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Interviste

Di Francesco: “Roma, sbagliai ad accettare il mercato del secondo anno”

Eusebio Di Francesco è tornato a parlare. L’ex tecnico giallorosso ha rilasciato un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport:

Dalle semifinale di Champions allo stop. Il calcio è senza memoria?
Sì, ma fa parte del gioco. Comunque quando, come nel mio caso, un allenatore non fa bene per poco di trenta partite – fra Samp, Cagliari e Verona – è anche perché non ha avuto modo di fare continuità a un lavoro. Comunque non sfuggo alle mie responsabilità. Tra l’altro, è stato detto che ero legato al denaro, invece le dico che alla Samp – dove volevo andare via già alla seconda giornata perché non ero d’accordo con le scelte – si è parlato di esonero, mentre ho rescisso, lasciando quasi due anni. Stessa cosa ho fatto a Cagliari, perché i progetti non era stati rispettati: ho fatto togliere una clausola rescissoria da 3 milioni. A me piace allenare con le persone giuste.

Torniamo alla sua Roma dimenticata: stupito?
Diciamo che c’è un po’ di rammarico. Non ho rancore, ma solo voglia di rimettermi in gioco. In fondo ho anche portato il Sassuolo in Europa League. Tornando alla Champions coi giallorossi, la remuntada col Barcellona nacque in una settimana, non da un percorso. La mentalità europea è quella che mi piace.

Si è detto che lei è stato troppo aziendalista, accettando di farsi smantellare la squadra.
Io sono abituato a lavorare con quello che ho, anche se a volte si può sbagliare. Non ero d’accordo con quel mercato. Però sono stato io a lanciare Zaniolo, quando dei club non lo volevano neppure in prestito. Invece lo feci esordire col Real Madrid per fargli capire che credevo in lui. Un po’ come ho fatto con Berardi.

Che lei voleva alla Roma.
Le racconto un retroscena. Dopo il no di Malcolm. volevamo prenderlo, ma lui ci disse: “Non voglio essere una seconda scelta”. Oltre a essere un ragazzo straordinario, Domenico dimostrò di avere anche le palle.

Ma è vero che per lei la gestione Monchi è stata un disastro?
Sono generalizzazioni. Certo, il secondo anno il rapporto è cambiato. Si era logorato qualcosa e io mi sono fatto un po’ da parte, invece dovevo andare a sbattere con le mie idee.

Le piace la gestione Friedkin?
Molto. Ho gioito per la Conference e mi è piaciuto il mercato. È stato fatto con criterio. La Roma è costruita bene come identità tattica. Per me può togliersi soddisfazioni. Con l’Atalanta non meritava di perdere. La cosa più bella è l’entusiasmo che si è ricreato. L’Olimpico pieno spinge tanti. Anche nell’errore c’è un applauso in più. Prima se si perdeva era una tragedia, ora se ne parla con positività, che fa bene alla squadra. Ma prima c’era del malumore verso i vertici del club, per il poco legame che si era creato.

Se potesse tornare indietro cosa non rifarebbe?
Dopo la semifinale di Champions con la Roma, non avrei dovuto accettare il mercato successivo. All’interno l’ho detto, ma il mio carattere mi ha portato a non dirlo pubblicamente. In questo Mourinho è un grande. Ma mi creda, proverò a migliorare anche in questo.

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Infermeria

Karsdorp, operazione perfettamente riuscita: stop di 5-6 settimane

Rick Karsdorp è stato sottoposto questa mattina ad intervento chirurgico per la rottura del menisco esterno del ginocchio. L’operazione è perfettamente riuscita e ora inizia la fase di recupero per il ragazzo che ha raggiunto la clinica di fiducia della proprietà giallorossa in Svizzera – la Klinik Gut diretta dal Dott. Georg Ahlbäumer – questa mattina a bordo di un volo privato dei Friedkin. 5-6 settimane di stop.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 12 i nazionali impegnati in giro per il Mondo: attesa su Dybala e Pellegrini. Gli ultimi a rientrare saranno i sudamericani

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Prima sosta delle nazionali di questa nuova stagione a due mesi esatti dall’inizio del Mondiale. Rispetto alle attese, il numero di giocatori della Roma che partiranno per i rispettivi ritiri non è straordinario.

