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Carboni a Retesport: “Guedes è un diamante grezzo. Diversi fattori lo spingono verso la Roma”

Amedeo Carboni, ex terzino della Roma e del Valencia, è intervenuto ai microfoni di Retesport per parlare di Guedes:

Conosci bene il Valencia, Guedes alla Roma, è un’operazione che chiuderesti?
“Ha avuto alti e bassi per via degli infortuni, ma ha doti non comuni. E’ un diamante grezzo, come lo era Cancelo, se trova continuità può diventare devastante”

Ruolo?
“Gioca a sinistra, sul fronte offensivo, ma sa spaziare anche a destra, calcia molto bene, ha qualità, punta l’uomo, ha caratteristiche importanti. Se arrivasse a Roma avrebbe bisogno di partire bene per adattarsi subito ad una piazza importante come quella giallorossa”

Qual è la situazione economica del Valencia? Hanno necessità reale di cedere Guedes?
“Ci sono diversi fattori che a mio giudizio lo potrebbero avvicinare alla Roma: per Gattuso può andare via, piace molto a Mourinho, il Valencia ha bisogno di soldi e aggiungerei che Mendes è l’agente del calciatore e sappiamo che legame abbia con la Roma e con Mou. Penso questi elementi spingano il calciatore verso la capitale. Le difficoltà del Valencia? In realtà hanno un proprietario ricco, ma hanno pensato di fare solo business e nella nostra dimensione, ai tifosi non piace. Se non vai in Champions e non investi, la squadra perde posizioni e diventa complicato recuperare in classifica. Loro vorrebbero guadagnare con la vendita dei giocatori, ma una città intera in questo momento è arrabbiata contro la proprietà, stanno contestando il presidente da mesi”

Su Mourinho e la vittoria della Conference?
“E’ un grande personaggio, ha vinto al primo anno a Roma, sappiamo che tipo di difficoltà ci sia nella capitale, ha vinto la Conference, un trofeo europeo, è importante per la città, per la squadra, per la società, quarti-semifinali e finale sono state più complesse e di livello in Conference piuttosto che in Europa League”

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Interviste

Mourinho: “Da leader ho la responsabilità di non deludere mai i miei calciatori”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Forbes. Ecco le parole del tecnico giallorosso:

Come si diventa un buon manager?
«La cosa più importante è che le persone ti seguano. E per seguirti, devono credere in te. Normalmente, credono in te se si sentono empatici e onesti nei tuoi confronti. Nel mio caso personale, da leader, significa che ho la responsabilità di non deludere le persone, la mia squadra. Devi stare con loro e per loro tutto il tempo. Devono fidarsi di te».

Quali sono le lezioni di coaching: il coaching sportivo può essere trasportato negli affari o nella vita?
«Le lezioni che ho imparato dal coaching, direi che le ho imparato molto prima. Infatti avevo un professore all’università che mi diceva sempre: “Un allenatore che sa solo calcio non sa niente di calcio”. Devi conoscere fondamentalmente l’essere umano, queste sono parole che uso ancora oggi. I calciatori non sono solo calciatori. Sono uomini che giocano a calcio e questa è stata una delle grandi lezioni che ho imparato all’inizio. Un’altra lezione che ho imparato dalla mia esperienza di allenatore è che devi avere a che fare con l’essere umano. Nello sport c’è prima di tutto il lato umano e ovviamente può emergere negli affari e in altri campi della vita sociale. Penso che questa sia la cosa più importante che definisce la leadership».

