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Rassegna stampa

Belotti freme, ma il gm Pinto deve cedere

Non sono certo passate inosservate le dichiarazioni concesse da Josè Mourinho su Andrea Belotti in conferenza stampa. Il mister strizza l’occhio all’ex attaccante del Torino e Tiago Pinto lavora per portare il centravanti a Trigoria. A frenare l’arrivo del Gallo, però, ci sono trattative in uscita che non si concretizzano. Per quanto riguarda Felix, il gm giallorosso vuole cederlo solo a titolo definitivo e pretenderebbe circa 10 milioni di euro, a fronte di un’offerta di 3 più 2 di bonus avanzata dalla Cremonese.

Come scrive il Messaggero, più complessa la questione Shomurodov: per non realizzare una minusvalenza serve cederlo per almeno 11 milioni di euro, ma Pinto chiede 14. Il Bologna chiede lo sconto: sarebbe disposto ad accettare un prestito con obbligo, ma solo se si scendesse su un’operazione da 10 milioni.

Resta in secondo piano, al momento, l’acquisto di un altro centrale: tra i nomi proposti ci sono quelli di Zagadou, Kiwior, Chalobah e Maksimovic. Il sogno è Diallo, in uscita dal Paris Saint Germain.

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Interviste

Mourinho: “Cremonese da non sottovalutare. Belotti? Se vuole fortemente la Roma sono felice. Zaniolo? Vorrei restasse qui”

Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Roma-Cremonese. Queste le parole del tecnico lusitano:

Come arrivano a questa partita Wijnaldum e Matic? Che effetto le fa sapere che domani sarà la nona partita con il sold out di fila mettendo insieme la scorsa stagione e questo inizio?
“Partiamo dalla seconda: è incredibile. Per quello dicevo nella conferenza stampa precedente che questa per noi è una vittoria incredibile. Ovviamente la base di tutto è la passione dei tifosi per il club, ma noi sentiamo l’orgoglio di avere qualche responsabilità nella creazione di questa empatia. È fantastico per tutti noi e anche per il calcio italiano in generale. Anche all’estero la gente guarda la Roma all’Olimpico, io ho molti contatti e questo crea un’impressione fantastica a tutti: quello che fanno i nostri tifosi è fantastico. È una motivazione per noi e anche per i nostri avversari. Non vedo la Cremonese come una squadra che l’anno scorso stava in Serie B, non gioca così: ha un’organizzazione molto definita, complimenti ad Alvini, sa come vuole giocare e condizionare il gioco dell’avversario. Ha fatto investimenti importanti inserendo giocatori di qualità, davanti ha due calciatori di potenziale elevato. È facile scrivere o dire che sarà una partita per noi con i tre punti in tasca, noi possiamo leggerlo ma non sentirlo, rifiuto questo al 100%: sarà una partita difficile. Sono d’accordo quando si dice che l’anno scorso abbiamo perso troppi punti in casa e pareggiato troppo in partite che di solito puoi e devi vincere. Matic e Wijnaldum stanno bene, il primo molto bene e il secondo sta bene. A partire da ora abbiamo partite ogni 3-4 giorni, è un bel regalo giocare col Monza solo due giorni dopo la partita con la Juventus… Sono finire le settimane di lavoro tipo, ma questa è stata una settimana completa di lavoro ed è importante per Gini che è arrivato più tardi. Matic è arrivato come tutti e ha fatto un bel precampionato. Abbiamo tutti a disposizione. Zalewski è stato male e non si è allenato per due giorni, ma ieri sì ed è in perfette condizioni. Anche El Shaarawy ha avuto una piccola cosa ed è perfetto ora. Siamo tutti a posto, tranne Darboe e la sua è una storia triste. Vogliamo giocare bene, vincere e che la gente vada a casa felice”.

