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Interviste

Mourinho: “Cremonese da non sottovalutare. Belotti? Se vuole fortemente la Roma sono felice. Zaniolo? Vorrei restasse qui”

Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Roma-Cremonese. Queste le parole del tecnico lusitano:

Come arrivano a questa partita Wijnaldum e Matic? Che effetto le fa sapere che domani sarà la nona partita con il sold out di fila mettendo insieme la scorsa stagione e questo inizio?
“Partiamo dalla seconda: è incredibile. Per quello dicevo nella conferenza stampa precedente che questa per noi è una vittoria incredibile. Ovviamente la base di tutto è la passione dei tifosi per il club, ma noi sentiamo l’orgoglio di avere qualche responsabilità nella creazione di questa empatia. È fantastico per tutti noi e anche per il calcio italiano in generale. Anche all’estero la gente guarda la Roma all’Olimpico, io ho molti contatti e questo crea un’impressione fantastica a tutti: quello che fanno i nostri tifosi è fantastico. È una motivazione per noi e anche per i nostri avversari. Non vedo la Cremonese come una squadra che l’anno scorso stava in Serie B, non gioca così: ha un’organizzazione molto definita, complimenti ad Alvini, sa come vuole giocare e condizionare il gioco dell’avversario. Ha fatto investimenti importanti inserendo giocatori di qualità, davanti ha due calciatori di potenziale elevato. È facile scrivere o dire che sarà una partita per noi con i tre punti in tasca, noi possiamo leggerlo ma non sentirlo, rifiuto questo al 100%: sarà una partita difficile. Sono d’accordo quando si dice che l’anno scorso abbiamo perso troppi punti in casa e pareggiato troppo in partite che di solito puoi e devi vincere. Matic e Wijnaldum stanno bene, il primo molto bene e il secondo sta bene. A partire da ora abbiamo partite ogni 3-4 giorni, è un bel regalo giocare col Monza solo due giorni dopo la partita con la Juventus… Sono finire le settimane di lavoro tipo, ma questa è stata una settimana completa di lavoro ed è importante per Gini che è arrivato più tardi. Matic è arrivato come tutti e ha fatto un bel precampionato. Abbiamo tutti a disposizione. Zalewski è stato male e non si è allenato per due giorni, ma ieri sì ed è in perfette condizioni. Anche El Shaarawy ha avuto una piccola cosa ed è perfetto ora. Siamo tutti a posto, tranne Darboe e la sua è una storia triste. Vogliamo giocare bene, vincere e che la gente vada a casa felice”.

A Salerno ha sostituito come primi cambi due attaccanti con due centrocampisti, spiegando il perché. L’eventuale arrivo di Belotti può servire a colmare almeno in parte il gap con il vertice di cui ha parlato?
“A Salerno l’obiettivo non era far capire al direttore o alla società che mi piacerebbe avere un altro attaccante, ma l’obiettivo era vincere la partita. In quel momento quando in panchina non hai un giocatore dello stesso livello degli attaccanti che hai in campo, ed è ovvio e nessuno si può aspettare che Felix e Shomurodov siano dello stesso livello di Abraham, Dybala o Zaniolo, quando non hai questo privilegio cerchi di giocare con la forza che hai in panchina. E in quel momento la forza era la qualità e l’esperienza di Matic e Wijnaldum, che sono entrati in campo e hanno controllato la partita. Ovviamente sarebbe molto più bello chiudere la partita segnando 2-3 gol, ma abbiamo chiuso la gara in un altro modo, con la grande capacità di questi due giocatori. Se mi chiedi se mi piacerebbe avere un altro attaccante in rosa non rispondo perché il direttore Tiago Pinto lo sa e devo semplicemente aspettare con la speranza che si possa fare. Se non si può fare, andiamo avanti con quello che abbiamo. Se Belotti è un giocatore del Torino o di un’altra squadra non rispondo, ma dato che è svincolato posso dire qualcosa: se è vero che vuole tanto venire alla Roma, mi piace tanto questo feeling. Se viene o non viene non posso dirlo perché non lo so. Aspettiamo e vediamo”.

