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Filo diretto col Giappone. Spunta il terzino Riku Handa

Un filo diretto, quello con il mercato asiatico, che la Roma ha intenzione di continuare a tessere. Il primo passo era arrivato con la comparsa del marchio Toyota – particolarmente caro ai Friedkin – sulle divise da allenamento delle squadre giallorosse, ieri l’annuncio della mini-tournée in Giappone in programma l’ultima settimana di novembre. Ma non è tutto perché nei giorni scorsi Daisuke Shibusava, direttore sportivo del Montedio Yamagata, è stato avvistato a Trigoria in compagnia del terzino dell’Under 21 giapponese Riku Handa (in Italia per gli impegni con la sua Nazionale). Una visita propedeutica ad alcuni eventi in programma durante la permanenza in Asia, che magari un giorno potrebbe anche trasformarsi in un’opportunità di mercato.

Come scrive il Tempo (E.Zotti), la partenza del gruppo giallorosso è fissata per martedì 22, mentre il rientro in Italia è previsto il 29: una settimana di eventi e impegni sul campo volta ad accrescere la popolarità del marchio As Roma tra i tifosi giapponesi e provare a stringere nuove importanti sinergie volte ad aumentare i ricavi. Durante soggiorno nel Paese del Sol Levante, José Mourinho e i giocatori che non prenderanno parte al Mondiale in Qatar parteciperanno all’Eurojapan Cup. Il torneo prevede due amichevoli: la prima con il Nagoya Grampus al Toyota Stadium il 25 novembre, la seconda il 28 con lo Yokohama F. Marinos al Japan National Stadium di Tokyo (teatro dei trionfi olimpici di Jacobs e Tamberi). Per i giallorossi non sarà la prima esperienza in Giappone: la Roma di Totti e Capello aveva fatto tappa a Tokyo nel 2004 mentre l’ultima trasferta in Asia risale al 2015, quando la squadra allenata da Rudi Garcia sbarcò in Indonesia. Anche per Mourinho non si tratterà del primo contatto con il calcio giapponese: «Non vedo l’ora di giocare contro due delle squadre migliori della J League – ha spiegato – ho un ottimo ricordo delle mie precedenti visite e so quanto il calcio sia amato in quel Paese».

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Pinto, il re del mercato pronto al rilancio: “Gli acquisti sono ok ma bisogna vincere”

La cornice è meravigliosa, quella del Chiostro del Bramante, ad un soffio da Piazza Navona. Una location suggestiva, entusiasmante, che val bene la gioia di un premio. Qui ieri sera il general manager della Roma Tiago Pinto ha ricevuto quello del Social Football Summit: “Un premio che voglio condividere con la proprietà, i Friedkin, per tutto quello che fanno per il nostro club – ha detto il gm giallorosso – E poi con il nostro mister, Mourinho, che mi aiuta nella vita di tutti i giorni”.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Pinto è arrivato verso le 9 di sera, ha tenuto un po’ di pubbliche relazioni con gli altri invitati, cenato al chiaro di luna per poi salire sul palco verso le dieci, insieme agli altri 14 premiati della serata. Prima, però, un video emozionante con le immagini degli acquisti di questa estate: da Dybala a Wijnaldum, da Matic a Belotti, con sullo sfondo alcune delle genialate della Roma per pubblicizzare al massimo i nuovi arrivati in casa giallorossa.

“Voi qui avete messo solo i giocatori che sono arrivati, ma vi assicuro che le operazioni sono state molte, molte di più”, ha detto scherzando il dirigente portoghese. Che poi ha ritirato il premio (un pallone bianco stilizzato, sullo sfondo di un prato artificiale), che gli ha assegnato con la seguente motivazione: “Best Transfer Market”, miglior calcio mercato estivo. “È stata una estate faticosa, ma ora dobbiamo concentrarci sul campo e portare a casa più vittorie possibili – ha detto ancora -. Io amo ripetere sempre che il mercato pesa per il 20-30% nella vita di un club, poi c’è il campo che vale invece per il 70-80%“.

