Trigoria 24.11.2021 Allenamenti Roma Nella foto: Mourinho con i fratini
(Foto Gino Mancini)
Allenamento mattutino e tanti sorrisi tra Mourinho e i suoi calciatori, che questa mattina hanno svolto esercitazioni tecnico-tattiche, dopo aver visionato alcune immagini delle gare della squadra di Tudor, in vista della sfida contro il Verona di sabato.
Dubbi sul modulo per Mou
Scelte definitive di formazioni sono premature, ma Mourinho quasi certamente tornerà alla difesa a 4 salvo la scelta di Cristante nel ruolo di libero. Out Mancini per squalifica e Ibanez infortunato, oggi al pari del brasiliano non ha partecipato alla seduta mattutina anche El Shaarawy oltre a Spinazzola come noto fermo ai box da mesi. Davanti tornerà Zaniolo al fianco di Abraham.
Probabile formazione (4-3-3): Rui Patricio, Karsdorp, Smalling, Kumbulla, Vina; Cristante, Oliveira, Mkhitaryan; Zaniolo, Pellegrini, Abraham
6.11.2021 Venezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano)- Risultati altalenanti, i primi dubbi sulla gestione di Mourinho, figura che continua però a raccogliere la quasi unanime fiducia da parte della tifoseria giallorossa. Si discute da giorni in città sulla costruzione della Roma della prossima stagione, complice la posizione decisamente anonima in campionato e l’uscita anzitempo dalla Coppa Italia. Resta la Conference League, come salvagente di una stagione, che al momento ha regalato magre soddisfazioni al pubblico romanista.
Josè Mourinho ha più volte picconato con una dialettica sferzante le certezze di una rosa che probabilmente a giugno sarà rivoluzionata. Tiago Pinto – per bocca dei Friedkin – ha recentemente annunciato lo stop ai rinnovi di contratto: sono in corso a Trigoria profonde riflessioni sul valore di diversi titolari, che la società potrebbe cedere a giugno per costruire una Roma più a formato di Mou.
Nel corso del palinsesto di Retesport, abbiamo chiesto ai nostri ex calciatori se è giusto concedere a Mourinho totale carta bianca sulla costruzione della Roma 2022-23. Le risposte sono state diverse e circostanziate. Fabio Petruzzi sostiene che lo Special One, nonostante ‘la Roma non giochi bene e non abbia ad oggi un’identità tattica evidente’ meriti pieni poteri: “Darei carta bianca a Mourinho per ribaltare la situazione. Ad oggi la Roma ha 2 certezze: Mourinho e la società”. Dello stesso avviso Roberto Scarnecchia:“Bisogna dare carta bianca a Mourinho: la Roma spesso ha giocato bene ma ci vuole tempo, abbiamo troppa fretta. Vedo potenzialità importanti, diamo fiducia allo Special One’’.
Dunque certezze, al netto di risultati finora scadenti, che la Roma potrà cambiare marcia affidandosi anima e corpo al suo allenatore. Chi invece ha un pensiero più critico è Ciccio Graziani: “Non darei carta bianca a Mourinho: mi aspettavo una Roma tecnicamente superiore, che giocasse meglio, con più continuità. Questa squadra non mi ha mai dato la sensazione di essere allenata da Mou. Resto ancora fiducioso per il futuro”. L’ex centravanti giallorosso ravvisa nel lavoro di Mourinho degli errori. “La Roma ha un progetto triennale – ha aggiunto Graziani – se aggiungi 4-5 giocatori può diventare una squadra forte. Secondo me non andrà fatta una rivoluzione, ma soltanto alcuni innesti mirati in alcuni reparti“. No secco anche da parte di Angelo Di Livio:“La Roma non mi ha mai dato la sensazione di essere allenata dallo Special One: è una squadra senza carattere. Come i calciatori, anche Mou deve dimostrare quello che sa fare fino al termine della stagione”. Riflessione più cauta quella di Capitan Giuseppe Giannini, che ha sottolineato delle criticità addebitabili alle scelte tattiche fate del tecnico giallorosso nelle ultime sfide: “La Roma è in evidente difficoltà e anche Mourinho sta commettendo degli errori: questo continui cambi di modulo non aiutano la squadra. Vedo dei limiti di natura organizzativa e anche le scelte in corsa spesso non producono risultati apprezzabili”.
