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Interviste

Pinto: “Roma più forte, ma non da Scudetto. Zaniolo? Mai vicino alla cessione. Solbakken? Ci proviamo. Difensore? Abbiamo soluzioni interne”

CONFERENZA STAMPA – Tiago Pinto ha parlato in conferenza al termine del calciomercato estivo:

Un grande mercato per la Roma, consegnate all’allenatore un instant team con giocatori di grande esperienza. E’ il momento di prendersi la responsabilità di dire che questa è una squadra che ha il dovere di lottare per lo Scudetto?
“Volevo ringraziare in primis tutte le persone del club che hanno lavorato con me, da fuori sembra divertente il mercato, ma da dentro è molto faticoso, anche i ragazzi dell’ufficio stampa e voglio ringraziare tutti. La squadra è sicuramente migliore, era il mio obiettivo dall’inizio, oggi la squadra ha più soluzioni e qualità. Non sono d’accordo sul concetto dell’instant team anche se riconosco la tua coerenza di pensiero. La Roma è la quarta squadra più giovane della Serie A, cosa che non era due anni fa e la nostra strategia è stata sempre quella di lanciare dei giovani come Bove, Darboe, Zalewski e quest’anno Faticanti, Volpato, Keramitsis etc. Ma abbiamo sempre parlato di equilibrio, quindi giovani importanti ma anche giocatori esperti come Paulo, Belotti e Wijnaldum. Siamo più forti, siamo riusciti a centrare questo obiettivo ma sempre con il nostro valore più grande: l’allenatore, la sua leadership dopo la stagione scorsa dove ha migliorato diversi calciatori, anche sui giovani e in questa stagione abbiamo portato giocatori più bravi e ci aspettiamo dei miglioramenti rispetto alla scorsa stagione. Ma non vogliamo parlare di Scudetto: non vogliamo nasconderci, ma ho sempre detto che faccio fatica a Settembre a pensare a Maggio. Per voi il mercato condiziona tanto il progetto sportivo, per me è il lavoro quotidiano e ieri come ha detto bene Belotti dobbiamo credere di vincere tutte le partite, a cominciare da Udine”.

Per il terzo anno la nuova proprietà non ha venduto i migliori giocatori. Si è parlato tanto di Zaniolo, le chiedo quanto è stato vicino ad andar via? Soprattutto con il Tottenham? Come gestirete il prossimo passaggio sul rinnovo?
“Mai stato vicino alla partenza e oggi è finito il mercato. Nicolò la stagione scorsa aveva bisogno di ripartire dopo due anni di infortuni, in questa stagione ha già dimostrato di stare molto meglio, non è mai stato un problema, è giovane, è felice, ha aiutato tanto la squadra, ora deve recuperare dall’infortunio. Ho chiamato Vigorelli mezz’ora fa per calendarizzare gli incontri per il rinnovo perchè la gente giustamente si aspetta questo e non va trascinato a lungo”

Siete preoccupati per le sanzioni dell’UEFA e preoccupati che possano fare due pesi e due misure sui club?
“Sul Fair Play il club avrà il tempo giusto per parlarne, è un tema molto serio. Ogni tanto nel calcio parliamo di questi temi senza il giusto approfondimento. Il Fair play è stato creato per aiutare i club non per danneggiarli. Io ho in testa il progetto Friedkin, non il Fair Play. La sostenibilità finanziaria per noi è molto importante, abbiamo seguito questa strada. Su Dybala non abbiamo speso soldi sul cartellino ma abbiamo preso la sua qualità. Vogliamo migliorarci ogni finestra di mercato, ma sappiamo che i Friedkin hanno raccolto un’eredità pesante e sapevamo di avere un percorso da fare per raggiungere la sostenibilità. Per me il Fair Play non è un problema, quello che voglio fare è creare una squadra senza più forte, dove prevalga la politica del merito e creare spazio per i giovani. Spero che queste limitazioni possano sparire, significa che nei prossimi anni avrò fatto bene il mio lavoro. Il mio obiettivo è che il nuovo ds della Roma un domani abbia una vita più semplice della mia”.

