venire qui senza metà squadra con un regalo della lega abbiamo giocato giovedì e oggi.”

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Pinto: “Non capisco perchè si gioca di domenica e non di lunedì”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Inter-Roma:

“Le partite valgono sempre tre punti, è una gara difficile, contro una squadra finalista di Champions, stanno facendo bene, grande squadra, grande allenatore ma noi siamo venuti qui per fare la nostra prestazione. Lukaku? E’ una partita uguale alle altre, non ha avuto tanto tempo per pensare a questa sfida, ha segnato giovedì, non capirò mai da portoghese come mai non giochiamo lunedì visto che abbiamo giocato giovedì, ma lui è un grande professionista ed è pronto. Loro hanno i dirigenti più bravi e più esperti d’Italia, non commento la loro strategia comunicativa, noi facciamo quello che pensiamo sia giusto e loro ugualmente”