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APPROFONDIMENTI

Graziani a Retesport: “Roma grandiosa ma Lazio tra le peggiori dell’ultimo decennio”

“La Roma ha vinto con pieni meriti, poteva anche dilagare ma ho visto anche una delle versioni di Lazio più imbarazzanti dell’ultimo decennio”. Così Ciccio Graziani ai microfoni di retesport, dopo la vittoria contro la Lazio nel derby: “Piano di gioco perfetto da parte di Mourinho, grande solidità difensiva e ripartenze efficaci. Grandi meriti ai giallorossi! Se fossi Mou sarei inca… con la squadra, perchè bisogna trovare continuità di prestazione”.

“Continuo ad essere un Mourinhiano convinto ma è evidente che qualcosa nell’ultimo periodo non abbia funzionato a dovere. La Roma è una squadra che ha dei valori e Mourinho deve trovare le chiavi giuste per dare al proprio gruppo quella continuità che finora è mancata”.

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Infermeria

Lombalgia per Abraham: l’inglese non andrà in Nazionale

Tammy Abraham non andrà in Nazionale. Come riferiscono da Trigoria, da un paio di partite si portava dietro una lombalgia. Negli ultimi dieci minuti del derby il dolore si è acutizzato, i due dipartimenti medici si sono confrontati e di comune accordo il calciatore è uscito dai convocati

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APPROFONDIMENTI

Petruzzi a Retesport: “La Roma del derby può battere chiunque e senza Zaniolo la squadra ha più fluidità”

La Roma di ieri può battere chiunque”. Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport, nel commento della stracittadina vinta ieri della Roma. “Intensità, aggressività, linee di gioco, organizzazione. Dopo 30 secondi subito proiettati nella loro metà campo. Una prestazione straordinaria, in tutti i suoi interpreti. Sono settimane che sostengo che con questo sistema di gioco, senza Zaniolo ma con Pellegrini e Mkhitaryan sulla trequarti, la Roma gioca con maggiore fluidità e qualità nella rifinitura”.

“Smalling, Mkhitaryan e Abraham sono tre calciatori che vengono dalla Premier, che hanno una mentalità importante e sono calciatori da cui ripartirei senza dubbio per costruire il secondo anno di Mourinho”

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NEWS SOCIAL ROMA

Derby, l’esultanza dei Friedkin: “Difesa la città, forza Roma!” (FOTO)

“Complimenti alla Roma per aver difeso la città nel derby. Forza Roma!”. Così il The Friedkin Group, account ufficiale della proprietà giallorossa su Twitter a commento della vittoria nella stracittadina di ieri.

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Tifosi

Roma-Lazio, il delirio sotto la ‘Lupa capitolina’ al gol di Abraham (VIDEO)

Non c’è derby senza coreografia, non c’è derby senza che i tifosi della Roma non ostentino i colori e simboli della città. In occasione della sfida di ieri, la Curva Sud ha sventolato con onore bandiere dei colori di Roma, con al centro un enorme stendardo raffigurante la Lupa Capitolina.

Dopo 57 secondi però è arrivato il gol del vantaggio di Tammy Abraham e già nelle ore successive alla vittoria giallorossa, è diventato virale il video, ripreso da diverse angolazioni, che ritrae centinaia di tifosi giallorossi in Sud, trascinati spontaneamente all’esultanza poichè non erano riusciti, a causa dello stendardo, a vedere dal vivo la rete del vantaggio siglata dall’inglese.

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Interviste

Di Canio ammette: “La Roma ha stravinto il derby giocando con fame”

Tante le voci del mondo laziale che hanno accusato la squadra biancoceleste dopo la pesante sconfitta nel derby. Paolo Di Canio, ex calciatore biancoceleste, oggi opinionista di Sky Sport, ha parlato del derby stravinto dai giallorossi nel corso di Sky Calcio Club: “Il derby si estrapola da ogni contesto. La Roma prima di questa aveva fatto 3 partite inguardabili. Vitesse e Udinese fuori casa e sempre con gli olandesi in casa“.

 “Questa è una partita a sé, preparata bene. Mourinho ha tolto un giocatore che per tutti deve diventare un crack ma che spesso gioca da solo, porta palla e non gioca con i compagni. Mette invece due trequartisti di qualità, uno raffinato, Pellegrini, l’altro di strappo e di gamba, Mkhitaryan, che danno una forte mano anche ai centrocampisti. La partita dopo 50 secondi è cambiata di tanto soprattutto per una squadra che si basa sul conservare per ripartire, così come fece con l’Atalanta. La sensazione è che la Roma ci sia arrivata con fame e voglia di rimettere in piedi una stagione. Se poi perdi tutte le partite da qui alla fine la gente dimentica il derby, ma questa partita ti può aiutare a fare un ottimo finale di stagione. La Lazio invece avevamo detto prima della partita che aveva più identità e che aveva trovato una sua quadra ma la Roma li ha mangiati. Sono stati undici avvelenati e cattivi, perché si vince così il derby, e ci hanno messo anche la qualità. L’azione del secondo gol di Abraham è bellissima. L’immagine del derby è Zalewski, il ragazzino, che si è shakerato per un bel po’ di tempo e poi si è bevuto Felipe Anderson”.

