Categorie
Calciomercato

Veretout-Roma, aria di divorzio a giugno

Il futuro di Jordan Veretout alla Roma potrebbe essere lontano da Roma. Come riferisce il Corriere dello Sport, i colloqui di Tiago Pinto col procuratore Mario Giuffredi, che quando può rilascia dichiarazioni che alimentano i dubbi verso la prossima stagione, fanno pensare che il rapporto tra il francese e i giallorossi si stia avvicinando alla conclusione. Per scelta e non per necessità, con un divorzio estivo che adesso sembra la strada più probabile.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Di Livio a RS: “Roma ignobile col Sassuolo, Mou il principale responsabile”

“Prestazione ignobile della Roma a Reggio Emilia. Questa squadra sta andando alla deriva e la responsabilità primaria è di Mourinho: non c’è gioco, organizzazione, continui lanci lunghi senza un’idea.” Così Angelo Di Livio ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927.

“Mourinho inoltre ha sbagliato a leggere la partita, con dei cambi senza senso. Al Sassuolo mancava tutto l’attacco titolare, il pareggio di ieri è veramente mortificante. Mi aspettavo tutt’altro allenatore rispetto a quello che stiamo vedendo a Roma, soprattutto dopo la serie di esoneri subiti. Vedo una squadra totalmente impreparata da tempo, il problema non è ieri, è una situazione che va avanti da tanto tempo”

Categorie
APPROFONDIMENTI

Graziani a RS: “Ansia e paura nella Roma. Le principali responsabilità sono dei giocatori”

“La Roma gioca con l’ansia, con la preoccupazione, hanno paura di sbagliare, sono sotto pressione e questa agitazione crea disfunzioni durante la partita“. Così a Retesport, Ciccio Graziani. L’ex attaccante giallorosso ha commentato il delicato momento della Roma: “Mourinho ha le sue responsabilità, ma le colpe maggiori le hanno i calciatori, che non riescono a recepire al meglio ciò che il portoghese chiede quotidianamente”

“Ieri una fase difensiva sciagurata che ha inciso sul match. Quello che mi stupisce è la reazione negli ultimi minuti, come se la squadra si liberi del peso della prestazione e si metta a giocare a testa bassa in preda alla disperazione. Vedo dei limiti di gioco e caratteriali evidenti. Solo Mourinho può trovare la soluzione a queste difficoltà

Categorie
APPROFONDIMENTI

Petruzzi a RS: “Basta parlare solo di giocatori scarsi, la Roma gioca male”

“Nella Roma si parla tanto, ma si fanno pochi fatti. Ieri c’erano 2000 tifosi in trasferta, a sostegno di una squadra che lotta per il sesto posto. Basta parlare di giocatori scarsi, perché non è possibile non vedere mezza azione di calcio. La Roma gioca male“. Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927.

“Sergio Oliveira, Pellegrini e Mkhitaryan sono giocatori di qualità, che tante squadre vorrebbero avere. Se punti su questo centrocampo, mi aspetto che vai a Reggio Emilia a controllare il gioco, a dominare il fraseggio invece c’è una ricerca sistematica al lancio lungo, alla giocata forzata, che è contraria alle qualità dei giocatori che mandi in campo”

Riascolta qui l’intervento integrale

Categorie
Interviste

Capello: “Mourinho sbaglia ad offendere i calciatori”

Fabio Capello ha parlato di Mourinho e delle ultime prestazioni dei giallorossi, ai microfoni di Sky Sport:

Sullo sfogo…
“Quelle sono delle offese nei confronti dei calciatori, ma ci vuole sempre rispetto. Bisogna pretendere rispetto ma anche darlo. Si è giocato l’ultima carta, offendendo di fatto i giocatori. Io non l’ho mai fatto mi sono sempre posto con rispetto senza offendere. Ho sempre agito con rispetto pretendendone altrettanto. La prima regola che chiedo è proprio quella del rispetto, verso tutto lo staff. Trattare male le persone significa poter offendere uno della famiglia. Se tu mi offendi come ha fatto Mourinho, crei anche un danno economico alla società ed è un aspetto molto importante”.

