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La rivincita di Kristensen: “Mou non ti abbandona. Ho sfruttato la chance”

Guardi il campo e pensi che la partita per la Roma la possa risolvere un colpo di genio di Dybala, un tiro di Lukaku o una giocata di Azmoun. Ed invece l’eroe che non ti aspetti arriva da Brande, in Danimarca, e finora era stato una delle grandi delusioni di questa stagione giallorossa. E così Rasmus Kristensen ha deciso di riprendersi ieri sera un po’ tutto quello che aveva lasciato per strada in precedenza.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, prendendo per mano la Roma e portandola fuori dalle sabbie mobili in cui si stava infilando, con il terzino danese che prima si è procurato il rigore del pari e poi ha segnato il gol della vittoria, seppur grazie anche alla deviazione decisiva di Tressoldi che ha ingannato Consigli. (…)

“Sono molto contento di aver aiutato la squadra e ovviamente anche della vittoria – dice il terzino giallorosso – Mourinho è un allenatore che concede una chance sempre a tutti, io e gli altri sappiamo che allenandoti bene prima o poi sarai premiato. Stavolta è capitato a me, in futuro succederà a qualcun altro. Lui è uno che non abbandona mai nessuno»

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La Roma ribalta il Sassuolo: 1-2. E Mourinho risponde in portoghese

La Roma non perde la corsa Champions, e lo fa con una vittoria densa, meritata, sofferta. Ancora negli ultimi minuti, ma stavolta con una prestazione comandata dal primo all’ultimo minuto, con un solo black out che è costato il gol di Henrique. Un incidente di percorso che ha obbligato Mourinho a mettere mano alla valigetta Special: dentro Kristensen e Azmoun. Il secondo ha creato densità davanti, il primo ha capovolto la partita con la partecipazione di Dybala autore del rigore del pareggio e del tacco-assist per il danese che si era preso proprio il penalty.

Come scrive Leggo, ad aiutare la Roma anche il rosso sacrosanto (serviva il Var?)a Boloca dopo un intervento killer su Paredes. Ma basta vedere i dati per capire il dominio giallorosso frenato solo dai miracoli di Consigli e dagli errori sotto porta. A fine partita Mourinho ha abbracciato tutti i giocatori, uno per uno sotto un settore che sembrava la curva Sud. Ma il vero show dello Special One arriva di fronte ai microfoni.

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Le mani avanti di Mou: “Un arbitro instabile”. La Figc ora lo indaga

A Trigoria la musica è la stessa da due anni abbondanti. Ma stavolta Mourinho suona un’’ottava più alta: “Marcenaro è un arbitro emotivamente instabile”. Per la procura federale la stonatura è evidente: così, dopo lo show nella conferenza di vigilia di Sassuolo-Roma, lo Special One è finito sotto inchiesta. Quelle del tecnico portoghese, ormai in guerra contro l’intera categoria arbitrale, sono dichiarazioni lesive.

Come scrive la Repubblica, arma di distrazione di massa: Mourinho è maestro da oltre vent’anni e in una piazza come Roma la strategia della tensione, anzi dell’attenzione (da spostare sugli altrt), è da sempre vincente. Spostando da un lato i problemi di gioco e risultati e portando in prima pagina i nemici. “L’arbitro mi preoccupa perché lo abbiamo avuto tre volte come quarto uomo e la sensazione è che non ha la stabilità emozionale sufficiente ad una partita di questo livello. Il suo profilo non mi lascia tranquillo così come chi sarà al Var perché con lui abbiamo avuto sempre avuto sfortuna”.

Stavolta sono Marcenaro e Di Bello i colpevoli preventivi di un’eventuale sconfitta. Addirittura responsabili di errori ancora prima di scendere in campo: “Mancini sicuramente prende un cartellino giallo dopo 10°, sarà squalificato e non giocherà contro la Fiorentina”.

