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Mercato, la Roma guarda a destra: Molina e Dalot i preferiti

La Roma mette la freccia. Anzi, le frecce. I giallorossi guardano infatti ad un innesto anche per la corsia di destra. Il padrone è Rick Karsdorp – due assist nelle ultime due, nel ritorno contro il Vitesse e nel derby, sempre per Abraham – ma si cerca un altro terzino destro. MaitlandNiles non ha convinto, così Tiago Pinto ha attivato le ricerche. I preferiti dal club giallorosso sono Nahuel Molina dell’Udinese e Diogo Dalot del Manchester United.

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Zaniolo, la Roma non tratta per meno di 45-50 milioni

Non si placano le voci intorno al nome di Zaniolo. L’esclusione nel derby ha fatto rumore, così come l’addio che si consumerà a fine anno tra Dybala e la Juve, che avrebbe individuato proprio nel giallorosso uno dei possibili sostituti dell’argentino, scrive il Corriere della Sera. L’obiettivo è chiudere nel migliore dei modi la stagione, e poi decidere il futuro. Una strategia che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, soprattutto per la società. Se, infatti,  Nicolò dovesse disputare un finale di stagione in crescendo, magari facendo bene anche in maglia azzurra, a fine anno avrebbe una maggiore forza contrattuale nei confronti della Roma, che non vorrebbe arrivare alle cifre (4,5/5 milioni netti di stipendio) che è disposta ad offrire la Juventus. Viceversa, il valore del suo cartellino sarebbe deprezzato e in ogni caso non sarebbe un grande affare cederlo ad un prezzo di mercato inferiore rispetto a quello di prima degli infortuni.

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Uno sponsor per Trigoria da 10 milioni per tre anni

Se José Mourinho segue la sua strada sul fronte della gestione del gruppo, il mantra della famiglia Friedkin – ciò che viene richiesto a tutti i collaboratori – è quello di spingere ad aumentare i ricavi, anche in vista della formulazione del nuovo fair play finanziario che la Uefa sta mettendo a punto e che presto dovrebbe vedere la luce, scrive La Gazzetta dello Sport. Com’è noto, il bilancio della società giallorossa resta sempre in sofferenza, nonostante i quasi 600 milioni versati dai proprietari statunitensi per la Roma, tra acquisizione e mantenimento del club. Per questo la dirigenza lavora da tempo per cercare uno sponsor a cui cedere in “naming rights” del centro sportivo di Trigoria. Le trattative con alcune importanti società internazionali stanno andando avanti e si punta a costruire un accordo triennale da circa 10 milioni. Ossigeno puro per le casse del club.

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Miki da rinnovare e Sanches nel mirino

Una primavera per centrare gli obiettivi sul campo, un’estate per trasformare la Roma in una squadra in grado di competere più in alto, come riporta Il TempoNon è un mercato semplice quello che attende Tiago Pinto, intenzionato, col placet di Mourinho, a cambiare diverse pedine della rosa. Ma il tutto dovrà rientrare in un budget ancora non definito e, soprattutto, si dovrà tornare a fare i conti con la Uefa e le sue regole finanziarie. La Roma fa parte della trentina di club convocati a Nyon per spiegare il piano con cui intendono rientrare nei paletti del “fair play”, che a breve cambierà i suoi parametri introducendo un tetto di spese in relazione ai ricavi delle società. Milan e Inter sono già state ascoltate dalla Uefa, l’audizione dei giallorossi è stata rinviata due volte ma si terrà a breve.

Intanto Tiago Pinto studia con Mourinho gli obiettivi e i giocatori sacrificabili, perché stavolta la Roma non comprerà soltanto ma venderà, per aumentare il suo potere di spesa e sostituire alcuni titolari di oggi con altri più funzionali al progetto. Da Zaniolo a Veretout, da Cristante a El Shaarawy, la lista dei cedibili contiene nomi più o meno eccellenti, ma nulla è ancora deciso e dipenderà dalle offerte. Su Zaniolo c’è un interesse forte della Juventus, convinta di poter arrivare a dama. «Un campione come lui – ha detto ieri a tmw.com il procuratore Vigorelli – viene accostato a grandi squadre, fa piacere ma in questo momento è un giocatore della Roma. Quello che sarà il futuro lo vedremo con calma». Oltre a parlare col suo agente (e lo fanno da settimane), i bianconeri dovranno presentare una proposta che spinga la Roma a sacrificare il suo gioiello: 50-60 milioni almeno, per iniziare a parlarne. Alla finestra c’è anche il Milan, che intanto punta a confermare Florenzi, a patto che i giallorossi concedano un forte sconto sul prezzo del riscatto fissato a 4 milioni e mezzo. Al procuratore di Cristante, Beppe Riso, è stato invece dato mandato a vendere il suo assistito (17 milioni il prezzo fissato) che non intende rinnovare il contratto in scadenza nel 2024. Stessa situazione di Veretout, bocciato da Mourinho: il francese al momento ha poco mercato, piace in Italia, Napoli e lo stesso Milan le possibili pretendenti ma per ora non si sono fatte avanti.

