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Dal Portogallo alla Roma, José al debutto è una garanzia

he a José Mourinhopiaccia vincere non è una novità e neppure la cosa più originale del mondo, scrive La Gazzetta dello Sport. Al portoghese piace partire bene e forte: alla prima stagionale, infatti, vince quasi sempre. In 20 partite ha raccolto 12 vittorie, 7 pareggi e una sola sconfitta, con il Tottenham. Insomma, verso Salernitana-Roma c’è di che essere fiduciosi, con i giallorossi che vanno a caccia subito di una vittoria pesante.

Mourinho, da sempre, pensa che vincere aiuti a vincere. Partire con un buon risultato dà fiducia alla squadra, serenità a lui e all’ambiente. “Se iniziamo bene la strada non sarà più corta o più facile. Ma sarà più semplice iniziare a percorrerla” disse anni fa. Lo Special One ha allenato in molte piazze calde e sa come un risultato negativo all’esordio rischi di trascinarsi dietro polemiche, depressione e malumore. E per uno attento ai dettagli come lui, l’aspetto emotivo è fondamentale.

La partita di Salerno, in questo senso, sarà delicata, perché la Salernitana non sarà al livello delle prime della classe, ma avrà una tifoseria infuocata alle spalle.

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Zaniolo al Tottenham: giovedì l’accordo, ma Mourinho dice stop

La Roma riacquista Zaniolo. Nicolò – scrive Il Corriere dello Sport – si è convinto a restare, anche se la scorsa settimana aveva le valigie pronte, destinazione Londra. È stato Mourinho a imporsi, stringendo un patto con il giocatore, che si è convinto a restare. La prestazione dell’Olimpico di domenica scorsa, come quelle precedenti in Portogallo, hanno evidenziato le forti motivazioni del giocatore, convinto di ritagliarsi il suo spazio nella nuova Roma. Ma la trattativa con il Tottenham era arrivata molto avanti.

Conte ha insistito tanto per avere il talento giallorosso. In un blitz a Londra per trattare Kluivert con il Fulham la scorsa settimana, pochi giorni prima dell’amichevole contro lo Shakhtar Donetsk, Tiago Pinto è entrato nel vivo dell’operazione con il Tottenham per l’azzurro. È stata trovata l’intesa per la cessione in prestito con obbligo di riscatto a circa 50 milioni, con l’obbligo che scatta al raggiungimento di determinati risultati sportivi. Il Tottenham a quel punto ha contattato l’entourage di Zaniolo, ottenendo il gradimento del giocatore, offrendo un ingaggio di 4,5 milioni a stagione.

Ma il pressing di Mourinho e la serata di Zaniolo all’Olimpico, con il calore dei tifosi, ha fatto saltare il banco. Ieri mattina c’è stato un nuovo contatto tra Roma e Tottenham e il club giallorosso ha cambiato le condizioni: non più prestito con obbligo, ma solo cessione a titolo definitivo, per 50 milioni. Per il club inglese, alle prese con numerose cessioni, l’operazione non era più praticabile.

Zaniolo resta alla Roma, grazie al patto raggiunto con Mourinho, che non vuole farlo partire quest’anno. L’allenatore gli ha detto che questa è una stagione importante per la Roma e quindi anche per lui: per il suo bene deve restare. Lo ha invitato a firmare il contratto, poi l’anno prossimo potrà andare via guadagnando anche di più. A questo punto il rinnovo del contratto di Zaniolo diventa una priorità. A settembre si discuterà il prolungamento, si tratterà per un cifra intorno ai 4 milioni, vicina a quella che avrebbe offerto il Tottenham.

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Mourinho incontra Jacobs: “Top, può giocare in attacco o in difesa!” – FOTO

Josè Mourinho incantato da Marcell Jacobs, il velocista campione olimpico dei 100 metri e della staffetta 4×100. Ieri il tecnico ha incontrato anche lui, presente per assistere alla festa della Roma. “Super veloce, dominante, tecnicamente perfetto. Può giocare come difensore o attaccante…”, ha scritto sui social.

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La Roma sogna: Mourinho ha gli assi giusti per sedersi al tavolo scudetto

L’anno più importante nella storia (contemporanea) della Roma è iniziato il 25 maggio a Tirana con un trofeo — la neonata Conference League — che all’epoca suscitò qualche ironia, ma i cui effetti oggi non fanno più sorridere alcun avversario, scrive su La Repubblica.

