“Le motivazioni in queste grandi sfide dovrebbero venire naturali, entrare in campo così mosci è impensabile. Nei primi 15 minuti l’Inter poteva chiudere la pratica. Dopo i nerazzurri hanno gestito la partita, concedendo campo alla Roma che non ha mai trovato i varchi giusti per equilibrare il match”. Così Fabio Petruzzi a Retesport, nel corso di 1927.
“La Roma è una squadra disorganizzata, con poca personalità, una formazione che trasmette un senso di impotenza e l’idea di partire già battuta in partenza”.
“Ci ho scambiato due parole prima del fischio di inizio, in Inghilterra non stava bene mentre all’Inter è felice. Ha segnato un gran gol, che ha cambiato l’indirizzo del match, anche se l’azione era viziata da fallo”. Così Josè Mourinho ai microfoni di ESPN sul conto del 2-0 siglato ieri sera da Sanchez.
“La Roma continua a regalare mezze partite agli avversari, a parte l’occasione da gol di Zaniolo, i giallorossi nel primo tempo sono stati surclassati dall’Inter. Poi nella ripresa c’è stato maggiore equilibrio, ma se in 95 minuti si gioca a calcio solo per 25, non si fa mai giorno”. Questo il pensiero di Ciccio Graziani espresso ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927.
“Mourinho sicuramente parlerà con la società in vista della prossima stagione. Da questo tecnico era legittimo aspettarsi qualcosa di più, al momento le cose migliori Mourinho le ha fatte a livello mediatico. Sono sempre i giocatori ad andare in campo e a fare la differenza, ma al momento, a questa Roma, il portoghese non ha dato quel plusvalore atteso al momento del suo avvento nella capitale. Ho visto giocare bene la Roma 7-8 partite, ci sono stati anche diversi torti arbitrali, ma complessivamente rispetto alla scorsa stagione questa squadra non esprime evidenti miglioramenti”
26.9.2021 Lazio vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Josè Mourinho contesta Marco Guida
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Rigori solari non concessi, espulsioni eccessive, l’utilizzo sistematico del cartellino giallo a frenare l’impeto di alcuni calciatori. Ma soprattutto interventi del VAR ad intermittenza, con la sensazione che nel dubbio sarà quasi sempre una chiamata contro la Roma. Nessun complotto, nessuna strategia, ma si può affermare con certezza assoluta che la stagione arbitrale dei giallorossi sia stata funestata fin qui da tanti, troppi episodi controversi. L’ultimo in ordine di tempo all’Olimpico con il Genoa. Sono dieci fin qui gli incontri dell’attuale campionato (su 24 giornate complessive) condizionati da errori arbitrali che hanno più o meno inciso sull’andamento del match. Quantificare i punti realmente persi dai giallorossi è pratica decisamente complicata, ma di certo la Roma tra le big (o presunte tali) del nostro campionato è la squadra che è stata maggiormente danneggiata. Prova ne è lo stop da parte dei vertici arbitrali imposto a diversi fischietti di gara dopo aver arbitrato la Roma. Ma andiamo con ordine:
5° giornata, Roma-Udinese 1-0 – nei minuti finali del match contro i bianconeri, Pellegrini salta a contrasto con un avversario sfiorandolo con il braccio sinistro. Il movimento sembra congruo al salto in alto e al contrasto, da cui l’avversario non subisce contraccolpi particolari ma l’arbitro Rapuano, senza pensarci su, ammonisce per la seconda volta il capitano giallorosso e lo espelle. Pellegrini salterà il derby. Dalle immagini si nota l’eccessiva fiscalità del fischietto di gara, in un intervento che da diversi replay non appare nemmeno falloso.
6° giornata, Lazio-Roma 3-2 – Al 19′ del primo tempo, Nicolò Zaniolo viene affossato in area da Hysaj, l’arbitro Guida lascia correre il gioco, la Lazio riparte e realizza la rete del 2-0 con Pedro. Il VAR Irrati non interviene per segnalare al fischietto di Torre Annunziata il fallo sul 22 giallorosso. Successivamente circolerà l’indiscrezione di un presunto fuorigioco del calciatore della Roma, mai accertato comunque nel corso della gara.
