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Mourinho: “Mi aspetto giustizia dalla Procura, mai offeso Marcenaro. Rinnovo? Parlo con Friedkin ma non di questo”

Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Fiorentina:

“Buona settimana, intensa, non possiamo farla sempre. Smalling nessuna novità, Marash Kumbulla sta lavorando con noi, sta aumentando i carichi, e potrà darci una mano, magari dieci minuti se non per il Napoli per quella dopo. Sanches e Pellegrini hanno messo nuova intensità nelle gambe. In generale abbiamo lavorato bene sui nostri principi di gioco, una buona settimana”

Fiorentina?
“Avversario di grande qualità, tanti giocatori forti, una rosa forte, hanno battuto il Parma con tante riserve, giocano per i nostri obiettivi. Sarà una partita difficile”

L’incontro con la Procura Federale?
“Dalla giustizia sportiva mi aspetto giustizia, non è stato un problema per me, la mia vita qui a Roma è il lavoro, mi sono presentato spontaneamente, ero felice anche perchè il Procuratore Chinè mi ha dato la possibilità con tutta naturalezza di dire esattamente la verità. Non ho mai offeso l’arbitro, non ho mai messo in dubbio la qualità di Marcenaro, mai. Ho usato un’espressione normale, la utilizzo anche quando parlo di me stesso, riguardo al lavoro e la vita sociale, è stata interpretata e capita male. Durante la partita ha dimostrato di avere capacità di fare quella partita e dopo l’ho detto. Sinceramente non riesco a trovare nessun tipo di problema. Ho espresso questo al Procuratore federale, mi aspetto giustizia. Berardi? E’ un problema del Sassuolo, di personalità, perchè quando mi hanno trovato lì prima e dopo la partita perchè non mi hanno detto niente? Perchè mi salutano con cordialità e sorrisi grandi e il giorno dopo dicono alla stampa che non sono contenti delle mie dichiarazioni, se io non sono contento con un avversario glielo vado a dire. Mi sorprende. Ho il diritto e il dovere di difendere il calcio da allenatore con più di 20 anni di carriera, ci sono delle cose sul terreno di gioco che non possono succedere e invece succedono spesso”

Pinto l’ha difesa strenuamente. Quanto le ha fatto piacere questa difesa? Può essere un segnale anche per il futuro?
“Quando Tiago parla è la Roma, non parla individualmente. In quel momento lì ho sentito la loro vicinanza, mi aspetto sostegno quando non sbaglio, ovviamente non il contrario. Mi ha fatto piacere che la società abbia detto ‘noi siamo qui con te’, mi hanno dato equilibrio emozionale”

Le hanno contestato la battuta sull’ammonizione che avrebbe preso Mancini?
“Non posso parlare di quello che è successo, sono andato con Pinto e l’avvocato Conte, abbiamo trovato il procuratore federale Chinè e abbiamo parlato. Non voglio aggiungere altro”

Aureliano, Maresca e Rapuano per Roma-Fiorentina, hanno avuto diversi problemi con lei e la Roma. Si sente tranquillo?
“Io penso che noi allenatori non dobbiamo parlare degli arbitri prima della partita, ho fatto questa riflessione che ho fatto da solo, una riflessione che ho fatto con Chinè, prima della partita non dobbiamo parlare degli arbitri. Dopo possiamo essere meno o più felici, criticare più o meno, ma dobbiamo lasciarli tranquilli prima della partita”

Se le presentassero il rinnovo di contratto lo firmerebbe?
“E’ una domanda ipotetica perchè non è successo, non mi piacciono i se. Se quel sostegno e vicinanza mi ha fatto piacere? Certo, perchè io do tutto per la Roma e anche se sbaglio mi piace che mi riconoscano questa vicinanza. Con la proprietà parlo ogni giorno, oggi c’era Ryan, non abbiamo parlato ancora del rinnovo”

