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L’affondo di Mou: “Noi puntiamo a traguardi più alti”

Il grande dubbio in casa giallorossa è legato all’utilizzo di Matias Viña. Mourinho, ieri, ha fatto capire come il terzino uruguaiano possa recuperare, regalando però una notizia che nessuno gli aveva chiesto espressamente.

Quantomeno insolito, per uno che cerca sempre di tenere un po’ tutto segreto o ovattato. Pre-tattica? Forse, lo scopriremo solo oggi, al fischio d’inizio. Intanto ieri Viña si è allenato e può riprendere il posto, rispedendo in panchina Calafiori. Come scrive la Gazzetta dello Sport, per sostituire Lorenzo Pellegrini, invece, Mou dovrebbe spostare Mkhitaryan al centro, inserendo El Shaarawy a sinistra, anche se a Trigoria è stato provato pure un inedito 3-4-2-1, con Zaniolo e Micki alle spalle di Abraham.

Detto questo, l’assenza di Pellegrini nella sfida di oggi pomeriggio all’allenatore portoghese proprio non va giù. “Potrei dire che il derby è iniziato al 90’ della gara con l‘Udinese – dice lo stesso Mou –. Perché avere Pellegrini è una cosa, non averlo è un’altra, per tutto ciò che fa e per il ruolo che ha da giocatore e da capitano. L’arbitro che ha sbagliato è giovane, ha fatto una cagata (letterale, ndr ), Rocchi troverà il modo di farlo crescere e migliorare”.

Nel frattempo per Mou sarà il 120° derby della sua carriera. “Queste partite sono quelle che non preoccupano un allenatore – dice lui -, partite in cui non serve motivare la squadra. Ma alla fine conterà ciò che faremo in campo, non le parole, quelle vanno via con il vento. Giochiamo sempre per vincere, bisognerà dare tutto e fare una partita “completa”. Mi ha colpito l’affetto dei tifosi dopo il k.o. con il Verona: vuol dire che c’è un’empatia vera, non artificiale. Loro meritano il massimo, esattamente come lo meritano però anche i miei ragazzi“.

E a chi gli chiede se la Roma è la squadra più “debole” della sua carriera, Mou risponde così: “Questa è una sfida diversa rispetto al passato. Con il club non abbiamo mai avuto un dubbio: sappiamo chi siamo e dove vogliamo arrivare. In passato ho avuto delle squadre dove c’erano dei dubbi, qui invece non ce ne sono. Questa non è la squadra più difficile della mia carriera, ma la sfida più difficile sicuramente sì“.

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Totti: “Mourinho è un valore aggiunto. Abraham formidabile. Pellegrini? Ha tutto dalla sua parte per fare bene”

Francesco Totti ha parlato al canale ufficiale della Serie A Tim alla vigilia del derby Lazio-Roma:

Come vivevi il derby?
“Prima che diventassi giocatore, ero abbonato in Curva ed ero un tifoso malato per la Roma, per me il derby era una partita particolare, si viveva diversamente da tutte le altre città, io soffrivo molto. La città di Roma ti porta a questo rapporto tra giocatori e tifoseria, tra me e loro c’era amore reciproco e diverso e la vivevo diversamente dagli altri giocatori”.

Come era l’attesa?
“Quando si parla di derby a Roma, ti parlo di 20 anni fa, se ne parlava almeno 3-4 mesi prima, c’era chi preferiva vincere i due derby anziché lo scudetto. Chiaro che se vinci derby e scudetto è la ciliegina sulla torta, l’importante era non uscire sconfitte, se perdevi il derby dovevi aspettare quello di ritorno perché era complicato vivere a Roma”.

Pellegrini?
“Ho sempre detto che ha un qualcosa in più rispetto agli altri, spero possa fare un ottimo percorso. Roma è una piazza difficile, tra virgolette non è ben visto come me e De Rossi però se continuasse così avrebbe tutto dalla sua parte”.

