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Belotti canti ancora? Ipotesi rinnovo al ribasso

BELOTTI RINNOVO – Può bastare l’amore per essere felici? Se la vostra risposta è sì, allora Andrea Belotti avrebbe centrato l’obiettivo. Il centravanti, infatti, grazie al suo impegno, pare aver conquistato il cuore dei tifosi della Roma, ma in campionato è ancora fermo a zero gol dopo 28 presenze. La gara contro il Bayer Leverkusen è considerata per lui una sorta di ultima chiamata verso il futuro. Sarà l’ora del canto del ‘Gallo’? Nelle coppe Belotti ha fatto un po’ meglio, mettendo a segno quattro reti tra Europa League e Coppa Italia. L’attaccante sta vivendo comunque un momento di crisi: 131 palle perse, 136 passaggi riusciti (4,86 di media a partita contro i 10,86 di media per il ruolo) e solo 13 occasioni create (0,46 a gara contro i 0,77 del ruolo).

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il contratto di Belotti è in scadenza in estate ma potrebbe essere prolungato automaticamente fino al 2025 nel caso in cui dovesse raggiungere un certo numero di presenze, minutaggio e gol. Il classe ’93, inoltre, sarebbe disposto a ridursi l’ingaggio pur di rimanere nella Capitale. Ora starà a lui regalare alla Roma uno straordinario finale di stagione. Ma il ‘Gallo’ avrà la forza per riprendere a cantare?

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Totti: “Per me il portoghese deve restare” (FOTO)

Francesco Totti ospite al Foro Italico per gli Internazionali. La storica bandiera giallorossa nella giornata di ieri ha partecipato all’evento di presentazione del Bnl Italy Maior Premier Padel, il primo torneo «combined» nella storia della Federazione Internazionale Padel, dove l’ex numero 10 ha sfidato il tennista Jannik Sinner.

Come scrive il Tempo, a margine dell’evento, Totti ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo il futuro di José Mourinho sulla panchina della Roma: «Se dipendesse da me sarebbe tutto molto più semplice, vediamo cosa succederà, la decisione spetta a lui e alla società». Parole anche per Dybala e la sua possibile permanenza nella Capitale nella prossima stagione: «Non so cosa si siano detti i suoi agenti e la società, però sono sicuro che Paulo sceglierà la soluzione migliore per lui. La cena? Aspettiamo la fine della stagione, poi vedremo».

Il riferimento è alle dichiarazioni del campione del mondo argentino in seguito alla vittoria contro il Feyenoord ai quarti di finale, quando la «Joya» ha affermato che gli farebbe piacere «parlare con lui (Totti, allo stadio quella sera, ndr), magari a cena o per un caffè». Tutto rimandato tra poco più di un mese, quando i giallorossi avranno terminato gli impegni tra campionato ed Europa. E proprio sul prossimo impegno in Germania l’ex capitano giallorosso si è detto speranzoso, soprattutto vista la vittoria conquistata all’Olimpico: «Mancano ancora 90 minuti, speriamo di raggiungere l’obiettivo che vogliamo tutti».

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Europa League, Dybala tiene in ansia la Roma

EUROPA LEAGUE DYBALA – Dopo la gara col Bologna, José Mourinho lo ha definito «il grande dubbio»: passano per Paulo Dybala gran parte delle speranze della Roma di conquistare l’accesso alla finale di Europa League. Per farlo, i giallorossi dovranno superare i tedeschi del Bayer giovedì sera a Leverkusen nella semifinale di ritorno (all’andata vittoria giallorossa реr 1-0).

Come scrive il Corriere della Sera, ieri la «Joya» ha svolto a Trigoria un allenamento personalizzato insieme a Smalling: l’argentino è più avanti rispetto all’inglese nel percorso di recupero, ma evidentemente il tecnico portoghese non si fida del tutto e non vuole rischiare di perderlo definitivamente, a pochi giorni dalla fine della stagione. Una valutazione in tal senso sarà fatta in extremis, e già dopo l’allenamento di oggi si potrà capire qualcosa in più sull’utilizzo dell’ex juventino, che ieri era di buonumore.