Nella ripresa a circa mezz’ora dalla fine, Lucas Leiva salta a metà campo e colpisce col gomito Mkhitaryan. Già ammonito, viene graziato da Guida.
8° giornata, Juventus-Roma 1-0: a Torino succede veramente di tutto e si arriva sfiorare la rivisitazione completa dei regolamenti. In occasione della rete dell’1-0 bianconero, Cuadrado stoppa con il braccio un pallone a trequarti campo, prima del lancio in diagonale per De Sciglio che produrrà l’assist del vantaggio. L’arbitro Orsato e il guardalinee, così come il VAR non ravvisano l’irregolarità del colombiano.
Al minuto 41′, Pellegrini serve in verticale Abraham, che viene fermato in area da una scivolata di Danilo. La palla poi arriva sulla destra sui piedi di Mkhitaryan, che era più avanti dell’ultimo difensore ma non giudicato in posizione di offside vista la deviazione del difensore bianconero. Szczesny in uscita lo stende, la palla viene respinta ancora da Abraham e carambola in rete, quando però Orsato aveva già fermato il gioco. Nel frattempo il guardalinee Bendoni aveva alzato la bandierina, probabilmente per segnalare la posizione di Mkhitaryan (da non considerare in fuorigioco). Dopo il fischio l’arbitro ammonisce Szczesny e concede il rigore, decisione poi confermata dal silent-check del VAR. Clamorosa la decisione di Orsato di fischiare un istante prima della ribattuta in rete di Abraham.
Da segnalare che nell’azione gli juventini lamentavano un fallo di mano dello stesso Mkhitaryan, nell’istante in cui avviene l’intervento di Szczesny. Dalle immagini non sembra esserci: Mkhitaryan scavalca il portiere avversario, poi cade e il pallone carambola sulla testa di Locatelli prima di finire sui piedi di Abraham. Anche se il tocco di mano ci fosse stato, il gol sarebbe stato comunque regolare. Lo permette la nuova regola introdotta in estate dall’Ifab: se il tocco è accidentale e porta a segnare un compagno di squadra (non lo stesso autore del fallo), non viene considerato come un’infrazione.
17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho Orsato
(Foto Gino Mancini)
L’errore di Orsato è da matita rossa, ma diventa da matita blu quando spiega – dimostrando di non conoscere il regolamento – nel sottopassaggio dello Stadium l’accaduto a Cristante: “Io fischio il rigore, si fermano tutti e poi segni… Il vantaggio sul rigore non si dà mai. E poi dai la colpa a me se lo sbagli…”. Giustificazione che però non regge. La norma del vantaggio, concessa a discrezione dell’arbitro in base alla fase di gioco e alla zona del campo in cui il potenziale fallo avviene, non ha infatti nessuna limitazione legata a un fallo da rigore.
La follia di quei minuti si conclude con un calcio di rigore, sbagliato da Veretout, che andava ripetuto per l’ingresso in area prima della battuta di Chiellini che tra l’altro ostacola Mancini nella possibile deviazione in rete dopo la respinta di Szczesny.
10° giornata, Cagliari-Roma 1-2 – Nel finale convulso, dopo la rimonta giallorossa, l’arbitro Pezzuto di Lecce non ravvisa un calcio di rigore solare a favore dei giallorossi, per un netto fallo di mano di Carboni su Felix.
11° giornata, Roma-Milan 1-2 – Dopo Torino, l’Olimpico diventa teatro di un’altra serata parossistica. La direzione di gara di Maresca è provocatoria sin dal sesto minuto, quando ammonisce Zaniolo per una protesta giusta per un calcio d’angolo non concesso. La distribuzione dei fischi e dei cartellini è a senso unico, quello rossonero. Nella ripresa il primo fattaccio: al 56′ Ibanez va a contrasto con Ibra in area, ma con il destro arpiona e devia il pallone evitando la conclusione dello svedese. Maresca dopo qualche istante fischia correndo verso il dischetto il penalty a favore del Milan. Si accendono le proteste della panchina e dei calciatori in campo, il VAR Mazzoleni richiama Maresca al monitor e le immagini confermano la bontà dell’intervento del brasiliano, rispetto ad una dinamica di gioco e di contatto in area che non è mai o quasi rigore. Maresca non si convince e conferma la sua decisione.
