Sarà la sua notte. Una di quelle in cui si è tuffato tante volte, ma che vuole continuare a vivere per arrivare ancora una volta fino in fondo, scrive La Gazzetta dello Sport. José Mourinho è convinto che l’epilogo sarà dolce e ieri non ha fatto nulla per nasconderlo: “Giocheremo una partita di calcio: che vinca il più bravo, dove sono convinto che i più bravi siamo noi” ha detto in conferenza. Non conta che quest’anno la Roma abbia già incontrato tre volte il Bodo, tirandone fuori solo un pareggio e due sconfitte, conte piuttosto che questa può essere la partita chiave delle quattro. E la Roma, stavolta, non vuole proprio sbagliarla. Mourinho sa che vincere o perdere non cambierebbe la sua storia e il suo blasone internazionale, ma un successo vorrebbe dire inseguire quel poker di coppe a cui tiene da matti. Mou vuole infatti essere il primo allenatore della storia ad aver vinto tutte le coppe europee. “Vogliamo andare in semifinale, siamo preparati ed ho grande fiducia nei miei giocatori” ha detto il tecnico. E a proposito dell’aggressione subita da Nuno Santos all’andata ha commentato: “Io non penso, la Uefa pensa. Io non decido, decidono loro“. Questa sera dovrebbe affidarsi alla solita squadra, quella ormai consolidata con il 3-5-2, con Pellegrini e Mkhitaryan alle spalle di Abrahame Zaniolo ancora in panchina, pronto a subentrare. Dubbio in difesa, Mancini sembra aver recuperato dopo il grande spavento di Bodo, ma potrebbe lasciare il posto a Kumbulla.
Conferenza Stampa : Josè Mourinho e Henrix Mkhitaryan
Stadio strapieno, una rivincita doppia e una semifinale da conquistare per sperare ancora di vincere un trofeo dopo 14 anni, scrive Leggo. Questa è una di quelle notti indimenticabili,nel bene o nel male. La Roma nei quarti di ritorno di Conference affronta il Bodo in un clima da Champions.C’è da ribaltare il 2-1 dell’andata ma soprattutto c’è da sfatare il tabù legato ai norvegesi. Il tutto in un clima teso vista la squalifica confermata per il tecnico Knutsen e la scelta del Bodo di allenarsi in casa Lazio. Ieri è anche spuntato un confuso video della rissa in Norvegia. Mou non ne vuole parlare: “Mi aspetto una partita di calcio. Che vinca il migliore e i migliori siamo noi. Non parlo del loro tecnico. Da parte nostra c’è stato sempre fair play anche dopo il 6-1 a ottobre, un comportamento esemplare. Quello che è successo giovedì scorso è fuori contesto. Il mio staff troppo agitato? Una bugia che si ripete tante volte rimane una bugia”. Sulla partita: “Partiamo da 2-1 per loro, abbiamo bisogno di fare un gol per pareggiare, non di fare dei cambi drammatici. Se mi fate la domanda se abbiamo allenato i rigori, rispondo di sì. Andare ai rigori? No”.
