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Esclusiva RS -Nainggolan: ”Fa male vedere la Roma in questa posizione. Dybala va tenuto”

Nainggolan è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport durante ‘1927’. Di seguito le parole dell’ex centrocampista della Roma che ha segnato 2 gol nei derby della Capitale.

Sei in attesa di un’offerta?

Sì ma ormai sto accettando il fatto che il calcio non è basato solo sulla qualità del calciatore ma sull’età. Io fisicamente sto bene mi sto tenendo in forma ma alla lunga è difficile allenandosi da solo senza una squadra.

Radja sull’esperienza in Indonesia.

Sono andato al Bhayangkara per vedere com’era la vita: un’esperienza che mi ha soddisfatto sul piano umano. Non c’era stress nel giocare a calcio. In Indonesia stanno crescendo: Thohir, che è il presidente della federazione calcistica, sta facendo un buon lavoro.

Che effetto ti fa vedere la Roma 10° a 15 punti dalla Lazio?

Fa male. A Roma ho vissuto i miei anni migliori in cui siamo stati sempre in alto in classifica. Da quando sono andato via la squadra giallorossa non ha più giocato la Champions. Credo che la Roma stia migliorando ma ancora è lunga: sono tanti i punti da recuperare e non è facile. Fa strano vedere 3 allenatori che la pensano in maniera diversa: Paredes, a esempio, prima non giocava mentre ora sì, Bove viene lanciato da Mourinho e poi viene ceduto. Edoardo, visto quello che ha fatto a Firenze, non lo avrei mai mandato via. Sono tutte cose strane che non sto capendo.

Esonero De Rossi? Mi ha sorpreso: è la testimonianza dell’incapacità della società. Il club ha fatto 3 anni di contratto a un allenatore che, in quella stagione, aveva fatto meglio di Mourinho raccogliendo tanti punti e poi l’annata successiva è stato cacciato via dopo 4 partite. Insomma è inspiegabile.

Quale è stato il derby che ti ha fatto godere di più?

Il bilancio è sempre stato positivo. Erano partite che ti caricavano sempre di più. Noi siamo riusciti a guadagnarci la capienza dello stadio mentre ora l’ambiente è differente, soprattutto dopo l’arrivo di Mourinho, l’Olimpico è sempre pieno anche contro squadre di basso livello: ciò testimonia l’amore dei romanisti.

Hai esordito in Serie A con Allegri credi sia l’allenatore giusto per la Roma del futuro?

Non lo so perché Roma non è una piazza facile. È un ambiente che, comunque, ti dà qualcosa in più e anche Dybala, che ha giocato nella Juventus, se ne è accorto.

Prosegue Radja.

Ho giocato tanto partite lesionato per dare un messaggio ai compagni di squadra. La cosa più importante è dare tutto in campo, poi ognuno gestisce la propria vita come ritiene più opportuno.

Cessione all’Inter? Monchi all’epoca fece il doppio gioco. Io mi sentivo uno dei capitani e lui mi faceva sentire importante ma alle spalle mi stava vendendo. Io non me ne sarei mai andato via ma per me l’essere uomo è più importante di ogni altra cosa. Avessi saputo che avrebbe lasciato il club dopo 6 mesi sarei rimasto anche perchè avevo 3 anni di contratto. Monchi voleva vincere alla Roma mandando via tutti i calciatori presi da Sabatini.

Pellegrini? All’epoca era giovane e si doveva inserire nella squadra ma lottava per entrarci dentro. Non lo conosco come un calciatore che soffre troppo la pressione, forse la fascia gli sta pesando.

Mancano dei leader in questa Roma? I leader sono quelli che ti tirano fuori dalle difficoltà. Leader non significa alzare le braccia quando c’è una rissa in campo e farsi vedere nei momenti dove ci sono dei confronti caldi durante la partita come fa spesso Mancini: quello è solo un aspetto dell’essere leader. Noi senza parlare ci guardavamo negli occhi e già sapevamo cosa fare: credo che questa cosa manchi all’attuale Roma.

Liverpool? Salah ci fece male. Anfield è stato l’unico stadio, al netto dell’Olimpico, in cui ho avuto i brividi e mi sono cag*to sotto.