Abraham?
“Quando arrivano questi giocatori tutti pensano che sia l’uomo derby, è un giocatore formidabile. È stato un acquisto top, è un ragazzo molto predisposto a dare un contributo alla squadra, nella piazza di Roma un giocatore come lui che mostra attaccamento è fondamentale”.

Il confronto tra Mourinho e Sarri?
“Quello che conta è il campo, la motivazione, la voglia di vincere. Se hai due tecnici di questo calibro, sai che sarà un bel derby da vedere. Con Mourinho in panchina è tutto in più, è uno che ti aiuta, ti motiva, ti stimola, ti fa dare tutto e in una città come Roma penso sia la cosa più importante”.

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Lazio-Roma, Mourinho decide per il ritiro a Trigoria in vista del derby

In arrivo il primo derby di Roma per Josè Mourinho, che si prepara alla stracittadina pensando a chi schierare al posto dello squalificato Lorenzo Pellegrini, tra i giallorossi più in forma del momento. Ma non basta: come scrive la Gazzetta dello Sport, il derby va impostato anche al livello psicologico. E allora ecco che, stando a quanto riportato sulla versione odierna del quotidiano sportivo, lo Special One ha già ordinato il ritiro a Trigoria in vista del match di domani.

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AUDIO – Mourinho: “Dobbiamo migliorare la qualità del gioco. Vina e Miki hanno due piccoli problemi, spero di recuperarli”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Verona-Roma:



C’è qualcuno che non ha recepito la sua idea di calcio?

“No, sarebbe facile dire che giovedì siamo stati perfetti. Analizziamo tutte le partite e i problemi che abbiamo avuto. Da questo punto di vista possiamo fare meglio, non nel risultato ma nella qualità del gioco e nella fase difensiva. Ad inizio partita e ad inizio secondo tempo loro hanno avuto momenti di controllo”

Futuro stadio della Roma. La Roma non riesce ad ottenere risultati. Ha un messaggio per il futuro sindaco?
“Prima di tutto io sono allenatore. Faccio quello che mi piace fare, che amo fare. Non voglio essere niente di più di questo. Un allenatore con un legame speciale con club, tifosi, proprietà ma sempre allenatore. Ovviamente avere lo stadio di proprietà è positivo per una società. Ho letto con grande soddisfazione quello che la signora Raggi dice della Roma, soprattutto quando parla dei proprietari. Sente grande rispetto. Si vedrà nel futuro. Ma io sono allenatore.”

L’ha soddisfatta Ibanez terzino? Cosa sta succedendo a Villar?
“Non capisco, anche prima del Sassuolo non abbiamo parlato di Sassuolo. Ora non abbiamo ancora parlato dell’Hellas. Non è un post-partita, è un pre-partita. Pensavo di parlare della prossima partita e meno di queste cose. Non so che risponderti. Mkhitaryan e Vina hanno due piccoli problemi, piccoli problemi ma abbiamo medici e fisioterapisti straordinari, che lavorano in maniera grandissima e mi aspetto ancora che siano disponibili per domani. Villar? Non capisco la domanda, perchè l’anno scorso era titolare, giocava sempre e quest’anno non lo fa? Che cosa posso rispondere? Fonseca aveva un’idea di calcio diversa dalla mia, opzioni diverse dalle mie, sarà così col prossimo allenatore con cui magari chi è titolare con me non lo sarà con lui. Nessun problema con Villar, forse ha il problema che Cristante e Veretout stanno giocando bene, ma è buono per la squadra. Parlare qui di titolari e non, non ha senso. Come avete visto abbiamo cambiato tanti giocatori con la partita col CSKA perchè ci fidiamo di tutti. Ibanez? Non è un terzino, è ovvio che non lo sia, non è un fluidificante, può fare la posizione in emergenza, con prospettiva difensiva, non sarà mai un terzino”