“Ibra? Nessuno può capirlo più di me…”, dice Francesco Totti intervistato su La Gazzetta dello Sport. Continuare o dire basta? Per un paio di anni, gli ultimi di una carriera strepitosa, il tema che appassionava e divideva opinionisti e addetti ai lavori (non i tifosi della Roma che avrebbero voluto vederlo giocare fino a 50 anni) ha riguardato lui, Francesco Totti. Ora il Capitano ha passato il testimone a un altro gigante del calcio mondiale, Zlatan Ibrahimovic, alle prese con fastidi, infortuni, infiammazioni, risentimenti muscolari e tendinei che lo tormentano e gli impediscono da mesi di essere Ibra. Aveva 40 anni anche Totti il 28 maggio 2017 quando, nella più commovente ultima partita che il calcio ricordi, disse basta o forse sarebbe meglio dire fu spinto a dire basta…
Francesco te la senti di riavvolgere il nastro?“Così mi vuoi male… (sorride, ndr ). Sono passati 5 anni ma le sensazioni me le ricordo tutte e guardando Ibra nell’ultimo periodo le rivivo. Anche se la mia situazione era un po’ diversa dalla sua. Io non avevo avuto particolari infortuni. Sentivo di poter ancora dare il mio contributo, ma fui messo subito da parte e se giochi tre minuti o cinque o dieci una volta ogni tanto diventa uno stillicidio. L’ultimo mio anno non lo auguro al mio peggior nemico. Fu pesantissimo a livello mentale. Logorante. Perché quando dopo una vita in campo non giochi con continuità, soprattutto a una certa età, il fisico non lo stai facendo riposare, lo stai facendo arrugginire. Quando ti abitui solo a subentrare, piano piano perdi il ritmo partita. E quando poi entri ti accorgi che arrivi secondo sul pallone, che stai perdendo quei centesimi di secondo che fanno la differenza. Perché la testa ti dice ancora perfettamente cosa fare, ma le gambe ci arrivano un attimo dopo. Tu lo sai di essere più bravo degli altri ma se il fisico non “resta in partita” diventa dura. Zlatan in questo momento gioca poco e mi immagino le sue difficoltà anche perché il suo corpo è una macchina impegnativa. Però rispetto a me ha una fortuna…“.
Quale? “Da quel che mi sembra dall’esterno la sua voglia di stare in campo è forte come quella del Milan di averlo ancora a disposizione. Il problema non è il tecnico o la società, sono il numero di minuti di gioco e cosa comportano per lui fisicamente nei giorni successivi, quando devi recuperare e subentrano fastidi che prima non avevi mai avuto” Io da amante del calcio spero che Ibra possa continuare. Che domani mattina i fastidi che lo stanno tenendo fuori così spesso possano sparire. Sarebbe un regalo non solo per lui, ma per tutti noi che seguiamo il calcio. Ibra è stato amatissimo dai suoi tifosi e ha fatto disperare (il termine è più colorito, ndr ) quelli avversari. Ma il giorno che dovesse dire basta, il dispiacere sarebbe di tutti. Un po’ come è successo con me“.
Il passaggio dal campo al bordo campo spesso è più complicato del previsto. “Uno come Ibra, per l’immagine e l’impatto che ha, credo lo vorrebbero tutte le società. Certi atleti o ex atleti da soli hanno più seguito di un club intero. Ma bisogna stare attenti a non diventare un poster o una bandiera da sventolare solo quando serve. Io sono passato da un addio lacerante a fare subito il dirigente della Roma: un percorso che a tutti sembrava naturale e scontato, ma i ruoli non erano chiari. Lì per lì all’inizio ti senti in balia di tutto. Se sei stato un giocatore e hai vissuto sulla pelle le dinamiche del campo e dello spogliatoio ti rendi conto come ragioni in maniera totalmente diversa chi lavora accanto a te e il campo non l’ha mai calcato. Ignorano aspetti che invece nel calcio fanno la differenza. Forse anche per questo non ero mai realmente chiamato a partecipare e a decidere, perché le mie idee al momento delle scelte risultavano totalmente diverse dalle loro. Io ho cercato di calarmi in un nuovo ruolo con umiltà: non ho mai preteso di sapere di finanza, marketing, contratti, organizzazione come altri dirigenti esperti nella gestione aziendale, ma se parliamo di calcio, di giocatori, di tecnici, penso di saperne abbastanza per essere ascoltato… La sinergia tra uomini di campo e uomini d’azienda non è sempre facile. Ecco perché a Ibra ricordo, quando verrà il giorno, di fare quelle due domande“.
Domani la Roma si gioca buona parte della stagione. C’è da ribaltare il 2-1 dell’andata contro il Bodo e a supportare i giallorossi ci saranno oltre 60 mila spettatori.Difficile immaginare che lo Special One cambi assetto tattico, puntando alla possibilità di cambiare in corsa con una batteria di uomini di grande impatto fisico: da Zaniolo ad El Shaarawy, da Veretout a Shomurodov.