A Salerno ha sostituito come primi cambi due attaccanti con due centrocampisti, spiegando il perché. L’eventuale arrivo di Belotti può servire a colmare almeno in parte il gap con il vertice di cui ha parlato?
“A Salerno l’obiettivo non era far capire al direttore o alla società che mi piacerebbe avere un altro attaccante, ma l’obiettivo era vincere la partita. In quel momento quando in panchina non hai un giocatore dello stesso livello degli attaccanti che hai in campo, ed è ovvio e nessuno si può aspettare che Felix e Shomurodov siano dello stesso livello di Abraham, Dybala o Zaniolo, quando non hai questo privilegio cerchi di giocare con la forza che hai in panchina. E in quel momento la forza era la qualità e l’esperienza di Matic e Wijnaldum, che sono entrati in campo e hanno controllato la partita. Ovviamente sarebbe molto più bello chiudere la partita segnando 2-3 gol, ma abbiamo chiuso la gara in un altro modo, con la grande capacità di questi due giocatori. Se mi chiedi se mi piacerebbe avere un altro attaccante in rosa non rispondo perché il direttore Tiago Pinto lo sa e devo semplicemente aspettare con la speranza che si possa fare. Se non si può fare, andiamo avanti con quello che abbiamo. Se Belotti è un giocatore del Torino o di un’altra squadra non rispondo, ma dato che è svincolato posso dire qualcosa: se è vero che vuole tanto venire alla Roma, mi piace tanto questo feeling. Se viene o non viene non posso dirlo perché non lo so. Aspettiamo e vediamo”.

Lei sta lavorando molto con Pellegrini basso, è una soluzione che sente come un progetto di lavoro?
“L’anno scorso ho detto che mi piacerebbe avere tre Lorenzo. L’ho detto in un momento in cui stava crescendo come giocatore. Ha ancora un’età per crescere, ma in questo momento quel giocatore di grande potenziale di 6-7 mesi fa oggi è diventato veramente un grande giocatore a tal punto che può giocare non solo in tre posizioni, ma ancora di più. Ha grande maturità calcistica: può giocare a centrocampo, nella posizione di Dybala, in quella di Zaniolo, può giocare ovunque. Ha grande qualità ed oggi di grande maturità. Per noi vale tanto. Quando guardi la squadra e la posizione di Dybala e Zaniolo non abbiamo tanto altro lì: sono loro, El Shaarawy e Lorenzo. Per questa ragione non posso dire che giocherà tutte le partite nei due a centrocampo, perché ci sono tante partite e dico che Lorenzo giocherà ovunque. La cosa importante è che può farlo e non sono io a forzarlo, lui è a suo agio a giocare in tutte le posizioni, è un plus molto importante per noi”.

È stato più difficile vincere un trofeo a Roma dopo 14 anni o vincere una seconda volta?
“Onestamente non lo so. La competizione che abbiamo vinto è una competizione europea e alla fine non è molto diversa da quella che giocheremo in questa stagione. È un po’ diversa nella fase a gironi perché ci saranno squadre più equilibrate. Dopo nella fase ad eliminazione diretta, sperando di arrivarci, sarà diversa perché troveremo superpotenze economiche come Manchester United ed Arsenal ed anche qualcuna che scenderà dalla Champions. Ma non è una competizione molto diversa. Se abbiamo avuto la capacità, la voglia e la forza mentale di vincerla l’anno scorso, dobbiamo mettere tutto sull’Europa League e vediamo se possiamo arrivare lì. Le competizioni italiane sono difficili da vincere: oggi, prima della fine del mercato, siamo una squadra con più potenziale dello scorso anno, ma il problema è che tutte le altre hanno fatto lo stesso. Non è che la Roma sia migliorata e le altre siano peggiorate, per il bene del calcio italiano tutte sono migliorate. Per noi, che non vogliamo finire sesti ma quinti o quarti e vogliamo migliorare la nostra posizione, non sono buone notizie, perché tutte le altre squadre hanno fatto buoni investimenti e hanno più qualità di prima. Quindi è complicato dire di poter vincere, vediamo se possiamo farlo”.

