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Mancini a rischio per pubalgia. Pronto Cristante ad arretrare

Nonostante la gestione oculata che sta facendo José Mourinho, i problemi di pubalgia di Gianluca Mancini non accennano a diminuire. Per questo non è ancora certa la presenza dell’azzurra nella sfida di domani contro il Napoli, nonostante il difensore sia uno che sappia stringere i denti.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, qualora Mancini, però, fosse costretto a gettare la spugna, nonostante il rientro fra i convocati di Kumbulla, a giocare in retroguardia toccherebbe ancora una volta a Cristante, che avrebbe ai lati Llorente Ndicka.

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Calciomercato

Emergenza difesa, ora c’è l’idea Bonucci

La Roma è a caccia di un difensore centrale. Come riporta la Gazzetta dello Sport, i desideri e le proposte sarebbero infinite, ma Mourinho è stato chiaro: “Non possiamo spendere 20-30 o 40 milioni per via del Financial Fair Play”. Perciò si tenta la strada dei prestiti con diritto di riscatto oppure delle opportunità. Una di queste potrebbe essere rappresentata da Leonardo Bonucci, che è stato poco impiegato nella Union Berlino e tornerebbe volentieri in Italia. Il difensore, 36 anni, ha firmato un contratto di un anno per il club tedesco, che potrebbe però essere anche convinto a rescinderlo, anche se la Juventus sta partecipando al pagamento dell’ingaggio di circa 2 milioni netti.

Pur se meno di prospettiva, Bonucci potrebbe essere più facile da raggiungere rispetto a Solet (Salisburgo) e Theate (Rennes), anche se non viene persa di vista neppure la possibilità di avere Chalobah in prestito dal Chelsea. Ma c’è una buona notizia: Vina, ora al Sassuolo, piace al Flamengo, che potrebbe averlo per 4-5 milioni. La Roma spera.

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NEWS

Si fermano Mancini e Cristante ma lo Special conta di recuperarli

Con il Napoli è parziale emergenza. Non tanto numerica perché gli unici assenti certi saranno Aouar e Dybala, ma più che altro per le condizioni fisiche di chi durante il primo blocco stagionale non ha potuto quasi mai riposare. Ieri Mancini e Cristante non hanno preso parte alla seduta d’allenamento, hanno svolto lavoro differenziato per recuperare dai rispettivi acciacchi. Il difensore ha un’infiammazione agli adduttori che Mourinho ha rivelato essere pubalgia.

Da Trigoria riferiscono come l’infortunio non sia preoccupante e che debba essere soltanto gestito per poi *consentire al ragazzo di giocare. Difficilmente darà forfait a meno che il dolore non diventi talmente intenso da fargli alzare bandiera bianca. Per quanto riguarda Cristante il problema è l’eccessivo utilizzo da inizio campionato.

Come scrive il Messaggero, è il calciatore che ha più minuti nelle gambe della Serie A (1589). Mourinho non se ne è mai potuto privare, sia perché a centrocampo è indispensabile per dettare i tempi e dare copertura, sia perché nell’emergenza difensiva di ottobre, è toccato a lui sacrificarsi come centrale. (…)

Praticamente esclusa la presenza di Renato Sanches dopo la sostituzione avvenuta con il Bologna nel giro di 18 minuti. Mourinho lo ha bocciato, in attesa che riprenda coraggio e giochi senza la paura di nuovi guai muscolari. Non è al massimo nemmeno Paredes, ma tra i tre titolari è quello che sta meglio. Si fermerà anche Spinazzola, pure lui reduce da un sovraccarico alla coscia destra. Al suo posto Zalewski che rientra dalla squalifica. A destra fiducia a Kristensen che è apparso più lucido e pronto atleticamente.

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Rassegna stampa

Mourinho e il rinnovo: la deadline è fissata

Chi ieri sera si aspettava un incontro tra José Mourinho e Dan Friedkinè rimasto deluso. In ogni caso l’evento di Natale della Roma non sarebbe stato il momento più appropriato per discutere sul futuro della panchina giallorossa.

Il presidente americano ieri sera non era presente all’hotel Hilton. (…) Dare di più. Un altro messaggio alla Roma sul suo futuro che José vorrebbe ancora legare ai colori giallorossi.

Ora la palla passa a Friedkin che nel giro di poche settimane dovrà dare un segnale al proprio tecnico per delineare il futuro. Prima di tutto perché la prossima stagione dovrà essere programmata già all’inizio del 2024, tra strategie di mercato, scelta dell’organico giallorosso ma anche attività di merchendising e quelle logistiche (come ad esempio il ritiro estivo), poi perché anche Mourinho non aspetterà certo in eterno una risposta da parte della proprietà.