Dunque dinanzi a Rui Patricio ci sarà il terzetto difensivo titolare con Mancini-Smalling-Ibanez. Sugli esterni a centrocampo Karsdorp e Zalewski, in mezzo Oliveira-Cristante. A supporto di Tammy Abraham – a caccia dell’ottava rete in Europa – Mkhiaryan e Lorenzo Pellegrini.
Conferenza Stampa : Josè Mourinho e Henrix Mkhitaryan
CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Mkhitaryan alla vigilia di Roma-Bodo/Glimt
C’è differenza d’esperienza internazionale tra voi e il Bodo, ma vi hanno battuto due volte su tre. Quanto è complicata questa partita? “Quello che abbiamo fatto in passato è una cosa, adesso sarà diverso. Non dobbiamo pensare alle nostre partite, a cosa abbiamo vinto, domani si gioca con la testa, a nessuno interesserà cosa hai fatto o vinto, dobbiamo giocare, dimostrare che siamo forti e vincere”
State progettando insieme il futuro? “È vero che ovunque io sia andato ho voluto vincere un trofeo e lasciare il mio nome, è una mia ambizione: non gioco solo per divertirmi, per me giocare è vincere qualcosa. È quello che rimane. Non voglio parlare del contratto, c’è tempo per discutere e vedere cosa succederà. Adesso i miei pensieri sono alle partite da giocare”:
Se vinci la Conference hai onorato la promessa di vincere qualcosa. “Spero, ma dobbiamo pensare di vincere domani”.
Hai giocato in vari ruoli. “Ovviamente mi paicerebbe segnare e fare più assist, ma la cosa più importante è giocare e aiutare la squadra a vincere le partite. Il calcio è uno sport di gruppo e non individuale, per me è importante aiutare la squadra e vincere qualcosa insieme”.
Ti sei fatto un’idea del perché a Roma è più difficile vincere? “Da quando sono alla Roma ho sempre sentito la passione della gente, per me è sempre stato chiaro che sono qui per vincere qualcosa. È difficile, ma se dovessi vincere sarebbe pazzesco per la città e per il club. Non so perché non abbiamo vinto qualcosa, ma sono fiducioso che stiamo facendo un lavoro per fare i passi per vincere. Siamo una squadra giovane, non troppo ma lo siamo, abbiamo avuto diversi cambi dall’anno scorso e questa non è una scusa. Penso che sicuramente nei prossimi anni possiamo vincere qualcosa, magari anche quest’anno ma dipende da domani”.
Meno infortuni quest’anno, è la cosa che è cambiata di più? “È una cosa positiva che tutti sono a disposizione. L’anno scorso abbiamo avuto tanti infortuni, non ho fatto ricerca e non so perché. L’importante è che tutti sono pronti per domani, dobbiamo lottare insieme non solo chi giocherà ma anche la panchina”.
Conferenza Stampa : Josè Mourinho e Henrix Mkhitaryan
CONFERENZA STAMPA – Alla vigilia di Roma-Bodo/Glimt ha parlato mister Josè Mourinho:
“I ragazzi stanno bene, tutti sono disponibili. Non ci sono giocatori infortunati, Spinazzola non è in grado di cominicare la partita. Sappiamo che è difficile, ma non c’è niente di nuovo. Domenica scorsa era 1-0 per Salernitana, e ora 2-1 per il Bodo. Sarà difficile, ma siamo forti e preparati. Sono molto fiducioso dei miei”
Come si affronta una partita così senza pensare alle tensioni? “Non ho visto nessun giocatore sotto pressione in nessuna delle tre partite che abbiamo giocato. La prima partita è una sconfitta storica per noi, abbiamo avuto un comportamento esemplare, avendo dignità e fairplay non normale, di solito una persona reagisce in modo negativo ma noi abbiamo reagito con onore. Poi nelle due altre partita non c’è stata difficoltà per l’arbitro, quello che è successo giovedì scorso è una situazione fuori dal contesto: la partita è stata normale, così come la fine, poi c’è stato un episodio brutto ma completamente isolato dal contesto. Domani vogliamo giocare, anche loro, noi vogliamo andare in semifinale e sicuramente anche loro. Mi aspetto una grande partita con un vantaggio per noi: lo stadio, con nostra gente, che può avere un ruolo nella motivazione della squadra. Vogliamo giocare a pallone come abbiamo fatto, anche in quella persa per 6-1. Mi aspetto sono la partita di calcio: che vinca il più bravo e sono convinto che i più bravi siamo noi”.