Come si può costruire e motivare una squadra, come gestire i talenti?
«Bisogna conoscere i giocatori, conoscerli bene. Sono tutti diversi e tutti hanno bisogno di un modo diverso di comunicare, di ricevere feedback, di essere motivati. La cosa più importante è conoscerne la natura, sapere tutto di loro, per poter poi interagire con loro in modo quasi individuale. Direi che è un po’ come quando si va al ristorante e si mangia à la carte, come si dice in francese. A la carte è fondamentalmente quello che hai a che fare con i giocatori. Non guardarli come se fossero tutti uguali, perché sono tutti diversi. Questo è abbastanza facile da dire ma più difficile da fare. Per una squadra nel suo insieme, devi creare empatia con tutti. Devi far sentire tutti importanti, far sentire tutti parte della squadra e per questo devi conoscere le persone estremamente bene. Devi sapere come interagire con ognuno di loro, sapere come farli sentire importanti, farli sentire parte di una squadra e importanti per la squadra. È primordiale. Quindi, tornando alla mia risposta precedente, il lato umano è la cosa più importante, devi creare empatia con gli individui».

Come si fa ad ottenere risultati ad alto livello?
«Direi che è il tipo di caratteristiche che rende i veri campioni tali. Sai come vincere. Vincere ad un certo punto, a volte succede. Ma vincere per molti anni, essere ad alto livello per molti anni, come fanno alcuni giocatori, dipende dalla loro resilienza. Fa anche parte del loro DNA, non amano perdere, nemmeno in allenamento. Mantenere le loro prestazioni elevate non è quindi nemmeno una sfida per loro, fa semplicemente parte della loro natura».

Come attenersi alla strategia nonostante le circostanze avverse?
«Costruire strategie significa cercare di ridurre l’imprevedibilità. Il calcio, come molti ambiti della nostra vita, è imprevedibile. Non possiamo prevedere tutto, ma più investiamo in formazione, più siamo preparati ad affrontare situazioni diverse. Questo riduce l’imprevedibilità e ci dà sicurezza che ci permette di fare le nostre scelte. Sappiamo che le partite di calcio comportano dei rischi, certo, ma dobbiamo cercare di ridurre questi rischi preparandoci al meglio».

Come prendere decisioni difficili?
«È difficile passare una settimana senza dover prendere una decisione difficile. Decisioni difficili in termini di leadership, per cercare di vincere una partita, per aiutare la tua squadra a vincere una partita. Come affrontare questo? Certamente a volte cerchiamo di prepararci, ma allo stesso tempo ci sono momenti in cui dobbiamo fidarci gli uni degli altri. Devi fidarti della tua analisi, ma a volte anche dei tuoi sentimenti e, fondamentalmente, saper apprezzare i rischi. Se non ti piace il rischio e ciò che ne deriva, non avrai mai successo. Quindi a volte devi fare il grande passo, invece di essere sopraffatto dallo stress e semplicemente goderti la situazione».

Come gestire la pressione?
«Cerco di non sentire troppa pressione nel mio lavoro. Penso di avere un buon rapporto con lo stress. Non sentire la pressione non va bene, ma anche sentirne troppo, se la senti profondamente, non va bene. Quindi devi cercare di avere un buon rapporto con la pressione e lo stress. Il mio miglior consiglio per affrontare la pressione? Penso che ci sia qualcosa di più importante della pressione: è la nostra identità, è ciò che sentiamo, ciò che pensiamo, le nostre idee. Non lasciarti influenzare dal mondo esterno e dallo stress che senti. Cerca di affrontarlo in modo positivo usando la tua conoscenza ed esperienza. La tua esperienza ti aiuta ad affrontarlo, ma la cosa più importante è ancora una volta sfruttare un po’ questa pressione».

Come provare a superare i propri limiti?
«Penso che la chiave sia non accontentarsi mai di ciò che si ha e voler sempre di più. Quando vuoi vincere medaglie, vuoi vincere di più. Quando fai gol, vuoi segnare di più. Quando hai fatto soldi, vuoi guadagnare di più. Tutto ruota intorno al “di più”. Mai smettere! Questa sensazione non ha nulla a che fare con l’età, è una questione di personalità».

Perché hai deciso di diventare un ambasciatore di XTB? Quali valori condividi con XTB?
«Una strategia ben congegnata, la voglia di vincere, lo stesso vale per gli investimenti. Sai, tutti vogliono vincere. Nel mio caso, è nel calcio. Nel caso di XTB, ovviamente, è un campo diverso, ma abbiamo la stessa voglia di riuscire, di imparare ogni giorno, di migliorare. A volte è una questione di intuizione. Ma è anche tanta ricerca, preparazione e auto-investimento».