Al 92′ Kalulu viene superato in area da Felix, dopo un contrasto il ghanese si rialza e viene sgambettato vistosamente dal difensore rossonero. L’arbitro non ravissa gli estremi per il rigore e il VAR non interviene. Stessa dinamica per il netto fallo di Kjaer su Pellegrini al 95′, che con un acrobazia anticipa il difensore danese che a sua volta lo colpisce con il collo del piede destro. Maresca non concede neanche qui un rigore, più chiaro di quello dato al Milan, sconfessando se stesso e la linea arbitrale della giornata precedente (Dumfries in Inter-Juventus).
12° giornata di Serie A, Venezia-Roma 3-2 – Torna in scena l’arbitro Aureliano, che pronti via distribuisce malamente fischi e cartellini. Concede un rigore alla Roma, giusto, per il fallo su Abraham, ma il VAR Fabbri interviene e cancella il penalty per un fuorigioco di Pellegrini. Dalle immagini però si noterà successivamente che dopo l’offside di Pellegrini (pochi centimetri), nel prosieguo dell’azione, Ampadu interviene sul 7 giallorosso direzionando lui il pallone in area e dando vita di fatto ad una nuova azione, da cui scaturisce il fallo di Abraham. In questa fattispecie il VAR da regolamento non sarebbe potuto intervenire.
Nella ripresa, sul risultato di 2-1 per i giallorossi, prima non ravvisa un netto calcio di rigore su Ibanez nell’area veneta poi intorno al 60′, Aureliano concede un calcio di rigore al Venezia per un presunto fallo di Cristante su Caldara: dalle immagini si nota un precedente spintone di Kiyine su Ibanez e un tocco lieve del 4 giallorosso, che voleva rinviare il pallone. Fattispecie assimilabile a quella di Pellegrini-Kjaer, Ibanez-Ibra, Dumfries-Dybala, comunque sempre a danno della Roma.
17° giornata – Roma-Spezia 2-0: All’Olimpico c’è l’esordiente Prontera che non dà mai la sensazione di avere in mano le redini del match. Troppe le chiamate errate, i falli invertiti e eccesiva fiscalità su Felix che dopo esser subentrato nella ripresa, colpisce con una spallata un avversario all’altezza della linea laterale. Un normale contrasto di gioco, che Prontera sanziona però con il giallo per l’attaccante che poi sarà espulso nel finale per aver propiziato la sua rete del 3-0 (annullata) con un fallo di braccio.
20° giornata – Milan-Roma 3-1: Per un mese fino alle festività natalizie la Roma riesce ad evitare arbitraggi controversi – al netto di qualche cartellino di troppo, ma è tendenza costante da inizio stagione. Dopo le vacanze natalizie si torna in campo a San Siro. E’ Chiffi il direttore di gara, al VAR c’è nuovamente Aureliano che dopo pochi minuti identifica una leggera deviazione di braccio di Abraham su una conclusione di Theo Hernandez. La traiettoria del pallone non cambia, ma Aureliano richiama Chiffi al monitor e viene concesso un calcio di rigore ai rossoneri. Verso la fine del primo tempo, clamorosa la spinta di Tonali su Zaniolo all’interno dell’area di rigore rossonera, Chiffi sorvola e non concede un penalty evidente, nessun intervento al VAR. Nella ripresa poi altro giallo in area di rigore milanista: Ibanez viene palesemente sgambettato da Ibra, ma l’arbitro fa segno di rialzarsi. Chiffi poi espellerà Karsdorp per doppia ammonizione e concederà ai rossoneri un rigore sul 3-1 per un presunto fallo di Mancini su Ibra, che lo stesso svedese però sbaglierà.
21° giornata Roma-Juventus 3-4 – Big match diretto da Massa, con la Roma che domina per 70 minuti portandosi sul 3-1. Poi il noto ribaltone bianconero. Dopo la rete del vantaggio di Abraham, Massa non ravvisa gli estremi di un calcio di rigore a seguito di un netto fallo di mano di De Ligt. Il fischietto dice subito a Pellegrini – autore della conclusione diretta verso lo specchio della porta avversaria – che il tocco col braccio è avvenuto dopo una deviazione del pallone sul corpo del difensore olandese. In realtà il regolamento è chiaro e parla solo di ‘posizione innaturale del braccio’. Il VAR non interviene per rivedere l’indicazione di Massa. Nella ripresa concesso invece il penalty (poi sbagliato da Pellegrini) per il netto fallo di mano dello stesso De Ligt che verrà espulso.
