9.3.2022 Conferenza Stampa : Josè Mourinho e Rick Karsdorp
(Foto Gino Mancini)
La strada per il divorzio sembra segnata, così come pare certo che le pretendenti non manchino. Si va dalla Juventus – che sembra l’approdo preferito per Karsdorp e la famiglia – al Marsiglia, dal Lione alla Turchia fino al Feyenoord, club in cui è cresciuto.
Ma c’è un’altra certezza che anima la Roma. È vero che la dirigenza fino a questo momento ha fatto di tutto per ricucire lo strappo con José Mourinho, colui che lo aveva accusato di “tradimento”. Ma dinanzi all’evidenza che non è solo l’allenatore arrabbiato col giocatore per la sua presunta mancanza di professionalità, bensì anche Karsdorp arrabbiato con il tecnico per essere stato messo alla pubblica gogna, il divorzio sembra essere l’unica soluzione.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, venderlo in un mercato già complicato come quello di gennaio non è facile. Però l’input che arriva direttamente dalla proprietà è chiaro: con Karsdorp bisogna monetizzare. Quindi niente prestiti gratuiti, al massimo prestiti onerosi con obbligo di riscatto a fine stagione.
Morale: la società non ha alcuna intenzione di farsi prendere per il collo, anche se questo significa che l’operazione sarà una sorta di partita a scacchi niente affatto breve. Cosa che prevede di sicuro nuovi contatti fra lo stesso Karsdorp e Mourinho.
20.5.2022 Torino vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Tiago Pinto Mourinho
(Foto Gino Mancini)
Per qualche giorno il calcio dall’altra parte del mondo sembra un balsamo alle ruggini della SerieA. Non sorprende che José Mourinho e Tiago Pinto, accolt idalla straordinaria ospitalità giapponese, abbiano metabolizzato la cortesia orientale anche nell’argomentare sogni e bisogni .Ciò non toglie, però, che il malinconico attuale settimo posto in campionato, la faticosa qualificazione ottenuta nel girone di Europa League e i paletti della Uefa sul bilancio spingano l’allenatore e il dirigente portoghese verso esigenze diverse.
Che lo Special One, alla sua prima conferenza, non manca di far rimarcare, rivendo peraltro una risposta chiara. Il sunto è palese: in squadra serve qualità, ma restano sempre i limiti del “financial fair play”.
È ovvio che i media nipponici siano focalizzati soprattutto sulla Premier League, di cui per anni Mourinho è stato uno dei principali esponenti. Non sorprende, perciò, che abbia voluto giocatori come Abraham e Matic. Ma lo Special One ammette: “È una questione di opportunità. Non abbiamo la forza di andare in Premier League e prendere giocatori che sono a ltop, ma il caso di Tammy, ad esempio, è diverso. Era un giocatore che aveva bisogno di giocare eRoma era una grande opportunità per questo. Nel caso di Matic, invece, è un giocatore di 34 anni che ha giocato nei migliori club, ha vinto titoli ed è tornato a giocare con me per tentare di portare esperienza in una squadra molto giovane”.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, il corollario arriva subito dopo, quando gli si chiede cosa serve per vincere. “Devi essere fortunato, avere giocatori con la giusta mentalità e qualità. Noi allenatori possiamo migliorare i giocatori, ma non facciamo miracoli. Ogni giocatore ha tutto nelle proprie mani, in termini di talento e di attitudine“.
Ovvio che il general manager Pinto sia stato chiamato, con garbo, a far capire come il suo (difficile) ruolo debba tenere insieme le esigenze dell’allenatore, ma anche quelle della proprietà, che hanno sulla testa la spada di Damocle dei 35 milioni di multa già comminati dalla Uefa – dopo il “settlement agreement” – che potrebbero scattare se la Roma sforasse i termini di spesa e d’ingaggio.