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Mourinho: “Oliveira? Vorrei restasse. La vittoria in Conference mi ha fatto sentire come mai nella mia carriera”

La Conference mi ha fatto sentire come forse non mi sono mai sentito. È stata la nostra Champions. Sono diventato molto meno egocentrico, diventando una persona che vive molto più per gli altri che per me stesso.” Così Josè Mourinho, a margine di un evento andato in scena oggi presso l’università di Lisbona.

Sergio Oliveira?
“Se vogliono darcelo in prestito, lo vado a prendere personalmente a Madrid dove so che sta festeggiando il suo 30esimo compleanno. Se si tratta di acquistarlo, non so se la mia carta di credito me lo consente…E’ stato molto importante, condividiamo molti principi su come si deve lavorare nel calcio e mi ha aiutato a trasmettere questo messaggio. È stato un esempio di quello di cui avevamo bisogno. Mi piacerebbe molto se restasse ma vedremo.”

La stagione di Rui Patricio…
“Ormai è ‘San Patricio’ anche se qualche eretico dice che non è titolare in nazionale perchè avrebbe fatto una brutta stagione”.

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Mourinho: “Abbiamo scritto la storia e vogliamo continuare a farlo. Mi sento romanista, questa città è speciale”

Mourinho a Sky Sport dopo la vittoria della Conference

Le sue lacrime ci impressionano…
(piange, ndr) Ci sono tante cose che mi passano in testa nello stesso momento.

Si aspettava questo coinvolgimento di un intero popolo?
Sono 11 mesi a Roma, si capisce subito…

Sono venuti in molti, la Roma non vinceva da 50 anni un trofeo europeo.
Ho detto ai ragazzi che a Torino avevamo fatto quello che dovevamo, il nostro lavoro di una stagione. Oggi non era lavoro, ma storia: scrivere o non scrivere, l’abbiamo scritta.

Si aspettava di riuscirsi subito?
La Conference è una competizione che dall’inizio abbiamo avuto la sensazione fosse possibile vincerla, poi a poco a poco diventava più difficile con Marsiglia e Feyenoord, che è una buonissima squadra. Ma è un competizione su cui puntavamo, in campionato potevamo avere qualche punto fondamentale. Io rimango, non c’è dubbio, anche se arriva qualche voce o qualcosa. Non voglio qualcosa, voglio rimanere a Roma. Bisogna capire cosa vogliono fare i nostri proprietari, che sono onestissimi, per la prossima stagione. Possiamo dare seguito a questo progetto, bisogna solo capire per definire una direzione per la prossima stagione.

Lei ha accettato la scommessa Roma, ha subito conquistato qualcosa che rimarrà nella storia.
Nella storia della Roma e anche nella mia. Mi hanno detto da poco che solo io, Ferguson e Trapattoni abbiamo vinto trofei in tre decadi diverse, mi fa sentire vecchio…ma è una cosa bella per la mia carriera. Adesso vado in vacanza, in spiaggia davanti casa mia.

Cosa ha di diverso questa vittoria rispetto alle sue altre?
La cosa molto molto bella nella mia carriera è che, al di là del trofeo europeo con il Manchester United, farlo con Porto, Inter in Champions e con la Roma è molto molto speciale. Un conto è vincere quando tutti se lo aspettano e un altro è vincere quando le cose rimangono immortali e per sempre. Questo fa sentire speciale. Non dico che non penso a me, ma penso soprattutto alla gente romanista che festeggia oggi, spero ci aspettino. Rimane per sempre, sono veramente felice per i nostri ragazzi e la famiglia romanista.