24° giornata Roma-Genoa 0-0 – L’arbitro del match è Abisso. La direzione di gara scivola via correttamente, anche se stona il numero di falli commessi dalle due squadre in proporzione ai cartellini sventolati (23 falli del Genoa contro gli 8 della Roma, due gialli per ciascuna squadra). Al 54′ Oliveira entra in area sotto tribuna Tevere, Vasquez scivola per terra e tentando di rialzarsi sposta nettamente col braccio il pallone. Nasca verifica al VAR ma non richiama Abisso per visionare le immagini. Minuto 68′, espulso Östigard che blocca Afena-Gyan lanciato a rete. Il giocatore del Genoa lo cintura al collo ed è una chiara occasione da gol: giusto il rosso. Al 91′ Nicolò Zaniolo realizza la rete del vantaggio, corre sotto la Sud per esultare e si sfila la maglia (sarà ammonito), intanto Abisso dice ai calciatori del Genoa di non aver ravvisato alcuna irregolarità. Nel frattempo, trascorsi due minuti, inizia la revisione del VAR: possibile fallo in attacco. Nasca considera falloso l’intervento di Abraham su Vasquez, sullo sviluppo dell’azione che porterà alla rete di Zaniolo. Il centrale messicano anticipa l’inglese in un contrasto di gioco, che in presa diretta appare tale e Abisso per questo aveva giustamente fatto proseguire, ma al fermo immagine viene ravvisato il pestone dell’inglese, che sarà ammonito. Abisso richiamato al monitor annulla il gol di Zaniolo, che successivamente verrà espulso per aver chiesto in maniera veemente ma non insultante all’arbitro che cosa avesse fischiato.
CONFERENZA STAMPA – Le parole in sala stampa di mister Mourinho alla vigilia di Roma-Genoa:
Col Genoa, come si prepara una partita contro una formazione indecifrabile? Pellegrini? “Lorenzo non convocato, non è ancora pronto per giocare. Col Genoa ovviamente è difficile, hanno cambiato allenatore e forse più di metà della rosa, hanno tante opzioni, è difficile capire se la gara contro l’Udinese serve come una base, o se cambieranno di nuovo. E’ una situazione difficile da capire, però la cosa più importante per noi, rispetto alla proposta di gioco del Genoa, è che giochiamo in casa, i nostri tifosi tornano, abbiamo due vittorie consecutive e sarebbe importante fare la terza vittoria di fila. Su questo dobbiamo concentrarci. Ovviamente abbiamo studiato la sfida ultima che il Genoa ha giocato contro l’Udinese. Pensiamo a noi, ai nostri tifosi che tornano all’Olimpico e facciamo tutto il possibile per vincere”
Zaniolo centrale nel suo progetto tecnico e lo è sempre stato anche con questa nuova proprietà, soprattutto nei fatti. Le dichiarazioni di Pinto sono state travisate e gonfiate? Qual è la sua opionione? “Le parole del direttore sono assolutamente normali, è difficile per un direttore sportivo o generale, onesto, diretto, che non nasconde, che non vende fumo, dire che un giocatore X sarà qui al 100% in questa stagione. Serve maturità, parola chiave nel nostro progetto Roma, penso che sia importante anche per voi. Noi come club stiamo dimostrando maturità, anche se per qualcuno non è così, ma il profilo e lo stile del progetto, il modo di comunicare mio e del direttore, esprime grande maturità. Il modo di accettare, di comportarsi, di credere, di appoggiare da parte dei nostri tifosi dimostra maturità. Penso che in generale, dalla vostra parte, serve un pochino di maturità. Questa risposta del direttore che è stata completamente isolata dal contesto della conferenza stampa, andava presa con maturità. E’ stata estrapolata per fare dei titoli in prima pagina. Sono contento dell’ultimo mercato. Se mi chiede se preferisco il mercato di altre squadre, magari ovviamente sì. Sono stato già al Chelsea, all’Inter, al Real Madrid, in quel profilo di mercato. Ma il nostro profilo di mercato lo apprezzo, ne sono contento, perchè oggi siamo più forti del 31 dicembre, cedendo 4 giocatori che non hanno giocato tanti minuti con noi e abbiamo preso 2 giocatori che in 2 settimane hanno fatto più minuti dei 4 che sono usciti. Il mio obiettivo è di migliorare sempre in ogni mercato, fino all’ultimo che solo Dio e i Friedkin sanno solo quando e ovviamente i migliori giocatori devono restare con noi. Nel caso specifico di Nicolò, minimo fino al 2024 è un nostro giocatore”
