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Protocolli, VAR e contraddizioni: la moviola 2.0 – VIDEO

Continua ad infuriare la polemica social relativa all’episodio del rigore concesso su Konè da Sozza e poi rimosso dall’intervento del VAR Abisso, dopo il richiamo al monitor dell’arbitro di campo.

Sul tema anche complice l’analisi diversi esponenti della classe arbitrale e commentatori tecnici, sembra esser chiaro un punto: Ranieri ha ragione quando afferma che da protocollo, il VAR non possa intervenire in situazioni similari dove si concede all’arbitro di campo l’ultima parola su episodi di contatti in area come quello tra Pasalic e Konè.

Nel corso di questo campionato in diversi episodi similari, al di là della valutazione al rallenty, quindi non a velocità normale, di determinati contrasti, è sempre prevalsa la regola del “vale la decisione dell’arbitro, il VAR non può giudicare l’entità o l’intensità di un contatto”.

Appare dunque anacronistica la spiegazione offerta da Sozza nell’immediatezza della decisione di rimuovere il penalty concesso qualche minuto prima: “Lo tocca leggermente ma non è rigore”. Quindi un tocco c’è e da regolamento del calcio attualmente in vigore, l’art. 12 su ‘scorrettezze e falli’, recita testuale: “è da considerare punibile il calciatore che con il corpo impedisce la progressione dell’avversario“.

Effettivamente Pasalic nel primo affondo col piede destro non sgambetta Konè, che però nella dinamica della corsa gli ha preso il tempo e sta puntando dritto verso la porta. Con il ginocchio sinistro il centrocampista atalantino colpisce la coscia del francese, che infatti non si tuffa prima e per questo motivo non viene ammonito per simulazione. Ma se c’è il tocco, anche se lieve, il rigore da regolamento doveva essere concesso.

Sicuramente non rimosso. In questa stagione c’è stata una polemica tra Conte e Marelli (ieri sera demolito televisivamente da Ranieri) su un episodio identico a quello di Atalanta-Roma. In quella occasione il moviolista di DAZN – in netta difficoltà nel weekend anche su altri episodi come quello dell’espulsione di Kalulu in Lazio-Juventus – affermava con forza ribattendo al tecnico del Napoli: “Se c’è stato un contatto, anche se leggero, il VAR non interviene, ci sono centinaia di episodi del genere”.

Ecco centinaia, fino a ieri sera, quando il protocollo VAR è stato applicato al contrario.

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Roma martoriata dagli arbitri e a Open VAR ‘scompare’ l’audio tra Pairetto e Marcenaro

Nella pochezza tecnica della Roma, nelle more delle sue difficoltà di ingranare e trovare continuità di rendimento, non si può nascondere che non ci sia anche un fattore arbitrale negativo, che stia incidendo, in quota parte, sui risultati agghiaccianti di questa prima parte di stagione.

Ieri al Bentegodi si è consumato un altro errore arbitrale clamoroso, questa volta confezionato dal duo Marcenaro-Pairetto, con la stessa (sinistra) modalità di altri episodi similari.

In occasione della rete segnata da Magnani – che ha riportato il Verona in vantaggio per il momentaneo 2-1 – Marcenaro e i suoi assistenti in campo non si accorgono della gomitata rifilata dal centrale dell’Hellas a Ndicka. Qualche istante prima anche una posizione sospetta di Kastanos che con il corpo impedisce a Svilar di intervenire con i pugni sul pallone.

La gravità dell’episodio non porta però Pairetto a segnalare a Marcenaro un grave ed evidente errore, annullando così la rete del Verona che non è oggettivamente regolare, agli occhi di tutti, anche del commentatore arbitrale di Dazn, Luca Marelli, che nei minuti successivi all’episodio ha sottolineato più volte l’errore grave del duo Marcenaro-Pairetto.

In occasione della trasmissione serale – Open VAR – in onda su DAZN, dove si analizzano gli episodi della giornata, con la rilettura di uno dei protagonisti dell’AIA, l’emittente non ha potuto trasmettere l’audio tra Pairetto e Marcenaro di quei lunghi tre minuti (nel corso dei quali è stato soccorso anche Ndicka per il colpo ricevuto al viso), perchè il suddetto audio non è stato inviato alla regia di DAZN.

Un dettaglio che infittisce il giallo di un episodio clamoroso e acuisce i rapporti tra la Roma e la classe arbitrale, considerando che quello di ieri è il quinto gravissimo episodio ai danni del club giallorosso dopo le sfide contro Empoli, Monza, Firenze e Juventus.