Sanches e Pellegrini come stanno?
“Abbiamo bisogno di tutti, la nostra rosa senza infortuni e con una buona condizione è una rosa forte, che mi dà diverse opzioni, che mi permette di aiutare la squadra con diverse soluzioni dalla panchina. A centrocampo le opzioni sono tante, Bove è cresciuto non è più il ragazzino che gioca 10 minuti, abbiamo opzioni per cui se non c’è Renato o Lorenzo, oppure Paredes squalificato, non ci sono drammi perchè troviamo sempre soluzioni. Avere tutti disponibili lì è importante, domani abbiamo Pellegrini, Aouar, Cristante, Bove, Paredes e Renato che è migliorato questa settimana. Gli manca ancora qualcosina per arrivare ad un’intensità massimale, Lorenzo ha fatto una settimana di lavoro ottima. Abbiamo tante partite importanti, poi a gennaio ci sarà anche la Coppa Italia, abbiamo bisogno di tutti. La nostra chiara difficoltà è in difesa con i centrali, con Ndicka che partirà sarà ancora più difficile”

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Mourinho: “Vittoria dei giocatori e romanisti. Ringrazio Friedkin e Pinto per il sostegno”

Josè Mourinho così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sul Sassuolo:

Che sensazioni le lascia questa partita?
“È la vittoria dei giocatori e dei romanisti che sono venuti fin qua. Ringrazio Pinto e la proprietà che nelle ultime 24 ore mi hanno dato sostegno e stabilità emotiva che serve per svolgere questo lavoro, mi hanno dato fiducia. Vittoria importante, sofferta, lottato e meritata. Anche quando eravamo sotto 1-0 siamo stati la squadra migliore. Sono molto felice per i giocatori e per tutti i nostri tifosi. Voglio dedicare una parola a Foti, che ha lavorato moltissimo per questa vittoria, la dedico a lui. Sto parlando in portoghese perché il mio italiano non è sufficientemente forbito e forte per esprimere determinati concetti. Quando ho parlato di stabilità emotiva (in riferimento alla conferenza stampa alla vigilia del match sull’arbitro Marcenaro, ndr), ho parlato di una qualità che nella vita e nel calcio è necessaria per poter rendere ai massimi livelli. Riguardo alla situazione che ha destato un po’ di malumore ai tifosi e allo staff del Sassuolo quando non abbiamo restituito il pallone, mi sono avvicinato a Dionisi e gli ho detto che per ricevere fair play è necessario darlo e nel Sassuolo c’è un giocatore in particolare che è carente in questo”.

(In portoghese, traduzione fornita dal traduttore del club giallorosso, ndr)

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Mourinho: “Temo il Sassuolo e l’arbitro. Siamo da 4-5° posto senza infortuni. Mercato? Difficile ma se ci fosse una finestrina…”

La conferenza stampa di Mourinho alla vigilia di Sassuolo-Roma:

“Nello sport individuale sei tu da solo, sei tu e le tue capacità, le tue responsabilità, c’è bisogno di coraggio, serve personalità, bisogna stare lì dal primo all’ultimo e per questo mi piacciono molti sport individuali, soprattutto il tennis, quando perdi non puoi guardarti intorno, a dare la colpa intorno, ma devi parlare solo di te. E’ un esempio per gli sport collettivi che riporto anche nel mio ruolo. Se qualcuno pensa che io farò i nomi dei giocatori a cui mi riferivo l’altra sera, perde tempo. Internamente sì, ho avuto una buona comunicazione con i calciatori anche oggi. Quanto è positivo il rapporto con una persona, tanto è più facile dirgli una cosa brutta. Quando c’è empatia e amore è più facile dire certe cose. Ho detto quello che pensavo a questi ragazzi e adesso siamo tutti insieme per andare a Reggio Emilia e prenderci il risultato. E’ una partita che per diversi motivi non mi fa stare confortato”

Insidie del Sassuolo?
“La prima è il Sassuolo, ottima squadra, bravo allenatore, gran progetto per quello che fanno. Giocano 38-40 partite a stagione, arriveranno al top perchè si preparano da una partita, mi preoccupa la loro qualità e le difficoltà che ci hanno sempre opposto. Mi preoccupa Marcenaro, lo abbiamo avuto come 4° Uomo e non ha la stabilità emotiva per gestire l’importanza di questa partita che vale tanto, visto che siamo a tre punti dalla Champions. Non mi lascia tranquillo neanche il VAR perchè abbiamo avuto tanta sfortuna anche con lui. Berardi che è un calciatore assolutamente fantastico, che amo per come gioca, ma deve avere più rispetto per il gioco, per gli avversari, per le sceneggiate che fa spesso per prendere ammonizioni ed espulsioni. Lo amo e lo odio per i suoi atteggiamenti, se fosse un mio calciatore avrei tanti problemi con lui”