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Mezza Roma va in scadenza: Pinto a lavoro per sistemare la rosa

Nella giornata di domani tornerà a Trigoria anche Tiago Pinto, il quale avrà il compito di occuparsi dei rinnovi dei calciatori in scadenza, soprattutto quelli nel 2024 (ben 7). Uno dei casi principali, però, riguarda Nicola Zalewski: il polacco è legato al club giallorosso fino al 2025, ma già in estate, Borussia Dortmund su tutti, avevano chiesto informazioni. Il classe 2002 percepisce meno di 500mila euro a stagione, motivo per cui ci sarà anche un adeguamento economico.

Nel 2024, invece, terminano i contratti di Nicolò Zaniolo, Bryan Cristante, Leonardo Spinazzola e Rui Patricio. Inoltre, grazie agli accordi firmati precedentemente, la scadenza di quelli di Nemanja Matic, Chris Smalling e Andrea Belotti potrebbe slittare ancora.

Pinto non avrà un lavoro facile, soprattutto perché dovrà diminuire il monte ingaggi per rispettare le restrizioni imposte dalla UEFA. Proprio per questo, il rinnovo di Stephan El Shaarawy (2023), appare molto complicato, così come per William Bianda e Ante Coric, attualmente fuori rosa.

Cristante ha già trovato l’accordo per il rinnovo fino al 2027 e guadagnerà 2,7 milioni più bonus per arrivare a 3. I riflettori, quindi, sono puntati tutti su Zaniolo: un appuntamento tra il gm della Roma e l’agente del calciatore, però, non è ancora stato fissato. L’idea dell’entourage del numero 22 è aumentare lo stipendio intorno ai 3,5 milioni più bonus a stagione, avvicinandosi così agli ingaggi dei top presenti in rosa.

Smalling, invece, va in scadenza nel 2023, ma nel suo contratto è presente una clausola di rinnovo automatico fino al 2024 nel caso in cui raggiungesse almeno 20 presenze. Il prolungamento della permanenza di Spinazzola, invece, è stata messa in stand by.

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Pinto-Mourinho, simpatico siparietto in conferenza stampa sul ‘piccolo sforzo’ per il difensore (VIDEO)

A conferma del grande rapporto di stima tra i due, si è consumato nel corso della conferenza stampa di oggi un simpatico siparietto tra Mourinho e Tiago Pinto. Il tecnico giallorosso infatti è intervenuto interrompendo la conferenza stampa mentre il manager giallorosso stava rispondendo ad una domanda sulla pressione e sull’arrivo di un altro centrale difensivo.

Qui tutti mi chiedono di fare sempre piccoli sforzi per ogni trattativa, ma non possiamo fare sempre piccoli sforzi“, ha detto Pinto. Al termine della domanda si è affacciato da una delle porte della sala stampa proprio José Mourinho, che ha urlato: “Fai un piccolo sforzo direttore“. Il riferimento ovviamente è all’eventuale acquisto di un altro difensore centrale che farebbe respirare il reparto della retroguardia.

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Interviste

Pinto: “Roma più forte, ma non da Scudetto. Zaniolo? Mai vicino alla cessione. Solbakken? Ci proviamo. Difensore? Abbiamo soluzioni interne”

CONFERENZA STAMPA – Tiago Pinto ha parlato in conferenza al termine del calciomercato estivo:

Un grande mercato per la Roma, consegnate all’allenatore un instant team con giocatori di grande esperienza. E’ il momento di prendersi la responsabilità di dire che questa è una squadra che ha il dovere di lottare per lo Scudetto?
“Volevo ringraziare in primis tutte le persone del club che hanno lavorato con me, da fuori sembra divertente il mercato, ma da dentro è molto faticoso, anche i ragazzi dell’ufficio stampa e voglio ringraziare tutti. La squadra è sicuramente migliore, era il mio obiettivo dall’inizio, oggi la squadra ha più soluzioni e qualità. Non sono d’accordo sul concetto dell’instant team anche se riconosco la tua coerenza di pensiero. La Roma è la quarta squadra più giovane della Serie A, cosa che non era due anni fa e la nostra strategia è stata sempre quella di lanciare dei giovani come Bove, Darboe, Zalewski e quest’anno Faticanti, Volpato, Keramitsis etc. Ma abbiamo sempre parlato di equilibrio, quindi giovani importanti ma anche giocatori esperti come Paulo, Belotti e Wijnaldum. Siamo più forti, siamo riusciti a centrare questo obiettivo ma sempre con il nostro valore più grande: l’allenatore, la sua leadership dopo la stagione scorsa dove ha migliorato diversi calciatori, anche sui giovani e in questa stagione abbiamo portato giocatori più bravi e ci aspettiamo dei miglioramenti rispetto alla scorsa stagione. Ma non vogliamo parlare di Scudetto: non vogliamo nasconderci, ma ho sempre detto che faccio fatica a Settembre a pensare a Maggio. Per voi il mercato condiziona tanto il progetto sportivo, per me è il lavoro quotidiano e ieri come ha detto bene Belotti dobbiamo credere di vincere tutte le partite, a cominciare da Udine”.

Per il terzo anno la nuova proprietà non ha venduto i migliori giocatori. Si è parlato tanto di Zaniolo, le chiedo quanto è stato vicino ad andar via? Soprattutto con il Tottenham? Come gestirete il prossimo passaggio sul rinnovo?
“Mai stato vicino alla partenza e oggi è finito il mercato. Nicolò la stagione scorsa aveva bisogno di ripartire dopo due anni di infortuni, in questa stagione ha già dimostrato di stare molto meglio, non è mai stato un problema, è giovane, è felice, ha aiutato tanto la squadra, ora deve recuperare dall’infortunio. Ho chiamato Vigorelli mezz’ora fa per calendarizzare gli incontri per il rinnovo perchè la gente giustamente si aspetta questo e non va trascinato a lungo”

Siete preoccupati per le sanzioni dell’UEFA e preoccupati che possano fare due pesi e due misure sui club?
“Sul Fair Play il club avrà il tempo giusto per parlarne, è un tema molto serio. Ogni tanto nel calcio parliamo di questi temi senza il giusto approfondimento. Il Fair play è stato creato per aiutare i club non per danneggiarli. Io ho in testa il progetto Friedkin, non il Fair Play. La sostenibilità finanziaria per noi è molto importante, abbiamo seguito questa strada. Su Dybala non abbiamo speso soldi sul cartellino ma abbiamo preso la sua qualità. Vogliamo migliorarci ogni finestra di mercato, ma sappiamo che i Friedkin hanno raccolto un’eredità pesante e sapevamo di avere un percorso da fare per raggiungere la sostenibilità. Per me il Fair Play non è un problema, quello che voglio fare è creare una squadra senza più forte, dove prevalga la politica del merito e creare spazio per i giovani. Spero che queste limitazioni possano sparire, significa che nei prossimi anni avrò fatto bene il mio lavoro. Il mio obiettivo è che il nuovo ds della Roma un domani abbia una vita più semplice della mia”.

Grande lavoro su cessioni, stipendi di giocatori che sono fuori ma questo lavoro basta per arrivare al primo paletto? L’UEFA vuole che la squadra costi il 90% dei ricavi. E’ un obiettivo raggiungibile?
“Non voglio trasformare questa conferenza sul Fair Play, è un tema sensibile, ne parleremo più avanti. Per me il Fair Play non è una scusa, ovviamente con questo mercato ci siamo avvicinati a questi obiettivi, ma non è finita perchè quando i club firmano i settlement agreement si parla di programmazione pluriennale, ma questo come abbiamo dimostrato quest’estate non impedisce di fare mercato, dobbiamo essere bravi anche con qualche paletto dell’UEFA a fare bene lo stesso il nostro lavoro. Negli ultimi 10 anni della Roma non è normale che abbia più venduto che comprato. La Roma non è andata oltre nel monte ingaggi, dal mio arrivo abbiamo ridotto oltre 20 milioni il monte ingaggi. Mai mi sentirete qui dire che a causa del Fair Play non abbiamo fatto mercato. Fare il direttore sportivo oggi è diverso che 10 anni fa. Oggi siamo costretti a tenere conto di tematiche finanziarie, legate, dell’UEFA. Abbiamo fatto un lavoro interessante per avvicinarci a questa sostenibilità della società. Sono sicuro che quando un giorno andrò via, la Roma avrà una situazione più solida di quella che io ho trovato”

