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Roma-Venezia, tornano Kumbulla e Zaniolo dall’inizio

La Roma affronterà domani sera il Venezia all’Olimpico e chiuderà il suo campionato – per quanto riguarda le gare casalinghe – sperando di poter centrare i tre punti e avvicinarsi alla qualificazione all’Europa League. Dopo la sconfitta contro la Fiorentina e in generale i soli 2 punti conquistati nelle ultime 4 sfide di campionato, gli uomini di Mourinho non possono più sbagliare.

No turnover, c’è da vincere per la qualificazione in Europa

“Faremo al massimo 2-3 cambi domani, non di più”. Il tecnico giallorosso oggi in conferenza stampa è stato chiaro. Dunque contro i lagunari spazio dal 1′ minuto alla formazione tipo, per buona pace anche di Spinazzola, che probabilmente rientrerà nei cinque cambi della ripresa. Mancini è squalificato, Kumbulla prenderà il suo posto. Davanti tornerà Zaniolo al fianco di Abraham, con Pellegrini a supporto e Veretout in panchina.

La probabile formazione

Roma (3-5-2): Rui Patricio; Kumbulla, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Oliveira, Cristante, Pellegrini, Zalewski; Zaniolo, Abraham. Allenatore: Mourinho.

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Mourinho: “Mkhitaryan out, pochi cambi con Venezia e Torino. La Roma crescerà come dimensione. Arbitri? Loro puniti, noi senza punti”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Venezia:

C’è il rischio che la Conference tolga la concentrazione?
“Spero di no. C’è gente interessata che noi finiamo ottavi con la speranza che vinciamo la finale, così sarebbe una cosa fantastica per il calcio italiano avere otto squadre in Europa però questo non si deve fare a costo di ingiustizie e mancanze di rispetto verso chi lavora tanto come noi. Non penso avremo una mancanza di concentrazione. Contro la Fiorentina, la squadra era stanca, la Fiorentina aveva un motore diverso dal nostro. Loro hanno giocato veramente bene però siamo stanchi di arbitri, Var, avere problemi dopo la gara, essere puniti senza poter lavorare per settimane come accaduto spesso. Alla fine ok, hanno sbagliato, loro vengono puniti ma dove sono i punti? Non voglio dire complimenti al VAR e agli arbitri a fine campionato, voglio finire quinto/sesto che è il nostro obiettivo, posizione in cui siamo stati praticamente per tutta la stagione”.

Domani vedremo la squadra migliore possibile? Mkhitaryan?
“Mkhitaryan è infortunato. Non è che domani non gioca per preservarlo ma è proprio indisponibile. Non abbiamo una rosa per fare dei cambi drammatici, non abbiamo un livello di esperienza per dire che faremo 8-9 cambi. Noi dobbiamo vincere domani, abbiamo bisogno di punti, vogliamo vincere perché sarà l’ultima all’Olimpico e se vinciamo andremo all’ultima gara padroni del nostro destino. Dobbiamo vincere con tutto il rispetto per il Venezia, che si gioca il suo futuro. Ci sarà una gestione minima, un paio di cambi domani e un paio diversi contro il Torino. Non faremo però cambi molto grandi”.

Mkhitaryan recupera per la finale?
“Non lo so, oggi non è in dubbio per domani, è completamente fuori al momento”

La testa ora conta più del solito. Al di là delle valutazioni tecniche, Zalewski come mentalità può essere considerato un simbolo di questa squadra?
“Non faccio una gran differenza di mentalità o atteggiamento tra Zalewski e gli altri giovani. La differenza è che l’opportunità per lui è arrivata in modo consistente, in un momento in cui la squadra necessitava di un’opzione in quella posizione, era preparato lui per questa opportunità. Abbiamo deciso di metterlo lì nel secondo tempo col Verona, quando perdevamo 2-0, senza Spinazzola, El Shaarawy e solo con Vina che è diverso. E’ entrato in una situazione di rischio, io sapevo che fosse pronto, è stata un’opportunità per loro, magari altri giovani avessero avuto questa opportunità l’avrebbero comunque sfruttata. Penso sia il simbolo del modo in cui pensiamo il nostro rapporto con la Primavera, con De Rossi, con Bruno Conti, Tiago Pinto è molto forte su questo, quante volte questi ragazzi si allenano con noi, lo rifaremo anche nella preparazione estiva con altri 3-4 giocatori e Zalewski è il simbolo del successo di questa nostra politica”