Dybala? Se sta bene fa la differenza: è un giocatore che devi sempre tenere.

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Ranieri: ”Celik ha la febbre. Derby partita a sé, non conta la classifica. Pellegrini? Soffre i tifosi”

Claudio Ranieri, a 2 giorni da Roma-Lazio, ha parlato in conferenza stampa.

Sono tutti a disposizione, a parte Cristante? E cosa rappresenta per lei il derby, in questo momento?

“Sono recuperati tutti, tranne Celik che ha la febbre e vediamo se domani avrà sfebbrato. Il derby per me rappresenta la stracittadina, è una partita clou, che uno sente ancora di più. La classifica parla chiaro, loro hanno fatto un girone d’andata stratosferico, eccezionale, giocano molto bene, in velocità, con pochi tocchi. Sono una squadra temibilissima… Dall’altra parte il derby è il derby e fa sempre storia a sé”.

Il mese di dicembre cosa vi ha detto? E poi: un suo ricordo da tifoso di un derby? Qual è il suo derby?

“Da ragazzo andavo in Curva Sud. Trequarti era romanista, un quarto laziale. Tutti aspettavano Dante, il capotifoso, con lui iniziavano i cori. Ricordo i cori. C’erano gli sfottò, non c’era tutto quello che poi è successo nel corso degli anni. Sul mese di dicembre, ci ha fatto capire che siamo squadra, è un mese che ci ha ricompattato, abbiamo dei difetti e lavoriamo per eliminarli, ancora non siamo al cento per cento sotto questo aspetto, però abbiamo rimesso la nave in navigazione. Dove potrà arrivare, onestamente, è difficile da dire. Si può solo garantire di dare il massimo in ogni frangente, in ogni partita”.

Nel derby di domenica la Roma gioca solo per la sfida cittadina, vale più per i tifosi che per la squadra. Questo fatto la tranquillizza o no?

“E se vale solo per i tifosi, allora vale anche per me. Per cui no, non mi tranquillizza, mi dà l’emozione di sempre. Il derby è il derby. Come dall’altra parte ci tengono e vogliono vincere la gara, così da questa parte ci teniamo e vogliamo vincere la gara. Per voi che scrivete, avete vissuto altro tipo di stracittadine, ma il derby è il derby: si azzera tutto. Si gioca sempre con determinazione e voglia di far bene. L’agitazione non è una buona motivazione. La motivazione è nella consapevolezza della forza dell’avversario, della tua forza e cercare di fare quello che si può per vincere”.

Domenica potrebbero esserci diversi debuttanti nel derby. È un vantaggio o uno svantaggio?

“Credo sempre che il vantaggio sia mettere dei giocatori che stiano bene fisicamente, che facciano reparto e squadra. L’importante è che stiano bene fisicamente, moralmente, che siano in connessione l’uno con l’altro. È quella la mia ricerca”.

Lei ha sempre parole di grande affetto per Pellegrini: le ha avute anche nella recente intervista alla Gazzetta dello Sport. Perché non lo fa giocare? È un motivo tecnico?

“È solo una considerazione psicologica. Tecnicamente, come dico sempre, è uno dei migliori centrocampisti in Europa. Sono pochi i centrocampisti che fanno gol e chi li ha dovrebbe tenerseli stretti. Lui soffre questo fatto dei tifosi. Io devo tener presente se un giocatore se ne fa carico o se gli scivolano via. Lui si carica tutti i problemi, è questo il suo peccato. Dovrebbe giocare con naturalezza, come era abituato a fare. Solo così può tornare il giocatore che è. Si porta dei macigni dietro. Se fa mezzo errore lui, viene caricato di negatività e responsabilità. Se lo fa il beniamino del pubblico, non succede niente. Devo tener presente questo. Il giorno che lo vedrò sereno, lo metterò in campo. Come non ho avuto problemi a metterlo a San Siro, dove stava per fare gol. È quello che dico, lui ha la capacità di entrare in area e fare gol al momento giusto”.

Sta pensando a qualcosa di particolare sulle corsie esterne?
“La squadra di Baroni ha trovato il suo bandolo della matassa. Sono bravi sugli esterni, sono bravi centralmente, giocano in velocità, ripartono ogni volta mille all’ora. Tengo in considerazione tutto. Come sono convinto che Baroni terrà in considerazione le qualità della Roma”.