Anzi, il futuro della Roma si deciderà nel giro di un paio di mesi. In un modo o in un altro. Perché a prescindere dalla volontà di restare nella capitale anche nelle prossime stagioni, è stato lo stesso Mourinho a indicare una deadline: entro febbraio lo Special One vuole sapere se resterà l’allenatore della Roma. E attenzione, perché alla finestra non c’è soltanto la ricca Arabia.

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Dybala è tornato a correre: ecco quando può rientrare

L’infortunio di Dybala, nel miglior momento del calciatore e nella delicata situazione di calendario, è stato una doccia gelata. Come scrive il Corriere dello Sport, la Joya sta bruciando i tempi e si trova già sulla via del recupero: tanta è la voglia di tornare a disposizione della Roma, tanta è la voglia di aiutare Mourinho e i suoi compagni a uscire da questo tour de force nel migliore dei modi.

Così sebbene lui darebbe immediata disponibilità a sedere in panchina già sabato contro il Napoli, l’obiettivo reale è quello di esserci il 30 dicembre, in quello stadio che per sette lunghi, intensi e vincenti anni è stato la sua casa.

Dybala prenota la Juventus: vuole esserci, vuole giocare e mettersi a disposizione di Mourinho anche per dare un segnale positivo al gruppo. Cioè che in questo momento così importante della stagione tutti devono stringere i denti, superare gli acciacchi, e giocare per la Roma.

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Mourinho vuole restare ma ora la Roma prende tempo: prima i risultati

Si festeggia il Natale, in casa Roma, ma con il cuore gonfio di dubbi. (…) La storia è nota: domenica José ha chiesto di restare alla Roma, precisando due cose: di essere pronto ad accettare qualsiasi progetto, anche senza stelle e con i giovani, ma di volere una risposta “in poco tempo, magari entro febbraio”. Tramite il club, la risposta della proprietà è arrivata, trasmettendo però un senso di gelo: in questo momento i rinnovi non sono una priorità. Vale per i calciatori come per Tiago Pinto e Mourinho. È vero che il rapporto con l’allenatore è costante, ma la squadra è attesa da incontri importanti (Napoli, Juve, Atalanta e Milan in campionato, più il probabile derby in Coppa Italia con la Lazio) e quindi occorre restare concentrati.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, occhio però a un particolare: i tempi in fondo potrebbero coincidere più di quello che si pensi, perché a febbraio ci saranno i playoff di Europa League col Feyenoord. A quel punto la Roma potrebbe essere incorsa per tutto oppure fuori da tutto, e a quel punto all’allenatore resterebbe “solo” il consenso di gran parte del tifo che lo vuole “a prescindere”. I risultati, insomma, faranno tutta la differenza del mondo, perché i Friedkin, alla luce dell’ultimo bilancio, ricordano anche di avere investito ben 232,5 milioni fra riscatto dei bond e “working capital”. Come dire, vogliamo fatti.

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Mou, via i bocciati: a gennaio Smalling, Spinazzola e Sanches possono partire

(…) Che Roma avrà Mourinho dopo il mercato invernale? Perché il tecnico dopo Bologna ha deciso di tracciare una riga, dall’altra parte ci sono i cosiddetti giocatori senza futuro. Quelli che non sono più utili alla causa e che potrebbero partire a gennaio.

La lista ha nomi altisonanti: Smalling, Spinazzola, Renato Sanches in primis. Per i primi due si cerca l’affare arabo, considerato che l’inglese è turista da settembre e il terzino è in scadenza di contratto. Anzi, dopo la clamorosa bocciatura col Bologna, Sanches potrebbe tornare al Psg a patto che si trovi un accordo per l’interruzione prematura del prestito. Si tratta di una prima fase di scrematura che dovrà portare nuovi arrivi dal mercato (meno famosi ma più sani fisicamente) e l’ascesa dei ragazzi della Primavera come Pisilli o Pagano. Un cambiamento necessario, come avvenne nel primo anno di Mourinho.

Ma a fine stagione a rischiare il posto saranno anche Pellegrini, Belotti, Celik e Aouar. A far ancora più rumore sono state le dichiarazioni dello Special One sul suo di futuro. I Friedkin parleranno con José del rinnovo entro gennaio con buone possibilità di riuscita. Il tecnico ha deciso di restare, ma vuole un progetto tecnico più chiaro, anche senza grandi disponibilità economiche. Il Bologna di Sartori insegna.