Ha citato Mourinho, avete preso grandi giocatori a parametro zero, dopo anni passati nel buio a livello sportivo a parte la Conference. E’ merito suo? Di Mourinho o anche dei Friedkin? Dove si vuole arrivare?
“Merito essenzialmente della proprietà e di Mourinho. Della proprietà perchè ha fatto capire che sta costruendo un progetto diverso, non parlano molto ma fa vedere che ha idee giuste per il club a 360 gradi. Oggi l’immagine della Roma è più allettante nel mondo. Poi non c’è dubbio che il ruolo di Mourinho nella capacità attrattiva dei giocatori è totalmente diverso rispetto ad altri allenatori. Sarebbe stupido non sfruttare questo. Non ha neanche problemi generazionale, ci sono allenatori della sua età che ai giovani non dicono molto, invece noi abbiamo ventenni che sognavano di esser allenati da Mourinho. Non ho dubbi che per chi è arrivato quest’estate abbia pesato la presenza di Mourinho. Lui è sempre al corrente di tutto durante le trattative”

Si è sdoppiato tra arrivi e cessioni. Quale dei due aspetti le ha dato più difficoltà? Che voto si dà quest’anno?
“Hai detto una cosa giusta, chiaramente ai tifosi crea entusiasmo guardare chi arriva, ma noi siamo molto concentrati su chi parte. Abbiamo fatto 57 operazioni, significa che si lavora tanto sulle uscite. Non mi nascondo mai, non sono totalmente soddisfatto sulle uscite, per un paio di giocatori che abbiamo prestato c’erano le condizioni per cederli. Sono giovane e imparo: la stagione scorsa ho fatto l’errore di darmi il voto, dopo durante la stagione quando i risultati non venivano qualcuno mi ha preso in giro con quel voto, magari dopo Tirana il voto ci stava invece, questa stagione non lo farò, ormai mi conoscete, non lavoro molto sul mio protagonismo individuale, lavoro sulle idee e sul rapporto con le persone, ma non ho bisogno di marchette per avere un grande voto. Il calcio cambia tutti i giorni, oggi siamo fenomenali domani siamo scarsi. Io faccio anche la mia valutazione, ci sono stati dei momenti durante quest’estate che voi tutti avete pensato avessi fatto un capolavoro e invece ero insoddisfatto e viceversa”

Un tassello in difesa manca, lo porterete? Come ha vissuto le pressioni non solo mediatiche e di Mourinho sul mercato?
“Sulla pressione sai sono giovane ma ho vissuto tante cose, ho tre sole persone che mi mettono pressione: mia madre, mio padre e mia sorella. L’altro telefono che ho è della famiglia e qui non lo porto perchè sennò ho paura. Scherzi a parte. Anche se qualcuno dice o scrive il contrario io ho un grande rapporto con Mourinho, quello che noi viviamo qua a Trigoria è un ambiente di famiglia, quello di cui discutiamo lo facciamo in famiglia. A me non compete commentare le sue parole, perchè il suo lavoro è difficile, è esposto 150 volte alla stampa, ogni tanto è difficile fare quel lavoro lì. Cerchiamo di essere allineati con la società, lavoriamo insieme, a volte ho chiesto il suo aiuto per portare avanti le cose. Non funziono molto con la pressione, chi mi conosce sa che l’unico modo per portare avanti le cose con me è coinvolgermi, con ottimismo e positività. Non è arroganza ma credetemi non leggo la stampa. Vado al Ristorante e tutti mi chiedono se prendo Dybala e Belotti, è normale. Sulla difesa non voglio nascondere nulla: penso che giocando a tre è normale che avremmo avuto bisogno di un altro centrale, non siamo riusciti a farlo per tanti motivi, penso che dentro la squadra avremo delle soluzioni, magari non ideali, ma abbiamo giocatori con qualità che sanno giocare in più ruoli. Voi parlate molto di Mourinho carismatico e leader, io parlo di Mourinho sul campo: la stagione scorsa e nella sua carriera, ha fatto vedere ad esempio con Felix, o Zalewski, che nel momento della difficoltà ha trovato soluzioni. Abbiamo giocatori come Karsdorp, Vina o Cristante che possono giocare lì. Noi non possiamo andare solo sulla strada un piccolo sforzo e prendiamo Dybala, Wijnaldum, etc. Le cose sono più complesse di quello che sembrano ed è così”

