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Una Roma all’inglese. Gol, assist, corsa: l’ultimo Abraham flirta con la Joya

Il futuro è già domani. E la domanda che avvinghia l’anima dei tifosi della Roma è tanto semplice quanto invece rischia di essere complessa la risposta: basterà il ritrovato Tammy Abraham – in coppia con lo straordinario talento di Paulo Dybala – per far passare la malinconia di José Mourinho?

Come scrive la Gazzetta dello Sport, i sussurri di Trigoria, infatti, raccontano come l’allenatore portoghese abbia preso con poca soddisfazione la fine di un mercato che lo stesso g.m. Tiago Pinto ha definito poco soddisfacente. Insomma, se il portoghese adesso definisce “un miracolo” l’attuale posizione di classifica, tanta parte del merito va al risveglio di Abraham, che dall’inizio del 2023 ha ritrovato il rendimento eccellente della passata stagione.

Fra le cose positive, poi, c’è l’eccellente feeling in campo che sta costruendo con Dybala. L’argentino è senza discussioni il miglior giallorosso della stagione, ma se il suo lievito riesce a far tornare cannoniere implacabile anche Abraham, tutta la Roma se ne può giovare.

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Wijnaldum è pronto: in panchina a Lecce

Per uno Zaniolo che esce ci sono due olandesi che tornano. A Trigoria è conto alla rovescia per Wijnaldum che ha risposto alla grande a tutti gli ultimi test: dalla partita con la Primavera all’aumento ormai totale dei carichi di lavoro. Gini è pronto, sei mesi dopo quel maledetto infortunio alla tibia che ha spezzato i sogni di mezza estate dei tifosi.

Come riporta Leggo contro il Lecce sabato sarà in panchina, pronto a subentrare e a iniziare a dare una mano nella corsa Champions. A fine stagione Roma e Psg faranno i conti con due opzioni sul tavolo: il riscatto con sconto o il rinnovo del prestito, per il quale però Wijnaldum dovrebbe allungare il suo rapporto coi francesi fino al 2025.

A Lecce è pronto a tornare tra i convocati anche Karsdorp dopo il lungo esilio e le polemiche con Mourinho. Il tecnico ha deciso di riabilitarlo anche per non perdere un ulteriore giocatore in rosa dopo l’addio di Zaniolo.

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Dal Lecce a Lecce: la “Joya” Dybala in 4 mesi ha ripreso in mano i giallorossi

Dal Lecce a Lecce: caduta e resurrezione di Paulo Dybala. Contro la formazione di Baroni, lo scorso 9 ottobre all’Olimpico, calciando il rigore che diede i tre punti l’argentino ha subìto l’infortunio muscolare che ne ha messo in dubbio la partecipazione al Mondiale e lo ha tolto a Mourinho per circa un mese, condizionando il rendimento della formazione giallorossa.

Come scrive il Corriere della Sera, quattro mesi dopo, di nuovo contro il Lecce (domani, ore 18, diretta tv su Dazn, arbitra Aureliano), toccherà sempre alla Joya guidare la Roma in un match che, alla luce dello scontro diretto tra Lazio e Atalanta, rispettivamente quarta e quinta in classifica, dovrà consolidare la posizione che vale la partecipazione alla prossima Champions League.

L’argentino si sta dimostrando l’uomo in più del 2023 romanista. Per Mourinho, che ancora una volta ha deciso di non presenziare alla conferenza stampa pre partita, l’argentino è «la luce» e, visti i suoi numeri, ha pienamente ragione. Nelle prime 8 partite del 2023, compresa la Coppa Italia, Dybala ha fornito 5 assist, 2 dei quali nell’ultima di campionato contro l’Empoli, e segnato 3 reti partecipando attivamente a 8 delle 12 reti complessive segnate dalla Roma.

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Matic verso il rinnovo fino al 2024. Ma l’incognita è il futuro di Mourinho

Ancora un anno insieme, ma riparliamone più avanti. Tra i contratti in scadenza il prossimo giugno quello che preoccupa di meno in casa Roma è quello di Nemanja Matic. Se per Smalling ed El Shaarawy il gm giallorosso Pinto si è esposto pubblicamente spiegando le difficoltà, su Matic a Trigoria non hanno nessuna preoccupazione.

Come scrive la Repubblica, la Roma ha in mano l’opzione per il rinnovo automatico per un altro anno che scatterà al 50% delle presenze stagionali. Gettoni che devono essere obbligatoriamente da titolare o di almeno 45 minuti. Il serbo attualmente è a 28 presenze, di cui solo 17 che rientrano nel conteggio valido per il rinnovo. Pinto ha già pronto il rinnovo a 3,5 milioni più bonus fino al 2024. La Roma non ha dubbi sul futuro, il serbo nemmeno.

Ma vuole prima capire quale sarà il futuro di José Mourinho. La volontà di Matic è quella di continuare con la Roma, ma nei prossimi mesi Pinto, il calciatore e Vlado Lemic (agente) si riaggiorneranno. Visto che se Mourinho dovesse fare altre scelte non è detto che Matic non possa seguirlo da un’altra parte. Anche in un’altra veste, magari proprio nel suo staff tecnico.