Dybala, infatti, ha postato su Instagram una storia che lo ha visto protagonista insieme a Camara e al team manager Valerio Cardini in cui ascoltano a tutto volume «La mano de Dios», canzone di Rodrigo Bueno dedicata a Diego Armando Maradona. Con o senza «mano de Dios», Dybala proverà ad esserci giovedì sera per centrare la finale. Una vittoria della coppa, poi, e la conseguente qualificazione alla prossima Champions League, porterebbe nelle casse della società circa 60 milioni di euro, la certezza di essere sorteggiati in prima fascia nei gironi del prossimo anno e quella di giocare la Supercoppa europea. Tutti argomenti che aiuterebbero la società a pianificare il futuro dell’argentino e anche di Mourinho. (…)

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Tutti i dubbi di Mourinho

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Meno due alla semifinale di ritorno a Leverkusen, e a Trigoria si sorride ancora poco. Il lunedì post Bologna certamente dice poco a livello di lavoro sul campo: una giornata interlocutoria dove la squadra ha svolto perlopiù lavoro di scarico divisa in più gruppi. L’emergenza resta, seppur con qualche speranza sparsa qua e là. Non ci sono recuperi pieni, Wijnaldum a parte, ma ogni situazione va analizzata singolarmente.

Partendo dall’olandese, titolare a Bologna e in campo per quasi un’ora, la lesione muscolare è ormai alle spalle, e dopo lo spezzone dell’andata e i minuti del Dall’Ara si candida per una maglia da titolare per Leverkusen. Discorso diverso per Dybala. L’argentino non è partito per il capoluogo emiliano in via precauzionale, visto anche il terreno che si annunciava pesante. La Joya si sente in condizione ed è carico per il ritorno in campo. Ma Mourinho, da ormai qualche giorno, frena. Anche nel post partita di domenica il tecnico è stato chiaro sulle condizioni dell’attaccante: «Paulo è un grande dubbio per giovedì». Parole che fanno seguito ad un pessimismo ricorrente di Mou, che lo ha lasciato in panchina all’Olimpico per l’andata (nonostante l’importanza del match) e non lo ha portato a Bologna. Ieri non si è visto con il resto dei compagni, ma nessuna ricaduta o problema ulteriore alla caviglia.

Il tecnico, più semplicemente, non lo vede ancora in condizione, e per gare così importanti preferisce utilizzarlo con il contagocce. Al momento è difficile immaginarlo titolare in Germania, ma ovviamente le giornate di oggi e domani saranno decisive per capire le sue condizioni. Due giorni che saranno decisivi anche per chi a Leverkusen vuole esserci, anche solo per un Diccolo contributo. Smalling ed El Shaarawy puntano concretamente alla convocazione per il ritorno della semifinale.

Il difensore e termo da un mese a causa della lesione al flessore della coscia sinistra, ma lavora dal primo girono per esserci in questo appuntamento importante. Molto probabilmente non riuscirà a strappare una maglia da titolare, ma un posto in panchina ora non sembra un miraggio. Discorso simile per il Faraone, che si è fermato a Monza il 3maggio e che ha ottime chances di partire per Leverkusen e regalarsi una manciata di minuti in campo se dovesse servire. (…)

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Infermeria

Nulla di grave per Celik: il turco non ha svolto esami

Preoccupano meno rispetto all’immediato post partita le condizioni di Celik. Il difensore turco ieri non ha svolto esami dopo il fastidio accusato al flessore sinistro, e le sue condizioni saranno monitorate giorno per giorno.

