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Contro il Salisburgo senza turnover Karsdorp ritrovato

L’obiettivo è passare il turno, anche se non sarà semplice. A Salisburgo ci sono giovani di qualità che hanno già giocato 10-20 partite in Campioni. In Europa League possono arrivare fino in fondo. La responsabilità è su Juventus, Manchester United, Barcellona e Arsenal. Per passare il turno, Mou manderà in campo la squadra migliore: “Turnover? Non possiamo permettercelo, al massimo un paio di cambi: Abraham titolare, Wijnaldum non è pronto”.

Come scrive il Corriere della Sera, tra i convocati è tornato Karsdorp: “È la sua prima convocazione perché prima non stava bene fisicamente, la situazione personale l’abbiamo risolta a dicembre. Con lui ho usato un aggettivo troppo pesante ma abbiamo avuto sempre un rapporto positivo: ci sono state bugie di gente che non sapeva quello che c’era tra di noi. Il fatto che voglia giocare nella Roma e aiutare la squadra è importantissimo”.

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Roma, a giugno rivoluzione centrocampo: Hjulmand non esclude Frattesi

La Roma ha stabilito che sia il centrocampo il reparto più bisognoso di modifiche perché la meteora Camara tornerà all’Olympiacos per fine prestito, Matic va per i 35 anni e non ha ancora deciso se rinnovare, mentre il futuro di Wijnaldum è dovrà essere definito con il Paris Saint-Germain a fine stagione.

Come scrive il Corriere dello Sport, così non deve sorprendere che Tiago Pinto si stia interessando a Morten Hjulmand, mediano danese classe ‘99 che si sta affermando nel Lecce. Il suo possibile arrivo non è in contraddizione con la trattativa, ormai intavolata da un anno, per il ritorno di Davide Frattesi, un altro centrocampista del ‘99 che ha caratteristiche diverse. Intanto perché non sempre tutti i desideri si realizzano. E poi perché i due potrebbero giocare insieme.

Ieri Alessio Dionisi, allenatore del Sassuolo, ha svelato con grande chiarezza che “la Roma ha cercato di prendere Frattesi anche a gennaio ma io ero convinto che alla fine sarebbe rimasto“. Non era un segreto, ormai.

Tanto è vero che Tiago Pinto aveva dovuto negare all’amico Corvino il trasferimento di Edoardo Bove al Lecce, che sarebbe stato propedeutico per Hjulmand. Perché Bove piaceva molto anche al Sassuolo che alla fine di gennaio, quando sembrava che Zaniolo dovesse rimanere a Trigoria, ha tentato lo stesso il colpo, offrendo 8 milioni per acquistare il ragazzino a titolo definitivo. La Roma però ha risposto che non si poteva trattare: troppo poche erano le risorse umane a disposizione di Mourinho per impoverire il centrocampo.

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Cristante è inamovibile: rinnoverà fino al 2027

Vista l’importanza della sfida e l’assenza di vere e proprie alternative, Mourinho nella gara di domani contro il Salisburgo è pronto ad affidare nuovamente le chiavi del centrocampo a Bryan Cristante. Lo Special One ha dimostrato di non poter fare a meno del centrocampista questa stagione, tanto da programmare per la sosta invernale l’intervento all’osso scafoide, così da averlo a disposizione alla ripresa del campionato. Infatti, l’ex Atalanta non ha mai saltato una partita in questa stagione: è l’unico ad aver partecipato a tutte e 30 le gare disputate nelle tre competizioni a cui ha partecipato la Roma, subentrando anche le due volte in cui era partito dalla panchina – in Europa League col Ludogorets e in Coppa Italia contro il Genoa.

Come scrive il Tempo, i dati ne spiegano le motivazioni: il campione d’Europa è diventato un punto cardine della Roma, soprattutto in fase difensiva -primo in A per contrasti totali (73) e contrasti vinti (37) – ma anche in impostazione, risultando il miglior giallorosso per cambi di gioco (28) e secondo per passaggi filtranti (7), dietro solamente a Pellegrini (10). Sia lui sia il club vogliono continuare insieme. Il rinnovo del contratto – attualmente in scadenza nel 2024 – è già pronto da tempo e se ne attende solo l’ufficialità, che arriverà entro fine stagione e legherà il calciatore alla Roma ma fino al 2027.