Che Verona si aspetta domani? Il fatto che vengano esonerati due allenatori dopo 3 giornate è corretto? Viene dato poco tempo agli allenatori?
“Non mi piace parlare di quello che succede in casa d’altri, sono loro che devono spiegare le loro ragioni. Mi dispiace tanto per due colleghi che sono stati esonerati così presto, però non conosco le motivazioni e non è roba mia. Sono contento che Mazzarri tornerà, abbiamo giocato contro in Italia e in Inghilterra, Tudor ha trovato un’opportunità e sono contento per lui, mi dispiace per Semplici e Di Fra, mi auguro tornino al più presto”

Un gol è nato in panchina col Sassuolo, forse grazie al suo staff. Può essere un segreto del suo successo il fatto di avere uno staff anche molto giovane? E’ anche uno dei suoi segreti?
“La verità è che quando ho iniziato 20 anni fa, oggi non ho nessuno con me di quel primo staff tecnico. Per tanti anni siamo stati praticamente sempre gli stessi. Oggi quello che è da più tempo con me è Lalin che viene dal Real del 2010, tutti gli altri abbiamo cambiato per ragioni diversi, a volte perchè loro cercavano opzioni diverse per la propria carriera, altre volte una mia scelta per cercare persone più adatte alle esigenze del club, qui ad esempio ho scelto due preparatori atletici, uno per la squadra uno per lavorare sulle esigenze individuali e la prevenzione. Siamo arrivati in 4 oggi siamo 14-16, perchè qui c’erano ragazzi di qualità, gente aperta ad imparare, il dipartimenti medico, analisti etc. Adesso viaggiamo con un pullman dello staff, che magari diventerà di qualcun altro dopo che andrò via un giorno, importante per me lasciare anche una base di lavoro che possa essere per gli altri. Festeggiamo insieme, lavoriamo insieme e nei momenti negativi saremo ancora più stretti insieme. Mi piace lavorare con gente non dico giovane di età, perchè nel calcio conta relativamente, ma con gente che lavora 24 ore, che analizza, che ama stare qui e pensare come migliorare”

Vina ha un piccolo problema, Ibanez non è un terzino, Reynolds non lo ha ancora utilizzato, Calafiori ha avuto i crampi. Ha mai pensato ad adottare una difesa a tre? Ha pensato al reintegro di Santon?
“No, ho pensato a Tripi che verrà con noi domani e se domani abbiamo qualche problema con questi calciatori, ha fatto pre-stagione con noi, ha lavorato e giocato con noi, ha imparato il nostro modo di pensare, è un ragazzino intelligente, che può giocare in tutte le posizioni difensive e a centrocampo, ha un cuore super romanista, anche se non ha grande esperienza, ma l’intelligenza per giocare. Non penso al reintegro di chi è fuori dalla squadra. Possiamo giocare a tre o a quattro, non lo abbiamo ancora fatto ma non posso dire che non lo faremo. Tante squadre giocano a tre ed è possibile che in alcuni casi potremmo utilizzarla”

Quanto conta l’aggressività degli attaccanti in fase di recupero palla?
“Dipende dal piano di gioco, se vogliamo pressare alti serve aggressione sui difensori è ovvio. Se la strategia è giocare più bassi, ma col CSKA e la Salernitana abbiamo cercato di pressare alto. La partita di domani ha una difficoltà in più, in primis la qualità dei calciatori, ma anche la difficoltà extra del nuovo allenatore, non abbiamo riferimenti per poter pensare che tipo di gioco faranno, possiamo guardare al passato di Tudor, penso cercherà di ripetere i suoi principi, ha giocatori diversi ma giocherà in modo diverso? Ci sono tante domande senza risposte, è una difficoltà extra per noi, non possiamo immaginare che proposta offriranno”