Una questione di equilibrio. Un punto d’incontro da trovare tra due forze che finiscono per contrapporsi. Da una parte c’è la Roma gestita da Friedkin e affidata a Tiago Pinto, che ha deciso di rispettare i paletti del nuovo Fair Play Finanziario, dall’altra i desideri di un allenatore esigente (e abituato al meglio) come Mourinho. Inevitabile che la differenza di prospettive torni d’attualità in questa lunga sosta del campionato, concluso con le lamentele dell’allenatore sul valore della rosa. Quel «senza Dybala e Pellegrini non si accende la luce» è un messaggio chiaro del tecnico, che non ritiene tanti altri giocatori della Roma all’altezza di una squadra che vuole lottare per i primi posti e tornare in Champions. Da qui è ripartito il tam-tam sul mercato, la fiera dei sogni che finiranno per scontrarsi con la realtà.
Oltre a Solbakken, atteso nella Capitale domani sera e disponibile da gennaio, al momento non sono previsti ulteriori acquisti. Almeno un altro è lecito aspettarselo, visto che Mourinho ha di fatto messo Karsdorp sul mercato e Pinto ha iniziato a cercare una soluzione. Ma continuerà a valere la regola del «fuori uno, dentro uno». Per tutti i ruoli.
Come scrive il Tempo (A.Austini), in attacco ad esempio dovrebbe essere Shomurodov a far posto a Solbakken. Un nuovo esterno destro dovrebbe sostituire Karsdorp. E poi? Difficile scommettere su altri acquisti, anche perché a Trigoria puntano forte sul ritorno di Wijnaldum per rinforzare il centrocampo. L’olandese non è stato inserito nella lista Uefa della prima parte della stagione per poter risparmiare nel conteggio sugli ingaggi il suo stipendio dei primi mesi. Una mossa che fa capire quanto poco spazio ci sia nella Roma per rispettare il patto firmato con Nyon: il saldo tra entrate e uscite, compresi anche gli stipendi e le commissioni, deve essere positivo quest’anno e nella prossima stagione.
Per accontentare Mourinho servirà quindi che Pinto si «inventi» qualcosa come ha fatto la scorsa estate, portando a Roma Dybala, Wijnaldum, Matic, Belotti e Svilar senza pagare un euro per i cartellini, aggiungendo ingaggi pesanti compensati dalle uscite. L’anno prima il gm giallorosso aveva investito quasi 100 milioni per comprare Abraham & Co., in due stagioni solo il Milan ha un saldo negativo peggiore sul mercato. Il segno che la Roma di Friedkin spende tanto, ma a Mourinho, che oggi ritroverà il gruppo a Trigoria prima della partenza di martedì per il Giappone, non basta.
4.11.2021 Conference League : Roma vs Bodo Nella foto: Karsdorp
(Foto Gino Mancini)
Rick Karsdorp dopo l’episodio di Reggio Emilia non è stato convocato per la sfida di oggi contro il Torino. L’olandese, ripartito questa mattina per l’Olanda insieme alla famiglia, ha postato su Instagram una story eloquente: sfondo nero, con due cuori – uno giallo e uno rosso spezzato – con l’emoticon della lacrima.
Prima del match Pinto ha affrontato ai microfoni di DAZN la problematica: Per quanto riguarda il tema di Karsdorp, anche se io non parlo molto, non nascondo i problemi. Tutti voi avete visto quello che è successo. Noi, insieme al giocatore e all’allenatore, abbiamo deciso che sarebbe stato meglio per tutti, per lui e per la squadra, non esserci nella partita. Poi, dopo la fine di questa partita e come abbiamo fatto sempre con i problemi che sono successi, dobbiamo mettere l’interesse della Roma sopra a tutto e sicuramente troveremo una soluzione buona per tutti”.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Prima gli avvertimenti, poi i richiami, infine i segnali chiari, nelle scelte e nelle dichiarazioni. Josè Mourinho, come avvenuto un anno fa più o meno in questo periodo, ha iniziato a cesellare il gruppo, immaginando nuovi interventi sul mercato, che certamente arriveranno tra gennaio, ma soprattutto a giugno, fair play finanziario permettendo.