Per quanto concerne i sudamericani, Vina è stato chiamato dall’Uruguay nonostante l’esiguo spazio riservatogli da Mou: il terzino è partito questa mattina da Fiumicino insieme a Vecino.

Viaggio oltreoceano anche per Ibanez, che è stato convocato per la prima volta dal Brasile e si gioca una grande chance di partecipare all’ormai prossima spedizione Mondiale.

Dybala come noto, al pari di Pellegrini, ha risposto alla chiamata della Nazionale Argentina, nonostante il problema muscolare accusato ieri. Concludono la lista Celik, che è volato in Turchia, Zalewski in Polonia, Abraham a Londra e Rui Patricio è stato chiamato dal Portogallo. Bove parteciperà al raduno dell’Under 21 e Volpato con l’Under 20.

Restano a Roma Camara e Belotti, che come detto da Mourinho hanno bisogno di lavorare molto sul piano fisico per raggiungere il top della condizione. Non partiranno a sorpresa neanche Spinazzola, Zaniolo e Mancini, mentre Kumbulla infortunato non potrà aggregarsi all’Albania. Sono dunque 12 complessivamente i calciatori che rientreranno tra l’inizio e la metà della prossima settimana. Gli ultimi in ordine di tempo a sbarcare nella capitale saranno i sudamericani, impegnati nella notte tra martedì e mercoledì prossimo, quando all’orizzonte ci sarà il big match di San Siro in programma sabato 1 ottobre.

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APPROFONDIMENTI

Roma, Ibanez e Smalling nella Top 5 dei calciatori che hanno vinto più duelli in A

Una doppia grande prestazione ieri, al netto di una gara purtroppo chiusa senza punti in cascina e una miriade di occasioni da gol. Smalling e Ibanez però, al netto di un paio di errori commessi nel corso di questo scorcio iniziale di stagione, hanno dato grande continuità di prestazione, soprattutto in fase difensiva. Una particolare statistica emersa sul sito specializzato Kickest, chiarisce il valore assoluto delle prove dell’inglese e del centrale brasiliano, appena convocato in Nazionale.

Smalling e Ibanez infatti risultano nella Top 5 dei calciatori che in A hanno vinto finora più duelli – tenendo conto dribbling, contrasti e duelli aerei – con l’inglese al 71%, il brasiliano al 71,4%. In testa forse il miglior centrocampista per rendimento del campionato, Stanislav Lobotka, con il 77.2% poi Baschirotto del Lecce al secondo posto. Quinto Ismajli dell’Empoli.

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Rassegna stampa

Roma-Atalanta 0-1, le pagelle dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 7, Ibanez 6,5; Celik 5,5, Cristante 5,5, Matic 5,5, Spinazzola 6; Pellegrini 6, Zaniolo 6,5; Abraham 5. Subentrati: Belotti 6, Shomurodov 5,5, Zalewski sv. Allenatore: Mourinho 5,5.

CORRIERE DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez 6,5; Celik 6, Cristante 5,5, Matic 6, Spinazzola 5,5; Pellegrini 6, Zaniolo 6; Abraham 5. Subentrati: Belotti 6, Shomurodov 5,5, Zalewski sv. Allenatore: Mourinho 6.

LA REPUBBLICA

Rui Patricio 6; Mancini 5,5, Smalling 7, Ibanez 7; Celik 6, Cristante 5,5, Matic 5, Spinazzola 6; Pellegrini 5,5, Zaniolo 6,5; Abraham 5. Subentrati: Belotti 6, Shomurodov 5,5, Zalewski 6. Allenatore: Mourinho 5.