Intanto Tiago Pinto è volato lunedì scorso a Parigi, un viaggio andata e ritorno in giornata per un incontro di mercato top secret. Casuale la presenza in aeroporto a Fiumicino nelle stesse ore di Mourinho, che tornava da un viaggio personale. Il gm giallorosso, che non avrebbe incontrato il Psg, è da tempo sulle tracce di Renato Sanches, il centrocampista portoghese del Lille gestito dallo stesso agente di Mourinho. Ha un solo anno di contratto con i francesi che devono fare un paio di cessioni per sistemare i conti e chiedono 15-20 milioni per Sanches, il proprietario Alessandro Barnaba è un uomo molto vicino ai Friedkin: insomma gli ingredienti per una trattativa ci sono tutti. La Roma nel frattempo vuole prolungare il contratto di Mkhitaryan per almeno un’altra stagione. La trattativa con l’agente Mino Raiola è iniziata.

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Roma, iniezione di qualità: Mourinho vuole Senesi, Sanches e Guedes

Le linee guida del mercato estivo le ha svelate, indirettamente, Mourinho alla vigilia del match con il Sassuolo (13 febbraio): “Noi non possiamo costruire dal basso come fanno loro con Maxime Lopez e Ferrari, abbiamo meno qualità“. Eccola la parola magica: qualità. Peculiarità che diventerà la stella polare della prossima campagna acquisti, scrive Il Messaggero. Anche perché nelle idee di José c’è quella di tornare a difendere a quattro. Ma per farlo, uno dei due centrali deve saper impostare. Da un anno e mezzo gli scout giallorossi stanno seguendo Senesi,centrale mancino del Feyenoord. Il giocatore ha il contratto in scadenza nel 2023 e un costo che si aggira sui 15 milioni. Avvicinato anche Ginter del Monchengladbach, calciatore eclettico che all’occorrenza può ricoprire il ruolo di terzino destro. Si libera a giugno: il tedesco ha diverse proposte (la più vantaggiosa sembra essere quella dell’Inter) tra cui quella di Pinto. Costa invece più di 20 milioni Renato Sanches, in orbita Milan. Il giocatore piace e non poco sia al gm che a Mou che possono vantare come corsia preferenziale l’avallo della Gestifute di Mendes. Non è un regista classico ma ha già dimostrato di essere un calciatore di qualità superiore. È in scadenza nel 2023. L’Equipe ha svelato qualche giorno fa quanto guadagna: 338mila euro lordi al mese, l’equivalente di 4 milioni (lordi) annui. Considerando il Decreto Crescita, non sarebbe un problema garantirgli i 4 milioni netti che chiede. In mediana, José farebbe carte false per Hojbjerg (Tottenham) ma l’operazione rischia di essere proibitiva per gli elevati costi. In attacco invece molto dipenderà da Zaniolo. Per intenderci: l’investimento ‘pesante’ arriverà soltanto nel caso in cui Nicolò dovesse essere ceduto. I nomi nel taccuino di Pinto sono Guedes (la prima scelta: 13 gol col Valencia) e Kostic (52 assist nelle ultime 4 stagioni all’Eintracht).