Qui c’è una proprietà che ha investito 350 milioni in pochi anni. Arriverà un momento per la Roma di fare un grande salto? Cosa serve ancora?
“Penso di sì. L’organizzazione è importante e penso che ce l’abbiamo. Stiamo crescendo a livello organizzativo da agosto a oggi. Il mio contratto ha ancora due anni, il tempo è necessario perché quando parliamo di Zalewski parliamo di giocatori che hanno bisogno di tempo mentre in altre squadre il tempo neanche esiste. Poi è una questione di qualità e quantità. Abbiamo sofferto quest’anno in determinati momenti anche per una questione di quantità: dopo la gara con la Fiorentina, un signore faceva la domanda sulla differenza sull’intensità e io ho risposto che la differenza è 140 km di calcio in più per noi. Facile vedere quanto hanno corso quest’anno Ibanez e Cristante, per citarne due. Qualità e quantità. Siamo consapevoli di questo. Mi devo scusare con voi perché non faccio mai interviste con voi, ho fatto l’intervista al giornalista inglese perché sono amico con lui da tanti anni. La proprietà vuole arrivare, io voglio arrivare, altrimenti non sarei qui. Abbiamo organizzazione, abbiamo tempo, abbiamo qualche talento, abbiamo la passione dei tifosi. Dobbiamo continuare a migliorare e vediamo che accade la prossima estate. Ora pensiamo alle tre partite che ci mancano”.

In quali altri aspetti vede migliorata la squadra rispetto a quando è arrivato?
“Non voglio fare bilanci perché ancora mancano tre gare e sono tutte importanti. Ovviamente, la finale come emozioni e significato è una gara che non si gioca da tanto ma le prossime due partite sono importanti”.

Domani sarà l’occasione per ringraziare i tifosi
“Io posso ringraziare qui i tifosi, i giocatori sui social ma è più simbolico dopo la gara tutti insieme in campo per il sostegno e l’amore, al di là del risultato di domani, al di là del mio piede distrutto ieri da Kumbulla ma faremo un giro di campo tutti insieme, è il minimo che potremo fare. Se sarà dopo aver vinto lo faremo sorridendo ma lo faremo perché sono stati fantastici. Prima di concludere, faccio gli auguri a mister Zeman per il suo compleanno ieri”

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Dybala, l’agente nei giorni scorsi a Roma: appuntamento in vista con Tiago Pinto

Nei giorni scorsi l’agente di Paulo Dybala era nella capitale. Era in programma un appuntamento con la Roma al Fulvio Bernardini, poi rimandato per volontà dei Friedkin dopo la sconfitta contro la Fiorentina. La Roma vuole Dybala, ma prima vuole la sicurezza di qualificarsi a una competizione europea.

L’agente di Dybala a Roma: appuntamento in vista con Tiago Pinto

Appuntamento rinviato ma non annullato. I giallorossi proveranno a convincere Dybala per portarlo alla corte di Mourinho.  La pista è calda, caldissima. La Roma studia l’operazione, Mourinho lo vuole e ha già fatto sapere a Dybala quanto lo stimi e possa aiutarlo anche a renderlo un giocatore di nuovo fenomenale. Dopo l’ultima sfida contro la Juventus lo Special One ha preso da parte la Joya, lo ha abbracciato e si è complimentato con lui: “Si un grande giocatore, mi piacerebbe tanto allenarti”. Una stima naturalmente reciproca.

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Dybala alla Roma: la conversazione con Mourinho e la Joya pazza del tifo giallorosso

Roma-Dybala, un matrimonio non che s’ha da fare ma che si può fare. Come riportato dal Corriere dello Sport, Tiago Pinto nei giorni scorsi avrebbe dovuto avere un incontro con gli agente dell’attaccante argentino, rimandato per chiudere prima la questione relativa alla qualificazione della squadra alle prossime competizioni europee.