A giugno il mercato della Roma sembrava fermo, la strategia prevedeva l’arrivo di Frattesi poi la soluzione è svanita, come è andata la trattativa? Ad un certo punto la vostra strategia è cambiata, spendendo solo per Celik e prendendo parametri zero? Perchè è andata così?
“E’ veramente quello che è successo, la strategia era questa: noi abbiamo una strategia sportiva e finanziaria. La squadra ha bisogno di certe cose e dopo c’è una strategia finanziaria che permetta di arrivare lì. Con tutti i condizionamenti del Fair Play. Il mercato dura tre mesi, sapevo che serviva pazienza ma ho capito che sarebbe stato complicato ottenere tanti soldi in uscita per portare avanti le entrate. Allora lì ho capito che avremmo potuto rinforzare la squadra con i parametri, piuttosto che aspettare di vendere per portare a casa i giocatori che volevamo. Tutto va misurato. Tutte le situazioni sono state legate alle uscite, Wijnaldum arriva con la cessione di Veretout, Belotti arriva dopo l’addio di Felix. Hai fatto un’analisi concreta: non ho voluto compromettere la società, ho cambiato strategia finanziaria ma non sportiva. Su Frattesi dico chiaramente: è il mio giocatore preferito della Serie A tranne i giocatori della Roma. E’ un grande giocatore, sarà uno dei centrocampisti più forti della Serie A e della Nazionale, poi arriva il mercato e ci sono delle dinamiche diverse. Io non uso la stampa per parlare di Frattesi è la prima volta che ne parlo, queste cose vanno trattate con il club. Ognungo fa la sua valutazione, per il Sassuolo David aveva una valutazione e noi non l’abbiamo raggiunta. Mi dispiace che in alcuni momenti ci sono trattative che sono fatte da uno solo, perché magari parla solo una parte e sembra che la trattativa la fanno da soli. Il Sassuolo è un grande progetto sportivo, le persone che lo guidano sono molto competenti, ma non siamo riusciti a fare l’accordo, sono tedesco un po’ su questo: non mi piace portare a lungo le trattative perdendo tempo su due-tre milioni”

Solbakken può arrivare a gennaio?
“Non è vero che la Roma ha aumentato il monte ingaggi, non è difficile capire che se noi risolviamo Olsen e Fuzato e portiamo Svilar, la Roma non aumenta il monte ingaggi, così se vende Florenzi, Reynolds etc e prende Celik non aumenta, così a centrocampo e davanti. Non voglio essere il mago delle finanze, ma non è vero che il monte ingaggi è aumentato. Solbakken? Qualcuno diceva che aveva firmato per un’altra squadra, che aveva fatto le visite mediche. Se tu mi dici che non è così, ci proviamo”

Ha intenzione di andar via? A sentire le sue parole sembrava così… 
“(Pinto ride) sono felice qui, c’è una cosa: per venire qui ho lasciato il grande amore della mia vita, il Benfica, perchè ho una totale empatia con Friedkin e Mourinho, è questo che mi muove, le idee, non i soldi, ma le persone con cui lavoro. Il prossimo direttore sportivo avrà un lavoro semplice, è così. Sul mio contratto non hi bisogno di rinnovarlo fino al 2024, sono diverso dai giocatori. Io faccio le mie valutazioni, io sono felice qui”.

