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Interviste

Cassano perentorio: “Zaniolo non è un campione”

“Alla Roma Zaniolo non gioca e segna poco. Non si tratta di un campione e pensi di prenderlo nello stesso ruolo di Kulusevski che hai cacciato via a gennaio”. Così Antonio Cassano, nel corso della consueta diretta serale della BoboTV sul conto di Nicolò Zaniolo, in queste ore nuovamente accostato alla Juventus in vista del prossimo mercato estivo.

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Abraham: “Innamorato dei tifosi, e pensare che all’inizio non volevo venire alla Roma”

Tammy Abraham è intervenuto ai microfoni della Cbs Sports raccontando la sua esperienza alla Roma. A cominciare dal suo sbarco nella capitale: “Dal primo momento in cui hanno provato a creare un contatto con me, ho pensato “no, questo non fa per me”. Quando poi le persone ti spiegano le loro ambizioni, vogliono metterti fiducia e ti fanno sentire che hai un valore, vuoi solo dar loro tutto di te. Ed appena sono arrivato, me ne sono innamorato”

Mourinho è una leggenda. Quanto è importante per te come giocatore avere qualcuno come Mourinho che vuole te come pilastro di questa squadra?
“Lui mi ha solo detto “beh, vuoi venire nella Roma soleggiata o vuoi continuare a prendere la pioggia in Inghilterra?” Non gliel’ho mai detto, e per favore, non fategli vedere il video, ogni volta che lo vedo è quasi uno shock anche se lo vedo ogni giorno. Quando ero piccolo e lui era al Chelsea l’avevo visto un paio di volte per qualche allenamento, sapevo un po’ come era fatto. Adesso che sono venuto qui lo chiamo “il mio zio di Roma”

Non sono mai stato ad un derby, sarà questa la mia prima volta domenica. Ma ho fatto un giro e ad esempio i tassisti non parlano d’altro che della partita. Sono impazziti. Tu l’hai percepito stando in giro a Roma?
“Ogni giorno il derby salta fuori. Ogni singolo giorno “il derby sta per arrivare, il derby sta per arrivare”. Io ne sono eccitato, i fan lo sono, tutti in città lo sono”.

La tua esperienza con la tifoseria qui? Come sono diversi i derby di Roma dal resto del mondo?
“Lo è, lo è (il derby). I tifosi sono dei veri appassionati. Tutti parlano delle partite, dei miei gol, delle performances. Sono fan sfegatati e fanno bene ad esserlo. Quando indossi la loro maglia tu non rappresenti solo la squadra ma rappresenti tutta la città”.

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Rassegna stampa

Abrahamania: la Roma ha cambiato marcia grazie ai gol del suo centravanti

Pian piano la Roma di Mourinho sta venendo fuori. Dopo la strabiliante vittoria nel derby arrivata grazie alla prestazione perfetta di tutto il gruppo e ai tre gol messi a segno in 40′ da Abraham e Lorenzo Pellegrini, giocatori e tecnico si godono il tributo di una tifoseria che, fin dall’arrivo dello Special One, ha sostenuto ciecamente la squadra e il progetto dei Friedkin.

Come scrive il Tempo, nonostante le difficoltà incontrate ad inizio stagione dal punto di vista del gioco, una rosa giudicata da Mourinho non all’altezza degli altri club in corsa per l’Europa e i punti lasciati per strada a causa dei torti arbitrali subiti, la squadra è riuscita a rimanere unita e a fare quadrato intorno all’allenatore.

E da metà gennaio ad oggi il cambio di passo è stato tangibile: negli ultimi tre mesi la Roma ha inanellato nove risultati utili consecutivi in campionato e raggiunto i quarti di finale di Conference League, con l’unico neo rappresentato dall’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Inter.

In questo senso il rendimento di Tammy Abraham è la prova del grande lavoro psicologico svolto da Mourinho con i suoi giocatori: con 23 gol con la maglia della Roma, il suo avvio è il migliore di un centravanti al primo anno in giallorosso e adesso l’inglese punta a raggiungere le 26 reti realizzate da Francesco Totti l’anno della scarpa d’oro. Numeri da bomber di razza anche se l’ex Chelsea avrebbe le potenzialità per fare ancora meglio. Lo Special One ne è convinto enonperde occasione per ricordarglielo: una goccia cinese studiata dall’allenatore per tenere sempre alta la concentrazione del suo giocatore più importante.