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NEWS

Roma-Lazio, un ‘trattato Mourinhiano’: analisi tattica e numeri

FOCUS RETESPORT (di Francesco Oddo Casano) –Vittoria più che meritata, complimenti ai ragazzi, potevamo segnarne cinque-sei”. Josè Mourinho con orgoglio ha parlato al termine del derby, stravinto dai giallorossi. Non solo nel punteggio, ma soprattutto in campo. Strategia, organizzazione, mentalità, tutto in salsa Mourinhiana. Impeto, gol e fame di vittoria nel primo tempo. Gestione e solidità nella ripresa, senza cali di tensione fino al 94′.

Scacco matto a Sarri

Non c’è dubbio che ieri la Roma abbia espresso in campo, individualmente e collettivamente, la miglior prestazione della stagione e in ogni singola sfumatura ha manifestato, forse per la prima volta nella completezza di una partita, ciò che Mourinho vorrebbe vedere con continuità. Troppo brutta, arida e giù di tono la versione di Roma vista nelle ultime sfide contro Vitesse e Udinese per esser vere. Ieri abbiamo assistito ad una dimostrazione di forza, qualità e spirito emotivo che certamente Mou vorrebbe infondere nei suoi per un’intera stagione.

La ragnatela difensiva di Mou

In fase di non possesso grandissima compattezza: linee strette, costanti raddoppi e un pressing indirizzato per spingere i difensori laziali ad allargare il gioco sugli esterni, senza mai concedere imbucate centrali. Cristante quasi a uomo su Milinkovic (9 recuperi palla), Oliveira (7 recuperi) su Luis Alberto a schermare qualsiasi tentativo di percussione centrale, mentre Pellegrini e Mkhitaryan offuscavano le linee di passaggio di Leiva ed erano pronti a ripartire in casa d’errore. Splendide le prove di Karsdorp ma soprattutto Zalewski nella capacità di accorciare sistematicamente sugli esterni biancocelesti. Il resto, in termini di compattezza, l’hanno fatto i tre centrali, aggressivi e stretti intorno a Immobile, pronti a raddoppiare in caso di necessità.

I due trequartisti decisivi nel creare spazi

In fase di possesso l’apoteosi sul secondo gol: Pellegrini e Mkhitaryan orbitano intorno ad Abraham, che con i suoi costanti movimenti tende a sfilacciare la coppia dei centrali. I due trequartisti, schierati in posizione strategica, sempre con la postura del corpo giusta a ricevere palla, pronti a creare ulteriori smagliature nella retroguardia laziale. Oliveira e Cristante gestiscono palla quasi sempre a breve distanza l’uno dall’altro, per ridurre al minimo l’ipotesi dell’errore tecnico. Il numero 4 giallorosso nell’azione del raddoppio fa sfilare il pallone passato dal portoghese e imbuca per Mkhitaryan al vertice del limite dell’area, mentre Karsdorp sovrappone e crossa sul secondo palo per Abraham, che da lì non può sbagliare. Da notare che dentro l’area di rigore ci sono tre calciatori, con Zalewski larghissimo pronto a subentrare. Organizzazione e strategia, aggressione alla porta e qualità nei movimenti e nelle giocate. La Roma ha mostrato di avere finalmente idee importanti, ancora purtroppo espresse ad intermittenza. E’ giusto pretendere ora, dopo una gara di questo spessore, impreziosita da una gestione totale del risultato nella ripresa, quella continuità di prestazioni spesso mancata in questa stagione, per puntare soprattutto alla Conference. Poi il mercato arriverà, ma questo è un capitolo successivo…

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APPROFONDIMENTI

Roma-Lazio 3-0, le pagelle dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Mancini 6, Smalling 7, Ibanez 6,5; Karsdorp 7,5, Cristante 7, Oliveira 6,5, Zalewski 7,5; Pellegrini 8, Mkhitaryan 7,5; Abraham 8. Subentrati: Veretout sv, Vina 6, Bove sv. Allenatore: Mourinho 8.

CORRIERE DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez 6; Karsdorp 7, Cristante 7,5, Oliveira 7,5, Zalewski 7; Pellegrini 8,5, Mkhitaryan 7,5; Abraham 8. Subentrati: Veretout sv, Vina 6, Bove sv. Allenatore: Mourinho 8.

CORRIERE DELLA SERA

Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez 7; Karsdorp 7, Cristante 7, Oliveira 6,5, Zalewski 7; Pellegrini 8, Mkhitaryan 7,5; Abraham 8. Subentrati: Veretout sv, Vina sv, Bove sv. Allenatore: Mourinho 8.

IL MESSAGGERO

Rui Patricio 6; Mancini 6,5, Smalling 7,5, Ibanez 6,5; Karsdorp 7, Cristante 7, Oliveira 6,5, Zalewski 6,5; Pellegrini 8, Mkhitaryan 7,5; Abraham 8,5. Subentrati: Veretout sv, Vina 6, Bove sv. Allenatore: Mourinho 8.