CORRIERE DELLA SERA

Rui Patricio sv; Mancini 6, Smalling 7, Ibanez 6; Celik 6, Cristante 5, Matic 6, Spinazzola 6; Pellegrini 5,5, Zaniolo 6,5; Abraham 4,5. Subentrati: Belotti 6, Shomurodov 4,5, Zalewski sv. Allenatore: Mourinho 7.

IL MESSAGGERO

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 6,5, Ibanez 6; Celik 6, Cristante 5,5, Matic 5,5, Spinazzola 5,5; Pellegrini 5,5, Zaniolo 6; Abraham 4,5. Subentrati: Belotti 6, Shomurodov 5, Zalewski sv. Allenatore: Mourinho 5.

IL TEMPO

Rui Patricio sv; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez 7; Celik 5,5, Cristante 5,5, Matic 5,5 Spinazzola 5,5; Pellegrini 6, Zaniolo 6,5; Abraham 5. Subentrati: Belotti 6, Shomurodov 5,5, Zalewski sv. Allenatore: Mourinho 6.

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Rassegna stampa

Preparazione, campi e calendario: Roma, è allarme infortuni

Ora iniziano ad essere troppi. Perché ok gli infortuni traumatici, tra cui Darboe (lesione al legamento crociato destro), Wijnaldum (frattura alla tibia destra dopo un contrasto con Felix), Zaniolo (lussazione alla spalla sinistra dopo un corpo a corpo finito male con Lochoshvili) e Karsdorp (prima ko per una borsite al semimembranoso all’intersezione con la zampa d’oca e poi costretto a operarsi per una lesione al menisco interno).

Come scrive Il Messaggero, quello che era stato un fiore all’occhiello nella passata stagione (riduzione drastica degli infortuni muscolari rispetto alla gestione di Fonseca) ora rischia di tornare appassito. Perché in 7 gare di campionato, racimolare ben 5 infortunati per problemi legati ai muscoli deve suonare inevitabilmente come un importante campanello d’allarme. Prima Kumbulla (lesione al bicipite femorale della coscia sinistra) ed El Shaarawy (lesione al muscolo psoas della coscia sinistra), ko entrambi dopo il match con il Monza (1 settembre) e disponibili soltanto dopo la sosta.

Poi è toccato a Zalewski: un ‘semplice’ affaticamento muscolare che ha costretto Nicola a saltare Empoli Helsinki e a tornare per l’ultimo spezzone di gara contro l’Atalanta con appena un paio di allenamenti nelle gambe.

E ieri è stato il turno di Dybala Pellegrini. La Joya si è dovuto fermare prima dell’inizio del match, lamentando un problema al flessore della coscia sinistra) mentre Lorenzo ha voluto comunque concludere la partita. Ma che ci fosse qualcosa che non andava si è capito nella ripresa quando per un paio di volte poteva tirare e non ha caricato la gamba, come se avesse paura di farsi male.

C’è qualcosa, probabilmente in una preparazione estiva diversa per il mondiale in Qatar, rispetto a quella dello scorso anno – visto che l’attuale campionato somiglierà ai tornei argentini che prevedevano fino a poco tempo fa un torneo di apertura e un altro di clausura – che va rivisto. Disputare poi così tante partite in pochi giorni non aiuta (la Roma 4 in 10). Per questo Mou, forse deve provare a ricorrere di più alla rosa. I giallorossi sono la squadra che ha utilizzato sinora meno elementi (15) in serie A.

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Amaro Mou: “Ormai è rigore solo se ti tuffi”

È andata male perché abbiamo perso una partita che si poteva vincere facilmente per come abbiamo giocato“. L’analisi – scrive La Repubblica – piena di rammarico a caldo di José Mourinho descrive bene il copione del film visto all’Olimpico, che a fine gara ha ricoperto di applausi scroscianti una Roma stremata dalla fatica e dalla sfortuna.