Oggi Abraham si riaffaccerà a Trigoria dopo il giorno libero concesso dal tecnico ai giocatori. L’attaccante avrebbe dovuto raggiungere il ritiro della nazionale inglese ma, dopo un consulto tra il dipartimento medico giallorosso e quello britannico, è stato deciso di non farlo partire: il numero 9 infatti è alle prese con una lombalgia che si è acuita negli ultimi 10′ del derby e per precauzione rimarrà a lavorare al Fulvio Bernardini.

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Il Corriere della Sera: La festa triste di Zaniolo, adesso ci prova la Juve

Nicolò Zaniolo è apparso partecipe, nonostante la panchina per 90′, durante tutto il derby. Come scrive Il Corriere della Sera, ma sostenere che il ragazzo non sia deluso per non aver potuto dare il proprio contributo contro la Lazio sarebbe una falsità.

Escluso con lo Spezia – subentrato poi quando la Roma è rimasta in superiorità -, ed escluso contro i biancocelesti, nelle partite per il classe ’99 più importanti dal punto di vista emotivo. E non è un segreto che il giocatore piaccia alla Juventus, anche se i pezzi da mettere insieme per un trasferimento in bianconero sono tanti. I giallorossi non accettano offerte al di sotto dei 60 milioni di euro, mentre la Juve vorrebbe inserire dei giocatori a conguaglio.

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Serie A, il Covid affossa i conti: un miliardo di perdite e 3,4 di debiti netti

Un miliardo di perdite, 3,4 miliardi di debiti al netto dei crediti: se fosse un’azienda qualsiasi, la Serie A dovrebbe portare i libri in tribunale. La pandemia ha inferto il colpo di grazia a un’industria calcistica che già viveva al di sopra delle sue possibilità e utilizzava spesso le plusvalenze per mettere la polvere sotto il tappeto. Lo certifica l’inchiesta della Gazzetta sui bilanci dei club del massimo campionato 2020-21. Per la prima volta, in maniera aggregata, c’è la possibilità di scattare una fotografia esauriente sullo stato di salute della Serie A nelle due stagioni dell’era Covid.

È chiaro che i danni della pandemia, diretti e soprattutto indiretti, continuano a manifestarsi, ma se nel secondo semestre del 2021-22 stanno cominciando a intravedersi i segni di un ritorno alla normalità, la fase acuta si rintraccia nelle stagioni 2019-20 e 2020-21. Due stagioni che vanno esaminate in un tutt’uno. Nel 2020-21 la Serie A ha registrato un deficit aggregato di 1025 milioni, dopo aver perso 754 milioni nel 2019-20: considerando che nell’ultimo anno pre-Covid, il 2018-19, il rosso era stato di 292 milioni, la maggiorazione della perdita durante l’emergenza pandemica ammonta a 1,2 miliardi.

Come mai il conto economico è peggiorato così tanto? I ricavi caratteristici, che nel 2018-19 avevano toccato quota 2,7 miliarditra il 2019-20 e il 2020-21 si sono ridotti di 450 milioni. E altri 450 milioni si sono persi per strada alla voce “plusvalenze”, che si erano attestate sopra quota 700.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, a fronte di 900 milioni di entrate ridotte, i costi sono addirittura cresciuti durante l’emergenza pandemica, per 450 milioni (rispetto ai 3,5 miliardi del 2018-19): gli stipendi, che ammontavano già a quasi 1,8 miliardi, si sono incrementati ulteriormente di quasi 200 milioni tra il 2019-20 e il 2020- 21; gli ammortamenti, che pesavano per 800 milioni, sono aumentati di quasi 300 milioni.

Se la rivalutazione dei beni è funzionale al rispetto dei parametri previsti dal codice civile, ciò non risolve il problema della cassa, la preoccupazione principale nel momento in cui si sono arrestati i flussi di ricavi. In alcuni casi sono intervenuti gli azionisti (600 milioni tra versamenti e prestiti elargiti nel 2020- 21, e successivamente si è materializzato l’aumento di capitale da 400 milioni della Juventus) ma, in generale, è lievitato in maniera preoccupante l’indebitamento.