Grande lavoro su cessioni, stipendi di giocatori che sono fuori ma questo lavoro basta per arrivare al primo paletto? L’UEFA vuole che la squadra costi il 90% dei ricavi. E’ un obiettivo raggiungibile?
“Non voglio trasformare questa conferenza sul Fair Play, è un tema sensibile, ne parleremo più avanti. Per me il Fair Play non è una scusa, ovviamente con questo mercato ci siamo avvicinati a questi obiettivi, ma non è finita perchè quando i club firmano i settlement agreement si parla di programmazione pluriennale, ma questo come abbiamo dimostrato quest’estate non impedisce di fare mercato, dobbiamo essere bravi anche con qualche paletto dell’UEFA a fare bene lo stesso il nostro lavoro. Negli ultimi 10 anni della Roma non è normale che abbia più venduto che comprato. La Roma non è andata oltre nel monte ingaggi, dal mio arrivo abbiamo ridotto oltre 20 milioni il monte ingaggi. Mai mi sentirete qui dire che a causa del Fair Play non abbiamo fatto mercato. Fare il direttore sportivo oggi è diverso che 10 anni fa. Oggi siamo costretti a tenere conto di tematiche finanziarie, legate, dell’UEFA. Abbiamo fatto un lavoro interessante per avvicinarci a questa sostenibilità della società. Sono sicuro che quando un giorno andrò via, la Roma avrà una situazione più solida di quella che io ho trovato”

Ha citato Mourinho, avete preso grandi giocatori a parametro zero, dopo anni passati nel buio a livello sportivo a parte la Conference. E’ merito suo? Di Mourinho o anche dei Friedkin? Dove si vuole arrivare?
“Merito essenzialmente della proprietà e di Mourinho. Della proprietà perchè ha fatto capire che sta costruendo un progetto diverso, non parlano molto ma fa vedere che ha idee giuste per il club a 360 gradi. Oggi l’immagine della Roma è più allettante nel mondo. Poi non c’è dubbio che il ruolo di Mourinho nella capacità attrattiva dei giocatori è totalmente diverso rispetto ad altri allenatori. Sarebbe stupido non sfruttare questo. Non ha neanche problemi generazionale, ci sono allenatori della sua età che ai giovani non dicono molto, invece noi abbiamo ventenni che sognavano di esser allenati da Mourinho. Non ho dubbi che per chi è arrivato quest’estate abbia pesato la presenza di Mourinho. Lui è sempre al corrente di tutto durante le trattative”

Si è sdoppiato tra arrivi e cessioni. Quale dei due aspetti le ha dato più difficoltà? Che voto si dà quest’anno?
“Hai detto una cosa giusta, chiaramente ai tifosi crea entusiasmo guardare chi arriva, ma noi siamo molto concentrati su chi parte. Abbiamo fatto 57 operazioni, significa che si lavora tanto sulle uscite. Non mi nascondo mai, non sono totalmente soddisfatto sulle uscite, per un paio di giocatori che abbiamo prestato c’erano le condizioni per cederli. Sono giovane e imparo: la stagione scorsa ho fatto l’errore di darmi il voto, dopo durante la stagione quando i risultati non venivano qualcuno mi ha preso in giro con quel voto, magari dopo Tirana il voto ci stava invece, questa stagione non lo farò, ormai mi conoscete, non lavoro molto sul mio protagonismo individuale, lavoro sulle idee e sul rapporto con le persone, ma non ho bisogno di marchette per avere un grande voto. Il calcio cambia tutti i giorni, oggi siamo fenomenali domani siamo scarsi. Io faccio anche la mia valutazione, ci sono stati dei momenti durante quest’estate che voi tutti avete pensato avessi fatto un capolavoro e invece ero insoddisfatto e viceversa”