Che importanza ha Cristante per lei in questo gruppo dentro e fuori dal campo? Questa squadra ha la necessità di avere sempre in campo uno tra Matic e Cristante per gli equilibri di squadra?
“Cristante è importante a tutti i livelli, come giocatore e persona, per la stabilità che dà in campo e fuori dal campo. È innegabile che sia un giocatore molto importante per me. Si può avere stabilità senza Matic e Cristante? Dipende dalla crescita della squadra e dalla crescita di giocatori di un altro profilo. Sicuramente il Pellegrini di 2-3 anni non poteva dare stabilità giocando in quella posizione lì, ora può farlo e anche Wijnaldum. Vedo perfettamente una squadra giocare con Gini e Pellegrini senza Matic e Cristante, non ci sono problemi. Il problema è se la squadra sia capace di essere compatta difensivamente. Giocare teoricamente con più o meno giocatori offensivi è una questione di empatia di squadra, di organizzazione e di equilibrio tattico. Oggi vedo la squadra con giocatori di maturità e che ti dà l’opportunità di poter giocare senza teoricamente giocatori più difensivi o posizionali”.

Quanto è importante la permanenza di Zaniolo? L’ho visto alleggerito, è cambiato qualcosa dal punto di vista degli allenamenti?
“Sta molto bene, sono d’accordo con te. Fisicamente sembra agile e fresco, per un giocatore come lui non è facile resistere 90′ con quella intensità di gioco. Per me è merito suo e solo dopo lui arriviamo noi come staff con l’allenamento, la motivazione e l’allenamento specifico. Se rimane qua? È una domanda per il direttore e non per me. Se mi chiedi se mi piacerebbe che rimanga, non lo nascondo e dico di sì. È importante per noi, nel puzzle che abbiamo costruito è molto più importante per noi di prima”.

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Calciomercato

Riccardi-Roma addio: lunedì rescissione e firma con il Latina

Alessio Riccardi finalmente ha deciso di provare a rilanciare la sua carriera da calciatore. Fermo da oltre un anno a Trigoria, l’ex stella del settore giovanile giallorosso, ha deciso di rescindere il suo contratto con la Roma e firmare un triennale con il Latina. Ripartirà dunque dalla Serie C.

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Rassegna stampa

Panchina d’oro: tante soluzioni e rosa più ricca per Mourinho

Lo scorso anno José Mourinho ripeteva, una volta si e l’altra pure, che quando si girava in panchina ve deva tanti ragazzini bravi, ma non adatti a quello di cui lui aveva bisogno in quel momento.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la Roma è quindi corsa al ripari: prima, a gennaio, con gli esperti Maitland-Niles (che però non è andato bene) e Oliveira (che invece è andato molto meglio), poi, adesso, con una vera e propria rivoluzione. Perché è dal secondo Spalletti (2017) che a Trigoria non si avevano tante alternative all’altezza. Quella squadra fece il record di punti in campionato, ma non riuscì a giocare neppure una finale, questa ha già portato a casa un trofeo e ora ha una rosa alla pari delle big del campionato.

In porta c’è Rui Patricio, il numero uno esperto che lo scorso anno ha tolto più di qualche volta le castagne dal fuoco, E poi c’è il giovane Svilar, che la Roma ha preso a parametro zero e che ha tanta voglia e ambizione. Sulle fasce l’abbondanza è davvero tanta: a destra con Karsdorp c’è Celik (costato 7 milioni), a sinistra Zalewski. Il titolare, in teoria, è Spinazzola, ma sono di scorsi validi solo sulla carta. In mezzo è complicato stabilire ora titolari e alternative: Matic e Wijnaldum sono stati presi per la loro esperienza, Pellegrini arretrerà spesso per far giocare insieme Abraham, Dybala e Zaniolo, Cristante avrà molte occasioni perché Mou di lui si fida a occhi chiusi.