Analogie con il derby del novembre 2010?

“No, nella gestione del gruppo i derby si caricano da soli. Sono i tifosi che te lo fanno vivere nelle loro manifestazioni. Noi abbiamo aperto il Tre Fontane per dare il buon anno, la gente l’ha sentita come uno stimolo per il derby. Noi lo abbiamo fatto per i nostri tifosi e per le famiglie. Non dovevano darci un di più: in ogni partita ci trasmettono il loro calore. Comunque, sì, loro sono lassù, sono in Champions League, è logico che loro abbiano la consapevolezza di volerci arrivare. Vogliono restare lassù. Forse sono retorico, ma ogni derby è a sé. Non conta la classifica, non conta nulla. Dopo il fischio dell’arbitro, ci saranno diverse partite nella partita”.

Conterà la sua esperienza nel derby?
“Non credo che sia determinante, lui mette il pilota automatico, la Lazio va con il pilota automatico, bisogna riconoscerlo. Sentirà la bellezza del derby da allenatore. C’è una responsabilità diversa da giocatore ad allenatore, ma tutto qua. Lui gioca con il pilota automatico”.

Nelle ultime settimane sembra ci sia un riavvicinamento dei tifosi: per lei è già pace fatta?
“Siamo tutti uniti: proprietà, massaggiatori, magazzinieri, staff medico, per fare bene. Anche i tifosi stanno facendo la loro parte. Abbiamo fatto Pace? La Roma non si discute e si ama e io continuerò ad amarla nel bene e nel male. Ricordo da bambino che il presidente fece la colletta e i tifosi diventarono soci vitalizi. I Friedkin ci hanno messo tanti soldi, sarebbe ora di dargli qualche soddisfazione”.

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Hummels: ”Lazio forte ma se riusciamo a vincere il derby possiamo arrivargli sopra”

Mats Hummels, ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero, che uscirà in maniera completa domani mattina. Il difensore tedesco ha parlato del derby contro la Lazio. Di seguito le sue dichiarazioni.

Cosa ne pensa Hummels del derby di domenica?
“Ho visto diverse partite della Lazio anche per cercare di capire il divario in classifica. Sappiamo che sono forti. Chi mi preoccupa in particolare? Non porrei l’accento sul singolo perché è una squadra che si basa sul collettivo, hanno tanti calciatori che vanno in gol e a essere onesti meritano il vantaggio che hanno. Domenica però vogliamo vincere per iniziare a ridurre il gap. Sono convinto che se ci riusciamo possiamo ancora arrivare sopra a loro”.

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Roma-Lazio: domani alle 13 Ranieri parlerà in conferenza stampa

Manca sempre meno al derby della Capitale numero 161 in Serie A. In vista della partita contro la Lazio, in programma domenica alle 20:45, domani alle 13, Ranieri parlerà in conferenza stampa.

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Allenamenti

Trigoria: Dovbyk torna in gruppo

La Roma prosegue la preparazione del derby della Capitale in programma domenica 5 gennaio alle 20:45. I giallorossi stamane si sono ritrovati a Trigoria per allenarsi: Dovbyk, a differenza di ieri, ha lavorato con i compagni.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Lazio, dal 2000 il vantaggio in classifica si annulla: numeri e precedenti

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Domenica 5 gennaio alle 20:45, Roma e Lazio si affronteranno per il derby numero 161 in Serie A. La distanza in classifica tra le due squadre è siderale: 15 punti a favore dei biancocelesti, mai così tanti negli anni duemila. La stracittadina, però, esce fuori da ogni logica e spesso la formazione nettamente sfavorita ha sovvertito i pronostici. Baroni, malgrado abbia giocato con la maglia della Roma nella stagione 1986-87, non ha mai vissuto l’atmosfera di una partita diversa dalle altre perché la Lazio stava accarezzando l’idea di retrocedere in Serie C.

Ranieri, invece, non è un esordiente e conosce le dinamiche di una gara speciale: Il derby esce fuori da ogni concetto: il derby è il derby. È una gara che si prepara da sola. L’allenatore deve fare l’equilibratore, è una partita che sentono in tantissimi, dobbiamo stare sereni. Sarà una sfida difficile, la Lazio è in un momento splendido: gioca bene, crea tanto, sta dove si merita. Sa essere compatta, ha creato problemi a tutti”.