Ha avuto sempre buone reazioni dalla squadra dopo certe affermazioni. Come si porta la squadra al livello successivo? E’ solo un problema di qualità dei giocatori in senso complessivo?
“Ho detto ai giocatori oggi che se vogliamo avere l’ambizione di volere di più è questo tipo di profilo qui che ti fa stare sempre in una zona di conforto, che a qualcuno piace mentre a me no. Mi darebbe più adrenalina e emozione allenare una squadra che gioca per salvarsi, stare lì con l’adrenalina del punto che pesa, rispetto a chi sta sempre a metà classifica. Ci sono allenatori bravi che sanno far giocare bene le squadra ma in realtà non competitive. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo alzare il tono, avere meno superficialità, è sufficiente questo. Ho vinto il campionato con il Real con 100 punti e uno perso con 93, ogni fine settimana vincevamo noi e vincevano loro, se pareggiavi una volta era un dramma, è duro dover vincere ogni partita, servono gli attributi di tutti. Noi non abbiamo il potenziale per vincere tutte le partite, non abbiamo il potenziale per poter competere con Juve e Inter per lo Scudetto, ma di giocarcela con le altre per il 4-5 posto. Ho detto loro che si può migliorare questa situazione anche con il lavoro di campo, ma è dura perchè non c’è mai tempo. Speriamo che riusciremo a migliorare questa situazione, poi giocheremo in casa con la Fiorentina e avremo una settimana di lavoro finalmente”

Karsdorp un anno fa era un traditore, oggi è tornato titolare, vuol dire che lei sa dare diverse occasioni per riscattarsi? Si aspetta questo anche da altri?
“Possiamo parlare di Karsdorp, visto che mi sono riferito a giocatori che a volte entrano dalla panchina e non fanno il loro, è successo con Karsdorp. Eravamo al limite del divorzio, poi piano piano è tornato in gruppo, si è ripreso il posto, capisco che Ricky è Ricky, ha i suoi punti di forza e qualche debolezza, domani gioca, è fresco, mi aspetto che vada benissimo. Parlare della panchina,  è anche dire che la panchina contro l’Udinese ha vinto la partita, la panchina di Ginevra non ha cambiato niente, ma non abbiamo pareggiato per loro, ma per tutti noi, anche per qualche errore mio, forse ho scelto una squadra che non aveva la compattezza sufficiente. Potevamo anche stare 3-0 all’intervallo e non staremmo oggi parlando di questo”

Qual è il potenziale che secondo Mourinho oggi alla Roma? Serve qualcosa a gennaio?
“In condizioni ideali mi piacerebbe avere più opzioni e più qualità, ma non voglio essere interpretato negativamente, conosco perfettamente la nostra situazione. Siamo sottovalutati come allenatore, squadra, staff tecnico, club e proprietà perchè siamo riusciti a stare lì nella lotta con squadre che hanno altro tipo di potenziale. La mia squadra senza infortuni può lottare. Senza Smalling una partita è dura, senza 3 mesi? Se non rientra a fine dicembre, ha saltato 68 allenamenti e se torna ad allenarsi il 1 gennaio, avrà bisogno di altre settimane per lavorare e recuperare il suo livello. Quando vedete Kumbulla in campo per 15 minuti, fa riscaldamento, poi passaggi etc e dopo è fuori. Kumbulla e Smalling stanno fuori, Ndicka che è venuto qui grazie ad un’ottima operazione di Tiago, ma mi ricordo le sue parole: ‘E’ perfetto all’inizio per la panchina e crescere con te”‘ è diventato titolare per necessità. Abbiamo Cristante ma è adattato. Ormai sono andato in un’altra direzione mentale, ogni partita e ogni settimana ho questi? Andiamo con questi, proviamo a fare con questi, senza lamentarsi ogni secondo, sono molto più positivo di prima. Ndicka a gennaio va in Coppa d’Africa, domani con Marcenaro Mancini prende un giallo al 10’ con Berardi e salterà la Fiorentina, ma andiamo avanti…”