Richiami e Sfoghi
Questa volta però, a distanza di dodici mesi, il tecnico giallorosso si è rivolto al ‘gruppo storico’ della Roma, reo evidentemente di non riuscire a fare quel salto di qualità definitivo richiesto, anzi preteso, dall’allenatore. Lo scorso anno a Bodo ci fu il primo momento di rottura con la squadra: “Le nostre riserve sono più scarse dei titolari del Bodo”. Successivamente lo Special One mandò in tribuna Villar, Diawara, Borja Mayoral, Calafiori, Reynolds, tutta gente accusata di non essere da Roma, soprattutto sul piano degli atteggiamenti. “Non attaccherò mai un mio calciatore per un errore tecnico”. Il mantra di Josè, ripetuto anche ieri a più riprese nella pancia del Mapei Stadium. A gennaio quei calciatori che il lusitano riteneva inutili alla causa, vennero ‘epurati’ dalla rosa, senza pensarci un secondo e Pinto colse un paio d’occasioni in prestito con Oliveira e Niles.
Passata la sbornia della Conference e con gli arrivi di calciatori importanti, la Roma era fortemente accreditata da tutti per la lotta al vertice della classifica.Obiettivo Champions che ogni anno i giallorossi rincorrono senza mai riuscire ad essere realmente in lotta. Ad inizio anno però i primi scricchiolii e già ad agosto, dopo la prestazione di Torino, Mou cominciò a mandare i primi segnali: “C’è qualche calciatore che non regge l’urto della competitività interna alla rosa”. Poi citò Rick Karsdorp: “Bene l’anno scorso, ma se giochi così ciao amico c’è Celik”. L’altro palese riferimento ad Abraham, al di là del gol segnato. In rampa di lancio c’era Belotti appena arrivato.
14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham delusione finale
(Foto Gino Mancini)
Involuzione e appagamento
Mourinho ha sempre parlato di famiglia, empatia, giusti comportamenti. Quel ‘mutuo soccorso’ tanto caro a Walter Sabatini che in campo però qualche calciatore ha un po’ messo da parte dopo la gioia di Tirana. Le scelte forzate ma anche dei buoni risultati hanno sorretto la squadra, trascinandola nei piani alti della classifica fino all’ultimo periodo, dove complice l’enorme sforzo profuso in Europa League per evitare la retrocessione in Conference, sono piano piano venuti a mancare punti e diversi titolari. Altri però hanno manifestato un crollo di rendimento impensabile alla vigilia del torneo, tanto che Mourinho due giorni fa è tornato sul tema tuonando: «C’è gente da cui mi aspettavo di più? Sì. Non posso nascondere la mia delusione per l’involuzione di alcuni giocatori. L’atteggiamento non è un problema, quello che si doveva migliorare è l’accettazione di una sfida diversa rispetto a quella dell’anno scorso. La crescita nella mentalità e nella responsabilità, così come quella dell’ambizione. Non bisognava essere soddisfatti e contenti di aver raggiunto questo livello. Se io fossi stato soddisfatto della mia carriera, nel 2010 avrei dovuto dimettermi».
Ieri dopo il pari col Sassuolo, il primo vero sfogo della stagione: «Lo sforzo della squadra è stato tradito dall’atteggiamento di un giocatore. Meglio non dire la parola: un atteggiamento diciamo non professionale. Ho chiesto a questo calciatore di trovarsi un’altra squadra a gennaio». Dichiarazioni durissime, in perfetto stile Mou che colpiscono però dritto al cuore il gruppo storico della Roma. Karsdorp prima con Fonseca, poi l’anno scorso con Josè, è stato un titolare inamovibile. Ma troppi atteggiamenti, errori, modi di fare dell’olandese hanno infastidito il tecnico, non ultima la fuga negli spogliatoi al derby, su cui Mou aveva glissato difendendo l’immagine di Karsdorp.