A quella coppa, alzata al cielo con indubbia enfasi, la Roma ha dato seguito conun mercato molto ambizioso, assecondando i desideri e forse anche le condizioni dell’allenatore.

Sotto l’ombrello della famiglia Friedkin, la più solida delle proprietà straniere identificabili in persone e non in fondi, José Mourinho si è infatti ricostruito l’immagine deturpata dalle ultime esperienze in Premier, chiuse con tre esoneri consecutivi. Appena ha vinto, rispedendo a vari mittenti i sospetti di senescenza tecnica, José ha subito reclamato un’accelerazione del piano triennale di crescita competitiva del club.

L’ingaggio del più fedele dei suoi pretoriani, Matic, è stato un primo segnale di attenzione. La chiusura dell’operazione-Dybala ha comprato un posto al tavolo grande. Aggiungendo pure Wijnaldum, la Roma ha chiamato banco: è lì per giocare pesante, e possiede sia le carte che le fiches necessarie.

L’aspetta una mano terribilmente delicata, perché non porti a casa certi giocatori soltanto per piazzarti. Il giudizio generale è che il traguardo della Roma sia il quarto posto, ovvero la zona Champions. A noi sembra limitativo, o meglio: la Champions è proprio l’obiettivo minimo, non arrivarci sarebbe un fallimento. La Roma ha le potenzialità per lottare per lo scudetto, che non vuol dire doverlo vincere ma restare in corsa per almeno tre quarti di campionato.

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Mou, l’uomo del secondo anno

Se è vero che al primo colpo in giallorosso José Mourinho ha subito portato a casa un trofeo è altrettanto vero che le sue seconde stagioni nei club allenati prima di tornare in Italia sono sempre state vincenti. Ecco, Mou vuole replicareanche questa «tradizione», scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

Non ha mai fallito o forse è successo solo in un paio di circostanze, nel Manchester United e nel Tottenham, quando però è andato vicinissimo in entrambi i casi al colpo grosso. Ecco perché a Trigoria si respira un’aria positiva in questi giorni , si sente quasi l’odore della vittoria. Gli scaramantici, ovviamente, faranno tutti gli scongiuri del caso.

Mou sa che le aspettative si sono alzate, dopo la vittoria della Conference League e c’è bisogno di alzare l’asticella. Ma al di là del traguardo, c’è poi la voglia di continuare a vincere e di esultare. Ecco perché Mou vuole dare la caccia alla Coppa Italia, ma anche all’Europa League. Mou ha deciso di dar vita a due squadre. Per ogni ruolo l’allenatore giallorosso vuole un paio di soluzioni, di alternative, e vuole ancora un centrocampista, un attaccante e un difensore centrale.

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Roma, la mano di Mourinho nella trattativa Belotti: lo ha chiamato per convincerlo definitivamente

C’è (anche) la mano di José Mourinho nella trattativa che sta portando Andrea Belotti a Roma. In particolar modo le dita dello Special One. Il tecnico della Romaha nuovamente usato la carta magica: la telefonata. Mou ha composto il numero del Gallo e lo ha chiamato per convincerlo definitivamente ad approdare nella Capitale. Non che l’ex capitano del Torino fosse titubante, però un incentivo del genere ha certamente facilitato l’evolversi della situazione. Anche perché c’erano possibili pericoli dalla Spagna: Valencia e Villarreal si erano mosse, ma Belotti sarà giallorosso.Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

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Mourinho ha vinto: ha convinto i Friedkin ad anticipare di una stagione il salto di qualità

 Il messaggio è duplice. Alla proprietà e alla piazza. Ancora una volta Mourinho dimostra perché è Special. Ultima tappa Haifa. Come scrive Il Messaggero, in una notte che ha visto la Roma superare il Tottenham, José è stato capace di lanciare due segnali. Il primo tecnico (e di mercato): Dybala Zaniolo non sono alternativi ma possono giocare insieme.

Il secondo “sociale” venendo meno al proposito di parlare soltanto alla vigilia del match con la Salernitana. Le parole utilizzate su Instagram nel post-gara non sono state casuali (“Grande partita di allenamento contro un top team”) e volte a frenare l’entusiasmo dilagante di un popolo che dallo scorso 25 maggio non fa altro che sognare.