Derby della Capitale, negli anni 2000 la Lazio ha vinto solo 3 partite quando si è presentata avanti alla Roma in classifica

Campionato di calcio serie A 2021/2022 Roma vs Lazio

Il derby è una partita a sé che non si fa influenzare da classifica e pronostici. Un concetto suffragato dai precedenti tra Roma e Lazio. Dalla stagione 2000-01 a oggi, in Serie A, le due squadre si sono affrontate in 48 occasioni: 21 successi per i giallorossi, 14 pareggi e 13 vittorie per i biancocelesti. La Lazio, esclusa la prossima gara, si è presentata 18 volte alla stracittadina avanti in classifica alla Roma ma i risultati non hanno rispettato le attese: appena 3 trionfi e tante delusioni. I giallorossi, infatti, hanno ottenuto addirittura 8 successi e 7 pareggi con risultati anche roboanti: dal 3-0 con Mourinho in panchina allo 0-2 della stagione 2010-11 in cui la formazione di Reja aveva 10 punti in più della Roma guidata proprio da Ranieri. Insomma anche Sir Claudio non è nuovo a sorprese.

I PRECEDENTI DALLA STAGIONE 2000-01 IN CUI LA LAZIO SI È PRESENTATA AL DERBY AVANTI ALLA ROMA

Lazio-Roma 1-0 (49 a 47)

Roma-Lazio 3-0 (48 a 49)

Roma-Lazio 2-0 (61 a 68)/

Roma-Lazio 1-1 (38 a 46)

Lazio-Roma 1-1 (3 a 1)

Roma-Lazio 3-1 (8 a 12)

Roma-Lazio 2-1 (28 a 31)

Lazio-Roma 0-2 (28 a 29)

Roma-Lazio 1-1 (47 a 50)

Lazio-Roma 3-2 (19 a 17)

Roma-Lazio 1-2 (38 a 45)

Roma-Lazio 2-0 (46 a 51)

Lazio-Roma 0-2 (22 a 12)

Roma-Lazio 1-0 (11 a 22)

Roma-Lazio 1-1 (8 a 13)

Roma-Lazio 0-0 (40 a 41)

Roma-Lazio 1-1 (31 a 41)

Lazio-Roma 2-2 (13 a 12)

Derby di Roma: dalla stagione 2000-01 la squadra sfavorita ha vinto più gare dell’avversario

15.5.2021 Roma vs Lazio (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mkhitaryan Dzeko esultanza (Foto Gino Mancini)

La Roma si presenta al derby contro la Lazio da sfavorita. La classifica non lascia spazio a interpretazioni: i biancocelesti (35), dopo 18 partite, hanno quasi doppiato i giallorossi (20). La stracittadina, però, a differenza delle altre partite, va oltre ogni aspetto razionale e vive solo di emozioni. Dalla stagione 2000-01, infatti, l’equilibrio ha regnato sovrano anche quando tra le due formazioni c’erano almeno 10 punti di distanza: 5 vittorie per la sfavorita, 4 pareggi e altrettanti successi per la squadra avanti in classifica.

Complessivamente, sempre nello stesso arco temporale, i precedenti confermano che il derby di Roma non vive di logica ed è irrazionale. La formazione che si è presentata alla stracittadina con meno punti, in 47 gare di Serie A, ha raccolto 18 vittorie, 13 pareggi e 16 sconfitte. Ai giallorossi è capitato di perdere anche quando si sono presentati con 27 punti di vantaggio.

Roma-Lazio, in programma domenica, ha un solo pronostico logico ma il derby è irragionevole.

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Contraddizione Pellegrini: un 2024 horror ma con 9 gol e 6 assist

Lorenzo Pellegrini sta vivendo il momento più difficile della sua carriera. Il capitano della Roma, non è più riconosciuto tale dai propri tifosi, un fantasma che è scomparso nel periodo in cui sarebbe servita la sua qualità. Il numero 7 giallorosso, in questa stagione, ancora non si è sbloccato in campionato mentre è riuscito a segnare contro il Braga in Europa League. Un’annata da dimenticare: 19 presenze corredate da tanti errori, un gol e 2 assist.