E’ stato difficile preparare la partita di domani pensando alla sfida di martedì contro l’Inter? “No, non abbiamo mai parlato ancora dell’Inter, non abbiamo perso un minuto su questo, neanche gli analisti. Siamo concentrati sul Genoa, poi avremo due giorni per prepararla. Domani alle 20 sarò qui con lo staff per iniziare a pensare alla gara di Coppa, ma fino adesso, giuro, neanche un minuto abbiamo pensato all’Inter. Domani è troppo importante per noi, concentrazione massima solo su domani”
Vina può riposare? “E’ arrivato dopo gli impegni della Nazionale, ma in questa occasione non ha mai giocato. Altre volte è tornato o infortunato o con 2-3 partite giocate in 15 giorni. E’ tornato felice, perchè la sua nazionale ha vinto due partite, sono qualificati per il Mondiale, per un ragazzo che sogna questo, arriva in un bel momento. Siamo una squadra più equilibrata oggi, con più opzioni, abbiamo fatto il nostro mercato con questa intenzione, senza il potere di altri di fare quello che uno sogna, ma abbiamo trovato equilibrio in tutti i ruoli. Abbiamo tre terzini e abbiamo più opzioni, ci saranno minuti per tutti giocando ogni 2-3 giorni”
Pellegrini può essere pronto per martedì? A Empoli è ritornato alla difesa a tre, ma con Pellegrini è immaginabile un centrocampo a tre con Pellegrini, Mkhitaryan e Oliveira o sono troppi? “A Milano col Milan abbiamo giocato con Veretout-Pellegrini e Mkhitaryan, Sergio paradossalmente è più posizionale rispetto a Veretout, che ama andare. Stiamo bene a centrocampo, abbiamo tante opzioni diverse, se pensiamo al futuro abbiamo bisogno ancora di un nuovo centrocampista, un regista puro che ancora non lo abbiamo, un mediano che stia lì e permetta agli altri di giocare tra le linee. Per il momento abbiamo tante opzioni, compresa quella di Bove che sta crescendo tanto, sono contento perchè è un ragazzo che ha grande maturità. E’ una rosa che in questo momento è più equilibrata. Quando una squadra cresce, capisce meglio i ruoli, c’è più cultura tattica, si comprendono meglio i diversi sistemi, nel calcio di oggi una squadra deve esser pronta a giocare con sistemi diversi, giocheremo sempre con tre giocatori a centrocampo. E’ possibile che Lorenzo rientri martedì, si è allenato ieri ed oggi che ha fatto tutto con la squadra, ha bisogno di riposo domani perchè ha lavorato tanto per recuperare”
Alla Roma serve di più tornare in Champions o vincere una delle due Coppe? Quanto crede nel lavoro più specifico sulle zone di campo? “Io penso che il modo più facile di vincere è avere i giocatori più forti, però credo nei metodi di allenamento e per questa ragione sono allenatore, altrimenti farei un altro mestiere. Le divisioni del campo agevola il lavoro, permette di controllare meglio il loading di lavoro, poi il lavoro settoriale credo lo facciano tutti. Poi oggi con il copy past qualsiasi giovane allenatore può trovarla anche su Internet. Cosa è più importante? Difficile da dire, perchè finché è possibile vorrei centrare tutte e due. Se siamo in Conference, giocheremo con tutto quello che avremo e finché la matematica non ci condanna dobbiamo credere al quarto posto e provare a vincere tutte le partite. Arrivare quarti è importante economicamente, per il prestigio, perchè giocheresti la competizione più importante del calcio mondiale ma anche vincere è importante. Vincere è come un virus, non negativo come il Covid, ma positivo, di un modo di essere, di pensare, di gestire le emozioni, di definire i tuoi progetti di vita. Vincere è una cosa assolutamente fondamentale, sarebbe molto importante per noi. Obiettivo numero uno è vincere domani”
