Categorie
Rassegna stampa

Trequartista o mezzala? Pellegrini ago della bilancia

Anche contro la Juventus, sarà Lorenzo Pellegrini l’ago della bilancia dal punto di vista tattico. Mou, alla vigilia del match contro la Cremonese, ha raccontato che il suo capitano può giocare in tutte le posizioni dalla cintola in su e contro la Juve dovrà darne ancora una volta una dimostrazione. Sugli uomini che scenderanno in campo sembrano esserci pochi dubbi – Matic, Cristante, Pellegrini, Dybala e Abraham dalla metà campo in su – ma sul modulo potrebbero esserci delle novità rispetto al 3-4-2-1 che dalla metà della scorsa stagione è diventato un marchio di fabbrica.

Se fosse questo il modulo, il capitano tornerebbe a giocare alle spalle di Abraham, al fianco di Dybala, con Matic e Cristante davanti alla difesa. Come scrive il Corriere della Sera, nel gioco delle coppie, però, il serbo e l’ex atalantino sembrano quella meno assortita e per questo il tecnico potrebbe passare ad un centrocampo a tre, con Matic regista, Cristante e Pellegrini ai suoi fianchi e Dybala avanzato sulla stessa linea dell’attaccante inglese.

Categorie
Rassegna stampa

Panchina d’oro: tante soluzioni e rosa più ricca per Mourinho

Lo scorso anno José Mourinho ripeteva, una volta si e l’altra pure, che quando si girava in panchina ve deva tanti ragazzini bravi, ma non adatti a quello di cui lui aveva bisogno in quel momento.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la Roma è quindi corsa al ripari: prima, a gennaio, con gli esperti Maitland-Niles (che però non è andato bene) e Oliveira (che invece è andato molto meglio), poi, adesso, con una vera e propria rivoluzione. Perché è dal secondo Spalletti (2017) che a Trigoria non si avevano tante alternative all’altezza. Quella squadra fece il record di punti in campionato, ma non riuscì a giocare neppure una finale, questa ha già portato a casa un trofeo e ora ha una rosa alla pari delle big del campionato.

In porta c’è Rui Patricio, il numero uno esperto che lo scorso anno ha tolto più di qualche volta le castagne dal fuoco, E poi c’è il giovane Svilar, che la Roma ha preso a parametro zero e che ha tanta voglia e ambizione. Sulle fasce l’abbondanza è davvero tanta: a destra con Karsdorp c’è Celik (costato 7 milioni), a sinistra Zalewski. Il titolare, in teoria, è Spinazzola, ma sono di scorsi validi solo sulla carta. In mezzo è complicato stabilire ora titolari e alternative: Matic e Wijnaldum sono stati presi per la loro esperienza, Pellegrini arretrerà spesso per far giocare insieme Abraham, Dybala e Zaniolo, Cristante avrà molte occasioni perché Mou di lui si fida a occhi chiusi.

Aspettando Belotti, in panchina c’è un giocatore come El Shaarawy, che vale almeno 8 milioni e che, come si è visto contro lo Shakhtar, ha la capacità di in cidere in corsa, e potrebbe esserci, a volte, anche uno come Zaniolo.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Matic, geometrie e pensiero ‘Mourinhiano’ per la mediana della Roma (VIDEO)

(di Francesco Oddo Casano) – “Nemanja è uno dei miei, lealtà, consistenza, ambizione, giocatore di squadra”. Parole e musica di Josè Mourinho su Matic, qualche anno fa, quando lo United lo acquistò su spinta del portoghese, che già lo aveva allenato al Chelsea. ‘Garantisco io’ disse al board dei Red Devils e a certificare la bontà della scelta, la capacità del serbo di restare un pilastro a Manchester anche dopo l’addio di Mou.

La scelta di Mkhitaryan di accettare la corte dell’Inter, ha imposto per logica a Trigoria di cautelarsi con un calciatore che ricaricasse le voci ‘esperienza’ – ‘leadership’ – ‘intelligenza calcistica‘ in mezzo al campo. Il mancino è tutto questo, ma non solo. E’ un mediano che riempie il campo, con gesti tecnici e sguardi, con letture anticipate e ripartenze in verticale. E’ il prototipo del mediano ‘Mourinhiano’, a cui affidare le sorti delle fasi di transizione difensiva e offensiva della squadra. D’altronde il carattere è stato forgiato con le maglie di Stella Rossa e Partizan, due ambientini non semplici per emergere.

https://youtu.be/VHklgc6-6CI

Matic appartiene alla lunga schiera di calciatori che si butterebbero nel fuoco per lo Special One:  “È il miglior allenatore con cui io abbia lavorato. A volte non è facile lavorare con lui, perché ti chiede sempre di più. Anche quando giochi la miglior partita della tua vita, lui pensa che tu possa giocare meglio il match successivo“. Il serbo porterà in mezzo al campo il verbo di Mourinho, considerato l’elevatissimo numero di partite giocate da titolare con il tecnico portoghese: tra Chelsea e Manchester United sono state infatti 159 le gare disputate con Josè in panchina, per 13.253 minuti complessivi.

“Il modo in cui pensa ne fa un genio”. Difficile ascoltare da Mourinho pareri così enfatizzati su un giocatore. La genialità non è nella rifinitura, visto il ruolo arretrato, ma nella maestria di Matic di leggere in anticipo il gioco. Se deve intervenire, il serbo sa posizionarsi sulle possibili traiettorie dei passaggi avversari, se deve condurre il pallone sa spostarlo dal destro al sinistro con totale naturalezza. Con il suo arrivo, che salvo sorprese sarà ratificato nei prossimi giorni, la squadra giallorossa aggiunge alla batteria dei saltatori un’altra torre da sfruttare sui calci piazzati, arma risultata decisiva nella prima stagione di Mou. Non è un fulmine di guerra evidentemente e la Roma rintraccerà ora sul mercato un compagno di reparto più dinamico che possa completare il centrocampo, ma la rivoluzione in mediana è iniziata…