Continuano ad aumentare i debiti verso le banche e gli istituti di factoring: 1,6 miliardi, un centinaio di milioni in più rispetto al 2019-20, anche per effetto delle condizioni agevolate dei prestiti statali con garanzia Sace. In salita, seppur limitatamente, i debiti verso i fornitori (quasi 600 milioni), sono invece esplosi quelli fiscali (da meno di 300 milioni nel 2018-19 a oltre 500 milioni nel 2020-21) in virtù della sospensione dei versamenti concessa dal Governo alle imprese.

Attualmente la più indebitata verso finanziatori esterni è l’Inter, che ha appena emesso un bond da 415 milioni, seguita dalla Roma a quota 270, mentre la Juventus ha abbattuto le esposizioni a 215 milioni grazie alla ricapitalizzazione e il Milan tiene il livello attorno ai 100 milioni, relativi soprattutto ad anticipi di crediti.

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Meme, canzoni e l’aquila diventa solo un gabbiano. Gioia dei Friedkin

C’è chi ha festeggiato camminando per la città e chi ne ha approfittato per prendere in giro un amico o un familiare, chiaramente di fede laziale. Come scrive La Gazzetta dello Sport, e c’è chi (e sono tanti, tantissimi) ha affidato invece la sua gioia ai social – i muri moderni dove lasciare scolpiti i propri pensieri – o ai vocali con cui hanno innondato le radio romaniste, pronte già dalle 7 di mattina a fare da eco alla goduria romanista. Insomma, il giorno dopo per i tifosi giallorossi è stato forse anche più bello del giorno stesso, perché è il giorno degli sfottò.

Del resto, Roma si è risvegliata felice (almeno la parte giallorossa), esattamente come era andata a dormire domenica sera. Dan e Ryan Friedkin, ad esempio, subito dopo la partita sono andati a festeggiare in un noto ristorante di sushi in pieno centro, insieme a due amici appassionati di poker ed alle rispettive compagne: Bill Perkins (autore del libro «Die with zero») e Jeff Gross, streamer di successo negli States.Lì Ryan si è lasciato anche andare, come è stato difficile vederlo prima in questa sua avventura capitolina. “Go Rome”, il suo slogan, accompagnato anche dal tweet ufficial del Friedkin Group: “Congratulazioni alla Roma per aver difeso la città in un derby della Capitale da urlo. Forza Roma“, citando poi anche la frase di Mourinho in cui il tecnico portoghese diceva: “La storia si fa nei derby“.

Già, ed è anche per questo che tanti tifosi ieri hanno festeggiato, perché questo derby per molti è già storia. Sui social si è scherzato molto sulla coreografia biancoceleste e su quell’aquila che di colpo è diventata solo e semplicemente “un povero gabbiano”.

E poi tante canzoni, meme (tra i più gettonati i volti di Maurizio Sarri e Ciro Immobile, al centro dell’ilarità della gente giallorossa) e anche molte foto postate e ritwittate delle varie esultanze giallorosse a fine gara, soprattutto di quelle dei giocatori di Mourinho sotto la Curva Sud.

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Pellegrini d’Italia: Lorenzo è pronto a stupire anche in Nazionale

È  uno dei primi a raggiungere lo spogliatoio del campo di Coverciano. Sta per cominciare l’allenamento, sono le 16,30 circa, Lorenzo Pellegrini è in tuta, ha la borsa e il telefono in mano. Lo fissa, accenna un mezzo sorriso. Starà guardando e riguardando da dodici ore ormai il suo gol, splendido, segnato alla Lazio su calcio di punizione. O legge le centinaia di messaggi che girano sui social, a lui dedicati.

Perché Lorenzo è stato eroe per un giorno e che giorno pieno di passione. Sogna anche ora. Con addosso la maglia della Nazionale: un gol così, un gol Mondiale. E ci vorrebbe proprio per dimenticare il passato grigio, perché l’Italia campione d’Europa è la sua gioia e il grande rimpianto, per non esserci stato, per aver solo fatto il tifo; il campionato del Mondo è il sogno di tutti i bambini e di chi fa il calciatore e quel sogno può raggiungerlo, perché è lì a un passo e può dipendere anche da lui.Pellegrini – scrive Il Messaggero – vuole essere protagonista nella Roma e in Nazionale, ma in azzurro deve fare uno scatto in più, recuperare il tempo perduto per tutti gli infortuni che si sono scatenati sui suoi muscoli e che lo hanno tormentato pure quest’anno. Si riaffaccia in Nazionale nel suo momento migliore, con quelle qualità nella testa e nei piedi.