Il futuro di Pellegrini sembra essere sempre più lontano dalla Roma: il suo entourage sta cercando la soluzione migliore per rilanciare la carriera del proprio assistito. Molti calciatori stanno guarendo dopo la cura Ranieri, ma tra questi non c’è il classe 96′: appena 213 minuti giocati su 810 (26%) e solo 2 partite da titolare a fronte di 9 match. Sir Claudio, appena arrivato a Trigoria, si è reso conto del momento negativo che stava e sta vivendo Pellegrini: ”Gli ho detto: ‘Stai correndo come un pazzo e senti il peso di questa situazione. Voglio che tu ti diverta, stacchi la corrente e ti resetti. Vedrai che più avanti tornerai il centrocampista che conosco”’.

Al momento, del capitano giallorosso non vi è neanche l’ombra. La contraddizione di fondo in questo 2024 è che, malgrado tutto, è riuscito a partecipare a 15 gol mediante 9 reti e 6 assist. La maggior parte, però, sono arrivati tra gennaio e marzo della scorsa stagione, poi quasi il nulla cosmico. Nel 2025 Lorenzo Pellegrini molto probabilmente non vestirà più la maglia della Roma, poi chissà le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

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Roma, a dicembre c’è stata la reazione: gennaio dovrà essere il mese delle conferme

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha concluso il proprio 2024 a San Siro: 1-1 contro il Milan. Un anno solare contraddistinto da confusione e instabilità. Il 14 novembre il club giallorosso ha comunicato la fine dell’era Juric che ha scaraventato la squadra a 5 punti dall’ultimo posto: ”L’AS Roma è lieta di annunciare che Claudio Ranieri è il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra. Al termine della stagione assumerà un ruolo dirigenziale senior: sarà consulente della Proprietà per tutte le questioni sportive del club. La ricerca del nuovo allenatore continuerà nei prossimi mesi e Claudio avrà voce in capitolo anche in questa decisione”.

Un raggio di luce in un tunnel. Il tecnico di Testaccio ha cercato di risollevare le sorti sportive della Roma: 4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Ranieri in questo ultimo mese dell’anno ha sollecitato i calciatori: Dicembre ci dirà la Roma chi è e che cosa vuole fare: è il mese della verità”. Qual è stato il messaggio di risposta della squadra?

Dicembre romanista, media punti 1,857: mai così bene in stagione

Ranieri aveva chiesto una reazione alla squadra: Adesso inizia il campionato: dicembre ci dirà chi siamo e dove vogliamo andare. Non ci sono partite facili”. La risposta dei calciatori c’è stata: più luci che ombre ma ancora troppo poco per sperare in una rinascita nel corso della stagione corrente. La Roma, comunque, ha mostrato il miglior volto di sé: 4 vittorie (Lecce 4-1, Braga 3-0, Sampdoria 4-1 e Parma 5-0) un pareggio (Milan 1-1) e 2 sconfitte (Atalanta 0-2, Como 2-0) corredate da 17 gol fatti, 7 subiti e una media punti pari a 1,857.

Un rendimento da migliorare ma da cui ripartire nel 2025, l’anno della ricostruzione giallorossa. La differenza rispetto alle prestazioni di novembre è eloquente: 0 successi, 2 pari (Union SG 1-1 e Tottenham 2-2) e 3 ko (Verona 3-2, Bologna 2-3, Napoli 1-0). Una media punti imbarazzante (0,4) che ha preoccupato fortemente i tifosi che hanno visto avvicinarsi il fantasma della zona retrocessione.

A ottobre le performance della squadra di Juric sono state altamente mediocri con la sconfitta in casa dell’Elfsborg (1-0) e la disfatta di Firenze (5-1) che hanno anticipato quello che sarebbe stato il futuro con il croato sulla panchina: un disastro. Il mese si è chiuso con la vittoria all’Olimpico contro il Torino: 2 successi, un pareggio, 3 sconfitte e una media punti pari a 1,166.