Parole, tante. Fatti, ancora pochi. Perché la Roma in campionato fatica a prendere ritmo e a dare continuità ai risultati. E dalla Coppa. finora, sono arrivati più dolori che gioie. Ma tutto è ancora in ballo, dal quarto posto all’Europa League. Per questo il lavoro ai fianchi dei Friedkin da parte di Mourinho continua. Tenendo dalla sua parte un’intera tifoseria, ben consapevole di quanto conti nelle scelte americane l’influenza popolare.

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I bocciati di Mou: da Aouar a Celik e Spinazzola: con la Roma futuro a rischio

Superficiali, perché forse non ha voluto andare oltre e dire anche presuntuosi. L’impressione però è stata più o meno quella, di un attacco diretto a quei giocatori rei – secondo José Mourinho – di non metterci cuore, testa e voglia. Gente che dovrebbe sfruttare al massimo le occasioni ricevute in e che invece spreca un’occasione dietro l’altra, forse anche per limiti oramai conclamati.

Ma con chi ce l’aveva Mourinho giovedì sera a Ginevra? Subito dopo la brutta prestazione andata in scena in casa del Servette, l’allenatore giallorosso è stato chiaro. “Qui c’è gente che ha un atteggiamento sbagliato, che gioca in modo superficiale certe partite. E che senza neanche avere una grande storia in Europa si permette prestazioni del genere, come questa. Gente che ha perso un’occasione. Da oggi in poi a chi mi chiederà perché gioca poco gli dirò che lo farà solo quando gli altri saranno morti…“. 

Il mirino di Mou stavolta si è posato prima di tutto su Aouar, assolutamente impresentabile in quel di Ginevra. A sostenerlo anche i numeri della sua partita, finita dopo appena 56’ di gioco: 12 palloni persi su 37 (di fatto uno su tre), solo due duelli vinti su 9, due dribbling negativi su due e 4 falli fatti. Un disastro, legato anche alla sensazione che il centrocampista algerino giochi con la paura addosso. «Quando il livello delle partite sale di intensità lui fa fatica», aveva detto un po’ di tempo fa lo stesso Mou. Solo che con il Servette Aouar ha sbagliato anche le cose più facili, le più elementari. Adesso l’algerino non solo è deficitario nella fase difensiva («Palla al piede è anche bellino da vedersi, ma deve imparare a difendere con la squadra», l’altro giudizio tranchant del tecnico portoghese), ma anche in quella di possesso, dove invece prima almeno qualcosina riusciva ad aggiungere. L’impressione è che dopo la sfida di Ginevra per Aouar di altre occasione ce ne saranno poche. Almeno a breve. Poi ci sono quelli che sono subentrati. Tabellino alla mano parliamo di Pellegrini, Belotti, Spinazzola e Renato Sanches. Sono i quattro giocatori entrati a partita in corsa, per cercare di dare forze nuove e linfa vitale alla truppa giallorossa. Infine Celik, uno che non ha mai convinto Mourinho anche per evidenti limiti tecnici (esattamente come Kristensen, scivolato a destra da prima a terza scelta). «Gente che quando va a giocare fuori casa sente la mancanza della mamma o del dolce della nonna», l’altra sentenza di Mou…

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Servette-Roma 1-1, le pagelle dei giornali

La Roma ha pareggiato in casa del Servette 1-1 tra occasioni e rimpianti. Ecco le pagelle dei giornali:

CORRIERE DELLO SPORT

ROMA (3-5-2): Svilar 6.5; Llorente 6, Cristante 5, Ndicka 6; Celik 6, Bove 6 (82′ Renato Sanches 5), Paredes 5.5, Aouar 4.5 (55′ Pellegrini 5), El Shaarawy 5 (74′ Spinazzola 5); Dybala 5 (82′ Belotti SV), Lukaku 7. Allenatore: Mourinho 6.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ROMA (3-5-2): Svilar 6.5; Llorente 6, Cristante 5, Ndicka 5.5; Celik 5.5, Bove 5.5 (82′ Renato Sanches SV), Paredes 5, Aouar 4.5 (55′ Pellegrini 5.5), El Shaarawy 5 (74′ Spinazzola 5.5); Dybala 5 (82′ Belotti SV), Lukaku 6. Allenatore: Mourinho 5.5.