Si è arrabbiato perchè non ha potuto inserirlo nell’ultima partita, cosa manca a Mayoral per rientrare nel giro degli attaccanti?
“Quello che manca è che la FIFA ci dia il permesso di giocare con 12, siccome possiamo fare solo una squadra di 11 giocatori continueremo così. Ovviamente scherzo, mi dispiace che non abbia avuto tante chance, perchè un giocatore forte, che lavora tantissimo e ha avuto solo 16 minuti, sarà importante per noi, perchè un fantastico professionista. Mi piace più oggi di quando sono arrivato 2 mesi fa, mi piace veramente. Tammy sta molto bene, Eldor idem come avete visto, possiamo giocare con due punte. Quando abbiamo deciso di mettere Abraham e Mayoral è perchè possiamo giocare con due punte, lo abbiamo fatto col Sassuolo, non è possibile giocare con due se non c’è un terzo in panchina. Mayoral ha qualità, intelligenza, fa gol ed è freddo sotto porta, però mi piace anche Tammy, Eldor ma Borja so che vuole di più, ma arriverà”

Tudor sembra un allenatore che si orienta molto sulla marcatura a uomo, come si affrontano queste squadre che ti vengono a prendere a tutto campo?
“Abbiamo pensato a questa possibilità, se è una rottura totale con il passato della squadra, potevamo pensare che lui arrivato 3 giorni fa, difficilmente cambierà questa dinamica, ma con Juric giocavano in marcatura, non penso le idee siano diverse, ma c’è sempre il dubbio come dicevo prima. E’ difficile giocare contro queste squadre che giocano così, si è visto ieri col Sassuolo che è andato in difficoltà contro il Torino, è una proposta valida di gioco come altre. Se sarà così, sarà difficile, abbiamo lavorato ieri ed oggi, pensando anche a questa possibilità. Loro sono bravi in uscita, con la proiezione dei terzini, hanno profondità, è una squadra che mi piace, che ha ancora zero punti ma poteva farli a Bologna o contro l’Inter, si salveranno tranquillamente”

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Roma-CSKA Sofia, Mou vara il ‘mini turnover’. Le immagini della rifinitura e la probabile formazione

La Roma ha svolto la rifinitura a Trigoria alla vigilia del match contro il CSKA Sofia in programma domani sera all’Olimpico. In conferenza stampa Josè Mourinho ha confermato che El Shaarawy e Calafiori saranno titolari contro i bulgari, ma ha anche affermato che non farà un turnover massiccio, per mantenere una certa fisionomia di squadra. Per questo – anche alla luce di alcuni calciatori usciti decisamente stanchi dalla battaglia dell’Olimpico di domenica scorsa – lo Special One farà al massimo 4-5 cambi rispetto alla formazione titolare.

Rui Patricio ripartirà dall’inizio, con Calafiori a sinistra, il ritorno di Chris Smalling al centro e probabilmente Ibanez terzino destro con la conferma di Mancini centrale. A centrocampo Veretout dovrebbe riposare, è ballottaggio tra Diawara e Villar, con il guineano favorito. In avanti Shomurodov potrebbe rilevare Abraham, confermato Pellegrini trequartista, con El Shaarawy che sostituirà Mkhitaryan e dubbio Perez-Zaniolo a destra.

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Mou ha scelto un villino ai Parioli: è di proprietà di Aquilani

Una romantica e lussuosa vietta nel cuore dei Parioli è diventata dal primo settembre la nuova abitazione di José Mourinho. Il tecnico della Roma ha lasciato l’hotel che lo ha ospitato per quasi due mesi nel centro della capitale, per trasferirsi a un passo da Piazza Ungheria, in via Francesco Jacovacci, una strada immersa nel verde dell’esclusivo quartiere di Roma nord, che congiunge la via Flaminia a Largo dei Monti Parioli.

Dopo esser stato tentato dalla meraviglia di Palazzo Taverna – storica dimora in cui comunque sembra intenzionato a fare degli investimenti su richiesta della moglie – lo Special One ha scelto un appartamento di 400 metri quadri di proprietà dell’ex centrocampista giallorosso Alberto Aquilani.

Un affitto di tre anni, il tempo della durata del contratto firmato da Mou con il club giallorosso. Come scrive la Repubblica, una trentina i chilometri che dividono la zona di Piazza Ungheria dal centro sportivo di Trigoria, forse qualcosa di meno, con il portoghese che ha però preferito insediarsi più centralmente, piuttosto che scegliere l’Eur o Casal Palocco, aree da sempre feudo dei giocatori romanisti. Ai Parioli ha tra l’altro scelto di abitare anche Ryan Friedkin, vicepresidente del club, diventato vicino, non proprio di casa, ma di quartiere di José.