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Roma, l’Europa vale 30 milioni

Arrivare fino in fondo in Europa League regalerebbe una somma oscillante tra i 25 e i 30 milioni, soltanto di introiti Uefa, ai quali aggiungere gli inevitabili sold out dell’Olimpico che ogni volta portano in dote altri milioni. Lo sanno i Friedkin, ne è consapevole Pinto, l’augurio è che ne prenda atto anche Mourinho. Perché il mare della seconda competizione europea sarà anche popolato «dagli squali che sono retrocessi dalla Champions», ma tolto il Barcellona, non sembra esserci squadra con la quale la Roma parta battuta in partenza.

Come scrive il Messaggero, il Siviglia è in zona retrocessione in Spagna, lo Sporting Lisbona è tagliato fuori in Portogallo dalla lotta scudetto, il Leverkusen è ottavo in Bundesliga, l’Ajax è terzo in Olanda e ha da poco cambiato l’allenatore e lo Shakhtar è la stessa squadra spazzata via nella presentazione all’Olimpico ad agosto, priva ora anche del gioiello Mudryk. A questi vanno aggiunti certamente i club già presenti nella competizione (Arsenal e Manchester United) ma ad oggi non sembrano esserci incroci proibitivi. Ce ne sono di difficili ma nessuno nel quale si possa dire che la Roma parta battuta in partenza.

Andare avanti il più possibile, quindi, è l’auspicio del club. La Roma ha già incassato, in virtù delle 3 vittorie e del pareggio nei match con Betis, Hjk e Ludogorets, 2,46 milioni che sommati ai 3,63 dell’accesso ai gironi e ai 500mila euro per aver raggiunto i playoff, porta il totale a 6,59 milioni.

Andare avanti, farebbe incassare ulteriormente: la qualificazione agli ottavi di finale vale 1,2 milioni; quella ai quarti altri 1,8 milioni per poi salire con le semifinali (2,8) e la finale (4,6) che se vinta porterebbe altri 4 milioni. A questa base di ricavi, sono poi da aggiungere altre quote: quelle dei due market pool (1 e 2) e il ranking storico, cioè il posizionamento nella classifica Uefa degli ultimi dieci anni. Soldi, dunque. Senza dimenticare che chi vince l’Europa League, vola direttamente in Champions.

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Karsdorp e Spinazzola: Mou ritrova le fasce

Da una parte Karsdorp, dall’altra Spinazzola. Mourinho prova a recuperare forze fresche in vista del mini tour de force che vedrà la Roma in campo 3 volte in una settimana contro Salisburgo e Verona. L’olandese è stato riabilitato dopo la dura diatriba di novembre mentre Leonardo prova di nuovo a tornare decisivo a un anno e mezzo dalla rottura del tendine d’Achille. Entrambi ieri si sono allenati in gruppo anche se difficilmente partiranno titolari giovedì sera in Austria. Un rinforzo per le fasce che sembrano sin troppo protette.

Come scrive Leggo, nella Roma a mancare terribilmente sono i gol e gli assist degli esterni anche perché spesso lo Special One ha dovuto schierare Zalewski ed El Shaarawy in un ruolo che di certo non era nelle priorità dei due giocatori fino a qualche mese fa. In tutto gli esterni giallorossi hanno totalizzato 2 gol e 2 assist. Le due reti le ha segnate il Faraone (il terzo l’ha siglato da trequartista) mentre Spinazzola e Zalewski contano appena un assist a testa. Tra le squadre che giocano la difesa a tre (Udinese, Verona, Salernitana, Inter, Torino, Spezia, Cremonese, Bologna, Atalanta) nessuno ha fatto peggio dei giallorossi. Tanto per restare in corsa Champions l’Inter può contare 6 gol e 5 assist dalle fasce. La mancanza di terzini di ruolo ha obbligato Mourinho a virare sulla difesa a tre dopo una carriera passata (quasi) tutta con lo schieramento a quattro. Celik fin qui è stato deludente, Karsdorp (lite a parte) ha vissuto una involuzione tecnica, Spinazzola è più in infermeria che in campo.