Chi è sceso in campo ha giocato in maniera sufficiente a vincere facile. Purtroppo non abbiamo segnato e per questo abbiamo perso. Non mi piacciono gli zero punti, ma mi piacciono il gioco e lo spirito” prosegue lo Special One.

Anche senza Dybala (fermatosi nel riscaldamento), i giallorossi sono comunque riusciti a totalizzare 21 tiri verso la porta dell’Atalanta. Quello che poi ha fatto la differenza è stato l’unico che l’Atalanta è riuscita a piazzare nella porta di Rui Patricio. Mourinho svela poi come il piano gara, preparato in settimana, fosse completamente diverso: “L’abbiamo studiata come tutte le altre, loro hanno alle spalle sette anni passati a lavorare insieme a Gasperini. Si sono abbassati, hanno avuto rispetto per noi invece di pressare alti. Ieri abbiamo lavorato tantissimo con Dybala in campo, oggi abbiamo giocato con Matic. Lui ha giocato 90 minuti giovedì, il piano era di farlo entrare magari sull’1-0 per noi. Però abbiamo extra-dominato ed extra-creato, per questo esco senza feeling negativo per i miei giocatori”.

Non sono mancati i momenti di tensione con l’arbitro Chiffi, che ha espulso Mourinho dopo non aver concesso un rigore, parso alla panchina giallorossa abbastanza solare: “Sono andato da Chiffi per chiedergli perché non avesse dato rigore su Zaniolo nel primo tempo. Io voglio essere il migliore allenatore possibile, dico ai giocatori di non buttarsi se pensano di poter continuare ad attaccare o segnare. A Chiffi ho chiesto ‘è impossibile dare rigore se il giocatore non si butta per terra?. Se sì, cambio indicazioni ai giocatori e gli dico che si devono buttare per terra’. Non mi ha risposto“.

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Rassegna stampa

Dybala e Pellegrini, ansia per gli infortuni muscolari

La sconfitta contro l’Atalanta non è stata l’unica brutta notizia per José Mourinho, che ne ha ricevute altre due. Come scrive Il Corriere della Sera, una prima e una durante la partita: la è arrivata durante il riscaldamento, perché a pochi minuti dal fischio d’inizio si è fermato anche Dybala.

L’argentino ha accusato un affaticamento al flessore della gamba sinistra, e per precauzione lo staff medico della Roma ha deciso di non rischiarlo e di mandarlo in tribuna. Già oggi l’attaccante dovrebbe sottoporsi ad esami strumentali per capire l’entità dell’infortunio. In ballo c’è partenza con la nazionale argentina: il c.t. Lionel Scaloni, infatti, lo ha inserito nella lista dei convocati per le amichevoli contro Honduras e Giamaica, ma Mourinho a fine partita ha detto che la Joya non raggiungerà la Seleccion.

Non partirà nemmeno Pellegrini. “Ha sentito tirare al flessore – la spiegazione di Mou – sull’1-0 non è voluto uscire, ha voluto andare fino alla fine come capitano, come uno che voleva aiutare e questo è un problema per noi. Vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperare Lorenzo e Paulo“. Anche Pellegrini si sottoporrà agli esami di rito.

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Mourinho: “Chiffi non mi ha risposto sul rigore di Zaniolo. Abbiamo dominato, manca solo il gol”

Al termine di Roma-Atalanta, ha parlato José Mourinho

José Mourinho in conferenza stampa

Partita nata male con l’infortunio di Dybala, cosa è successo?
“È andata male perché abbiamo perso una partita che potevamo vincere facile per come abbiamo giocato. L’infortunio di Dybala è muscolare, è dura per lui e per la squadra, è successo mezz’ora prima della partita. Se possiamo immaginare questo dominio nell’ultimo terzo, con tante palle gol create, si può fare un po’ di speculazione, se Paulo avesse giocato sarebbe stato diverso. Si può dire, ma questa non è stata la partita perché Paulo non ha giocato. Chi ha giocato ha fatto abbastanza per vincere facile. Purtroppo non abbiamo segnato e per questo abbiamo perso. Non ci piace aver preso 0 punti, ma ci piace il gioco, lo spirito. Abbiamo un problema con Lorenzo che ha sentito tirare al flessore, sull’1-0 non è voluto uscire, ha voluto andare fino alla fine come capitano, come uno che voleva aiutare e questo è un problema per noi. Vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperare Lorenzo e Paulo”.