Rispetto agli obiettivi che si è posto, quanto è fondamentale per la costruzione di una maturità e di un’impronta vincente, questo periodo in cui siete gruppo squadra, tutti uniti? “Quando finirà questo periodo la stagione sarà finita, quindi ogni partita adesso diventa fondamentale, ormai siamo in fase decrescente. La Coppa Italia è ad eliminazione diretta, la Conference andata e ritorno. Ora siamo solo noi, questi giocatori e noi dello staff, con la speranza di riavere anche Spinazzola entro la fine di questa stagione”
Perchè il calcio è cambiato in termini di vittorie anche in trasferta? Oliveira arrivato per vincere le partite sporche? “Contro la Samp chiesi all’arbitro in buona fede perchè non ha dato un cartellino giallo al portiere al 15′ e ha aspettato l’89’? Questo per dire che una squadra viene qui e vuole non giocare, vai contro l’essenza del gioco che è appunto giocare. Penso che un arbitro se da un giallo presto ad un portiere, per alzare il tempo effettivo quando la palla finisce dalle sue parti dopo. Il Genoa contro l’Udinese ha fatto un numero altissimo di falli, vuol dire che non ti fanno giocare. La maggioranza delle squadre oggi vogliono giocare, anche in Italia da quando sono tornato, nelle gare casalinghe all’Olimpico, pronti via la Fiorentina ha giocato in maniera fantastica, poi col Sassuolo che abbiamo vinto e poteva finire 4-4, sinonimo di questa evoluzione. Oggi nel calcio ci sono molte più partite”
di Francesco Oddo Casano – 48 ore di discussioni, più o meno accese, titoli a nove colonne, nuove divisioni. L’avvento dei Friedkin e il successivo ingaggio di Mourinho avevano fin qui prodotto un notevole risultato: ricompattare una piazza dilaniata da lotte intestine durate quasi un decennio. Magicamente sotterrate le armi dialettiche, la tifoseria era tornata a sostenere all’unisono la Roma, allo stadio, sui social, ovunque, credendo fortemente nel progetto di rilancio della nuova proprietà.
“La Roma è un gigante addormentato, vogliamo risvegliarlo”. La metafora espressa da Ryan Friedkin a settembre 2020, nell’ultima comunicazione ufficiale rivolta ai tifosi. Da lì un silenzio assordante e due uomini al comando a cui è stato demandato il compito di esprimersi sul progetto sportivo giallorosso: Tiago Pinto in prima battuta, Josè Mourinho successivamente.
Il dirigente portoghese ha presenziato l’oramai consueta conferenza stampa post mercato. Un momento di confronto, riflessioni e dialogo schietto, su quanto prodotto nelle settimane precedenti. Ed è in tale occasione che una risposta onesta e altrettanto pragmatica ad una domanda secca sul futuro di Zaniolo, ha scatenato un putiferio sul quale probabilmente anche Mourinho sarà costretto, suo malgrado, a tornare nella conferenza di domani pomeriggio.
9.1.2022 Roma vs Juventus (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Tiago Pinto con Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Pinto non ha ovviamente mai dichiarato che la Roma ha in programma la cessione di Zaniolo. Ha risposto con oggettiva onestà, sostenendo di non essere in grado di poter garantire la permanenza di un calciatore da qui a sei mesi, quando si riaprirà il mercato. Una risposta corretta nei termini del direttore sportivo che, al contrario di qualche suo predecessore che era solito vendere fumo per poi esser smentito dai fatti, sa benissimo che il mercato è fluido, così come le strategie societarie che per la prossima stagione non sono state ancora delineate.
Tralasciando il coro di insulsi dietrologismi che ha fatto seguito alle dichiarazioni di Pinto, oltre che di inutili insulti (‘incapace, sprovveduto etc.) perchè non si prova a pensare che probabilmente il GM giallorosso abbia invece ponderato e scelto di rispondere in quel modo? Basta riascoltare la conferenza per accorgersi che c’è un messaggio (non colto e sfuggito ai più), che a mo’ di fil rouge lega ogni singola dichiarazione della conferenza del lusitano.“Ora non è tempo di pensare ai rinnovi e al mercato, dobbiamo concentrarci tutti sul campo, per aiutare il mister e la squadra a migliorare gli attuali risultati, perchè ci aspetta una seconda parte di stagione importante da giocare su tre fronti”.
