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Lazio-Roma 3-2 (10′ Milinkovic, 19′ Pedro, 41′ Ibanez, 63′ Felipe, 69′ Veretout) – Il Derby a Sarri, giallorossi sconfitti

E’ il pomeriggio del derby, all’Olimpico la Roma di Mourinho affronta la Lazio di Sarri per la sesta giornata di campionato. Assenti nei giallorossi Spinazzola e Pellegrini.

LE FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Reina; Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto; Pedro, Immobile, Felipe Anderson.
A disp.: Strakosha, Adamonis, Marusic, Patric, Radu, Akpa Akpro, Basic, Cataldi, Escalante, Moro, Muriqi, Romero.
All.: Sarri.

ROMA (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Viña; Cristante, Veretout; Zaniolo, Mkhitaryan, El Shaarawy; Abraham.
A disp.: Fuzato, Boer, Smalling, Kumbulla, Reynolds, Calafiori, Diawara, Villar, Carles Perez, Shomurodov, Mayoral.
All.: Mourinho.

Arbitro: Guida. Assistenti: Meli – Peretti. IV uomo: Di Bello. VAR: Irrati. AVAR: Longo.

RETI: 10′ Milinkovic, 19′ Pedro, 41′ Ibanez, 63′ Felipe Anderson, 69′ Veretout
CARTELLINI: Ammoniti: Rui Patricio, Leiva, Cristante, Vina, Veretout, Cataldi


Finisce 3-2 per i biancocelesti, nonostante il forcing finale dei giallorossi

81′ – Altra grande parata di Reina sul tiro a giro di Shomurodov pescato in area da Perez. Dentro Smalling e Zalewski per Karsdorp e Vina

78′ – Ancora Felipe incontenibile, pallone filtrante per Immobile che calcia potente, Rui Patricio in corner

73′ – Miracolo di Reina su una conclusione incredibile di Zaniolo

69′ – Calcio di rigore per la Roma conquistato da Zaniolo. Dal dischetto Jordan Veretout che insacca per il 3-2

63′ – 3-1 Lazio realizzato da Felipe Anderson in contropiede su assist di Immobile

59′ – Ci prova Immobile dal limite tiro a lato. Cataldi per Leiva già ammonito che doveva essere espulso precedentemente. Ammonito Mourinho

48′ – Occasione importante per la Lazio, punizione di Felipe che pesca Milinkovic, torre per Immobile che calcia al volo di poco fuori

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

41′ – GOOOOOOOOLLLLLl dell’1-2 della Roma siglato da Ibanez di testa su cross da calcio d’angolo di Veretout

37′ – Grandissima opportunità Lazio per il 3-0, con Milinkovic che pesca Immobile centrale, il centravanti resiste a Mancini e calcia sul fondo

27′ – Clamoroso palo di Zaniolo di testa, su cross di Veretout direttamente da calcio d’angolo

26′ – Occasione Roma con un gran destro di Veretout dal limite, Reine devia in corner

19′  Rete di Pedro. Contropiede Lazio, Immobile porta palla e scarica al limite all’ex della partita: destro rasoterra che batte Rui Patricio.

15′ – Angolo Roma battuto da Veretout sul primo palo sbuca Cristante che non trova la porta

10′ – Vantaggio della Lazio con Milinkovic Savic che insacca di testa su assist di Felipe Anderson. Un inserimento centrale in anticipo su Rui Patricio

Squadre in campo, inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO

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Pedro ha detto sì alla Lazio, ma la Roma vuole un indennizzo di 2 milioni

Pedro a sorpresa si avvicina alla Lazio. L’attaccante spagnolo, contattato direttamente da Maurizio Sarri, ha accettato la corte del club di Formello. Come riferisce repubblica.it, i biancocelesti hanno pronto un contratto di 2 anni da 2 milioni a stagione. La Roma però per evitare di perdere il beneficio fiscale relativo al decreto crescita (inerente l’ingaggio lordo pagato lo scorso anno) ha chiesto ai biancocelesti un indennizzo per il cartellino dello spagnolo di 1-2 milioni. Difficile dunque che venga svincolato. Cedendo Pedro, la Roma otterrebbe un risparmio di circa 8 milioni di euro.