Internamente le è stato proposto qualcosa sul mercato oppure sa già che non si potrà far nulla e la Roma rimarrà con due centrali a gennaio?
“La situazione è complessa, con il FFP esiste anche il rischio che chi prendi non può giocare in Europa o devi metter fuori qualcun altro. E’ una situazione che la proprietà e il direttore gestiscono a livello economico, se mi arriva una finestrina aperta per fare qualcosa sarò contento di poter dare una mano e trovare una soluzione, altrimenti andremo avanti con quello che abbiamo. Prima di terminare fammi dire che con un mio amico allenatore ieri mi ha detto: “Chi è sfortunato con la Roma seconda nel girone di Europa League è la squadra di Champions che vi affronterà”.

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Mourinho infuriato: “Troppa superficialità di alcuni calciatori. Play-off? Non è un dramma”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di Sky Sport dopo il pari col Servette:

Il rammarico delle 3 occasioni mancate.
“Occasioni mancate importanti, così come l’inizio del secondo tempo. È una cosa che succede spesso, è un peccato che non ci sia una telecamera nello spogliatoio perché io martello sempre i giocatori su questa situazione. È logico che nel secondo tempo il Servette avrebbe giocato così, noi siamo stati superficiali nell’interpretare questi momenti della partita. Alcuni giocatori hanno perso un’opportunità”.

Aouar?
“No, parlo di giocatori in generale. Ci sono anche alcuni che sono partiti dalla panchina, sembra che alcuni nelle trasferte europee non sembrano abituati a stare in panchina e dopo quando entrano hanno un atteggiamento con cui non migliorano la squadra. Non sarà un dramma giocare il playoff, ma sarà difficile. Sarà comunque una motivazione giocare contro una squadra che viene dalla Champions. Non faccio dei playoff un dramma, è più drammatico il fatto che alcuni giocatori hanno perso un’opportunità e che abbiamo ripetuto nuovamente un approccio sbagliato nel secondo tempo”.

La crescita a livello di mentalità?
“Non capisco, ho giocato 150 partite di Champions. La mia motivazione è altissima in queste partite. C’è gente che non ha grande storia europea e gioca queste partite in modo superficiale. Sono sempre gli stessi, è gente che è sempre lì e si concentra per 90 minuti, mentre altri la interpretano in modo superficiale”.

Senza Cristante a centrocampo la Roma perde stabilità.
“Certamente, ma c’è un solo un Cristante. Se ne avessi 3/4 giocherebbero tutti. È un grande esempio, gioca con una concentrazione altissima e non è superficiale. Anche Paredes ha fatto una partita seria. Poi c’è gente che si sente confortato dalla superficialità e si riflette nei risultati della squadra”.

Qualcuno pagherà?
“Non bisogna pagare. Guardiola può far pagare ai giocatori, può cambiare uno che fa male e metterne un altro in campo. Da noi non c’è spazio per questo. Io possono continuare a martellare e a lavorare ogni giorno. Gruppo fantastico con gente buona e seria, ma è un po’ nel Dna questa cosa. In casa abbiamo una mentalità, fuori casa un’altra. Avremmo comunque potuto vincere la partita nonostante queste difficoltà”.

Quanto possono essere importanti i leader per i ragazzi che hanno queste difficoltà?
“Bergomi sa perfettamente di cosa parlo, conosce il profilo di giocatori. Abbiamo anche gente superficiale però, poca responsabilità nel dire ‘mister sono qua e voglio giocare’. Hanno perso un po’ la voce. Se qualcuno mi tocca la porta dell’ufficio e mi dice ‘voglio giocare di più’… come puoi farlo? Puoi giocare quando gli altri sono morti… la gente che risponde è sempre la stessa gente…”.