Il mio rimpianto è nel piano della sessione. Cerco di essere una persona metodica. Prepariamo secondo me le cose per bene, ma alla fine il calcio, lo sport è l’unica attività commerciale dove comandano gli operai cioè i calciatori. Io ho un po’ un rimpianto: avevamo due-tre operazioni. Ce l’ho nelle uscite più che nelle entrate. Gli acquisti mi piacciono tutti, è sempre una storia. C’è una storie dietro, che va oltre l’emozionale. Io sono un essere umano: quando devo chiudermi 4-5 giorni in un hotel a Torino per prendere Paulo non è una cosa semplice. Difficile dire quale mi piace di più, ma ho sentito che tutti i giocatori hanno perso soldi per venire alla Roma. Le persone fuori hanno capito che qua sta nascendo qualcosa. I Friedkin e Mourinho sono stati fondamentali. Ogni trattativa ha una storia particolare.”

Zagadou arriverà? Coric e Bianda?
“Calma che io non mollo mai. Abbiamo ancora Belgio, Grecia, Turchia, quei ragazzi lì devono spingere un po’ di più per trovare soluzioni. Sono due ragazzi Bianda e Coric vittime del contesto del passato. Su Zagadou, ma anche Denayer, ci sono tanti in scadenza, questo mercato farà storia su questa strategia di molti di portare i contratti a scadenza”

Il contratto di Belotti è un anno più due in opzione. Come mai?
“La verità è che siamo stati veramente creativi in due tre operazioni, ma tutto dipende dalla necessità, l’importante è che i giocatori abbiano accettato, per me non è importante se è 1 + 2 o 2+ 1 perchè in quei contratti ci sono cose che lette da fuori sembrano negative invece per i giocatori sono positive. Ci sono dettagli dei contratti che non posso divulgare, sono convinto che Andrea sia felice qui e giocherà tanti anni con la Roma, ha fatto uno sforzo per esser qui e ora mi impegnerò io per aiutarlo ad esser felice”

I rinnovi di Spinazzola e Cristante?
“L’anno scorso una delle domande era che con l’arrivo di Tammy avevamo il problema di fare sei rinnovi, dopo un anno continuiamo a parlare di questo (ride ndr). E’ normale che sia un tema di discussione quando si arriva vicini alla scadenza. Bryan sa cosa pensiamo tutti di lui, penso che rimarrà qui tanti anni, è un grande giocatore, un grande professionista e ha la giusta mentalità per restare qui. Adesso fatemi riposare un po’ perchè è stato pesante, tu lanci l’idea poi arriva il procuratore e mi chiede”

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APPROFONDIMENTI

La surreale estate di Kluivert: tra rifiuti e la voglia esclusiva di Fulham, arriva lo stop dell’FA

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Una situazione surreale che potrebbe tramutarsi in una vera e propria beffa. Tiago Pinto fino alle 22.00 di ieri sera era convinto di aver piazzato quasi tutti gli esuberi, con tre operazioni in uscita che avrebbero portato nelle casse giallorosse una quindicina di milioni, oltre al risparmio sui costi della rosa. Calafiori al Basilea, Diawara all’Anderlecht ma soprattutto Kluivert al Fulham.

L’olandese, rientrato dal Nizza dopo il mancato riscatto obbligatorio per una sola rete che ha impedito ai francesi di qualificarsi in Europa (la Roma avrebbe incassato circa 14 milioni di euro), ha messo in cima alla lista delle sue preferenze la Premier e il Fulham. Nel frattempo è scattata l’opzione automatica di rinnovo per un’altra stagione, che comporterà un ulteriore aggravio economico sulle casse giallorsse. L’ex Ajax infatti pesa a bilancio circa 7,5 milioni di euro annui tra ammortamento e ingaggio al lordo. Dopo la tragica scomparsa di Raiola, a gestire direttamente il calciatore è subentrata Rafaela Pimenta – storica collaboratrice di Mino – che ha incontrato più volte Pinto a Milano per cercare di trovare un accordo con il club inglese. Una trattativa lunghissima che ha vissuto anche di un paio di momenti molto critici, con Pinto deciso ad interrompere qualsiasi comunicazione con i dirigenti del club londinese, salvo poi riprendere a trattare. Qualche ora fa dunque la nuova accelerata. Il Gm giallorosso aveva definito l’accordo sulla base di un prestito con obbligo di riscatto da 9,5 milioni più una percentuale sostanziosa su futura rivendita.