Lei si sente romanista?
Certo che mi sento romanista, magari è un modo anche di lavorare. Sono portista, sono interista, sono chelsista, pazzo del Real Madrid, adesso sono romanista. Sono di tutti quelli che con me creano una famiglia, cercano un obiettivo, stanno insieme nei momenti difficili e per fortuna anche in momenti come questo. Per tutto il rispetto di tutti i club dove ho lavorato e di cui sono innamorato, oggi sono romanista al 100% perché questa gente è incredibile

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Mancini: “Concentrazione ed entusiasmo. Nessuna stanchezza, siamo pronti e vogliamo la coppa”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Gianluca Mancini alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Cosa c’è da temere del Feyenoord?
“Nulla, li abbiamo studiati, sappiamo che hanno qualità da centrocampo in su, l’abbiamo preparata in questi cinque giorni, conosciamo punti forti e punti deboli e faremo di tutto per vincere”

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Berardi: “Mou è speciale. Rinnovo Mkhitaryan? Intanto speriamo recuperi per Tirana…”

ANSA – «Mourinho è straordinario, speciale. Vuole sempre vincere, è un grande maestro. Ho imparato molto lavorando con lui», ha detto il CEO della Roma, Pietro Berardi, ritirando il premio ‘Arancio’ dell’Ussi al circolo Aniene. «La società è concentrata al cento per cento per mercoledì sera – le sue dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa -. Rinnovo Mkhitaryan? Intanto speriamo di averlo mercoledì sera».

«Grazie per il premio, sono orgoglioso di ritirarlo a nome dei Friedkin che hanno investito molto nella squadra e per l’amore che hanno per la città. Più che parlare dei risultati sportivi siamo orgogliosi del rapporto con i nostri tifosi – ha aggiunto -. Tanti sold out nel corso della stagione e mercoledì chi non sarà a Tirana sarà all’Olimpico dove ci saranno circa 50 mila persone e questa è la dimostrazione del grande affetto dei tifosi verso la squadra. Per noi questo è motivo di grande orgoglio».

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Mourinho: “Resto a Roma e il prossimo anno lottiamo per la Champions. Matic? Grande giocatore”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sports UK. Una lunga intervista in cui ha affrontato diversi temi, dai singoli, agli obiettivi di squadra:

Mkhitaryan?
“Noi abbiamo vinto insieme tre titoli (Community Shield, Coppa di Lega, Europa League) al Man United, purtroppo gli ultimi tre titoli del Man United. Dico ‘purtroppo’ perché, sì, mi piace molto, molto il club e auguro il meglio. Abbiamo vinto tre titoli insieme, quindi tutto è andato bene. Nella seconda stagione, le cose sono andate diversamente. All’inizio dell’anno la gente diceva: “Miki con Jose non ha alcuna possibilità, Jose è il tipo di ragazzo quando le cose vanno male non vanno mai più bene’, è stato dimostrato esattamente il contrario. Eravamo molto maturi, onesti l’uno con l’altro in quel momento anche con Mino, riposa in pace Mino, la discussione è stata molto buona. Cerco sempre di essere molto onesto con i giocatori. Ho visto che il mio progetto a Roma ha bisogno di un giocatore come Miki, capisco anche la sua importanza nel gruppo e sta vivendo una stagione fantastica”.

Smalling?
Con Chris (Smalling) si trattava di trovare un equilibrio sul suo corpo che gli permetta di giocare regolarmente. Ha esperienza e ha grandi qualità. Anche tatticamente in relazione al sistema di gioco della squadra e all’organizzazione difensiva. Chris sta facendo molto bene in questa stagione, giocando a un livello che mi rende davvero felice di lui perché è un giocatore fantastico. È riconosciuto in Italia come ‘Smalldini’, metà Smalling, metà (Paolo) Maldini. Sta facendo cose incredibili per noi”.