LA REPUBBLICA

Rui Patricio 6,5; Mancini 6,5, Smalling 7, Ibanez; 6,5 Karsdorp 7,5, Cristante 7, Oliveira 6,5, Zalewski 7; Pellegrini 8, Mkhitaryan 7,5; Abraham 9. Subentrati: Veretout sv, Vina sv,  Bove sv. Allenatore: Mourinho 8.

IL TEMPO

Rui Patricio 6,5; Mancini 7, Smalling 7,5, Ibanez 7; Karsdorp 7,5, Cristante 7,5, Oliveira 7,5, Zalewski 7,5; Pellegrini 8, Mkhitaryan 8; Abraham 8. Subentrati: Veretout 6, Vina 6, Bove sv. Allenatore: Mourinho 8.

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Rassegna stampa

Magica Roma: ciclone Abraham, la Lazio sparisce

C’è solo la Roma all’Olimpico. Non è il solito slogan. È andata proprio così. La Lazio è come se non si fosse presentata. Il derby, insomma, è stato a senso unico e più di quanto si possa immaginare. Va rivisto per rendersene conto, per capire che cosa è successo in campo e a prescindere dal 3-0 che premia i giallorossi fino a un certo punto.

Scrive Il Messaggero, a contare le occasioni da rete, hanno addirittura raccolto poco. Avrebbero potuto esagerare e invece non hanno infierito sull’avversario al tappeto. Autentica mattanza nel primo tempo, lucido controllo nella ripresa. Sarri, dopo il successo discusso dell’andata, si è dovuto inchinare a Mourinho che al ritorno lo ha anche sorpassato in classifica. Ora è a più 2.La partita l’ha vinta proprio José, strategicamente perfetto. L’ha studiata e l’ha conquistata di forza. E con qualità. Fisico e tecnica, dunque, per allungare la striscia positiva in campionato: 10 risultati utili. Maurizio, incredibile ma vero, è stato spettatore, senza essere capace di entrare in scena. Nessuna sua mossa ha avuto effetto. Il ko è nel suo copione. I biancocelesti lo hanno stracciato. Si sono arresi senza giocare e chissà se sapremo mai perché.

Lo Special One, senza aver avuto bisogno di Zaniolo che ha vissuto la sfida in panchina, ha incoronato Abraham, il suo testimonial. Con 2 gol (sono 23 stagionali) il centravanti ha steso in 22 minuti i biancocelesti, colpendo subito, dopo 56 secondi (il gol più veloce di sempre nella storia del derby), e dimostrando che non serve sempre aspettare l’ultimo respiro per prendersi il match. Pellegrini su punizione ha chiuso la sfida già prima dell’intervallo.

Così ha scelto la sua squadra, gli interpreti per andare a dama. Un attaccante in meno, fuori Zaniolo, è un centrocampista in più, Oliveira, per sistemare la rete in cui spingere i rivali. Da bloccare ogni idea di gioco e tocco di classe. Subito, al fischio d’inizio. Il 3-4-2-1 con il doppio trequartista, dietro ad Abraham ecco Mkhitaryan Pellegrini, è cucito addosso al 4-3-3 di Sarri. Soprattutto agli interpreti della Lazio. Via a uomo, cominciando dal play di Maurizio: Mkhitaryan è su Leiva. E lo annienta.

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Rassegna stampa

Quel filo invisibile tra Pellegrini e Totti

L’affinità elettiva. Dopo la punizione capolavoro, ancor più capolavoro perché anomala (un destro che calcia da sinistra passando dalla parte del palo coperto non sopra la barriera ma di lato!), Pellegrini non è contento, non festeggia da contento, festeggia da emozionato. Mancini fa il gesto con le mani: “…ahò, questa è tanta roba!!“.

Poi Pellegrini, scrive Repubblica, guarda in alto verso la tribuna, probabilmente verso la famiglia. E non è detto che non consideri Francesco Totti un membro della sua famiglia. Certe punizioni (Lollo è alla seconda in stagione) fanno pensare a Francesco e a tutti quei portieri che si rialzavano sconsolati con la faccia di Toldo durante un Roma-Inter: “E come la prendi?”.

I tanti Toldo incontrati da Totti, i pochi Toldo incontrati da Pellegrini. Uno segnava tanti gol e in qualunque maniera, Pellegrini è più avaro, eppure ha un suo modo, piuttosto chiaro, di esprimere la propria passione e di trasformarla in giocate concrete. Sì, è vero: c’è solo un Capitano. Ma se il Capitano ha 45 anni e sta in tribuna accanto ad Antonello Venditti, qualcuno in campo quella fascia se la dovrà pur caricare addosso.

E non c’è miglior braccio di quello di Lollo per favorire un passaggio di calore, di valore, di corrente e di gesti tecnici. Pellegrini non è Totti. Forse un giorno qualcuno gliel’avrà fatto credere: “Sei come Checco”. Se così fosse, siamo certi che lui, da persona intelligente, non ci abbia creduto. Si sarà sentito lusingato e avrà usato la benzina per provare ad essere un Pellegrini migliore.