Aspettando Belotti, in panchina c’è un giocatore come El Shaarawy, che vale almeno 8 milioni e che, come si è visto contro lo Shakhtar, ha la capacità di in cidere in corsa, e potrebbe esserci, a volte, anche uno come Zaniolo.

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Rassegna stampa

Dybala-Abraham, ora tocca a voi: la coppia gol deve sbloccarsi per accendere l’Olimpico

Vanno a caccia entrambi del loro primo gol stagionale, ma cercano soprattutto un’emozione profonda ed intensa. Che porti ad una vittoria, ovviamente, quella che proverà a portare a casa domani la Roma contro la neopromossa Cremonese e Mou si affiderà soprattutto alla sua coppia d’oro, Dybala-Abraham. I due si piacciono anche fuori dal campo, che si sono trovati e che hanno un feeling particolare. Domani per Paulo sarà la prima volta all’Olimpico, per Tammy il ritorno dopo oltre tre mesi dall’ultima partita, quel Roma-Venezia 1-1 che ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Ed allora un motivo in più per rompere il digiuno, magari fare gol e marchiare a fuoco un’altra vittoria per la Roma, dopo quella arrivata nella prima di campionato, in casa della Salernitana. Lì Abraham non ha brillato, Paulo invece ha avuto colpi importanti, ma è stato sfortunato sul palo colpito nel primo tempo (proprio dove dopo lo stesso Abraham non è riuscito a ribadire in gol, facendosi murare il tiro da Mazzocchi).

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Paulo Dybala, del resto, è rimasto sorpreso dalla presentazione della Roma, il 7 agosto, contro lo Shakhtar, con quella smorfia diventata virale quando ha sentito cantare “Roma, Roma, Roma”da tutto lo stadio. Adesso Paulo sogna un gol subito, già domani, per sentire dal vivo il boato dell’Olimpico dopo una rete. Per Abraham, invece, si tratta soprattutto di ripartire senza pensare a quei 27 gol della scorsa stagione. Il centravanti inglese finora non ha ancora segnato in questa stagione (ha giocato in 7 delle 8 amichevoli ed a Salerno, domenica scorsa), sbagliando anche un calcio di rigore contro il Portimonense, in Portogallo. Gioca un calcio diverso rispetto a quello dello scorso anno, più spalle alla porta e meno propenso ad attaccare gli spazi. Mou vuole inoltre un’altra punta, Andrea Belotti per avere dei gol di riserva e per stimolare Tammy a migliorare.

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Tifosi

I tifosi si dividono tra inno e cori anti Liverpool

Roma-Cremonese sarà interessante anche per capire l’evoluzione di una polemica “interna” nata, negli ultimi giorni. Motivo del contendere? L’inno della Roma. Come scrive la Repubblica, per gli abbonati di curva la canzone di Venditti non va “storpiata” con la ripetizione delle parole “bella” e “mia”, al termine dei versi che contengono i due aggettivi. Ma non solo l’inno: l’altro tema che divide è il coro dedicato a Gini Wijnaldum, un passato con la maglia degli acerrimi nemici (sportivi) del Liverpool: “Si canta “Odio Liverpool” e poi si riprende un coro loro?”. Questo il pensiero dei gruppi organizzati, esposto sui social dall’avvocato Lorenzo Contucci, figura di riferimento del tifo romanista.

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Calciomercato

Felix, oggi nuovo contatto Roma-Cremonese e Belotti spera nella fumata bianca

Per poter contare su Belotti come cambio offensivo bisogna attendere che si incastri ancora qualche tassello. Come scrive il Tempo, proprio la Cremonese punta a tornare in Lombardia con l’accordo chiuso per Felix: oggi è previsto un nuovo contatto tra Pinto e il collega Giacchetta, si sta limando l’intesa a metà strada fra i 7 milioni proposti dalla Cremonese e i 10 richiesti dalla Roma.