Mou, però, ha imparato a conoscere bene questa città. E sa che questo crescendo boleriano di gioia – riscontrabile nella riposta del pubblico a livello di abbonamenti (oltre 36mila), nella corsa al biglietto per un match all’Olimpico il 7 agosto con lo Shakhtar e nella presentazione della Joya al Colosseo quadrato– va convogliato, indirizzato.

José è convinto che nella prossima stagione la Roma possa ricoprire il ruolo di outsider. Se è vero che Juve Inter hanno qualcosa in più, ripetersi per il Milan non sarà semplice, il Napoli ha venduto molto mentre la Lazio ha intrapreso un processo di rinnovamento per il quale ci vorrà pazienza e tempo.

E allora perché non crederci? Senza fanfare, proclami o frasi ad effetto. Ma in pieno stile Friedkin: con il lavoro quotidiano, sfruttando il fatto che la numerosa base italiana (SpinazzolaPellegriniCristanteMancini Zaniolo) resterà a casa mentre il Mondiale prosciugherà le energie fisiche e mentali di molti. Senza contare poi, che al secondo anno Mou fa sempre meglio del primo.

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Mkhitaryan: “Mou voleva trattenermi ma ho scelto l’Inter per vincere ancora”

Mkhitaryan ha parlato ai microfoni di DAZN, per la prima volta dopo l’addio alla Roma: “Ho scelto l’Inter, mi è dispiaciuto lasciare la Roma, ho giocato lì 3 anni, abbiamo vinto la Conference e mi ha fatto piacere essere parte della storia del club. Il calcio cambia veloce, ho 33 anni e voglio ancora vincere. Mourinho? Ha provato a trattenermi, anche la società, ma ho scelto di andare via ed è stato un bene per tutti, ora hanno preso Dybala e sono contento per loro. Inzaghi? Ogni tanto scherziamo perché lui ha lavorato alla Lazio, mentre io ho giocato nella Roma”.

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Interviste

Dybala: “Voglio continuare a vincere a Roma. Scudetto? E’ ancora presto per parlarne. Decisivi Friedkin e Mou per il mio arrivo”

CONFERENZA STAMPA – Ecco le dichiarazioni di Paulo Dybala nella conferenza stampa di presentazione a Trigoria:

Tiago Pinto: “Buongiorno a tutti, penso che se riesco a scherzare un po’ in italiano, è una gioia avere la Joya. Per portare un calciatore come Paulo a Roma c’è stato bisogno di un grande lavoro di squadra, ringrazio quindi la proprietà per il suo coinvolgimento nella trattativa, il mister che è stato molto importante e il suo entourage. Nulla da dire ovviamente sulla qualità del calciatore, ma in questi primi giorni segnalo la sua empatia e il suo coinvolgimento nella squadra, questo dimostra che c’è grande voglia da parte sua di stare a Roma. Questa mossa dimostra la grande ambizione e credibilità del nostro progetto”

Le domande a Dybala:

Trovi una proprietà molto solida, un allenatore che non ha bisogno di presentazioni, un gruppo che ha iniziato a vincere, giocatori di livello internazionale come te, Matic e forse altri che arriveranno da club importanti. E’ giusto alzare il livello d’ambizioni allo Scudetto? Giusto parlare di corsa Scudetto?
“Credo che sia presto per parlare dello Scudetto in questo momento, c’è tanta voglia da parte di tutti, la Roma ha vinto l’anno scorso un trofeo importante, per avere più ambizioni in futuro, credo che il club sia cresciuto molto in questi ultimi anni, grazie ad alcuni arrivi e al mister. Ci sono obiettivi importanti, a tutti piace vincere, noi dobbiamo pensare di vincere ogni partita e più avanti parleremo di obiettivi. Credo che sulla corsa Scudetto ci sono squadre più avanti di noi, ma noi dobbiamo pensare con serenità partita per partita”

Marotta ha detto che all’Inter non servivi. Ti sei sentito tradito? Hai trovato invece qui un ambiente favorevole
“No per niente, da quando è finito il mio contratto con la Juventus, i miei agenti hanno parlato con tante squadre, voi avete parlato di più di alcune. Ho un rapporto con Marotta molto bello da tanto tempo, tante squadre si sono avvicinate, poi è arrivato il direttore a Torino (Pinto ndr) e le cose sono cambiate”