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Wijnaldum a Lecce, Mourinho lo lancia: “Sono pronto”

A Trigoria non sanno più come tenerlo. Gini Wijnaldum scalpita, non vede l’ora di tornare a giocare una partita ufficiale e ogni giorno dà dimostrazione della sua crescita atletica. Adesso scalpita, l’ultima amichevole giocata tre giorni fa contro la Primavera ha dato segnali più che positivi e che spingeranno Mourinho a portarlo a Lecce insieme alla squadra.

Come scrive il Corriere dello Sport, ma non sarà una convocazione di facciata, per fare gruppo, come quella nella sfida di Coppa Italia contro la Cremonese. No, questa sarà una convocazione ufficiale per un giocatore che è uscito definitivamente dalla riabilitazione e che molto presto sarà a totale disposizione della Roma. “Ogni giorno sto sempre meglio, mi sento sempre più forte“, ha scritto ieri sui propri profili social. Insomma, adesso Gini è finalmente pronto per debuttare nuovamente con la maglia della Roma. (…)

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Dybala: cuore, futuro e l’incrocio di Lecce

Dybala, dal Lecce a Lecce. La Joya si infortunò all’andata, dopo aver segnato un calcio di rigore. Adesso deve ritrovare la migliore condizione, ma con lui la Roma ha otto punti in più rispetto al campionato passato. È lui il valore aggiunto di questa stagione, il campione convinto da Mourinho ad accettare la scommessa giallorossa.

Come riporta il Corriere dello Sport, Paulo si è infortunato sabato scorso contro l’Empoli. Ma si era trattato solo di una contusione lombare, che ha smaltito e non gli impedirà di giocare sabato a Lecce. Era l’inizio di ottobre quando l’argentino campione del mondo si procurò una lesione al retto muscolare nell’atto di calciare il rigore che permise alla Roma di vincere la partita per 2-1.

Dybala sogna di giocare in una Roma più forte, in grado di competere per vincere, ma il suo futuro è tutto da scrivere. Paulo ha confermato che, se in condizione, è ancora uno dei giocatori più decisivi del nostro campionato. Finora dieci gol e sette assist in venti presenze complessive. Il suo ritorno in pianta stabile è coinciso, e non può essere un caso, con la risalita in classifica della Roma, che adesso deve difendere il piazzamento Champions. Ma proprio la Joya fa preoccupare i tifosi per la prossima stagione.

Il suo rendimento ha riacceso i riflettori su di lui e conseguentemente l’interesse dei grandi club, che potrebbero tornare alla carica in estate. A fine stagione si tireranno le somme. Un conto è se ci sarà ancora Mourinho, un altro se lo Special One dovesse decidere di chiudere l’esperienza in giallorosso prima della scadenza del contratto.

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Roma-Champions, la svolta buona

Il compito più difficile: correre, guardandosi alle spalle. La Roma è nel pieno della volata Champions, non le accadeva – a questo punto della stagione – dai tempi di Di Francesco e con Spalletti, addirittura, il 21 gennaio del 2017, alla ventunesima giornata, dopo aver battuto il Cagliari, era salita a 47 punti, a meno quattro dalla Juve prima. […] Ora il percorso è a ostacoli e ci sono delle criticità che Mourinho non smette di sottolineare. Come ad esempio la rosa non troppo grande. Un problema, sì, a seconda di come lo si vuole vedere. I giocatori – almeno nei numeri – ci sono, il problema è quanto Mou li consideri e li utilizzi da qui in avanti. Fino ad oggi li ha sempre impiegati col contagocce, chi più e chi meno.

Come scrive il Messaggero, giocare sempre con gli stessi, lo dice proprio il tecnico, è rischioso. Di positivo c’è il rientro imminente di Gini Wijnaldum («mi sento bene, sono pronto a tornare»), che doveva essere l’uomo in più ma per via del grave infortunio subito in agosto, non lo abbiamo mai visto. […] Un altro aspetto positivo in questo mese è il calendario, che sulla carta sorride a Mourinho. Fino al derby del 19 marzo, la Roma dovrà vedersela con il Lecce al Via del Mare, con il Verona all’Olimpico, poi andrà a Cremona, quindi in casa con Juve e Sassuolo. L’Atalanta ci dovrà dire chi è dopo gli scontri diretti con Lazio e Milan, e in più giocherà contro il Napoli al Maradona. Qualche punto, dalle altre inseguitrici, verrà lasciato. Quindi si può fare, no?

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Zaniolo, via senza rimpianti: Nicolò al Galatasaray per 22 milioni di euro

L’ultimo strappo se l’è regalato quando era già sull’aereo per Istanbul, postando su Instagram una foto delle sue gambe incrociate che ha ricordato inevitabilmente gli scatti estivi di Mourinho. Zaniolo saluta così Roma e la Roma. L’ennesima trovata social fa da congedo ad un’avventura durata quattro anni e mezzo. Nicolò lascia il giallorosso capitolino per abbracciare quello turco del Galatasaray.