IL MESSAGGERO

ROMA (3-5-2): Svilar 7; Llorente 6.5, Cristante 5, Ndicka 5; Celik 6, Bove 6 (82′ Renato Sanches SV), Paredes 5, Aouar 4.5 (55′ Pellegrini 6), El Shaarawy 6 (74′ Spinazzola 5.5); Dybala 5.5(82′ Belotti SV), Lukaku 6.5. Allenatore: Mourinho.

IL TEMPO

ROMA (3-5-2): Svilar 6.5; Llorente 6, Cristante 4.5, Ndicka 6; Celik 5, Bove 6 (82′ Renato Sanches SV), Paredes 6, Aouar 5 (55′ Pellegrini 5.5), El Shaarawy 5.5 (74′ Spinazzola 5.5); Dybala 5 (82′ Belotti SV), Lukaku 6.5. Allenatore: Mourinho 5.5.

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Mourinho: “Certi giocatori mi hanno deluso. Alcuni hanno perso una chance”

Come a Praga, se non peggio. Perché stavolta José Mourinho era in panchina, non in tribuna, e si è sgolato per scuotere una squadra assente, supponente, disattenta. Lo ha fatto durante il gioco, lo ha fatto durante l’intervallo. Ma i giocatori? Niente. Calma piatta. Mourinho osserva: “Non riesco a spiegarmi il motivo di tanta superficialità. Se ci fosse una telecamera nello spogliatoio, capireste che io durante la pausa parlo sempre di questo alla squadra. Ma evidentemente non basta”.

Come scrive il Corriere dello Sport, problemi di atteggiamento, problemi individuali: “Ci sono giocatori che non si sono espressi a un buon livello. E hanno perso un’opportunità”. Sembra riferirsi ad Aouar, ancora disastroso, ma precisa: “Il mio è un discorso generale. Anche alcuni che sono partiti dalla panchina hanno avuto un comportamento che non è stato di aiuto per la squadra (Pellegrini?, Spinazzola?, ndi), forse perché non sono abituati a stare fuori. C’è gente che non ha una grande storia europea e affronta le partite con questo approccio. Non capisco perché. Detto ciò la prestazione è stata sufficiente per vincere, perché dopo l’1-1 ho visto una buona reazione, ma il Servette è una buona squadra e ci ha creato dei problemi”.

La sensazione è che l’organico incompleto di tanto in tanto provochi problemi imprevisti: Cristante da difensore centrale ha regalato il pareggio al Servette. “Vorrei tre o quattro calciatori come Bryan – chiarisce Mourinho – lui è un esempio. Ed è un intoccabile. Anche Paredes ha fatto una partita seria. Altri invece no. Ma parlare di mercato dopo questa partita va contro il mio stato d’animo. Mi rifiuto e non voglio piangere. Non è l’errore individuale che mi preoccupa, è l’atteggiamento collettivo. Sembra a volte che ci manchi un po’ di ambizione”.

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Servette-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma affronta il Servette questa sera in trasferta a Ginevra, nel quinto match del girone G di Europa League. Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, Llorente, Ndicka; Celik, Bove, Paredes, Aouar, El Shaarawy; Dybala, Lukaku.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, Llorente, Ndicka; Celik, Bove, Cristante, Pellegrini, El Shaarawy; Dybala, Lukaku.

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, Llorente, Ndicka; Celik, Bove, Paredes, Pellegrini, El Shaarawy; Dybala, Lukaku.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, Llorente, Ndicka; Celik, Bove, Cristante, Aouar, El Shaarawy; Dybala, Lukaku.