Lei sta lavorando molto con Pellegrini basso, è una soluzione che sente come un progetto di lavoro?
“L’anno scorso ho detto che mi piacerebbe avere tre Lorenzo. L’ho detto in un momento in cui stava crescendo come giocatore. Ha ancora un’età per crescere, ma in questo momento quel giocatore di grande potenziale di 6-7 mesi fa oggi è diventato veramente un grande giocatore a tal punto che può giocare non solo in tre posizioni, ma ancora di più. Ha grande maturità calcistica: può giocare a centrocampo, nella posizione di Dybala, in quella di Zaniolo, può giocare ovunque. Ha grande qualità ed oggi di grande maturità. Per noi vale tanto. Quando guardi la squadra e la posizione di Dybala e Zaniolo non abbiamo tanto altro lì: sono loro, El Shaarawy e Lorenzo. Per questa ragione non posso dire che giocherà tutte le partite nei due a centrocampo, perché ci sono tante partite e dico che Lorenzo giocherà ovunque. La cosa importante è che può farlo e non sono io a forzarlo, lui è a suo agio a giocare in tutte le posizioni, è un plus molto importante per noi”.

È stato più difficile vincere un trofeo a Roma dopo 14 anni o vincere una seconda volta?
“Onestamente non lo so. La competizione che abbiamo vinto è una competizione europea e alla fine non è molto diversa da quella che giocheremo in questa stagione. È un po’ diversa nella fase a gironi perché ci saranno squadre più equilibrate. Dopo nella fase ad eliminazione diretta, sperando di arrivarci, sarà diversa perché troveremo superpotenze economiche come Manchester United ed Arsenal ed anche qualcuna che scenderà dalla Champions. Ma non è una competizione molto diversa. Se abbiamo avuto la capacità, la voglia e la forza mentale di vincerla l’anno scorso, dobbiamo mettere tutto sull’Europa League e vediamo se possiamo arrivare lì. Le competizioni italiane sono difficili da vincere: oggi, prima della fine del mercato, siamo una squadra con più potenziale dello scorso anno, ma il problema è che tutte le altre hanno fatto lo stesso. Non è che la Roma sia migliorata e le altre siano peggiorate, per il bene del calcio italiano tutte sono migliorate. Per noi, che non vogliamo finire sesti ma quinti o quarti e vogliamo migliorare la nostra posizione, non sono buone notizie, perché tutte le altre squadre hanno fatto buoni investimenti e hanno più qualità di prima. Quindi è complicato dire di poter vincere, vediamo se possiamo farlo”.

Che importanza ha Cristante per lei in questo gruppo dentro e fuori dal campo? Questa squadra ha la necessità di avere sempre in campo uno tra Matic e Cristante per gli equilibri di squadra?
“Cristante è importante a tutti i livelli, come giocatore e persona, per la stabilità che dà in campo e fuori dal campo. È innegabile che sia un giocatore molto importante per me. Si può avere stabilità senza Matic e Cristante? Dipende dalla crescita della squadra e dalla crescita di giocatori di un altro profilo. Sicuramente il Pellegrini di 2-3 anni non poteva dare stabilità giocando in quella posizione lì, ora può farlo e anche Wijnaldum. Vedo perfettamente una squadra giocare con Gini e Pellegrini senza Matic e Cristante, non ci sono problemi. Il problema è se la squadra sia capace di essere compatta difensivamente. Giocare teoricamente con più o meno giocatori offensivi è una questione di empatia di squadra, di organizzazione e di equilibrio tattico. Oggi vedo la squadra con giocatori di maturità e che ti dà l’opportunità di poter giocare senza teoricamente giocatori più difensivi o posizionali”.

Quanto è importante la permanenza di Zaniolo? L’ho visto alleggerito, è cambiato qualcosa dal punto di vista degli allenamenti?
“Sta molto bene, sono d’accordo con te. Fisicamente sembra agile e fresco, per un giocatore come lui non è facile resistere 90′ con quella intensità di gioco. Per me è merito suo e solo dopo lui arriviamo noi come staff con l’allenamento, la motivazione e l’allenamento specifico. Se rimane qua? È una domanda per il direttore e non per me. Se mi chiedi se mi piacerebbe che rimanga, non lo nascondo e dico di sì. È importante per noi, nel puzzle che abbiamo costruito è molto più importante per noi di prima”.