26.9.2021 Lazio vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Josè Mourinho
(Foto Gino Mancini)
“Non darei carta bianca a Mourinho: mi aspettavo una Roma tecnicamente superiore, che giocasse meglio, con più continuità. Questa squadra non mi ha mai dato la sensazione di essere allenata da Mou. Resto ancora fiducioso per il futuro”. Così Ciccio Graziani ai microfoni di Retesport nel corso di 1927.
6.2.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Ronaldo Chiesa
(Foto Gino Mancini)
Il ritorno di Ronaldo allo United non è stato così felice, come il portoghese auspicava. Secondo quanto riferisce il ‘SUN’, in special modo dopo l’arrivo di Rangnik, CR7 starebbe pensando ad un addio. Come scrive il tabloid inglese sarebbero molte le pretendenti per il portoghese: Bayern Monaco e PSG su tutti, ma anche la Roma avrebbe mostrato interesse, con Josè Mourinho che, secondo il “Sun”, darebbe il benestare all’operazione.
20.1.2022 Roma vs Lecce Coppa Italia Sport; Calcio;
Nella foto: Veretout
(Foto Gino Mancini)
Il futuro di Jordan Veretout alla Roma potrebbe essere lontano da Roma. Come riferisce il Corriere dello Sport, i colloqui di Tiago Pinto col procuratore Mario Giuffredi, che quando può rilascia dichiarazioni che alimentano i dubbi verso la prossima stagione, fanno pensare che il rapporto tra il francese e i giallorossi si stia avvicinando alla conclusione. Per scelta e non per necessità, con un divorzio estivo che adesso sembra la strada più probabile.
“Prestazione ignobile della Roma a Reggio Emilia. Questa squadra sta andando alla deriva e la responsabilità primaria è di Mourinho: non c’è gioco, organizzazione, continui lanci lunghi senza un’idea.” Così Angelo Di Livio ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927.
“Mourinho inoltre ha sbagliato a leggere la partita, con dei cambi senza senso. Al Sassuolo mancava tutto l’attacco titolare, il pareggio di ieri è veramente mortificante. Mi aspettavo tutt’altro allenatore rispetto a quello che stiamo vedendo a Roma, soprattutto dopo la serie di esoneri subiti. Vedo una squadra totalmente impreparata da tempo, il problema non è ieri, è una situazione che va avanti da tanto tempo”
Fabio Capello ha parlato di Mourinho e delle ultime prestazioni dei giallorossi, ai microfoni di Sky Sport:
Sullo sfogo… “Quelle sono delle offese nei confronti dei calciatori, ma ci vuole sempre rispetto. Bisogna pretendere rispetto ma anche darlo. Si è giocato l’ultima carta, offendendo di fatto i giocatori. Io non l’ho mai fatto mi sono sempre posto con rispetto senza offendere. Ho sempre agito con rispetto pretendendone altrettanto. La prima regola che chiedo è proprio quella del rispetto, verso tutto lo staff. Trattare male le persone significa poter offendere uno della famiglia. Se tu mi offendi come ha fatto Mourinho, crei anche un danno economico alla società ed è un aspetto molto importante”.
Sul 2-2 a Sassuolo “Conoscendo Roma, se avessero perso 2-1 ieri, i tifosi sarebbero andati a Trigoria. Quando c’ero io sono venuti in 3000 a Trigoria dopo aver preso 4 gol dall’Atalanta. Mourinho è abituato a vincere, a essere protagonista e leader, trovandosi in questa situazione e con queste difficoltà ha un po’ sbroccato. O è una tattica, arrivato al limite, toccando i giocatori nelle loro qualità che è come un’offesa. Nelle squadre ci sono sempre dei leader e probabilmente a questa Roma mancano dei leader di spogliatoio e di campo. Altrimenti davanti a quelle parole di Mourinho avrebbero detto qualcosa. Invece probabilmente sono buoni giocatori senza quella personalità o leadership che fanno da aggregante. Manca chi trascina. Credo che Mourinho abbia le idee chiare della squadra che sta allenando. Lui cerca di portare un tipo di mentalità e un sistema di lavoro diverso da quanto fatto in precedenza, perché alcuni giocatori sono l’ombra di quelli visti lo scorso anno, da Veretout a Mkhitaryan. Mourinho ha visto che tatticamente non si migliora, non si riesce a trovare il nodo della questione e tirare fuori qualcosa di importante, l’atteggiamento non gli piace, allora ha tirato una bomba”.