L’espulsione?
“Con Hateboer non è successo niente”.

Al di là della partita in sé, vede Abraham con la stessa testa dello scorso anno?
“Tammy è un ragazzo straordinario, che vuole fare bene, che soffre quando non fa bene, che vive un momento fra il piccolo infortunio, partite che non sono uscite bene, sicuramente vive un momento poco felice. Gli attaccanti sono un po’ così. Ma zero critiche, continua a essere lo stesso bravo ragazzo e professionista, non è qui in vacanza ma per imparare e migliorare. Arriverà, ci sono tanti giocatori che stanno attraversando un momento individuale buonissimo, lui non è a questo livello”.

Negli ultimi anni l’Atalanta è stata sempre protagonista, oggi si è difesa tutto il tempo. Cosa ha studiato dei nerazzurri?
“Li abbiamo studiati come tutti gli avversari, hanno 5-6-7 anni insieme a Gasperini, ha cambiato un po’, si è abbassata, ha avuto rispetto per noi, hanno giocato basso anziché pressare alto. Abbiamo lavorato tantissimo con Paulo ieri, oggi abbiamo dovuto giocare con Nemanja dall’inizio, aveva giocato 90 minuti contro l’Helsinki, era programmato che potesse entrare in una situazione di vantaggio per noi. Questo ha cambiato il compito di determinati giocatori. Abbiamo stradominato, stracreato e per questa ragione esco senza un feeling negativo coi miei giocatori. Non abbiamo messo la palla dentro la porta e abbiamo avuto tante possibilità per farlo. Abbiamo giocato qui con Monza e Cremonese, questa è stata la partita più facile, in cui abbiamo dominato. È stato tutto facile per i difensori, abbiamo creato tante palle gol ma il calcio può essere così”.

Qual è il suo giudizio sui tre episodi di Zaniolo?
“Sono andato dall’arbitro per chiedergli perché non ha dato rigore nel primo tempo. Gli ho detto che voglio essere il migliore allenatore possibile, dicendo ai miei di non buttarsi se possono continuare l’azione, gli ho chiesto se sia impossibile dare un rigore se il giocatore non si butta per terra. Se mi risponde di sì, io cambio il mio allenamento coi miei giocatori e dico loro di buttarsi. Non mi ha risposto. Volevo una risposta obiettiva e il suo osservatore mi ha risposto educatamente che dipende dai criteri, ehm, non mi ha risposto”.

Ora c’è la sosta che può essere importante per capire bene che macchina ha in mano o ha già le idee chiare?
“È una sosta in cui tanti giocatori vanno in nazionale, Paulo e Pellegrini sono infortunati. Possiamo recuperare El Shaarawy e Kumbulla che sono già fuori, lo vedremo. Sono due settimane in cui gente come Belotti, Camara hanno bisogno di lavorare per migliorare il livello fisico. Al di là di questo, niente, un po’ di giorni liberi, non c’è molto da fare. Preferirei Lorenzo e Paulo in nazionale, avrebbe significato che non avrebbero lavorato con noi ma sarebbero stati pronti per la prossima. L’infortunio è meno positivo”.

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SOCIAL ROMA

Abraham si scusa sui social: “Tornerò più forte”

“Mi scuso con tutti per il risultato, tornerò migliore e più forte”. Così Tammy Abraham su Instagram al termine del match perso contro l’Atalanta. L’inglese al triplice fischio di Chiffi, si è diretto verso la Curva battendosi la mano sul petto e chiedendo scusa al pubblico per i clamorosi errori sotto porta commessi.