Lorenzo ci riprova, dopo cinque mesi e mezzo. L’ultima sua apparizione in azzurro, nelle finali di Nations League, ottobre 2021, Italia-Belgio. L’Europeo saltato è un tormento. Il treno che passa e tu li, in attesa che ripassi. Mancini non lo ha mai mollato e in questi mesi lo ha visto crescere con i consigli di Mourinho, che pian piano lo sta facendo diventare un calciatore totale: gioca dietro le punte, fa la mezz’ala d’attacco, all’occorrenza, è successo nell’ultimo derby e spesso anche in Nazionale proprio con Mancio, l’ala del tridente, oppure seconda punta. Un tuttocampista.

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Allenare anche il pubblico: la mossa special del marziano

Ma era o non era un marziano quello sbarcato nella Capitale all’inizio di luglio dello scorso anno? Perché meravigliarsi, quindi, se ‘sto marziano ha cominciato ad allenare anche i tifosi? A Roma una cosa del genere non si era mai vista, è vero; da queste parti, però, non s’era mai visto neppure uno come Mourinho. Roma Caput Moundi.

José – scrive La Repubblica – si è preso un po’ di tempo, ha studiato uomini, cose e ambiente e ha stabilito che serviva una mossa Special, e cioè che andavano guidati, istruiti anche i tifosi. Come accaduto l’altra sera all’Olimpico durante il derby. Mou ha capito che poteva farlo. Che doveva farlo, anzi. Perché Roma è bella, e certe volte lo è ancora di più, però secondo il portoghese deve esserci un tempo per tutto, anche per lasciarsi andare alla gioia. Bisogna saper cogliere l’attimo. Mai prima, mai (troppo) dopo. Per migliorare gruppo e rendimento, teorizza Mou, occorre saper gestire le emozioni, trasformandole in energia positiva. Serve usare la testa. Sempre.

Non era ancora terminato il primo tempo, la Roma era avanti di tre reti e, per questo, l’Olimpico aveva cominciato a “torellare” le azioni di Abraham e compagni, sfottendo con una serie infinita di “olè” la squadra avversaria. Come se tutto fosse stato già deciso, come se la partita fosse stata già vinta, anzi stravinta. Mou, più incazzato che infastidito, si è rivolto alla sua gente e ha ordinato di tacere, rafforzando con tutto il corpo quel diktat. C’è chi sospetta che, in realtà, l’abbia fatto solo per scaramanzia o per attirare su di sé l’attenzione, sta di fatto – però – che la gente gli ha dato retta, ha accettato l’ordine e ha ripreso a tifare solo pro e non più contro. La Roma ha continuato a controllare serenamente il gioco e alla fine ha stravinto il derby.

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La Gazzetta dello Sport: Dybala-Juve addio. E ora Zaniolo?

Paulo Dybala e la Juventus andranno avanti da separati in casa fino alla fine stagione, poi sarà addio. I bianconeri – scrive La Gazzetta dello Sport – pensano già al sostituto e si sono già mossi per Nicolò Zaniolo: i contatti con il suo procuratore sono già avviati – con la Roma in ballo il rinnovo fino al 2024 -, con il classe ’99 che avrebbe l’identikit perfetto per le necessità di Allegri. A Torino sono già entrati nell’ordine di idee di spendere tra i 40 e i 60 milioni di euro per sostituire Dybala, con Giacomo Raspadori che rappresenterebbe l’alternativa economica a Zaniolo.

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Serie A, ecco date e orari delle sfide della Roma contro Samp, Salernitana e Napoli

La Lega di Serie A ha pubblicato il comunicato ufficiale relativo alle date e gli orari delle prossime gare di campionato, che andranno in scena subito dopo la sosta per le Nazionali.

La Roma giocherà contro la Sampdoria in trasferta il 3 Aprile a Marassi alle 18.00. Stesso orario per la sfida casalinga contro la Salernitana della domenica successiva all’Olimpico. Infine la super sfida contro il Napoli in trasferta si giocherà il lunedì di Pasquetta alle 19.00.