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Smalling, oggi il semaforo verde: l’inglese pronto ad iniziare la sua ‘terza vita romanista’

Chris Smalling è (di nuovo) pronto. Una ventina di giorni si è fermato per una lesione muscolare, subita in occasione dell’amichevole di presentazione all’Olimpico contro il Raja Casablanca. Un episodio sfortunato dopo un’estate di duro lavoro tra Trigoria e ritiro portoghese, per tornare al top della condizione. Mourinho pubblicamente lo ha rincuorato, sostenendo che – nonostante lo storico di infortuni dello scorso anno – avrebbe puntato forte su di lui.

Nel pomeriggio l’ex United tornerà a lavorare in gruppo. Ieri è arrivato di fatto il semaforo verde dallo staff sanitario e atletico: Smalling ha partecipato alla seconda parte dell’allenamento con i compagni e ha disputato la partitella in famiglia (chiusasi con il risultato di 2-2), marcando spesso e volentieri Abraham. Una scelta di Mou per testarne evidentemente la condizione fisica, in vista di Roma-Sassuolo, gara in cui il tecnico portoghese potrebbe non disporre di Mancini.

Giunto nella capitale al fotofinish del mercato estivo del 2019 – ma solo in prestito in quella occasione – il britannico si prese la leadership della linea difensiva giallorossa disputando 37 gare complessive, per 3.200 minuti complessivi e 4 reti all’attivo. Poi nell’estate successiva la nuova Roma dei Friedkin riuscì a strapparlo allo United per 15 milioni di euro, concludendo un’annosa telenovela con il lieto fine nelle ultimissime ore del mercato. Sbarcato a Ciampino con un volo privato, Smalling è entrato in un tunnel negativo quasi senza fine: una distorsione al ginocchio che lo ha fermato dopo 4-5 allenamenti, un’intossicazione alimentare, una serie consecutiva di infortuni muscolari che lo hanno accompagnato fino al termine della stagione. Il tutto condito anche da un furto notturno subito nella sua abitazione. 16 sole presenze tra campionato e coppe per poco più di 1.300 minuti. Domenica o al più tardi giovedì prossimo contro il CSKA Sofia inizierà dunque a terza vita romanista di Smalling, con la speranza che sia quella della consacrazione definitiva nel cuore della difesa giallorossa.

31.1.2021 Roma vs Verona (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Smalling esce (Foto Gino Mancini)
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Parola di Mou: “I Friedkin vogliono costruire un club vincente e sostenibile”

Josè Mourinho, allenatore della Roma, ha rilasciato un’intervista al canale YouTube della Serie A: “Questo non è il progetto Friedkin, non è il progetto Tiago Pinto, non è il progetto Mourinho, è il progetto Roma. Conosco i tifosi, conosco la piazza e se pensate che il progetto sia ‘arrivo domani e vinco dopodomani’ non è la strada giusta. Questo è un progetto in cui i proprietari vogliono lasciare un’eredità, vogliono fare qualcosa di molto importante per il club in modo molto sostenibile. Vogliamo che la Roma abbia successo nel futuro”.

Sul suo ruolo da tecnico e le sue esperienze: “Sto molto meglio ora, dico sul serio. Mi sento migliorato ora perché questo è un lavoro dove l’esperienza conta tanto. Tutto diventa un dejavù perché sono passato attraverso così tante esperienze da quando ha lasciato l’Italia. Naturalmente una cosa è venire in un paese per la prima volta, dove parti da un livello zero e hai tante cose da imparare. Questo non è il mio caso. Conosco l’Italia, conosco la cultura del calcio, conosco qualcosa della Roma, che era la mia vera rivale, era vicina noi per lottare per i titoli nazionali. Ora sono pronto per questo”.