Dybala alla Roma, pista calda: la Joya pazza dei tifosi giallorossi

Ma la pista è calda, caldissima. La Roma studia l’operazione, Mourinho lo vuole e ha già fatto sapere a Dybala quanto lo stimi e possa aiutarlo anche a renderlo un giocatore di nuovo fenomenale. Dopo l’ultima sfida contro la Juventus lo Special One ha preso da parte la Joya, lo ha abbracciato e si è complimentato con lui: “Si un grande giocatore, mi piacerebbe tanto allenarti”. Una stima naturalmente reciproca.

C’è anche un altro elemento che può sicuramente aiutare la trattativa e il suo passaggio alla Roma. Dybala è pazzo per i tifosi della Roma. L’Olimpico di questa stagione lo ha stregato, un’atmosfera sudamericana che gli ha fatto brillare gli occhi e che potrebbe anche essere l’ago della bilancia della trattativa. Perché come riporta Il Corriere dello Sport, “ la vera discriminante è l’amore della gente”, fanno sapere i dybaliani.

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Il disegno di Mou

Tredici giorni, tre partite, due trasferte, una finale. La Roma si gioca tutto, da domani contro il Venezia al 25 maggio nella sfida di Tirana con il Feyenoord può prendersi l’Europa, scrivere la storia del club oppure fermarsi a un passo dal doppio traguardo, come riporta Il Tempo. Uno scenario che tutti a Trigoria vivono tra il fomento e la comprensibile ansia. Tutti tranne uno, José Mourinho, che ama questi momenti e più di chiunque altro ha la capacità di creare le migliori condizioni emotive per affrontarli. Tanto lavoro, studio dei dettagli, programmazione. Nulla viene lasciato al caso e adesso più che le gambe va allenata la testa dei giocatori. Ecco perché il tecnico, ad esempio, ha già deciso che domenica, dopo la gara con il Venezia, concederà una giornata di riposo ai suoi. Lo stesso probabilmente avverrà sabato 21 maggio, all’indomani dell’ultima sfida di campionato anticipata al venerdì in casa del Torino. L’agenda di lavoro è ormai definita.

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Mourinho, oggi la consegna della panchina d’oro vinta nel 2010 – FOTO

Un premio ricevuto a distanza di oltre 10 anni. Josè Mourinho ha ritirato oggi a Trigoria la ‘panchina d’oro’ della stagione del Triplete, quando con l’Inter vinse tutto in Italia e in Europa. All’epoca lo Special One non ritirò il premio a seguito di alcune polemiche, oggi ha incontrato a Trigoria il presidente dell’Asso allenatori Renzo Ulivieri e Demetrio Albertini, in rappresentanza della Lega di Serie A.

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Zeman, nuovo affondo su Mourinho: “Ha portato la Roma in finale di Conference? Torneo di bassissimo livello”

Zdenek Zeman ha parlato ai microfoni di Rai Radio 1, nel giorno del suo compleanno, rispondendo anche ad una domanda sulle recenti dichiarazioni di Mourinho nei suoi confronti, espresse prima del derby di ritorno: “Non sa che ho vinto anche la C2. Ma il discorso è che il problema non è chi vince o quanto vince. Lui ha vinto in squadre dove anche prima di lui si vinceva, tranne che a Porto. E quindi penso che così sia più facile. Io voglio fare cose difficili e non facili”.

Zeman torna anche a commentare il cammino della Roma in questa stagione: “Mourinho ha portato la Roma in finale di Conference League? È un segno di quello che è questa competizione. Che coppa è? È una competizione di basso livello, una coppa nuova dove giocano i paesi calcisticamente sottosviluppati. C’è stato anche il Barcellona ma penso l’abbia lasciata apposta”.

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Mou senza pace: “Spiegate tutto”. E il club è con lui: “Siamo stanchi”

Di polemica in polemica, scrive La Gazzetta dello Sport,  la sensazione è che gli arbitridovremo presto andarli a cercare sempre più lontano, visto che questi del Belpaese – causa ricambio generazionale in corso – stanno convincendo sempre meno. Le frecce più acuminate in questa sorta di battaglia virtuale che si è scatenata, le ha senz’altro scagliate José Mourinho, anche perché obiettivamente la Roma ha avuto parecchio da lamentarsi su quanto è avvenuto in questa stagione. L’ultimo atto di questa sorta di via crucis è avvenuta due giorni fa a Firenze, con lo Special One che ha sintetizzato la stagione in questo modo: “Siamo stati vittime di tanti episodi che non hanno spiegazione.