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La Roma dei senatori

José Mourinho ha sempre sostenuto che per essere un gruppo vincente occorre un mix fra giovani e anziani. Così Rui Patricio, Henrikh Mkhitaryan e Chris Smalling – rispettivamente 34, 33 e 32 anni – rappresentano quel gruppo di senatori, che fungono un po’ anche da pretoriani del gruppo, trasmettendo agli altri quei dettami che l’allenatore intende valorizzare, scrive La Gazzetta dello Sport. E se il portiere, da portoghese, ha una conoscenza “storica” dello Special One, l’armeno e l’inglese hanno già avuto l’onore e l’onere di essere guidati (al Manchester United) dal tecnico di Setubal.  Alzi la mano chi, davanti all’acquisto di un portiere (allora) trentatreenne per 11,5 milioni più bonus, non è rimasto perplesso, tanto più sapendo che il budget a disposizione del general manager Tiago Pinto non era certo illimitato. Invece Rui Patricio ha convinto tutti, e lo ha saputo fare pur non essendo esente da errori (d’altronde, chi non sbaglia mai?), ma fornendo in ogni caso quelle garanzie che Mourinho servono a un gruppo che a volte risente di scarsezza di concentrazione e determinazione. Se il portiere portoghese, probabilmente prossimo avversario dell’Italia nello spareggio mondiale, è un totem per via della specificità del suo ruolo, c’è anche Mkhitaryanche si sta garantendo l’insostituibilità, anche se per una ragione opposta: la duttilità. L’armeno infatti, che ha cominciato la stagione agendo sulle zolle degli attaccanti e dei trequartisti, adesso ha trovato una collocazione nuova come regista atipico della Roma. La storia è nota. È dall’estate scorsa che Mourinho cerca un “cervello” per la squadra. Dal mercato non è arrivato, così l’allenatore portoghese ha proceduto per adattamenti e in questa sorta di casting a imporsi è stato proprio Micki. Chi comincia in qualche modo a pensare al futuro è anche Smalling. Il suo contratto scade nel 2023, ma appare evidente che il lievitare delle prestazioni dell’inglese sia coincisa con la crescita di rendimento dell’intera squadra. Il difensore allungherebbe il contratto senza problemi e la società ci sta riflettendo. D’altronde i trentenni non sono tutti uguali. Un esempio. Rui, Micki e Chris insieme portato in dote l’esperienza fornita da 37 trofei. Perciò è anche grazie a loro che la Roma vuole tornare a essere vincente.

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Di Livio a retesport: “Roma piazza ideale per rilanciare Dybala. E sul suo futuro so…”

Paulo Dybala sarebbe un grande colpo in vista della prossima stagione e le condizioni ci sono”. Così Angelo Di Livio ai microfoni di Retesport. “So con certezza che la Juventus non ha mai fatto un’offerta di rinnovo negli ultimi mesi e il ragazzo ad oggi non ha accordi con nessun club”.

“Penso che la Roma sarebbe il club ideale per rilanciarlo, per il calore straordinario della piazza e la presenza di Mourinho. Certo, ha avuto tanti problemi fisici, quindi è un investimento ad oggi rischioso, ma verificando concretamente il suo stato di salute, potrebbe essere un colpo straordinario”

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Zaniolo, l’agente sul futuro: “Ne parleremo con calma. E’ concentrato sulla Roma, ma fa piacere l’accostamento alle big”

Claudio Vigorelli, agente di Nicolò Zaniolo, ha parlato del futuro del suo assistito nel corso di un meeting dal titolo Fooball Conference, organizzato da Conference403 al Torre Ulisse Club. Ecco le dichiarazioni riprese da tuttomercatoweb:

Zaniolo continua con la Roma?
“E’ un progetto bellissimo… La cosa bella era rivederlo in campo dopo il secondo infortunio avvenuto qualche mese dopo il primo. Rivederlo, con condizione mentale e fisica che è importante per riprendersi, è importante per quest’anno. Quello che sarà il futuro lo vedremo con calma. Siamo concentrati sul finire bene la stagione con la Roma, c’è l’Europa da affrontare nel miglior modo possibile”.

Gli accostamenti non mancano
“Di mercato si parla tutto l’anno: un campione come lui viene accostato a grandi squadre, fa piacere ma in questo momento è un giocatore della Roma”

Al derby non ha giocato
“Dispiace non giocare un derby, ci teneva, ma il derby è stato vinto ed era la cosa importante”.

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Stop al Fair Play Finanziario: pronte le nuove regole finanziarie. Ecco il tetto di spesa al 70% (AUDIO)

FOCUS RS – Dopo anni di dispute, sanzioni, decisioni fortemente indirizzate dalla politica sportiva e dal diverso peso dei club coinvolti, la pandemia ha sferrato un colpo decisivo all’impianto del Fair Play Finanziario, che l’UEFA ha deciso ormai da mesi di rivisitare. Ad inizio aprile, il comitato esecutivo del massimo organismo calcistico europeo, sarà chiamato a votare il nuovo impianto di regole finanziarie che porterà di fatto ad un ritorno al passato.