Come scrive il Tempo, Mourinho spera di averlo a disposizione giovedì, anche solo per evitare a Zalewski un compito difensivo complicato e nel quale l’ex Lille può rendere meglio, ma lo Special One ha poche certezze. Tanti i dubbi che accompagnano la preparazione della sfida più importante della stagione, con poche ore per scioglierli ma tante motivazioni pronte a spingere i giallorossi all’impresa.

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Mourinho, la polemica continua: “Su Ibanez un rigore gigante”

Anche al termine di un pareggio spento José Mourinho riesce ad accendere i riflettori. Due concetti chiave: rigore non dato e rosa della Roma inadeguata a lottare in campionato e in Europa League. “C’era un rigore gigante per un fallo su Ibanez. Orsato non mi ha detto niente. Gli piace venire da me per avere la telecamera, ma lo vorrei ancora perché è uno tecnicamente bravo”.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il secondo concetto chiave arriva quando gli chiedono della zona Champions. “I tifosi mi devono stare a sentire. Ho sempre avuto la fama sbagliata di non far giocare i giovani, invece l’ho fatto sia al Real Madrid che al Manchester United. Alla Roma sono obbligato perché non abbiamo la rosa. Quando sono arrivato Zalewski e Bove giocavano sul campo di plastica di Trigoria e ora sono in Serie A. Ne ho messi in campo 16 in due anni. Missori, ad esempio, ha esordito benissimo, facendo bene anche dal punto di vista fisico”

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NEWS

Ladri in azione all’Eur: smontata l’auto di Foti

I “cannibali” delle auto hanno colpito ancora. E questa volta a farne le spese è stato il tecnico in seconda della Roma, ovvero Salvatore Foti, il vice di Jose Mourinho. Una beffa per l’allenatore di origine palermitana che giovedì sera ha dovuto seguire il match di Europa League all’Olimpico contro il Bayern Leverkusen dalla tribuna per via di una squalifica subita dalla Uefa. Neanche il tempo di godersi almeno la festa per la vittoria giallorossa che l’indomani mattna ecco la brutta sorpresa: dalla sua Toyota C-HR parcheggiata all’Eur tra via Giorgio Ribotta e via Bilbao erano sparite le portiere. Due sportelli erano stati completamente divelti.

Come scrive il Messaggero, il furto sarebbe avvenuto nella notte e assomiglia ai tanti che avvengono per le strade della Capi-tale. In particolare, nell’ultimo periodo, sono state prese di mira le auto parcheggiate nella zona di Villa Bonelli non così distante dall’Eur. Non è la prima volta che le vetture dei giallorossi o dei loro famillari vengono prese al mira dai ladri. Accadde alla mamma dell’ex Nicolò Zaniolo, a cui venne smontato l’intero cruscotto del auto parcheggiala sempre all’Eur. A ottobre il centrocampista guineiano Mady Camara aveva subito due furti d’auto nel giro di pochi giorni. Alla Mercedes di Nemanja Matic, invece, è stata asportata batteria.

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Progetto EuRoma, scalata d’oro: con i Friedkin è tra le dieci big del continente

Si potrebbe pensare ad una scelta. E forse a pensarci bene è anche così. Ma è evidente come un po’ per tutti a Trigoria la partita della vita sia quella di giovedì prossimo a Leverkusen e non quella di oggi pomeriggio a Bologna.

Ecco allora perché Rui Patricio e Dybala sono rimasti a casa e molti altri giallorossi oggi siederanno in panchina. Questione di scelte, appunto. Dando una carezza in più a quell’Europa che la vede sempre più protagonista. Insomma, con José Mourinho la Roma sta cercando la sua consacrazione definitiva in Europa, fattispecie che nasce dalla semifinale di Champions League del 2017/18 (con Di Francesco alla guida dei giallorossi), prosegue con quella di Europa League con Fonseca (2020/21) e finisce con il trionfo in Conference League dello scorso anno. (…)

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la Roma che è l’unica squadra nel Vecchio Continente ad aver fatto 4 semifinali europee negli ultimi sei anni (come lei solo il Real Madrid, che però le ha piazzate tutte in Champions). Basterebbe tutto questo per poter certificare lo spessore europeo raggiunto attualmente dai giallorossi.