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Rassegna stampa

Felix sblocca Belotti, Mourinho lo aspetta

Il Gatto sblocca il Gallo. L’allegra fattoria non c’entra, ma è il nuovo scenario del mercato romanista: Felix si avvicina alla Cremonese ed è pronto a liberare un posto in rosa per Belotti. E Mourinho esulta, perché il suo pressing sulla società sta portando, ancora una volta, i frutti sperati. Stavolta lo stanno aiutando i compagni di nazionale di Belotti, a cominciare da Pellegrini, che hanno convinto l’attaccante ad aspettare la Roma. Una parolina ce l’ha messa pure Dybala, per riformare la coppia di Palermo.

C’è fiducia, ma per la telefonata di «convocazione» a Trigoria bisogna ancora aspettare. Pinto è infatti impegnato senza sosta nelle cessioni, a cominciare da quella di Felix. La Cremonese, prossima avversaria lunedì nell’Olimpico sold out (stadio esaurito anche con il Monza il 30 agosto) ha offerto 5 milioni più bonus e può salire fino a 7. La Roma valuta l’attaccante ghanese 10 milioni, i buoni rapporti con il club lombardo, dove sono già finiti Milanese e Ndiaye, favoriscono l’intesa.

Come scrive il Tempo, a quel punto per Belotti ci sarebbe il via libera e Shomurodov potrebbe anche partire in prestito per Bologna. Un gioco d’incastri non scontato ma possibile. Intanto si lavora per salutare una volta per tutte Kluivert. L’olandese ha l’accordo con il Fulham, ma gli inglesi hanno proposto un prestito con obbligo di riscatto legato alla loro salvezza in Premier e al raggiungimento da parte di Kluivert del 50% delle presenze. Pinto si è opposto, vuole condizioni più «facili» e ha chiesto agli agenti dell’attaccante di convincere il Fulham. (…)

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NEWS

Mourinho, conferenza stampa domenica pomeriggio

Josè Mourinho tornerà a parlare alla vigilia della prossima sfida contro la Cremonese domenica pomeriggio nella sala stampa di Trigoria alle 15.00.

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Esclusive

Ezio Sella a Retesport: “Dybala ragazzo splendido e talento straordinario: Roma perfetta per lui” (AUDIO)

“Ricordo benissimo Dybala, quando andai a Palermo con Malesani era giovanissimo, doveva ancora strutturarsi fisicamente ma mostrava un talento straordinario ero sicuro già allora che sarebbe esploso. Alla Juve ha spiccato il volo, ha mostrato colpi di classe straordinari e penso che per la piazza di Roma sia l’uomo giusto. Paulo ha bisogno di sentirsi importante, è un ragazzo eccezionale, è un professionista, che cerca di migliorarsi ogni giorno. Sono convinto che Dybala sarà un valore aggiunto soprattutto quando salirà di condizione, al pari dei suoi compagni”. Così Ezio Sella, ex collaboratore tecnico di Alberto Malesani ai tempi di Palermo, ai microfoni di Retesport. L’ex collaboratore tecnico giallorosso (dal 93 al 2005 a Trigoria).

“La Roma è una squadra solida, che ha acquistato giocatori di assoluto valore – prosegue Sella Sono convinto che sarà protagonista in questa stagione anche in campionato, soprattutto se dovesse portare a casa anche Belotti e un altro difensore centrale. Assonanze Capello-Mourinho? Due straordinari professionisti, due uomini vincenti, Capello era uno che non parlava molto, anche all’interno e curava meno la comunicazione al contrario di Mourinho che opera diverse strategie anche davanti ai microfoni”

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Allenamenti

Trigoria, la Roma torna a lavorare in vista della Cremonese (FOTO)

Dopo due giorni di riposo, la Roma questa mattina è tornata a lavorare a Trigoria. I giallorossi hanno ripreso la preparazione in vista del match di lunedì prossimo contro la Cremonese. Tutti presenti in gruppo agli ordini di Josè Mourinho. La squadra ha ovviamente indossato le nuove maglie d’allenamento griffate Toyota.

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Allenamenti

Roma, la ripresa mercoledì in vista della Cremonese

Dopo il successo per 1-0 contro la Salernitana, Josè Mourinho ha concesso addirittura tre giorni di riposo alla squadra che riprenderà a lavorare mercoledì mattina a Trigoria. Nessuna situazione fisica da verificare. Si inizierà a preparare la sfida contro la Cremonese di Alvini che ha messo in seria difficoltà la Fiorentina in trasferta, nonostante l’inferiorità numerica (Chiriches sarà squalificato per l’espulsione rimediata contro i viola).