25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Tiago Pinto (Foto Gino Mancini)

Stappate (metaforicamente) le bottiglie a Trigoria hanno dovuto in fretta e furia rimettere tutto in frigo perchè l’operazione si è nuovamente bloccata. Questa volta non dinanzi ad una richiesta economica di una delle parti in causa, ma per motivi legali. L’FA (Football Association) infatti ha deciso di bloccare l’affare non concedendo il permesso di lavoro al calciatore. I motivi? Kluivert non rispecchia alcuni stringenti parametri stabili, soprattutto post Brexit, per l’ingresso nel paese di lavoratori (calciatori in questo caso) stranieri e non ha raggiunto i 15 punti richiesti per ottenere il via libera.

L’ex Lipsia risponde ad esempio al criterio dei minuti giocati nei campionati nazionali e nelle coppe europee, avendo disputato diverse gare nell’ultimo biennio con i tedeschi e con il Nizza ma non ha disputato almeno il 30% delle presenze con la sua nazionale nell’ultimo biennio, (la sua ultima apparizione è datata settembre 2018) oltre al punteggio basso dell’ultimo suo club d’appartenenza.

Ma di chi sono le responsabilità? Di certo non della Roma. E’ il club che acquista un calciatore che ha il dovere di espletare tutte le pratiche burocratiche legate al tesseramento del giocatore. Ergo, i dirigenti del Fulham e soprattutto gli agenti avrebbero dovuto valutare meglio questi dettagli legali considerato che la trattativa non è sorta negli ultimi giorni, ma oltre trenta giorni fa. Da Trigoria filtra anche un altro retroscena, che acuisce il sentore sempre più grottesco e beffardo della vicenda: il Fulham aveva chiesto al club giallorosso una lettera, da inviare alle autorità inglesi, in cui spiegare il motivo per cui Kluivert non fosse nel gruppo di Mourinho. Una lettera non obbligatoria, che la società ha voluto comunque fornire e nella quale è stato specificato che il ragazzo aveva iniziato la preparazione con la prima squadra, giocando anche un’amichevole, poi aveva subito un infortunio e la società aveva deciso di farlo allenare con altri tesserati per preservarlo in vista del mercato. La lettera è stata recapitata nei giorni scorsi e non sono emerse irregolarità, tanto che il calciatore aveva già ottenuto il permesso per andare a Londra per sostenere le visite mediche.

Ora i due club attendono il report definitivo dell’FA per provare a capire quali margini di manovra legali ci siano per sbloccare l’operazione. In realtà la Roma non ritiene di poter fare nulla se non sperare che il club londinese sblocchi la situazione. Difficile immaginare a poche ore dalla fine del mercato che Kluivert e soprattutto Pinto, rintraccino un’altra destinazione che soddisfi tutte le pretese economiche in gioco e la Roma dopo aver perso incassi potenzialmente maggiori, visto che il ragazzo ha rifiutato diverse altre proteste, rischia di non mettere in cascina neanche i 9,5 stabiliti nelle scorse ore. Un epilogo amaro, per una sessione di mercato che finora ha incoronato il gm giallorosso tra i migliori operatori di mercato della Serie A.

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Interviste

Pinto: “E’ presto per parlare di Scudetto ma la Roma è ambiziosa”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di DAZN:

Noi possiamo usare questi numeri come vogliamo. La stagione scorsa si diceva così poi Atalanta. Ora si dice dei due punti con quelle che sono arrivate in Champions. La Serie A è competitiva. Chiaro che oggi giocare contro di loro è difficile, noi dobbiamo dare una risposta. Per vincere è veramente difficile. La nostra mentalità è che ogni partita deve essere la Juventus.