Un tassello in difesa manca, lo porterete? Come ha vissuto le pressioni non solo mediatiche e di Mourinho sul mercato?
“Sulla pressione sai sono giovane ma ho vissuto tante cose, ho tre sole persone che mi mettono pressione: mia madre, mio padre e mia sorella. L’altro telefono che ho è della famiglia e qui non lo porto perchè sennò ho paura. Scherzi a parte. Anche se qualcuno dice o scrive il contrario io ho un grande rapporto con Mourinho, quello che noi viviamo qua a Trigoria è un ambiente di famiglia, quello di cui discutiamo lo facciamo in famiglia. A me non compete commentare le sue parole, perchè il suo lavoro è difficile, è esposto 150 volte alla stampa, ogni tanto è difficile fare quel lavoro lì. Cerchiamo di essere allineati con la società, lavoriamo insieme, a volte ho chiesto il suo aiuto per portare avanti le cose. Non funziono molto con la pressione, chi mi conosce sa che l’unico modo per portare avanti le cose con me è coinvolgermi, con ottimismo e positività. Non è arroganza ma credetemi non leggo la stampa. Vado al Ristorante e tutti mi chiedono se prendo Dybala e Belotti, è normale. Sulla difesa non voglio nascondere nulla: penso che giocando a tre è normale che avremmo avuto bisogno di un altro centrale, non siamo riusciti a farlo per tanti motivi, penso che dentro la squadra avremo delle soluzioni, magari non ideali, ma abbiamo giocatori con qualità che sanno giocare in più ruoli. Voi parlate molto di Mourinho carismatico e leader, io parlo di Mourinho sul campo: la stagione scorsa e nella sua carriera, ha fatto vedere ad esempio con Felix, o Zalewski, che nel momento della difficoltà ha trovato soluzioni. Abbiamo giocatori come Karsdorp, Vina o Cristante che possono giocare lì. Noi non possiamo andare solo sulla strada un piccolo sforzo e prendiamo Dybala, Wijnaldum, etc. Le cose sono più complesse di quello che sembrano ed è così”

A giugno il mercato della Roma sembrava fermo, la strategia prevedeva l’arrivo di Frattesi poi la soluzione è svanita, come è andata la trattativa? Ad un certo punto la vostra strategia è cambiata, spendendo solo per Celik e prendendo parametri zero? Perchè è andata così?
“E’ veramente quello che è successo, la strategia era questa: noi abbiamo una strategia sportiva e finanziaria. La squadra ha bisogno di certe cose e dopo c’è una strategia finanziaria che permetta di arrivare lì. Con tutti i condizionamenti del Fair Play. Il mercato dura tre mesi, sapevo che serviva pazienza ma ho capito che sarebbe stato complicato ottenere tanti soldi in uscita per portare avanti le entrate. Allora lì ho capito che avremmo potuto rinforzare la squadra con i parametri, piuttosto che aspettare di vendere per portare a casa i giocatori che volevamo. Tutto va misurato. Tutte le situazioni sono state legate alle uscite, Wijnaldum arriva con la cessione di Veretout, Belotti arriva dopo l’addio di Felix. Hai fatto un’analisi concreta: non ho voluto compromettere la società, ho cambiato strategia finanziaria ma non sportiva. Su Frattesi dico chiaramente: è il mio giocatore preferito della Serie A tranne i giocatori della Roma. E’ un grande giocatore, sarà uno dei centrocampisti più forti della Serie A e della Nazionale, poi arriva il mercato e ci sono delle dinamiche diverse. Io non uso la stampa per parlare di Frattesi è la prima volta che ne parlo, queste cose vanno trattate con il club. Ognungo fa la sua valutazione, per il Sassuolo David aveva una valutazione e noi non l’abbiamo raggiunta. Mi dispiace che in alcuni momenti ci sono trattative che sono fatte da uno solo, perché magari parla solo una parte e sembra che la trattativa la fanno da soli. Il Sassuolo è un grande progetto sportivo, le persone che lo guidano sono molto competenti, ma non siamo riusciti a fare l’accordo, sono tedesco un po’ su questo: non mi piace portare a lungo le trattative perdendo tempo su due-tre milioni”