Come riporta il Messaggero, Contratto principesco sui 3,6 milioni a stagione, in linea con quanto chiedeva alla Roma, e clausola rescissoria di 35 milioni per l’Italia che andrà calando di anno in anno (motivo di trattativa sino a tarda notte): 28-30 nel 2024 e 23-25 ​​milioni nel 2025 con i Friedkin che incasseranno il 10% sulla futura rivendita.

Intanto a Trigoria si accontentano di 22 milioni, compresi i bonus che sono parte importante dell’accordo. La Roma, infatti, dovendo corrispondere il 15% all’Inter, ha fatto in modo di ricevere come base 16 milioni. Abbassando il cash, anche quanto dovrà versare nelle casse nerazzurre: 2,4 milioni. Considerando che soltanto in estate la richiesta del gm Pinto era di 60, ogni considerazione è superflua.

L’operazione – che ha visto più di qualche tifoso turco storcere il naso: “Quei soldi andavano dati alle vittime del terremoto, peccato” – avrà tuttavia un effetto positivo sui conti della società pari a circa 14,5 milioni di euro nella stagione 2022 -23, considerando sia la plusvalenza derivante dalla cessione, sia il risparmio sullo stipendio lordo e sull’ammortamento per i cinque mesi che restano sino a giugno 2023.

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Qualità e contrasti: Wijnaldum è pronto

Gini Wijnaldum è tornato ed è finalmente pronto a scendere in campo per una partita ufficiale. Ieri il centrocampista olandese ha giocato il test contro la Primavera che ha dato esiti più che positivi. (…) Due tempi da venti minuti, entrambi giocati da Gini per mettere ritmo nelle gambe e ritrovare il fiato. Non si è risparmiato l’ex Psg tra corsa, scatti, cambi di direzioni ma soprattutto i contrasti. Esattamente quello che voleva vedere Mourinho (a bordocampo) dal suo centrocampista.

Come riporta il Corriere dello Sport, testare la sua condizione psicologica sugli scontri con gli avversari, per capire se sia mentalmente pronto a giocare una partita ufficiale. La risposta è arrivata ed è stata più che positiva.

Chiaramente Wijnaldum ha bisogno di ritrovare il miglior ritmo, quello che inevitabilmente non può avere dopo sei mesi di inattività, ma la qualità ieri si è vista ed è proprio quella che serve alla Roma per aumentare la sua forza anche in mezzo al campo. Insomma, è esattamente quel giocatore che manca alla formazione di Mou e in partita si è immediatamente capito.

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Dopo il furto dello striscione si rischia un’escalation. Ecco perché il furto ai Fedayn riscriverà la storia

L’agguato che gli ultras del Napoli e della Stella Rossa Belgrado hanno teso a quelli della Roma potrebbe stravolgere l’equilibrio del mondo ultras continentale. Il bottino infatti è pesante: almeno quattro gli striscioni e le “pezze” rubati, tra cui lo striscione dei Fedayn, storico gruppo ultras del Quadraro che ha compiuto 50 anni nel marzo scorso.

Come scrive la Repubblica, ancor più grave, se pensiamo al valore simbolico, è la sottrazione della pezza gigante dedicata a Roberto Rulli, fondatore dei Fedayn prematuramente scomparso nel 1999. Un’onta, non c’è che dire, aggravata dalle circostanze con cui è maturata. Nella piazza dietro la curva della Roma, dove gli ultras giallorossi sono soliti radunarsi. Per il codice ultras, roba da non uscire più di casa per la vergogna. O meglio da non entrare più allo stadio. L’azione, pur se non con queste modalità, era in qualche modo prevedibile.

Recentemente, dopo che le tifoserie di Roma e Napoli si sono violentemente scontrate in autostrada, la tensione era nuovamente salita, con gli ultras della Roma a esporre striscioni che irridevano gli ultras del Napoli, anche con riferimenti alla morte di Ciro Esposito. Su tutti, sembra che uno abbia scatenato la reazione partenopea: “Sono anni che gridi vendetta (il riferimento è alla morte di Esposito, ndr) ma neanche 50 contro 300, lascia perde dammi retta“.

Ma l’anomalia è nelle modalità dell’agguato ed è proprio questo a preoccupare, non solo per la possibile reazione degli ultras della Roma. Un’anomalia che emerge ora dopo ora, mentre il sito Hooligans.cz pubblica i dettagli (i romanisti pare fossero in maggioranza) e le fotografie degli stendardi rubati: a compiere il ratto degli striscioni, sarebbero stati, in prevalenza, gli ultras della Stella Rossa Belgrado, la squadra di basket, a Milano per la 23esima giornata di Eurolega.

Una sorta di imboscata fuori dagli schemi ultras, e pertanto imprevedibile, che avrebbe infastidito anche gli ultras della Lazio, che viceversa rubarono uno stendardo agli ultras dell’altra squadra di Belgrado, il Partizan. Nel pomeriggio, a conferma, arriva il comunicato degli ultras dell’Inter, gemellati con quelli della Lazio, che condannano l’agguato, la deriva dei comportamenti e il tradimento dell’onore e della lealtà. (…)