Nemanja Matic, subentrato nella ripresa quando c’era da gestire il risultato, punta una maglia da titolare. Anche Celik spera di partire dall’inizio, oltre a Zalewski a sinistra.

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Rassegna stampa

La Roma non sbaglia

La Roma ricomincia come aveva finito. Dall’1-0 di Tirana per il trofeo che ha interrotto il sortilegio, alla vittoria di misura a Salerno ieri nell’esordio ufficiale in campionato. Mourinho parte bene anche in questa seconda stagione sulla panchina giallorossa, si affida a tutta la qualità di una rosa più forte e lunga, sfrutta la solidità maturata lo scorso anno per proteggere il vantaggio e per la decima volta da quando allena la Roma vince una partita 1-0. Un risultato che è ormai anche un marchio di fabbrica.

Nella formazione iniziale il tecnico preferisce partire con Spinazzola a sinistra e il «collaudato» Cristante al posto di Matic. Una scelta che si rivelerà decisiva. Al fianco di Bryan in mediana c’è Pellegrini perché davanti serve altro spazio per sprigionare il resto del talento: Dybala, Zaniolo e Abraham formano il tridente d’attacco. L’argentino è l’unico nuovo acquisto nella formazione titolare, parte a destra, si scambia la posizione con Zaniolo, talvolta si accentra. Basta arrivare da uno di quei tre e la Roma diventa pericolosa. Il più brillante è il numero 22 giallorosso, che quando si innesca è imprendibile.

A segnare il gol del vantaggio, però, è Cristante che sfrutta una deviazione per indirizzare il pallone all’angolino su una respinta della difesa della Salernitana. La partita la fa la Roma per quasi tutto il primo tempo, Rui Patricio deve intervenire solo su un tiro di Bonazzoli. Zaniolo fallisce due gol, ma è inarrestabile e con un numero di potenza e tecnica manda in porta Dybala che a tu per tu con Sepe colpisce il palo, poi sulla ribattuta Abraham è poco reattivo e spreca.

Come scrive il Tempo, a inizio ripresa la Salernitana prova a mettere un po’ di pressione alla Roma, ma la difesa regge l’urto. E quando i giallorossi ripartono, fanno male. Zaniolo continua a «sgommare», Dybala va vicino al raddoppio ben servito da Spinazzola. Il primo cambio di Mourinho arriva dopo oltre 65 minuti: un po’ a sorpresa, è Abraham che lascia il posto a Matic, con Pellegrini avanzato in mediana e Dybala centravanti. Poi esce lo stremato Zaniolo e arriva l’esordio anche per Wijnaldum. La Roma continua a spingere e dietro rischia poco, ma non trova il gol per chiudere la gara e deve soffrire fino in fondo. Il 2-0 lo avrebbe segnato proprio Wijnaldum, ma la rete viene annullata per offside di Dybala, che aveva servito l’assist all’olandese. La Joya non ne ha più e lascia gli ultimi minuti a El Shaarawy. L’occasione finale se la conquista un instancabile Karsdorp, ma il suo tiro sfila a lato.

Arriva comunque il triplice fischio di Sozza a certificare il successo della Roma. Meritato, convincente e di buon auspicio per un campionato tutto da vivere, a cominciare dall’esordio casalingo di lunedì 22 contro la Cremonese in un Olimpico di nuovo tutto esaurito.

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Mourinho: “Zaniolo e Dybala sono stati straordinari”

Nel post partita di Salernitana-Roma, ha parlato José Mourinho

José Mourinho in conferenza stampa

“Mi è piaciuto tutto, ovviamente mi piacerebbe di più essere tranquillo 3-0, 4-0, 5-0, ma mi è piaciuto anche vedere una squadra che non ha fatto i gol che doveva fare, ma ha avuto la maturità e ha saputo gestire il risultato. Di solito in questo tipo di partita finisce male o in sofferenza, ma non è stato così. La gente che è entrata nel periodo di stanchezza di Zaniolo, Abraham e Dybala non era gente per uccidere la partita, ma per gestire. Matic e Wijnaldum hanno aiutato per finire la partita in modo tranquillo. Se mi chiedete se mi piacerebbe cambiare attaccanti di questo livello con altri dello stesso livello… quello lo fa il Manchester City, il Liverpool o qualche italiana. Ma mi è piaciuto. La Salernitana è diversa da quello dello scorso anno, ha molto più talento e in questa settimana sono arrivati due giocatori che hanno giocato titolari. Tra due-tre settimana con più lavoro ha una rosa importante. Sono contento, devo dire perché magari qualcuno scriverà Zaniolo e Dybala potevano segnare 2-3 gol, non possono dire che tutti e due hanno fatto una partita straordinaria”.