Solbakken può arrivare a gennaio?
“Non è vero che la Roma ha aumentato il monte ingaggi, non è difficile capire che se noi risolviamo Olsen e Fuzato e portiamo Svilar, la Roma non aumenta il monte ingaggi, così se vende Florenzi, Reynolds etc e prende Celik non aumenta, così a centrocampo e davanti. Non voglio essere il mago delle finanze, ma non è vero che il monte ingaggi è aumentato. Solbakken? Qualcuno diceva che aveva firmato per un’altra squadra, che aveva fatto le visite mediche. Se tu mi dici che non è così, ci proviamo”

Ha intenzione di andar via? A sentire le sue parole sembrava così… 
“(Pinto ride) sono felice qui, c’è una cosa: per venire qui ho lasciato il grande amore della mia vita, il Benfica, perchè ho una totale empatia con Friedkin e Mourinho, è questo che mi muove, le idee, non i soldi, ma le persone con cui lavoro. Il prossimo direttore sportivo avrà un lavoro semplice, è così. Sul mio contratto non hi bisogno di rinnovarlo fino al 2024, sono diverso dai giocatori. Io faccio le mie valutazioni, io sono felice qui”.

Il mio rimpianto è nel piano della sessione. Cerco di essere una persona metodica. Prepariamo secondo me le cose per bene, ma alla fine il calcio, lo sport è l’unica attività commerciale dove comandano gli operai cioè i calciatori. Io ho un po’ un rimpianto: avevamo due-tre operazioni. Ce l’ho nelle uscite più che nelle entrate. Gli acquisti mi piacciono tutti, è sempre una storia. C’è una storie dietro, che va oltre l’emozionale. Io sono un essere umano: quando devo chiudermi 4-5 giorni in un hotel a Torino per prendere Paulo non è una cosa semplice. Difficile dire quale mi piace di più, ma ho sentito che tutti i giocatori hanno perso soldi per venire alla Roma. Le persone fuori hanno capito che qua sta nascendo qualcosa. I Friedkin e Mourinho sono stati fondamentali. Ogni trattativa ha una storia particolare.”

Zagadou arriverà? Coric e Bianda?
“Calma che io non mollo mai. Abbiamo ancora Belgio, Grecia, Turchia, quei ragazzi lì devono spingere un po’ di più per trovare soluzioni. Sono due ragazzi Bianda e Coric vittime del contesto del passato. Su Zagadou, ma anche Denayer, ci sono tanti in scadenza, questo mercato farà storia su questa strategia di molti di portare i contratti a scadenza”

Il contratto di Belotti è un anno più due in opzione. Come mai?
“La verità è che siamo stati veramente creativi in due tre operazioni, ma tutto dipende dalla necessità, l’importante è che i giocatori abbiano accettato, per me non è importante se è 1 + 2 o 2+ 1 perchè in quei contratti ci sono cose che lette da fuori sembrano negative invece per i giocatori sono positive. Ci sono dettagli dei contratti che non posso divulgare, sono convinto che Andrea sia felice qui e giocherà tanti anni con la Roma, ha fatto uno sforzo per esser qui e ora mi impegnerò io per aiutarlo ad esser felice”

I rinnovi di Spinazzola e Cristante?
“L’anno scorso una delle domande era che con l’arrivo di Tammy avevamo il problema di fare sei rinnovi, dopo un anno continuiamo a parlare di questo (ride ndr). E’ normale che sia un tema di discussione quando si arriva vicini alla scadenza. Bryan sa cosa pensiamo tutti di lui, penso che rimarrà qui tanti anni, è un grande giocatore, un grande professionista e ha la giusta mentalità per restare qui. Adesso fatemi riposare un po’ perchè è stato pesante, tu lanci l’idea poi arriva il procuratore e mi chiede”

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Calciomercato

Roma, ancora viva l’ipotesi Solbakken ma dipende dalle cessioni

Potrebbe non esser finito qui il mercato della Roma. Nel mirino, infatti, c’è ancora Ola Solbakken. Come riporta ilmessaggero.it, l’arrivo del norvegese, però, potrebbe sbloccarsi solo con la cessione di Shomurodov. Anche in questo caso un acquisto che può andare in porto solo se il Bologna accetterà di comprare l’ex Genoa a titolo definitivo. Manca ancora l’accordo tra i due club: Pinto chiede il prestito con obbligo di riscatto a 14 milioni, il Bologna accetta la formula ma a un prezzo decisamente inferiore.