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Sarri-Roma, l’ultimo incontro a gennaio. La situazione

Maurizio Sarri è indubbiamente uno degli obiettivi principali per la panchina giallorossa della prossima stagione. L’accordo però non è stato ancora definito. Come riferisce Paolo Assogna di Sky Sport, l’ultimo incontro tra Sarri e la Roma risale a gennaio.

Ad oggi, è ancora tutta da impostare la trattativa su strategie, mercato e dettagli contrattuali. Sarri è un candidato, ma non l’unico per la panchina.

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La Roma vicina alla chiusura per Sarri: accordo verbale raggiunto

La Roma è pronta a definire le prime importanti strategie in vista della prossima stagione. Fonseca non è virtualmente più l’allenatore giallorosso, a maggior ragione dopo la sconfitta di ieri. Secondo l’emittente televisiva ESPN, la scelta per la panchina è stata fatta: si tratta di Maurizio Sarri, con il quale ci sarebbe un accordo verbale, chiuso all’80%, per un contratto biennale.

L’ipotesi Massimiliano Allegri, presa in considerazione dai Friedkin, sarebbe stata abbandonata e il club giallorosso, aggiunge Espn, sarebbe ora concentrato a chiudere l’intesa con Sarri.

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Roma, piano Milik se arriva Sarri

Mentre Sarri si avvicina sempre di più alla Roma, si delineano trattative di mercato legate al cambio di allenatore sulla panchina giallorossa. Una delle priorità, forse quella assoluta, riguarda l’acquisto di un centravanti. La scorsa estate Fienga aveva messo in piedi un piano suggestivo, saltato in extremis: Dzeko alla Juventus e Milik alla Roma.

Come scrive il Corriere dello Sport, oggi se il nome del centravanti polacco è tornato d’attualità per il mercato giallorosso, uno dei motivi è legato proprio a Sarri. Arek Milik alla fine della scorsa estate sfiorò il trasferimento nella Capitale. Visite mediche già effettuate, un supplemento di indagini mediche su quei ginocchi operati richiesto direttamente da Dan Friedkin. Poi i conti con De Laurentiis non sono più tornati e a gennaio si è trasferito al Marsiglia. Milik è finito in Francia in prestito con obbligo di riscatto a dodici milioni, il Napoli si è garantito il 25 per cento sulla futura rivendita. Ma c’è una clausola secondo la quale Milik può liberarsi portando un’offerta di pari valore. Il giovane presidente Longoria, una volta esercitato l’obbligo, partirà da una valutazione di circa venti milioni di euro per il cartellino di Milik. Cifra in ogni caso inferiore a quella che la Roma avrebbe dovuto spendere a settembre scorso.

I contatti con il suo entourage sono stati riattivati in questi giorni, pare proprio attraverso Ramadani, l’agente che cura gli interessi di Sarri e sta conducendo in prima persona l’operazione con la Roma. Milik potrebbe arrivare con un anno di ritardo.

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La Roma ha scelto Sarri: offerto un biennale con opzione

Maurizio Sarri è l’allenatore scelto dai Friedkin per la loro prima, vera Roma. Dopo le semifinali col Manchester, potrebbe arrivare l’accordo definitivo. Le parti sono a lavoro da giorni, con Fali Ramadani potente agente del toscano in contatto con Tiago Pinto per i dettagli contrattuali. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, la Roma avrebbe offerto al tecnico toscano un biennale da 5,5 milioni di euro più opzione per il terzo anno. In questi giorni Sarri deve trovare un’intesa con la Juventus per liberarsi dal vincolo contrattuale con il club bianconero e firmare così il suo nuovo contratto. La strada con la Roma è spianata, il Tottenham ha pensato a Sarri ma finora non ha mai approfondito.