Sul piano tattico ti vedi meglio da seconda punta o trequartista? Quanto ha inciso la telefonata con Mou per convincerti a sposare la Roma?
“Sulla prima penso che sarà più un lavoro del mister, sicuramente lui in base alle partite troverà le soluzioni migliori per me e per la squadra, deciderà lui, io sono aperto a fare qualsiasi delle due posizioni, deciderà il mister. La sua chiamata ovviamente è stato un piacere enorme. La prima volta l’abbiamo fatta insieme al direttore, poi lui mi ha scritto qualche giorno dopo e ci siamo risentiti. Ho avuto il piacere di conoscere anche il Presidente e suo figlio, conoscevo alcuni ragazzi qui, la chiamata di tutti è stata la dimostrazione d’affetto di gente che mi voleva qui è stato molto importante per me”

Hai detto recentemente che tutti coloro che ti hanno parlato ti hanno dato molte certezze qui alla Roma. Quali sono queste certezze?
“Sì la prima domanda che ho fatto al mister è cosa puntiamo a vincere, a lui piace vincere anche a me, abbiamo iniziato a parlare e tanto il mister tanto la società mi hanno dato dei punti di riferimento chiari: la serietà della società, l’entusiasmo che c’è qui a Trigoria, la consapevolezza del mister, la fiducia della squadra che ora sta conoscendo in allenamento, sono elementi importanti per andare avanti su questa strada. Io darò sempre il massimo, porterò la mia esperienza per continuare a vincere”

Cosa ti ha colpito di più dei tifosi romanisti? Per loro sei una specie di Messia. Contro la Juve se segnassi esulteresti?
“Ovviamente no, con rispetto ai tifosi, sono molto curioso di quello che succederà stasera. Attraverso i social abbiamo tanti contatti con la gente, la loro dimostrazione d’affetto non è mancata già prima di arrivare. So che questa è una piazza molto calda, che sta vicina alla squadra, sono molto curioso di conoscerli già stasera”

In un calcio molto fisico, tu sei un po’ l’eccezione, sei il calciatore che accende la fantasia della gente. Pensi che Roma sia la piazza ideale per esaltare questa tua caratteristica?
“Hai ragione, il calcio è cambiato tanto, ci sono tanti giocatori veloci e fisici, meno dribbling, ma alla fine quello che conta è il risultato finale, io voglio vincere, la Roma vuole vincere, questo è il nostro obiettivo. Ovviamente ho le mie caratteristiche, lavorerò per rispondere alla richieste del mister ma anche mettere in campo il mio gioco”

Quali sono state le principali differenze tra la Roma e la Juve che hai trovato in questi giorni? Totti ti ha convinto a venire qui?
“Sono da poco qui, devo imparare ancora i nomi di tutta la gente che lavora intorno a noi, vedo una società molto organizzata, in tutti gli aspetti, mi stanno aiutando in tutto a me e alla mia famiglia. Con Francesco ci siamo visti alla partita di Eto’o e abbiamo parlato lì, non c’erano ancora certezze come invece ci sono state recentemente, ovviamente lui mi ha parlato molto bene di Roma ma non ci siamo risentiti negli ultimi giorni”

Vieni dalla Juve che ha vinto tanto, eri stella tra le stelle, adesso sei venuto in un club che sta facendo una scalata verso il cielo. Sei arrivato nel pieno della maturità fisica e tecnica. E’ possibile che il Dybala che si vedrà qui possa essere il migliore della tua carriera?
“Lavoro per quello sempre, ogni giorno, mi auguro che possa essere così, sto cercando di mettermi in condizione fisica, ci saranno tante partite da qua al Mondiale, cercherò di curare ogni piccolo dettaglio. Ho tanta esperienza in una squadra che ti trasmette ogni giorno la voglia di vincere, cercherò di dare il massimo nello spogliatoio e portare questa mia esperienza, aiutare a vincere e aiutare ad essere positivo anche nei momenti di difficoltà che capitano durante l’anno sicuramente”

Hai segnato 10 gol lo scorso anno, 2060 minuti in campionato, non pochi nonostante si parlasse di una stagione negativa per te. Era vero o no?
“Normale che ci siano delle critiche, ovviamente quando giochi nella Juventus si chiede sempre di più, avrei voluto fare molti più gol e giocare di più, ho avuto qualche infortunio che mi ha frenato, credo che per come si era presentato l’anno e come è finito, i miei numeri sono stati positivi in diversi aspetti. Si va a vedere il minimo dettaglio, ma ci sono altri numeri”