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Pinto: “Smalling? Non c’è una data di rientro. Lukaku? Abbiamo tempo per lavorare…”

Avete iniziato a corteggiare Lukaku per restare?
“Lo abbiamo corteggiato tanto altrimenti non sarebbe arrivato qui (ride ndr). E’ presto per parlare di queste cose qui, poi ne parleremo, ce lo godiamo finchè sarà qui. Vi invito a non fare quello che avete fatto con Dybala, che una settimana dopo che aveva firmato già parlavate di futuro, contratti e cessioni e Paulo è qui, di Lukaku abbiamo tempo per parlarne”

La differenza di incassi tra Champions ed Europa League? E’ invidioso?
“Sappiamo che la Champions porta economicamente altri fondi, è un obiettivo di tutte le squadre, noi stiamo cercando di fare il nostro meglio per tornarci attraverso il campionato e nel frattempo fare bene anche in Europa League”

Llorente ha detto che dovete migliorare fuori casa. E’ una questione di mentalità?
“Sì il mister ne ha parlato, come Diego. Noi nel 2023 non siamo riusciti a mantenere il nostro livello a volte in trasferta, ma se mettiamo insieme tanti numeri come quelli di quest’anno e lo scorso anno, i numeri vanno interpretati ad esempio i pareggi di Leverkusen e Sociedad che sono valsi la qualificazione. Possiamo migliorare ma sono convinto che faremo meglio anche in trasferta”

Per voi quanto è complicato arrivare primi?
“Ovviamente oggi dobbiamo vincere la partita e aspettare cosa succede a Praga, poi vedremo all’ultima sfida se si deciderà tutto lì. Anche nel primo anno in Conference abbiamo centrato il primo posto alla fine e sono fiducioso possa accadere anche quest’anno”

Poche alternative in difesa, è preoccupato per il futuro?
“Eh sì, su questo aspetto non possiamo nasconderci. Abbiamo avuto due infortuni lunghi con due difensori centrali, Kristensen ci potrebbe aiutare lì ma in Europa non può giocare, Marash e Chris speriamo rientrino nelle prossime settimane, ma non possiamo nasconderci i tre centrali hanno giocato sempre e rischiano infortuni. Per fortuna c’è Cristante che gioca sempre e ci potrà dare una mano”

Smalling c’è una data?
“Non c’è una data, stiamo cercando di capire come migliorare la sua condizione, ma ci sono delle cose che deve decidere lui, sulla sua salute, stiamo cercando di sistemare questo problema tutti insieme”.

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Llorente: “In trasferta dobbiamo migliorare la mentalità”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Diego Llorente alla vigilia di Servette-Roma:

Solo 4 vittorie in trasferta nel 2023. Come mai?
“Sì sappiamo che dobbiamo migliorare fuori casa, stiamo lavorando per questo, penso che a volte sia un problema di mentalità e se miglioriamo su questo penso che siamo competitivi”

Ti aspettavi di giocare così tante partite da centrale della difesa?
“No ogni stagione non mi aspetto nulla, do il massimo di me stesso e cerco di migliorare”

Cosa è accaduto a Praga?
“Per me Praga è il passato, è la peggiore della stagione, stiamo lavorando su questo, ma ora pensiamo a domani, sarà una partita diversa e altrettanto difficile, ma dobbiamo pensare alla gara di domani”

Punti all’Europeo con la Spagna?
“Lavoro per aiutare la Roma, per vincere e giocare in Serie A, poi chiaramente un pensiero ad un ritorno in Nazionale c’è e spero di poterci tornare”

Mancini-Llorente-Ndicka, giocate sempre voi tre, vi da compattezza il fatto di giocare sempre insieme?
“Ovviamente sì, all’inizio della stagione con Evan che era nuovo, era tutto più difficile, ma giorno dopo giorno l’intesa è cresciuta, penso che adesso siamo un reparto migliore ma possiamo sempre crescere in questo senso”

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Mourinho: “Grande reazione, ma era facile da chiudere prima. Panchina eccellente stasera”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-1 contro l’Udinese:

Che vittoria è? Si aspettava un secondo tempo più tranquillo?
“Colpa nostra, era una partita facile da chiudere. Non lo abbiamo fatto e abbiamo aperto la porta alla reazione dell’Udinese. La nostra reazione è stata fortissima, in panchina avevo giocatori per cambiare la partita e non ho scelto male. I ragazzi in campo mi hanno dato una risposta forte. Sembra che ci piaccia attaccare verso la porta sotto la Sud e che vogliamo battere il record di gol negli ultimi minuti, ma qualche volta si possono perdere punti in questo tipo di partite. Quando l’avversario è in difficoltà devi finirlo e non l’abbiamo fatto”.