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Mourinho non fa calcoli: “Voglio il primo posto”

“Niente calcoli, vogliamo il primo posto nel girone. Quindi bisogna vincere, poi vedremo la differenza reti all’ultima giornata“. La notte di Praga non concede tante via d’uscita alla Roma di Mourinho che stasera contro il Servette dovrà prendere i tre punti e provare a superare i cechi come media gol sperando magari anche in un miracolo dello Sheriff. Il tecnico farà comunque turnover visto che tra tre giorni si gioca col Sassuolo. “Farò dei cambi aspettando una risposta positiva da chi gioca meno e aspettando che la gente che andrà in panchina, e che non è abituata, trovi il modo giusto di essere motivata e abbia il senso di responsabilità di entrare e fare bene. In difesa purtroppo non ho opzioni: se Mancini mi dice che può giocare, lo farà. Pellegrini, Sanches e Dybala non giocheranno insieme, bisogna gestire certe situazioni“.

Come scrive Leggo, tra queste anche il campo devastato dal gelo e la pioggia: “L’agronomo di Ginevra è in ferie da settimane visto come è ridotto, è orribile. Ma noi non dobbiamo fare calcoli, il pareggio ci qualifica ma non mi interessa. Dobbiamo rischiare il tutto per tutto“. Per evitare i temibili play off con gli “squali” della Champions.

Davanti il ballottaggio è tra Belotti e Lukaku, a centrocampo tra Pellegrini e Aouar. In mattinata Mou ha parlato a lungo con la squadra anche del disastro di Praga: «Una prestazione inaccettabile che ci mette in questa condizione oggi. Non c’era atteggiamento e concentrazione, sappiamo che il derby ha un peso diverso ed è anche colpa vostra perché ne avete parlato da lunedì ma è stata una partita orribile e inaccettabile, ne abbiamo parlato a lungo per non ripeterci».

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Mancini è pronto. Llorente: “Dietro siamo migliorati”

Mancini ha svolto la rifinitura con la squadra ed è partito per Ginevra. Il «bandito» di Mou quasi sicuramente sarà in campo, anche perché il tecnico ieri ha sottolineato più volte come in difesa non ci siano alternative e che aspetta il ritorno di Smalling e Kumbulla. Il trio con Ndicka e Llorente nell’ultimo periodo ha funzionato bene, ma un po’ di stanchezza comincia a farsi sentire. «Ora siamo migliori difensivamente – le parole dello spagnolo Llorente– e per questo lavoriamo ogni giorno. All’inizio della stagione era difficile soprattutto per Ndicka, che era arrivato da poco: ora le cose vanno meglio».

Come scrive il Corriere della Sera, la Roma ha grosse difficoltà a vincere in trasferta: tra campionato e ed Europa League infatti sono stati portati a casa soltanto 2 successi, contro 4 sconfitte e 2 pareggi. «Alcune volte è un problema di mentalità – ancora Llorente – ma se cresceremo sotto questo profilo, diventeremo molto competitivi. Praga? Per me è il passato, è stata la peggiore partita dell’anno ma col Servette sarà diverso».

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Via al turnover con il Servette: riposa Lukaku, attacca Belotti

Tempo di turnover in casa Roma. Archiviata la pratica Udinese, i ragazzi di Josè Mourinho preparano la sfida di domani sera contro il Servette. L’allenatore ha in mente dei cambi di formazione, a partire da Romelu Lukaku che a Ginevra potrebbe osservare un turno di riposo. Spazio a Belotti, in panchina domenica scorsa e pronto a guidare l’attacco.

Come scrive la Repubblica, altra chance da titolare per Aouar che potrebbe prendere il posto di Pellegrini (non ancora al 100%) in mediana insieme a Cristante e Paredes. Stesso discorso per Spinazzola, apparso appannato contro l’Udinese e pronto a lasciare spazio ad un ritrovato Zalewski.

Dall’altra parte riposo per Karsdorp con l’inserimento di Celik sulla fascia destra. […] Riposo e gestione, questo è il programma per le prossime due gare europee. Perchè se il passaggio del turno non è in discussione (basta 1 punto domani sera) il primo posto rimane obiettivo primario. Per questo contro il Servette sarà importante vincere e sperare in un passo falso dello Slavia Praga in casa dello Sheriff. Per poi giocarsi tutto con i moldavi a metà dicembre.