Settembre, iniziato con lo 0-0 in casa della Juventus, sembrava inaugurare una ripartenza con De Rossi, dopo un inizio difficile, invece, con il pareggio di Genova (1-1) ecco lo scossone: fuori DDR e dentro Ivan Juric. Un’illusione durata circa 135 minuti: 3-0 contro l’Udinese e 1-1 con l’Athletic Bilbao. Il 29 settembre è arrivata la vittoria immeritata con il Venezia (2-1) che è stato il preludio di un era buia. Il mese si è chiuso con 2 successi, 3 pareggi e una media pari a 1,8.

Ad Agosto la Roma ha disputato appena 2 gare contro Cagliari (0-0) ed Empoli (1-2): un inizio di stagione traumatico (media 0,5). Insomma i giallorossi a dicembre hanno mostrato la propria miglior versione ma, dati i precedenti, sono rimandati a gennaio per confermare la reazione avuta. La prima partita sarà subito determinante: Roma-Lazio.

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Calciomercato Roma, Marsiglia su Zalewski: la situazione

Nicola Zalewski lascerà la Roma. L’esterno polacco ha il contratto in scadenza a giugno e non lo rinnoverà. Come riportato da Relevo, il Marsiglia ha chiesto informazioni e sta pensando al classe 2002 per rinforzare la propria rosa. Il club giallorosso è alla ricerca di una soluzione per gennaio ma ci sono diverse società interessate a prenderlo gratis a giugno.

Idea Marsiglia per Nicola Zalewski.

L’esterno polacco non rinnoverà con la Roma e le parti sono alla ricerca di una soluzione per gennaio.

Il club francese ha chiesto informazioni.

Diverse squadre interessate per prenderlo gratis a giugno. pic.twitter.com/Xl9maZUTA7— Matteo Moretto (@MatteMoretto) December 31, 2024

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Graziani a RS: ”Pareggio risultato più logico. Derby? Lo guardo con fiducia”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Il pareggio va stretto alla Roma in virtù del secondo tempo dei giallorossi ma durante i primi 20 minuti il Milan poteva anche raddoppiare. La partita è stata bellissima: il pari è il risultato più logico.

Pisilli-Reijnders? Il rigore ci poteva anche stare. Se l’arbitro fosse andato al Var avrebbe concesso il penalty.

Prosegue Graziani.

Ho rivisto una Roma sicura con un po’ più di autostima e tranquillità. Adesso vediamo il prosieguo. La partita contro il Milan era difficile perché doveva vincere a tutti i costi, ecco perché l’ho guardata con particolare attenzione.

Pellegrini? Lorenzo è entrato bene, ha cercato di aiutare la squadra peccato che ha sbagliato l’ultima azione in cui Dybala lo ha messo davanti la porta. Il gol avrebbe significato tanto per lui e per la Roma. Nella carriera di un calciatore ci sono degli episodi decisivi ma purtroppo non ha centrato la porta.

Dovbyk? Partita da 6,5. L’assist a Dybala è qualcosa di bello da vedere. Ci sono dei gesti, al di là della prestazione, che fanno vedere che può diventare un giocatore importante per la Roma. In questo momento Dovbyk è più utile a Dybala piuttosto che il contrario.

Derby?

La Lazio è una squadra tosta ha ritmo, forza fisica, è una bellissima realtà del campionato italiano. Il derby va contro ogni pronostico. La Roma arriva comunque bene alla stracittadina soprattutto sul piano fisico e psicologico: deve avere rispetto e porre delle contromisure ma in panchina c’è un maestro come Ranieri. Sarà una bella partita la guardo con fiducia.

Graziani di Dybala.

Su Dybala va costruito qualcosa intorno, c’è bisogno di un vestito adatto a lui. Ranieri ha detto che ci sono dei punti fermi in questa squadra poi andrà migliorata: non voglio pensare a una Roma senza Paulo da gennaio in avanti. Stiamo vedendo qualcosa di positivo anche sul piano atletico: fisicamente sta bene e questo è un valore aggiunto.

Graziani conclude.

Adesso la Roma è padrona di se stessa mentre prima era una barca in mezzo al mare senza motore. Ora c’è un motore, ancora non rodato al meglio, ma piano piano si sta arrivando verso il porto. La squadra va migliorata, bisogna capire cosa accadrà durante il mercato di gennaio: ci sarà o no la rivoluzione? Il derby sarà la partita spartiacque della stagione.