La sua esultanza con il raccattapalle?
“Ho esultato per il gol che ha chiuso la partita. Con i cambi abbiamo perso organizzazione su palla inattiva e solidità difensiva. Quando segni all’85’ mancano ancora 10 minuti di giocare, quindi non avevo grandi sicurezze dalla difesa. Avremmo potuto chiudere la partita con il terzo gol oppure avremmo sofferto. Dopo il 3-1 mi sono rilassato, era un bambino per fortuna e non un poliziotto (ride, ndr)”.

Avete provato a fare la partita anche nel finale.
“Abbiamo lavorato sulla transizione, l’Udinese ha più gamba di noi ed è più veloce. La soluzione quindi era non perdere il pallone e l’abbiamo fatto bene. Dopo il gol dell’1-0 avremmo dovuto chiudere la partita perché l’avversario era fragile”.

Lukaku-Dybala-Azmoun può essere una soluzione dall’inizio?
“È un po’ sbilanciata solo perché la natura di Dybala e Azmoun non è basata sulla disciplina e sull’organizzazione difensiva. Con loro due puoi perdere equilibrio. Amo Azmoun, ma gli manca qualcosina per essere un giocatore alla Mourinho in fase difensiva. Ha qualità pazzesche. Oggi buona panchina, c’erano anche Belotti e Aouar”.


Mourinho in conferenza stampa

Una squadra fisica come l’Udinese si batte con la qualità. È la chiave della serata?
“È la chiave positiva, poi la chiave negativa è che hai il controllo della partita e devi approfittare della difficoltà dell’avversario dopo il primo gol, ma non l’abbiamo fatto e l’Udinese è rientrata in partita. I friulani sono forti quando perdi i palloni, nel primo tempo non abbiamo perso molti palloni, i quinti hanno fatto bene. È mancata quell’ambizione, per fortuna poi nella ripresa abbiamo avuto una grandissima reazione, la panchina era ricca di soluzione. Tante volte piango perché non ho soluzioni, oggi devo dire che era una panchina ricca. Ho fatto dei cambi, la squadra ha risposto molto bene. Nel secondo gol c’è tanta qualità, ma anche poca organizzazione. Dico sempre che il calcio caotico crea problemi all’avversario, ma anche a livello tecnico. Abbiamo fatto i cambi e trovato stabilità per 10 minuti, è una vittoria importante e se non avessimo vinto sarebbe stato molto frustrante. Per noi è fondamentale perché squadre vicino a noi hanno perso punti e se non sbaglio l’Italia sta pure vincendo la Coppa Davis, complimenti”.

Pellegrini? La qualità dalla panchina dà tante soluzioni, potrebbe essere qualche type=’text/javascript’ idea?
“Mi dispiace tantissimo che Kristensen e Azmoun non possono giocare in Europa League perché in Europa c’è spazio per provare e per fare cose diverse dalla Serie A. Per Azmoun non c’è tanto spazio per giocare titolare quando ci sono Dybala e Lukaku, è dura. Ma oggi avevo tante soluzioni, l’unica debolezza era dietro perché siamo pochi. Ma quando siamo tutti o quasi tutti abbiamo la possibilità di fare quello che abbiamo fatto oggi, mi sono sentito a mio agio nella difficoltà di poter cambiare la squadra”.

Come mai non si riesce a chiudere definitivamente una partita?
“Siamo noi con le nostre qualità e i nostri difetti. Magari abbiamo il coraggio, l’atteggiamento, la capacità di assumere rischi e di ribaltare tante partite come abbiamo fatto in questi due anni e mezzo. È una qualità legata anche ai tifosi. Ho allenato 6-7 squadre e quando la squadra è in difficoltà i tifosi vanno a casa o fischiano, mentre qui la gente non va a casa e ti sostiene. Questo crea un clima negli ultimi 10-15 minuti che aiuta la squadra a fare quello che fa spesso. Oggi lo abbiamo fatto di nuovo prendendo due punti extra molto importanti”.