Come vede la panchina sia per la parte tecnica sia comportamentale? “La panchina come soluzione è molto molto importante, in questo momento penso il contrario di quello che pensavo nei momenti di difficoltà. Nei momenti di difficoltà c’erano poche soluzioni, adesso ci sono 5-6 giocatori con qualità diversa dalle altre. Con la Salernitana senza la panchina sarebbe stato impossibile vincere, avevo bisogno di freschezza e soluzioni tattiche, ho cambiato finché ho trovato la soluzione per il pareggio e per vincere. Magari domani ci sono 6 cambi da fare. Anche ieri in Real-Chelsea le panchine sono stati importanti per le decisioni della partita. Sono contento della tua indagine, vado a uno dei principi più vecchi della propaganda: una bugia che si ripete e si ripete ogni tanto la gente pensa sia la verità. Ma sarà sempre una bugia”.
Dovendo rimontare, come si prepara a livello di formazione? “È una differenza minima, non abbiamo perso 2-0 o 3-0. È 2-1 per loro, abbiamo bisogno di un gol per pareggiare l’eliminatoria. Cambi drammatici no, non abbiamo avuto tempo di allenare cose diverse. Con la Salernitana abbiamo iniziato a 3 e finito a 4, questo abbiamo imparato a fare e non abbiamo soluzioni tattiche nuove. Con la Salernitana avevo detto ai ragazzi di stare tranquilli, adesso abbiamo 90′ per giocare. Tranquilli ma dobbiamo andare forte. Se mi chiedi se abbiamo allenato ai rigori? Sì, ma non voglio andarci. Cercheremo di vincere nei 90′, ma bisogna rispettare il Bodo perché è una buona squadra”.
Come sta Mancini? “Bene”.
Che effetto le fa vedere 60mila tifosi con Salernitana e Bodo? “Mi fa effetto anche quando c’era il 50% di capienza fare il percorso tra Trigoria e l’Olimpico e vedere la gente per strada. Mi fa sempre effetto la passione della gente per il club che alleno, per questo diventano miei club. Questo ti fa diventare più o totalmente coinvolto con la gente. Con il 100% della capienza, non stiamo giocando per vincere lo scudetto, la gente viene per passione. È più facile venire allo stadio quando lotti per lo scudetto, questa invece è pure passione. Per me è una responsabilità e i giocatori devono sentirla. È passione pura, in campo dobbiamo rispondere per passione pura”.
Il Bodo/Glimt dice che la panchina della Roma che ha provocato la situazione con Nuno Santos, tu cosa ne pensi? “Io non penso, l’UEFA pensa, io non decido, l’UEFA decide”
Si poteva fare qualcosa in maniera diversa in quella situazione? “Certo”
Nella conferenza stampa oggi il direttore del Bodo/Glimt dice che hanno già vinto? “Non commento quello che dice il direttore del Bodo/Glimt”
Oggi è stato un rilasciato un video sull’Indipendent inglese cosa ne pensa? “Non abbiamo considerazioni”
Il capitano del Bodo/Glimt dice che avete fatto un gioco psicologico? “Non mi interessa nulla di quello che dicono, non rispondo su quello che hanno detto”
Questa mattina la Roma ha svolto la seduta di rifinitura alla vigilia di Roma-Bodo. Tutta la rosa a disposizione di Josè Mourinho, compreso Leonardo Spinazzola, ormai da giorni integrato regolarmente in gruppo. Il tecnico lusitano nella parte di allenamento ovviamente chiusa al pubblico ha provato varie soluzioni tattiche. Si va però verso la riconferma dell’undici titolare con il ritorno dal 1′ minuto di Mancini, Zalewski e Pellegrini.