Campionato di calcio serie A 2021/2022 Sassuolo vs Roma
(di Francesco Oddo Casano) – C’è un principio ispiratore, che ha guidato Mourinho nella sua carriera fino ad oggi: “Ho i miei metodi d’allenamento, altrimenti farei un altro mestiere, ma continuo a pensare che la differenza la facciano i giocatori”. Pratico, efficace, reale. D’altronde Capello o Sacchi non avrebbero raggiunto straordinari successi senza il grande Milan degli invincibili, così anche il visionario Pep Guardiola non sarebbe stato Guardiola senza Messi, Xavi, Iniesta, Puyol etc, e così via.
Il calcio moderno è alimentato però anche da grandi avventure sportive costruite nel tempo non solo sulle qualità individuali. Il Chelsea di Tuchel ha un gruppo storico di grandi giocatori, che faticavano prima ad esprimere le loro potenzialità e sono migliorati contestualmente ad un’idea di gioco chiara, che li ha resi più forti, portandoli sul tetto del mondo. Il Liverpool di Klopp ha giovato di inserimenti di livello assoluto (Alisson, Salah su tutti) ma nel primo triennio non ha raccolto nulla, stappando l’era dei propri successi con una lenta ma inesorabile costruzione, fondata su un’identità riconoscibile. Insomma non esiste una strada univoca per vincere o un modello assoluto da inseguire. Nel suo piccolo l’Atalanta è una realtà vincente: stabilmente in Champions League da anni, in lotta al vertice del campionato, con un bilancio sano e un monte ingaggi risicato. Ma c’è un aspetto che non va mai dimenticato: nessuna squadra al mondo, che ha scritto la storia di questo sport o che ha semplicemente vinto, è entrata in campo non sapendo cosa fare. Non è questione di qualità estetica del gioco, ma di strategia e identità.
La Roma di Mourinho ha un grande limite, che non risiede forse solo nella qualità della rosa (più o meno scadente), nelle scelte dell’allenatore, negli errori commessi sul mercato. Queste sono componenti endemiche di un progetto che fatica a riconoscersi, ma perfezionabili col tempo. La Roma di Mourinho da settimane scende in campo e guardandosi allo specchio, non vede se stessa ma la proiezione di un gruppo statico, stantio, arido calcisticamente. E’ una formazione che trasmette un senso di apatia e impotenza, che la porta a sbagliare sistematicamente l’approccio alle partite, a regalare interi tempi di gioco o a rientrare, come ieri a Reggio Emilia nella ripresa, con i motori completamente spenti.
E’ evidenziabile però una inquietante involuzione. Perchè nella prima parte di questa stagione la Roma aveva un’identità chiara, innestata sul 4-2-3-1 (ma non è un problema di moduli) o quanto meno lavorava strenuamente per definirla. Squadra compatta, aggressiva, che creava un buon numero di palle gol e ogni tanto perdeva equilibrio, sopperendo però alle sue defaillance, con uno spirito ed un entusiasmo diversi dal recente passato. Si lottava, su ogni pallone, come se fosse l’ultimo, si aggrediva con coraggio. Il momento più alto? Roma-Napoli 0-0. Una gara condotta alla pari dai giallorossi contro una formazione lanciatissima in testa alla classifica.