Un concetto chiarissimo, che avrebbe meritato maggior spazio editoriale e che a leggerlo e rileggerlo a freddo, sa tanto di messaggio ai naviganti interni a Trigoria:tutti sotto esame. D’altronde Mou era stato già abbastanza chiaro nei confronti della squadra, nelle dichiarazioni a caldo post Milan-Roma: “Sono loro che devono salire al mio livello, non io a scendere al loro”. Il tutto corredato da una serie di aggravanti sportive: la Roma costa come un top club, con un monte ingaggio da Champions, perde oltre 100 milioni l’anno e nonostante gli investimenti dei Friedkin (oltre 500 milioni nelle casse del club in meno di due anni) veleggia tristemente intorno al sesto posto. Ricollegando i puntini di questo immaginifico disegno, si arriva ad una conclusione che dovrebbe esser scontata, ma purtroppo non è, perché forse non la si vuole cogliere. La Roma deve alzare il livello delle sue performance e migliorare la classifica in campionato, provando a vincere parallelamente uno dei due trofei rimasti (Coppa Italia e Conference League). Non è casuale che come per Zaniolo – il cui entourage non è stato ancora ufficialmente convocato per iniziare a trattare il rinnovo di un contratto in scadenza comunque nel 2024 – anche per Veretout, lo stesso Mancini di cui si vociferava una firma imminente mai ufficializzata, piuttosto che per Cristante, valga la stessa regola. Stop ai rinnovi, se ne riparlerà in primavera inoltrata, quando Pinto (altro puntino del disegno da ricollegare a quelli precedenti) ha asserito “mi siederò con la proprietà, lo staff e mister Mourinho, per stabilire le strategie di mercato per la prossima estate“.
17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Zaniolo abbandona il campo deluso
(Foto Gino Mancini)
Nicolò è un gioiello della Roma, ma soprattutto un simbolo per la tifoseria, divenuto tale perchè negli ultimi 4 anni di Medioevo giallorosso, ha rappresentato una nuova speranza da cavalcare. La proprietà lo sa, lo sa pure Tiago Pinto e lo avrà evinto anche Mourinho, ancor di più in queste ore di insane discussioni e accese diatribe social. Ma è anche un calciatore reduce da due gravi infortuni, che in questo campionato ha faticato finora a ritrovare al 100% lo smalto dei suoi esordi in giallorosso. Paradossalmente non conviene neanche al ragazzo sedersi oggi a trattare il rinnovo, perchè a maggio, qualora faccia un grande girone di ritorno e ritrovi anche da protagonista la Nazionale, avrà un potere nella contrattazione maggiore. Zaniolo tra l’altro non ha mai chiesto 4 milioni di euro, perchè non c’è stato ancora un reale vertice di mercato tra gli agenti e la Roma, che ha deciso come detto di procrastinare il tutto ai prossimi mesi, dove non sarà nelle condizioni di poter esser presa per il collo da nessuno. Si valuterà la posizione in classifica, il budget che la proprietà certamente metterà a disposizione per la nuova campagna acquisti, ma soprattutto il rendimento di ogni singolo giocatore oltre alle idee tecniche di Mourinho, che sicuramente chiederà almeno tre nuovi titolari. Solo allora Pinto potrà iniziare le interlocuzioni per il rinnovo dei giocatori che la Roma riterrà obbligatori per essere ancor più competitiva.
Dunque il messaggio complessivo è chiaro: il campo deve tornare sovrano nei pensieri e nelle azioni di tutti. Per parlare di mercato e contratti ci sarà tempo. Sempre che non si abbia voglia, a Trigoria e fuori, di innescare la solita autodistruzione.