23.4.2022 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Karsdorp e Mancini parlano con Sozza
(Foto Gino Mancini)
Chi rischia a gennaio?
La Roma pur battendo il Torino domenica rischia di chiudere questa prima parte di stagione fuori dalle prime quattro. Nelle ultime cinque partite ha battuto solo Verona e Sampdoria, perdendo contro il Napoli e la Lazio, pareggiando ieri a Sassuolo e invertendo fortemente la rotta che la vedeva veleggiare sopra la media dei 2 punti a partita. E Mourinho sta già pensando al prossimo futuro: sono diversi i calciatori dell’attuale rosa che per scelte, caratteristiche e assenze prolungate non rientrano nei piani dello Special One. Kumbulla, Bove (perchè è stato tenuto?), Shomurodov – anche ieri incapace di dare un senso alla sua esperienza giallorossa – a cui aggiungere forse anche Vina (difeso però recentemente dal tecnico per i suoi atteggiamenti positivi) e ora Karsdorp. Il primo calciatore del gruppo storico che potrebbe partire a gennaio. E’ iniziato dunque il II° atto dell’epurazione mourinhiana, che potrebbe intaccare ancora di più la squadra nel prossimo mercato estivo. E Pinto è pronto ad accendere i motori.
10.3.2022 Conference League : Vitesse vs Roma Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
Tiago Pinto ha parlato nel corso di un conviviale di AIRC e UTR: “I tifosi vanno rispettati. Ma i tifosi della Roma sono veramente speciali. Tanti stadi al mondo sono pieni, ma il tifo non è così intenso. Quando non vinciamo per me è una vergogna, perché qui la gente tifa dal primo all’ultimo minuto. Il mio risultato è portare a casa quel che vuole la gente“.
Poi passa al derby. “Non è una partita uguale alle altre, ma per vincere dobbiamo avere il cuore caldo e la testa fredda.Dobbiamo portare a casa i tre punti, ma giocare contro la Lazio non è come giocare contro l’Empoli. Cosa serve per migliorare? Vincere il derby. Mourinho? La Roma è il club in cui si sente più felice, ma del futuro parleremo più avanti. Ora vuole solo vincere“.
“È stato un grande risultato per il club convincere Mourinho ad accettare l’offerta della Roma”. Così Tiago Pinto, in un’intervista al tabloid inglese The Mirror. “Abbiamo lavorato sodo – la proprietà e io – cercando di convincerlo che questo era il progetto giusto per lui. Oltre ai risultati, alla Conference League che abbiamo vinto, ai progressi fatti dai giocatori, è per noi un grande orgoglio vedere che oggi lui è romanista”.
“Ha abbracciato pienamente i valori del club e della città ed è oggi il miglior ambasciatore dell’AS Roma nel mondo – ha aggiunto -. Quando un allenatore raggiunge quel livello di empatia con la città e i tifosi, significa che hai fatto un buon lavoro.”
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
“Gli infortuni ci creano dispiacere, ma per un certo verso sono un’opportunità per altri giocatori, il mister sta cercando soluzioni diverse, Belotti e Abraham hanno giocato un ottimo secondo tempo a Siviglia, abbiamo una rosa per trovare altre soluzioni. Dybala sta meglio, è motivato, vediamo piano piano come proseguirà il recupero. Tare? Non merita nessuna replica”. Così Tiago Pinto ai microfoni di DAZN prima di Samp-Roma.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima del match contro il Betis Siviglia:
Sulle parole di Mourinho tra poveri e ricchi di ieri in conferenza stampa. “Non sarà molto comodo per me commentare le sue parole. Penso che nel calcio non conta solo la situazione economica perché altrimenti ogni anno Manchester City e Psg andrebbero in finale di Champions, ma se la memoria non mi inganna non l’hanno vinta. Ho capito quello che voleva dire. È chiaro che per noi è molto difficile, ne abbiamo già parlato, è difficile giocare l’Europa e il campionato, giovedì e domenica. È difficile fare anche il turnover, sentivo che prima parlavate della Lazio e di mister Sarri. Sappiamo che è difficile, ma allo stesso modo sappiamo che questo fa parte del nostro lavoro”.