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La Roma a Sarri per tornare al top: ecco il piano di mercato

La Roma ha scelto Sarri, Sarri ha scelto la Roma. Come riporta Il Corriere dello Sport, il matrimonio sembra solo questione di tempo, l’intenzione reciproca è quella di cominciare un affascinante percorso insiemeTiago Pinto presto incontrerà l’agente del tecnico ex Juventus per discutere dei piani futuri, dell’accordo economico e delle aspettative del club giallorosso nelle prossime stagioni: in caso di fumata bianca il general manager comincerà a lavorare per il mercato della prossima stagione. 

Perché la rosa dovrà essere costruita seguendo le idee del toscano e il suo 4-3-3. Sarri è convinto che la rosa della Roma sia competitiva e abbia dunque bisogno di pochi ritocchi. Saranno quattro i ruoli su cui investire per rinforzare la squadra e renderla più compeititiva. In primis il portiere. Pau Lopez nelle ultime uscite sta convincendo tra i pali, ma Sarri vuole un estremo difensore che sappia giocare bene con i piedi e questo fino ad ora è stato uno dei punti deboli dello spagnolo ex Betis Siviglia. Si cercherà una destinazione per Pau Lopez che piace ad alcuni club spagnoli ed inglesi. Tiago Pinto dovrà anche trovare un secondo portiere (Mirante non rinnoverà), mentre Fuzato sarà destinato a un nuovo prestito. 

Altro innesto sarà sulle corsie. La coppia Karsdorp-Reynolds non convince, non per l’olandese ma per il giovane terzino statunitense che ha mostrato di non essere pronto per giocare ad alti livelli. L’americano resterà, ma la Roma avrà bisogno di un altro esterno affidabile per gestire al meglio il turnover, comunque ridotto con Sarri. Santon andrà via, Bruno Peres è in scadenza e non rinnoverà. A sinistra resteranno Spinazzola e Calafiori. In difesa non ci saranno grandi novità, la batteria dei titolari sarà composta da Mancini-Smalling-Ibanez-Kumbulla: Fazio e Jesus andranno via, Tiago Pinto acquisterà undifensore centrale (non un top) come riserva e promuoverà un giovane della Primavera. 

Capitolo centrocampo, uno dei nodi chiave. Veretout, Diawara, Villar e Pellegrini non bastano, Sarri vuole un regista per giocare il suo calcio. Uno alla Jorginho. Tiago Pinto farà di tutto per cercare il nome migliore (più all’estero che in Italia) a cui affidare le redini del gioco giallorosso, fermo restando che dovrà essere anche in grado di cedere a titolo definitivo quei giocatori in prestito e che non rientrano più nei piani della Roma. Nzonzi, Pastore, Kluivert, Florenzi, Olsen, Coric, Bianda: tanti giocatori, troppi e con uno stipendio importante: con le cessioni di questi giocatori la Roma risparmierebbe circa venti milioni di euro netti. Un vero e proprio tesoretto. Cengiz Under invece piace al tecnico e potrebbe restare. 

Ultimo tassello, il centravanti. In questa stagione la Roma ha realizzato troppi pochi gol con i due attaccanti a disposizione e Tiago Pinto dovrà cercare di regalare un vero bomber al nuovo allenatore. Dzeko salvo clamorosi colpi di scena andrà via, al suo posto la Roma sta sondando diversi profili, in Italia e all’estero. Piace tanto Vlahovic, adesso con una valutazione di almeno 40 milioni, ma intriga molto anche Belotti, in scadenza col Torino nel 2022. 

La Roma non avrà più una squadra da 28-30 giocatori, a Trigoria viene considerata una spesa eccessiva. Tiago Pinto vuole un gruppo di 18 giocatori titolari più 4 elementi della Primavera che saranno in pianta stabile in prima squadra e avranno le occasioni per scendere in campo ed essere utili nel turnover. Basta rose infinite, per una questione economica naturalmente ma anche per una questione di funzionalità. Ridurre il numero dei giocatori significa anche ridurre i costi ma anche aumentare le responsabilità tra i giocatori e creare un gruppo unito, compatto e senza scontenti. 