Prima del gol di Mancini, il difensore è venuto da lei. Gli ha detto qualcosa?
“È venuto da me perché aveva bisogno di antidolorifici. Aveva un dolore e lui conosce il suo corpo, non è muscolare ma tendine, non è adduttore ma tendine. Mancini gioca anche con una gamba sola fino alla fine, ha anche segnato e gli ho detto solo di restare lì”.

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Roma-Udinese, domani la conferenza stampa di Mourinho

Josè Mourinho tornerà a parlare. Dopo l’intervista ai microfoni della RAI, domani alle 12.30 a Trigoria sarà nuovamente protagonista in conferenza stampa alla vigilia del match casalingo contro l’Udinese.

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Tare: “Tifoseria della Roma pazzesca, ma mai bella come quella laziale”

“La Roma ha una storia importante e una tifoseria pazzesca, ma mai bella come quella laziale. La nostra coreografia nell’ultimo derby era emozionante”. Così Igli Tare, in uno stralcio della lunga intervista concessa al Corriere dello Sport.

Mourinho alla Roma te lo saresti mai aspettato?
“Del calcio non mi sorprende più niente e nessuno. Mourinho è un bene, il numero uno della comunicazione mondiale. Nessuno sa gestire i momenti, le situazioni di calcio, come lui”.

Mou e Allegri sono criticatissimi per la qualità del gioco che esprimono.
“La loro storia è inattaccabile, parlano i risultati. Contano i primi posti, dei secondi non si ricorda mai nessuno”.

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Totti: “Roma da quarto posto, spero che Mou resti”

Francesco Totti, ospite della prima puntata della BOBO TV su Radio Serie A (RDS), ha parlato così del momento della Roma:

Vincendo con la Lazio andavi quarto. Gli attaccanti della Roma non hanno tirato in porta, solo Karsdorp nei primi 5 minuti. La Roma è attrezzata per giocare meglio ed è strutturata per arrivare nelle prime quattro, dopo tantissimi anni è il momento di tornare in Champions – le parole dell’ex capitano giallorosso – Gennaio? Acquisti mirati e importanti, giocatori da grandi club, se si amalgamassero tutti si potrebbe arrivare tra le prime 4. Qualcosa in corsa bisogna cambiare, ma da quello che so io si farà fatica a comprare a gennaio. Devi conoscere la squadra, ci vuole tempo ed è finito l’anno”.

L’ex 10 poi ha parlato anche di Mourinho: “Uno dei più grandi al mondo, statisticamente insieme ad Ancelotti è quello che ha vinto più titoli, chapeau. In due anni ha fatto due finali vincendo la Conference, ma nella storia della Roma in Europa non avevi mai fatto due finali consecutive, in 25 anni che ci sono stato io mai. Solo per questo Mourinho va elogiato, si sa Roma che ambiente è, io da tifoso lo ringrazierò a vita. Poi se quest’anno si arriva in Champions… secondo me i grandi allenatori devono stare in grandi squadre e Mourinho deve stare nella Roma. Se rimane sono contento, se va via spero ne venga un altro all’altezza”.

“All’inizio è un po’ così, poi quando scendono dalla Champions diventa un’altra competizione – ha aggiunto parlando dell’Europa League -. Il campo è sempre diverso da quello che sembra prima della partita. Mi prenderanno per matto ma preferisco fare 10 finali e perderle tutte piuttosto che non farle mai, le emozioni le può capire solo chi ha giocato a calcio. Intanto arrivaci, poi se la perdo tanto di cappello”.

“Mourinho sono due anni che fa fare quasi 70 mila persone, anche in amichevole. Quando c’è lui è sold out, ci sarà un motivo no? Dybala è il fulcro della squadra, quello che fa la giocata. Insieme alla forza di Lukaku esce fuori un binomio top che tutti vorrebbero in Serie A – ha continuato – Dybala-Lukaku per me è la coppia perfetta e speriamo ce lo facciano vedere prima possibile. Per Dybala dipende dai problemi fisici, Lukaku invece la butta dentro”.