Che valore ha per la società questa serata? “Avete capito magari meglio di me il profilo della società: lavora di più e parla di meno. Per noi l’Europa è sempre un obiettivo, lo abbiamo dimostrato la stagione scorsa. La competizione è diversa ed è molto più competitiva, ma siamo qui con tutta la nostra forza, energia e motivazione per fare una buona partita e andare avanti. La storia della Roma in Europa non è di oggi, ha avuto tante semifinali negli ultimi 10-15 anni, questo ci deve responsabilizzare e dare la consapevolezza del club che rappresentiamo”.
Lei ha detto che fa il mercato e il campo deve dare le risposte, sul campo dove devemigliorare? “Ho detto questo, ma anche di più. Secondo me, il lavoro che facciamo sul mercato rappresenta il 20-30% del successo sportivo, poi il 70-80% è il lavoro che facciamo ogni giorno e non mi escludo perché cerco di essere un ds che tutela le altre parti. Dobbiamo migliorare tanto, per fare una squadra vincente non è solo portare allenatore e giocatori, ma creare una famiglia, sviluppare i i dipartimenti e curare ogni dettaglio”.
Si aspettava qualcosa di più a livello di gol davanti? “Sì, penso che chiaramente il momento di costruire le occasioni è di squadra, poi i giocatori davanti hanno sempre più opportunità di segnare. gli attaccanti quando perdono fiducia diventa più complicato, ma la verità è che con gli attaccanti funziona così. Lautaro ieri ha fatto una partita bellissima ed erano 6-7 partite che non segnava. Ma penso che la squadra sta costruendo tante opportunità e penso che qualcuno dovrà pagare questo, come ha detto Mourinho ieri, e spero possa accadere il più veloce possibile”.
Belotti? “Per lui è una buona opportunità. Sappiamo che quando costruiamo la squadra dobbiamo prepararla quando ci sono infortuni, giocatori sospesi o abbassamento di forma. Andrea ha lavorato bene, non possiamo dimenticare la sua estate particolare e penso che stia meglio fisicamente. Oggi per lui è una buona opportunità per dimostrare la ragione per cui lo abbiamo preso, ma non è il momento di mettere troppa pressione sul singolo. Fare l’attaccante è sempre più particolare”
Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di DAZN. Ecco le parole del dirigente giallorosso:
Arriva la partita al momento giusto la partita, è così? È sempre il momento giusto. Abbiamo avuto tante pause. I giocatori arrivano piano piano dalle nazionali. Oggi iniziamo un percorso di 12 partite in 44 giorni. E questo è lo stadio perfetto soprattutto per i giocatori.
Lei si aspettava questo avvio o qualcosa di diverso? Noi che facciamo sport abbiamo sempre aspettative. Ma l’esperienza dice che le cose vanno piano piano. Il calcio non è solo aggiungere pezzi. Non voglio ripetermi. Dobbiamo fare lavoro quotidiano per fare la squadra più forte. Come ha detto Spalletti non ci sono scudetti di settembre ed ottobre.
La Roma fa fatica negli scontri diretti. È una voce che da fastidio? O vi motiva? Tutte le partite significano 3 punti, ovviamente contro l’Inter è diverso. Quando sono arrivato si diceva che si perdeva contro l’Atalanta o con i derby. Questo ora è stato superato, cercheremo di superare anche questo step. Il campionato si fa di regolarità, vincere oggi o ad Udine ha la stesso valore.