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Interviste

Salernitana-Roma, Mourinho: “Non siamo i favoriti per il titolo, il nostro Scudetto è l’amore dei tifosi. Mercato? Migliorati spendendo solo 7 milioni…”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Salernitana-Roma:

Ancelotti crede che la Roma sia la quarta forza del campionato. E’ così?
“Ancelotti è Ancelotti, sa tutto di calcio, di questo mestiere, sa tanto di questo club e di questa città, conosce benissimo la Serie A, le sue parole vanno ascoltate e rispettate, poi si può non essere d’accordo, però Carlo è Carlo”

L’ultima volta che parlò è a Tirana, da allora le è sfuggita solo una frase in estate ‘sono frustrato per il mercato. Adesso che si va verso l’epilogo del mercato, quella frustrazione che ha percepito è svanita?
“Il mercato ancora non è chiuso, purtroppo, perchè è una cosa che non mi piace duri tanto. Inizia la stagione, il campionato, si giocano quattro gare prima della chiusura del mercato, ovviamente è una cosa che non mi piace. Fare una valutazione adesso è prematuro, penso sia giusto aspettare, mi sembra sia ovvio che abbiamo preso 5 giocatori per 7 milioni e 5 giocatori di questa qualità per 7 milioni penso sia stato fatto molto molto bene. Però valutare adesso con il mercato aperto, sia su uscite e entrate, è prematuro. Voglio aspettare”

E’ passata quella frustrazione?
“Magari frustrazione oggi è troppo forte, perchè la verità è che abbiamo preso 5 giocatori utili per migliorare la rosa, sono usciti anche due calciatori come Mkhitaryan e Veretout, Miki era titolare per noi, Veretout tra i 12-13 più utilizzati. Abbiamo preso 4 giocatori di movimento e un giovane portiere, frustrazione è troppo. Devo dire grande soddisfazione, perchè sono 5 giocatori che mi piacciono, che ho assolutamente condiviso. Nessuno dei 5 è un giocatore che la società e il direttore hanno preso senza il mio consenso, questo assolutamente no, abbiamo un rapporto che proibisce questa ipotesi. Dire oggi frustrazione è impossibile. Faccio un applauso alla società perchè con 7 milioni hanno preso 5 giocatori ed è fantastico ciò che è stato fatto. Poi se mi chiedi: ho bisogno di qualcosa in più per avere un equilibrio maggiore e affrontare la stagione senza paure di imprevisti o cose simili, penso che abbiamo bisogno di qualcosa in più. Però per 7 milioni hanno preso giocatori di questa qualità, posso solo applaudire il lavoro fatto dal direttore e dalla società”

Seguendo le amichevoli, la Roma è una squadra incline all’agonismo che spesso è tracimata in qualche accenno di rissa. Per lei è un elemento positivo? E’ la dimostrazione della vostra determinazione o è un elemento da correggere?
“Non ho visto niente, ho visto solo una squadra di ragazzi seri, che dal primo giorno ha lavorato sempre al massimo, che in tutte le amichevoli hanno giocato per migliorare ed essere competitivi, risse niente”

