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15 anni fa la scomparsa di Franco Sensi: il ricordo di Rosella

Sono passati 15 anni dalla morte di Franco Sensi. Lo storico presidente del terzo scudetto è rimasto nei cuori di tutti i tifosi. Questo il ricordo della figlia Rosella su Instagram: “Quindici anni oggi. Quindici anni senza papà, senza il mio papà. Senza Franco Sensi. Un nome che ha fatto la storia di questa città, della nostra Roma che considerava come una quarta figlia, ma anche dello sport e della storia italiana. Mi piacerebbe che oggi fosse ricordato come merita, almeno oggi. E non parlo dei tifosi che non ci fanno mai mancare il loro affetto. Perché 15 anni fa se ne è andato un grande uomo, una persona perbene che ha messo amore e passione in tutto quello che faceva. Si, quindici anni fa mio papà ci salutava e ci lasciava un vuoto enorme. Mai colmato. E ora mi consola un po’ saperlo vicino a mamma, a tifare la sua Roma”.

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La Roma ricorda Franco Sensi: oggi avrebbe compiuto 96 anni

Costruzione del presente e del futuro, ma anche profondo rispetto per il passato. La Roma sui propri social ha ricordato poco fa il compianto Presidente Franco Sensi, l’ultimo capace di portare nella capitale il tricolore. Oggi avrebbe compiuto 96 anni.

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Roma-Feyenoord, Friedkin invita Rosella Sensi alla finale

Un gesto di grande cordialità, per non dimenticare il passato comunque glorioso della Roma. La società giallorossa, per volontà della presidenza, ha deciso di invitare alla finale di Tirana Rosella Sensi, ex presidentessa del club e figlia del compianto Franco Sensi, presidente dell’ultimo scudetto giallorosso. A riferire la notizia Chiara Zucchelli

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Esclusiva Retesport, MEXES: “La Roma mi è rimasta nel cuore. Ricordo con affetto Franco Sensi. Mourinho può riportare i giallorossi dove meritano” (AUDIO)

“Vivo un po’ a Roma e un po’ in Francia, sono cresciuto nella capitale come uomo e come calciatore, sono rimasto legato a questa città affettivamente e sono contento di esser tornato qui”. Philippe Mexes, ex difensore della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport 104.2 nello spazio pomeridiano di 1927.

Queste le sue dichiarazioni tra passato e presente: “E’ indescrivibile ciò che ho provato nell’indossare questa maglia, era importante per me affermarmi qui a Roma, dopo un inizio di carriera in Francia, iniziai con difficoltà il primo anno, con tanti cambi di allenatori e poi ce l’ho fatta. Ho imparato tanto nella capitale”

“A Roma devi dare sempre soddisfazione ai tifosi, far vedere che dai tutto per questi colori, rappresenti la Roma in Italia e in Europa. La piazza è stupenda e con questa maglia, i tifosi ti danno grandi stimoli. E’ difficile gestire la pressione dell’ambiente, perchè ci sono grandi aspettative, quando vincemmo a Madrid era tutto moltiplicato per dieci. Totti ci ha insegnato a rispettare sempre questa maglia”

Il tuo ricordo più bello?
“Il mio ricordo più bello è il presidente Sensi: ero giovanissimo quando venni qui, lo conobbi e vederlo nello spogliatoio con la sua passione mi emozionava, ha dato tantissimo per la Roma, mai incontrato un presidente che ha dato così tanto per una società. Abbiamo sofferto tanto la sua scomparsa, abbiamo lottato per ritrovare una stabilità. Non è stato semplice neanche per noi quel periodo. Spalletti sicuramente ha dato una grande stabilità, costruendo un progetto tecnico importante, creando un grande gruppo e rialzando le sorti della Roma”

Se fossi un direttore sportivo, sceglieresti come coppia difensiva Mexes-Chivu o Mexes-Juan?
“Sceglierei Mexes-Chivu perchè sono un mancino e un destro, poi Juan era un grande, faceva pensare ad Aldair, ma Chivu era più completo, era una vera guida”

Mourinho a Roma cosa può fare?
“Ha tutte le qualità per portare la Roma a vincere, è un allenatore straordinario, spero che con la Roma riesca a fare ciò che fece col Porto, facendola crescere e riportandola dove merita”

Cosa accadde quella sera contro la Samp nel 2010
“E’ la partita che mi ha fatto più male di tutte, avevamo in mano lo Scudetto, ce lo meritavamo, sapevamo quanto contasse per la città che non vinceva dal 2001, secondo me abbiamo sottovalutato il secondo tempo, perchè nel primo eravamo in vantaggio. Commettemmo degli errori stupidi, un grande peccato”

Sei entrato nel cuore dei tifosi, eri chiamato a sostituire un fenomeno come Samuel. Ti rivedi in qualcuno dell’attuale campionato italiano?
“Mi ritrovo un pochino in Kjaer nei suoi modi, nel suo look, ha fatto un percorso simile al mio con Roma e Milan”

Mancini può diventare un leader della Roma?
“Penso possa diventare un leader della difesa giallorossa”

Hai smesso relativamente giovane, come mai?
“Sono stato un po’ deluso dal calcio in generale, ero stanco di andare in allenamento e vedere gente giovane che non aveva la grinta di lavorare e allenarsi. Non mi andava di fare l’allenatore in campo, o di andare a svernare in campionati minori”

Pensavi di poter concludere la tua carriera con la Roma?
“A Roma potevo sicuramente concludere la mia carriera, poi ci sono stati vari episodi, c’è stata la cessione della società, ho avuto l’opportunità di andare al Milan in quel momento erano ad un livello superiore e ho deciso di andare lì. Ho visto come hanno trattato Francesco Totti o Daniele De Rossi a distanza di tempo, non si fa così, due bandiere, due grandi uomini, pensate come avrebbero trattato me…”