Quali sono gli obiettivi per la seconda stagione?
“Vogliamo provare ad entrare in Champions League, ma quando si guarda al livello di investimento di Inter, Milan e Juventus, ci si rende conto che questi posti dovrebbero essere chiusi. C’è un quarto posto, la scorsa stagione era l’Atalanta, in questa stagione è il Napoli, possiamo arrivarci la prossima stagione? Penso di sì. In questa seconda parte della stagione, dopo il mercato di gennaio, abbiamo fatto piccoli cambiamenti abbastanza per migliorare la squadra. Non sono fortunato come alcuni allenatori che possono comprare quello che vogliono. Facendo le cose con un criterio possiamo migliorare le cose. La prossima stagione dopo quest’anno di lavoro ed evoluzione a tutti i livelli penso che abbiamo una possibilità e questo è il prossimo obiettivo per la prossima stagione”.

Le piace Matic?
“Non mi piace mai parlare di altri giocatori, non penso che sia un bene per me, per il club, per i giocatori. Tutti conoscono il mio rapporto con Nemanja, è uno dei ragazzi che ha la mia fiducia. Abbiamo vinto insieme, abbiamo combattuto insieme anche nello United. È un giocatore fantastico, ma questo è il tipo di risposta che non va bene per me o per il giocatore”.

Sul futuro.
“In questo momento, tutto è molto calmo perché ho altri due anni di contratto. Il club non si è avvicinato a me per cercare di estendere in modo da non mettermi in una situazione di accettazione o non accettazione. Tutto è calmo, stabile e così deve essere. Devo finire la stagione nel miglior modo possibile e iniziare al 100% la prossima stagione perché non sto cercando un cambiamento, la mia gente lo sa. Non potevo lasciare il club nella mia seconda stagione, non potevo farlo al club. Quindi la prossima stagione sono qui. Ho imparato cos’è il Newcastle e come apprezzare molto il club attraverso gli occhi e il cuore di Sir Bobby. Sono molto felice che abbiano trovato la loro stabilità. Eddie (Howe) sta facendo un buon lavoro, il club ha dato gli strumenti per un cambiamento nel mercato di gennaio e auguro loro il meglio”.

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Mourinho: “Vogliamo il piazzamento europeo prima della finale”

“E’ andato tutto veloce, vuol dire che sei a tuo agio a lavorare qui, non senti stanchezza, non preghi per arrivare al termine della stagione il prima possibile. Abbiamo costruito una famiglia, avvicinando la gente a questa squadra. E’ stato un campionato difficile, diverso dall’anno scorso e la prova evidente è la Fiorentina dello scorso anno rispetto a quella di quest’anno. Mancano tre partite per cercare di finire il meglio possibile e se possiamo strappare un posto in Europa prima della finale sarebbe importante”. Così Josè Mourinho ai microfoni di DAZN prima del match contro la Fiorentina.

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Mou, lo sguardo è già a Leicester: le ultime su Cristante e Zaniolo

“Ora pensiamo al Leicester che ha tanta qualità, è una squadra di Premier, ma siamo fiduciosi”. Josè Mourinho dopo l’analisi a caldo ai microfoni di DAZN, ha parlato in conferenza stampa dedicando subito un pensiero alla sfida d’andata di Conference League contro il Leicester.

Il tecnico giallorosso si è espresso sulle condizioni di Zaniolo e Cristante: “proveremo a recuperare Bryan e Nicolò per giovedì”. Il 22 giallorosso è rimasto fermo per qualche giorno a causa di una distorsione alla caviglia destra. Per Cristante invece problema lombare da valutare nelle prossime 48 ore.

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Riise: “Tifo per la Roma questa sera”

Mi manca Roma, sarà sempre nel mio cuore. Ho molta interazione con i tifosi della Roma sui social, rimani per sempre un tifoso della Roma dopo averci giocato“. Così John Arne Riise, ai microfoni di Sky Sport. 

L’ex terzino giallorosso si è espresso anche sulla gara d’andata: “Tifavo per la Roma e credo che all’Olimpico vincerà. Se avessero pareggiato era diverso, hanno segnato due gol e la Roma deve vincere per forza“.

Sul Bodo: “È pericoloso nel contropiede e veloce in attacco. So per esperienza l’effetto che può fare l’Olimpico pieno di tifosi, quindi spero che la Roma vinca e passi, perché sarò sempre un suo tifoso“.