Sul 2-2 a Sassuolo
“Conoscendo Roma, se avessero perso 2-1 ieri, i tifosi sarebbero andati a Trigoria. Quando c’ero io sono venuti in 3000 a Trigoria dopo aver preso 4 gol dall’Atalanta. Mourinho è abituato a vincere, a essere protagonista e leader, trovandosi in questa situazione e con queste difficoltà ha un po’ sbroccato. O è una tattica, arrivato al limite, toccando i giocatori nelle loro qualità che è come un’offesa. Nelle squadre ci sono sempre dei leader e probabilmente a questa Roma mancano dei leader di spogliatoio e di campo. Altrimenti davanti a quelle parole di Mourinho avrebbero detto qualcosa. Invece probabilmente sono buoni giocatori senza quella personalità o leadership che fanno da aggregante. Manca chi trascina. Credo che Mourinho abbia le idee chiare della squadra che sta allenando. Lui cerca di portare un tipo di mentalità e un sistema di lavoro diverso da quanto fatto in precedenza, perché alcuni giocatori sono l’ombra di quelli visti lo scorso anno, da Veretout a Mkhitaryan. Mourinho ha visto che tatticamente non si migliora, non si riesce a trovare il nodo della questione e tirare fuori qualcosa di importante, l’atteggiamento non gli piace, allora ha tirato una bomba”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Sassi nello stagno

(di Francesco Oddo Casano) – C’è un principio ispiratore, che ha guidato Mourinho nella sua carriera fino ad oggi: “Ho i miei metodi d’allenamento, altrimenti farei un altro mestiere, ma continuo a pensare che la differenza la facciano i giocatori”. Pratico, efficace, reale. D’altronde Capello o Sacchi non avrebbero raggiunto straordinari successi senza il grande Milan degli invincibili, così anche il visionario Pep Guardiola non sarebbe stato Guardiola senza Messi, Xavi, Iniesta, Puyol etc, e così via.

Il calcio moderno è alimentato però anche da grandi avventure sportive costruite nel tempo non solo sulle qualità individuali. Il Chelsea di Tuchel ha un gruppo storico di grandi giocatori, che faticavano prima ad esprimere le loro potenzialità e sono migliorati contestualmente ad un’idea di gioco chiara, che li ha resi più forti, portandoli sul tetto del mondo. Il Liverpool di Klopp ha giovato di inserimenti di livello assoluto (Alisson, Salah su tutti) ma nel primo triennio non ha raccolto nulla, stappando l’era dei propri successi con una lenta ma inesorabile costruzione, fondata su un’identità riconoscibile. Insomma non esiste una strada univoca per vincere o un modello assoluto da inseguire. Nel suo piccolo l’Atalanta è una realtà vincente: stabilmente in Champions League da anni, in lotta al vertice del campionato, con un bilancio sano e un monte ingaggi risicato. Ma c’è un aspetto che non va mai dimenticato: nessuna squadra al mondo, che ha scritto la storia di questo sport o che ha semplicemente vinto, è entrata in campo non sapendo cosa fare. Non è questione di qualità estetica del gioco, ma di strategia e identità.

La Roma di Mourinho ha un grande limite, che non risiede forse solo nella qualità della rosa (più o meno scadente), nelle scelte dell’allenatore, negli errori commessi sul mercato. Queste sono componenti endemiche di un progetto che fatica a riconoscersi, ma perfezionabili col tempo. La Roma di Mourinho da settimane scende in campo e guardandosi allo specchio, non vede se stessa ma la proiezione di un gruppo statico, stantio, arido calcisticamente. E’ una formazione che trasmette un senso di apatia e impotenza, che la porta a sbagliare sistematicamente l’approccio alle partite, a regalare interi tempi di gioco o a rientrare, come ieri a Reggio Emilia nella ripresa, con i motori completamente spenti.

E’ evidenziabile però una inquietante involuzione. Perchè nella prima parte di questa stagione la Roma aveva un’identità chiara, innestata sul 4-2-3-1 (ma non è un problema di moduli) o quanto meno lavorava strenuamente per definirla. Squadra compatta, aggressiva, che creava un buon numero di palle gol e ogni tanto perdeva equilibrio, sopperendo però alle sue defaillance, con uno spirito ed un entusiasmo diversi dal recente passato. Si lottava, su ogni pallone, come se fosse l’ultimo, si aggrediva con coraggio. Il momento più alto? Roma-Napoli 0-0. Una gara condotta alla pari dai giallorossi contro una formazione lanciatissima in testa alla classifica.