27.2.2022 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Zaniolo infortunato
(Foto Gino Mancini)
Zaniolo sì, Zaniolo no. È questo il dubbio che accompagnerà Mourinho fino al termine della stagione e la gara contro il Bodo Glimt non farà eccezione, scrive il Corriere della Sera. Dalla gestione del presente di Nicolò si capirà anche quello che succederà in futuro: il numero 22 non è mai uscito dal mirino della Juventus e, soprattutto ora che non è più considerato un titolare, una sua partenza non è più così improbabile. Molto dipenderà da come lo Special One riuscirà a riportarlo nel progetto. La gara con il Bodo, in un Olimpico sold out, potrebbe essere quella giusta per il suo rilancio, sia che parta dalla panchina, come è probabile visto che Mou sembra orientato aconfermare la formazione che ha vinto il derby, sia che giochi dal primo minuto. In Conference League, infatti, ha realizzato i soli due gol casalinghi in questa stagione: in campionato ha segnato a Bergamo e a Empoli, mentre in Coppa è andato a segno, in casa, nei preliminari contro il Trabzonspor e contro lo Zorya. Due gol passati quasi sotto traccia, forse perché si pensava che sarebbero stati i primi di una lunga serie, e invece sono stati gli unici nella competizione. Difficilmente Mourinho, in conferenza stampa conMkhitaryan, darà delle anticipazioni ma in ogni caso, con il rischio dei tempi supplementari dietro l’angolo, ci sarà comunque bisogno del miglior Zaniolo.
31.10.2021 Roma vs Milan (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Pellegrini applaude i tifosi
(Foto Gino Mancini)
È l’ultimo reduce dell’indimenticabile notte contro il Barcellona. E poco importa che all’epoca il 21enne Pellegrini fosse in panchina, scrive Il Messaggero. Vivere certe emozioni ti arricchisce anche se resti a guardare. Tra l’altro soltanto per quei 90 minuti, dove tutto funzionò alla perfezione a tal punto che Di Francesco si limitò appena a due sostituzioni, tanto perfetta era la squadra quella sera. Quattro anni dopo è diverso il contesto, il ruolo, la competizione, i compagni, l’appeal dell’avversario, non l’attesa. Perché Roma-Bodo Glimt di ora in ora si sta trasformando nella partita della stagione. Sarà per quanto accaduto all’andata una settimana fa (rissa nel post-gara) o per il clamoroso tonfo di fine ottobre, senza dimenticare che la Conference League potrebbe rivelarsi una scorciatoia per regalarsi un trofeo che manca ormai dal 2008.
Quale sia il motivo, il match con i norvegesi farà registrare un altro tutto esaurito con oltre 62mila presenze all’Olimpico. E l’eccitazione in città è palpabile. Frenesia, smania e voglia di rivalsa che non può non essere avvertita anche a Trigoria.
In primis da Lorenzo. È lui il volto della Roma in questa sfida. Lui a segnare l’illusorio gol del vantaggio in Norvegia e a denunciare quanto accaduto nel post-partita tra Knutsen e Nuno Santos. Sempre lui a lasciarsi sfuggire davanti ai microfoni di Sky una frase che lascia intendere come la squadra approccerà al ritorno: “Vogliamo sbatterli fuori“.
Tifosissimo della Roma ed ex calciatore, Davide Moscardelli è intervenuto ai microfoni di Retesport: “I risultati della Roma di Mourinho, in questa sua prima stagione, sono abbastanza in linea con le mie personali aspettative, la speranza è di finire al meglio la stagione a cominciare da giovedì. Sarà fondamentale contro il Bodo/Glimt la spinta dell’Olimpico, mi aspetto una grande prova della squadra giallorossa. Quella di Knutsen è una squadra molto aggressiva e corre tanto, possibile che vengano qui a giocare una partita un po’ più conservativa e la Roma dovrà alzare il livello di intensità per alimentare la propria maggior qualità tecnica”
Poi un giudizio su Tammy Abraham: “Mi ha sorpreso il suo approccio nel nostro campionato, sta facendo molto bene perchè non è semplice il nostro campionato per gli attaccanti stranieri che approdano da noi“