La Roma si è avvicinata molto alle prime. Quando potrà lottare per i primi posti?

Penso che quando abbiamo preso Mourinho sapevamo cosa andavamo a prendere. Come abbiamo fatto la scorsa stagione, vogliamo migliorare sempre. Per vincere noi ci siamo. Non dobbiamo avere paura di dire che siamo lontani da quelli che negli ultimi anni hanno lottato per lo scudetto. La nostra preoccupazione è diventare più forti ogni giorno. Mourinho carica tutti per diventare ancora migliori e siamo sulla strada giusta. È presto per lo scudetto.

Belotti è vicino alla Roma?
“Noi siamo qui per cercare di vincere questa partita, vogliamo far bene e portare a casa i tre punti. Mancano 4-5 giorni alla fine del mercato, abbiamo dimostrato che quando serve qualcosa alla squadra siamo pronti ad intervenire, ma oggi qui Belotti non c’è, ci siamo noi e dobbiamo pensare alla partita”

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Rassegna stampa

C’è Camara a centrocampo. Attesa per Belotti

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Calciomercato

Pinto: “Dispiace per Gini ma tornerà più forte. Ora valuteremo cosa fare”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di DAZN prima del match contro la Cremonese:

L’infortunio di Wijnaldum può avere ripercussioni?
“È vero che eravamo in un’onda positiva, ma questo è il calcio e non possiamo lamentarci o fermare l’entusiasmo. Dispiace a tutti, ci abbiamo messo tanto per portarlo qui e come ha scritto il mister è diventato in 15 giorni uno della nostra famiglia. Ma anche lui è molto positivo, dobbiamo fermarci e capire cosa sia meglio per lui e tornerà più forte. Devo ringraziare i pochi media che non hanno cercato un colpevole per questa situazione, tutti noi nel calcio abbiamo una responsabilità sociale e anche voi come giornalisti. Quelli che sono andati a cercare un colpevole e mettere il nome di un ragazzo…solo chi non ha giocato a calcio può scrivere questo. Noi siamo una famiglia, abbiamo allenamenti come tutti e mi dispiace anche per questo. Faccio i complimenti ai giornalisti che hanno avuto la capacità di capire che quella non era la strada giusta da seguire”.

Le condizioni sono la priorità, avete pensato di intervenire sul mercato?
“Avremo tempo di pensare, le ultime ore sono state pesanti. Abbiamo pensato al ragazzo, a suo tempo avremo tempo di pensare a quello da fare per la squadra”.

Zaniolo resta?
“Oggi scherzavo con l’ufficio stampa, non so quante volte avrò parlato prima della partita e nel 90% delle volte mi avete chiesto di Zaniolo. Ha fatto una precampionato incredibile, sta giocando bene e quando finisce il mercato ne parleremo”.

È un punto fermo?
“È chiaro per tutti che sta bene e sta migliorando. Ho detto tante volte che era difficile per lui la scorsa stagione, adesso sta bene. In Italia quando diciamo quello che è normale dire, diventa un problema. Parleremo il 2 settembre, oggi c’è una partita difficile”.

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Felix in uscita “libera” Belotti: Pinto accelera

José Mourinho punta tutto su Felix. Il riferimento, però, non riguarda questioni tecniche, bensì il mercato: visto la stallo nella trattativa tra Shomurodov e il Bologna, l’attaccante ghanese rappresenta l’ultima speranza per liberare uno slot nel reparto offensivo e accogliere Belotti.

Come scrive la Repubblica, il diciannovenne piace alla Cremonese, prossimo avversario della Roma in campionato, e a breve verrà formulata un’offerta ufficiale. Anche la Salernitana è interessata, ma il direttore sportivo De Sanctis non si è spinto oltre a una richiesta di prestito. L’entourage del calciatore conferma i contatti in corso per la cessione e Pinto è pronto a chiudere l’operazione: sono ore caldissime, quindi, anche per Belotti.