Con la cessione a titolo definitivo di Felix arriverà il via libera della proprietà per tesserare Belotti e accontentare un Mourinho voglioso di completare la rosa, alzando ancor di più l’asticella. Detto che Shomurodov a questo punto potrebbe andare in prestito al Bologna, si lavora per vendere Kluivert a titolo definitivo al Fulham, mentre entro lunedì è attesa la risoluzione del contratto di Riccardi, destinato dal Latina.

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Rassegna stampa

Roma-Cremonese, Mou ordina il ritiro dopo l’allenamento di oggi

Una decisione per tenere tutti sul petto. La Roma riabbraccerà ufficialmente all’Olimpico – dopo la presentazione con lo Shakhtar – i 65 mila tifosi che hanno deciso per la sesta volta consecutiva di riempire lo stadio portandolo al sold-out.

Lo stesso accadrà martedì 30, quando arriverà il Monza. La spinta impressionante e ininterrotta del popolo romanista va sfruttata per vincere più partite rispetto allo scorso anno, quando la squadra di Mourinho ha lasciato qualche punto di troppo ai rivali passati per l’Olimpico. Otto quelli buttati nei pareggi contro Sampdoria, Genoa, Bologna e Venezia, per non parlare dei tre regalati alla Juventus dopo il doppio vantaggio costruito.

Come scrive il Tempo, i 36 punti conquistati nelle 19 gare casalinghe della passata stagione sono un bottino certamente migliorabile. Mourinho lo sa e non vuole scherzi sin dalla prima partita con la Cremonese. Per tenere alta la concentrazione ha ordinato il ritiro a Trigoria stasera dopo l’allenamento fissato nell’insolito orario delle 18. Non sempre i giocatori sono obbligati a dormire nel centro sportivo alla vigilia dei match all’Olimpico, il fatto che stavolta accada sta a sottolineare l’importanza dell’impegno. 

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Tifosi

Roma-Monza, nuovo sold-out: sarà la nona gara consecutiva all’Olimpico

Un altro sold out, il nono di fila considerando gli impegni di Serie A e di Conference League della stagione scorsa. A partire dal Derby vinto 3-0 del 20 marzo 2022 per finire a Roma-Cremonese, includendo pure la presentazione con lo Shakhtar Donetsk.

L’Olimpico sarà tutto esaurito anche per Roma-Monza, quarta giornata di Serie A. Per l’impegno di martedì 30 agosto, in programma alle 20:45, sono attesi oltre 60 mila tifosi.

Sebbene manchino poco meno di due settimane al match, e si giochi a inizio settimana, lo Stadio fa dunque registrare un altro numero di presenze impressionante. Gli unici biglietti acquistabili (contrassegnati in verde scuro durante il processo di acquisto) saranno quelli resi disponibili dagli Abbonati Plus, che decideranno di cedere il proprio posto per questa partita.

Sono disponibili anche alcune delle sedute esclusive dell’Area Premium: qui tutte le info.

C’è ancora posto, invece, per le prossime gare casalinghe. È già in vendita il primo pack stagionale, contenente 3 match: Atalanta, Lecce e Napoli, a partire da 79 euro.

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Calciomercato

Belotti vuole la Roma: l’attaccante pronto a ridursi l’ingaggio

Belotti e la Roma potrebbero finalmente abbracciarsi nel weekend. Come riporta il Corriere dello Sport, l’accordo c’è ormai da tempo, ma i giallorossi per annunciare il Gallo hanno bisogno di liberarsi di qualche esubero nel reparto offensivo.

Stando a quanto riporta il quotidiano sportivo, però, Belotti sarebbe persino disposto ad abbassare le proprie pretese economiche per agevolare il passaggio in giallorosso, e cominciare finalmente ad allenarsi con i suoi nuovi compagni.