28.11.2021 Roma vs Torino (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho prende appunti
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RETESPORT di Francesco Oddo Casano – Roma-Genoa l’antipasto, poi il primo e il secondo con le sfide di Coppa Italia contro l’Inter a San Siro martedì prossimo e la trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Il menù e le portate dei prossimi dieci giorni sono sul tavolo di Trigoria, Mourinho intanto prepara la sua brigata, con la speranza di servire ottimi piatti. Al di là della metafora culinaria, per i giallorossi sarà un mese verità per quanto riguarda il piazzamento in campionato e la super sfida di Coppa Italia. Un periodo di tempo fino al big match del 6 marzo contro l’Atalanta, che la Roma dovrà affrontare con i motori a mille per cercare di rientrare nella corsa al quarto posto, squilibrata almeno sulla carta, dai movimenti di mercato della finestra invernale.
Pinto ieri, dopo le dichiarazioni di Mourinho espresse nelle ultime conferenze stampa, ha sottolineato a più riprese che ora non è più tempo per disperdere energie sulle strategie di mercato o sui rinnovi, ma concentrarsi esclusivamente sul lavoro da svolgere in campo, con l’obiettivo di migliorare i risultati sin qui acquisiti. Il rientro di Pellegrini è alle porte, quasi certamente il capitano sarà convocato per la sfida col Genoa ma probabilmente partirà in panchina. Gli arrivi di Oliveira e Maitland-Niles, consentono a Mourinho di gestire con maggiore serenità la rosa e anche le rotazioni. Se per tutto il girone d’andata lo Special One non ha quasi mai attinto completamente alla panchina, optando per 2-3 sostituzioni al massimo, adesso con tutta la rosa al completo (eccetto Spinazzola) e gli ultimi acquisti, si potrà mettere in pratica un piano di rotazioni che coinvolga di media 16 giocatori a partita.
Le opzioni tattiche per sabato sono varie: il Genoa gioca 4-3-3, è una squadra che ha disperato bisogno di fare punti e il nuovo tecnico Blessin di certo non appartiene alla scuola italiana dei tecnici ‘speculativi’, ma la Roma rispetto alla sfida di Empoli, scenderà in campo con l’obiettivo di azzannare l’incontro. Ecco che se da una parte il 3-4-2-1 visto al Castellani potrebbe essere riproposto per la qualità di gioco espressa soprattutto nel primo tempo, non è da scartare l’ipotesi di un ritorno al 4-2-3-1 con Oliveira e Veretout davanti alla difesa, Mkhitaryan trequartista alle spalle di Abraham e Zaniolo-El Shaarawy sugli esterni. In entrambe le situazioni Mou avrebbe in panchina uno tra Cristante e Veretout, Pellegrini di rientro dall’infortunio, Shomurodov, ma anche Felix, Kumbulla (più Ibanez in caso di difesa a quattro) Vina che rientrerà nelle prossime ore dall’Uruguay e osserverà forse un turno di riposo. Insomma sei-sette possibilità per cambiare modulo in corsa o consentire delle rotazioni in vista del big match contro l’Inter. Un dato è certo: ora Mou può scegliere.
Trigoria 24.11.2021 Allenamenti Roma Nella foto: Mourinho indicazioni
(Foto Gino Mancini)
“Roma assolata per il duro lavoro e grande feeling in allenamento con questa squadra”. Così Josè Mourinho sul suo profilo Instagram, dove ha postato un breve video con un frammento della seduta di questa mattina ripreso dal drone, una delle innovazioni portate dallo Special One a Trigoria.
“Oliveira è un calciatore di livello europeo, che serviva alla Roma e lo ha già dimostrato in campo nelle sue prime apparizioni. Aggiungo che anche Maitland-Niles è un ragazzo di spiccata duttilità e che Mourinho sta dimostrando di tenere in grande considerazione. Quindi il voto al mercato giallorosso è 7”. Così Angelo Di Livio, nel giudizio sul mercato condotto da Tiago Pinto, ai microfoni di Retesport.
Una giornata speciale per Josè Mourinho che oggi ha festeggiato 59 anni e la squadra, lo staff, la dirigenza ha deciso di riservare al tecnico giallorosso una bella sorpresa: una piccola festicciola organizzata all’interno dello spogliatoio, prima dell’allenamento, con tanto di torta di compleanno. Stupito ed emozionato Mou ha spento le candeline, sorriso con i suoi ragazzi e dopo aver offerto una fetta a Pellegrini in qualità di capitano, ha esclamato: “Ora andiamo a lavorare”.