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El Shaarawy corre verso il rinnovo

La chiamata di Tiago Pinto ancora non è arrivata. Stephan El Shaarawy aspetta, anche se si sarebbe potuto già accordare con un altro club, perché il suo desiderio è quello di restare alla Roma ancora qualche anno. José Mourinho gli sta dando fiducia e con la partenza di Zaniolo ha maggiori possibilità di mettersi in mostra in vista della scadenza del contratto (30 giugno).

Come scrive il Messaggero, sul tema il gm romanista non si è sbilanciato: “Sta facendo bene, ma a differenza di Smalling decideremo noi se rinnovare”. Il Faraone attualmente guadagna 3,5 milioni a stagione, stipendio notevole per un giocatore che fino a un mese fa era considerato una seconda linea.

Pur di restare nella Capitale, sarebbe disposto anche ad abbassarsi l’ingaggio rispetto ad offerte pluriennali che ha già ricevuto. Pinto ci sta riflettendo, la Roma deve valutare ogni operazione per via del Fair play finanziario e le scelte vanno ponderate con attenzione.

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Mourinho non si fida del Salisburgo e sceglie i migliori

Con il Salisburgo, una sfida vera e propria per la squadra di José Mourinho, che da tempo predica come nelle tre partite a settimana la rosa giallorossa non sia attrezzata. Come riporta la Gazzetta dello Sport, la sensazione è che, nonostante le chance di arrivare in Champions League per la Roma siano maggiori in campionato che provando a vincere l’Europa League, almeno in questo turno dei playoff l’allenatore portoghese voglia giocarsela con la formazione migliore, cioè con cambi minimi rispetto a quella di Lecce.

È ipotizzabile, ad esempio, un rientro in campo di Celik, spostando Zalewski sulla fascia sinistra, ma per il resto la squadra la migliore, visto che Wijnaldum sembra ancora lontano da una condizione accettabile dopo i sei mesi di stop per infortunio.

La domanda è: sarebbe meglio magari rilanciare i vari Kumbulla, Camara e Belotti per puntare più serenamente alla sfida contro gli scaligeri per blindare la zona Champions in campionato? Forse, ma Mourinho è diventato il vincente che è proprio per la fame e l’ambizione che lo divora, così riteniamo che giocare una coppa europea con lo spirito di chi dice “se usciamo non fa niente”, pare improbabile.

Eppure la Roma sfiderà un Salisburgo che dovrebbe avere nella corsa la sua arma migliore, basti pensare che scende in campo con una squadra che ha un’età media mai superiore ai 22 anni. I vari Bove, Tahirovic o Volpato vedranno diversi loro coetanei (e dintorni) giocare da titolari, ma sarebbe possibile ipotizzare una sfida tra pari età? Difficile.

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La frenata di Mourinho: il Lecce va avanti, Dybala lo riprende. Ma la Roma fa poco e sbatte su Falcone

L’idea di passare un paio di notti al secondo posto si trasforma nel ritorno nel gruppone delle aspiranti alla Champions, in scomoda compagnia di Atalanta e Milan. La Roma frena a Lecce. Modesta nella proposta offensiva, modestissima nella qualità tecnica, in un panorama desolante soprattutto nel secondo tempo, in cui i guizzi di Dybala risaltano ancora di più.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il suo rigore rimedia in fretta all’autorete di Ibanez propiziata da un’incursione di Baschirotto (la Lega Serie A decide contro il difensore giallorosso).

Forse perché è come se servisse tenere i nervi a fior di pelle per spremere qualcosa da una squadra che ha un unico modo per arrivare alla porta avversaria: affidarsi ai tre davanti. Insufficiente se uno stecca, Pellegrini, o se Abraham si ritrova davanti un Falcone che non avrà reso contento “papà” Verdone (il portiere leccese da piccolissimo ha avuto una parte in un suo film come figlio dell’attore e regista romanista). Risulta quasi paradossale che una Roma così minore possa andarsene addirittura con qualche rimpianto, perché sull’1-1 ha avuto tre chance limpide con il suo centravanti. Con altrettante risposte strepitose del portiere avversario. Ma dopo la terza, la Roma è sparita.