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A Ciampino spunta Solbakken

Toccata e fuga a sorpresa per Ola Solbakken. L’esterno offensivo di proprietà del Bodo Glimt è sbarcato nella Capitale ieri mattina alle 9:30 in compagnia del suo procuratore Carlosson) e, sempre dall’aeroporto di Ciampino, è ripartito con un jet privato alla volta della Norvegia intorno alle 19:30. 

Solbakken scrive il Tempo – si è presentato con una t-shirt tutta nera, dei jeans corti ed un cappellino grigio – ha risposto con un grande sorriso a quei tifosi romanisti che lo hanno riconosciuto e gli hanno chiesto se fosse in città per firmare con la società dei Friedkin, evitando quindi di sbilanciarsi.

Dopo mesi di studio, un’importante accelerata è stata impressa nei giorni della sfida d’anta dei quarti di finale disputata in Norvegia, dove, sfruttando il viaggio e la trasferta, la Roma ha trovato l’intesa contrattuale con il ragazzo (non andrebbe ad occupare uno slot da extracomunitario) e il suo entourage.

Il Bodo ha intenzione di tenere Solbakken per i preliminari di Champions. In caso di qualificazione l’intenzione è quella di continuare a ressitere anche per i turni successivi, consapevoli che il giocatore potrebbe già ora firmare a parametro zero, per poi rendere effettivo il trasferimento dal 1 gennaio del 2023.

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Con Solbakken accordo chiuso: il Bodo lo blocca

Anche se l’accordo con la Roma è stato raggiunto da tempo, il futuro di Ola Solbakken rimane da scrivere. L’intesa con i giallorossi è stata trovata dopo la gara d’andata dei quarti di Conference League, a bloccare la trattativa però sono i sei mesi di contratto che l’attaccante ha ancora con il Bodo/Glimt.

I rapporti – scrive Il Tempo – tra i club infatti non sono idilliaci, con i norvegesi – infastiditi dalla trattativa Roma-Solbakken e dal caso Knutsen-Nuno Santos – che non intendono liberare il giocatore. Tiago Pinto però non presenterà un’offerta fuori mercato per un calciatore che dal 1° luglio sarà libero di accordarsi con qualsiasi club, ed è disposto ad aspettare anche la sessione invernale. Una scelta che però potrebbe cambiare i piani del giocatore, impaziente di fare il salto di qualità in uno dei principali campionati europei.

Da Trigoria non sembrano preoccupati ma se la situazione non dovesse cambiare, e nel frattempo il Bodo dovesse ricevere un’offerta considerata vantaggiosa anche dal giocatore, il destino di Solbakken potrebbe tornare in discussione.

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Mercato, aumenta la concorrenza per Solbakken: proposto al Napoli, si inserisce l’Eintracht. Ma la Roma è in vantaggio

Si accende la gara per Ola Solbakken. La Roma si è mossa in tempo ed attualmente è in pole position, ma nelle retrovie cominciano a sorgere altre pretendenti. Dietro i giallorossi, infatti, ci sono sia l’Eintracht Francoforte che il Napoli. I tedeschi si sono accodati alla Roma, mentre alla porta dei partenopei hanno bussato gli intermediari del norvegese. Per ora, però, non dovrebbe esserci nessuna rivoluzione nelle gerarchie: è la Roma ad essere in un posto prioritario. Lo riporta Gianluigi Longari di Sportitalia.

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Con le ali si vola. Farias, Guedes e Solbakken: la Roma torna all’antico

 Il regista è la priorità. E ci mancherebbe altro, considerando che José Mourinho lo aspetta e lo chiede da circa un anno. Come scrive La Gazzetta dello Sport, nel frattempo, però, la Roma si sta muovendo pure sul fronte offensivo ed in particolare sui giocatori che possono ricoprire anche il ruolo di esterni d’attacco: SolbakkenGuedes Farias.