Come riferisce il New York Times, fino a questa stagione ai club era imposto di fatto il principio del pareggio di bilancio: le società non potevano spendere più di quanto ricavavano e oltre determinate soglie erano previste sanzioni dalle multe alle esclusioni dalle competizioni internazionali. Il Fair Play Finanziario, con questa impostazione, sarà cancellato. 

Ceferin elimina il sistema Platini

La strada intrapresa sarà così quella di un tetto alle spese, ma in maniera più soft rispetto alle attese: i costi legati alle squadre, secondo il nuovo regolamento, non potranno superare il 70% dei ricavi. Di fronte alle difficoltà anche legali, l’UEFA ha abbandonato infatti l’ipotesi di un salary cap in stile statunitense, optando per una proposta che, dopo un periodo di attuazione di tre anni, richiederà ai club di mantenere le proprie spese entro un limite. Nel primo anno il tetto sarà del 90%, per poi arrivare entro un triennio al 70%. Ci sarà la possibilità di spendere fino a 10 milioni di euro in più la soglia massima, salvo però che il club sia in possesso di un bilancio sano e non sia stato mai sanzionato in precedenza dall’UEFA. Le normesaranno anche rinominate: addio Financial Fair Play (in italiano poi spesso tradotto in Fair Play Finanziario), si parlerà in maniera più semplice di “regolamento per la sostenibilità finanziaria”.

Secondo uno studio del Corriere dello Sport, solo Milan e Atalanta ad oggi rientrerebbero in questa soglia. Roma, Inter, Juventus, ma anche Napoli e Lazio spendono per la propria rosa (ammortamenti + monte ingaggi) più del 70% del proprio fatturato. Ecco l’intervento di Alessandro Giudice (Cor Sport) a Retesport in merito alle nuove regole che l’UEFA imporrà in vista delle prossime stagioni

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Roma, affluenza all’Olimpico ‘da Scudetto’: quasi 800 mila spettatori da inizio stagione e un incasso superiore ai 15 milioni

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Mourinho li ha ringraziati più volte, esprimendo tutta la sua sorpresa per la manifestazione d’affetto spontanea e incondizionata ricevuta già prima del suo approdo nella capitale dalla tifoseria romanista. Se c’è stata una componente dell’emisfero Roma che in questa stagione ha dimostrato, ancora una volta, di essere realmente da Scudetto, quella è certamente il pubblico giallorosso, che ha riempito in maniera massiccia sin dallo scorso agosto lo Stadio Olimpico.

31.10.2021 Roma vs Milan (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Curva sud (Foto Gino Mancini)

Il covid non ha frenato i tifosi giallorossi

Sono 23 le gare casalinghe disputate dai giallorossi in questa stagione in tutte le competizioni, compresi i preliminari. Considerando la limitazione temporanea contro Cagliari e Lecce a 5 mila spettatori, complessivamente l’affluenza all’Olimpico ha raggiunto quasi quota 800 mila spettatori. Per la precisione fin qui sono stati registrati 795.412 mila spettatori. Interessante il dato dei sold-out: la Roma ha fatto registrare il tutto esaurito – al netto delle diverse capienze causa covid previste nei rispettivi periodi – in 9 occasioni.

Prima della supersfida contro il Napoli di Spalletti, la società giallorossa in anticipo rispetto a tutti gli altri club di Serie A, ha lanciato la campagna abbonamenti per questa stagione, ponendo in essere una serie di iniziative che premiassero a lungo termine gli abbonati, con scontistiche dedicate e agevolazioni per le successive gare di Conference League. Una politica calmierata anche in termini di prezzi (con il Bodo curve e distinti a 5 e 10 euro) che, abbinata alla magnetica presenza di Josè Mourinho, ha sicuramente spinto la gente a seguire più assiduamente la Roma dal vivo. La società giallorossa fin qui ha incassato 15,5 milioni di euro al netto dell’incasso della campagna abbonamenti che sarà reso noto solo a chiusura del bilancio annuale del club.

Effetto Mou

Escludendo Roma-Cagliari, nelle 15 gare casalinghe disputate in Serie A, la media spettatori è di circa 40 mila a gara. Un dato in netto aumento rispetto alla stagione 19-20 (l’ultima pre-pandemia con il pubblico allo stadio) che fu pari a 27 mila e speculare ai numeri della Roma di Rudi Garcia nel biennio 13-14′ e 14-15′. Nel Derby il picco massimo stagionale: record di incasso (2 milioni e 390 mila euro) e record di presenze (51’932 mila spettatori)