Stavolta, però, l’allenatore portoghese non è stato il solo a parlare, perché a supportarlo è sceso in campo anche il general manager Tiago Pinto. “Ci sono delle situazioni che non capiamo – ha tuonato –. Non voglio contabilizzare i punti persi, ma ci sono stati episodi a nostro sfavore frutto di chiari errori. Abbiamo sempre cercato il dialogo con gli arbitri, ma ora sono stanco. Ci fanno i complimenti perché rappresentiamo l’Italia nelle Coppe, ma queste cose non cambiano le classifiche“. Tutto vero. Di certo, però, le lamentele di Mourinho per questioni arbitrali in questa stagione – fra piccole e grandi – sono state tantissime: 12 in campionato, 1 in Coppa Italia e 2 in Conference League. C’è da segnalare, però, che non sono mancate le partite in cui lo Special One ha fatto i complimenti ai direttori di gara, così come agli avversari che lo hanno battuto. Le sconfitte stagionali, in effetti, non sono state poche, 14, di cui 11 in campionato, dove i giallorossi hanno solo un punto in più rispetto allo scorso campionato, quando in panchina c’era Fonseca.

Grazie soprattutto all’input della famiglia Friedkin, la Roma ribadisce di avere sempre cercato il dialogo con i vertici arbitrali, senza mai cercare di scavalcare l’Aia per approdare direttamente nelle stanze della Federcalcio. La stessa società, inoltre, fa capire come la stessa comunicazione muscolare di Mourinho sia cambiata nel corso della stagione, non sparando più ad alzo zero. C’è stato anche l’ingresso nel club dell’ex arbitro Calvarese per spiegare al meglio il regolamento. Nel tentativo di non mettere in difficoltà gli arbitri è stato chiesto anche a giocatori e staff di non esagerare mai nelle proteste. Ma la pazienza giallorossa è nuovamente terminata.

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Mourinho: “A Roma sono felice. E sul futuro di Abraham…”

Josè Mourinho è stato intervistato dal portale Football Daily: il tecnico della Roma ha parlato di diversi temi come il calcio inglese, la sua attitudine per le competizioni europee e Tammy Abraham.

Su Abraham:
“Non è facile per un giovane andare via dal proprio paese, dalla propria città e della Premier League. Se vuole tornare in Inghilterra, non credo che lo voglia ora, ma se vuole tornare in Inghilterra, deve solo schioccare le dita. Sono molto felice per lui e sta facendo bene con la sua Nazionale. I ragazzi inglesi come Smalling e Tomori hanno capito che c’è vita anche fuori il campionato inglese e bisogna lasciare da parte le bugie”.

Sull’esonero col Tottenham:
Sono in un momento in cui non sto male, devo accettare le cose così come sono, le prendo in modo simpatico. Con i giornalisti inglesi esce sempre fuori la battuta sul fatto che mi sono qualificato in finale e poi sono stato esonerato, non succede spesso. Non ho rimpianti, ci sono tante belle persone nel Tottenham e auguro loro il meglio. Ma è stato strano quello che è successo. Ma alla fine questo mi ha aperto le porte per arrivare alla Roma e ne sono molto felice”

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Tutto contro

Sono riusciti a falsare anche questa. Gli arbitri modesti e sempre più confusi del calcio italiano diventano i protagonisti negativi della volata per l’Europa, come riporta Il Tempo. La scorsa giornata il gol irregolare concesso alla Lazio in casa dello Spezia, ieri un rigore inventato in avvio che indirizza lo scontro diretto Fiorentina- Roma. E adesso la corsa ai tre posti che qualificano alle coppe (due in Europa League e uno in Conference) diventa un’ammucchiata, con una delle quattro concorrenti che rimarrà fuori. La Lazio parte avanti sulle altre di tre punti a due turni dal termine, mentre i giallorossi possono sperare di qualificarsi all’Europa League vincendo la finale di Tirana con il Feyenoord.

Ma il verdetto sulla coppa arriverà a campionato ormai finito e ora diventa un obbligo giocarsi al massimo le ultime due gare contro Venezia e Torino. Senza poter risparmiare le energie per la Conference come avrebbe voluto fare giustamente Mourinho.