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Bologna-Roma 2-0, le pagelle dei giornali

La Roma è caduta malamente a Bologna. Un 2-0 senza grande appello per i giallorossi, autori di una prestazione decisamente negativa. Ecco le pagelle dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Rui Patricio 6, Mancini 6, Llorente 5,5, Ndicka 5, Kristensen 5,5, Cristante 5, Paredes 5, Pellegrini, Spinazzola 4,5, El Shaarawy 5, Belotti 4,5, Sanches 5, Azmoun 5, Bove 5, Mourinho 5

CORRIERE DELLO SPORT: Rui Patricio 6; Mancini 6 (82’ Celik sv), Llorente 5.5 (63’ Azmoun 6), Ndicka 5.5; Kristensen 5.5, Cristante 4.5, Paredes 5, Pellegrini 4.5 (82’ Pisilli sv), Spinazzola 4.5 (46’ Renato Sanches 5, 63’ Bove 6); El Shaarawy 5, Belotti 5. All. Mourinho 5.5

TUTTOSPORT: Rui Patricio 5.5; Mancini 5 (82’ Celik sv), Llorente 5.5 (63’ Azmoun 5), Ndicka 4; Kristensen 5.5, Cristante 6, Paredes 5.5, Pellegrini 5.5 (82’ Pisilli sv), Spinazzola 5 (46’ Renato Sanches s.v., 63’ Bove 6); El Shaarawy 5, Belotti 4.5. All. Mourinho 5

IL MESSAGGERO: Rui Patricio 5.5; Mancini 5,5 (82’ Celik sv), Llorente 5 (63’ Azmoun 5), Ndicka 4,5; Kristensen 5.5, Cristante 4,5, Paredes 5, Pellegrini 5.5 (82’ Pisilli sv), Spinazzola 4 (46’ Renato Sanches 4,5., 63’ Bove 5,5); El Shaarawy 5, Belotti 5. All. Mourinho 4,5

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Mourinho: “Voglio rimanere alla Roma. Sono disponibile ad ogni progetto”

José Mourinho per la prima volta in questa stagione lancia un chiaro segnale ai Friedkin sul proprio futuro: “Io voglio continuare nella Roma”. Lo Special One si è esposto pubblicamente dopo la dolorosa sconfitta contro il Bologna, mandando un messaggio alla proprietà, ai tifosi e anche ai giocatori. Quelli che naturalmente lo hanno deluso: “Voglio continuare qui e se lo farò dovremo pensare bene alle nostre limitazioni con il Financial Fair Play: alcune volte servirà acquistare giocatori top come Lukaku, altre volte sarà meglio lavorare con qualche giovane e dargli più possibilità per sviluppare il potenziale piuttosto che lavorare con giocatori che non hanno invece niente da sviluppare, che sono quello che sono in un determinato momento e non possono dare di più in relazione al futuro. Sono disponibile a restare e a pensare in un modo diverso”.

Come scrive il Corriere dello Sport, il messaggio è chiaro, clamoroso per certi versi vista la sua disponibilità a lavorare ancor di più con i giovani e ad accettare (parzialmente, si presuppone) quelle che sono le limitazioni di un club costretto a fare i conti con il FFP della Uefa. Adesso la palla passa ai Friedkin che fin qui ancora non hanno avuto contatti con il tecnico per quanto riguarda il possibile rinnovo di contratto: “Non ho parlato con loro. La proprietà è sovrana: possono parlare con me quando vogliono. Ci sono tante cose che mi avvicinano a questo club e a questo popolo, e la mia frustrazione non è più forte del mio legame con la Roma. Sto lavorando benissimo con la proprietà, non c’è divergenza su niente anche perché sono convinto che se potessero spendere 30 milioni a gennaio per un difensore lo farebbero”, ha confermato a fine partita.

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I 18 minuti di Sanches e le scuse di Mourinho: «Dura anche per me»

È durata meno di 18 minuti la partita di Renato Sanches con il Bologna. Il centrocampista portoghese, entra-o all’intervallo al posto di Spinazzola per cercare di ribaltare il momentaneo 1-0 ha infatti visto sventolare il suo numero sul tabellone del quarto uomo al 64′ per fare spazio a Bove.

Come scrive il Tempo, la storia clinica del calciato-re arrivato in prestito dal Psg poteva far pensare a un problema fisico, ma si è invece trattato di una scelta tecnica di José Mourinho, che si è poi scusato nel post partita, ai microfoni di Dazn. «Voglio chiedere scusa pubblicamente a Sanches – ha ammesso lo Special One – per un giocatore è dura, ma lo è ancora di più per un allenatore, in carriera l’avrà fatto massimo 3 o 4 volte, ma è quello che dovevo fare per provare a recuperare il risultato». Rimane però la reazione dell’ex Bayern, che al momento della sostituzione dopo lo stupore iniziale, si è accomodato in panchina rifiutando il giaccone e decidendo di non degnare nessuno di uno sguardo.