C’erano state già delle cadute fragorose (Verona e Derby) ma la Roma convinceva per la voglia di provare a vincere tutte le partite. Poi alcuni errori arbitrali e alcune pesanti sconfitte nei big match hanno ridimensionato lo spirito, hanno quasi appiattito quell’istinto di sopravvivenza che la squadra mostrava in ogni gara giocata. Bodo è stato il primo momento di rottura: una debacle totale simile ad una coltellata che Mourinho non ha digerito (forse ancora oggi) e che ha portato a distinguere titolari e riserve in maniera netta, con tanto di epurazioni. Lodevole allora il tentativo del lusitano di scuotere la squadra anche tatticamente. Il cambio modulo ha inciso sulle variazioni di sistema. Mkhitaryan portato al centro del campo ‘perchè è il calciatore più intelligente, che sa leggere il gioco in anticipo‘. Zaniolo accentrato per assistere Abraham. Mosse che hanno accentuato un inevitabile principio: difendere e ripartire, in verticale ma che avrebbero dovuto far emergere anche una maggior capacità di controllo delle partite. Bergamo il momento più alto, una gara praticamente perfetta, sporcata però dalle solite disattenzioni difensive, che potevano costare care. Dopo quella sfida Mourinho si è sentito nuovamente tradito. Si aspettava un salto di qualità che non è mai arrivato. Poi la terza coltellata, contro la Juve, forse quella definitiva. In totale dominio del match, la Roma si è sciolta in sette minuti. Una terza coltellata che sembra aver rassegnato anche lo Special One, cioè colui che ha costruito la sua carriera sull’impeto emotivo e sull’ambizione smodata.
La Roma di oggi è un ibrido senza nè capo nè coda. Una squadra che difende male, attacca peggio, che fatica a costruire un’azione manovrata. Un meccanismo che non trova i giusti ingranaggi e che nel riflesso delle dichiarazioni sanno quasi di resa: “Non mi piace la difesa a tre ma è la soluzione migliore per far sentire più a loro agio i giocatori”. Non è questione di moduli, ma di identità. Si può giocare a 3, a 4 o a 5, ma il piano strategico deve essere chiaro. La Roma scende in campo sapendo di non avere la forza di dominare l’incontro e affronta gli avversari in maniera inerziale. Se passa in vantaggio, si siede e spera di controllare la partita, se poi subisce prova arrembaggi confusi nel finale. Non è ancora chiaro dopo 35 partite che Roma vorrebbe Mourinho, di certo quella che stiamo vedendo è lontanissima dalle speranze e le aspettative del tecnico, che lancia sassi nello spogliatoio come in uno stagno ma ciò che essi propagano, alla luce delle mortificanti risposte del gruppo, sono solo leggere onde d’urto, fini a se stesse.
28.11.2021 Roma vs Torino (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham esulta con El Shaarawy
(Foto Gino Mancini)
Senza Ibanez e Zaniolo, visto anche lo scadente rendimento delle ultime due partite, Josè Mourinho potrebbe nuovamente tornare indietro, alla difesa a quattro e ad un modulo che pubblicamente ha sempre affermato di apprezzare di più. I dubbi restano, se non altro perché anche Abraham non è al 100% ma al Mapei Stadium quasi certamente ci sarà. La Roma non può più perdere punti per strada, se ambisce a giocare almeno l’Europa League nella prossima stagione.
In più i giallorossi dovranno necessariamente sfruttare le assenze pesantissime in casa Sassuolo: out Scamacca e Raspadori, oltre a Djuricic e Toljan. I neroverdi non vanno comunque sottovalutati, vista la grande prestazione offerta allo Stadium ieri sera contro la Juventus. Se Mou dovesse optare per la difesa a tre, Kumbulla prenderà il posto di Ibanez, con Maitland-Niles che dovrebbe far rifiatare Karsdorp dall’inizio. Sull’altra fascia ci sarà El Shaarawy, apparso tra i più in forma anche contro il Genoa. In mezzo al campo il vero rebus: Oliveira sicuro del posto, idem Mkhitaryan, con il rientro di Pellegrini che potrebbe girare alle spalle di Abraham, con Cristante titolare e Veretout in panchina.
Se invece la Roma dovesse tornare alla difesa a quattro, Karsdorp e Vina giocherebbero sugli esterni, con Smalling-Mancini centrali. In mezzo al campo Cristante-Oliveira, con Pellegrini alle spalle di Abraham, Mkhitaryan ed El Shaarawy sugli esterni. La rifinitura di domani aiuterà lo Special One a decidere quale ‘nuova’ Roma scenderà in campo al Mapei Stadium.