Cosa è successo con la Juventus?
“Credo che il direttore Arrivabene sia stato molto chiaro nelle sue dichiarazioni, noi avevamo un accordo da firmare ad ottobre poi la società mi ha chiesto di aspettare, dopo marzo ho avuto la notizia che non avrei fatto parte del progetto futuro. Non è stato un problema economico, la società e il mister hanno preso altre decisioni, ho parlato con loro e ho accettato la loro scelta”

Diversi personaggi del calcio hanno detto che Roma è la piazza giusta per te. Secondo te perchè?
“Ho parlato tanto con la società, il presidente, il mister etc, mi hanno trasmesso grandi certezze sul progetto e sapendo come la Roma si sta costruendo non ci sono stati molti dubbi”

Si è parlato molto della clausola inserita nel tuo contratto. C’è la voglia di avere un rapporto lungo con la Roma?
“Io penso al campo, a fare bene, quella è una domanda per il direttore e i miei procuratori, penso solo ad allenarmi e giocare, quello che succede in futuro spero sia felice per tutti”

Cosa pensi di Zaniolo? Quanto è importante tenere Zaniolo più Dybala?
“Tutti conosciamo Zaniolo, le sue caratteristiche, quello che può dare, ho avuto modo di parlare con lui, ovviamente la scelta sta a lui. Tutti vogliamo tenere i migliori qui, sappiamo cosa ci può dare, non posso però intromettermi nel suo futuro”

Hai firmato per tre anni con la Roma, ambisci alla maglia numero 10?
“Per me la cosa più importante è che l’ultimo che l’ha usata sappiamo chi è e da parte mia c’è moltissimo rispetto, so quanto sia importante la 10 per i tifosi, allo stesso modo il 21 per me è molto importante per la Nazionale, per gli anni alla Juve e perchè ho vinto lì, sono molto contento della 21 del futuro non saprei cosa dire”

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APPROFONDIMENTI

Roma, settimana rovente: Pinto vuole regalare ancora tre colpi a Mou

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Ragionamenti e prospettive. Il telefono di Pinto è rovente, inizia una settimana molto importante per il mercato giallorosso. Nell’agenda del ds giallorosso, sottolineato in rosso, c’è il nome di Wijnaldum. La Roma sta lavorando ai fianchi il PSG, con l’ausilio degli agenti del calciatore che non ha seguito la squadra nella tournèe in Giappone. Un ulteriore segnale del fatto che il capitano dell’Olanda non rientra nei piani di Galtier e sarà ceduto. Filtra ottimismo, ma c’è ancora da trovare l’intesa su formula e valutazioni.

Obiettivi e incastri

Ma la Roma non si fermerà a Gini. Fonti accreditate infatti raccontano della voglia (e forse anche della necessità) di Mourinho di accogliere a Trigoria tre colpi in entrata: un centrocampista dinamico, forte fisicamente, capace di fare box to box le due fasi. Profilo che rispecchia perfettamente le caratteristiche dell’ex Liverpool; un difensore centrale, preferibilmente mancino. Non è un caso che Mou abbia iniziato la sperimentazione su Vina, dopo aver testato in quel ruolo Calafiori, perchè se la volontà è quella di giocare a 3 per tutta la stagione, i quattro centrali a disposizione dello Special One non basteranno. Infine un terzo acquisto che potrebbe dipendere dal mercato in uscita. Valigie in mano per Diawara, Villar, Carles Perez, Calafiori non più per Darboe fermato dalla lesione del crociato. Ballano anche le posizioni di Shomurodov, Felix e Veretout.

Se per il francese l’opzione Ligue1 è ad oggi la più probabile (Marsiglia e Lione su tutte), per i due attaccanti, a segno lo scorso anno solo 5 volte in due, le amichevoli hanno confermato la difficoltà di andare in rete. La sensazione è che davanti Mourinho, ragionando su un sistema che preveda le due punte, abbia quattro certezze assolute: Pellegrini, Abraham, Zaniolo e Dybala. Poi c’è El Shaarawy che – ad un anno dalla scadenza – non ha ricevuto finora offerte formali. Se si trovasse sul mercato un vice-Abraham affidabile, Pinto potrebbe trovare una sistemazione o per l’uzbeko o per il ghanese. Insomma tre colpi per completare la rosa e sognare qualcosa in più del quarto posto. Mourinho non lo dirà mai apertamente, ma la sua natura gli impone di puntare al massimo.