Tre nomi interessanti per il fronte offensivo giallorosso, tre pedine che possono e devono giocare larghi, i primi due molto più del terzo, ma anche l’argentino è uno che al Colon di Santa Fé è sceso in campo spesso anche sull’out, largo, sia a destra sia a sinistra. Tre attaccanti su cui Tiago Pinto lavora da un po’. Il che – ovviamente – non vuol certo dire che possano arrivare alla Roma tutti e tre, ma che almeno uno sì, se non anche due, già nel corso della prossima stagione.

Ola Solbakken conosce oramai bene la Roma, esattamente come la Roma conosce bene lui. Quest’anno i giallorossi se lo sono trovato sulla loro strada in ben 3 delle 4 occasioni in cui hanno affrontato il Bodo/Glimt, con la punta norvegese che ha segnato a Mou tre reti nel girone di qualificazione, venendo invece asfaltato nel 4-0 del ritorno dei quarti di finale. La Roma ha già una promessa ed il sì del giocatore, ora manca l’accordo con il club. Che non dovrebbe essere difficile da trovare, considerando che Solbakken va in scadenza a dicembre, tra esattamente 7 mesi, e il Bodo ha tutto l’interesse a incassare qualcosa piuttosto che a perderlo a parametro zero.

Un altro uomo su cui si lavora da un po’ è Gonçalo Guedes, 25 anni, esterno portoghese del Valencia, con un contratto in scadenza tra due anni. Il Valencia lo valuta molto, quasi 40 milioni di euro, al termine di una stagione chiusa con 13 reti e sei assist all’attivo nelle 42 partite disputate.

Ieri in Spagna erano già sicuri di un passo ufficiale di Tiago Pinto, il general manager giallorosso, con una possibile offerta di 25 milioni di euro a cui aggiungere il cartellino di uno tra Amadou Diawara e Gonzalo Villar (che al Valencia B è cresciuto, tra il 2015 e il 2018), per una valutazione complessiva di circa 30 milioniGuedes piace tanto a José Mourinho e appartiene anche alla sua stessa agenzia, la Gestifute, cosa che può facilitare un’eventuale operazione, anche grazie alla mediazione di Mendes.

E poi c’è Farias, “el niño”, il piccoletto di 20 anni che un anno fa ha portato il Colon di Santa Fé a vincere il suo primo titolo in Argentina, la Copa de la Liga Profesional. La Roma lo segue con grandissima attenzione ed è pronta ad investire anche quanto chiesto dagli argentini (10-12 milioni di euro, con un contratto in scadenza nel 2025) per portarlo eventualmente in Italia. Su di lui ci sono anche gli occhi di Atalanta, Fiorentina e Udinese, ma forse anche della Juventus, oltre a qualche altro club europeo di ottimo livello (si è parlato anche dell’Atletico Madrid).

Ma nelle ultime ore i rumours di mercato hanno riavvicinato alla Roma anche altri due giocatori capaci di giocare come esterni: Filip Kostic, il serbo di 29 anni che ha fatto una grande stagione con l’Eintracht Francoforte e che ha il contratto in scadenza tra un anno, e Isco, lo spagnolo del Real Madrid in scadenza tra un mese, che può giocare sia come ala sia come trequartista centrale

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Roma, Solbakken ha detto sì: i dettagli dell’accordo contrattuale

La Roma ha trovato l’accordo contrattuale con il norvegese Ola Solbakken, ventiquattro anni da compiere il prossimo settembre, attaccante esterno con cui abbiamo fatto conoscenza nelle quattro sfide di Conference contro il Bodø in cui ci ha segnato tre reti nelle due gare del girone, dando la sensazione di un giocatore con qualità importanti e con margini di miglioramento notevoli.