Poi la sua Roma: “E’ davvero incredibile che negli ultimi 20 anni non ci siano stati molti momenti, per gioire ed esultare insieme. Ma quella passione non è mai svanita. E’ molto facile essere un grande sostenitore di una squadra che vince continuamente, un’altra cosa è essere tifoso in questo tipo di situazione, questo per me significa molto. Spero che la squadra diventi il riflesso di ciò che sono”.

Infine una considerazione sulla squadra: “Ho sempre detto che si può conoscere un giocatore solo se si lavora con lui. Ma in realtà solo quando sei con loro in campo, quando guardi le difficoltà, quando vivi le cose positive significa che inizi a conoscerli davvero. Tutti devono sentire che voglio dare tutto quello che ho alla squadra. Tutti devono essere felici quando vinciamo, tutti devono essere tristi quando perdiamo, ma tutti devono essere uniti come una squadra”.

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Roma, 5 spine per Mourinho

FOCUS RS Prevenzione e precauzione. Sono le parole chiave che ricorrono nei corridoi di Trigoria sul tema infortuni. Negli ultimi giorni a causa di una serie di notizie provenienti dai ritiri della Nazionali, l’emisfero giallorosso è tornato a tremare di fronte allo spauracchio della serie infinita di stop che da anni colpisce la Roma.

Più volte Mourinho ha parlato di protocolli interni – allenamenti, fisioterapia, prevenzione in palestra – per cercare di porre attenzione massima su ogni singola situazione. In vista del match contro il Sassuolo, lo Special One avrà più chiara la situazione solo giovedì quando la maggior parte dei calciatori sarà rientrata dagli impegni in giro per il mondo.

Matias Vina sicuramente non giocherà contro i neroverdi: nonostante non abbia subito lesioni, il suo impiego a poco meno di 24 ore dal rientro in Italia sarebbe folle. Al suo posto si scalda Calafiori, che ha finora racimolato pochi scampoli di gioco.

Smalling dovrebbe tornare a lavorare in gruppo oggi, dopo il parziale lavoro con i compagni di ieri. E’ fermo dal 14 agosto e lo storico del suo ultimo anno trascorso quasi tutto in infermeria impone prudenza. Possibile un impiego dall’inizio in Conference contro il Cska.

Caso spinoso quello di Pellegrini: il capitano ha riavvertito dolore al flessore che gli ha dato noia per tutto il 2021, fino al doppio infortunio subito a cavallo tra la fine della scorsa stagione e il ritiro della Nazionale pre-Europei. Lo staff giallorosso si è allarmato subito e ha richiesto il rientro del centrocampista, che vuole fortemente giocare domenica, non avendo accusato una nuova lesione. Deciderà Mou, con l’idea di non rischiare dall’inizio di perdere uno dei principali protagonisti della sua Roma.

Sulle condizioni di Gianluca Mancini si avranno maggiori certezze solo nelle prossime 48 ore: ieri terapie personalizzate per ridurre l’infiammazione al piede destro. Il centrale azzurro è uno abituato a stringere i denti, ma Kumbulla potrebbe sostituirlo per evitare ulteriori rischi.

Restano da verificare le condizioni di Zaniolo: una forte contusione alla coscia gli ha impedito di essere a disposizione nel match di questa sera contro la Lituania. Il fatto che sia rimasto però con gli azzurri, induce a pensare che domenica sia il calciatore più facile da recuperare.

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Roma, Smalling torna parzialmente in gruppo. Il report da Trigoria

Nuova seduta d’allenamento per la Roma di Josè Mourinho, ancora priva di diversi nazionali. Arrivano da Trigoria news positive in merito di Smallingil centrale inglese ha lavorato parzialmente in gruppo ed è dunque sulla strada del completo recupero.

Individuale per Pellegrini, mentre Mancini ha svolto una seduta di terapie personalizzata. Infine Daniel Fuzato si è sottoposto ad intervento per la riduzione di una frattura nasale, dovuta a uno scontro di gioco in allenamento