C’erano state già delle cadute fragorose (Verona e Derby) ma la Roma convinceva per la voglia di provare a vincere tutte le partite. Poi alcuni errori arbitrali e alcune pesanti sconfitte nei big match hanno ridimensionato lo spirito, hanno quasi appiattito quell’istinto di sopravvivenza che la squadra mostrava in ogni gara giocata. Bodo è stato il primo momento di rottura: una debacle totale simile ad una coltellata che Mourinho non ha digerito (forse ancora oggi) e che ha portato a distinguere titolari e riserve in maniera netta, con tanto di epurazioni. Lodevole allora il tentativo del lusitano di scuotere la squadra anche tatticamente. Il cambio modulo ha inciso sulle variazioni di sistema. Mkhitaryan portato al centro del campo ‘perchè è il calciatore più intelligente, che sa leggere il gioco in anticipo‘. Zaniolo accentrato per assistere Abraham. Mosse che hanno accentuato un inevitabile principio: difendere e ripartire, in verticale ma che avrebbero dovuto far emergere anche una maggior capacità di controllo delle partite. Bergamo il momento più alto, una gara praticamente perfetta, sporcata però dalle solite disattenzioni difensive, che potevano costare care. Dopo quella sfida Mourinho si è sentito nuovamente tradito. Si aspettava un salto di qualità che non è mai arrivato. Poi la terza coltellata, contro la Juve, forse quella definitiva. In totale dominio del match, la Roma si è sciolta in sette minuti. Una terza coltellata che sembra aver rassegnato anche lo Special One, cioè colui che ha costruito la sua carriera sull’impeto emotivo e sull’ambizione smodata.

La Roma di oggi è un ibrido senza nè capo nè coda. Una squadra che difende male, attacca peggio, che fatica a costruire un’azione manovrata. Un meccanismo che non trova i giusti ingranaggi e che nel riflesso delle dichiarazioni sanno quasi di resa: “Non mi piace la difesa a tre ma è la soluzione migliore per far sentire più a loro agio i giocatori”. Non è questione di moduli, ma di identità. Si può giocare a 3, a 4 o a 5, ma il piano strategico deve essere chiaro. La Roma scende in campo sapendo di non avere la forza di dominare l’incontro e affronta gli avversari in maniera inerziale. Se passa in vantaggio, si siede e spera di controllare la partita, se poi subisce prova arrembaggi confusi nel finale. Non è ancora chiaro dopo 35 partite che Roma vorrebbe Mourinho, di certo quella che stiamo vedendo è lontanissima dalle speranze e le aspettative del tecnico, che lancia sassi nello spogliatoio come in uno stagno ma ciò che essi propagano, alla luce delle mortificanti risposte del gruppo, sono solo leggere onde d’urto, fini a se stesse.


Categorie
Pagelle

Sassuolo-Roma 2-2, le pagelle di Retesport

La Roma si ferma ancora, dopo il pari casalingo contro il Genoa, i giallorossi trovano in extremis il pareggio al Mapei Stadium grazie al colpo di testa di Bryan Cristante. Un 2-2 che non aiuta la Roma in termini di classifica, mantenendola in una posizione totalmente anonima. Disastrosi Karsdorp e Mancini, errore grave anche di Rui Patricio sul pari di Traore.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio 4,5 – Nulla da segnalare fino ad inizio ripresa quando una deviazione di Smalling lo trova scarsamente reattivo. Il primo gol è anche, pesantemente, suo

Mancini 4 – Picchia, viene ammonito sistematicamente, sbaglia qualsiasi lettura difensiva. Sempre in una posizione di mezzo, senza mai riuscire ad anticipare le mosse dell’avversario. In una parola: dannoso

Smalling 5,5 – Spesso in ritardo su Defrel, soprattutto nel primo tempo, non riesce mai ad accorciare con i tempi giusti alimentando il fraseggio del Sassuolo nella trequarti giallorossa

Kumbulla 6 – Corpo a corpo, anche ruvido con Berardi, le prende e le dà con astuzia. Non commette errori, che per i difensori della Roma è già una notiziona