Nelle seconde stagioni abitualmente fa addirittura meglio rispetto alla prima. Questo dipende dal fatto che crea maggior amalgama? Come si può fare meglio qui a Roma dopo la vittoria della Conference?
“Di solito la seconda stagione significa più tempo di lavoro, più consapevolezza di quello che siamo, dei giocatori che abbiamo e del potenziale degli avversari. Quando si cambia di paese per allenare si capiscono meglio le diverse culture calcistiche. Penso che valga per tutti gli allenatori, la seconda stagione è quella in cui di solito si migliora. La verità che in Europa per fare meglio dobbiamo vincere l’Europa League, competizione in cui ci sono squadre che hanno un potenziale economico a distanze tipo Terra e Marte, gente che spende 150 milioni ogni stagione, però andiamo lì a giocarcela, a cercare di fare meglio possibile. In campionato siamo finiti sesti, la nostra rosa fino a questo momento è migliorata, abbiamo preso gente di grande dimensione, ma anche gli altri si sono migliorati. Per questa ragione durante questo periodo di silenzio, dove non ho avuto necessità di parlare con voi, mi sono stupito che si parli di noi in un modo e non si parla degli altri ugualmente. Si scrive che la Roma è candidata allo Scudetto, ma lo capirei se ci fossero 18 scudetti, solo la Samp e il Lecce hanno speso meno di noi. Milan e Inter hanno finito 25 e 23 punti avanti e hanno migliorato la propria squadra. Per quale ragione siamo noi i candidati a vincere? Non mi sembra. C’è tanto rumore poi intorno a noi, perchè abbiamo fatto una partita interessante contro il Tottenham, una bella partita anche per atmosfera contro lo Shakthar, si parla di noi e non delle altre squadre. La Lazio ha speso 39 milioni, se loro sono candidati ad esempio, siamo candidati anche noi. Mi sembra che si venda un prodotto non reale, mi sembra andar fuori da quello che siamo noi. Il nostro Scudetto già vinto è lo Scudetto dell’amore con i tifosi, giocare amichevoli con lo stadio esaurito, c’è passione, legame, questo è il nostro scudetto. Noi abbiamo sempre detto: c’è un progetto a lungo termine, non faremo investimenti massicci, ci vuole tempo, sono 13 mesi di lavoro, uno come Ancelotti lo capisce, ma Carlo non vende fumo, allena il club più grande del mondo e vince. C’è tanta gente che vende fumo, storie e che non vede la verità. Noi siamo migliorati rispetto allo scorso anno, vogliamo fare meglio principalmente in campionato dove siamo arrivati sesti, ma lasciateci tranquilli a lavorare e parliamo anche della Salernitana, perchè sembra che non c’è una partita difficile domani”

Vedendo gli arrivi ha mai pensato di tornare alla difesa a 4? Sta cambiando qualcosa nel suo progetto tattico? Lo scorso anno la Roma ha fatto vedere che attacca molto bene e poi difendeva molto bene i risultati, una squadra molto cinica. Avere giocatori più offensivi potrebbe indurla a cambiare qualcosa?
“La difesa a 4, come tutti i sistemi, è una cosa su cui bisogna lavorare, noi principalmente abbiamo lavorato tanto sulla difesa a tre nella seconda parte della scorsa stagione perchè più adatta alle caratteristiche dei nostri difensori che si sentono meglio giocando in questo sistema. Quest’anno sono arrivati altri giocatori, ovviamente abbiamo la possibilità di tornare a 4 ma bisogna lavorare, perchè siamo un club che ha bisogno di tempi di lavoro, non possiamo fare come i top club di Premier o qualcuno in Italia che spende e compra giocatori per passare subito a quattro, noi abbiamo bisogno di lavorare. Lo scorso anno a volte non mi è piaciuto che la squadra spesso controllasse il risultato di vantaggio, a volte va bene ma a volte bisogna sapere che hai la possibilità di raddoppiare e chiudere le partite. Abbiamo alcuni limiti ma abbiamo anche potenziale, con un gruppo di giocatori che ha nelle qualità principali creare gioco, spero che in questo senso saremo bravi a gestire i risultati e non come accadde a volte come contro la Juve in casa nostra ma allo stesso tempo sentirsi dominatori e chiudere le partite con le nostre qualità”

La Salernitana?
“Faccio i complimenti ad un allenatore Nicola che indicherò per la panchina d’oro dello scorso anno, ha fatto una rimonta epica, con una squadra in grande difficoltà l’ha tenuta in Serie A. Mi aspetto come sempre alla prima gara di campionato, non conta se fuori o in casa, quell’aspetto emozionale duro e difficile da gestire, perchè si avverte quel giorno che si è lavorato per due mesi per quella prima partita. E’ un campo difficile, la Salernitana ha speso 40 milioni, ha preso 10 giocatori, una squadra che è diventata fortissima e per queste ragioni guardo a questa partita con la consapevolezza che sarà difficile”

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Mourinho, domani alle 15:00 la prima conferenza dell’anno

Josè Mourinho finalmente torna a parlare. Dopo quasi tre mesi di silenzio, auto imposto al suo rientro nella capitale al termine delle vacanze, lo Special One parlerà domani pomeriggio in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Salernitana. Appuntamento a Trigoria alle 15.00, poi la squadra partirà per Salerno.