Come riporta ilRomanista.eu, l’accordo sarebbe sulla base di un contratto quinquennale a partire da settecentomila euro netti a stagione (si tenga presente che in Norvegia il vichingo guadagna 160.000 euro all’anno) che, al lordo, salirebbero a poco più di un milione considerando che con il norvegese, arrivando dall’estero, si potrebbe sfruttare il decreto crescita che dimezza il peso fiscale. In teoria dovrebbe prendere il posto di Carles Perez se per lo spagnolo in estate arriverà un’offerta ritenuta adeguata (dalla Spagna soprattutto).

Tutto fatto, allora? Non ancora. Perché non c’è l’accordo con il Bodø con cui Solbakken ha un contratto in corso con scadenza il prossimo trentuno dicembre. In sostanza è quasi a parametro zero e la Roma è intenzionata a pagare molto poco il cartellino. Il club norvegese a queste condizioni finora ci ha sentito poco, anche perché il burrascoso dopo partita in Norvegia al termine della partita d’andata dei quarti di finale della Conference ha inasprito non poco il confronto. La Roma conta comunque di poter arrivare a un accordo e sta lavorando sul fatto di essere disposta a lasciare il giocatore ai norvegesi fino a quando saranno impegnati nei preliminari della prossima Champions League, obiettivo al quale il Bodø tiene ovviamente in maniera particolare (l’eventuale qualificazione al girone per i norvegesi vorrebbe dire una cascata di soldi).

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Solbakken: “L’interesse della Roma fa piacere. Mourinho è un grande allenatore”

Ola Solbakken, attaccante esterno del Bodo, secondo diversi media nel mirino della Roma per giugno, ha parlato ai microfoni del portale norvegese dagbladet.no: “È bello sapere di questi interessamenti, è divertente, ma a parte questo non ho altri commenti da fare. In ogni caso non ha senso che io sappia qualcosa ora che la finestra di mercato è chiusa. Ora mi concentro sul Bodo/Glimt. Mourinho? È un grande allenatore, non posso negarlo. Ha vinto molti titoli importanti”.

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Per Solbakken si cerca l’intesa col Bodo/Glimt

Tre priorità per il mercato estivo: un centrocampista centrale (che unisca una buona struttura fisica a qualità tecniche), un esterno destro ed un difensore centrale di piede mancino. Come riporta Il Tempo, Tiago Pinto e Mourinho si stanno muovendo da mesi con questi tre obiettivi in testa, consapevoli che nel caso in cui si riuscisse a piazzare qualche esubero in uscita ci sarebbe la possibilità di fare altri movimenti in entrata. Un esempio è quello Carles Perez, destinato all’addio, che potrebbe essere sostituito da Solbakken.

L’ala norvegese è da tempo nel radar della Roma, che ha già da mesi trovato l’accordo per l’ingaggio con il suo agente. Le scintille della doppia sfida europea con il Bodo non hanno facilitato la trattativa, ma Pinto continua il proprio pressing per il calciatore, il cui contratto scadrà a dicembre 2022. A proposito di accordi contrattuali: mancano soltanto gli ultimi dettagli e poi sarà siglato il rinnovo di Felix, che quando è arrivato ha firmato ad un ingaggio molto ridotto, il più basso della rosa.

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Bodo-Roma, out Solbakken ma Pinto fiuta l’affare

Doveva essere uno degli osservati speciali in chiave mercato, ma se ne riparlerà al ritorno. Ola Solbakken, attaccante del Bodo/Glimt, autore di 3 reti nelle due sfide dello scorso autunno contro la Roma, salterà il match di questa sera per una sindrome influenzale.

Opportunità low cost per giugno

Nei giorni scorsi Tiago Pinto ha incontrato un intermediario italiano che ha il mandato per la cessione del giocatore – in scadenza di contratto nel dicembre 2022 – e la società giallorossa sta valutando l’opportunità di fare un’offerta già nelle prossime settimane. Ieri il tecnico Knutsen, a domanda precisa sul futuro del classe 98′ ha affermato: “Leggo cifre basse per il suo reale valore. Se lo vogliono dovranno pagare sicuramente di più”.