Karsdorp 4,5 – Inizia discretamente ma cala vistosamente alla distanza, non comprendendo mai i movimenti di Traore che gli sfugge più volte alle spalle. Mortificante la leggerezza con cui si fa aggirare dall’ivoriano sulla rete del 2-1

Oliveira 6 – Ordinato davanti alla difesa, senza clamorosi squilli qualitativi

Mkhitaryan 6 – Si accende ad intermittenza, costretto troppe volte a rincorrere gli avversari in questa posizione da mediano, che onestamente poco lo aiuta ad esprimere le sue migliori qualità

Vina 6,5 – Il migliore dei suoi per vigore fisico, spunti, palloni recuperati e un rigore conquistato che aveva indirizzato sulla strada giusta il match

Pellegrini 5,5 – Ruggine evidente nel passo e nella scarsa lucidità offensiva. Lotta con coraggio fino alla fine, nonostante si vede lontano un miglio che non è ancora al 100%

Felix 5 – Quando sprinta è imprendibile, quando ha il pallone tra i piedi dimostra ancora di essere un calciatore grezzo

Abraham 6 – Fa gol dal dischetto, il 18° stagionale, ma soprattutto si sbatte per i suoi compagni, rincorrendo, contrastando e offrendo sponde favorevoli nella metà campo offensiva. Mai servito con pulizia dentro l’area di rigore, patrimonio sprecato

Mourinho 5 – Ripropone rispetto alle attese il 3-5-2 con il centrocampo più qualitativo possibile, ma la Roma non è quasi mai in dominio del match. Gli approcci alle partite sono sempre gli stessi, mediocri e giù di tono. La lettura in corsa non convince, soprattutto nel timing dei cambi. C’è anche del suo nel momento delicato della Roma

Sost.:

Maitland-Niles 6 – Entra con ritmo confezionando due-tre giocate utili sull’out mancino
Veretout 6 – Assist da calcio d’angolo decisivo nel finale
Cristante 6,5 – Ingresso positivo e quel gol di testa al fotofinish che regala ai suoi almeno un punto
Perez 6 – Pochi minuti per un paio di fiammate che creano almeno scompiglio in area
Shomurodov 5,5 – Poco incisivo, a parte due-tre sgroppate solitarie

Categorie
Infermeria

Spinazzola, test ok: inizia il rush finale del recupero fisico

Semaforo verde per Leonardo Spinazzola. Il terzino giallorosso, ha ottenuto oggi il via libera del Prof. Lampainen dopo i test atletici positivi svolti negli ultimi due giorni a Trigoria. Ora il terzino giallorosso affronterà l’ultima fase del recupero atletico ma la Roma non vuole affrettare i tempi. Rientrerà in gruppo quando sarà al 100%. A riferire la notizia Filippo Biafora de Il Tempo.

Categorie
Calciomercato

Cristante, vertice a Trigoria tra Pinto e l’agente: sul tavolo il futuro del centrocampista azzurro

La Roma si muove sul prossimo futuro, immaginando anche delle possibili cessioni. Come riferisce Marco Juric nel corso del pomeriggio di Retesport, in mattinata, a Trigoria è andato in scena un incontro tra il General Manager della Roma Tiago Pinto e Giuseppe Riso, agente di Bryan Cristante e Gianluca Mancini.

Mentre il rinnovo del difensore fino al 2026 è definito – mancano le firme e l’ufficialità -, oggi si è trattato di un primo meeting tra le parti per parlare della situazione contrattuale del centrocampista. Non si esclude la possibilità che Cristante finisca sul mercato a giugno.

Categorie
Allenamenti

Roma, per Abraham solo allenamento individuale: domani Mou deciderà sulla convocazione

Allenamento mattutino per la Roma di Josè Mourinho, che ha proseguito la preparazione a Trigoria in vista della sfida di domenica contro il Sassuolo. Out Spinazzola e Ibanez, mentre Tammy Abraham pur non avendo accusato lesioni muscolari ha svolto un lavoro individuale. Domani a seguito della rifinitura mattutina, Mourinho deciderà se rischiarlo oppure no. Ovviamente a Reggio Emilia contro il Sassuolo mancherà anche Zaniolo, squalificato.