Ma la partita scade sempre più di qualità, aumentano gli errori tecnici. Mourinho cambia solo dall’83’, Wijnaldum e Belotti, poi Solbakken. L’olandese rivede il campo nel finale dopo i 12’ di inizio campionato contro la Salernitana: un nuovo debutto, ma si è visto pochissimo. Come tutta la Roma. Che non tira più in porta e nel secondo tempo ha guadagnato appena un calcio d’angolo. Nemmeno capace di attivare la sua arma migliore.

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Lecce-Roma, la prestazione di Aureliano è da 5: si perde il rosso di Strefezza ad inizio ripresa

Nonostante le dichiarazioni soft di Mourinho, sono tanti gli errori commessi da Aureliano nel corso di Lecce-Roma, soprattutto nel mancato utilizzo dei cartellini nei confronti dei giocatori salentini.

Solito andamento lento (molto) di Aureliano stavolta con errori, uno grave, per una prestazione assolutamente non sufficiente. Bravo a cogliere subito il rigore, ma per il resto grazia Strefezza dal secondo giallo, non fischia o inverte qualche fallo, lascia che i giocatori facciano i “galletti” a caccia di giustizia, senza intervenire.

Sarà stato colto dalla visione “del campo”, ma i tacchetti di Strefezza sotto il polpaccio di Matic sono da giallo pulito. Erano passati 10 minuti del secondo tempo, un errore grave.

Netto il rigore assegnato. Male sul disciplinare: grazia Blin (su Dybala) ma poi ammonisce Ibanez per un fallo normale su Strafezza vicino alla linea di fondo del Lecce (!). Voto: 5.

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Lecce-Roma 1-1, le pagelle dei quotidiani: Dybala non basta

La Roma non va oltre il pari a Lecce. Al Via del Mare è terminata 1-1 la sfida tra le due formazioni giallorosse valida per la 22° giornata di serie A. Ecco le pagelle dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Mancini 5,5, Smalling 5,5, Ibanez 5,5; Zalewski 5,5, Cristante 5,5, Matic 6, El Shaarawy 6,5; Pellegrini 5, Dybala 7; Abraham 7. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 5,5.

CORRIERE DELLO SPORT (R. MAIDA)

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6, Ibanez 5,5; Zalewski 5,5, Cristante 6, Matic 5,5, El Shaarawy 6; Pellegrini 5,5, Dybala 6,5; Abraham 6. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 6.

CORRIERE DELLA SERA (L. VALDISERRI)

Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 6, Ibanez 5,5; Zalewski 5,5, Cristante 6, Matic 6,5, El Shaarawy 6; Pellegrini 6,5, Dybala 7; Abraham 7. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 6,5.

LA REPUBBLICA (M. JURIC)

Rui Patricio 5,5; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 5,5; Zalewski 5, Cristante 6, Matic 6, El Shaarawy 6; Pellegrini 6, Dybala 6; Abraham 5,5. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 6.

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI)

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6, Ibanez 5,5; Zalewski 5,5, Cristante 6, Matic 6, El Shaarawy 6,5; Pellegrini 6, Dybala 6,5; Abraham 6,5. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 6.

TUTTOSPORT

Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 5,5, Ibanez 5,5; Zalewski 6,5, Cristante 6, Matic 6, El Shaarawy 6,5; Pellegrini 6,5, Dybala 7; Abraham 6,5. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 6,5.

IL TEMPO (L. PES)

Rui Patricio 5,5; Mancini 6, Smalling 6, Ibanez 5,5; Zalewski 5, Cristante 6, Matic 6, El Shaarawy 6; Pellegrini 5, Dybala 6,5; Abraham 6,5. Subentrati: Wijnaldum sv, Belotti sv, Solbakken sv. Allenatore: Mourinho 5,5.