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Roma, fumata bianca Friedkin-Sarri. La situazione

Fali Ramadani, rappresentante di Sarri, nelle prossime ore sbarcherà in Italia per incontrare Tiago Pinto, con il quale ha già preso contatti attraverso il suo braccio destro Pedro Pereira. La scelta della Roma è fatta, quella di Sarri pure. Le parti devono soltanto parlarsi, conoscersi, capirsi. L’intenzione reciproca è quella di cominciare insieme un affascinante percorso insieme. A far decidere i Friedkin sono stati tanti elementi coinvolgenti: 1) l’accettazione entusiastica del piano a medio-lungo termine; 2) il profilo internazionale di un professionista che è partito dal basso per poi vincere in Inghilterra; 3) la necessità di impostare i programmi della prossima stagione in tempo relativamente veloci senza aspettare la fine dell’Europa League.

Come scrive il Corriere dello Sport, del resto la separazione con Fonseca era stata già decisa. Niente potrà essere ufficiale fino alle fine di giugno. Sarri è ancora sotto contratto con la Juventus e ha diritto ad una penale di 2,5 milioni di euro per il mancato rinnovo fino al 2022. Sia la Roma sia l’allenatore manterranno nelle prossime settimane un riserbo strettissimo anche se l’incontro decisivo porterà alla firma. Entro il 31 maggio la Juventus dovrà scioglere le riserve su come intende risolvere il rapporto col mister. Sarri è convinto che la rosa della Roma sia competitiva e abbia bisogno di pochi ritocchi. E’ uno dei motivi che ha facilitato l’avvicinamento con Tiago Pinto. Andrà modulato sul suo 4-3-3. Gli serviranno un centravanti, un portiere, un terzino destro e un regista. A Sarri piace anche Under e aspetta il recupero di Zaniolo.

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Rivoluzione Roma, svolta vicina: Sarri è in pole

Se il Manchester United può cambiare l’immagine e il valore del lavoro svolto da Fonseca in questi due anni giallorossi, difficilmente però potrà cambiarne il futuro, scrive La Gazzetta dello Sport. La Roma – a meno di clamorosi colpi di scena allo stato attuale difficile da poter immaginare – ha infatti deciso di voltare pagina. E su quella nuova, dove il romanzo giallorosso è ancora tutto da scrivere, c’è scritto in grande il nome di Maurizio Sarri. È lui, infatti, il primo nome sul taccuino di Tiago Pinto, quello segnato con la matita rossa sugli appunti del nuovo general manager giallorosso. In questi giorni l’agente di Sarri – Fali Ramadani – è in Italia, anche per sistemare il futuro del suo assistito.

Tecnicamente Sarri è ancora legato alla Juventus, visto che il suo contratto scadrà a giugno ma c’è un’opzione per il prolungamento di un altro anno a 7 milioni di euro. A meno che la Juventus non paghi prima una penale da 2,5 milioni di euro. Facile e molto probabile che tra i due contendenti si trovi un accordo, visto che in fin dei conti conviene ad entrambi. E visto, sostanzialmente, che Maurizio Sarri ha una grandissima voglia di tornare ad allenare il prima possibile, dopo essere stato per tutto quest’anno ai box a causa del divorzio con la Juventus della scorsa estate. Pinto e Ramadani si sono già parlati in un paio di circostanze, trattando proprio la questione-Sarri. Pinto la sta valutando, Ramadani appena può gliela caldeggia. Insomma, la situazione non è ancora bollente anche perché di mezzo c’è una semifinale di Europa League. Ma è sicuramente calda. A chi lo conosce bene – soprattutto dalle sue parti, in Toscana – Sarri ha infatti già confidato come crede che quella della Roma sia una rosa con un’intelaiatura di base già di per sé molto buona, su cui dover intervenire solo con l’aggiunta di qualche pedine mirata, soprattutto a livello difensivo.