Poi però c’è altro. Molto altro ancora. Giovedì scorso, allo stadio Olimpico, c’erano infatti molti volti noti del calcio europeo, a dimostrazione del ritrovato splendore giallorosso nelle partite che contano. Su tutti Aleksander Ceferin, il presidente dell’Uefa, inquadrato più volte delle telecamere al fianco di Dan Friedkin, il presidente della Roma. (…) La squadra di Mourinho attualmente occupa la decima posizione del ranking Uefa (94 punti contro i 140 del Manchester City, capolista), davanti a club del valore di Inter, Ajax, Siviglia, Dortmund, Atletico, Benfica, Napoli, Porto, Tottenham, Arsenal e Milan, tanto per intendersi. La Roma nella top ten europea vuol dire poi anche poter andare a «vendersi» il brand in modo molto più efficace

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Infermeria

Smalling torna a correre: vuole esserci col Bayer

Smalling sta facendo di tutto per rientrare provare a tornare a disposizione in vista del ritorno col Leverkusen. Il difensore centrale in questa stagione non si era mai fermato per infortunio, lo ha fatto nel momento cruciale, in partite da dentro è fuori e che simultaneamente agli altri stop in difesa – hanno compromesso il cammino in campionato ma non quello in Europa. La lesione al flessore della coscia sinistra è arrivato nel momento peggiore, un’assenza che si è fatta sentire nelle gare più importanti contro Atalanta, Milan, Monza e Inter nelle quali la Roma ha raccolto due punti e sette gol subiti in quattro partite. Smalling e lo staff medico e fisioterapico stanno facendo il massimo per tornare il prima possibile, almeno per la panchina contro il Leverkusen.

Chris partirà per la Germania, vuole esserci e farà di tutto per provare a farcela. Già da qualche giorno ha ripreso a correre e a lavorare atleticamente senza avvertire dolori alla coscia: in un campo del Fulvio Bernardini si sta allenando insieme a Llorente e Karsdorp e le sensazioni sul trentaduenne sono positive. Vuole rientrare e tornare decisivo: sarebbe il miglior modo per festeggiare anche l’imminente rinnovo di contratto con la Roma, il biennale con uno stipendio diviso da una parte fissa e una a rendimento (scommettendo su se stesso). Smalling si è innamorato della capitale e non esclude di restare a Trigoria anche a fine carriera. Lo stesso si può dire di El Shaarawy, il cui percorso riabilitativo è più lungo per la lesione riportata dieci giorni fa.

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Mourinho applausi ed emozione: “La gente giallorossa è incredibile”

Era la partita che voleva, figlia del suo dna: fatica, sofferenza, cuore. Una vittoria in cui José Mourinho ha sempre creduto, a prescindere da tutto. E da tutti. “Ma il merito è dei ragazzi, che hanno questa mentalità, voglia, empatia – dice alla fine l’allenatore della Roma –. Hanno questo senso di responsabilità, vogliono fare di tutto per rendere felici i tifosi. La strada da Trigoria allo stadio era piena di gente e questo, anche a uno come me che ha tanta esperienza, ti emoziona dentro. Lo scorso anno, contro il Leicester, pensavo fosse una cosa incredibile, questa volta è stato ancora di più“.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, emozioni, già. Quelle che condensano tutte le sensazioni dell’Olimpico. E che rendono l’idea di una partita per alcuni versi stoica.

Ed a marchiarlo a fuoco è stato Edoardo Bove, uno che Mou ha cresciuto e plasmato. “Il merito è anche della famiglia e di chi gli sta dietro. Ragazzo super e grande professionista, sembra già un trentenne. È cresciuto, io l’ho solo aiutato nel suo percorso“.